n° 489 del 8 marzo 2012
mercoledì 07 marzo 2012

8 marzo 2012

nr. 489
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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credito foto Ibrahim Malla (Syria)

credito foto Ibrahim Malla (Syria)

Contenuto:

1 - Giornata internazionale della donna: aiutare le donne a farsi carico di se stesse
2012/06/03 Comunicato stampa
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2 - 8.3.2012
L’idea della Croce Rossa e la sua femminilità
Il Museo Internazionale della Croce Rossa propone Ingresso gratuito a tutte le donne che visiteranno il Museo giovedì 8 marzo 2012 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17
di M.Grazia Baccolo

3 - Comunicato stampa del 23 febbraio 2012
UN WOMEN - Ente delle Nazioni Unite per la parita' di genere e il rafforzamento del ruolo femminile
Donne rurali, il loro contributo e le loro sfide: il focus della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, 27 febbraio - 9 marzo 2012
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

4 - Commissione sulla Condizione delle Donne 2012
"Il ruolo della donna nella lotta contro la fame e la poverta' nelle aree rurali"
Traduzione non ufficiale di Silvia Elzi

5 - 1 Giugno 2011
Consiglio d’Europa: Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

6 - 12.01.2011 Risoluzione
31^ Conferenza Internazionale 2011. Risoluzione 6 - Disuguaglianze in tema di salute
Disuguaglianze in tema di salute: arginare le disuguaglianze per donne e bambini
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

7- allegato
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica
Istanbul,  11 maggio 2011
 

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1 - Giornata internazionale della donna: aiutare le donne a farsi carico di se stesse
2012/06/03 Comunicato stampa

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) - Anche se le persone che scompaiono nel contesto di un conflitto armato sono in stragrande maggioranza uomini, le madri, le mogli e altre donne membri della famiglia delle persone scomparse, non sono risparmiate dalla sofferenza e spesso devono affrontare grandi difficoltà. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Comitato internazionale della Croce Rossa lancia un appello per nuove misure volte ad aiutare le donne, i cui bisogni specifici devono essere presi in considerazione per consentire loro di recuperare la propria dignità e speranza, pur sottolineando la responsabilità delle parti in conflitto per cercare i dispersi e informare le famiglie.

 Links a:

    Népal : les femmes et leurs proches disparus - interview
    Nepal: women from opposing sides of the conflict - Images pour les TV
    Côte d'Ivoire: women pick up the piece - galerie de photos (en anglais)
    Ménages dirigés par des femmes en Irak : plaidoyer pour une action - Bulletin du terrain

"A livello mondiale, le donne mostrano una straordinaria capacità di superare le difficoltà e di prendere il proprio destino nelle loro mani", dice Maria-Teresa Garrido Otoya, consigliere “Donne e guerra” nel CICR. "Esse colgono ogni opportunità per trovare nuovi modi per sostenere se stesse e la loro famiglia. "

Al di là della angoscia in cui vivono, perché non conoscono cosa sia successo al marito, al loro figlio o a un altro membro della famiglia, le donne e le ragazze che sono in queste situazioni spesso devono affrontare difficoltà pratiche opprimenti. In molti casi, la persona scomparsa era il capofamiglia e la donna deve lottare per soddisfare i bisogni primari come il cibo per la famiglia e l'educazione per i bambini. " Devono anche affrontare i problemi giuridici e amministrativi, quando vogliono, per esempio, recuperare beni appartenuti ai loro mariti o per far valere il loro diritto ad ottenere un aiuto pubblico per alleviare le difficoltà finanziarie della famiglia, ha detto Maria-Teresa Garrido Otoya. Inoltre, esse sono spesso stigmatizzate nelle loro comunità. Perché, per esempio, non sapendo se i loro mariti sono vivi o morti, molte non si comportano come  vedove e non indossano il lutto. La loro comunità non riesce a capire il loro comportamento e non hanno nessuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto. "

Il CICR si sforza di fornire vari tipi di aiuto per rispondere alle esigenze specifiche delle donne i cui parenti sono scomparsi. In Libia, giorno dopo giorno, le famiglie continuano a contattare l'istituzione nella speranza di trovare l’aiuto per conoscere cosa è loro successo. In Iraq, il CICR sostiene le donne il cui marito è stato dato per disperso, aiutandole avviare una piccola attività di guadagno  per l'apertura di un negozio o per lavorare come parrucchiera, per esempio.

In Nepal, il CICR consiglia alle donne e òle aiuta a costituire gruppi di supporto per cercare di alleviare alcune delle sofferenze e i disagi che hanno le mogli e le madri delle persone scomparse. Le donne si trovano in questi gruppi di sostegno e possono parlare insieme le loro sofferenze, anche se erano su fronti opposti durante il conflitto.

Devisara e Laxmi, due nepalesi provenienti da due campi opposti ora alleati, sono uniti nel dolore. "Per giorni abbiamo lavorato soli spiega Devisara. Oggi, ci muoviamo insieme nella nostra ricerca per la giustizia come vittime su entrambi i lati del conflitto. E’ tutto così bello. Noi condividiamo il nostro dolore con l'altro. "Laxmi pensa anche che non devono  perdere la speranza e devno andare avanti.

 Secondo il diritto internazionale umanitario, ognuno ha il diritto di sapere cosa è successo a un parente scomparso. Le parti in conflitto hanno la responsabilità di cercare le persone disperse e di informare le famiglie della loro sorte, e questo obbligo deve essere svolto  anche dopo la fine del conflitto armato. Le autorità sono inoltre tenute a garantire che le esigenze delle famiglie delle persone scomparse siano soddisfatte. Il modo più appropriato e più efficace per raggiungere questo obiettivo è quello di fornire alle donne che sono capifamiglia, gli strumenti che consentano loro di far fronte alla situazione senza un aiuto esterno.

Ulteriori informazioni:
Dorothea Krimitsas, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 25 90 o +41 79 251 93 18

originale in lingua francese al link: http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/women-day-news-2012.htm

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2 - L’idea della Croce Rossa e la sua femminilità
di M.Grazia Baccolo

Che sia femminile l’embrione dell’idea della Croce Rossa, non c’è dubbio, lo ha scritto il fondatore dell’Organizzazione mondiale Henry Dunant nel suo libro “Un ricordo di Solferino” pubblicato a Ginevra nel 1862 parlando delle donne di Castiglione: < … le donne del popolo che fanno del loro meglio per assecondare gli sforzi colti a soccorrere i feriti;  (…) bisogna dar da mangiare e prima di tutto da bere a persone che muoiono di fame e di sete; poi bisogna medicare lo loro piaghe, o lavare i corpi insanguinati, coperti di fango e di insetti (…) le donne che sono entrate nell’edificio vanno dall’uno all’altro con orci e bidoni pieni d’acqua limpida che serve a placare la sete e a umettare le piaghe. (…) Alcune di queste infermiere improvvisate sono ragazze belle e graziose; la loro dolcezza, la loro bontà, i loro begli occhi pieni di lacrime e compassione, le loro cure così attente rianimano un po’ il coraggio ed il morale dei malati. (…) Ma le donne di Castiglione, vedendo che non faccio alcuna distinzione di nazionalità, seguono il mio esempio, dando prova della medesima gentilezza nei confronti di tutti questi uomini di origini così diverse e che sono per loro tutti ugualmente estranei. – Tutti fratelli! – ripetevano con emozione. Onore a queste donne compassionevoli, a queste fanciulle di Castiglione! nulla le ha disgustate, stancate o scoraggiate, e la loro modesta non ha tenuto conto né di ribrezzo, né di fatiche, né di sacrifici. (…)>

“Il 24 giugno 1859, sulle colline dell’anfiteatro morenico del lago di Garda, nel sud-ovest della Lombardia, circa 300.000 uomini degli eserciti franco-piemontese e austriaco si scontrano nella più grande battaglia avvenuta in Europa dopo le guerre napoleoniche.
Le conseguenze sono atroci: circa 30.000 morti e 70.000 feriti, italiani, francesi, austriaci, ungheresi, cechi, slovacchi, sloveni, croati, rumeni, polacchi, algerini e tunisini. Il territorio è devastato, morti e feriti si accumulano in ogni dove.

Una marea di soldati stremati e feriti cerca soccorso; si rivolgono alle cascine, si riversano sui centri abitati più vicini. La sanità militare è del tutto insufficiente; tra Desenzano e l’Alto Mantovano, in particolare a Castiglione delle Stiviere, nella campagna e nei paesi sorgono infermerie e ospedali improvvisati, organizzati  nelle chiese, nei palazzi signorili, nelle cascine. La popolazione, in particolare le donne, è in prima fila in questa straordinaria massiccia mobilitazione umanitaria che non ha precedenti nella storia.

Vengono definite “donne di pace del Risorgimento” le giovani e le numerose volontarie attive nella cura dei feriti di ogni nazionalità durante la breve ma sanguinosa guerra di indipendenza italiana del 1859. A Montebello si distingue per il suo impegno suor Gaudenzia Toné e a Milano Suor Marina Videmari; sono religiose, donne nobili e borghesi, come le sorelle Carolina e Luigia Pastorio a Castiglione delle Stiviere. E anche popolane che compiono gesti di vero eroismo, talora al prezzo della vita;  a Montichiari molti volontari muoiono per un’epidemia di tifo. “Tutti fratelli” è il motto delle donne di Castiglione. Nel 1860 Napoleone III decora 120 donne con una medaglia d’argento appositamente coniata.


Il filantropo svizzero Henry Dunant affianca l’azione delle donne di Castiglione, ricavando da questa esperienza la convinzione della necessità, per salvare il maggior numero possibile di feriti di guerra, di attribuire a questi lo status giuridico di neutralità e insieme di organizzare un corpo civile stabile per il loro soccorso ( la futura Croce Rossa). Nel 1864 la comunità internazionale, adottando la Convenzione di Ginevra, farà proprio questo progetto, attuando una grande svolta di civiltà nella storia del genere umano.”

Il Museo Internazionale della Croce Rossa propone una giornata profumata. Quest’anno si è deciso di aderire all’invito del Ministero dei Beni Culturali ed aprire le porte a tutte le donne nella giornata a loro dedicata.

Ingresso sarà gratuito a tutte le donne che visiteranno il Museo giovedì 8 marzo 2012 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.

L’iniziativa mira a mettere in evidenza l’importanza dell’azione femminile castiglionese nei soccorsi che sono seguiti alla battaglia di Solferino e S.Martino del 24 giugno 1859, di cui lo svizzero ginevrino brano scritto da Henry Dunant sul suo libro dal titolo “Un ricordo di Solferino”.

A tutte le donne che entreranno a visitare il Museo, gratuitamente, verrà offerto il classico simbolo di questa giornata, un mazzolino di mimosa.

Per redigere questa nota si è consultato

“Un ricordo di Solferino” di H.Dunant traduzione italiana con testo originale francese a fronte,  a cura di Costantino Cipolla e Paolo Vanni Ed. FrancoAngeli

Testo della mostra “Le donne di pace del risorgimento” organizzata al Castello di Belgioioso (PV).

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3 - UN WOMEN
Ente delle Nazioni Unite per la parita' di genere e il rafforzamento del ruolo femminile

Donne rurali, il loro contributo e le loro sfide: il focus della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, 27 febbraio - 9 marzo 2012
(Comunicato stampa del 23 febbraio 2012)
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

Contatti con i media:
Oisika Chakrabarti, Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , +1 646 781-4522
Hadrien Bonnaud, Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , +1 646 781-4751

(Nazioni Unite, New York) La 56a Commissione sullo stato delle donne, che aprira' il 27 febbraio al palazzo delle Nazioni Unite, vertera' sul rafforzamento delle donne che vivono in aree rurali e il loro ruolo nello sradicamento della poverta' e della fame, nello sviluppo sostenibile ed altre sfide contemporanee. La Commissione approvera' misure urgenti per cambiare realmente la vita di milioni di 'donne 'rurali'. Queste raccomandazioni serviranno anche come input per altri forum, come la conferenza Rio+20 di giugno 2012.

Le donne rurali costituiscono un quarto della popolazione mondiale. Si tratta di leaders, produttrici, imprenditrici e fornitrici di servizi, il cui contributo e' vitale al benessere di famiglie, comunita' ed intere economie, oltre che al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals). Esse costituiscono per una gran parte della popolazione dedita all'agricoltura, producono il piu' delle derrate alimentari prodotte, specialmente nell'agricoltura di sussistenza, e si fanno carico della maggior parte del lavoro di assistenza e cura gratuite in aree rurali. L'agricoltura fornisce sussistenza all'86% delle donne e uomini rurali, nonche' un lavoro per circa  1.3 miliardi di piccoli contadini e braccianti; il 43% sono donne. Ma i loro diritti e importanza sono stati lungamente sottovalutati. Se le donne rurali avessero un paritario accesso alle risorse produttive, la produzione agricola potrebbe ridurre il numero di persone che soffrono di fame cronica di circa 100-150 milioni. Tuttavia, gli studi mostrano consistenti mancanze che inficiano le vite delle donne rurali, includendo i seguenti fatti:

Mentre le donne hanno uguali diritti di proprieta' in 115 paesi e uguali diritti di eredita' in 93, le distinzioni di sesso sul possesso territoriale persistono in tutto il mondo.

Solo il 5% dei servizi di formazione ed educazione all'attivita' agricola sono rivolti alle donne, e nell'Africa sub-Sahariana le donne hanno accesso a meno del 10% del credito disponibile ai piccoli agricoltori.

Per le donne rurali e' piu' difficoltoso che per gli uomini accedere a servizi pubblici, protezione sociale, lavoro e mercati, a causa di norme culturali, problemi di sicurezza e mancanza di documenti identificativi. Ad esempio, una recente indagine di UN Women    mostra che la proporzione di donne senza documenti raggiunge l'80% in certi villaggi rurali dell'Egitto, il che impedisce il loro accesso a servizi sanitari, educazione, pensioni, acquisizione di proprieta' terrene o di impresa, ed altri servizi sociali oltre al diritto al voto.

Uno studio recente riguardante  17 paesi in Asia e nel Pacifico mostra che la percentuale di rappresentanti donne, elette in consigli rurali, varia dal 0.6 al 37%.

La comunita' internazionale ha sovvenzionato con 7.5 miliardi di dollari l'assistenza ufficiale per lo sviluppo rurale e l'agricoltura nel 2008–2009. Solo il 3% di questa somma, tuttavia, e' stato allocato a programmi il cui obiettivo principale era la parita' dei generi.

Nel riunire i rappresentanti di governi, Nazioni Unite, societa' civile,  media, e del settore privato, la Commissione valutera' il progresso e i problemi esistenti, e pianifichera' strategie per rafforzare le donne rurali. Le discussioni di vari comitati enfatizzeranno l'importanza di finanziare la parita' dei sessi e il rafforzamento femminile, il tema di quest'anno; sottolineera' la nascente importanza di coinvolgere giovani donne e uomini, ragazze e ragazzi nel promuovere la parita'; pubblicizzera' il tema dell'anno prossimo: l'eliminazione e prevenzione di ogni forma di violenza contro donne e bambine.

La Commissione iniziera' i lavori nell'aula dell'assemblea generale delle Nazioni Unite il 27 febbraio alle 10, alla presenza del presidente del Consiglio Sociale ed Economico Sua Eccellenza Miloš Koterec e il vicesegretario generale delle Nazioni Unite Asha-Rose Migiro. Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo di UN Women Michelle Bachelet terra' un discorso di apertura. Anche il vicedirettore generale della FAO  Ann Tutwiler, e Elisabeth Atangana, contadina del Camerun e rappresentante di cooperative locali, parleranno alla cerimonia iniziale.

La sessione sara' organizzata attorno ad una discussione generale tra gli Stati membri, due tavole rotonde specifiche e sei discussioni di commissioni. Dettagli delle sessioni ufficiali sono disponibili su : www.un.org/womenwatch/daw/csw/56sess.htm

Due rapporti del segretariato generale delle Nazioni Unite studiano il tema della sessione. Sono scaricabili nelle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite su: www.un.org/womenwatch/daw/csw/csw56/documentation.htm

Durante le due settimane di incontri, vi saranno 90 eventi satelliti organizzati dagli Stati membri e da enti delle Nazioni Unite nel UN North Lawn Building (www.un.org/womenwatch/daw/csw/56sess.htm#sideevents). La comunita' delle ONG terra' 300 eventi paralleli, principalmente al Church Centre di fronte al quartier generale delle Nazioni Unite (www.ngocsw.org/ngo-csw-forum/ngo-parallel-events).

Permessi stampa: www.un.org/media/accreditation.

Webcast live dei lavori della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile: www.un.org/webcast.

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4 - Commissione sulla Condizione delle Donne 2012
"Il ruolo della donna nella lotta contro la fame e la poverta' nelle aree rurali"
Traduzione non ufficiale di Silvia Elzi

La 56 ª sessione della Commissione sulla Condizione delle Donne (CSW56) riunirà a NewYork funzionari governativi, donne provenienti da aree rurali, rappresentanti delle Nazioni Unitee della società civile, media e settore privato. Si incontreranno presso la sededelle Nazioni Unite per esaminare i progressi, condividere esperienze e risultati positivi, analizzare le lacunee le sfide e concordare leazioni prioritarie per accelerare l'attuazione della Piattaformad'Azione di Pechino e il raggiungimento delle pari opportunità per le donne.

La Commissionesi concentrerà sul ruolo delle donne nella lotta contro la povertà e la mancanza di cibo, sostenendole nello sviluppo e nelle sfideattuali.


Perché è importante?

Le donne delle aree rurali costituiscono un quarto della popolazione mondiale. Sono leader, prendono decisioni, sono produttrici, lavoratrici, imprenditrici e fornitrici di servizi. Il loro contributo è fondamentale per il benessere delle famiglie e delle comunità e delle economie locali e nazionali.

Eppure, i diritti delle donne contadine, i contributi e le priorità sono stati molto sottovalutati. Le donne nelle aree rurali sono state duramente colpite dalla crisi economica e finanziaria, dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dalle politiche di esportazione agricola. Hanno bisogno di essere pienamente coinvolte negli sforzi per formulare una risposta a questa serie di crisi interconnesse e nel processo decisionale a tutti i livelli.

Sviluppare il potenziale delle donne nelle aree rurali darà un contributo molto importante nella lotta alla povertà e alla fame, al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) e alla realizzazione dello sviluppo sostenibile.

E' ora di agire

Le donne delle aree rurali svolgono un ruolo chiavenel cambiamento. La loroleadershipe la loro partecipazione sono necessarie a formarele risposte alle sfide dello sviluppo e alle recenti crisi.

Le donne sonofondamentali per lo sviluppo delle zone rurali: esse rappresentano una grande porzione della forza lavoroagricola,producono la maggior parte del raccolto, soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura di sussistenza, e svolgono la maggior parte del lavoro domestico non retribuitonelle zone rurali. E' fondamentaleche i loro contributo sia riconosciuto e che la loro voce sia ascoltata nei processi decisionali a tutti i livelli, e all'interno delle organizzazioni rurali.

Alpha

Gli approcci partecipativi, la consultazione delle parti interessate e il sostegno allo sviluppo rurale e delle donne, contribuiscono ad assicurare che le priorità delle donne che lavorano nelle aree rurali si riflettano nelle politiche macroeconomiche e nei programmi di sviluppo rurale e agricoli. Misure speciali come le quote e i punti di riferimento, possono spesso aumentare rapidamente il numero delle donne nella gestione nazionale e locale e contribuire alla loro effettiva partecipazione nei processi decisionali. Un recente studio che ha preso in considerazione 17 paesi asiatici e del Pacifico, ha mostrato che la percentuale di donne tra i rappresentanti eletti nei consigli delle aree rurali varia da 0,6 % al 37 %. I paesi con il più alto numero di donne nei consigli sono solitamente quelli che hanno attuato delle misure come le quote. Tuttavia, la percentuale delle donne elette come capi o presidenti di questi consigli rurali è stata sempre inferiore al 10 % [1]. Servono quindi misure straordinarie per assicurare che le donne nelle aree rurali ottengano posizioni di leadership nelle istituzioni che gestiscono le aree stesse.

Dare potere economico alle donne nelle aree rurali è fondamentale. Se le donne avessero un accesso equo alle risorse, la produzione agricola aumenterebbe e ci sarebbero dai 100 ai 150 milioni di persone in meno che soffrono la fame.   


Le donne hanno pari diritti di proprietà in 115 Paesi e pari diritti ereditari in 93 paesi. Tuttavia, le disparità di genere nelle aziende agricole sono evidenti in tutte le regioni, e mostrano notevoli lacune nell'attuazione delle leggi. Le donne nelle aree rurali, hanno anche un accesso limitato ad altre risorse produttive, come l’informazione e la tecnologia, che si traduce in limiti per la produzione agricola. Solo il 5 % dei servizi di sviluppo agricolo sono utilizzati da agricoltori donne. Nelle zone rurali dell'Africa sub-sahariana, le donne ottengono meno del 10 % del credito disponibile per i piccoli produttori agricoli. Questi svantaggi hanno un impatto negativo non solo sulle donne stesse, ma anche sulle famiglie e sulle comunità nelle zone rurali.

Le donne nelle aree rurali hanno più difficoltà degli uomini nell'accessoai servizi pubblici, alla protezione sociale,alle opportunità di lavoro e ai mercati e alle istituzioni locali e nazionali; questo è dovuto anorme culturali, a problemi di sicurezza emancanza di documenti d’identità. Una recente ricerca delle Nazioni Unitesulle donne mostra che lapercentuale di donne senzadocumenti di identificazione raggiunge addirittura l’80 % in alcuni villagginelle zone rurali dell'Egitto, questo ostacola l’accessoai servizi sanitari, all'istruzione, alle pensioni, alle domande di attribuzione di proprietàe ad altri servizi sociali, oltre che al diritto al voto.

Il lavoro domesticonon retribuito limita ulteriormentela capacità delle donne di dedicarsi al lavoro agricolo stagionale e di usufruire delle nuove opportunità del mercato agricolo. Ad esempio, ottosu dieci delle persone che non hanno accesso a una fontedi acqua potabile vivononelle zone rurali, e sonopiù spesso donne e ragazze chehanno il compito di reperire l'acqua. Le donne povere nelle aree rurali lavoranofino a 16 - 18 oreal giorno, sommando al lavoro nei campi le attività domestiche. L'oneredel lavoro domestico non retribuito di donne e ragazzedeveurgentementeessere ridotto con il miglioramento delle infrastrutture, con tecnologie che risparmiano tempo e fatica e  conservizi di assistenza nelle zone rurali.

Sono necessarie efficaci risposte strategiche, politichee programmatiche per costruireuna base solida per le piccole imprenditrici agricole, migliorare il loro accessoa risorse e servizi, ampliare le loro opportunità per diversificarela produzione, aumentare la produttività efacilitare il loro accesso aimercati dei prodotti ad alto valore.


I finanziamenti per lo sviluppo rurale, l'agricoltura e l’adattamento al cambiamento climatico dovrebbero dare la priorità alle donne e alle ragazze nelle aree agricole.

La comunità internazionale ha contribuito con 7,5 miliardi di dollari nel 2008-2009 inaiuti ufficiali per lo sviluppo rurale e del settore agricolo. Tuttavia, solo il 3 %delle risorse è stato destinatoa programmi in cui la paritàtra i sessi era uno degli obiettivi principali, e solo il 32% a quelli in cuieraun obiettivo secondario.

Sono necessariemaggiori risorse finanziarieper lo sviluppo rurale, e tali investimentidevono rispondere alla situazionee alle priorità di donne e ragazze. I governi dovrebbero dare la prioritài progetti infrastrutturali, come strade e mezzi di trasporto ai mercati locali,schemi idrici basati sulla comunitàe  fonti energetiche rinnovabili, e investire in iniziative di donne nelle aree rurali che promuovonol'agricoltura sostenibile e la biodiversità.E' fondamentale garantire che le donne nelle aree ruralipossano beneficiare in ugual misuradei finanziamenti  in corso e futuriper  il sostegno dello svilupporurale, dell'agricoltura e per  l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Vi è anche unanecessità di garantire che i funzionarigovernativi e fornitori di serviziabbiano la capacità di utilizzare gli strumenti disponibili,incluso il budget per lo sviluppo, implementazione, monitoraggio e valutazione delle parità tra i sessi nello sviluppo agricolo e rurale, nelle politiche e nei programmi, nello sviluppo di infrastrutture ed erogazione dei servizi.

Interventiad-hoc non sono sufficienti: il contesto politicopiù ampio deve rispondereai diritti e ai bisogni di donne e ragazze nelle aree rurali.

Finora è stata datascarsa attenzione alla situazione delledonne nelle zone rurali, e le politiche di risposta hanno avuto la tendenza ad essere sporadichee di portata limitata. Dare potere alle donne nelle aree rurali richiedestrategie globali che tengano conto dei molti ostacoli che devono affrontare. I responsabili delle politiche devono pertanto adottare un approccio sistematico. Essidevono inoltre assicurare che le prioritàdelle donne delle aree ruralisi riflettano in tutti i processidi governo internazionale, nazionale e locale, tra cui lo sviluppodelle politiche, la pubblica amministrazione, l'erogazione dei servizi, il finanziamento ei meccanismi di responsabilizzazione. Le donne e le ragazze nelle zone ruralidevono avere la priorità nellepolitiche di sviluppo, nei programmi agricoli, nei piani e nelle strategie nazionali di riduzione della povertà, devono avere pari opportunità di accesso alle risorse produttive, ai servizi essenziali,al lavoro, alle tecnologie. Gli Stati devono abolire le leggie cambiare le politiche che discriminano donne e ragazze, come quelle che limitano il diritto delle donne sulla proprietà e sull'eredità, oche limitano la lorocapacità giuridica.

Per migliorare i diritti, le opportunità e la partecipazione delle donne nelle aree rurali  sono necessari  forti interventi e una presa di responsabilità.


Le grandi cooperazioni dovrebbero essere intensificate per mantenere gli impegni presi a livello internazionale per migliorare  le condizioni di vita e i diritti delle donne nelle zone rurali. La 56ª sessione della Commissione sulla Condizione delle Donne è un'occasione per consolidare il consenso tra governi e la società civile sulle azioni urgenti necessarie per cambiare realmente le vite di milioni di donne nelle aree rurali. Le linee guida che verranno adottate dalla Commissione devono essere attuate interamente a livello nazionale. Dovrebbero anche essere portate avanti in altri importanti forum, come la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio +20).

L’impegnoa livello internazionale deve essere seguito da un'azione globalesul territorio, e si devono mettere in atto efficacimeccanismi di responsabilizzazione -le donne e le ragazze nelle aree rurali non possono aspettare e i governinon possono deluderle.Le organizzazioni non governative per le donne sono fondamentali per accrescere la consapevolezza tra le donnee le ragazze delle aree ruralidei loro diritti, e le responsabilità e gli obblighi dei governi nazionali e locali arispettare, proteggere e promuovere talidiritti.

Dati generali

·                    Il 70 % di 1,4 miliardi di “persone estremamente povere” dei paesi in via di sviluppo, vive in zone rurali. L’Africa sub-sahariana è la patria di quasi un terzo di loro, mentre il Sud dell’Asia ne ospita circa la metà.

·                    Nel 2010, 925 milioni di persone sono state “cronicamente affamate”, e il 60 % erano donne.

·                    L'agricoltura fornisce sostentamento per l'86 % delle donne e degli uomini nelle aree rurali, e dà lavoto a circa 1,3 miliardi di piccoli proprietari e lavoratori agricoli, il 43% dei quali sono donne.

·                    Si stima che due terzi dei 400 milioni di allevatori poveri nel mondo siano donne.

·                    L'onere del lavoro domestico non retribuito è un punto fondamentale. A livello globale ci sono 884 milioni di persone senza acqua potabile, 1,6 miliardi di persone senza fonti affidabili di energia, 1 miliardo di persone che non hanno accesso alle vie di comunicazione, 2,6 miliardi di persone senza servizi igienici soddisfacenti, e 2,7 miliardi di persone che si affidano a fuochi aperti e metodi di cottura tradizionali . Le donne nelle aree rurali svolgono la maggior parte del lavoro non retribuito a causa della mancanza di infrastrutture e servizi.

·                     Nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, escludendo la Cina, il 45 % delle donne tra i 20 e i 24 anni si sono sposate o hanno iniziato una convivenza prima dei 18 anni, rispetto al 22 % delle donne nelle aree urbane.

Per ulteriorianalisi e raccomandazioni permigliorare la situazione delle donne nelle aree rurali, si consiglia la lettura delle relazioni delSegretarioGeneraledelle Nazioni Unite, "Dare potere alle donne nelle aree rurali e il ruolo della donna nella lotta contro la povertàe la fame, sviluppo e le sfideattuali"(E/CN.6/2012/3) e "Dare potere alle donne nelle aree rurali: il ruolo dei governi e delle istituzioni nella parità tra i sessi" (E/CN.6/2012/4). Questi testi si possono scaricare nelle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite all’indirizzo:www.un.org/womenwatch/daw/csw/csw56/documentation.htm. Salvo diversa indicazione, tutti gli esempi ei dati utilizzati nella presente notasono presi da questi rapporti.

Note

[1] UNDP, UNIFEM(oraUN Women), CLGFeUnited Cities and Local Government Asia Pacific (UCLG)/ASPAC, la rappresentanza delle donne nei governi localiin Asia-Pacifico, Status Report2010:Al di là degli obiettivi nazionali nelmonitoraggio dello stato degliOSM 3 sul potere politico alle donne.

 
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5 - Consiglio d’Europa: Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne
(1 Giugno 2011)
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

L’11 Maggio 2011 il Consiglio d'Europa ha adottato ad Instabul in Turchia la Convezione sulla protezione delle donne contro la violenza. Lo scopo principale della Convenzione sulla Prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica è quello di proteggere le donne contro tutte le forme di violenza e di prevenire, perseguire ed eliminare la violenza nei confronti delle donne, compresa la violenza domestica. Il campo di applicazione della Convenzione potrebbe essere estesa anche agli uomini e bambini, se gli Stati Parte decidono di farlo (Consiglio d'Europa Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (STCE n° 210) (11 maggio 2011).

La Convenzionesottolinea che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani ed è una forma di discriminazione. Contiene una definizione omnicomprensiva di violenza contro le donne, che include tutti gli atti basati sul genere, se risultano o sono suscettibili di provocare danno sessuale, fisico, psicologico o economico o una sofferenza alle donne. Il termine violenza di genere, che viene utilizzato in tutta la Convenzione, si riferisce alla violenza che prende di mira le donne per il solo fatto di essere donne.

La Convenzione prevede obblighi sia positivi che negativi per gli Stati contraenti. Essi sono obbligati a rispettare le disposizioni della Convenzione e ad assicurare che i loro rappresentanti, i funzionari, e le autorità si astengano da atti di violenza contro le donne. Per quanto riguarda gli atti violenti commessi da attori non statali (cioè privati), gli Stati parte devono esercitare la dovuta diligenza, per prevenire, indagare e punire i colpevoli.

Altri doveri degli Stati Parte sono i seguenti:

- adottare misure legislative per proteggere le donne da ulteriori violenze;

- prevedere l’accesso ai servizi per assistere le donne e favorire la loro riabilitazione da atti di violenza, inclusa la consulenza legale e psicologica, assistenza finanziaria, assistenza sanitaria, e di riparo e, per le vittime di stupro, l'accesso a linee telefoniche di sostegno e ai servizi di supporto per superare i traumi sessuali;

- fornire assistenza nella presentazione di denunce individuali o collettive, compresa la protezione dei bambini testimoni e l'accesso alla tutela giudiziaria civile;

- consentire l’accesso al risarcimento nei confronti degli autori della violenza;

- adottare misure legislative per assicurare che i matrimoni forzati siano annullabili, annullati, o sciolti;
- la criminalizzazione dello stalking e degli atti intenzionali di mutilazioni genitali delle donne e bambine;
- la criminalizzazione degli aborti su donne senza il loro consenso preventivo e informato;

- la criminalizzazione delle molestie sessuali;

- adottare misure per assicurare che la violenza contro le donne commessa per onore non sia adottata come causa di giustificazione;

L’attuazione della Convenzione viene assegnata a un gruppo di esperti sul tema della violenza contro le donne (GREVIO). Gli Stati sono tenuti a presentare relazioni al segretariato generale sulla base di un questionario preparato dalla GREVIO.

La Convenzioneè aperta all'adesione di paesi non europei che hanno partecipato alla stesura della Convenzione e da parte dell'Unione europea. Essa entrerà in vigore alla fine del periodo di tre mesi dopo la firma di dieci stati, otto dei quali devono essere membri del Consiglio d'Europa.

Tratto da:
http://www.loc.gov/lawweb/servlet/lloc_news?disp3_l205402695_text

 
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6 - 12.01.2011 Risoluzione
31^ Conferenza Internazionale 2011. Risoluzione 6 - Disuguaglianze in tema di salute
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Disuguaglianze in tema di salute: arginare le disuguaglianze per donne e bambini

La 31^ Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa,

in accordo con l'Organizzazione Mondiale della Sanità per cui "il raggiungimento del godimento dei più alti standard di salute costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano" e rilevando in accordo con l'Organizzazione Mondiale della Sanità che "dove vi sono disuguaglianze in tema di salute esse sono evitabili attraverso un’azione ragionevole, molto semplicemente, sono ingiuste. E' questo che noi etichettiamo come iniquità in tema di salute. Arginare queste disuguaglianze, le enormi e rimediabili differenze in materia di salute tra e all'interno dei paesi - è una questione di giustizia sociale. Ridurre le disuguaglianze in tema di salute è, per la Commissione sui Determinanti Sociali (di seguito, la Commissione), un imperativo etico. L'ingiustizia sociale sta uccidendo le persone in larga scala".


riconoscendo che per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio 3, l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio 4 e l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio 5, le disuguaglianze sociali e di genere devono essere affrontate;

essendo pienamente consapevole del fatto che le disuguaglianze di salute non sono limitate a donne e bambini;

rilevando ai fini della presente risoluzione, quando si parla di bambini, adolescenti e giovani adulti si dovrebbe comprendere che le azioni proposte dovrebbero essere intraprese nel rispetto dell'età e della maturità;

di essere preoccupata del fatto che le disuguaglianze in tema di salute in molte circostanze può essere il risultato di violazioni dei diritti umani e di altri fattori economici e sociali;

riconoscendo che nessun singolo attore è in grado di affrontare le disuguaglianze in tema di salute da solo;

riconoscendo che affrontare le disuguaglianze in tema di salute include affrontare i temi sociali della salute;

riconoscendo che la riduzione delle disuguaglianze sulla salute richiede una forte leadership, la volontà politica, e l'impegno finanziario dei governi, nonché una forte cooperazione internazionale;

riconoscendo che l’abbattimento delle barriere all’equità in tema di salute significa rafforzare la resilienza della comunità;

richiamandoil Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, come importanti quadri normativi per rafforzare la protezione contro le disuguaglianze in tema di salute per donne e bambini;


ricordando la Risoluzione 2 della 30^ Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che riconosce lo speciale partenariato tra le autorità pubbliche e le Società Nazionali come ausiliarie in campo umanitario, una partnership che fa sorgere responsabilità e vantaggi reciproci. In accordo con le autorità pubbliche, le Società Nazionali forniscono servizi umanitari, molti dei quali contribuiscono a rimuovere gli ostacoli alle cure e aumentano l’equa opera di prevenzione, trattamento, cure e sostegno;

1. invita gli Stati e le Società Nazionali, in conformità con lo statuto speciale delle Società Nazionali in quanto ausiliarie delle autorità pubbliche nel campo umanitario, a lavorare insieme per impegnarsi a ridurre le disparità nel settore sanitario, cominciando a rimuovere gli ostacoli alla riproduzione, alla salute materna, neonatale e infantile attraverso un approccio basato sui bisogni informati dai diritti umani, con particolare enfasi sui diritti del fanciullo;

2. incoraggia le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e la Banca mondiale e le relative organizzazioni regionali ad aumentare i loro sforzi nella riduzione delle disuguaglianze in tema di salute, anche attraverso l'attuazione della Dichiarazione Politica di Rio 2011 sui Determinanti Sociali in tema di Salute;

3. stimola la partnership a livello comunitario, nazionale, regionale e globale con i governi, la società civile, i donatori e il settore privato per ridurre le disuguaglianze sulla salute in modo più rapido ed efficace;

4. incoraggia vivamente gli Stati e invita le Società Nazionali a lavorare insieme e di impegnarsi ad adottare misure nei seguenti tre settori chiave, articolati per guidare un approccio sia strategico sia basato sui bisogni per le disuguaglianze in tema di salute: 1) fornitura di servizi sanitari, 2) promozione della conoscenza e 3) impegno per favorire l'uguaglianza tra i sessi - la non discriminazione;

I. Fornitura dei Servizi Sanitari: fornire prevenzione, trattamento, cura e sostegno quando e dove siano necessari per donne e bambini

Le Società Nazionali sono invitate a:

1) incrementare gli sforzi per colmare il divario tra le comunità e le strutture sanitarie, e tra gravidanza e cura dei figli, e migliorare l'accesso alla prevenzione, trattamento, cura e sostegno a quelle donne e bambini, così come gli adolescenti e giovani adulti che ne avrebbero altrimenti un accesso limitato o ai quali sarebbero del tutto escluso;

2) stabilire legami con i governi e le organizzazioni della società civile a sorvegliare, valutare e misurare lo stato delle disuguaglianze in tema di salute e l'impatto delle politiche e dei programmi per ridurre le disuguaglianze sulla salute, utilizzando gli schemi e gli strumenti esistenti;

3) utilizzare il proprio status di ausiliarie ai loro pubblici poteri a tutti i livelli ad avviare un dialogo, rivedere i piani sanitari esistenti e, ove necessario, favorire l’equità;

4) monitorare e valutare i progressi verso la salute equa, compreso l'accesso e la qualità della salute riproduttiva, materna, neonatale ed infantile, così come quella degli adolescenti e dei giovani adulti.

I Governi sono fortemente incoraggiati a:

5) rimuovere le barriere giuridiche e normative nel settore sanitario e altri servizi governativi dove esistono barriere;

6) allocare le risorse sanitarie disponibili in base alle necessità;

7) mirare a garantire come disponibile e sicura, accessibile e conveniente e adattata al contesto locale, l’assistenza sanitaria di qualità per tutte le donne e i bambini;

8) mirare a migliorare la prevenzione, il trattamento, la cura e il sostegno per donne e bambini che hanno meno accesso alle cure sanitarie senza compromettere la qualità della prevenzione, il trattamento, la cura e il sostegno per altri settori della società;

9) incoraggiare il settore sanitario per garantire la non discriminazione e migliorare la qualità e la natura dell’interazione tra paziente e chi presta l’assistenza aumentando le pratiche etiche e professionali degli standard sanitari, possibili esempi includono la pubblicazione dei diritti dei pazienti nei centri sanitari, l'adozione di statuti etici, costituendo commissioni etiche indipendenti e formando operatori sanitari su pratiche etiche e sensibilità di genere;

10) affrontare le gravi carenze di Risorse Umane per la Salute e per sostenere le strategie nazionali delle Risorse Umane per la Salute per la conservazione, l'istruzione e la distribuzione;

11) indagare ulteriormente sulle disuguaglianze in tema di salute nei paesi in cui, le donne devono affrontare il peso sproporzionato delle malattie croniche.

II. Promozione della conoscenza: fornire informazioni affidabili e precise in materia di salute e favorire la salute comportamenti di ricerca, per donne e bambini, così come per gli adolescenti e giovani adulti

Le Società Nazionali sono invitate a:

1) incrementare e misurare gli sforzi nel fornire informazioni affidabili e precise sulla riproduzione, la salute materna, neonatale e infantile;
2) incrementare gli sforzi e le misure intese a promuovere adeguati comportamenti in cerca di salute e abbattere le barriere locali per una maternità sicura e un'infanzia sana;
3) impegnarsi in azioni di sensibilizzazione sulla salute in comportamenti di ricerca e rafforzare i partenariati con i governi e le organizzazioni della società civile per estendere l'efficacia dell’advocacy.


I Governi sono fortemente incoraggiati a:

4) riconoscere che la qualità e l’affidabilità dell’educazione alla salute è fondamentale per ridurre le disuguaglianze sulla salute e per consentire alle donne e, se del caso, ai bambini, adolescenti e giovani adulti, di poter prendere autonome decisioni sulla salute

5) assumere un ruolo guida nel fornire istruzione sui comportamenti sani e sulle pratiche che rappresentano lo specifico contesto locale;

6) garantire che le campagne sull’educazione abbiano come obiettivo l’informazione della popolazione nel suo insieme e prestare particolare attenzione alle esigenze di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità;

7) stimolare un'azione multi-settoriale per supportare scelte in materia di salute;

8) realizzare adeguate politiche che incoraggino comportamenti appropriati e in grado di applicare strategie di promozione della salute;

9) coinvolgere le organizzazioni della società civile nella realizzazione delle campagne per diffondere informazioni in tema di salute

III. L'impegno per le pari opportunità e la non discriminazione: Promuovere l'uguaglianza tra i sessi, la non discriminazione e la fine della violenza contro donne e bambini

Le Società Nazionali sono invitate a:

1) incrementare gli sforzi per l'inclusione sociale attraverso i programmi di non-discriminazione e di cessazione della violenza contro le donne e i bambini;

2) dare l’esempio dell’uguaglianza di genere nelle loro politiche e nei programmi e contribuire a fornire modelli di ruolo per i governi, le organizzazioni della società civile e del settore privato;

3) come ausiliarie, incoraggiare i governi ad adottare il principio di equità nella legislazione e le politiche pubbliche ad esempio garantire i diritti dei bambini, considerando le esigenze e i diritti dei bambini nei programmi e nelle politiche, oltre a servire da modello per i governi, le organizzazioni della società civile e del settore privato;

4) incoraggiare le donne ad assumere maggiori decisioni e autorità e consentire agli uomini di assumersi le proprie responsabilità legate alla attività sessuale e la paternità.

I Governi sono fortemente incoraggiati a:

5) prendere un fermo impegno per l’eguaglianza di genere, la non discriminazione e la fine della violenza contro le donne e i bambini nelle costituzioni, la legislazione e le politiche nazionali, comprese le politiche sanitarie, e garantire meccanismi di controllo adeguati;

6) impegnarsi nel mainstreaming * di genere nei programmi e nelle politiche;

7) emancipare le donne e le ragazze, e coinvolgere uomini e ragazzi nell’emancipazione delle donne e delle ragazze, nel processo di pianificazione e di sensibilizzazione sulla parità di genere, la non discriminazione, e di porre fine alla violenza contro le donne e i bambini e coinvolgere uomini e ragazzi nel combattere i pericolosi stereotipi di genere;

8) prestare particolare attenzione allo sviluppo nella prima infanzia in tutte le politiche pubbliche e sociali e nei servizi sanitari

 dal sito web del CICR al link:

http://www.icrc.org/eng/resources/documents/resolution/31-international-conference-resolution-6-2011.htm

(* NDR mainstreaming Definizione “L’integrazione sistematica delle condizioni, delle priorità e dei bisogni propri delle donne e degli uomini in tutte le politiche, al fine di promuovere attività fondate sull’uguaglianza tra donne ed uomini. E’ anche intesa come mobilitazione di tutte le politiche e le misure generali al solo scopo di realizzare uguaglianza e tenendo conto della loro incidenza sulla situazione specifica di donne e di uomini nelle fasi di pianificazione, di implementazione, del calcolo delle ricadute e della loro valutazione" Conferenza di Pechino N.U. del 1995)


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7- allegato
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica
Istanbul,  11 maggio 2011