n° 520 del 9 marzo 2014
lunedì 10 marzo 2014

9 marzo 2014

nr. 520
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:

1 -  Un’azione umanitaria lunga 150 anni
Tratto dalla rivista “Red Cross Red Crescent”  Nr.1 – 2013
La cronistoria - parte 7-8-9
Traduzione non ufficiale di Valeria Ciolino e di Simon G.Chiossi

2 - The Magazine of the International Red Cross and Red Crescent Movement
Principi Fondamentali
La sicurezza grazie ai Principi
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 02-02-2014 Comunicato stampa 14/19
Sudan: il CICR spera di riprendere al più presto le sue attività
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - The Magazine of the International Red Cross and Red Crescent Movement
 “L’umanitario digitale”
Traduzione non ufficiale di Valeria Ciolino
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1 - Un’azione umanitaria lunga 150 anni
Tratto dalla rivista “Red Cross Red Crescent”  Nr.1 – 2013
La cronistoria - parte 7-8-9
Traduzione non ufficiale di Valeria Ciolino e di Simon G.Chiossi

Un’azione umanitaria lunga 150 anni

Parte 7

1955 La guerra del Viet Nam:Iniziata come una guerra di indipendenza coloniale dalla Francia, ma diviene in seguito una guerra 'per procura' fra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti, che raggiunge il picco negli anni `60 e termina con il ritiro statunitense e il trattato di pace del 1973. La guerra del Viet Nam sarà il conflitto di più lunga durata e con maggior numero di morti di tutta la guerra fredda.

1956: L'Unione Sovietica reprime nel sangue una rivolta in Ungheria. La Lega (ora chiamata CICR) si attiva per aiutare i profughi ungheresi che si riversano in Austria e Yugoslavia. Nel giro di un anno il CICR si trova a gestire 50,000 profughi in 44 campi. Nel frattempo le Società Nazionali del Medio Oriente fanno fronte alla guerra Arabo–Israeliana.Il periodo di decolonizzazione che segue la Seconda Guerra Mondialevede la creazione di molte nuove Società Nazionali, e la neo-battezzata Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) raggiunge i 100 membri.

1962 Conflitto in Yemen:Un conflitto armato scoppia dopo il rovesciamento del sultanato nel nord del paese. Il CICR risponde, e nel corso degli anni i suoi delgati forniranno assistenza medica, visiteranno i prigionieri di guerra su entrambi i fronti e saranno intermediari neutrali per le parti.

1963:Il Movimento celebra 100 anni dalla fondazione. In occasione del centenario CICR e FICR sono insigniti del Premio Nobel per la Pace.

1965:I Principi Fondamentali del Movimento, come li conosciamo oggi, sono adottati all'unanimità dalla 20a Conferenza Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

1967:A causa della Guerra dei Sei Giorni tra arabi e israeliani il CICR istituisce la prima delagazione permanente in Medio Oriente, e cresce cosí il suo ruolo di intermediario neutrale nei negoziati per il rilascio degli ostaggi.

1968:Il CICR fonda il primo centro ortopedico nella città yemenita di Sana’a. In seguito questo si espanderà a comprendere cinque strutture, e verrà passato in gestione alle autorità locali.

1968la guerra del Biafra:I media internazionali accendono i riflettori sulla guerra in Biafrae il Movimento inizia la proprie operazioni, proprio quando ci si accorge che il conflitto rappresenta un punto di svolta nella storia dell'attività umanitaria. Perlopiù a causa di questa esperienza, alcuni membri del personale del CICR abbandoneranno l'organizzazione negli anni a seguire per fondare Médecins sans Frontières.

La guerra del Biafra “èspesso presentata come il momento d'inizio di una nuova fase nella storia dell'attività umanitaria”, scrive Marie-Luce Desgrandschamps in un numero speciale della Rivista Internazionale di Croce Rossa dedicato ai primi 150 anni dell'attività umanitaria. La guerra civile post-coloniale presenta diverse nuove sfide al CICR, un'organizzazione che si sta ancora ricostruendo dopo la Seconda Guerra Mondiale e non è completamente pronta per orerazioni complesse e massicce. I problemi logistici, l'insufficienza di delegati preparati a dovere e le difficoltà di dialogo con le altre organizzazioni, i governi e i gruppi armati portano a riforme e rinnovata esperienza. Un risultato, sopra tutti, è la crescita della professionalizzazione e degli sforzi per un miglior coordinamento degli aiuti umanitari.

“Il CICR di oggi nasce proprio in Africa, al volgere degli anni `60, sulle rovine del Biafra,” dice il delegato CICR Jean-Marc Bornet in 'Tra le linee nemiche, un delegato del CICR, 1972- 2003'. “Fu allora che il nuovo CICR, da poco battezzato, entrò in una nuova era, mettendo in pratica una gigantesca operazione per salvare le centinaia di migliaia di vittime della guerra civile in Nigeria".

(trad. non ufficiale di Valentina Ciolino e Simon G. Chiossi)



Un’azione umanitaria lunga 150 anni

Parte 8

1975:Il CICR inizia ad agire in Sudamerica durante un periodo di dittatura e conflitti. Nel decennio a venire, il Comitato avrebbe collaborato con le Societá Nazionali per portare assistenza sanitaria a comunitá in luoghi remoti, per presentare regolari esposti alle autoritá sulla “scomparsa” di 2000 persone in Argentina, per visitare migliaia di denetuti politici in Bolivia e Cile, ed assumere il ruolo principale di intermediario neutrale fra le forze governative ed i gruppi armati. Nello stesso periodo, le Societá Nazionali dell’area, alcune delle queli fondate solo poche decadi dopo la creazione del Movimento (ad esempio la Societá Nazionale peruviana nel 1879, quella argentina nel 1881), avrebbero rafforzato le proprie competenze e giocato un ruolo critico nella soddisfazione delle necessitá delle comunitá afflitte da disastri e conflitti.

TendenzeSecondo “Beyond conflict, a history of the IFRC”il dibattito interno fra le Societá Nazionali di Croce e Mezzaluna Rossa incominciava a dubitare di quello che veniva considerato un modello antiquato di assistenza umanitaria basato su atteggiamenti Europei di caritá paternalistica piuttosto che di collaborazione con le popolazioni afflitte.

Disastri frequenti Gli anni 70 furono un decennio di disastri frequenti, e la Lega [oggi Federazione delle Societá Nazionali] dovette emettere piú di 200 appelli, piú di quanti avesse fatto nel periodo fra il 1949 ed il 1969. Solo nell’anno 1970, secondo “Beyond conflict, a history of the IFRC”, vennero fatti ben 16 appelli internazionali.

1975:Esplode la guerra civile in Libano. Il conflitto, che sarebbe durato fino al 1990, ebbe un impatto economico ed umanitario devastante. Morirono circa200.000 persone,un milione i feriti.

Un salto sino ad oggiNel 2012, un report congiunto della Croce Rossa Libanese, il Comitato Internazionale e la Croce Rossa Britannica prova che la Societá Nazionale Libanese é riuscita a dimostrare la propria neutralitá ed imparzialitá nonostante la societá civile fosse altamente frammentata. “Storicamente, l’accettazione personale degli individui é ostacolata da  diversi fattori, spesso la religione, ma a volte anche dal profilo dei singoli volontari” afferma il report. “Tuttavia, avendoper anni dimostrato il loro rispetto per i Principi Fondamentali, i volontari hanno contribuito in misura significativa alla affermazione della reputazione di imparzialitá e neutralitá [della Croce Rossa Libanese].”

1977: I governi adottano i Protocolli aggiuntivi 1 e 2 alle Convenzioni di Ginevra, che includono misure di protezione dei civili da attacchi indiscriminati e che estendono la validitá del diritto internazionale umanitario ai conflitti civili non internazionali.

1979: IlCICR istituisce il programma di riabilitazione, un impegno a riabilitari quei feriti di guerra che sarebbero cresciuti negli anni 80. Nel 1983 il Fondo Speciale per i Disabili estese il lavoro del dopo conflitto a situazioni di assenza di conflitto.

Dicembre 1979: L’Unione Sovietica invade l’Afghanistan.

(trad. non ufficiale di Valentina Ciolino e Simon G. Chiossi)

Un’azione umanitaria lunga 150 anni

Parte 9

Settembre 1980: Inizia il conflitto tra Iran e Iraq. Diverrà la guerra in senso convenzionale di maggior durata del XX secolo, paragonabile alla Prima Guerra Mondiale:è infatti caratterizzata da scontri in trincea, combattimenti corpo a corpo con baionette, flussi di gente che attraversa la ‘terra di nessuno’ che separa le forze in lotta, l'uso di iprite[1]e armi chimiche, e la morte di almeno mezzo milione di combattenti.

Maggio 1985: Un massiccio ciclone colpisce le coste del Golfo del Bengaladistruggendo le abitazioni di quasi un milione di persone. Città del Messico è sconvolta da un terremoto che uccide oltre 600 persone. In novembre il vulcano Nevado del Ruiz, Colombia,erutta seppellendo nel fango e rocce 23,000 persone e trasformando una valle fertile in un paesaggio lunare.

Aprile 1986: Esplode la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, allora parte dell'Unione Sovietica, rilasciando particelle radioattive che si diffondono sulla maggior parte dell'USSR occidentale e dell'Europa.

1984:Un servizio della BBC sconvolge l'opinione pubblica mondiale con immagini devastanti di persone, fra cui molti bambini, che stanno morendo di fame in Etiopia. Il servizio, che descrive la situazione come “apocalittica”, concentra l'attenzione di tutti i media sulla questione e scatena ad una sino ad allora inaudita risposta umanitaria globale contro la carestia in Africa, fra cui anche un concerto organizzato dal musicista rock Bob Geldof. Il drammatico aumento delle operazioni e delle delegazioni fa raddoppiare l'azione di intervento della Lega delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (ora detta FICR). Nonostante gli enormi problemi logistici e la mancanza di capacità coordinative di tale scala, il CICR, la Lega e le Società Nazionali salvano molte vite mediante massicce distribuzioni di derrate alimentari, assistenza medica e consegna di acqua potabile, fra le altre cose. L'incredibile supporto fornito e l'eccezionale copertura mediatica sono seguiti da una dettagliata disamina della risposta umanitaria. Gran parte degli aiuti, passati attraverso le mani del governo etiopico, non raggiungono mai le persone che stanno morendo di fame nei territori ribelli, e alcuni dicono che gli aiuti stessi abbiano rafforzato il governo e quindi procrastinato la guerra. Nel 1986 un'inchiesta indipendente scopre che la Lega ha avuto più successo della maggior parte delle organizzazioni e “molti di quelli che oggi sono vivi sarebbero deceduti senza l'intervento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa”. Ma il rapporto conclude anche che la Lega, già oberata di lavoro per le operazioni durante i disastri naturali nei primi anni `80, abbia fatto un passo più lungo della gamba e necessiti di ripensare la propria capacità di affrontare interventi multipli su larga scala.

Ottobre 1986: La Conferenza Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa vota e sospende la delegazione del governo del Sudafrica (ma non la Croce Rossa Sudafricana) in protesta contro l'apartheid. La decisione viene derisa da alcuni come un venir meno ai principi di di universalitàe neutralità, mentre altri la applaudono.

Maggio 1988: L'Unione Sovietica inizia il ritiro dall'Afghanistan.

Ottobre 1988: Apre il Museo Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Ginevra.

1989: Il Muro di Berlino viene abbattuto e l'Unione Sovietica implode. Molti nell'Ovest credono ottimisticamente che la fine della guerra fredda porterà finalmente alla pace.

(trad. non ufficiale di Valentina Ciolino e Simon G. Chiossi)

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2 - The Magazine of the International Red Cross and Red Crescent Movement
Principi Fondamentali
La sicurezza grazie ai Principi
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Nel giugno 2011, le ostilità fra i ribelli e le forze governative nel Kordofan del Sud, Sudan, hanno obbligato le persone che abitavano nelle zone di Kadougli e Kauda a lasciare le loro case. Molti si sono stabiliti in ricoveri di fortuna e hanno ricevuto assistenza dalla Mezzaluna Rossa Sudanese e da altre organizzazioni umanitarie.

La Mezzaluna Rossa, che già affrontava difficoltà di accesso e di accettazione da parte dei vari gruppi, si è presto scontrata con un altro problema: persone sconosciute, indossando pettorine con l’emblema della Mezzaluna Rossa, sono arrivate e hanno ordinato alle persone sfollate di lasciare il campo e di recarsi nel vicino stadio dove avrebbero ricevuto aiuto umanitario. Si trattava di una falsità e il flagrante abuso dell’emblema ha danneggiato la Mezzaluna Rossa Sudanese, il suo personale e la possibilità di accesso alle persone colpite dal conflitto.

Nel mondo, le Società Nazionali fanno spesso fronte a delle sfide che possono avere serie conseguenze sulla vita e sulla sicurezza dei volontari, dello staff e delle persone che necessitano assistenza umanitaria.

Quando un paese fino a quel momento stabile o in pace, si trova ad affrontare disordini o un conflitto armato inaspettato, la sua Società Nazionali può a volte incontrare queste problematiche per la prima volta. Altre si trovano a lavorare in un ambiente sempre più complesso e pericoloso, per esempio le aree urbane con un alto tasso di violenza.

Per questa ragione, il CICR ha sviluppato il “Quadro di lavoro per un accesso più sicuro” (SAF), che posa le sue basi sulla conoscenza delle Società Nazionali che hanno esperienza nel lavorare in contesti insicuri. Basato sull’attento rispetto dei Principi Fondamentali, il SAF include delle misure specifiche che le Società nazionali possono prendere (in particolare durante i periodi di pace) per essere meglio accettate e per migliorare la sicurezza e l’accesso alle vittime durante i periodi di disordini.

La Croce Rossa Messicana ha utilizzato il SAF per ridurre i rischi affrontati dal personale dei servizi di emergenza. Dall’attivazione del SAF nel 2008, più di 18.000 volontari hanno seguito dei workshop di formazione.

Per aumentare le competenze professionali e la visibilità della propria missione umanitaria neutrale, la Croce Rossa Messicana ha contribuito alla redazione di un disegno di legge (poi approvato dal Parlamento) sull’uso e il rispetto dell’emblema, ha creato un sistema nazionale di rilevazione dei servizi d’urgenza forniti in situazioni di violenza e ad alto rischio, inserito il quadro SAF nei suoi manuali di formazione del personale medico d’urgenza e iniziato ad aumentare i corsi SAF in tutti i 31 stati messicani.

Il CICR dispone anche di un nuovo pacchetto di documenti orientativi, fra cui casi studio che dimostrano come delle Società Nazionali hanno gestito delle situazioni difficili. Secondo uno di questi casi studio, poco dopo l’incidente nel Kordofan del Sud, la Mezzaluna Rossa Sudanese ha pubblicato (in collaborazione con i suoi partner del Movimento) un comunicato, organizzato una conferenza stampa e incrementato le sue attività per far conoscere i Principi Fondamentali, l’emblema, il diritto internazionale umanitario e il ruolo della Società Nazionale come ausiliaria dei poteri pubblici. Ha anche sostituito tutte le divise con altre nuove che possono essere tracciate con un numero di serie. Da allora l’accesso ad alcune aree critiche è migliorato.

Tratto dal sito della Rivista della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa:http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2013_3/26.html
 

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3 - 02-02-2014 Comunicato stampa 14/19
Sudan: il CICR spera di riprendere al più presto le sue attività

Kartum/Ginevra (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha sospeso le attività in Sudan su richiesta ufficiale della Commissione Aiuti Umanitari del governo sudanese. La sospensione ha avuto inizio il 1° febbraio 2014.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«In accordo con il nostro partner principale, la Mezzaluna Rossa Sudanese, abbiamo avviato un dialogo con le autorità competenti, in particolare il Ministero degli Affari Esteri e la Commissione Aiuti Umanitari», afferma Jean-Christophe Sandoz, capo della delegazione del CICR in Sudan. «Siamo convinti che i problemi tecnici avanzati dalla Commissione saranno risolti presto».

Il CICR conta più di 700 collaboratori locali e stranieri in Sudan. Nel 2013 più di 1,5 milioni di persone che vivono nelle zone colpite dal conflitto armato e da altre situazioni di violenza hanno beneficiato delle attività che il CICR ha condotto nel paese.

«Siamo determinati ad aiutare gli abitanti del Sudan», spiega Sandoz. «Speriamo di arrivare rapidamente a un accordo con le autorità, al fine di poter ricominciare ad assistere le persone in difficoltà».

IL CICR opera in Sudan dal 1978. Nel 2003 ha esteso le sue operazioni in Darfur.

Tratto dal sito internet del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.cicr.org/fre/resources/documents/news-release/2014/02-02-sudan-activities.htm

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4 - The Magazine of the International Red Cross and Red Crescent Movement
 “L’umanitario digitale”
Traduzione non ufficiale di Valeria Ciolino

Mai prima d’ora cosí tante informazioni sono state disponibili ad un numero di persone cosí alto, e cosí velocemente. Secondo il World Disasters Report (Rapporto sui Disastri Globali) 2013 della FICR, questa rivoluzione nelle comunicazioni sta avendo un profondo effetto sul modo in cui le persone reagiscono alle emergenze.
 
In base al rapporto, nel mondo ci sono ormai almeno 6,8 miliardi di abbonamenti per telefoni cellulari e 2 miliardi di contratti per traffico dati a banda larga via cellulare. Si tratta di numeri impressionanti, se si tiene in considerazione che la popolazione mondiale si attesta a circa 7,1 miliari di persone. Il divario digitale é ancora enorme: solo il 54% degli abitanti del contintente africano possiedono un cellulare, mentre in Europa ci sono piú abbonamenti che abitanti. Nonostante ció, negli ultimi cinque anni il numero di abbonamenti é raddoppiato nei paesi in via di sviluppo.

Allo stesso tempo, c’é stata una crescita esponenziale nel numero di operazioni che i dispositivi cellulari consentono di fare: trasferire soldi, acquistare beni, ricevere consulti medici, passare suggerimenti per il primo soccorso, seguire le notizie o tenersi in contatto con amici e familiari, per nominarne solo alcune.

I telefonini possono anche aiutare a salvare vite umane. Nel 2013, durante il tifone Pablo, i responsabili della risposta all’emergenza nelle Filippine (dove piú del 90% della popolazione possiede un cellulare) analizzarono migliaia di messaggi su Twitter, incluse immagini e filmati, per creare velocemente una mappa dei danni che li aiutasse ad indirizzare gli aiuti in modo piú efficace.

Se si aggiungono anche le immagini satellitari e i sistemi di informazione geografica (GIS), il tutto puó aiutare le associazioni di soccorso ad individuare con precisione il luogo per la consegna degli aiuti, dice Roberto Mardini, capo delle operazioni del CICR nel Vicino e Medio Oriente. “Questo cambierá chiaramente il modo in cui lavoriamo”, Mardini affermava ai partecipanti alla conferenza sui GIS nel 2012. “I beneficiari potranno sempre di piú dire la loro sui tempi ed i modi in cui le associazioni umanitarie lavorano”.

Tuttavia, la comunitá umanitaria deve ancora adeguarsi, afferma Patrick Vinck, editore del Rapporto sui Disastri Globali. Vinck, che é il direttore del programma a favore delle popolazioni vulnerabili dell’Iniziativa Umanitaria presso l’Universitá di Harvard, scrive che le organizzazioni umanitarie non sono ancora equipaggiate ad analizzare le grandi quantitá di dati delle emergenze per estrapolare informazioni che aiutino i primi soccorritori ad agire. Ma ci stanno lavorando. Ecco alcuni esempi.

Primo soccorso sulla punta delle dita

Lo schermo dello smartphone mostra un video di 19 secondi di una madre che tiene l’avambraccio della figlia sotto il rubinetto della cucina. Nel frattempo, una voce calma e tranquillizzante detta delle istruzioni: “Raffredda la bruciatura sotto l’acqua corrente per almeno dieci minuti”. Questo lo scenario offerto da una nuova applicazione per smartphone, sviluppata dalla Croce Rossa Britannica, che mira a portare il primo soccorso nelle mani di tutti quanti. Scorrendo la pagina sullo schermo, l’utente trova semplici istruzioni illustrate passo per passo con immagini animate, seguite da una serie di domande comuni quali: “Posso mettere il ghiaccio sulla bruciatura?” Gli utenti possono anche chiamare direttamente i servizi di emergenza, premendo un solo tasto. La Croce Rossa Americana ha adattato l’applicazione per il mercato statunitense ed ha anche rilasciato un’altra serie di prodotti che aiutano le persone a prepararsi in caso di  uragani, terremoti, tornado ed incendi. Adesso entrambe le Societá Nazionali e la FICR – per mezzo del Centro di Preparazione ai Disastri Globali e del Centro di Riferimento per il Primo Soccorso Globale – stanno lavorando ad una applicazione universale di primo soccorso che possa essere personalizzata dalle Societá Nazionali di tutto il mondo, per diffondere le abilitá di soccorso ad ancora piú persone.

Il villaggio digitale

La rivoluzione digitale umanitaria riguarda sempre persone che aiutano altre persone. Per esempio, il network dei volontari della Croce Rossa del Kenya, in cui i volontari di tutti gli angoli del paese controllano i social media minuto per minuti e scrivono messaggi su Twitter per avvertire di emergenze in corso. “Rapina al mercato di Kangemi” dice uno dei tweet recenti. “Feriti sul posto”. Le informazioni vengono poi condivise con il Centro per le Operazioni di Emergenza della Societá Nazionale, o una delle sue 63 divisioni locali, in modo che forniscano una risposta piú veloce e focalizzata.

Il popolo del computer

Una delle sfide piú grandi é quella di analizzare il flusso di dati che arriva durante le emergenze. Anche per questo motivo a Marzo 2012 la Croce Rossa americana ha aperto il suo Centro di Operazioni Digitali, dove i volontari e gli impiegati sintetizzano i “big data” raccolti in conversazioni sui social media per capire meglio come i disastri si stanno svolgendo sul campo.

Dividere il da farsi

Spesso i volontari digitali ed i sistemi informatici utilizzati per analizzare i dati sono sparsi in tutto il mondo. Suddividendo i compiti informatici e di gestione dei dati fra i volontari digitali di tutto il mondo, si possono completare progetti che non sarebbero mai stati fattibili da una sola organizzazione. Un esempio é SyriaTracker, una delle mappe di crisi attive da piú tempo. Un altro é il progetto del CICR di espandere e riparare il sistema di fornitura dell’acqua nella zona di conflitto del Walikale, nella Repubblica Democratica del Congo. Gli ingegneri del CICR avevano bisogno di capire meglio la distribuzione dalla popolazione nell’area ed hanno quindi chiesto ai volontari di segnalare strade e construzioni su immagini digitali con OpenStreetMap – una mappa digitale sul web che consente agli utenti di creare le loro mappe personali, per aiutare i team del CICR a capire dove piazzare tubature, dove scavare cisterne e dove i sistemi di distibuzione dell’acqua.

Dati istantanei

La raccolta di dati é sempre stato un punto debole delle organizzazioni umanitarie ma i telefoni cellulari possono agevolarla. Nel 2011, la FICR ha provato un nuovo modo di raccogliere dati sulla diffusione della malaria nelle comunitá in Kenya, Namibia e Nigeria. Denominato RAMP (sondaggio rapido su telefoni cellulari), il metodo utilizza un programma per cellulari accessibile gratuitamente sul web per raccogliere e caricare dati raccolti direttamente sul campo.

Passaggio di soldi

Invece di distribuire sacchi di riso o olio, le organizzazioni di soccorso possono adesso utilizzare le linee telefoniche cellulari per donare buoni elettronici. Questi buoni vengono mandati direttamente ai numeri personali delle persone via sms ed i riceventi possono prelevare contanti o beni presso negozi stabiliti. Il processo riduce i costi di spedizione e di esercizio, velocizza le consegne e richiede meno impiegati e volontari. É anche piú sicuro che fare trasportare contanti da volontari in zone remote.

Le sfide

Aspettative troppo grandi: migliori comunicazioni con i beneficiari spesso significano maggiori aspettative delle vittime dei conflitti e dei disastri. “Ma i vincoli logistici, finanziari e di trasporto che incontriamo sul campo restano gli stessi” sottolinea Mardini.

False informazioni: Le mappe di crisi in tempo reale possono migliorare la sicurezza delle persone affette da emergenze e dei lavoratori umanitari. Ma le piattaforme umanitarie possono essere falsate da infomazioni errate, e possono interrompersi. E resta sempre il problema di controllare ampie reti di volontari digitali civili.

Sul campo o sullo schermo: Puó la nuova tecnologia spostare l’attenzione e le risorse dal lavoro sul campo e dalle risorse umane? I gruppi umanitari sottolineano che l’effetto potisitvo delle innovazioni tecnologiche dipende dall’esperienza di lavoratori umanitari che le utilizzano o che aiutano a creare i dati sul campo.

Interruzioni: Come faranno le comunitá e i gruppi di soccorso a funzionare se le reti satellitari e cellulari si interrompono? Come fare nelle aree in cui la banda larga non é disponibile? Cosa é possibile fare per rimpicciolire il divario digitale?

Per approfondire
Per ulteriori informazioni sul potenziale umanitario e sulle sfide delle nuove tecnologie, consultare il Rapporto sui Disastri Globali al sito www.ifrc.org

Originale inglese al link: http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2013_3/24-25.html#sthash.9fqw9oXu.dpuf
 

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[1]  anche nota come 'gas mostarda' per il colore ed il caratteristico odore (NdT).