n° 346 del 1 marzo 2008
domenica 02 marzo 2008
1 marzo 2008
nr. 346
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

Nota:
Si avvicina una data che non avrebbe alcuna ragione per essere segnata con il nome di "Festa" sul calendario. L’Umanità è composta da “persone” di genere maschile e femminile. L’unico senso che possiamo dare alla “Festa della donna” è quello creare attenzione sulle condizioni di particolare fragilità nelle quali moltissime donne vivono, anche là dove l’ambiente dovrebbe essere considerato “sicuro”. Noi in particolare mettiamo “a fuoco” la situazione in quelle zone del mondo flagellate da conflitti, persecuzioni, violenze, drammi di diversa natura.

Se la condizione dell’infanzia nel mondo deve restare sempre al primo gradino delle priorità mondiali, come detto sul Caffè nr. 345, la situazione femminile deve seguire a ruota.

M.Grazia Baccolo 

1 - 02-03-2007
Le Donne e la guerra: la risposta del CICR
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

2 - 20-12-07   Intervista
La violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo: le vittime messe al bando
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3- allegato
MEETING INTERNAZIONALE
GENERE e MIGRAZIONI nel MEDITERRANEO
PALERMO, Italia, 14 - 17 Febbraio 2008
Traduzione non ufficiale di Serena Coniglia e M.Grazia Ianniello

4 - Dal Sito web www.cri.it
Commissione Permanente: neutralita' e autonomia Societa' Nazionali
Ginevra 27-02-2008

5 - Dal sito www.cri.it
Seconda Riunione Commissione Permanente Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Chebrex 25-02-2008

6- allegato
Conferenza pubblica
Giovedì 13 marzo 2008  Milano, Via Pucci 7
"PEACEKEEPING: ESPERIENZE A CONFRONTO".
Comunicatoci da Alberto A.A. Bruno

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1 - 02-03-2007
Le Donne e la guerra: la risposta del CICR
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il CICR ha il compito di preservare la vita e la dignità delle vittime dei conflitti armati e delle situazioni di violenza interna, di aiutare coloro che soffrono per le conseguenze della guerra e di agire come custode e promotore del diritto internazionale umanitario. Riconoscendo che i conflitti hanno un impatto diverso sugli uomini, le donne, i bambini e gli anziani, e profondamente preoccupato per la natura e l'entità delle violazioni commesse contro le donne nei recenti conflitti, il CICR si è impegnato, nel 1999, ad accertare le esigenze delle donne e delle ragazze e a promuovere il rispetto che è loro dovuto, con particolare attenzione alla violenza sessuale.
 
L’approccio del CICR
Per attuare questo impegno, il CICR ha realizzato uno studio approfondito sulle specifiche esigenze delle donne colpite dal conflitto armato e in che modo  differivano da quelle degli uomini. Lo studio ha anche permesso di valutare in quale misura il diritto internazionale rispondeva a tali esigenze e di valutare il lavoro del CICR in questo settore. Si è focalizzato su questioni come la sicurezza fisica, la violenza sessuale, lo spostamento, l'accesso alle cure sanitarie e l’igiene, il cibo, l’acqua e il ricovero, il problema della scomparsa dei parenti e il suo impatto sui sopravvissuti.

Le conclusioni e le raccomandazioni dello studio sono contenute nella pubblicazione "Donne di fronte alla guerra", sulla quale si basa l'istituzione per tener conto delle esigenze e delle prospettive delle donne in tutte le sue attività e programmi. Fondandosi su questo studio, il CICR ha redatto un manuale ( "Affrontare le Esigenze delle Donne Coinvolte nei Conflitti: Una Guida Pratica") che fornisce informazioni pratiche sul modo di lavorare in modo più efficace con e per le donne.

L’obiettivo principale del CICR è quello di prendere in considerazione, in tutte le sue attività, le necessità specifiche delle donne, come pure i loro problemi e le loro prospettive, e lanciare programmi speciali in loro favore quando questi sono necessari per rispondere in modo adeguato alle loro necessità sul piano sociale, psicologico, economico ed in termini di protezione. L'approccio pluridisciplinare dell'istituzione mira ad assumere queste necessità a tutti i livelli, nella maniera più efficace possibile.

Il CICR si sforza anche di sensibilizzare i governi, i rappresentanti diplomatici, politici, militari e le comunità accademiche, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative, sulla situazione delle donne colpite dal conflitto armato e dai disordini interni - e sul diritto internazionale che garantisce loro protezione.

Le attività del CICR

Le azioni condotte dal CICR a favore delle donne riflettono la sua struttura organizzativa e i programmi che mettono in opera sul campo.

La Prevenzione e la Protezione

La formazione sul diritto internazionale umanitario - Il grande principio del diritto internazionale umanitario è la moderazione nell’impiego della forza, facendo in modo che sia sempre in proporzione agli obiettivi militari da raggiungere. Il CICR, pertanto, promuove l'intera serie dei principi umanitari nel tentativo di prevenire, o almeno limitare, gli eccessi nella condotta della guerra. In particolare cerca di raggiungere coloro che possono determinare il destino delle persone colpite dal conflitto armato o che possono ostacolare o facilitare l'azione del CICR. Questi gruppi comprendono le forze armate, di polizia e gli altri portatori di armi, i fautori delle decisioni politiche e gli opinion-leaders a livello locale e internazionale. La promozione del diritto mira a prevenire le violazioni. I delegati del CICR organizzano spesso sessioni di formazione da presentare ai membri delle forze armate e ai gruppi di opposizione armata in tutto il mondo. Essi sottolineano le esigenze delle donne e il fatto che la violenza sessuale è una grave violazione del diritto umanitario e un atto criminale.

Le Campagne per prevenire gli abusi nei confronti delle donne, in particolare la violenza sessuale, sono state progettate utilizzando immagini e linguaggi culturalmente appropriati, su misura per un particolare target. Il CICR cerca anche di individuare altri canali di comunicazione attraverso i quali sensibilizzare in misura maggiore l’opinione pubblica per quanto riguarda la necessità di prevenire e rispondere alla violenza sessuale.

L’assistenza delle detenute – Nel quadro del suo mandato, il CICR visita le persone private della loro libertà in relazione a un conflitto armato. Parte del lavoro dei delegati è quello di valutare se le condizioni di detenzione per le donne si conformino al diritto internazionale umanitario. Ad esempio, cercano di far sì che le esigenze specifiche delle madri con figli siano soddisfatte; che le donne siano detenute in locali distinti da quelli degli uomini; e che siano sorvegliate da personale femminile. Il reinserimento nella società dopo l’uscita dal carcere può essere particolarmente difficile per le donne. Il CICR prevede corsi di alfabetizzazione ed altri corsi per le detenute al fine di facilitare il loro reinserimento sociale.

La Protezione - Il CICR forma i suoi delegati per la raccolta di dati ripartiti tra i sessi secondo un approccio sensibile alle diversità di genere. Per il lavoro di raccolta di informazioni sui casi di violazione, esso incoraggia la costituzione di gruppi che comprendono allo stesso tempo uomini e donne, e la partecipazione di donne delle comunità locali. L'organizzazione si sforza anche di monitorare e documentare la violenza sessuale, garantendo la riservatezza per le vittime. Inoltre, affinchè tali azioni non mettano a rischio la vittima, il CICR interviene presso le autorità o i gruppi armati interessati.

Le Persone scomparse – La scomparsa delle persone rimane una delle conseguenze più tragiche dei conflitti armati e di altre situazioni di violenza su larga scala. Le donne sono per la stragrande maggioranza lasciate indietro. All'angoscia di non conoscere il destino di una persona amata, di non essere in grado di completare il processo di lutto per una persona molto probabilmente morta si aggiungono spesso le difficoltà economiche legate alla perdita del loro sostentatore. Le donne i cui mariti sono scomparsi incontrano tanti problemi, gli stessi delle vedove, ma senza il riconoscimento ufficiale del loro status. Esse non sono considerate né mogli né vedove e non beneficiano dell’aiuto giuridico al quale hanno diritto le vedove, dunque sono a repentaglio i loro diritti di proprietà, di eredità, la tutela dei figli, e le prospettive di un nuovo matrimonio.

In funzione delle necessità e delle restrizioni locali, il CICR può condurre tutta una serie di attività per alleviare le sofferenze delle famiglie. Quando possibile, esso lavora in stretta collaborazione con le autorità e le organizzazioni interessate al fine di accelerare il processo di ritrovamento. Esso contribuisce "nella raccolta dei dati ante-mortem" (resti dentali ecc) e nelle operazioni medico-legali, e copre le spese di trasporto per le famiglie degli scomparsi per visitare i luoghi di esumazione. Esso aggiorna e pubblica sul suo sito web, le liste delle persone segnalate come scomparse. Organizza incontri con le associazioni delle famiglie al fine di garantire che i loro interessi siano rappresentati nelle varie istanze e fornisce un aiuto finanziario e tecnico a queste associazioni. Contribuisce a fornire un sostegno psicologico ai familiari delle persone scomparse, principalmente donne e i loro figli, e promuove per essi programmi di istruzione e formazione professionale. Inoltre, incoraggia i governi ad adottare misure (agenzie di informazioni, per esempio) per munirsi di un registro pubblico dei decessi, per aiutare le persone separate dai propri cari a ricongiungersi con loro e per facilitare i procedimenti giudiziari intrapresi dalle famiglie delle persone scomparse.

La Violenza sessuale – E’ essenziale portare una risposta globale alla tutela, alle esigenze medico, psico-sociali delle donne che hanno subito violenza sessuale. Uno dei traumi più frequenti che le donne subiscono in tempo di guerra, la violenza sessuale, è anche uno dei più complessi problemi per le organizzazioni umanitarie a causa dei tabù e della vergogna ad esso associati. L’ approccio pluridisciplinare del CICR comporta strategie di prevenzione, di sensibilizzazione e di protezione per affrontare le cause e le conseguenze della violenza sessuale, pur fornendo alle vittime, tempestivamente, un sostegno medico e psicologico.

L’Assistenza

La Sicurezza economica - Il CICR si sforza di elaborare programmi che aiutino le donne a riconquistare la loro autonomia e dignità. Spesso collabora con associazioni di donne interessate a partecipare a programmi economici. Spesso aiuta le donne che si sono trovate sole dopo un conflitto armato a riprendere la loro tradizionale attività economica, a ricostruire la loro casa o a migliorare la loro capacità di produrre reddito tramite programmi di agricoltura, di allevamento o progetti a base comunitaria

Ridurre l'esposizione ai rischi - Il CICR adotta misure per ridurre l'esposizione delle donne ai rischi per la sicurezza nella raccolta di legna da ardere. Ciò include fornire aiuti alimentari e carburante per stufe, nonché dei mezzi tecnici per ridurre il tempo di cottura. Il CICR ripara anche pozzi ed altre sorgenti d'acqua per ridurre al minimo il rischio cui vanno incontro le donne e i bambini (spesso nella tradizionale raccolta d’acqua) quando vanno a prendere l’acqua al di fuori del villaggio o del campo. Prima di intraprendere questi lavori di riparazioni, il CICR consulta la comunità, in particolare le donne, al fine di adattare l’accesso alle sorgenti d'acqua alle loro esigenze.

La cure sanitarie per le madri e i bambini - In diversi paesi, il CICR sta sostenendo le strutture mediche che consentono alle donne di ricevere cure sanitarie, prenatali e

postnatali, come pure le cure ostetriche di emergenza, nel quadro di una strategia globale di assistenza sanitaria. Spesso, inoltre, organizza campagne di vaccinazione per i bambini e le donne incinte, distribuisce kit di sicurezza per le donne incinte e accresce la sensibilizzazione circa le pratiche da adottare per una maternità senza rischi e circa i vantaggi per l’allattante. Provvede alla formazione ostetrica per le ostetriche tradizionali come strumento di miglioramento della salute della madre e del bambino. Dove le strutture sanitarie sono scarse, le ostetriche sono una notevole fonte di sostegno per le donne.

La Riabilitazione - In alcune culture le donne che hanno subito lesioni derivanti dalle mine antipersona non possono ricevere assistenza a causa delle restrizioni culturali alla loro libertà di movimento, o semplicemente a causa della mancanza di risorse. Il CICR mira a garantire che le donne abbiano lo stesso accesso degli uomini alla riabilitazione fisica. Spesso il CICR facilita o copre i costi di trasporto ai centri di riabilitazione e fornisce ai

pazienti una formazione professionale adeguata alle loro capacità

La guerra è stata storicamente considerata un affare di interesse solo per gli uomini - una nozione che non rispecchia la realtà. È ormai riconosciuto che la popolazione femminile è sempre più soggetta a rischi, a volte anche specifico obbiettivo. Eppure le loro esigenze sono spesso trascurate. Per condurre un’azione efficace il CICR deve prendere in considerazione la concezione che le donne stesse hanno delle loro necessità. Deve agire in relazione con esse.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale di Croce Rossa.
Versioni originali in lingua inglese e francese dai links:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/women-icrc-response-020307
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/women-icrc-response-020307

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2 - 20-12-07   Intervista
La violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo: le vittime messe al bando
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Negli ultimi 10 anni, lo stupro e la violenza sessuale sono stati perpetrati regolarmente da parte di gruppi armati operanti nella Repubblica Democratica del Congo. Negli ultimi anni, la violenza sessuale è stata usata anche da civili ed ex combattenti. La maggior parte di tali crimini rimangano impuniti. Nancy Baudoin, che ha recentemente portato a termine un incarico nel paese in qualità di delegata alle attività psico-sociali, racconta come il CICR assiste le vittime.

Quali programmi svolge il CICR al fine di prevenire gli atti di violenza sessuale e per assistere le vittime?

Oltre a svolgere le sue tradizionali attività volte a tutelare le persone da gravi abusi, come i massacri, i saccheggi, gli omicidi e gli stupri, nella Repubblica Democratica del Congo il CICR gestisce programmi elaborati specificamente per fornire completa assistenza alle vittime di violenza sessuale. Gruppi esperti in diverse discipline mettono a disposizione cure mediche, agevolano il reinserimento psico-sociale e attuano campagne di prevenzione su base comunitaria. Inoltre, per il 2008, è previsto un programma di sostegno economico.

Il CICR lavora principalmente attraverso le associazioni locali per le vittime di stupro. Esso forma volontari per identificare, ascoltare e consigliare le vittime e fornisce aiuti materiali alle strutture istituite a loro beneficio, come le maisons d'écoute.

Cosa sono le maisons d'écoute e come funzionano?

Le maisons d'écoute (case d’ascolto) sono rifugi per le vittime di violenza sessuale. Esse vengono gestiti da volontari delle associazioni locali e offrono un luogo dove le persone possono venire a parlare in privato, lontano da occhi indiscreti, su ciò che gli è accaduto. Mettono a disposizione anche alloggi per il tempo necessario - a volte settimane o addirittura mesi - per le ragazze e le donne che sono state rifiutate dalle loro famiglie o dai mariti a seguito di uno stupro. La maggior parte di questi rifugi sono fatiscenti e forniscono solo tappeti o letti per dormire fatti di foglie di banano.

Ho incontrato molte donne e bambini che sono venuti nei rifugi a parlare delle loro disgrazie, chiedere consigli e riposo. Molte arrivano malate, sfinite ed affamate – alcune hanno dovuto camminare per giorni per arrivare lì, indebolite fisicamente e sconvolte emotivamente.

Non appena esse arrivano ai rifugi, vittime di violenza sessuale, sono affidate ad una struttura sanitaria per le cure mediche. I volontari fanno tutto il possibile per soddisfare i bisogni fondamentali di queste persone - nutrono gli affamati e forniscono nuovi corredi per coloro che hanno vestiti lacerati. I volontari spesso attingono alle loro scarse risorse per far fronte all'emergenza. Mi ricordo di un volontario che, con la tradizionale solidarietà e generosità Congolese, condivise una patata dolce, unica provvista per i suoi quattro figli, con una donna che era appena arrivata al rifugio.

Che cosa succede ai bambini, che sono nati dopo uno stupro?

Alcuni bambini “figli di stupri" sono respinti. Il rifiuto può essere totale e brutale, e può sfociare nell’infanticidio. In altri casi, vengono abbandonati o maltrattati dalle loro madri, che ricordano il calvario che hanno attraversato e tutti le sofferenze che lo ha seguito. Ma nella maggior parte dei casi di rifiuto a cui ho assistito o che è stato reso noto, il bambino è stato stigmatizzato da parte del marito della madre o da parte della famiglia, ma non dalla madre stessa.

L'identità dello stupratore è spesso un fattore che condiziona il rifiuto o meno del bambino. Il rigetto è tanto più probabile se lo stupratore è estraneo alla comunità o, peggio, se è considerato come un nemico.

Che cosa si può fare per le vittime di stupro affinché non siano più respinte o stigmatizzate?

Le campagne di sensibilizzazione all'interno delle comunità colpite possono aiutare a prevenire il rifiuto e la stigmatizzazione. Tuttavia, il cammino è lento e ci sono pochi risultati immediati: per convincere i cittadini che le vittime non sono colpevoli significa cambiare le mentalità e abbattere antichi tabù e pregiudizi. Al fine di dare maggiore impatto a tali campagne, cerchiamo di entrare in contatto con influenti membri della comunità.

Nel quadro di questo sforzo, il CICR ha realizzato un video affinché venga distribuito nelle regioni più colpite dalla violenza. Esso mostra un gioco che si occupa di diverse questioni relative alla violenza sessuale, come ad esempio il rischio che lo stupro diventi un fenomeno banale, il rifiuto e la stigmatizzazione delle vittime di stupro e dei loro bambini, nonchè i rischi per la salute connessi allo stupro.

Le vittime di stupro frequentemente chiedono ai volontari che lavorano nei rifugi di venire a parlare con le loro famiglie. I volontari fungono da mediatori tra le vittime e i loro parenti, a volte con risultati incoraggianti. Un'adeguata formazione dei volontari aumenta le possibilità di successo. Nel mese di Agosto e Settembre 2007, sono stati formati 60 volontari.

Le vittime di stupro ricevono assistenza economica al fine di aiutarle a ritrovare un posto nella società?

Molte vittime di stupro, escluse dalle loro famiglie e dalle comunità, si trovano da sole con i loro figli, non sono in grado di guadagnarsi da vivere e non possono aver accesso al mercato del lavoro.

Al fine di superare i loro traumi e di vivere una vita dignitosa, queste donne devono avere una fonte di reddito garantito. Dal 2008, il CICR fornirà loro un sostegno economico per micro-progetti, istituiti con associazioni-partner locali.

La maggior parte di questi micro-progetti sono gestiti dai rifugi e adattati con clausole economiche locali. Sono compresi progetti nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento del bestiame, e della piccola impresa, sia per le vittime di violenza sessuale sia per le altre persone vulnerabili, come i poveri e le persone disabili.

C’è stato un caso che l’ha colpita particolarmente?

È difficile distinguere ogni singolo caso. Vengono in mente molti diversi volti e storie....

Mi ricordo una ragazza di undici anni che riuscì a scappare da un aggressore di 18 anni. Il suo coraggio e la sua fortuna incontrarono severe critiche. Dal momento che le donne sono colpevoli, per definizione, essa fu respinta da tutta la sua comunità.

Sono stata inoltre colpita da molte donne che, disperate per essere ammesse a far ritorno alle loro famiglie o dai loro mariti, erano tenute ad elemosinare perdono per essere state delle vittime.

E fui profondamente colpita dal senso di solidarietà e di perseveranza dimostrata dai volontari che hanno lavorato per anni nei rifugi per aiutare le "madri violentate, incuranti della pericolosità della zona o della precarietà delle condizioni. Sono sempre in debito con loro per la preziosa lezione di umanità che mi hanno dato.

Tratto dal sito web del Comitato Internazionale di Croce Rossa:
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/congo-kinshasa-interview-191207

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3- SCARICA ALLEGATO

MEETING INTERNAZIONALE
GENERE e MIGRAZIONI nel MEDITERRANEO
PALERMO, Italia, 14 - 17 Febbraio 2008
Traduzione non ufficiale di Serena Coniglia e M.Grazia Ianniello

Introduzione

Alla XXX Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel mese di novembre 2007, i governi e le Società Nazionali hanno evidenziato le preoccupazioni umanitarie generate dalla migrazione internazionale come una delle quattro grandi sfide del mondo di oggi.

La Dichiarazione della Conferenza "Insieme per l'Umanità" ribadisce l'importanza di esaminare modi e mezzi per rafforzare la cooperazione internazionale a tutti i livelli per far fronte a queste preoccupazioni. Essa riconosce, inoltre, il ruolo delle Società Nazionali, sulla base dei principi di umanità e di imparzialità, nel fornire assistenza umanitaria ai migranti più vulnerabili, indipendentemente dal loro status giuridico.

I Governi riconoscono anche la notevole esperienza, che il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha ormai maturato nelle seguenti aree:

a) Assistenza umanitaria: ad esempio, attraverso la fornitura di cibo, alloggio, vestiario, assistenza sanitaria, pronto soccorso, sostegno psico-sociale, etc.
b) Protezione: per esempio, attraverso il ripristino dei legami familiari, l’assistenza legale e amministrativa, l’azione contro lo sfruttamento e la frode, fornendo informazioni sui rischi di flussi migratori irregolari, visitando i migranti in stato di detenzione al fine di contribuire a migliorare le loro condizioni di detenzione e il loro trattamento, se necessario.
c) Sensibilizzazione: fornendo una prospettiva umanitaria per le decisioni politiche, contrastando il razzismo, la xenofobia e la discriminazione; promuovendo le norme internazionali in tal senso.
d) Integrazione e Reinserimento: ad esempio, attraverso i servizi di accoglienza, la promozione della partecipazione sociale e la solidarietà (sono un esempio i volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa).
e) Dignità umana: attraverso la promozione del rispetto per la dignità umana.

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4 - Dal Sito web www.cri.it
Commissione Permanente: neutralita' e autonomia Societa' Nazionali
Ginevra 27-02-2008

Tra i compiti della Commissione Permanente c’è quello di incoraggiare e facilitare l’implementazione delle Risoluzioni della Conferenza Internazionale. Tra le Risoluzioni della recente Conferenza Internazionale di novembre 2007 c’è quella relativa alla “Specifica Natura del Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ed il ruolo delle Società Nazionali come ausiliarie delle pubbliche autorità nel campo umanitario”.

Secondo il Presidente Nazionale della CRI, attuale Vice Presidente della Commissione Permanente, “un punto almeno di questa Risoluzione, approvata all’unanimità da tutte le Società Nazionali e dai Governi firmatari delle Convenzioni di Ginevra interessa particolarmente la CRI con i suoi Corpi ausiliari delle Forze Armate” quando “sottolinea con forza che la Società Nazionale, quando impiega il suo personale e i suoi mezzi a favore dei servizi sanitari delle Forze Armate delle Stato in accordo con l’art. 29 della Prima Convenzione di Ginevra del 1949, e per questo è soggetta alle leggi ed ai regolamenti militari, deve rispettare i Principi Fondamentali, incluso quello di Neutralità, e in ogni occasione deve mantenere la sua autonomia ed assicurare di essere chiaramente distinguibile dai militari e dagli altri corpi governativi”.

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5 - Dal sito www.cri.it
Seconda Riunione Commissione Permanente Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Chebrex 25-02-2008

Affidato a Massimo Barra l’incarico di seguire le problematiche relative alla Risoluzione 5 della Conferenza Internazionale riguardo alla messa in opera del Memorandum of Understanding tra la Mezzaluna Rossa Palestinese e la Stella di David Rossa in Israele

(21/08) – Nell’ambito della Seconda Riunione della Commissione Permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, svoltasi a Chebrex (Svizzera), il 21 e il 22 febbraio scorso, è stato affidato a Massimo Barra, nella sua qualità di Vice Presidente della Commissione, l’incarico di seguire le problematiche relative alla Risoluzione 5 della Conferenza Internazionale: “Seguito alla messa in opera del Memorandum of Understanding del 28 novembre 2007 tra la Mezzaluna Rossa Palestinese e la Stella di David Rossa in Israele”. Tra i compiti della Commissione quello di incoraggiare e promuovere l’implementazione delle Risoluzioni della Conferenza Internazionale. Si è inoltre discusso sugli accordi di Siviglia; le migrazioni internazionali; il recupero dei legami familiari; l’ausiliarietà delle Società Nazionali; la strategia per il Movimento; il Diritto Internazionale Umanitario e le munizioni a frammentazione; la dichiarazione della Conferenza Internazionale “Insieme per l’umanità su degrado ambientale e cambiamenti climatici”; la violenza, in particolare in ambiente urbano; le malattie ricorrenti ed emergenti ed altre sfide di salute pubblica, così come l’accesso alla assistenza sanitaria

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6 - Conferenza pubblica Giovedì 13 marzo 2008
Milano, Via Pucci 7
"PEACEKEEPING: ESPERIENZE A CONFRONTO".
Comunicatoci da Alberto A.A. Bruno

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che avrà luogo giovedì 13 marzo c.a., alle ore 21, presso il Palazzo della Croce Rossa, in via Pucci, 7 a Milano, in cui avremo ospite ANDREA ANGELI,
portavoce ONU, attualmente in missione in Afghanistan, con un lunghissima esperienza, fatta da anni in diverse aree di crisi del pianeta, il quale presenterà il suo libro "Professione pecekeeper", confrontando con noi la sua lunga esperienza nel campo del peacekeeping.
La tradizione dell'esperienza della Croce rossa e dell'ONU nel campo delle operazioni in aree di conflitto sono conosciute a tutti, ma in questo caso avremo l'onore di poter dialogare con un testimone sul campo.
Oltre ad Andrea Angeli, sarà presente il giornalista Fabrizio Centofanti, già ufficiale addetto stampa dell'Esercito Italiano in Kosovo e addetto stampa nazionale CRI dal 2002 al 2005;
Moderatore il giornalista Michele Novaga, nostro addetto stampa, con un'esperienza di funzionario del ONU in Kosovo.
L'iniziativa si colloca in una tradizione di incontri e testimonianze che hanno visto in passato nostri ospiti, Fabrizio Gatti, inviato dell'Espresso e prima del Corriere della Sera, e Pino Scaccia, noto inviato di guerra del TG1-RAI.
La Conferenza è pubblica e confido nella Sua partecipazione.
Con viva cordialità.

Alberto Angelo Alfredo Bruno
Presidente Provinciale di Milano della Croce Rossa Italiana