n° 386 del 29 maggio 2009
lunedì 01 giugno 2009
29 maggio 2009
nr. 386
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - International Committee of the Red Cross
18-05-2009 Intervista
Somalia: curare i feriti di guerra
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

2 - 15 maggio 2009
Omaggio a modelli di carità – Le Medaglie Florence Nightingale 2009
Di Marie-Françoise Borel
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - 28-05-2009 Intervista
Una strategia di dieci anni per rinforzare il ristabilimento dei legami famigliari
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - Sabato 30 maggio 2009 ore 9,30
150° anniversario della Battaglia di Solferino e S.Martino
Solferino  Sala Civica  presso le scuole, via Cavriana, 
Convegno di presentazione dell’Opera “il Crinale dei crinali”

5 - Venerdì 29 maggio 2009 ore 18
Castiglione delle Stiviere
Sala Bachelet (accanto all’Ospedale di Castiglione delle Stiviere)
“Donna lombarda, donna di pace”

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1 - International Committee of the Red Cross
18-05-2009 Intervista
Somalia: curare i feriti di guerra
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Per anni i somali hanno lottato ogni giorno per sopravvivere al conflitto armato, all'indigenza e alla mancanza di servizi di base. Mohamed Yusuf sfida ogni rischio di sicurezza per poter gestire l'Ospedale sostenuto dal CICR a Medina, il quale fornisce i servizi medici e chirurgici nella sua città natale, Mogadiscio. Egli ha discusso la sua esperienza con una giornalista, Bettina  Rühl.

L'Ospedale di Medina è uno dei pochi che ancora opera a Mogadiscio. Qual'è la sua capacità?

Credo che sia il maggior ospedale nel paese. La capacità programmata è di 80 pazienti, ma il più delle volte ne abbiamo un numero superiore. A volte ne abbiamo 200 o addirittura di più. Riceviamo persone ferite dall'esplosione delle mine, dai bombardamenti, dagli attacchi mortali e dalle sparatorie. Inoltre abbiamo molti feriti da incidenti stradali o da cadute. Tutti vengono all'ospedale, abbiamo anche pazienti medici normali.

E' sufficiente per voi il sostegno che ricevete dal CICR?

Per ciò che riguarda le forniture di farmaci, materiali chirurgici e medici direi di sì. Se abbiamo la mancanza di materiale di qualsiasi tipo chiamiamo semplicemente il CICR e ce lo facciamo rifornire. Ma non riceviamo soldi per pulire l'ospedale, né detersivi o carburante per il generatore (acceso 24 ore al giorno). Al fine di avere un po' di entrate, chiediamo ai pazienti di pagare una piccola somma per il loro trattamento, ma facciamo molte eccezioni per coloro che non sono in grano di pagare. Ma mai e poi mai diciamo: questo tipo non può essere curato perchè non ha i soldi per pagare.

Che cosa ottenete dal CICR?

Mensilmente il CICR fornisce all'ospedale i rifornimenti medici e chirurgici, paga i salari del personale ed assiste nella gestione del mantenimento dell'equipaggiamento e delle strutture ospedaliere. Inoltre ci aiuta nella formazione di personale medico e tecnico.

Considerando la malnutrizione e le altre malattie in Somalia, il numero delle persone che necessitano di un trattamento dovrebbe essere maggiore dei 200 pazienti e più che ricevete?

Sfortunatamente non abbiamo abbastanza mezzi per creare un centro nutrizionale. Ma sarebbe bellissimo se riuscissimo a farlo.

Potrebbe descriverci la situazione sanitaria della popolazione?

E' molto brutta. La popolazione vive con dei disagi che non avevamo mai visto prima. La Somalia ha vissuto qualcosa come 19 anni di guerra, ma gli ultimi due sono stati i peggiori e ciò ha causato problemi maggiori. Gli operatori umanitari non possono venire nel paese. Loro non possono raggiungere la popolazione né portargli cibo. Se qualcuno è malnutrito il suo sistema immunitario è depresso. Perciò le persone sono anemiche, anemiche croniche. Loro sono già ammalati nel momento stesso in cui vengono colpiti. Noi vediamo un numero crescente di pazienti chenon possono essere aiutati poiché sono già molto deboli nel momento in cui si ammalano. L'ospedale deve inoltre sostenere un altro carico: nutrire i pazienti. Il più delle volte essi non possono ottenere cibo dalle loro case perchè non hanno più case qui. Quindi è l'ospedale che deve provvedere al cibo.

Se avete solo 80 letti, come fronteggiate questa crescente domanda? 

Abbiamo delle tende, e abbiamo aperto un'altra sezione che fino a poco tempo fa era occupata da personale militare. Abbiamo chiesto ai militari di muoversi in un altro posto e di lasciarci l'ospedale. Così abbiamo qualche stanza là, il ché aumenta considerevolmente la nostra capacità d'accoglienza.

Se i pazienti aumentano ciò significa un numero di ore superiore per il personale, come fronteggiate questa situazione?

Se c'è una situazione d'emergenza, la maggior parte del personale non andrà a casa alla fine del turno. L'intero ospedale, inclusi gli addetti alla pulizia, sono chiamati talvolta a contribuire: trasportando i pazienti e cambiando i letti. Così l'intero ospedale è un alveare di attività. Il personale rimarrà fino a quando non cesserà l'emergenza, quando finisce ognuno andrà a casa e la vita all'ospedale tornerà normale. Ma il problema è che non c'è abbastanza personale qualificato in Somalia. A causa della situazione attuale e della mancanza di sicurezza, il 70% ha lasciato il paese in cerca di prospettive migliori.

Perchè lei è rimasto nel Paese?

Io stesso ero nella diaspora, ma poi ho deciso di tornare indietro e di lavorare qui, ed ho ottenuto molte soddisfazioni da questa scelta. Se noi, che abbiamo il rispetto per la vita, restiamo nel paese, possiamo costituire una maggioranza. Ma se lasciamo il paese allora creiamo uno spazio per coloro che uccidono, ed essi prenderanno il sopravvento, come stanno già facendo oggi, ed il paese sarà perso.

Quando lei dice di essere stato nella diaspora, di quali posti stava parlando?

Ho passato circa 22 anni a Roma, in Italia, e dieci lavorando in giro per l'Africa. Sono stato in Sud Africa, Swaziland e Maputo, e in Mozambico prima di ritornare a Mogadiscio nel 2002. Da allora ho fatto diverse cose; molte operazioni e insegnamento. Ho insegnato alle Università di Benadir e Medina, che ad oggi sono un scuole ospedaliere.

Quali sono i maggiori problemi che incontra oggi?

Il problema maggiore in questo ospedale è la mancanza di carburante per far funzionare i generatori. E voi sapete quanto sia importante per noi l'energia elettrica. Le celle frigorifere nelle quali custodiamo i medicinali e il sangue devono funzione 24 ore al giorno.

Sfortunamente non abbiamo gli stessi servizi nelle nostre sale mortuarie, ed i resti di un paziente che è morto non vengono identificati né richiesti immediatamente dai parenti stretti. Siccome noi non possiamo trattenere il corpo, facciamo delle fotografie che poi saranno mostrate ai familiari. Gli chiediamo: “E' questa la persona che state cercando”. Ma ciò non è giusto. Ognuno deve avere la possibilità di vedere i propri cari prima che vengano sepolti.

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2 - 15 maggio 2009
Omaggio a modelli di carità – Le Medaglie Florence Nightingale 2009
Di Marie-Françoise Borel
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il Movimento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa onora 28 eccezionali esempi di umanità.
Questa settimana, 28 infermieri provenienti da tutto il mondo sono stati insigniti della Medaglia Florence Nightingale, che è assegnata ogni due anni dal Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). La medaglia è la più alta distinzione internazionale che viene concessa ad un infermiere o ad un aiutante infermiere, scelti tra i candidati presentati dalle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Con essa si premia il coraggio e l’impegno eccezionale nell’assistenza alle vittime del conflitto armato o di altre catastrofi, o il prezioso contributo per la salute pubblica o per la formazione degli infermieri.

Quest’anno i destinatari della Medaglia Florence Nightingale hanno dimostrato eccezionale coraggio e dedizione che in molte situazioni di crisi, fanno la differenza tra la vita e la morte. Come tali essi rappresentano il primo dei principi fondamentali del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa - l'Umanità.

Alcuni dei destinatari del premio hanno effettuato numerose missioni per il CICR, spesso in contesti ad alto rischio, come la sig.ra Toril Parelius*, della Croce Rossa Norvegese, che oggi si dedica alla formazione di nuovi delegati nel settore dell'assistenza sanitaria per le vittime di conflitti e disastri.

Qualunque siano le loro abilità specifiche, di emergenza sanitaria, di sostegno psicologico, assistenza domiciliare o di formazione, gli infermieri sono sempre in prima linea negli sforzi volti a sostenere le fasce più vulnerabili. Infatti l’assistenza infermieristica è stata e rimane l’elemento chiave dell’azione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Quasi tutte le Società nazionali, inoltre, fin dall'inizio si sono impegnate nel primo soccorso e nei servizi di assistenza infermieristica. Già nel 1920, la Lega delle Società della Croce Rossa (come la Federazione Internazionale era allora conosciuta) ha iniziato a promuovere la medicina preventiva e ha deciso di focalizzare il proprio sostegno alle Società nazionali su tre importanti settori: l’igiene, l’assistenza infermieristica e la gioventù. Nel 1930 l’assistenza e la salute pubblica rappresentano delle priorità, e la Lega ha ampliato i suoi programmi di studio per gli infermieri di pronto soccorso e il trattamento domiciliare. Di seguito, decine di società nazionali hanno fondato scuole di infermieristica, asili nido e servizi di assistenza prenatale, per le donne incinte.

Oggi la tradizione continua, e le attività si sono evolute nel tempo. Ad esempio, i programmi di assistenza domiciliare della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in particolare quelli elaborati per le persone affette da HIV e per i pazienti affetti da tubercolosi sono considerati da esperti come i più efficienti in termini di qualità di assistenza e di risultati.

 
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Florence Nightingale, considerata la fondatrice della moderna assistenza infermieristica, è nata a Firenze il 12 maggio 1820 da ricchi genitori inglesi. Fin dai suoi primi anni, sentì una vocazione per la cura dei malati. Durante la Guerra di Crimea (1854-56) ha prestato servizio volontario in un ospedale di Istanbul nel quartiere di Scutari, dove curava i soldati britannici feriti. In seguito ha contribuito a migliorare le condizioni di igiene e di salute negli ospedali militari e a ridurre drasticamente il tasso di mortalità tra i militari feriti dal 44% al 2%. Conosciuta per il suo carisma e la sua compassione e per le sue straordinarie capacità organizzative, Florence Nightingale era soprannominata "la signora con la lampada", per il suo camminare di notte attraverso i reparti per dare conforto ai suoi pazienti. Tornata in Inghilterra, ha usato la sua fama e l'energia per riformare i servizi medici dell’esercito, gli ospedali e l’assistenza sanitaria, e per migliorare lo status e la formazione degli infermieri. La sua vita continua ad ispirare gli infermieri in tutto il mondo.

Tratto dal sito web della FICR al link:
http://www.ifrc.org/Docs/News/09/09051501/index.asp

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3 - 28-05-2009 Intervista
Una strategia di dieci anni per rinforzare il ristabilimento dei legami famigliari
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Migliaia di famiglie sono disperse a seguito di conflitti armati, di catastrofi naturali o di migrazioni di popolazioni. Le sofferenze causate da tali situazioni non sono sempre visibili. Questo problema, che tocca persone in tutto il mondo, è spesso una tragedia silenziosa. Olivier Dubois, vice capo della Divisione dell’Agenzia Centrale delle ricerche e delle attività di protezione al CICR, parla dell’assistenza fornita a queste famiglie.

Chi sono i membri delle famiglie disperse che beneficiano di un’assistenza da parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa?

Noi portiamo assistenza alle persone che sono state separate dalle proprie famiglie o che sono senza notizie dei loro cari a seguito di conflitti armati, catastrofi naturali, migrazioni di popolazioni o altre situazioni che necessitano di un’azione umanitaria.

Certi gruppi di persone particolarmente vulnerabili hanno dei bisogni specifici a cui cerchiamo di rispondere. Si tratta di bambini che si trovano separati dai loro genitori a causa di una situazione di violenza armata, di arresti, di condizioni di povertà estrema o di una catastrofe. Anche le persone anziane, che non sono sempre in grado di badare a sé stesse, sono vulnerabili. I detenuti rappresentano un altro gruppo ed è fondamentale per noi dare loro la possibilità di rimanere in contatto con la propria famiglia.

Cosa fa il Movimento per aiutare i membri delle famiglie separate?

Il benessere di una persona dipende in larga misura dalla possibilità che essa ha di restare in contatto con i suoi famigliari o, almeno, di ricevere notizie di essi e di sapere che stanno bene. In effetti, ricevere delle notizie di un famigliare o ritrovare la propria famiglia può cambiare tutto. Il ricongiungimento famigliare può mettere fine all’angoscia di un bambino di cinque anni e dei suoi genitori, così come una lettera di un famigliare scampato a una catastrofe naturale è rassicurante per la sua famiglia.

Il Movimento dispone, su scala mondiale, di una Rete dei legami famigliari (Family Link Network), che comprende l’Agenzia Centrale delle Ricerche del CICR, le agenzie di ricerche istituite nelle delegazioni dell’organizzazione e i servizi di ricerche delle Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in tutto il mondo.

Il ruolo della Rete dei legami famigliari è di ristabilire e di mantenere i contatti fra i membri di famiglie separate e di fare luce sulla sorte delle persone disperse. Ristabiliamo i legami famigliari offrendo ai parenti divisi dei servizi telefonici, permettendo loro di scambiarsi dei messaggi scritti, creando dei siti internet adeguati ai diversi contesti, rispondendo a ogni domanda di ricerca e riunendo le famiglie. Il nostro lavoro consiste anche nel raccogliere, gestire e trasmettere delle informazioni sulle persone decedute o scomparse.

Il Movimento ha una lunga esperienza e delle ampie competenze nel dominio del ricongiungimento famigliare. Grazie alla Rete, siamo in grado di fornire dei servizi che vanno al di là delle frontiere nazionali, in completa trasparenza e con il consenso delle autorità coinvolte. Come Movimento, quindi, siamo in una posizione unica: disponiamo di una rete mondiale e possiamo dare un aiuto alle persone separate dalle loro famiglie, ovunque esse si trovino.

Perché ponete adesso un’attenzione particolare a questo tema?

Ogni anno, centinaia di migliaia di persone beneficiano dei nostri servizi di ristabilimento dei legami famigliari (RLF). Per la Rete, è essenziale che tutti i componenti del Movimento utilizzino le stesse competenze e adottino uno stesso approccio, in modo tale che i servizi della Rete siano coerenti ed efficaci in tutto il mondo.

Noi vogliamo migliorare la qualità dei nostri servizi, affinché le persone separate dalle loro famiglie ricevano, ovunque si trovino, un’assistenza adeguata. Ciò implica anche che dobbiamo migliorare le nostre capacità di intervento rapido in caso di urgenza.

Per tutti questi motivi, il Movimento ha recentemente adottato una strategia su dieci anni, che mira a rafforzare la Rete dei legami famigliari, al fine di rispondere meglio ai bisogni delle persone separate dalle loro famiglie.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/family-links-interview-190309?opendocument

 



* Sig.ra Toril Parelius – Medaglia Florence Nightingale 2009

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4 - 30 maggio 2009 ore 9,30
150° anniversario della Battaglia di Solferino e S.Martino
Solferino  Sala Civica  presso le scuole, via Cavriana,  
Convegno di presentazione dell’Opera “il Crinale dei crinali”

Introduzione di Luigi Lonardi Vice Sindaco di Solferino
Saluto di Maria Orazia Mascagna Sindaco di Solferino
Saluto di Felice Anelli Sindaco di Desenzano del Garda
Interventi dei curatori: Costantino Cipolla, Pia Dusi, Angiolino Bignotti, Matteo Bertaiola

Opera in 4 Volumi  sulla Battaglia di Solferino e S.Martino
curati da Costantino Cipolla Editi da Franco Angeli

Progetto euristico articolato in quattro tomi - ciascuno dei quali può essere compreso senza avere necessariamente letto gli altri - dedicati all'evento centrale e senza ritorno del Risorgimento italiano, la battaglia "europea" di Solferino e San Martino (24 giugno 1859).

1 -  “Il Crinale dei Crinali”  La battaglia di Solferino e S.Martino
A cura di Costantino Cipolla
Pag. 640

Contributi di
Massimo Aliverti, Barbara Baccarini, Klaus Bergdolt, Matteo Bertaiola, Fabio Bertini, Elena Bittasi, Maria Rita Bosi Vanni, Giorgio Ceci, Giuseppe Fusari, Ercolano Gandini, Giancarlo Ganzerla, Veronica Grillo, Matteo Guardini, Cesarino Mezzadrelli, Guido Oczoli, Raimonda Ottaviani, Paolo Paoletti, Maria Grazia Parri, Marilena Russo, Stefano Siliberti, Paola Sposetti, Andrea Trolese, Paolo Vanni, Duccio Vanni

In breve
Esso consta di numerosi studi dedicati alla ricostruzione degli eventi storici, nonché degli aspetti psicologici, sociologici e relazionali che hanno caratterizzato la vita quotidiana e l'esperienza di guerra dei suoi protagonisti.
I saggi, seppure eterogenei tra di loro, trattano della battaglia in modo peculiare ed inedito, tracciando un'analisi attenta contemporaneamente a tutte le prospettive degli eserciti in campo. Interessanti sono i saggi dedicati agli episodi immediatamente precedenti lo scontro finale, così come le notizie relative alle trasposizioni musicali, pittoriche e letterarie che gli eventi hanno ispirato. Nondimeno importante è la rievocazione e la valorizzazione di allori "minori" del conflitto, quali il ruolo dei sacerdoti di campo, delle vivandiere e delle donne presenti sul tragico scenario di guerra.
A chiudere infine il volume è un ampio studio mirato sulle vittime, che mette in luce lo straordinario senso di umanità, generosità e carità suscitato dagli avvenimenti e poco dopo sfociato nella fondazione del movimento internazionale della Croce Rossa. Una battaglia, dunque, per la democrazia europea, per la libertà dell'Italia e per le vittime. Il volume è parte di un ampio progetto euristico in quattro tomi dedicati all’evento centrale del Risorgimento italiano, la battaglia “europea” di Solferino e San Martino (24 giugno 1859). Esso consta di numerosi studi dedicati alla ricostruzione degli eventi storici, nonché degli aspetti psicologici, sociologici e relazionali che hanno caratterizzato la vita quotidiana e l’esperienza di guerra dei suoi protagonisti.

2 - “L’altro crinale” La battaglia di Solferino e San Martino letta dal versante austriaco
A cura di Costantino Cipolla e Pia Dusi
Pag.656

Contributi di
Giuseppina Arvati, Elisa Bonatti, Bruno Dotto, Franz Felberbauer, Martin Gabriel, Giancarlo Ganzerla, Nicoletta Iannino, Laura Motta, Rainer Neumeister, Chiara Pegoraro, Claudia Pipolo, Giovanni Pontoglio, Ronald Salzer, Patrick Swoboda, Elisa Treccani

In breve
Il volume è dedicato ai grandi sconfitti del 24 giugno 1859, gli austriaci. Nell’ampia sezione documentaristica viene presentato materiale inedito redatto in ambito austriaco, durante e dopo la campagna d’Italia. Di primaria importanza è la Relazione Ufficiale Austriaca sulla Battaglia di Solferino, associata a uno scorcio della letteratura dell’epoca in merito al fatto d’armi e alla sconfitta. Un interessante quadro storico che colpisce per l’unicità della prospettiva, quella dei vinti.

3 - “Il crinale della vittoria”  La battaglia di Solferino e San Martino vista dal versante francese
A cura di Costantino Cipolla e Angiolino Bignotti
Pag. 528

Contributi di
Barbara Arcari, Roberto Battilana, Matteo Bertaiola, Elisabeth Boutelier, Alessandro De Servi, Rina Delaini, Eugenio Di Rienzo, Catherine Grazioli, Elena Guidetti, Paolo Saccoman, Paola Sposetti

In breve
Il volume descrive l’aspetto francese della battaglia di Solferino, cioè di quelli che hanno combattuto e vinto. L’opera presenta delle valutazioni sui vari personaggi che la battaglia in qualche modo l’hanno preparata o che vi hanno partecipato (Napoleone III, la contessa di Castiglione, i Turcos, i soldati francesi), e riporta i documenti più importanti relativi all’evento.

4 - “Sul crinale” La battagli di Solferino e San Martino vissuta dagli italiani
A cura di Costantino Cipolla e Matteo Bertaiola
Pag.464

Contributi di
Barbara Arcari, Giuseppe Armocida, Flora Artioli, Maria Grazia Baccolo, Carla Boroni, Ercolano Gandini, Sergio Leali, Vittorio Nichilo, Mario Pesci, Gaetana Silvia Rigo

In breve
Una lettura della battaglia di Solferino e San Martino fondata sulle testimonianze dirette dei combattenti sardo-piemontesi. Le loro voci ci parlano dalle pagine di diari e memorie, ma ancor più attraverso le epistole affidate al sistema postale dell’epoca. L’indagine rivela la profonda drammaticità della battaglia, ma anche l’italianità, derivante dalla mobilitazione di folte schiere volontarie provenienti da ogni lato della penisola.

I 4 libri con cofanetto cartonato Edizione Speciale per l'Anniversario è in vendita al Museo Internazionale Croce Rossa al prezzo di Euro 98  (Euro 85 per il personale (dipendente e volontario) di Croce Rossa (se viene richiesta la spedizione via corriere o posta verrà addebitata al costo)

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5 - Venerdì 29 maggio 2009 ore 18 c/o Sala Bachelet (accanto all’Ospedale di Castiglione delle Stiviere)
“Donna lombarda, donna di pace”
Presentazione del volume
 Il Roseto della Pace – Le donne lombarde del 1859 (ed. Il Cartiglio mantovano)

300 mila soldati coinvolti, 30 mila caduti, 70 mila feriti. Dietro la tragica aridità di queste cifre si cela l’opera umanitaria di migliaia di donne che -in un moto spontaneo iniziato a Castiglione delle stiviere e sviluppatosi in tutta la Lombardia- si sono prodigate per dare assistenza ai caduti e ai feriti.

La battaglia di Solferino, di cui si celebra quest’anno il 150° anniversario, segna per tradizione la nascita della Croce Rossa internazionale, ma in realtà e più in profondità è la manifestazione di un fatto rivoluzionario, di valore epocale. Per la prima volta gli sconfitti non vengono abbandonati alla mercè dei vincitori ma vengono aiutati e soccorsi.

Dal male della guerra e della battaglia più cruenta sorgono perciò una cultura e un’opera di pace grazie all’impegno delle donne.

Queste vicende vengono documentate con un taglio storiografico da Roberto Albanese, che indaga sulle cause dell’iniziativa spontanea delle donne dell’Alto Mantovano e rivisita il ruolo di Jean Henri Dunant fondatore della CRI. La seconda parte del volume è un godibilissimo romanzo scritto dallo stesso Albanese e ambientato a Solferino.

Siamo di fronte pertanto a un’opera culturale ma soprattutto a un’occasione per dare vigore alla cultura della pace e proporre nuove iniziative in tal senso.

Interventi di

    * Erminia Bongiorno in Cheli, assessore alla Cultura e Vicesindaco del Comune di Castiglione delle Stiviere
    * Enzo Lucchini, Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia
    * Sabina Siniscalchi – Fondazione Responsabilità Etica
    * Monica Bianchi – Il Cartiglio mantovano
    * Roberto Albanese – autore

Seguirà aperitivo

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