n° 369 del 6 dicembre 2008
venerdì 26 dicembre 2008

26 dicembre 2008

nr. 369
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - AUGURI
Di M.Grazia Baccolo

2 - 9.12.2008 aggiornamento
Repubblica democratica del Congo: nonostante la diminuzione dei combattimenti, molti bisogni persistono
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - 29-10-2008
Iraq: in milioni a rischio a causa delle acque inquinate
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

 

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1 - AUGURI

Quest’anno gli auguri di Felice Anno Nuovo hanno un nome: Roberto e due cognomi Mohamad Abdirahman.  Ha tutte le ragioni per essere proprio adatto al tema del Natale e del passaggio da un anno all’altro Roberto, è nuovo …sì… ha soli due mesi, ed è felice… già, invece di nascere a Mogadisho sotto le bombe, è nato a Desenzano del Garda. La sua mamma incinta di 4 mesi iniziò il rischioso viaggio per scappare da quella terra di pericoli, di guerra, non adatta per un bambino così piccolo. La Vita ha voluto che, nonostante le difficoltà Maryan arrivasse salva in terra d’Italia. La nascita di questo bambino al Centro Assistenza Richiedenti Asilo della Ghisiola di Castiglione delle Stiviere ha fatto molto riflettere. Impossibile non pensare a tutti quei bimbi che continuano a nascere, crescere e anche morire sotto le bombe di tutte le guerre, ma la speranza deve sempre restare e la speranza di un mondo migliore oggi, qui, ha un nome: Roberto Mohamad.

A tutti  i Lettori del Caffè un cordiale augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo dai collaboratori del Caffè.

M.Grazia

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2-9.12.2008 aggiornamento
Repubblica democratica del Congo: nonostante la diminuzione dei combattimenti, molti bisogni persistono
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

I recenti contatti tra i funzionari Congolesi e Ruandesi sono stati seguiti da vicino dalle organizzazioni umanitarie, nella speranza che ciò possa facilitare le operazioni di aiuto. Nel frattempo, il CICR prosegue nella sua attività in favore delle vittime del conflitto che ha devastato il Congo orientale negli ultimi mesi.

Ultimo rapporto delle attività del CICR sul campo

La Situazione generale

La situazione umanitaria nel Kivus rimane una fonte di preoccupazione per il CICR, anche se vi sono stati meno combattimenti durante la settimana scorsa. Dopo il ritiro del movimento di opposizione armata del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) da Ishasha e Nyamililma la settimana scorsa, i residenti che erano fuggiti dalle loro case per sfuggire alla lotta hanno iniziato a farvi ritorno. Tuttavia, diverse migliaia di persone hanno scelto di restare nei campi profughi nel vicino Uganda, fino a quando la situazione non si stabilizza. Il CICR ha fornito farmaci a diversi ospedali della zona per aiutarli a far fronte alle ulteriori esigenze. Nel sud Lubero, i civili che sono fuggiti per via dei combattimenti, stanno lentamente tornando alle città di Kirumba, Kayna e Kanyabayonga.


Che cosa sta facendo il CICR

Il Ristabilimento dei legami familiari

• Quindici bambini sono stati riuniti con le loro famiglie questa settimana grazie al servizio trasmissioni radio del CICR. Essi sono stati separati dal recente focolaio di combattimenti.
• Il CICR sta lavorando con quattro stazioni radio nel Kivu settentrionale e con la rete delle radio locali delle Società della Croce Rossa della Repubblica democratica del Congo per rintracciare i parenti dei bambini nel più breve tempo possibile.
• Nel complesso, la Croce Rossa ha identificato e registrato 134 bambini soli dalla fine di ottobre.
• Un totale di 115 messaggi di Croce Rossa sono stati raccolti all'interno e intorno a Goma per i parenti nel territorio controllato dal CNDP. Questi messaggi costituiscono uno dei pochi mezzi di comunicazione per le famiglie disperse per i recenti combattimenti.

L’Assistenza

Sake, Bweremana e Minova (da 30 a 45 km a ovest di Goma)

• Insieme alla Croce Rossa Congolese, il CICR ha distribuito cibo a oltre 70.000 persone a Sake, Kirotshe, Shasha, Kihindo e Bweremana la settimana scorsa, in coordinamento con il Programma alimentare mondiale.
• Gli aiuti stanno raggiungendo gli sfollati e i residenti, molti dei quali ospitano gli sfollati.
• I beneficiari hanno ricevuto da due settimane fornitura di farina, fagioli, olio e riso.
• Intorno Minova il CICR ha distribuito cibo, coperte, set di cucina, stuoie, sapone e vestiti a più di 8.800 persone.
• A Sake, il CICR sta aggiornando il sistema di approvvigionamento di acqua per fornire acqua potabile sicura ai 30.000 abitanti della città e alla grande popolazione di sfollati.

I campi di Kibati per gli sfollati (6 km a nord-est di Goma)

• Il CICR e la Croce Rossa Congolese continuano a fornire acqua potabile a due punti di distribuzione - Kanyarutchinia e Munigui - che non dispongono di infrastrutture. Ogni giorno, vengono forniti con autocarri più di 80.000 litri di acqua a favore di oltre 30.000 persone.
• Il CICR e la Croce Rossa Congolese continuano a sostenere due centri di consulenza per le vittime di violenza sessuale in cui personale qualificato ascolta le vittime, le consiglia, e cerca di mediare tra loro e le famiglie e conduce campagne di sensibilizzazione nelle comunità per scongiurare il rifiuto e la stigmatizzazione delle vittime.
• I volontari della Croce Rossa Congolese continuano ad accrescere la consapevolezza delle norme igieniche di base tra gli sfollati nel tentativo di evitare qualsiasi focolaio di malattia contagiosa.

Goma
 
• Un team chirurgico del CICR continua a lavorare all’ospedale militare di Katindo. I volontari della Croce Rossa locale aiutano a mantenere pulito l'ospedale.
• La Croce Rossa Congolese ha distribuito cibo e altri oggetti essenziali per oltre 1200 sfollati che hanno trovato rifugio in cinque scuole e chiese.
• Il CICR continua a visitare le persone detenute nel carcere di Goma e a fornire protezione umanitaria.
• Il CICR ha effettuato una seconda tornata di aiuti alimentari per i detenuti nelle carceri.

Il territorio del Rutshuru

• Una struttura d'emergenza a Vitshumbi istituita dal CICR e gestita dalla Croce Rossa Congolese continua a produrre 70.000 litri di acqua potabile al giorno, aiutando ad evitare malattie tra i 12.000 residenti e sfollati della zona.
• Il CICR ha condotto un sondaggio nelle zone interessate dai combattimenti dell’ultimo mese per valutare le necessità. Ha rilevato che gli sfollati hanno iniziato ad andarsene uno alla volta dai campi di Kibati a Goma.


Kitshanga (territorio di Masisi)

• Gli ingegneri del CICR stanno effettuando lavori di riparazione della rete di acqua della città, al fine di fornire acqua potabile sicura per i 25.000 residenti.
• Il CICR sta installando un serbatoio di 90.000 litri per i 32.000 sfollati nei campi di Mungote e Kahe. Questo triplicherà l’attuale capacità di riserva di acqua dei campi e finalmente soddisferà le loro necessità.

Beni, Butembo e Kirumba (150 km a nord di Goma)

• Il CICR ha rafforzato la sua presenza in questa zona per far fronte al crescente bisogno di aiuti umanitari. L'organizzazione ha incrementato la propria base con un ufficio del tutto autonomo di oltre 30 dipendenti. E’ stata condotta un indagine sulle esigenze della zona.


Centri di consulenza

• Trentaquattro centri sostenuti dal CICR, distribuiti nelle due province del Kivu, continuano ad aiutare le vittime di violenza sessuale su base settimanale.
• Circa 2.500 persone di tutte le età sono venute a consultare il personale qualificato del CICR nel corso dell’ ultimo anno.
• Grazie ad una campagna di sensibilizzazione del CICR, circa il 20% dei pazienti viene ai centri entro 72 ore dalla violenza per assumere il farmaco post-stupro. Assunto entro questo periodo, il farmaco riduce considerevolmente il rischio di contrarre malattie veneree, compreso l'HIV/AIDS.

Per maggiori informazioni, contattare:
Sébastien Brack, CICR Goma, tel: +243 81 70 08 536
Marçal Izard, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 24 58 or +41 79 217 32 24

Tratto dal sito web del CICR:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/congo-kinshasa-update-091208?opendocument

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3-29-10-2008
Iraq: in milioni a rischio a causa delle acque inquinate
Traduzione non ufficiale a cura di Elena Delise

Ginevra/Baghdad(CICR) – Le inadeguate cure sanitarie, acqua, e servizi sanitari minacciano, in molte zone dell’Iraq, la salute di milioni di persone, ha affermato oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

“C’è stato un leggero miglioramento in questi mesi, sia in termini di sicurezza che di servizi essenziali. Ora molte più persone hanno l’accesso all’acqua pulita e ai servizi sanitari. Ma ancora molti iracheni non hanno altra scelta che bere acqua sporca, e vivere in condizioni sanitarie insalubri” dice Juan-Pedro Schaerer, capo delegazione in Iraq. “Ciò porta molte persone malate a cercare un trattamento nel sistema sanitario, già al limite delle proprie possibilità”.

Il CICR è particolarmente preoccupato per tutte quelle persone che vivono nelle abitazioni non collegate ad un sistema idrico (circa il 40 percento del totale, e soprattutto nelle campagne e nelle periferie). Queste persone sono costrette a comprare l’acqua – ad un costo di circa 50 centesimi di dollaro americano per 10 litri – oppure, se sono troppo povere per permetterselo, devono prenderla dai fiumi e dai pozzi, i quali sono solitamente inquinati. Persino nelle case dotate di tubature si incontrano spesso problemi dovuti alla persistente mancanza di manutenzione e al fatto che innumerevoli attacchi alla rete idrica sono illegali. Inoltre, molti iracheni, sono costretti a vivere con la minaccia sanitaria dei rifiuti non raccolti e dei liquami non trattati.

Come risultato, molte persone contraggono malattie causate dall’acqua, stremando ulteriormente ospedali e cliniche già in difficoltà per la mancanza di risorse. “Mia figlia è qui perché ha bevuto acqua sporca” dice una madre all’Ospedale Generale di Abu Ghraib,     vicino a Baghdad. “Noi non abbiamo acqua pulita a casa. L’unica acqua di cui disponiamo è quella proveniente dal fiume”.                                  


Il personale medico lotta contro la mancanza cronica di forniture ed equipaggiamenti. Le attrezzature mediche, a causa dell’assenza di una adeguata manutenzione e pulizia, spesso sono di cattiva qualità e a volte scadute. La scarsità di elettricità è molto comune, e spesso le attrezzature devono affidarsi a generatori di supporto. Molti iracheni non possono semplicemente permettersi le terapie di cui hanno bisogno. Ambulatori specializzati per il trattamento di malattie, tra cui il cancro, sono spesso disponibili solamente presso alcuni ospedali delle grandi città.

L’acqua, la sanità e la salute, sono tra i problemi primari delle CICR in Iraq. Solamente questo anno, circa quattro milioni di persone hanno beneficiato delle riparazioni portate avanti dal CICR sull’acqua e sul sistema sanitario di cliniche ed ospedali. Gli esperti del CICR di acqua e sanità, stanno aiutando le autorità a riparare e mantenere funzionanti le stazioni di pompaggio che forniscono a centinaia di migliaia di persone acqua potabile pulita. L’organizzazione inoltre consegna farmaci e materiale sanitario agli ospedali.

Il CICR recentemente è riuscito ad allargare la propria presenza nel Paese. “Ora possiamo aiutare meglio la popolazione, poiché abbiamo più accesso alle persone rispetto al passato”. Dice Mr Schaerer, “Stiamo pianificando gradualmente di aumentare gli aiuti in tutta l’Iraq. Nonostante i considerevoli sforzi delle autorità e l’aumento dell’assistenza sanitaria i bisogni aumentano in continuazione”.

Mr Schaerer ha inoltro sottolineato che per molti civili la situazione è precaria. “Chiaramente oggi sono meno i civili che muoiono rispetto al massimo del conflitto”. Continua “nonostante ciò, uomini, donne e bambini continuano ad essere uccisi e feriti indiscriminatamente ogni giorno negli attacchi. Il CICR ricorda a tutte le parti del conflitto che esse hanno l’obbligo, per il diritto internazionale umanitario, di proteggere e rispettare i civili”.