n° 509 dell'8 maggio 2013
mercoledì 08 maggio 2013

8 maggio 2013

nr. 509
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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 8 maggio Giornata Mondiale del Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Questa mattina Monica Timossi si è recata al Memoriale della Croce Rossa di Solferino, ha portato una rosa rossa per ringraziare tutti i volontari e tutti gli operatori che nel mondo lavorano ogni giorno per rendere la vita meno difficile ai vulnerabili. L’ha posata sopra l’incisione della SIRIA che in circa 18 mesi ha perso 18 Operatori. Un prezzo altissimo, un prezzo incomprensibile.

Riporto le parole di Monica:
Un pensiero, un gesto per non dimenticare quei preziosi principi che abbiamo cucito nel nostro cuore da sempre.

Quegli stessi principi che ogni giorno migliaia di volontari portano avanti con tanto amore e per cui tanti volontari hanno perso la vita, l'ultimo una settimana fa, perché credevano in tutto ciò e nonostante i pericoli hanno continuato al di là di tutto ed ora continuano a farlo dal cielo più splendente.
Per non dimenticare che anche oltre la vita c'è umanità.qQuella stessa umanità che tutti noi cerchiamo di donare a chi soffre, la stessa che hanno avuto i nostri fratelli fino all'ultimo respiro.
Per non dimenticare loro.
Per non dimenticare il nostro 8 maggio....una promessa fatta a chi ho nel cuore ed è laggiù.

EVENTO

8 maggio 2013 al Memoriale della Croce Rossa di Solferino i Volontari della Croce Rossa si incontreranno per un semplice momento di celebrazione informale. Saranno letti brani tratti dalle Memorie di Henry Dunant intervallati da parole in musica. Organizza la Delegazione CRI di Solferino.

Appuntamento alle ore 20,00 in Piazza Castello a Solferino (MN)

M.Grazia Baccolo

Contenuto:

1 - 06-05-2012
La risposta giusta al momento giusto: il ruolo chiave della logistica
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - 12-04-2013 Comunicato stampa 13/64
Uzbekistan: il CICR decide di mettere fine alle visite ai detenuti
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 5-4-2013    Aggiornamento operativo
Siria: soccorso umanitario, una linea di comunicazione vitale per i profughi
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

4 - 5-4-2013    Aggiornamento operativo
Sudan meridionale: decine di migliaia [di persone] continuano a subire gli effetti della violenza
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

5 -Castiglione delle Stiviere
Comitato Locale CRI  Località Ghisiola
  Venerdì 10 maggio 2013 ore 20,30

"Come Nasce la Croce Rossa Italiana a Mantova e Brescia?"
Relatrici. Carolina David e Livia Giuliano - CRI Brescia

 


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1 - 06-05-2012
Dal sito della Federazione Internazionale
La risposta giusta al momento giusto: il ruolo chiave della logistica
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Il Global Logistics Service (GLS) è la colonna portante della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa da più di 90 anni.Naturalmente nel frattempo molte cose sono cambiate, ma il ruolo chiave della logistica nel quadro dell’aiuto umanitario resta identico: far arrivare i soccorsi appropriati a coloro che ne hanno bisogno, al momento opportuno e nel modo più efficace possibile.

Mentre i bisogni sono simili, la nostra capacità di rispondervi si è evoluta. La tecnologia ha dato origine a strumenti e a una rapidità d’azione che hanno modificato in modo radicale le modalità di intervento a livello mondiale. La modellizzazione ci aiuta a sviluppare le capacità giuste nei posti giusti, le applicazioni basate sul web facilitano la gestione delle richieste e le tecnologie mobili ci permettono di raccogliere e diffondere rapidamente e su larga scala informazioni preziose.

Il GLS oggi è una rete ricca di un’esperienza senza equivalenti e dotata di un’estensione realmente universale. Formiamo una squadra di professionisti con grande esperienza nella logistica, capaci di assicurare in continuo e in tutto il mondo servizi di eccellenza in campo di acquisti, trasporto, stoccaggio, gestione e sviluppo di catene di approvvigionamento. Disponiamo di stock d’urgenza sufficienti a rispondere, in qualsiasi momento, ai bisogni immediati di più di 450.000 persone e di un catalogo dettagliato che comprende più di 5.000 articoli di soccorso che rispondono alle norme di qualità più esigenti.

Mentre supportiamo le attività delle nostre Società nazionali, offriamo ora i nostri servizi, non a fini di lucro, ad altri partner, che condividono i nostri obiettivi umanitari, permettendo così a ONG, governi e altre organizzazioni internazionali di sfruttare la nostra esperienza in campo logistico e operativo e la forza d’acquisto della rete umanitaria più ampia del mondo.

Nel contesto attuale, il settore umanitario deve mostrarsi intelligente nel modo in cui risponde a bisogni crescenti, ottimizzando l’utilizzo delle piattaforme esistenti, limitando il più possibile le duplicazioni e riunendo le risorse per garantire la sostenibilità degli sforzi collettivi. È precisamente questa necessità che ci ha condotto a offrire i nostri servizi a terzi, in un’ottica umanitaria globale, e i risultati sono positivi. La nostra ambizione resta invariata: fare di più, fare meglio, andare più lontano.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/fr/nouvelles/nouvelles/common/la-bonne-reponse-au-bon-moment--le-role-cle-de-la-logistique-/


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2 - 12-04-2013 Comunicato stampa 13/64
Uzbekistan: il CICR decide di mettere fine alle visite ai detenuti
Tashkent/Ginevra (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha deciso di mettere fine alle visite ai detenuti in Uzbekistan, dopo averle interrotte per diversi mesi.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«In Uzbekistan non siamo in grado di seguire le nostre abituali procedure di lavoro quando visitiamo i detenuti per valutare le loro condizioni di detenzione e il trattamento a loro riservato», ha indicato Yves Daccord, direttore generale del CICR. «Di conseguenza, non possiamo intervenire sui problemi umanitari, rendendo così le visite inutili».

Il direttore generale ha sottolineato che la decisione di mettere fine alle visite nei luoghi di detenzione è stata presa solo in rare occasioni e mai con leggerezza.

In tutto il mondo il CICR visita dei detenuti per migliorare la loro situazione e per alleviare le loro sofferenze.

«Visitare i detenuti che rientrano nel mandato del CICR e intrattenersi con essi in privato – senza testimoni – sono condizioni indispensabili per assicurare loro una protezione efficace», ha precisato Daccord. «Le visite devono avere un impatto reale sulle condizioni di detenzione e il dialogo con le autorità detentrici deve essere costruttivo. Non è il caso dell’Uzbekistan».

In Uzbekistan il CICR ha visitato i detenuti fra il 2001 e il 2004, durante un periodo di prova di sei mesi nel 2008 e dal 2009 a ottobre 2012. Il CICR perseguirà le sue attività di promozione del diritto internazionale umanitario presso le autorità, le forze armate e gli ambienti universitari nel paese e continuerà ad aiutare la Società di Mezzaluna Rossa dell’Uzbekistan a prepararsi alle situazioni di urgenza.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2013/04-12-uzbekistan-detainees.htm

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3 -  5-4-2013    Aggiornamento operativo
Siria: soccorso umanitario, una linea di comunicazione vitale per i profughi
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Lo spostamento di milioni di persone attraverso la Siria si è risolto nella completa dipendenza dall’assistenza umanitaria in alcune parti del paese. Attraversare le linee del fronte e trovare modi di raggiungere la gente in stato di necessità sta diventando più urgente che mai prima d’ora.

“L’assenza di assistenza umanitaria potrebbe avere conseguenze catastrofiche per alcune centinaia di migliaia di persone attraverso la Siria”, ha detto Jeroen Carrin, addetto alle attività di soccorso ICRC nel paese. “Un crescente numero di profughi ora non ha né entrate né risparmi e dipende completamente dalla generosità dei connazionali e della comunità internazionale.”

Ottenere la cifra esatta del numero dei profughi all’interno della Siria resta difficile, dato che molti vivono in aree difficili da raggiungere mentre altri non sono registrati come profughi. La MRSA stima, tuttavia, che il numero adesso superi 3,6 milioni.

A causa di un cerchio di violenza in costante espansione, molte decine di migliaia di persone sono state sradicate non solo una volta ma diverse volte dopo che la lotta li ha sorprese. Una volta resa profuga, la popolazione spesso si rifugia in strutture pubbliche come ad esempio scuole, stadi sportivi, centri culturali, moschee e chiese. Alcuni si rifugiano temporaneamente in carcasse di edifici o case pericolanti, spesso in condizioni assai miserabili. “Ho visto fino a ventuno persone, bambini compresi, stipate in un appartamento di due camere. C’è a malapena lo spazio per consentire a ognuno di coricarsi e dormire allo stesso tempo, per non parlare della mancanza di intimità”, ha detto il signor Carrin descrivendo la situazione di tre famiglie di profughi a Lattakia.

Sebbene la popolazione sia in corso di dispersione da un capo all’altro del paese, il grado di dispersione è maggiore nei governatorati settentrionali e centrali come ad esempio Idlib, Aleppo, Deir Ezzor, Raqqa, Homs, Hama e Damasco rurale che in quelli meridionali. Secondo la MRSA circa 35.000 persone sono fuggite da Raqqa a Deir Ezzor in un solo giorno a causa dei pesanti combattimenti in città.

La squadra ICRC che durante il mese di marzo ha compiuto visite di parecchi giorni l’una a Deir Ezzor, Idlib e Aleppo, in aree controllate da entrambe le fazioni in lotta, ha anche parlato di condizioni di vita molto difficili ed enormi bisogni umanitari. “Con ogni visita a quei luoghi, siamo stati sempre più testimoni di come la popolazione fosse indigente e come essa contasse totalmente sull’assistenza umanitaria”, ha detto Marianne Gasser, capo della delegazione ICRC in Siria.

Attraversare le linee del fronte sta diventando sempre più una necessità assoluta per raggiungere le persone in difficoltà, specialmente in aree bloccate per mesi. “Abbiamo attraversato le linee ripetutamente nel corso delle due ultime settimane e continueremo a farlo. Abbiamo portato aiuto a persone che sono state completamente tagliate fuori per quattro mesi consecutivi, per esempio a Deir Ezzor dov’eravamo la scorsa settimana. Siamo riusciti ad andarci grazie al dialogo che abbiamo con le parti in conflitto. Abbiamo anche dovuto richiedere “pause umanitarie” in certi casi. Questo tipo di operazione necessariamente include l’assunzione di rischi, ma come altrimenti si può recare aiuto alle persone che ne hanno bisogno in una zona di conflitto?”, ha chiesto la signora Gasser.

Durante il mese di marzo l’ICRC ha aumentato le proprie attività attraverso il paese. Ha visitato otto governatorati e fornito aiuto, in cooperazione con la MRSA, a:

Oltre 155.000 persone a Aleppo, Damasco rurale, Raqqa, Hama, Idleb, Damasco, Lattakia, Homs e Deir Ezzor, che hanno ricevuto pacchi di cibo;

Più di 62.000 persone a Aleppo, Damasco, Raqqa, Hama, Damasco rurale, Deir Ezzor, Lattakia, Idleb, Homs, a cui sono stati distribuiti materassi e biancheria;

Circa 28.000 persone a Deir Ezzor, Lattakia e Hama che hanno ricevuto servizi da cucina (pentole, piatti, bicchieri e posate);

Quasi 70.000 persone a Raqqa, Idleb, Deir Ezzor, Lattakia, Damasco, Aleppo, Homs, Hama e Damasco rurale con servizi igienici (shampoo, sapone, detergenti, assorbenti etc.).

Sempre lo scorso mese, in cooperazione con la MRSA, gli ingegneri idrici ICRC hanno:

Rifornito i consigli idrici locali a Damasco, Aleppo e Hama di esperienza tecnica, equipaggiamento e attrezzature, inclusi quattro generatori e diecimila litri di prodotto per il trattamento idrico;

Distribuito 15.000 bottiglie da dieci litri di acqua potabile a Aleppo e Deir Ezzor;

Consegnato acqua via camion a poco meno di 72.000 persone a Damasco rurale e Homs;

Continuato a migliorare acqua, strutture abitative e sanitarie per più di cento siti pubblici ospitanti quasi 25.000 profughi a Aleppo, Deir Ezzor, Quneitra, Damasco e Damasco rurale e completato il lavoro in cinquantadue siti a al-Hassakeh ospitanti quasi seimila profughi.

A marzo il personale sanitario ICRC ha:

Visitato gli ospedali Al Za’em, Al-Birr e Al-Waleed a Homs, dove ha consegnato forniture mediche per il trattamento chirurgico di cento pazienti feriti, fluidi endovenosi per 150 pazienti, materiali di bendaggio, apparecchi ortopedici e altri articoli;

Consegnato attrezzature chirurgiche e mediche alle strutture sanitarie a Idlib e Sarmin per aiutare a curare 150 pazienti feriti. Sono state altresì donate medicine per il trattamento di malattie croniche;

Valutato la situazione sanitaria nel governatorato di Aleppo con il visitare strutture di cura in aree controllate sia dal governo sia dall’opposizione. Forniture sufficienti a somministrare il primo soccorso a cinquanta pazienti feriti e operarne cento sono state donate a entrambe le fazioni, così come fluidi endovenosi per cinquecento pazienti e medicine per il trattamento di malattie croniche.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Rima Kamal, ICRC Damasco, tel. +963 930 33 67 18 oppure +963 11 331 04 76
Dibeh Fakhr, ICRC Ginevra, tel. +41 22 730 37 23 oppure +41 79 447 37 26
(tratto dal sito della Croce Rossa Internazionale)
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/update/2013/04-05-syria-displaced-assistance.htm

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4 - 5-4-2013    Aggiornamento operativo

Sudan meridionale: decine di migliaia [di persone] continuano a subire gli effetti della violenza

Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

La violenza ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le loro case in parecchie aree remote nel corso degli ultimi due mesi. L’ICRC ha recentemente fornito loro aiuto vitale. Nello stato di Jonglei ha distribuito arnesi da pesca a dodicimila residenti e profughi bisognosi.

In alcune delle più remote aree del Sudan meridionale, come ad esempio Jonglei, nel versante orientale del paese, le contee di Malakal, Manyo e Renk nello stato del Nilo Superiore e Jaac nello stato di Bahr El Ghazal settentrionale, nel nord, la violenza ha costretto intere comunità ad abbandonare case e proprietà ed impedito loro di svolgere le attività necessarie per sopravvivere.

“Lo scompiglio che ciò causa ai profughi e alle comunità che li ospitano è forte”, ha detto Melker Mabeck, capo della delegazione ICRC nel Sudan meridionale. “Trovare acqua pulita, un pasto o un rifugio diventa estremamente difficile in luoghi in cui le risorse di base sono già assai scarse in tempi normali”.

A Jonglei , L’ICRC ha distribuito attrezzi da pesca per aiutare dodicimila residenti e profughi bisognosi a Pibor e dintorni e Gumuruk, le due città principali della contea di Pibor. Una combinazione di pesante inondazione stagionale e violenza armata ha imposto un pedaggio su queste comunità, per le quali la pesca di fiume e di stagno è un’importante fonte di cibo. “L’accesso alla terra è stato severamente condizionato, mentre i prezzi alimentari sono esplosi, rendendo difficile alla gente acquistare ciò che le serve per sopravvivere”, ha spiegato il signor Mabeck.

L’attrezzatura da pesca è leggera e portatile, ciò significa che può facilmente essere trasportata se la gente ha bisogno di muoversi per ragioni di sicurezza, cosa che molti sono stati obbligati a fare nel recente passato. Gli ingegneri idrici ICRC hanno riparato quattro pompe idriche manuali rotte a Pibor Town, dove una squadra chirurgica ICRC stazionava da più di tre settimane per curare le persone ferite negli scontri dell’area circostante.

Carenza di cibo e acqua in altre aree

Raccolti poveri, carenza di cibo e mancanza di sicurezza hanno afflitto la vita di molte comunità in altre parti del Sudan meridionale. Sulla riva occidentale del Nilo a nord di Malakal, accessibile principalmente in barca, l’ICRC al momento distribuisce aiuti ad approssimativamente 25.000 persone. Il supporto, che varia da famiglia a famiglia, comprende cibo, utensili agricoli, semi, attrezzi da pesca e articoli domestici. “Il supporto che stiamo fornendo agli agricoltori giunge proprio prima della stagione piovosa, cioè quando le messi sono seminate”, ha detto Ana Gerlin Hernandez, coordinatrice dei soccorsi ICRC.

Attacchi sporadici di violenza armata nel corso degli ultimi dodici mesi nella contea di Aweil North e dintorni nel Bahr El Ghazal settentrionale, hanno causato la fuga di migliaia di persone dalle loro case in tre successive ondate, l’ultima a dicembre 2012. Molte persone hanno raggiunto Jaac, anch’essa a Aweil North, alleggerendo la riserva di acqua potabile e creando una certa tensione tra i profughi e la loro comunità ospitante. L’ICRC ha riparato ventitre pompe manuali in città o nei pressi dall’inizio dell’anno per accrescere le forniture di acqua pulita.

Una nuova presenza sul campo in prossimità del confine settentrionale

Il mese scorso l’ICRC ha aperto una nuova vice-delegazione nella città di Bentiu, nei pressi del confine settentrionale del Sudan meridionale, da dove indirizzerà i bisogni umanitari delle comunità in ogni parte del volatile stato di Unity. L’ICRC sta riparando pompe idriche manuali da un capo all’altro della contea rurale di Pariang.

“In aree remote come Pariang, una pompa manuale rotta può significare aggiungere un’ora o due extra sul cammino quotidiano per raccogliere acqua”, ha detto Marc Suchet, coordinatore ICRC per acqua e habitat.

Dal momento dell’apertura della vice-delegazione, l’ICRC ha anche visitato persone detenute nel carcere di Bentiu. Nel Sudan meridionale L’ICRC visita detenuti in molti luoghi per monitorare le condizioni in cui sono tenuti e il trattamento che ricevono, e per sostenere le autorità nei loro sforzi di aderire agli standard internazionali. L’ICRC fornisce alle autorità carcerarie attrezzature per aiutarle a implementare le proprie raccomandazioni confidenziali.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Helen Lawrence, ICRC Juba, tel. +211 957 151 890
Marie-Servane Desjonqueres, ICRC Ginevra, tel. +41 22 730 31 60 oppure +41 79 536 92 58
(tratto dal sito della Croce Rossa Internazionale)
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/update/2013/04-05-south-sudan-people-suffering.htm

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5 - Castiglione delle Stiviere
Comitato Locale CRI  Località Ghisiola
  Venerdì 10 maggio 2013 ore 20,30

"Come Nasce la Croce Rossa Italiana a Mantova e Brescia?"

Ne parleranno Carolina David e Livia Giuliano, volontarie della CRI di Brescia,  Cultori della Storia della Croce Rossa e della Medicina. Carolina e Livia hanno effettuato una ricerca negli Archivi Storici di Mantova e Brescia. I loro saggi sono contenuti nel libro "La CRI in Lombardia dal 1859 al 1914" a Cura del Prof. Costantino Cipolla, in fase di pubblicazione. La serata si terrà presso la Sede CRI Comitato Locale di Castiglione delle Stiviere Località Ghisiola tel 0376 944867 Info anche presso il Museo 0376 638505