n° 349 del 22 marzo 2008
sabato 22 marzo 2008
22 marzo 2008
nr. 349
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

 Auguri
Domani sarà il giorno di Pasqua. Auguri per una Buona Pasqua…. anzi buonissima, che il cioccolato e le colombe siano mischiati  a sentimenti veri e forti …..
Auguri dalla Redazione del Caffè
M.Grazia Baccolo

1 - 17-03-2008 dal sito web Comitato Internazionale della Croce Rossa
Giornata mondiale dell’acqua: Il sovraffollamento nelle prigioni pone sfide globali sui temi dell’acqua e della sanità
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

2 - 17 marzo 2008 – Comunicato stampa 08/46
Iraq: milioni di persone lottano contro gli effetti di cinque anni di guerra
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3- Allegato
17 marzo 2008 – Rapporto
Iraq: la crisi umanitaria non conosce tregua
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - 7-03-2008 - Aggiornamento
Israele e i territori occupati - Ultima relazione sull’attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

5 - SCARICA L'ALLEGATO 

E’ pubblicato sul sito CRI la relazione sul
Meeting internazionale   “GENERE e MIGRAZIONI nel MEDITERRANEO”
Svoltosi a Palermo,  14 - 17 Febbraio 2008
A cura di Augusto Romano e Milena Cisilino


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1 - 17-03-2008 dal sito web Comitato Internazionale della Croce Rossa
Giornata mondiale dell’acqua: Il sovraffollamento nelle prigioni pone sfide globali sui temi dell’acqua e della sanità
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Il numero crescente di detenuti e prigionieri in molti dei Paesi colpiti da conflitti, sta creando tensioni in merito alla capacità delle autorità di far fronte ai bisogni sanitari, idrici ed in genere alla salute dei prigionieri. In molte società le prigioni sono spesso trascurate o dimenticate e ciò le porta a diventare focolai di malattie.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) visita annualmente più di 2500 centri di detenzione nei quali sono detenuti circa mezzo milione di persone in oltre 70 diversi Paesi nel mondo. La stima dei loro bisogni sanitari, di salute ed igienici è stabilita sulla base di queste visite, il cui scopo è quello di migliorare le condizioni ed i trattamenti dei detenuti la dove serve.

Diritti Fondamentali

“Le infrastrutture esistenti non riescono a far fronte all’aumento dei detenuti, ed il problema sta diventando preoccupante per l’intera comunità …non solo per i Paesi in via di sviluppo” ha affermato Robert Mardini, direttore dell’Unità Acqua e Ambiente del CICR.

 “Troppo spesso le comunità chiudono un occhio su ciò che succede dentro le proprie prigioni, ma chiunque, incluse le persone dietro le sbarre, ha il diritto fondamentale di utilizzare appropriati servizi igienici, lavarsi regolarmente, mangiare cibo sano e bere acqua pulita” ha aggiunto. “Assicurare adeguate condizioni di vita è uno dei modi migliori per prevenire le malattie, quali il colera, la scabbia e le epatiti, ed evitare di diffonderle non solo tra i carcerati ma anche alla popolazione esterna”.

I commenti di Mardini introducono la Giornata Mondiale dell’Acqua 2008 che sarà celebrata il 20 Marzo e metterà in risalto le sfide sanitarie globali.

Il CICR lavora con le autorità responsabili dei centri di detenzione al fine di incoraggiare e sostenere i miglioramenti nelle condizioni di vita dei carcerati e dei detenuti. Questo supporto si manifesta sotto varie forme, incluso il monitoraggio, le competenze nell’analizzare i problemi e le soluzioni, risorse materiali e progetti di sviluppo.

 “Per il CICR, le questioni sanitarie, di acqua, salute e protezione, vanno mano nella mano”, dice Mardini. “Questo è il motivo per il quale guardiamo la situazione nella sua totalità, e cerchiamo di aiutare le guardie carcerarie a trovare soluzioni appropriate, sostenibili ed originali.”

In Rwanda, il CICR ha realizzato una innovativa alternativa alle fosse settiche, grazie al sistema del biogas, che trasforma il gas raccolto dalle acque di scarico e liquami in una risorsa addizionale di energia che può essere usata per riscaldare le stufe nelle cucine delle prigioni, riducendo in tal modo anche i costi.

 “Questa è una grande dimostrazione di come i rifiuti possono essere trattati in modo sicuro ed ecologicamente compatibile, trasformandoli in utili sottoprodotti”, ha commentato Mardini. “Il problema delle prigioni sovraffollate non è prossimo a scomparire, quindi dobbiamo iniziare a trovare più soluzioni simili a questa, in grado di soddisfare esigenze e bisogni complessi.”

Scarsità dell’acqua

Il programma Acqua e Ambiente del CICR non è limitato solo ai centri di detenzione.  Le sue attività affrontano ogni anno anche i problemi di acqua e sanità di oltre 14 milioni di persone in oltre 40 Paesi nel mondo.

Insicurezza e confusione sono spesso esasperate da prolungate siccità ed insufficienti infrastrutture. Quando l’acqua è scarsa e le ostilità sono ad un livello alto, la combinazione tra questi fattori può causare competizione tra le comunità, generare tensioni e spingere le persone a lasciare le proprie abitazioni.

Ad esempio, alcune aree della Somalia, dove recentemente si è assistito ad un incremento dei combattimenti nella capitale Mogadiscio, hanno risentito di scarse precipitazioni per più di due anni. In Paesi dove l’acqua già scarseggia, un afflusso di persone sfollate dalla violenza può dimostrarsi devastante.

“Con scarsità di acqua e pascoli insufficienti, la popolazione non può fare niente di più che sperare che arrivi la pioggia”, ha detti Julian Jones, il coordinatore dell’Unità Acqua e Ambiente per la Somalia del CICR.

Il CICR sta lavorando per sostenere queste popolazioni vulnerabili, fornendo due milioni di litri d’acqua a circa 350.000 persone al giorno nelle regioni somale di Mudug, nord Bakool, Est Bay e Galgaud.

Versione originale:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/water-detention-feature-170308

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2 - 17 marzo 2008 – Comunicato stampa 08/46
Iraq: milioni di persone lottano contro gli effetti di cinque anni di guerra
Ginevra (CICR) – In un rapporto che pubblica oggi, il Comitato Internazionale della Croce Rossa rileva che, dopo cinque anni dall’inizio della guerra in Iraq, la situazione umanitaria in gran parte del paese è una delle più critiche nel mondo.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

A causa del conflitto, milioni di iracheni hanno un accesso difficoltoso all’acqua potabile, alle infrastrutture sanitarie e alle cure mediche. La crisi attuale è amplificata a causa degli effetti prolungati dei conflitti armati precedenti e degli anni di sanzioni economiche.

“Il fatto che alcune zone dell’Iraq conoscano una sicurezza maggiore non deve farci dimenticare la sorte di milioni di persone abbandonate a loro stesse”, ha dichiarato Béatrice Mégevand Roggo, il capo delle operazioni del CICR per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. “In questa moltitudine di persone, si trovano famiglie di sfollati e rifugiati, famiglie che sono rientrate nel proprio paese, bambini e anziani, disabili, famiglie che hanno alla loro testa una donna e famiglie di detenuti”.

Sebbene in alcune regioni la sicurezza sia migliorata, molti iracheni sono ancora uccisi o feriti ogni giorni durante i combattimenti o gli attacchi. I civili sono spesso presi deliberatamente come bersagli e questo in spregio totale delle regole del diritto internazionale umanitario. In molte famiglie, c’è almeno un malato o un ferito, una persona dispersa, detenuta o obbligata a vivere lontana dai suoi parenti.

Le cure sanitarie, l’approvvigionamento di acqua e di elettricità rimangono insufficienti. Gli ospedali, che mancano di personale qualificato e dei medicinali di base, fanno del loro meglio per curare adeguatamente i feriti. Numerose strutture sanitarie non sono state mantenute come sarebbe stato necessario e le cure che forniscono sono spesso troppo care per gli iracheni di condizioni modeste.

L’approvvigionamento dell’acqua è peggiorato nel corso dell’ultimo anno. Milioni di persone possono contare solo su un approvvigionamento insufficiente di acqua di cattiva qualità, poiché i sistemi di distribuzione d’acqua e di fognature non possono essere conservati in buono stato e non ci sono abbastanza ingegneri.

Regolarmente, il CICR fornisce un’assistenza medica e dei medicinali agli ospedali ed effettua delle riparazioni importanti sui sistemi di distribuzione d’acqua e sulle infrastrutture sanitarie. Ciononostante, questi interventi sono insufficienti se si vuole che tutti gli iracheni abbiano accesso a questi servizi vitali.

“Per evitare una crisi peggiore, sarà necessario prestare un’attenzione maggiore ai bisogni quotidiani degli iracheni”, spiega Mégevand Roggo. “Tutti dovrebbero avere accesso regolarmente alle cure mediche, all’elettricità, all’acqua potabile e alle infrastrutture sanitarie”. D’altro canto, il CICR chiede a tutte le parti del conflitto armato e a tutte le persone che possono esercitare una qualche influenza su di esse di fare tutto ciò che è in loro potere affinché i civili, il personale medico e le infrastrutture sanitarie siano protetti. Questo è un obbligo in base al diritto internazionale e umanitario che si applica a tutte le parti di un conflitto armato – siano esse Stati o attori non statali.

Per maggiori informazioni: Rapporto del CICR « Iraq : la crisi umanitaria non conosce tregua, 17/03/2008

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/irak-news-170308?opendocument

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3- allegato
17 marzo 2008 – Rapporto
Iraq: la crisi umanitaria non conosce tregua
In un rapporto che pubblica oggi, 17 marzo 2008, il Comitato Internazionale della Croce Rossa rileva che, dopo cinque anni dall’inizio della guerra in Iraq, la situazione umanitaria in Iraq è una delle più critiche nel mondo. Ogni giorno, degli iracheni sono uccisi, spesso durante degli attacchi condotti senza discriminazione. I servizi e le strutture sanitarie sono inappropriati e la situazione è resa peggiore a causa degli effetti prolungati dei conflitti armati precedenti e degli anni di sanzioni economiche.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 

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4 - 7-03-2008 - Aggiornamento
Israele e i territori occupati - Ultima relazione sull’attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) è estremamente preoccupato per l'elevato numero di vittime civili dentro la Striscia di Gaza, dopo il recente aumento della violenza tra le Forze di Difesa Israeliane e i gruppi armati Palestinesi.

Un terzo delle persone uccise sono donne e bambini, tra cui nove bambini di età inferiore ai dodici anni. Le città israeliane situate intorno a Gaza continuano ad essere colpite da razzi lanciati dalla Striscia di Gaza. Il CICR mantiene regolari contatti con Magen David Adom (Societa' Nazionale dello Stato d'Israele), che fornisce il suo aiuto nella cura e nell'evacuazione dei feriti.

L'intensificazione del conflitto nel corso delle ultime settimane ha aggravato la situazione umanitaria che era già precaria. Gaza, continua a subire interruzioni di corrente in diversi momenti della giornata, durante i quali gli ospedali avviano i loro generatori. Da alcune settimane, all'interno di Gaza, sono divenuti difficili gli approvigionamenti e lo stoccaggio di carburante per alimentare i  generatori degli ospedali.

Settore sanitario: lavorare sotto pressione

L'evacuazione di alcuni pazienti gravemente feriti, verso la cittadina di confine di Rafah in Egitto, ha fatto abbassare la pressione esercitata sugli ospedali di Gaza, ma i principali ospedali chirurgici, in particolare nel nord di Gaza, continuano ad occuparsi di numerosi feriti.

L'Unità di cure intensive dell'ospedale Shifa, situato a Gaza City, ha potuto restituire nove letti che aveva preso in prestito all'unita' coronarica, ai reparti di ostetricia e ginecologia, e al centro ustionati per fare fronte all'afflusso di feriti di guerra.

"Le strutture sanitarie di Gaza erano già in una situazione difficile, prima dell’inizio degli ultimi combattimenti", ha riferito Eileen Daly, coordinatrice per la sanità del CICR per Israele e i territori occupati. "Le operazioni che non erano urgenti sono state annullate, e la maggior parte degli ospedali ha potuto operare soltanto i casi più gravi. Siamo stati in grado di aiutarli in questa crisi, ma i problemi di fondo rimangono”.

Il CICR continua a sorvegliare le scorte di medicinali e di materiale medico degli ospedali e a rifornirle, secondo le necessità. Negli ultimi giorni, ha fornito medicazioni, suture, anestetici e antidolorifici, plasma, lenzuola, stecche e strumenti chirurgici per il trattamento dei feriti nei principali ospedali chirurgici. Il Ministero della Sanità palestinese a Ramallah ha organizzato la raccolta di sangue in Cisgiordania, e il CICR si tiene pronto a garantirne il trasporto a Gaza.

La protezione del personale medico, dei veicoli e delle strutture

Il diritto internazionale umanitario stabilisce che le strutture mediche, i mezzi di trasporto, e il personale sanitario deve essere rispettato e protetto.

Durante il recente intensificarsi dei combattimenti, lo sgombro dei feriti è risultato difficile, e spesso pericoloso, per le ambulanze e per le squadre di emergenza, che a volte hanno potuto avere accesso alle zone colpite per poche ore. Il CICR aiuta le unita' di emergenza della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) a Jabaliya a fare ritorno ai loro locali e a ripristinare il loro sistema di chiamata di emergenza. Durante i combattimenti, il personale è stato costretto a traslocare in un luogo più sicuro vicino all’ospedale di Al Awda. Un razzo lanciato da Gaza è atterrato nel recinto di un ospedale della città israeliana di Ashkelon.

"La possibilità per il personale medico di lavorare in sicurezza nel periodo di conflitto, e per i feriti di ricevere un trattamento rapido - indipendentemente da chi essi siano - è di fondamentale importanza. Questo è il cuore dell’azione del Movimento Internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa e l’obiettivo del Diritto Internazionale Umanitario", dice Eileen Daly.

L’Assistenza per le famiglie

Le famiglie, le cui case sono state totalmente o parzialmente distrutte durante i combattimenti, sono attualmente alloggiate presso parenti e dalle organizzazioni locali.

Il CICR e i volontari della PRCS hanno già distribuito pacchi di prodotti alimentari, materassi e aiuti a più di 200 persone.

"Con la penuria di materiali da costruzione all'interno della Striscia di Gaza, ricostruire le proprie case sarà una grande sfida per molte di queste famiglie. Per alcuni, potrebbe anche non essere possibile", spiega Karl Buehlmann, incaricato del CICR per la sicurezza economica a Gaza. "Da giugno scorso, il prezzo di un sacchetto di cemento è aumentato in modo esponenziale a causa delle variazioni nelle riserve, dovute alle restrizioni alla frontiera".

Per ulteriori informazioni, contattare:
Dorothea Krimitsas, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 25 90 -  +41 79 251 93 18
Leila Blacking, CICR Gerusalemme, tel: +972 2 582 88 45 - +972 52 601 91 50
Iyad Nasr, CICR Gaza, tel: +972 8 28 28 874 o mobile +972 59 60 30 15
Yael Segev-Eytan, CICR Tel Aviv, tel: +972 3 524 52 86 - +972 52 275 75 17

Tratto dal sito web del Comitato Internazionale di Croce Rossa
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/israel-palestine-opudate-070308?opendocument
 
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5 - E’ pubblicato sul sito CRI la relazione sul
Meeting internazionale   “GENERE e MIGRAZIONI nel MEDITERRANEO”
Svoltosi a Palermo,  14 - 17 Febbraio 2008
A cura di Augusto Romano e Milena Cisilino

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