n° 374 del 28 febbraio 2009
sabato 28 febbraio 2009

28 febbraio 2009

nr. 374
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 26/02/2009 Comunicato stampa 09/45
Gaza: la ricostruzione ha poche possibilità di successo senza la prospettiva di una pace durevole
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - Dal Sito Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
13 Febbraio 2009
La Croce Rossa Australiana incrementa l'assistenza mentre proseguono  gli incendi boschivi nello Stato di Victoria
Traduzione non ufficiale di Colum Brendan Alessandro Donnelly

3 - Dal Sito Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
9 febbraio 2009
Maldive: la storia di Ahmed
Traduzione non ufficiale di Colum Brendan Alessandro Donnelly

4 - 23-09-2008 Approfondimento
I governi riconoscono il dovere di controllare le compagnie militari e di sicurezza private
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

5 - Pre-avviso
VI Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina
Castiglione delle Stiviere (MN) dal 26 settembre al 1 ottobre
Di M.Grazia Baccolo

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1 - 26/02/2009 Comunicato stampa 09/45
Gaza: la ricostruzione ha poche possibilità di successo senza la prospettiva di una pace durevole
Ginevra/Gerusalemme (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha dichiarato oggi che gli sforzi di ricostruzione di Gaza non hanno possibilità di successo a meno che non siano accompagnati da misure politiche credibili, che mirino a risolvere la crisi.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

In vista della conferenza su Gaza che si terrà la prossima settimana a Sharm el-Sheikh, a cui parteciperà anche il CICR, Jacob Kellenberger, presidente del CICR, ha sottolineato che l’azione umanitaria è essenziale ma insufficiente per risolvere la crisi. «La ricostruzione è estremamente importante per aiutare la popolazione di Gaza a risollevarsi», ha affermato Kellenberger, «ma ha poche speranze di successo senza la prospettiva di una pace durevole. L’azione umanitaria non può sostituire un processo di pace reale e coraggioso, che impegni tutti gli Stati, le autorità politiche e i gruppi armati organizzati che possono influire sulla situazione».

Più di un mese dopo la fine della guerra, gli abitanti della Striscia di Gaza lottano ancora per ricostruire la loro vita. Decine di migliaia di persone hanno visto la propria casa parzialmente o totalmente distrutta e migliaia fra di esse non hanno a tutt’oggi accesso all’acqua potabile.

Già prima del recente conflitto, le rigide restrizioni imposte dalle autorità israeliane alla libera circolazione delle persone e delle merci aveva provocato una crescita della povertà, un aumento della disoccupazione e il deterioramento dei servizi pubblici, quali l’assistenza sanitaria, il rifornimento e la depurazione dell’acqua. Di conseguenza, gli abitanti di Gaza soffrivano già di una grande crisi, che toccava tutti gli aspetti della vita quotidiana, ben prima dello scoppio delle ostilità, a fine dicembre.

«Ritornare alla situazione che vigeva prima del conflitto non farà che perpetuare la situazione disastrosa di Gaza», ha aggiunto Kellenberger. «Ciò di cui questa regione ha bisogno è uno sviluppo economico durevole. Ma questo non sarà possibile a meno che non siano avviate delle iniziative a livello politico per preparare il terreno. La prima misura da prendere, e la più urgente, sarà di mettere fine all’isolamento di Gaza, in particolare togliendo le restrizioni che colpiscono la circolazione delle persone e delle merci».

Kellenberger ha inoltre invitato le fazioni palestinesi a cessare il fuoco sulle zone civili in Israele, poiché mettono in pericolo le vite di civili. Ha chiesto nuovamente che il CICR possa avere accesso al soldato israeliano Gilad Shalit, che è detenuto nella Striscia di Gaza dal giugno 2006.

«Quanti morti, quanti feriti, quante vite distrutte sono ancora necessarie prima che tutti si rendano conto che non ci sono soluzioni diverse da un processo di pace credibile e accettabile?», ha chiesto Kellenberger. «Gli Stati, le autorità politiche e i gruppi armati organizzati coinvolti devono intraprendere questa strada adesso, lo devono alla popolazione di Gaza e della regione».

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/palestine-news-260209?opendocument

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2 - Dal Sito Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

13 Febbraio 2009
La Croce Rossa Australiana incrementa l'assistenza mentre proseguono  gli incendi boschivi nello Stato di Victoria
Traduzione non ufficiale di Colum Brendan Alessandro Donnelly

Jack Barber ha trascorso una lunga notte cercando rifugio al campo di  calcio di Kinglake West, mentre gli incendi divampano intorno a lui.
E' riuscito a fuggire, trovando rifugio al centro di evacuazione  vicino a Whittelesea, a 45 Km nord-est da Melbourne. Oggi lui è vivo,  a differenza delle 180 persone di cui è stato confermato il decesso e  le molte altre in pericolo a causa del divampare degli incendi  boschivi nello Stato di Victoria, che hanno largamente superato i 47  decessi registrati nel 1983 durante gli incendi dell' Ash Wednesday.
Numerosi sopravvissuti sono ricoverati nei reparti di terapia  intensiva di Melbourne. Secondo quanto riportato dai media, oltre 450  persone sono state ricoverate nei reparti d'urgenza degli ospedali di  tutto lo stato dall'inizio degli incendi, anche a causa delle  temperature record  che hanno raggiunto i 50°C il 7 febbraio.

Circa  400.000 ettari di terra sono stati bruciati e oltre 1.000 abitazioni  sono state distrutte.
La Croce Rossa Australiana ha risposto all'emergenza inviando le  proprie squadre a  Kinglake, la città montana più duramente colpita ,  fornendo l'assistenza sanitaria ed il cibo ad una comunità che ha  scelto di non evacuare nonostante l'avanzata degli incendi e con cui  non si avevano più avuto contatti.
Le squadre della Croce Rossa Australiana forniscono assistenza  sanitaria e cibo a tali comunità, oltre a registrare i loro nomi in  modo che amici e parenti possano sapere che sono sani e salvi. I  servizi di emergenza sono ancora in attesa di raggiungere alcune delle  aree colpite.
Un'altra squadra di Croce Rossa si sta concentrando sul centro  evacuazione di Whittlesa, da quando le persone hanno la possibilità di  tornare alle proprie case per la prima volta, con le strade aperte
limitatamente.
Croce Rossa impiega 400 persone su turni in 20 centri di evacuazione  ed uffici nello Stato di Victoria, fornendo accoglienza temporanea,  cibo, prestazioni di primo soccorso ed assistenza alle persone evacuate.
Fino al 7 febbraio, la Croce Rossa ha servito migliaia di pasti,  registrato 7.500 persone ed erogato oltre 4.500 prestazioni di primo  soccorso. Oltre 15.000 persone in Australia e nel resto del mondo
hanno contattato il call centre della Croce Rossa per avere notizie su  amici e parenti.
Il Premier dello Stato di Victoria John Brumby ha istituito una  Commissione Regia allo scopo di migliorare la strategia contro gli  incendi dello Stato, annunciando inoltre una serie di appelli contro  gli incendi, sottoforma di partnership tra il Governo di Victoria, il  Governo Federale e la Croce Rossa Australiana, per fornire assistenza  agli individui e alle comunità nelle città e nei sobborghi colpiti  dagli incendi boschivi.
Fino ad oggi la Croce Rossa Australiana ha ricevuto oltre 50 milioni  di Dollari australiani dei propri sostenitori ed alla ricerca di  ulteriore assistenza.

Tratto dal sito della FICR:
http://www.ifrc.org/docs/news/09/09021302

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3 - Dal Sito Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
9 febbraio 2009
Maldive: la storia di Ahmed
Traduzione non ufficiale di Colum Brendan Alessandro Donnelly

Ahmed Mohamed, 20 anni, canta mentre spinge il carrello pieno di pasti  confezionati. Durante la mattinata Ahmed, oppure Dhonna per gli amici,  ha lavorato come dipendente delle lotterie, poi come addetto alla  sicurezza e successivamente come guida. Ma adesso Ahmed ha un'attività  più delicata, ovvero assicurarsi che le oltre 50 persone impegnate  nella lotteria per l'assegnazione degli alloggi ricevano i loro pasti.
La mia collega Mariyam ha parlato con lui poco dopo la consegna di  tutti i pasti confezionati. Afferma di avere preso due giorni di ferie  dal suo lavoro di operatore sociale, incaricato del servizio rivolto a  famiglie e bambini nell'atollo di Raa, per aiutare la Federazione  Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR), che  sta conducendo i preparativi della lotteria per l'assegnazione delle  abitazioni alle comunità colpite dallo tsunami nell'isola di Dhuvaafaru.
Il progetto di  Dhuvaafaru è il più grande progetto mai realizzato  dalla FICR. Quando i lavori ebbero inizio nell'aprile 2006, i 40  ettari di isola corallina erano disabitati. In soli 3 anni, al costo
di 35,6 milioni di Franchi svizzeri, sono stati trasformati in una  comunità fiorente che ora annovera 600 nuove case, tre scuole, una  moschea, un centro sanitario ed un blocco amministrativo che comprende  anche un auditorium ed un centro sportivo.
La famiglia di Ahmed ha ricevuto due case. Insieme alle sue due  sorelle, sposate con uomini della vicina isola di Ungoofaaru, la sua  famiglia dispone di un numero di stanze sufficienti per tutti: i suoi  genitori, se stesso ed i suoi quattro fratelli.
"Ma questo stato delle cose cambia appena mia sorella o altri membri  della famiglia decidono di visitarci: capita che io sia costretto a  dormire in soggiorno", afferma. Aggiunge che è contento del fatto che  Dhuvaafaru è a soli 10 minuti di barca veloce da Ungoofaaru.  "Continuerò a fare il mio lavoro ed a visitare le mie sorelle, mentre  dedicherò il mio tempo libero per rendere la mia isola un posto  migliore".
Oltre a dare una mano durante la lotteria, Ahmed è un membro chiave  del gruppo di giovani, coinvolti tra i primi dalla FICR, per  sensibilizzare la comunità sui temi ambientali e sociali. Il gruppo ha  inoltre condotto degli incontri per sensibilizzare la popolazione di
altre due isole grazie ai mezzi di trasporto resi disponibili dalla  FICR.
Ahmed spiega: "Le nostre presentazioni sono focalizzate sulla gestione  dei rifiuti, uno dei problemi più gravi che devono essere affrontati su  numerose isole delle Maldive oggi". Inoltre, aggiunge, che dal da  quando la comunità ha messo piede in una nuova isola pulita, devono  imparare a mantenerla incontaminata ed in ordine.
“Questo è il motivo per cui cogliamo ogni piccola opportunità per  creare la consapevolezza e per fornire le informazioni sulla gestione  dei rifiuti domestici”.
Quando gli è stato domandato  quale fosse il suo sogno per Dhuvaafaru,  Ahmed risponde “trasformare gli adolescenti annoiati in grandi  lavoratori. Se posso fare qualcosa, per quanto piccola, allo scopo di  riportare questa generazione sul giusto binario, il futuro di Dhuraafaru sarà migliore”.
Allo stesso tempo, Dhonna sta pensando a come fare per realizzare il  suo sogno nel migliore dei modi.

Tratto dal sito della FICR:
http://www.ifrc.org/docs/news/09/09020901/index.asp

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4 - 23-09-2009 Approfondimento

I governi riconoscono il dovere di controllare le compagnie militari e di sicurezza private

Una riunione tenutasi in Svizzera, a Montreaux, ha riaffermato l’impegno degli Stati relativamente alle compagnie militari e di sicurezza private nelle zone di conflitto. Due sono i punti chiave del documento firmato da 17 nazioni: da una parte, la delega di compiti ai contractors non solleva lo Stato dalle sue responsabilità e, dall’altra, i governi non dovrebbero far prendere parte ai combattimenti ai contractors.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Il documento di Montreux riafferma il dovere degli Stati di sorvegliare affinché le compagnie militari e di sicurezza private che operano nei contesti di conflitti armati rispettino il diritto umanitario e il diritto relativo ai diritti dell’uomo. Questo documento elenca circa 70 raccomandazioni, derivanti dalle buone pratiche degli Stati.

Queste raccomandazioni includono il verificare i risultati ottenuti dalle compagnie e l’esaminare le procedure che esse utilizzano per controllare il proprio personale. Gli Stati dovrebbero inoltre prendere delle misure concrete per assicurarsi che il personale delle compagnie militari e di sicurezza private possa essere perseguito in caso di violazioni gravi della legge.

«Idealmente, gli Stati non dovrebbero chiedere ai contractors privati di prendere parte attiva alle operazioni di combattimento» ha dichiarato Philip Spoerri, direttore per il diritto internazionale al CICR. «Le funzioni legate ai combattimenti nei conflitti armati devono restare di responsabilità dei governi e non essere delegati a contractors privati».

Ad oggi, 17 paesi (Afghanistan, Africa del Sud, Angola, Australia, Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Iraq, Polonia, Regno Unito, Sierra Leone, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Ucraina) sono giunti ad un accordo sul documento di Montreux, che porta il nome della città sul lago di Ginevra dove gli esperti dei governi si sono riuniti, dal 15 al 17 settembre 2008, per esaminare come regolamentare al meglio i contractors militari e di sicurezza privati. Questa iniziativa è stata lanciata dal Dipartimento Federale Svizzero per gli affari esteri nel 2006 e il CICR gli si è strettamente associato fin dall’inizio. Il settore privato militare e della sicurezza, così come le ONG, sono stati regolarmente consultati durante il processo.

Paul Seger, consigliere giuridico presso il Dipartimento Federale Svizzero, ha sottolineato che l’iniziativa svizzera è stata puramente umanitaria. «Il nostro obiettivo era di diminuire la percezione che vi fossero lacune giuridiche quando gli Stati subappaltano dei compiti militari o di sicurezza a compagnie private. Al contrario, in situazioni di conflitto armato, il diritto internazionale umanitario si applica sia allo Stato che ai contractors privati. È essenziale che le misure amministrative e giuridiche raccomandate nel documento siano messe in atto dai paesi che le promuovono», ha dichiarato Seger. La Svizzera incoraggia altri Stati a unirsi in questa iniziativa.

Il CICR sottolinea i vantaggi che il documento di Montreux presenta per i paesi e le persone toccate dai conflitti armati. «Per il CICR il documento è un’eccellente base di discussione delle questioni di tipo umanitario con tutti i paesi sul cui territorio operano o hanno sede compagnie militari e di sicurezza private», ha sottolineato Spoerri. «Grazie al carattere molto concreto delle raccomandazioni proposte, il documento sarà particolarmente utile per gli Stati i cui governi sono debole o stanno lottando con gli effetti del conflitto armato, ma vogliono regolamentare tali compagnie sul proprio territorio».

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/montreux-document-feature-170908?opendocument

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5 - VI Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina
Date: da domenica 27 settembre a giovedì 1 ottobre 2009
(con possibilità di arrivare il sabato 26.9.09)
Luogo di svolgimento: Castiglione delle Stiviere (MN)
Costo: 250 Euro
 
A seguire sarà possibile partecipare al Congresso della S.I.S.M. Società Italiana di Storia della Medicina (a carattere internazionale) che si svolgerà a Castiglione delle Siviere e Solferino da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2009.

A breve verranno pubblicati i bandi di partecipazione alle due iniziative con tutte le informazioni necessarie e la scheda di informazione

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