n° 209 del 8 Luglio 2004
mercoledì 07 luglio 2004
8 luglio 2004
nr. 209
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 1048 indirizzi e-mail


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1-
"Da Solferino a Castiglione" di Katia Moretto Racloz - Comitato Internazionale Croce Rossa, Ginevra -Traduzione dall'originale francese di Sabrina Bandera

 

2-"Cultori della materia"
Primo corso sperimentale di Storia della Croce Rossa e della Medicina 1-4 luglio 2004
Base Logistica CRI Marina di Massa.
di Maria Grazia Baccolo

 

3-Tratto dalla rivista "Red Cross and Red Crescent"
Articoli in breve (Prima parte)
Traduzione non ufficiale di Susy Turato


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1-"Da Solferino a Castiglione" di Katia Moretto Racloz - Comitato Internazionale Croce Rossa, Ginevra -Traduzione dall'originale francese di Sabrina Bandera"Da Solferino a Castiglione: Fiaccolata 2004"

La fiaccolata - nata nel maggio 1992 - si svolge tra Solferino e Castiglione. Ogni anno, migliaia di volontari della Croce Rossa camminano sulle tracce dei soldati feriti sui campi di battaglia tra Solferino e Castiglione il 24 giugno 1859. Il 26 giugno scorso, la fiaccolata si è svolta per la dodicesima volta tra i luoghi storici che hanno dato i natali alla più grande idea laica di solidarietà e di pace nel mondo.

La notte cala dolcemente. Una mezzaluna sorridente segue con sguardo complice un immenso serpente di fuoco che ondeggia attraverso i campi di mais. Disteso all'infinito, come ogni anno, un cammino di luce portato a braccia da migliaia di volontari della Croce Rossa collega Solferino a Castiglione.

Un'emozione palpabile stringe i cuori. Gli occhi brillano al chiarore delle torce. Canzoni e djembés* ritmano la processione. Le risate si confondono. La Spagna, l'Italia, l'Olanda, la Germania, la Finlandia . riuniti su uno stesso terreno, animati da un medesimo spirito, fraternizzano in tutte le lingue. Tutti si dirigono verso la stessa vittoria, quella del Movimento della Croce Rossa.

11 km di felicità e di stupore. Una magnifica avventura che fa male ai piedi, ma fa bene alla testa e al cuore. Una fiaccolata che ridà senso ad un'espressione spesso usata a sproposito, così semplice e allo stesso tempo essenziale: "Tutti fratelli"!

Questa notte il cielo ha lasciato cadere tutte le stelle sulle pianure lombarde. Omaggio al passato e speranza per un futuro migliore, un collier di perle luminose, gioiello onirico, ha adornato le colline di Solferino.

 

Katia Moretto Racloz - Comitato Internazionale Croce Rossa, Ginevra -

Traduzione dall'originale francese di Sabrina Bandera

 

* grandi tamburi africani

 

 


 

2-"Cultori della materia"

 

Così c'è scritto sul diploma che i docenti del primo corso sperimentale di Storia della Croce Rossa e della Medicina hanno consegnato ai 22 allievi domenica 4 luglio 2004 a Marina di Massa. L'esame, che consisteva nell'elaborazione di una piccola tesi, il cui titolo è stato estratto a sorte alle ore 16 del pomeriggio precedente, ha "diplomato" i partecipanti quali cultori della Storia della Croce Rossa e della Medicina. E' questa una nuova figura, non ancora codificata e non compresa nell'organizzazione di chi fa formazione nella Croce Rossa, ma speriamo che lo diventi presto. C'è bisogno di diffondere a grandi mani la conoscenza della Storia, serve a creare le coscienze, serve a capire meglio la motivazione che ha spinto ognuno di noi ad essere parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Come bene ha detto il Prof. Armocida, Presidente della Società di Storia della Medicina, la Storia è fatta dalla gente ed ancora "la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso" come ha musicato Francesco De Gregori.

 

Il corso a Marina di Massa è stato bellissimo. Il centro della base logistica è straordinariamente adatto ad ospitare corsi come questo e quindi ci siamo trovati molto, molto bene anche grazie al personale addetto. Un vero tuffo nel passato lo abbiamo fatto visitando i tre vagoni del treno ospedale nr.5, qui perfettamente conservato, capitale inestimabile della nostra Storia. Ma veniamo ora al nostro corso, magistralmente coordinato e diretto da Paolo Vanni Direttore dell'Ufficio Storico CRI - Regione Toscana che lo ha aperto, giovedì 1 luglio, in qualità di Delegato di Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina di Firenze.

Il Corpo Docente era formato da:

Giuseppe Armocida ordinario di Storia della Medicina all'Università dell'Insubria di Varese,

Donatella Lippi professore associato di Storia della Medicina Università di Firenze,

Paolo Vanni ordinario di Chimica Medica e doc. di Storia della Medicina Università di Firenze, membro della Società di Storia della Medicina,

Raimonda Ottaviani medico specialista in ematologia preso l'Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze,

Duccio Vanni psichiatra e ricercatore universitario all'Università di Firenze,

Jean François Pitteloud archivista del CICR e Docente di Storia presso l'Università di Ginevra, Isabelle Benoit responsabile dei Servizi Culturali del Museo Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di Ginevra,

Monica degli Innocenti istruttore, consigliere qualificato e consigliere giuridico di Diritto Internazionale Umanitario, Comitato Provinciale CRI di Siena

Massimo Barra vice presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Ginevra .

 

Gli argomenti trattati sono stati per la Soria della Medicina: la preistoria, i greci, i romani fino ai feriti del 1859 passando dall'assistenza in età napoleonica. Per la Storia della Croce Rossa si è trattato dei tempi che la precedono, la sua fondazione, i primi passi fino all'assegnazione del premio Nobel a Henry Dunant, e l'introduzione alla grande guerra. Spazio è stato dedicato alle strutture: C.I.C.R., Lega delle Società di C.R. e M.R (attuale Federazione), Musei Internazionali della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere e di Ginevra. Prima dell'esame finale un saluto è stato portato dal Commissario del Comitato Regionale CRI Toscana Francesco Caponi e la vice Lodovica D'Anchino.

Non sono mancati i momenti ludici (in aula e fuori) e quelli conviviali, importantissimi per rinsaldare i rapporti fra le persone. Siamo stati bene, abbiamo riso ed abbiamo studiato. Siamo tornati domenica nelle nostre sedi, molto soddisfatti e carichi di responsabilità nel settore della diffusione, con entusiasmo ci mettiamo a disposizione del Movimento, affinchè la sua Storia sia sempre più conosciuta.

Un'esperienza da consigliare vivamente a tutti gli interessati, sperando che ne vengano organizzati altri nel prossimo futuro.

 

Maria Grazia Baccolo

 

 

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3-Tratto dalla rivista "Red Cross and Red Crescent" al link:

http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2004_1/in_brief.html

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Articoli in breve (Prima parte)

 

11 Marzo, strage a Madrid

 

11 Marzo - una serie di esplosioni si sono verificate durante le prime ore di punta del mattino presso tre diverse stazioni ferroviarie di Madrid, capitale spagnola, provocando la morte di 200 persone e più di 1.400 feriti. La Croce Rossa spagnola ha lavorato senza sosta per aiutare le persone colpite.

 

La Croce Rossa spagnola ha trasportato i feriti in diversi ospedali e ha provveduto a dislocare cinque unità mobili di raccolta di sangue in risposta a un appello a donare il sangue. Dagli stock della Croce Rossa sono stati messi a disposizione kit di pronto soccorso, sacche per cadaveri, barelle, coperte e altri generi di conforto.

 

Circa 900 volontari della Croce Rossa hanno fornito assistenza sanitaria, supporto psicologico e risposto alle chiamate per informazioni tramite un sistema di rintracciamento. Il centro di coordinamento della Croce Rossa ha ricevuto più di 8.000 chiamate di persone che chiedevano informazioni riguardo i propri familiari o che volevano offrire il loro aiuto o donare il proprio sangue.

 

La Federazione Internazionale e le Società Nazionali membri hanno mostrato la loro solidarietà nei confronti della Croce Rossa spagnola. Juan Manuel Suárez del Toro, presidente della Federazione Internazionale e della Croce Rossa spagnola, ha apprezzato tutte le espressioni di conforto e di cordoglio che sono giunte da ogni parte del mondo in risposta a questa terribile tragedia.

 

Geneva Humanitarian Forum (GHF)

 

Creato per volere del CICR, il Geneva Humanitraian Forum (GHF) è un'associazione il cui fulcro è costituito da un portale Internet, disponibile in inglese, aperto a tutti.

 

"Ginevra è la patria in cui si trova la più alta concentrazione di umanitari nel mondo. Ma veramente lavorano e interagiscono insieme su questioni che comunemente sollevano preoccupazioni nell'ambito della comunità umanitaria? Similmente, gli umanitari e gli accademici, che mostrano un interesse crescente in questioni umanitarie, impiegano le loro rispettive risorse in comune in modo da fronteggiare alcune delle importanti problematiche del nostro tempo? Non abbastanza spesso! L'ambizione del GHF è quella di aiutare Ginevra a riunire tutte queste persone di talento per farla diventare il centro per eccellenza degli affari umanitari", afferma Jean-Michel Monod, membro del CICR e presidente del GHF. Il GHF è stato fondato nel luglio del 2003 con il sostegno del CICR, della Geneva International Academic Network (GIAN), del Museo della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e del Centro per il Dialogo Umanitario, ed è inoltre parzialmente finanziato dalla Confederazione svizzera. In febbraio, si è tenuta la prima conferenza elettronica sui temi dell'acqua e dei conflitti.

 

Per maggiori informazioni circa i servizi offerti dal GHF, visitare il sito Web:

www.genevahumanitarianforum.org

 

Prevenzione dell'AIDS in Myanmar

 

La vita dei conducenti di camion o di autobus, che effettuano lunghi percorsi, può essere solitaria. Nel Myanmar, i conducenti possono ritrovarsi nel mezzo della notte a un raccordo stradale al confine con la Tailandia o la Cina, con ancora lunghe ore davanti prima che il loro veicolo possa essere revisionato o prima che arrivi il momento della corsa successiva. Con l'offerta di sesso a pagamento a basso costo nelle vicinanze, non sorprende che questi uomini rientrino in uno dei gruppi ad alto rischio d'infezione da HIV/AIDS. "Tali conducenti lavorano lontano da casa. Molti di loro hanno rapporti sessuali con più partner ed è improbabile che facciano uso di preservativi", afferma Tun Aung Shwe della Società della Croce Rossa di Myanmar, mentre spiega il motivo per cui l'organizzazione ha scelto come obiettivo questa categoria di persone.

 

È difficile sapere quanti individui, nel Myanmar, siano HIV positivi. Il governo sostiene che le persone affette siano177.000, ma secondo le stime dell'UNICEF il numero si attesterebbe intorno al mezzo milione.

 

Al fine di motivare i conducenti di camion e di autobus a praticare sesso sicuro, la Croce Rossa si affida a gruppi di pressione costituiti da persone di pari condizione sociali. L'organizzazione provvede a formare i conducenti e le persone con le quali lavorano a stretto contatto, per esempio i bigliettai, alla conduzione di piccoli gruppi di discussione con i propri colleghi sul tema HIV/AIDS.

 

Fino a oggi, su un numero di conducenti stimati a 3.400, la Croce Rossa è riuscita a raggiungerne 2.400, di età compresa tra i 25 e 55 anni, nei capolinea di autobus e nei depositi di camion della capitale del Myanmar, Yangon, precedentemente conosciuta con il nome di Rangoon.

 

Nel giugno del 2003, la Croce Rossa ha esteso il programma di educazione tra pari sull'HIV/AIDS ai capolinea di autobus e ai depositi di camion in regioni remote e lo sta ora allargando anche alle guardie carcerarie, agli allievi agenti di polizia e agli impiegati statali di Yangon.

 

Addolcire la puntura del morbillo

 

Lo sapevate che in Texas, USA, ci sono le "api assassine africane"? Un gruppo di bambini conosciuti come Honeykids, assieme al loro organizzatore (e zio) Virgil Grandfield, lo sanno. Gli Honeykids vivono sulle colline dello Stato del Texas, vicino a Sant'Antonio, e allevano e crescono api da miele. Granfield divide il suo tempo tra il lavoro di delegato estero per la Croce Rossa canadese e la sua vita in Texas. Quando si trova in Texas, organizza anche l'attività degli Honeykids; li ha, infatti, recentemente coinvolti nella raccolta di fondi per una iniziativa contro il morbillo. Gli Honeykids vendono vasetti di miele e donano metà del ricavato a favore di questa iniziativa umanitaria, che ha lo scopo di aiutare a vaccinare i bambini africani contro il morbillo.

 

Il motto che si legge sui loro vasetti di miele recita: "Gloria in Tenui", un'espressione tratta dalle Georgiche di Virgilio sull'arte dell'apicoltura, che significa, letteralmente, "gloria nelle piccole cose". Quello che questo gruppo sta facendo non è certo da sottovalutare; nel giro di due mesi hanno raccolto quasi 1.000 dollari per questa iniziativa contro il morbillo, un ammontare sufficiente a vaccinare 1.000 bambini. Grandfield rammenta quando festeggiarono il successo della loro prima vendita di miele, nel settembre 2003, e "gli Honeykids gridarono a squarcia gola 'abbiamo salvato più di 200 bambini! Più di 200 bambini!'" Quel giorno gli Honeykids raccolsero oltre 200 dollari per tale iniziativa umanitaria.

 

Calcio a favore dei bambini vittime della guerra

 

Creato nel 1997, il partenariato tra il CICR e l'Unione delle associazioni europee di calcio (UEFA) sta per compiere un importante passo in avanti attraverso la decisione di legare l'iniziativa per proteggere i bambini in guerra del CICR con il campionato di calcio europeo, EURO 2004, in Portogallo. Sono circa 16 le squadre nazionali coinvolte in questa prestigiosa competizione calcistica. Si prevede che a guardare le 31 partite in programma dal 12 giugno al 4 luglio 2004 saranno circa 7 miliardi di spettatori in totale. Questa è un'opportunità unica per il CICR che gli permette di porre l'accento sulla necessità di proteggere i bambini che vivono in zone di conflitto. Gli obiettivi fondamentali sono quelli di riunire i bambini alle loro famiglie, di assisterli nella loro guarigione a livello fisico e psicologico, di venire incontro alle loro esigenze di base e di realizzare campagne contro il reclutamento di bambini come soldati.

 

Pierluigi Collina - uno tra i più famosi arbitri europei - è stato nominato quale ambasciatore di questa iniziativa lo scorso novembre. Successivamente, altri tre arbitri di fama internazionali hanno seguito il suo esempio: Anders Fisk (Svezia), Markus Merk (Germania) e Lubos Michel (Slovacchia). Gli arbitri giocano un ruolo fondamentale nell'assicurare che sul campo i giocatori rispettino le regole del gioco. Allo stesso modo, il CICR lotta per assicurare che chi combatte in guerra rispetti le regole dei conflitti armati, in parte per limitare l'impatto che le ostilità hanno sui bambini. Questo gruppo di arbitri rappresenta il rispetto delle regole del calcio, ed è per questo che l'evento UEFA 2004 costituisce un potente canale internazionale per la divulgazione del messaggio umanitario. La campagna CICR/UEFA per la protezione dei bambini in guerra sta acquistando slancio in tutta Europa. Le Società Nazionali della Croce Rossa, i cui paesi si sono qualificati per gli europei, hanno già aderito a tale campagna, per esempio quelle della Gran Bretagna, della Danimarca, della Svezia e, naturalmente, del Portogallo. Inizialmente, sembrava che solo le Società Nazionali di questi paesi fossero coinvolte nelle attività di solidarietà, ma poi si sono uniti alla causa umanitaria anche i membri della "famiglia" della Croce Rossa delle nazioni che non si sono qualificate per l'EURO 2004, prima fra tutte la Croce Rossa islandese.

 

Prendersi cura della propria gente

 

La sfida senza precedenti che l'HIV/AIDS sta ponendo a carico della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha portato all'istituzione di un fondo da parte della Federazione Internazionale per combattere questa epidemia. Tale fondo rappresenta un ulteriore passo avanti negli sforzi intrapresi dall'organizzazione, al fine di supportare i propri volontari e operatori che convivono con l'AIDS.

 

Il "Fondo Masambo" permetterà al personale e ai volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di accedere alla terapia antiretrovirale (ART), molti di loro stanno prestando la propria opera in prima linea contro l'HIV/AIDS, ma purtroppo stanno morendo a causa della mancanza di trattamenti. "Abbiamo stimato che nella nostra organizzazione ci debbano essere almeno 200.000 persone che convivono con l'HIV/AIDS. Questo pone una sfida enorme, non solo alla nostra capacità di portare avanti il mandato umanitario, ma anche alla sopravvivenza della nostra organizzazione", sostiene Razia Essack-Kauria, membro del consiglio di amministrazione della Federazione Internazionale e segretario generale della Croce Rossa della Namibia. "Questo fondo costituisce una misura di emergenza, per noi, finché gli sforzi globali rivolti a migliorare l'accesso ai trattamenti diventino effettivi. Semplicemente, non possiamo più permetterci di perdere nessun altro della nostra organizzazione", aggiunge Razia.

 

Il fondo prende il nome da uno dei membri della Croce Rossa del Zimbabwe che per lungo tempo prestò la propria opera a favore del programma di assistenza domiciliare per il supporto delle famiglie zimbabwesi affette dall'HIV/AIDS. Masambo morì alla fine del 2001, ma fu la sua storia, poco dopo presentata all'Assemblea Generale della Federazione Internazionale, che portò alla decisione di creare tale fondo.

 

Si spera che con minime contribuzioni, almeno 300 persone potranno essere aiutate a ricevere, inizialmente, il trattamento necessario. A ciascuna di queste persone verrà garantita la fornitura dei farmaci per cinque anni. La priorità verrà data a quegli individui residenti in paesi in cui non esiste un modo alternativo di finanziare tali farmaci.