n° 319 del 28 luglio 2007
sabato 28 luglio 2007
28 luglio 2007
nr. 319

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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1 - Da sito web Radionews 24
Addis Abeba | 26 luglio 2007
Governo etiope espelle Croce Rossa Internazionale
Comunicato da Andrea Ciresa

2 - Dal sito web della Federazione Internazionale - 18 luglio 2007
La Federazione Internazionale lancia un appello di emergenza a favore del Sudan colpito dalle peggiori inondazioni degli ultimi 20 anni
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

3 - 19/07/2007

Dal Sito web di Vita
Birmania, Croce rossa: gravi violazioni diritti umani
Comunicatoci da Andrea Ciresa

4 - Ginevra 10-07-2007
Dal sito web www.cri.it
“Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Meeting internazionale su 'ausiliarieta' nei confronti dei Pubblici Poteri' “
 
5 - Dal sito web il secolo XIX

29 giugno 2007
Myanmar: prigionieri come facchini, Croce Rossa denuncia violazione diritti umani
Comunicato da Andrea Ciresa

6 - 27 giugno 2007
Fango e miseria negli slum di Karachi
di Mubashir Fida della Federazione Internazionale, Karachi, Pakistan
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

MOSTRE e CONFERENZE

7 -  “Garibaldi, Bezzecca e la Croce Rossa.   La battaglia di Bezzecca e i suoi feriti”
dal 21 luglio al 20 agosto 2007 - Mostra Storica a Bezzecca TN
di M.Grazia Baccolo

8- allegato
Courmayeur  Jardin de l’Ange
4 agosto 2007 h. 17,00
Conferenza
“Tra pace e guerra: le attività della Croce Rossa Italiana”
 organizzata in occasione del 30° Anniversario del I° e II° Protocollo Aggiuntivo alle Quattro Convenzioni di Ginevra 1949  (1977-2007)

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1 - Da sito web Radionews 24

Addis Abeba | 26 luglio 2007
Governo etiope espelle Croce Rossa Internazionale
Comunicato da Andrea Ciresa


Le autorità etiopiche hanno dato oggi sette giorni di tempo alla Croce Rossa Internazionale per abbandonare ogni attività nell'ampia, poverissima e semidesertica regione orientale dell'Ogaden.
Questa zona in larga misura confinante con la Somalia, abitata da popolazione quasi tutta di etnia somala, è teatro da anni di un'insurrezione contro le autorità centrali, duramente repressa.
La Croce Rossa è accusata di indebite interferenze politiche in Ogaden, e di diffusione di false notizie.  Le false notizie sarebbero quelle riportate da tutte le fonti indipendenti presenti sul posto, in particolare da Human Rights Watch che parlano di villaggi rasi al suolo e popolazione locale trasferita in massa tra violenze di ogni tipo.
La decisione di espellere la Croce Rossa dall'area est del Paese africano comporterà una restrizione dell'accesso alle cure, hanno fatto sapere dalla stessa organizzazione, negando le accuse di interferenze nella politica etiopica.
"Tutte le attività della Croce Rossa Internazionale in Etiopia, sono condotte in stretto accordo con in principi di indipendenza e neutralità", ha chiarito Daniel Duvillard, un rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa, alla guida delle operazioni nel Corno d'Africa.

RAINEWS 24  al link http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=72318


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2 - 18 luglio 2007

La Federazione Internazionale lancia un appello di emergenza a favore del Sudan colpito dalle peggiori inondazioni degli ultimi 20 anni

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

La Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello urgente per quasi 2,1 milioni di franchi svizzeri (€1,2 milioni) per aiutare il Sudan che si presta ad affrontare la peggiore stagione delle inondazioni mai vista da quasi due decenni.

Settimane di piogge incessanti, insolite per la stagione, hanno causato la rottura degli argini del fiume Nilo e di altri fiumi stagionali colpendo le popolazioni di 10 dei 26 stati del paese. Siccome ci si aspetta che questa stagione delle piogge possa durare fino a metà ottobre, le organizzazioni meteorologiche della regione prevedono che ben 2,4 milioni di persone di 16 stati potrebbero rimanere colpite dalle inondazioni e che saranno le zone del nord e dell’est a subire il danno maggiore.

Secondo Gunnar Strom, capo della delegazione della Federazione Internazionale in Sudan, le valutazioni iniziali mostrano che le abitazioni e i mezzi di sussistenza di decine di migliaia di persone sono già stati spazzati via dalle crescenti inondazioni.

“Finora, più di 35.000 abitazioni sono state danneggiate o distrutte e le autorità locali ritengono che siano morte 39 persone, però, siamo solo all’inizio della stagione delle inondazioni e le previsioni sembrano inquietanti”. afferma Strom

La Mezzaluna Rossa sudanese, con il supporto della Federazione Internazionale, prevede di assistere 40.000 persone in otto stati. I fondi raccolti attraverso l’appello permetteranno di finanziare un’assistenza immediata di soccorso che prevede, per esempio, la fornitura di fogli di plastica e coperte, attività di salute e assistenza, tra cui il dispiegamento di unità di salute mobile e promozione ed educazione all’igiene.

Tuttavia, alla luce delle drammatiche previsioni di piogge torrenziali, i fondi dell’appello andranno anche a supportare gli sforzi per preparare le comunità che potrebbero ritrovarsi ad affrontare inondazioni nei mesi prossimi.

“Il nostro obiettivo non è solo quello di aiutare coloro che hanno già perso la loro casa. I volontari della Croce Mezzaluna Rossa verranno mobilizzati per aiutare anche la gente delle zone a rischio per prepararli in tempo”, afferma Strom

La Federazione Internazionale ha già stanziato 248.000 franchi svizzeri (€149.000), prelevandoli dal Fondo di emergenza per i soccorsi in caso di catastrofi (DREF), per supportare gli sforzi iniziali per il soccorso d’emergenza della Mezzaluna Rossa sudanese. Sinora i volontari della Mezzaluna Rossa hanno distribuito 6.000 coperte, così come pastiglie di cloro, caraffe di plastica, pompe per l’acqua e sapone nel tentativo di prevenire l’impatto inevitabile che la salita delle acque avrà sull’accesso all’acqua pulita e su di un’igiene appropriata.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa:
 http://www.ifrc.org/docs/news/pr07/3907.asp

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3 - 19/07/2007
Dal Sito web di Vita
Birmania, Croce rossa: gravi violazioni diritti umani
Comunicatoci da Andrea Ciresa

Il Presidente del Comitato della Croce Rossa, Jakob Kellenberger, ha accusato le forze armate birmane di omicidi, arresti arbitrari e distruzioni "su larga scala" di riserve di cibo.

Una forte denuncia contro le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime militare del Myanmar (Birmania). Ad alzare la voce questa volta è la Croce Rossa, dopo le reiterate denuncie di organizzazioni come Human Rights Watch e Amnesty International. Il Presidente del Comitato della Croce Rossa, Jakob Kellenberger, ha accusato le forze armate birmane di omicidi, arresti arbitrari e distruzioni "su larga scala" di riserve di cibo.

Secondo la Croce Rossa e le altre organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani, il comportamento dell'esercito ha portato a un sentimento di "costante paura" tra la popolazione e ha costretto migliaia di persone a fuggire dalle loro case, creando migliaia di profughi e sfollati (300.000 rifugiati all'estero e un milione nel paese). Inoltre un gruppo di associazioni ecologiste (fra le quali Wwf e Greenpeace) ha segnalato la distruzione delle foreste che avviene sistematicamente nel paese. L'eliminazione dei boschi viene perpetrata, si afferma, "per sostenere uno sforzo di guerra contro le minoranze etniche nazionali". Inoltre "spesso nelle concessioni si fa uso di lavoro in condizioni di schiavitu' e vengono violati i diritti delle comunita'".

Le foreste del Myanmar sono uno delle ultime testimonianze di foresta primaria tropicale nell'Asia continentale, ma il commercio internazionale di Teak e il commercio illegale di legname ne minaccia la sopravvivenza. Dal 1988 il regime militare (il Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo, o Spdc) e' stato arbitro assoluto delle risorse forestali, che assieme al petrolio, ha consentito al governo di raddoppiare le spese militari per sostenere il gruppo elitario al potere. Le violazioni dei diritti umani sono documentate, mentre i civili pagano il prezzo del conflitto civile.

Dal Sito web di Vita al link http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83099

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4 - Dal sito web www.cri.it

“Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Meeting internazionale su 'ausiliarieta' nei confronti dei Pubblici Poteri' “
Ginevra 10-07-2007

Si è svolto a Ginevra – alla presenza di alcuni Rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa, della Federazione Internazionale della Croce Rossa, di quindici Società Nazionali e di ventuno Governi – il secondo meeting internazionale di esperti sulla problematica dell'ausiliarietà  della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nei confronti dei Pubblici Poteri.
Obiettivi del meeting, preparatorio della 30esima Conferenza Internazionale della Croce Rossa in programma a Ginevra nel mese di novembre 2007, sono stati l'approfondimento della nozione di ausiliarietà sotto il profilo giuridico ed operativo, l'analisi della compatibilità tra ausiliarietà e Principio Fondamentale di Indipendenza, la discussione della collaborazione tra il Movimento e le Forze Armate in tempo di guerra per i servizi di sanità militare.
La Croce Rossa Italiana è stata rappresentata da Francesco Rossa, Direttore del Dipartimento Attività Sociali, Sanitarie e Socio-sanitarie e da Marcello Guerra del Servizio Relazioni Internazionali
 
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5 - 29 giugno 2007
Myanmar: prigionieri come facchini, Croce Rossa denuncia violazione diritti umani

GINEVRA - Myanmar ancora sotto accusa per violazione dei diritti umani. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha denunciato con forza le gravi violazioni commesse dal regime militare dell'ex Birmania da almeno 6 anni. Il presidente del Comitato, Jakob Kellenberger, ha accusato le forze armate birmane di far lavorare migliaia di prigionieri - uomini, donne e bambini di comunita' che vivono lungo la frontiera con la Thailandia - fino allo sfinimento. "Il persistente utilizzo di carcerati come facchini per le forze armate e' una grave fonte di preoccupazione", ha detto Kellenberger, che ha anche sottolineato come il governo birmano non abbia posto alcuna attenzione al problema, neppure dopo le denunce della Croce Rossa, basate su inchieste condotte dal suo personale a Myanmar tra il 2000 e il 2005. (Agr)

Comunicato da Andrea Ciresa

Dal sito web: http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/feed_agr/top_news/2007/06/29/&CODE=07179880-25fc-11dc-9c31-0003badbebe4
 

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6 - 27 giugno 2007
Fango e miseria negli slum di Karachi
di Mubashir Fida della Federazione Internazionale, Karachi, Pakistan
Traduzione non ufficiale di Susy Turato


In seguito alla terribile tempesta del fine settimana scorso, gli uomini, le donne e i bambini dello slum di Gadaab, a Karachi, si sono ritrovati con l’acqua fino alle ginocchia, con le loro baracche distrutte, e senza cibo ed elettricità.  

Mentre il ciclone Yemyin si sta dirigendo verso il nordovest, scaricando piogge torrenziali sulla costa di Baluchistan e costringendo migliaia di persone a scappare, a Karachi sono iniziate le operazione di pulizia della città e si contano oltre 200 morti causati da questa tempesta violenta.

Nella cittadina di Gadaab, 24 persone sono morte e 270 sono rimaste ferite, mentre sono 1000 le famiglie le cui abitazioni sono state danneggiate o distrutte.

Sebbene la tempesta sia stata violenta, la causa di un numero così elevato di vittime è da imputare a un’inadeguata progettazione di edilizia residenziale. Molte famiglie vivono in case con muri fatti di fango e tetti di ferro zincato ondulati non saldamente fissati. Quando sono arrivati i venti e la pioggia, i muri sono crollati in un cumulo di fango, mentre i tetti di lamierino di ferro sono volati via come carte da gioco.

Dr Ali Warsi, funzionario medico della Società della Mezzaluna Rossa pakistana, che sta lavorando nella zona con un team medico mobile, afferma che la situazione è grave.

“La prima cosa che abbiamo notato è che la gente aveva disperatamente bisogno di acqua potabile pulita”, spiega il Dr Warsi. “Al momento, le installazioni sanitarie di questa zona risultano completamente distrutte”.

“La gente non dispone di vestiario a sufficienza e i bambini indossano solo canottiere. Molte abitazioni sono crollate, quindi la gente vive in rifugi temporanei e molte di loro ancora campeggiano all’aperto”, aggiunge il Dr Warsi.

Assistenza della Mezzaluna Rossa

La maggior parte degli abitanti sono braccianti giornalieri la cui miseria si è aggravata in quanto le inondazioni, e relative macerie, che hanno colpito Karachi, li hanno privati di lavoro e quindi di cibo.

La filiale di Sindh della Mezzaluna Rossa pakistana sta organizzando la distribuzione di 500 pacchi di cibo per famiglie, i quali consistono di un sacchetto di riso di 10 kili, alcuni sacchetti di lenticchie e zucchero, e dei fiammiferi e candele.

La Mezzaluna Rossa pakistana, oltre a operare a Gadaab, ha anche team medici che lavorano in altre due area povere di Karachi: Landhi e Manora. Inoltre, altri due team operano nei distretti rurali di Thatta e Badin.

A Gadaab, nel giro di poche ore, il team medico ha trattato 279 pazienti, e il Dr Warsi afferma che la maggior parte sono bambini.

“A cause delle acque stagnanti, ci sono molti pazienti con infezioni gastrointestinali, infezioni del tratto respiratorio, malattie della pelle e influenza”, dice il Dr Warsi.

Sono stati velocemente allestiti dei campi di soccorso governativi attorno alla città, e le autorità stanno disperatamente cercando di ripristinare la fornitura di acqua ed elettricità in modo tale che le persone possano ritornare a una situazione pressoché normale.

Nel frattempo, alcune aree del distretto di Dadu, a nord di Karachi, sono rimaste isolate a causa delle inondazioni ed è stato dichiarato lo stato di emergenza.

All’incirca 14 villaggi sono stati colpiti da inondazioni causate dalla rottura degli argini dei canali di irrigazione. La Mezzaluna Rossa pakistana ha già inviato articoli di soccorso per 50 famiglie di quella zona.

Diluvio colpisce Baluchistan

Mentre Karachi si sta riprendendo, la vicina provincia di Baluchistan, a ovest di Karachi, è immersa nell’acqua a causa del passaggio del ciclone Yemyin.

Il 27 di giugno, a cause di inondazioni della superficie, le strade di Turbat e la città portuale di Gwadar sono rimaste isolate. A Turbat, circa 8000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e nelle zone costiere di Baluchistan sono stati riportati 14 morti.

La Mezzaluna Rossa pakistana dalla sua sede centrale di Quetta ha inviato a Turbat una squadra di valutazione d’emergenza e 200 pacchi famiglia contenenti tende, teloni, taniche e lanterne controvento. E in più, altri 200 set di articoli di soccorso sono stati inviati in un altro luogo della zona costiera.

Asar ul Haq, responsabile della gestione delle catastrofi presso la delegazione della Federazione Internazionale, sostiene che le comunità costiere sono vulnerabili a ogni tipo di inondazione.

“Sono comunità generalmente povere e non sono abituate alle piogge pesanti, poiché si tratta di una zona prevalentemente secca. La gente tende ad avere abitazioni fatte di fango situate nei letti asciutti di fiumi o vicino a questi... un diluvio come questo le colpirà duramente”, afferma Asar ul Haq.

Ul Haq sostiene che al presente la sfida immediata è quella di guadagnare accesso alle zone colpite, poiché alcune parti sia della strada costiera principale sia dei ponti sono state spazzate via.

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7 - “Garibaldi, Bezzecca e la Croce Rossa, la battaglia di Bezzecca e i suoi feriti”
dal 21 luglio al 20 agosto 2007 - Mostra Storica a Bezzecca TN

Resterà aperta dal 21 luglio al 20 agosto 2007 a Bezzecca – in Val di Ledro (TN) la bella mostra storica che si inserisce nelle celebrazioni nazionali dell’anniversario dei 200 anni della nascita di Giuseppe Garibaldi.

E’ una mostra che si differenzia dalle altre per la scelta dell’argomento trattato che riguarda sì l’aspetto storico di Garibaldi e la battaglia di Bezzecca del 21 luglio 1866, ma che viene sviluppato intorno all’assistenza ai feriti  effettuata dal Medico chirurgo Louis Appia, membro del Comitato dei Cinque (che getterà le basi per la costituzione del Comitato internazionale di assistenza ai feriti e malati in battaglia nel 1863)  a Ginevra.

La mostra è stata curata nel suo allestimento dall’Arch Bruno Santoni di Trento ed ha avuto la collaborazione nella sua attuazione del Prof Paolo Vanni, del  Museo Internazionale della Croce Rossa, della Fondazione Civiltà Bresciana di Brescia, dell’Associazione “Il Chiese” di Storo e dell’Archivio Diocesano di Trento.


La mostra è composta da pannelli esplicativi (fotografici e di testo) reperti storici quali lettighe e barelle. Ai visitatori viene donato un opuscolo che riporta quanto esposto.

Il Comune di Bezzecca, per l’occasione,  ha pubblicato inoltre un importante testo dal titolo “I pionieri della Croce Rossa nella campagna garibaldina del 1866” curato da Gianni Poletti dell’Associazione “Il Chiese” con la prefazione del prof.Paolo Vanni. La base del libro è la pubblicazione “Les blessés de la bataille de Bezzecca dans la Vallée de Tirano (Tyrol)" curata da Louis Appia pubblicata nel 1866 a Ginevra, arricchita da schede su vari personaggi e situazioni inerenti a quella giornata del 21 luglio 1866.

Bezzecca è una bellissima località a 700 mt. di altitudine nella Valle di Ledro raggiungibile da Riva del Garda –TN- (a nord del Lago di Garda)  e anche da Storo -TN- (che si trova sulla strada Tormini di Salò –  Madonna di Campiglio)

Maria Grazia Baccolo

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8- allegato

Courmayeur  Jardin de l’Ange
4 agosto 2007 h. 17,00

Conferenza organizzata in occasione del 30° Anniversario del I° e II° Protocollo Aggiuntivo alle Quattro Convenzioni di Ginevra 1949  (1977-2007)
“Tra pace e guerra: le attività della Croce Rossa Italiana”

Sarà presente il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana Massimo Barra

Interventi di Prof.Edoardo Greppi, Dott.ssa Patrizia Argenziano, Dott.ssa Mara Nuzzi, Dott. Gianmarco Onorato, Dott. Michele Rezza

Comunicatoci da Laura Grassi e Andrea Ciresa