n° 280 del 8 Settembre 2006
venerdì 08 settembre 2006
8 Settembre 2006
nr. 280

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


----------------------------------------------------------------------------------
 
 
Contenuto:

1 - 7-settembre 2006
Tratto da “Sanremo news” quotidiano di informazione ondine della provincia di Imperia
“Sanremo: 200 esperti di diritto umanitario oggi a convegno”
di Carlo Alessi

2 - 02 settembre 2006 Comunicato stampa 05/102
Delegata CICR uccisa
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

3 - 01 settembre 2006 Comunicato CICR
Gaza - Bollettino CICR No. 05/2006
“La situazione a Gaza continua a deteriorarsi, con la chiusura dei punti di attraversamento per la maggioranza del tempo.”
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

4 - 01 settembre 2006
La Federazione Internazionale lancia un sistema di allarme precoce ad Aceh
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

5 - 01 settembre 2006
Aceh, il sangue come dono di vita
di Teresita P. Usapdin, Banda Aceh
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

6 - 30 agosto 2006 Documento ufficiale di Philip Spoerri,
Direttore Ufficio Legislativo del CICR
“Sperare rafforza la speranza - Il CICR richiama l'attenzione sull'adozione della Convenzione Internazionale contro le sparizioni forzate
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

7 - 28 agosto 2006
Inondazioni in Sudan: le alluvioni stanno distruggendo le coltivazioni
Di Omar Valdimarsson (Nairobi) – Foto della Mezzaluna Rossa Sudanese
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

8 - IX Giornata di Studio sul Diritto Internazionale Umanitario
“Armi Proibite e Diritto Internazionale:  la guerra nell'era della globalizzazione”
Caravaggio (BG) - 23 settembre 2006

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
1 - Tratto da “Sanremo news” quotidiano di informazione ondine della provincia di Imperia
 “Sanremo: 200 esperti di diritto umanitario oggi a convegno”

Sono stati oltre 200 gli esperti di diritto umanitario, che erano oggi a convegno a Sanremo per la 29a tavola rotonda sui problemi attuali di Diritto Umanitario, sul tema 'Giustizia e riconciliazione, un approccio integrato', iniziata oggi, all'Hotel Londra di Sanremo.

Alla sessione di apertura hanno preso parte circa 200 persone provenienti da tutti e 5 i continenti. Diverse personalità, in rappresentanza di alcune importanti organizzazioni internazionali, come il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, hanno partecipato all'apertura dei lavori. Erano presenti, in rappresentanza del Governo italiano, il Sottosegretario agli Affari Esteri, il Sen. Gianni Vernetti, ed il Sottosegretario alla Difesa l'On. Giovanni Lorenzo Forcieri. Il Sindaco di Sanremo, Dr. Claudio Borea, ed il Presidente dell'Istituto, Prof. Patrnogic, hanno introdotto la conferenza.

L'argomento scelto per la Tavola Rotonda, così come sottolineato da tutti i relatori, è di estrema attualità e necessita di costruttivi dibattiti in consessi internazionali come la Tavola Rotonda di Sanremo. La giustizia penale internazionale è necessaria alla riconciliazione. Senza una efficace giustizia penale internazionale non può esserci una riconciliazione tra le parti in conflitto. E evidente come, quindi, sia necessario, un dibattito che stimoli interessanti risoluzioni e che metta in luce la necessità di un approccio integrato della giustizia penale internazionale e dei meccanismi di riconciliazione.

La sessione di apertura si è conclusa con l'intervento del Prof. Theodor Meron, ex Presidente del Tribunale Penale Internazionale per l'ex Yugoslavia. I lavori sono continuati nel pomeriggio con l'intervento di eminenti giuristi internazionali, esperti e diplomatici di alto livello che hanno esaminato interessanti argomenti riguardanti la giustizia penale internazionale, come il ruolo del Processo di Norimberga, primo importante esempio storico di giustizia internazionale di cui si celebra oggi il 60° anniversario, e dei Tribunali Penali Internazionali.

Carlo Alessi

Giovedì 07 Settembre 2006 ore 17:05

Al link:  http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=28963

Nota:
Alla cerimonia di apertura era presente il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana Massimo Barra e rappresentanti di diverse Società Nazionali di Croce Rossa del mondo  (NdR del Caffè)

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
2 - 2 settembre 2006 Comunicato stampa 05/102
Delegata CICR uccisa
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Ginevra (CICR) - il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) è profondamente scoraggiato nell'apprendere che una delle sue delegate sul campo, Jeannette Fournier, un specialista di salute pubblica, è stata uccisa ieri, 1 settembre, in un incidente accaduto a nord-ovest di Ziguinchor, nella regione di Casamance in Senegal, su una strada normalmente percorsa dal CICR.

Jeannette Fournier, insieme a tre colleghi, stava conducendo una ricognizione dei bisogni della popolazione sfollata in seguito ai combattimenti scoppiati nell'area. E' stata uccisa, i suoi colleghi sono stati feriti, perchè il veicolo che li trasportava è transitato su una mina o su un ordigno non esploso. Finora, non sono pervenuti ulteriori dettagli sulle circostanze dell'incidente.

Jeannette Fournie, 50 anni, ha lavorato con il CICR a partire dal 1980. Precedentemente è stata in missione in Thailandia/Cambogia, Pakistan, Zimbawe ed Indonesia.

Il CICR desidera porgere le più sentite condoglianze alla famiglia di Jeannette Fournier, agli amici ed ai colleghi.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/senegal-news-020906!OpenDocument

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
3 - 01 Settembre 2006 Comunicato CICR
Gaza - Bollettino CICR No. 05/2006
La situazione a Gaza continua a deteriorarsi, con la chiusura dei punti di attraversamento per la maggior parte del tempo.
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Due mesi dopo l'inizio delle attività militari di Israele, la vita per 1.4 milioni di persone che vivono nella striscia di Gaza rimane molto difficile.

Le operazioni hanno continuano ad affliggere i residenti di Gaza per tutto il mese di agosto, specialmente nell'area di Shoka (a sud della striscia), dove le operazioni militari hanno portato alla morte di 17 persone distruggendo case, coltivazioni sistemi d'irrigazione e serre.

Le fattorie e le comunità Beduine hanno perso le loro case ed i loro animali.

Le persone nella zona settentrionale della striscia di Gaza - Beit Hanoun, Shejaya, Jabalia - continuano ad essere colpite quanto quelle di Khan Younis nel sud.

Intanto, i razzi lanciati dalla striscia di Gaza continuano a cadere in territorio Israeliano, ferendo i civili e provocando danni alle proprietà.

I punti di transito della striscia di Gaza sono rimasti chiusi per la maggior parte del mese di agosto. Rafah, località di frontiera con l'Egitto, l'unico punto di comunicazione con il mondo per i Palestinesi di Gaza, è stato aperto il 25 ed il 26 agosto, permettendo il passaggio in entrambe le direzioni di 6.000 persone.

Il maggior punto di transito merci, Karni, è rimasto quasi sempre chiuso, provocando la cessazione virtuale di tutte le esportazioni ed una sensibile riduzione delle importazioni di materie prime, mentre Erez è rimasta aperta per il solo transito di aiuti umanitari e lavoratori stranieri. Il punto di transito di Sufa è rimasto aperto il tempo necessario per permettere l'ingresso di aiuti umanitari.

Azioni del CICR e della Croce Rossa / Mezzaluna Rossa

Il CICR fornisce 14 generatori per il funzionamento di pompe idriche

Il 31 agosto, il CICR ha consegnato sei generatori per dare energia alle stazioni di pompaggio della striscia di Gaza. In cooperazione con la Croce Rossa Norvegese, il CICR durante il mese di agosto ha fornito un totale di 14 generatori con capacità comprese tra gli 80 kVA ed i 410 kVA, per un carico totale di 39 tonnellate.

La popolazione della striscia di Gaza continuano a soffrire in conseguenza alla distruzione delle centrali elettriche. Queste azioni hanno portato al dimezzamento della capacità in termini di potenza elettrica, comportando la mancanza di elettricità per le pompe idriche e per gli impianti fognari.

300 famiglie bisognose ricevono aiuti di emergenza

Il CICR ha assistio 300 famiglie (circa 1.800 persone) durante il mese di agosto, portando a 770 il numero totale di famiglie (circa 4.600 persone) che hanno ricevuto gli aiuti sin dal principio delle operazioni militari alla fine di giugno. Lavorando con i volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS), il CICR ha distribuito razioni alimentari per nutrire una famiglia per un mese, articoli per l'igiene ed altri beni alle famiglie coinvolte dalle operazioni militari in varie parti della striscia di Gaza.

Il CICR ha inoltre fornito tende, teli impermeabili, materassi, coperte e taniche alle persone le cui case erano state danneggiate o distrutte.

Nell'area di Shoka, nella parte meridionale della striscia di Gaza, non meno di 70 famiglie hanno subito la perdita della loro abitazione. Molti di loro vivono all'aperto insieme ai loro animali. La scarsità di acqua era il problema maggiore, in seguito alla distruzione delle conduttore. Oltre a fornire razioni alimentari e kit igienici, il CICR ha installato un sistema di distribuzione dell'acqua utilizzando tre camion cisterna. In totale, 56.000 litri di acqua fornita dalla Municipalità sono stati distribuiti a Shoka nel corso del mese, in cooperazione con la PRCS:

Il CICR continua a sostenere il servizio sanitario a Gaza

Il CICR regolarmente facilita i movimenti delle ambulanze della PRCS in modo che possano raggiungere i feriti nonostante le operazioni militari in corso. Il CICR inoltre facilita le evacuazioni sanitarie dei pazienti che necessitano di trattamenti presso centri specializzati all'esterno della striscia di Gaza.

Il CICR continua a sostenere il servizio di emergenza sanitaria gestito dalla PRCS, gli ospedali ed i centri sanitari, facilitando la consegna di medicinali essenziali.

Tra il 20 ed il 23 agosto, il CICR ha tenuto a Gaza city un corso per 17 chirurghi che trattano casi di emergenza legati al conflitto.

Ripreso il programma di visite famigliari del CICR

Il 13 agosto, il programma di visite famigliari del CICR per i detenuti Palestinesi nelle carceri Israeliane, che era stato sospeso dalle Autorità Israeliane il 25 giugno, è ripreso per le famiglie di Gaza. Il programma è ripreso anche per molte delle famiglie di West Bank il 6 agosto.

L'azione della Mezzaluna Rossa Palestinese

La PRCS ha continuato ad operare in due ospedali, quattro centri sanitari e a gestire il servizio ambulanze. Durante le prime tre settimane di agosto, la PRCS ha trasportato 65 feriti e ha rimosso 32 cadaveri.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/gaza-news-010906!OpenDocument

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

4 - 1 settembre 2006
La Federazione Internazionale lancia un sistema di allarme precoce ad Aceh
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Mentre gli esperti in preparazione ai disastri provenienti da tutto il mondo si riuniscono al Meeting Internazionale sulla Riduzione dei Disastri (http://www.davos2006.ch/index..html , NdT) a Davos, Svizzera, per discutere il rafforzamento della preparazione globale ai disastri e alla mitigazione del danno, la Federazione Internazionale di Croce Rossa Mezzaluna Rossa lancia la prima fase della propria parete del sistema di allerta precoce ad Aceh, in Indonesia.

Il progetto, guidato dalla Croce Rossa Indonesiana (Palang Merah Indonesia - PMI) con l'appoggio della Federazione Internazionale di Croce Rossa Mezzaluna Rossa e delle Società Nazionali di Spagna, Canada e Australia, coprirà l'intera provincia; la sezione della PMI di Aceh sarà il collegamento vitale tra il sistema di allerta tecnlogico governativo e le comunità potenzialmente vulnerabili.

Secondo Johan Scaar, Rappresentante Speciale per l'Operazione Tsunami della Federazione Internazionale, l'abilità di collegare le informazioi sulla mitigazione del danno con le comunità vulnerabili è la chiave per salvare delle vite.

"Il successo di ogni sistema di allerta precoce è fortemente dipendente dalla capacità di creare queste connessioni locali," afferma il sig. Schaar. "E qui è dove la forza della Croce Rossa Mezzaluna Rossa è piu evidente. Il nostro network, unico, composto da volontari può essere mobilizzato immediatamente per condividere gli allarmi e le informazioni di sicurezza a livello comunitario. Provengono dalle prime comunità che fronteggerebbero il disastro imminente, e sono nella posizione migliore per ricavare informazioni sull' "ultimo miglio" dove necessario. Ogni considerazione su sistemi di allerta precoci deve tenere questi fatti in considerazione."

Otto persone, tra staff e volontari della PMI, sono stati addestrati all'utilizzo di radio portatili, e su come comunicare le informazioni di allerta precoce, nozioni che diffonderanno all'interno delle loro comunità. In totale, 300 apparecchi radio saranno distribuiti a personale specificamente formato e a volontari, e dieci veicoli  equipaggiati con dispositivi radio forniti alle sedi della PMI.

Una stazione radio VHF (Very high Frequency) ed una stazione HF (High Frequency) saranno installate nella sede PMI di Banda Aceh. Il sistema di allerta precoce sarà collegato via radio con la sede centrale della PMI a Jakarta, a stretto contatto con l'agenzia governatva di monitoraggio dei disastri. Nelle prossime settimane altre 12 stazioni radio, con ulteriori 10 ripetitori, saranno installati nella provincia di Aceh, sull'isola di Nias (Sumatra settentrionale).

Edo, tecnico e formatore di radiocomunicazioni della PMI, sottolinea l'importanza del coinvolgimento e dell'attenzione delle comunità. Le comunità, afferma, devono essere preparate e conoscere come comportarsi in caso di allerta. "Le radio sono solo strumenti. Sono le persone stesse che posso parlare della differenza tra la vita e la morte. Il fattore chiave per ridurre il rischio è di informare le persone al momento giusto. Ecco perchè il sistema radio è fondamentale."

Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/Docs/News/pr06/6206.asp

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
5 - 01 settembre 2006
Aceh, il sangue come dono di vita
di Teresita P. Usapdin, Banda Aceh
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

“Il dono più prezioso che potessi fare a mio fratello è una parte di me: il mio sangue”, dice Zukri mentre tiene stretta al petto una sacca di sangue di gruppo B positivo appena donato alla Croce Rossa indonesiana (PMI).


“Spero che il mio sangue salvi la sua vita”, aggiunge Zukri, visibilmente preoccupato per suo fratello più giovane, Jalmaludin, che soffre di anemia grave.

Zukri, 38 anni, impiegato statale, dice che questa è la prima volta che dona il suo sangue. “Mi sono reso conto dell’importanza di donare il sangue solo quando mio fratello ne ha avuto bisogno. Da oggi in poi, donerò regolarmente il mio sangue alla Croce Rossa, al fine di salvare altre vite umane”, aggiunge Zukri. “Dopo aver donato il sangue, mi sono sentito leggero e in pace con me stesso”.

All’ospedale Zainoel Abidin di Banda Aceh, il viso di Jamaludin si illumina mentre guarda il sangue di suo fratello fluire nelle sue vene.

Allungando la mano per toccare quella di Zukri dice: “Grazie fratello”.

Dal 1980, la Croce Rossa indonesiana è l’unico organismo autorizzato dal governo a raccogliere il sangue di donatori volontari, nonché di trattarlo, conservarlo e somministrarlo ai pazienti.

La Croce Rossa indonesiana è dotata di 188 unità trasfusionali in tutto il paese, tra cui 3 si trovano nei distretti di Banda Aceh, Aceh Utara e Aceh Timur, nella provincia di Aceh.

Quando nel dicembre del 2004 lo tsunami distrusse l’unità per il sangue di Banda Aceh, la sede centrale della Croce Rossa indonesiana inviò immediatamente un’apparecchiatura per il trattamento del sangue, donata dalla società privata Chevron e dal governo del Lussemburgo, per far fronte alle necessità di emergenza.


Subito dopo, la Croce Rossa australiana fornì un’unità mobile per ampliare il servizio regionale per il sangue.

Per rafforzare ulteriormente il programma per il sangue della Croce Rossa indonesiana, la Croce Rossa australiana, supportata dall’Agenzia Canadese per lo Sviluppo Internazionale (CIDA) in collaborazione con la Federazione Internazionale, costruirà un centro per la trasfusione del sangue ad Aceh, e fornirà anche l’attrezzatura necessaria: dai refrigeratori per la conservazione del sangue, alle centrifughe per la separazione dei componenti del sangue, quali i globuli rossi e bianchi, le piastrine e il plasma.

“Questo centro fornirà non solo servizi trasfusionali al pubblico, ma servirà anche come centro per la formazione delle riscorse umane”, afferma Karen Medica, responsabile dei servizi per il sangue alla Croce Rossa australiana. Inoltre, la Croce Rossa australiana invierà ad Aceh esperti medici cosicché i paramedici del luogo potranno essere addestrati all’uso della nuova tecnologia che verrà installata nel nuovo centro. La Croce Rossa australiana intende, inoltre, fornire furgoni mobili per raggiungere un numero maggiore di donatori volontari di sangue.

Delfina, tecnico medico che lavora presso l’unità trasfusionale della Croce Rossa indonesiana da più di 15 anni, sostiene che il centro del sangue e la nuova attrezzatura donata dalla Croce Rossa australiana sarà la pietra miliare nella storia del programma per il sangue della Croce Rossa indonesiana, che costituisce l’unica fonte di sangue per la gente di Aceh. “Non vedo l’ora che il nuovo centro del sangue venga costruito”.

Dr Muhammad, direttore dell’unità trasfusionale della Croce Rossa indonesiana della filiale di Banda Aceh, afferma che il nuovo centro del sangue, le relative attrezzature e i furgoni mobili permetteranno alla Croce Rossa indonesiana di aumentare progressivamente la promozione per la donazione volontaria di sangue e allo stesso tempo di garantire l’approvvigionamento di sangue sano e sicuro.

Secondo Dr Muhammad, esiste un gap enorme nella fornitura di sangue ad Aceh: in media solo cinque donatori si presentano ogni giorno per donare 250cc di sangue ciascuno.

“Con una media di 25-30 persone che necessitano di almeno 2 fino a 3 unità di sangue ciascuno ogni giorno, non riusciamo mai a farcela, almeno che il paziente non porti con sé un proprio donatore”, afferma Dr Muhammad.

“Il nostro obiettivo nell’ambito del servizio per il sangue della Croce Rossa indonesiana è quello di motivare la gente a donare il loro sangue volontariamente, al fine di salvare la vita di altri, indipendentemente dalla loro identità”, sottolinea Dr Muhammad

Per raggiunger questo obiettivo, la Croce Rossa indonesiana promuove e organizza la donazione volontaria di sangue presso le scuole e gli uffici, e durante eventi speciali ad Aceh. Inoltre, distribuisce volantini, affigge striscioni e diffonde annunci di interesse pubblico alla radio per aiutare a promuovere la campagna per la donazione del sangue. La Croce Rossa indonesiana offre un certificato ai donatori regolari per ringraziarli e premiarli per il loro contributo.

 Finora, il Club dei Donatori di Sangue (Blood Donors Club) delle filiali di Banda Aceh e Aceh Besar della Croce Rossa indonesiana conta 350-400 membri che donano il loro sangue regolarmente ogni tre mesi. Il Dr Muhammad afferma che raddoppieranno i loro sforzi al fine di reclutare un numero maggiore di donatori, specialmente giovani.

“Organizzeremo qualcosa simili a ‘Pledge 25’, iniziativa della Croce Rossa Nazionale delle Filippine, dove i membri di età compresa tra i 18 e 25 anni si impegnano a donare il sangue regolarmente, oppure, se non sono idonei, si impegnano a reclutare altri donatori.”

“Niente può sostituire il sangue. Non possiamo produrre sangue. Dobbiamo far diventare la donazione volontaria del sangue un modello di vita ad Aceh, affinché altre vite possano essere salvate”, sottolinea Dr Muhammad. “Più vite salviamo attraverso la donazione del sangue, più rispondiamo agli ideali umanitari del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa”.

http://www.ifrc.org/docs/news/06/06090101/index.asp

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

6 - 30 agosto 2006 Documento ufficiale di Philip Spoerri, Direttore Ufficio Legislativo del CICR

“Sperare rafforza la speranza”
Il CICR richiama l'attenzione sull'adozione della Convenzione Internazionale contro le sparizioni forzate

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

E' difficile convivere con l'incertezza. Il trascorre del tempo non porta alcun sollievo ne all'angoscia ne alla rabbia. Il 30 agosto, Giornata Internazionale degli Scomparsi, ricordiamo coloro che osno stati rapiti, detenuti in clandestinità, torturati e, in alcuni casi, uccisi. Paghiamo un tributo, anche, verso il coraggio delle famiglie rimaste all'oscuro della sorte dei loro cari. Cogliamo questa opportunità per riflettere sia possibile prevenire le sparizioni forzate in futuro.

I rapimenti sono un crimine secondo le norme internazionali sui diritti umani e, in situazioni di guerra, secondo le norme del diritto internazionale umanitario. Cancellare una l'esistenza di una persona equivale a cancellare la protezione offerta dalla legge ad ogni uomo e ad ogni donna indipendentemente dalla colpevolezza o innocenza. E' una violazione dei diritti della persona e della sua famiglia. Il danno di chi ha subito la privazione, che, come chi soffre per la perdita, continua a sperare per rafforzare la speranza, ha effetti gravi e a lungo termine, colpendo non solo gli individui ma le società al cui interno essi vivono.

Purtroppo, i rapimenti ordinati o supportati dagli Stati, detenzioni segrete ed uccisioni fuori legge non sono un argomento nuovo. Questi crimini sono stati commessi ripetutamente in tutti i continenti nella storia, e continuano ad essere commessi al giorno d'oggi. Secondo le Nazioni Unite, circa 50.000 sparizioni forzate sono state registrate a partire dal 1980 in oltre 90 paesi in tutto il mondo. Lo scorso anno, il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie ha richiesto a vari governi di indagare su 550 nuovi casi.

E finora solo pochi tra i responsabili di questi atti sono stati portati in giudizio. L'impunità o i malfunzionamenti della giustizia creano un clima sociale che non ripone fiducia nelle istituzioni e porta all'instabilità. Se le sparizioni forzate non vengono punite, il ricordo degli scomparsi rimarrà impresso nella memoria delle società dove tali atti non hanno trovato giustizia.

Le famiglie degli scomparsi in tutto il mondo hanno combattuto contro questa forma di impunità per tanti decenni. Hanno mantenuto viva la memoria dei loro cari chiedendo risposte, mentre allo stesso tempo erano impegnati ad impedire che si potessero verificare nuove sparizioni.

Una parte dei loro sforzi è stata la richiesta crescente di un trattato internazionale.

Dopo 25 anni di campagne portate avanti dalle famiglie, il nuovo Concilio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha approvato la Convenzione Internazionale per la Protezione di tutte le Persone dalle Sparizioni Forzate il 29 luglio 2006. Il Trattato sarà ora sottoposto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per l'adozione da parte degli stati membri. La nuova Convenzione contiene l'assoluto divieto di sparizioni forzate sia in tempo di pace che in tempo di guerra. Inoltre prevede che nessuna persona possa essere posta al di fuori della protezione assicurata dalla legge. Obbliga gli Stati a rendere le sparizioni forzate un crimine e ad adottare misure come la registrazione dei detenuti, il loro diritto di essere giudicati davanti ad un giudice ed il diritto di contattare la propria famiglia ed il loro avvocato. Più importante, stabilisce dei meccanismi internazionali per verificare che gli Stati si adeguino agli obblighi sanciti dalla Convenzione,e  che appelli urgenti possano essere utilizzati nel caso esista il sospetto di sparizioni forzate.

I pessimisti affermeranno che questa è l'ennesima convenzione e che non sarà abbastanza per combattere il fenomeno. Ma, nel corso degli anni, si è potuto osservare che lo sviluppo del Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani hanno esercitato un'influenza positiva che nessuno avrebbe potuto immaginare 50 anni fa. La regolamentazione esplicita dei diritti individuali e degli obblighi degli Stati contribuiscono a disegnare un chiaro confine tra la legge e gli atti arbitrari.

Il meccanismo di supervisione internazionale inoltre ha un certo impatto. Durante la prima sessione del nuovo Concilio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (giugno 2006), il Ministro degli Esteri cileno, Paulina Veloso, il cui marito è scomparso durante l' "Operazione Condor" nel 1977, ha testimoniato la sua fiducia nell'effetto di dissuasione che gli sforzi delle Nazioni Unite, congiuntamente con la condanna da parte della comunità internazionale, potranno avere nella riduzione del numero di sparizioni. "In questi momenti di solitudine e di ansia", ha dichiarato la Sig.ra Veloso di fronte al Concilio, "l'interesse della Commissione è stato di grande supporto per me, mi ha dato la forza di avere fiducia nelle persone, nei diritti umani e nella comunità che li difende."

Il Comitato Internazionale di Croce Rossa lavora senza sosta per fermare le sparizioni forzate. Per il CICR, la miglior salvaguardia per gli scomparsi nei conflitti armati è la ripetizione delle visite ai prigionieri di guerra ed il lavoro fatto per ristabilire e mantenere i legami famigliari. Lo scorso anno, i delegati del CICR hanno visitato circa 2.500 luoghi di detenzione in oltre 70 paesi, circa mezzo milione di detenuti hanno beneficiato di tali visite. Hanno inoltre seguito oltre 46.000 detenuti che erano stati già oggetto di visite ed hanno permesso lo scambio di oltre 100.000 messaggi personali tra i detenuti ed i loro famigliari.

Le richieste delle famiglie, che vorrebbero ottenere risposta ed i loro sforzi per mantenere viva la memoria di chi non c'è più, merita tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione. Perseverano nel tentare di riparare alle ingiustizie commesse e di prevenire la ripetizione di simili atti, cercando l'appoggio della Comunità Internazionale e dell'opinione pubblica. Questa nuova convenzione introdurrà misure forti e necessarie per prevenire le sparizioni forzate in futuro. Si prevede che sarà adottata a larga maggioranza dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che sarà ratificata da un ampio numero di Stati.

Tratta dal sito del CICR:
http://www.cicr.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/statement-missing-300806?opendocument

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

7 - 28.08.2006
Inondazioni in Sudan: le alluvioni stanno distruggendo le coltivazioni
Di Omar Valdimarsson (Nairobi) – Foto della Mezzaluna Rossa Sudanese
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

Circa 9000 famiglie che vivono nelle comunità lungo il Nilo e il Nilo Blu, in Sudan, hanno dovuto abbandonare, nelle scorse settimane, le proprie abitazioni per scampare alle inondazioni verificatesi nel paese. Più di 7000 case sono state completamente distrutte e altre 2000 hanno riportato gravi danni. Scuole, negozi e cliniche sono rimaste danneggiate dalle inondazioni ed estese porzioni di terreno coltivabile sono state sommerse. Nello stato di Kassala, ad est della capitale Khartoum, tutto il terreno destinato all’agricoltura è alluvionato e le coltivazioni sono state distrutte. Le scorte di cibo e di acqua potabile sono ormai in diminuzione.

Sono più di 400 i volontari della Mezzaluna Rossa Sudanese che stanno operando nelle zone colpite, assistendo le persone che, da un momento all’altro, si sono trovate prive del necessario per sopravvivere – e con poca speranza per il futuro.



La Federazione Internazionale, per conto della Mezzaluna Rossa Sudanese, ha emesso un appello preliminare per l’assistenza, chiedendo 491000 dollari. La Federazione aveva precedentemente destinato più di 180000 dollari del proprio Fondo di emergenza per il soccorso nei disastri al fine di avviare l’operazione.

Lo stato di Sennar, che si trova a sud di Khartoum verso il confine con l’Etiopia, ha riportato danni più gravi a causa delle alluvioni: sono rimaste completamente distrutte le abitazioni di 3100 famiglie. Le acque delle inondazioni scendono dalle colline etiopiche e stanno devastando i paesi del Corno d’Africa. Si teme che le inondazioni, che hanno già provocato un migliaio di morti in Sudan ed Etiopia, peggiorino nelle prossime settimane, quando sono previste piogge ancora più intense.



Scorrendo dall’altopiano etiopico, il Nilo blu e il suo affluente stagionale, il fiume Aldiner, attraversano lo stato di Sennar, i cui abitanti vivono soprattutto di agricoltura e rischiano quindi di essere vulnerabili a causa delle inondazioni annuali o improvvise. Quest’anno, le inondazioni sono state più gravi del normale e hanno colpito villaggi non considerati a rischio.

La capitale dello stato, Sinja, non è ancora stato colpita, ma la situazione potrebbe cambiare a causa delle previsioni meteo sfavorevoli. La parte orientale della città è protetta da una diga in terra alta due metri, che viene quotidianamente rinforzata. I volontari della Mezzaluna Rossa Sudanese controllano l’innalzamento delle acque e sono pronti ad intervenire qualora la situazioni peggiori.

Diverse delegazioni della Mezzaluna Rossa Sudanese dispongono di squadre di soccorso, che sono in stato di allerta; tali squadre sono composte da personale formato per le situazioni di inondazioni e le emergenze sanitarie.

Una di queste è la delegazione della Mezzaluna Rossa Sudanese di Sinnar, che fa parte dell’organizzazione per l’emergenza dello stato e ha specifiche responsabilità nel settore sanitario. I volontari di questa delegazione stanno lavorando senza sosta nelle operazioni di evacuazione, distribuendo oggetti essenziali, quali i teloni, e provvedendo al primo soccorso e al supporto psicologico. Inoltre, i volontari si occupano della gestione dei campi di accoglienza temporanei realizzati per ospitare gli sfollati, aiutando le persone a montare le tende, ad allestire le latrine e registrando i nuovi arrivati al campo.

La Mezzaluna Rossa Sudanese ha installato in ogni campo un’unità sanitaria in collaborazione con il dipartimento statale per la salute, e ha collocato cisterne gonfiabili con l’aiuto delle unità antincendio. Nei prossimi giorni, i volontari inizieranno una campagna di diffusione dei principi di educazione sanitaria e si impegneranno a promuovere una corretta igiene all’interno dei campi. Operazioni di disinfestazione sono già incominciate.

Mentre i volontari continuano a garantire i servizi essenziali, la direzione operativa per le catastrofi della Mezzaluna Rossa Sudanese - con l’apporto della delegazione della Federazione in Sudan, dei responsabili per i disastri delle organizzazioni a base regionale (le Squadre Regionali di Soccorso nei Disastri) e alcune Società Nazionali consorelle che operano nel paese – continua a valutare la situazione e a predisporre le attività di risposta, da parte della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, alla crescente emergenza. Sono in corso ulteriori attività di valutazione sul piano tecnico.


All’inizio, l’operazione prevedrà l’assistenza a 3000 nuclei famigliari selezionati (15000 persone) che vivono in quattro regioni – Khartoum, Sinnar, Kassala e Hamadab. L’assistenza comprenderà la fornitura di teloni, coperte, stuoie, taniche, sapone, compresse per rendere potabile l’acqua e reti per i letti trattate con prodotti insetticidi.

I volontari della Mezzaluna Rossa Sudanese continueranno le attività educative in materia di igiene e di sostegno psicologico alle persone colpite: in particolare, giocheranno con i più piccoli e cercheranno di dialogare con le madri per comprendere le loro storie ed esigenze.

 



Per sabato 26 settembre è previsto un volo, organizzato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (UNOCHA) con il governo sudanese, a cui parteciperà anche il direttore per le operazioni nei disastri della Mezzaluna Rossa Sudanese, per valutare l’entità delle inondazioni, dal momento che è previsto un innalzamento del livello del Nilo Blu. L’operazione di valutazione concernerà anche gli stati del Nilo Blu e di Sinnar.

 



Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06082802/index.asp





@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
8 - IX Giornata di Studio sul Diritto Internazionale Umanitario
“Armi Proibite e Diritto Internazionale:  la guerra nell'era della globalizzazione”
Caravaggio (BG) - 23 settembre 2006

Cari amici, certi di farVi cosa gradita, vi comunichiamo che il prossimo 23 settembre 2006 avrà luogo a Caravaggio (Bergamo)" la IX Giornata di Studio sul Diritto Internazionale Umanitario", il cui programma può essere visionato al seguente link: http://www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=332&Itemid=11

Chiediamo Cortesemente di darne la massima diffusione.
Le persone interessate a partecipare, possono inviare la loro adesione utilizzando il modello fax (si trova al link sopraccitato) , o la casella di posta elettronica Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Unitamente al convegno, verrà inaugurata anche una mostra tematica sulla Croce Rossa, utilizzando il materiale gentilmente messo a disposizione dall'Archivio Storico della CRI" di Bergamo.

Cordiali Saluti
Segreteria D.I.U. -  CRI Caravaggio
Vi aspettiamo
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@