n° 244 del 22 Aprile 2005
giovedì 21 aprile 2005

22 Aprile 2005
nr. 244
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.209 indirizzi e-mail


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1-CICR “Sudan : bollettino nr. 27 – 15 aprile 2005”
Ultimo rapporto delle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2-Revue Internationale de la Croix Rouge – Dicembre 2004, volume 86, nr.856
EDITORIALE
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

3-CICR Comunicato stampa No 05/17
17 marzo 2005
“Lo studio sul diritto consuetudinario migliora la protezione
giuridica delle persone colpite dai conflitti armati”
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

4-PADOVA – Manifestazione CIVITAS 6-7-8- maggio 2005
Presso i Padiglioni di Padovafiere
SABATO 7 maggio 2005 dalle ore 09:30-11:30 SALA 150
Tavola Rotonda "Advocacy neutralità e comunicazione quale percorso per la Croce Rossa"
Organizzato dalla Croce Rossa Italiana

Con la Partecipazione di Massimo Barra e Cornelio Sommaruga

5- Allegato
TORINO il 14 – 21 e 28 Maggio 2005 dalle ore 09.30 alle 13.00
“II Corso informativo di Diritto Internazionale Umanitario”
Sala Conferenze”H. Dunant” Comitato Provinciale CRI Torino

 

 


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1- CICR
Sudan : bollettino nr. 27 – 15 aprile 2005
Ultimo rapporto delle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

Situazione generale
La violenza nel Darfur ha continuato a disturbare le operazioni umanitarie in queste due ultime settimane. La situazione ostacola l’assistenza alle persone che non sono in grado di sostenere i propri bisogni essenziali diventando sempre più dipendenti dall’aiuto esterno.

In differenti luoghi del Darfur, aggressori non identificati hanno teso imboscate a diversi veicoli di organizzazioni umanitarie e si sono dedicati al saccheggio dei viveri e degli articoli di prima necessità che i veicoli trasportavano. Fortunatamente, nessuno ha perso la vita in occasione di questi avvenimenti.

Il CICR è profondamente preoccupato per l’aumento della frequenza di questo genere di incidenti. E’ essenziale seguire costantemente l’evoluzione delle condizioni di sicurezza, per mantenere l’accessibilità alle persone che vivono in zone isolate. Malgrado i limiti dovuti all’insicurezza, il CICR continua a distribuire gli alimenti e a sviluppare queste operazioni in qualche regione.

 

Corte penale internazionale
Il 31 marzo, il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha adottato la risoluzione 1563, demandando la situazione in Darfur al procuratore della Corte penale internazionale.

Il CICR fa parte delle organizzazioni che hanno sostenuto attivamente e salutato l’istituzione della Corte. Considera che le incriminazioni penali per violazioni del diritto internazionale umanitario sono un mezzo efficace per promuovere il rispetto e l’osservazione di questa branchia del diritto.

Incombe alle istanze politiche concernenti questo conflitto di determinare il modo con cui le infrazioni al diritto internazionale umanitario saranno trattate e stabilire chi deve assicurarne la responsabilità.

 

Preparazione alla semina
Il CICR progetta di distribuire sementi e utensili a circa 28.000 persone in vista del periodo delle semine che cominciano in giugno con l’inizio delle piogge. Questa cifra supera di 8.000 il numero dei beneficiari inizialmente previsti.

Le sementi e gli utensili sono selezionati con cura, conformemente i bisogni della popolazione e al tipo di suolo, nell’intento di assicurare il migliore utilizzo delle risorse. Le persone che ricevono sementi e utensili ricevono anche viveri, per ridurre il rischio di consumo delle sementi.

 

Da oggi a giugno il CICR avrà distribuito 180 tonnellate di miglio, 80 tonnellate di sorgo, 40 tonnellate di arachidi e 3 tonnellate di “gombos”.

La coltura del miglio e del sorgo è essenziale nel Darfur, poichè questi cereali costituiscono la base dell’alimentazione della popolazione. Oltre al loro utilizzo alimentare, le arachidi e il “gombos” possono essere commercializzati.

Attualmente, fabbri locali fabbricano una parte dei 130.000 utensili necessari alla preparazione della terra, alla sarchiatura e alla raccolta, questo contribuisce anche al sostegno dell’economia della regione.

 

Acqua e Salute
Il CICR ha riparato quattro pompe manuali per acqua nella regione di Thablit e nei villaggi di Ashaba e Dadi (Darfur del Nord). Circa 1500 persone ne hanno beneficiato e il livello generale di igiene è migliorata. A sud del Sudan, il CICR ha tenuto corsi di formazione nel settore dell’igiene e comunità di Mguei e Nyang.

 

Sicurezza economica
Il CICR continua ad assicurare la formazione di 150 responsabili della salute degli animali a livello comunitario. Queste persone lavorano per migliorare la salute del bestiame appartenente ai nomadi e ai pastori, per stimolare la sicurezza economica nelle zone rurali.

 

Aiuto ai nostri partners
Il CICR continua a sostenere e a lavorare in stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa Sudanese e altri partner del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Per esempio, ha recentemente fornito materiale di primo soccorso a cinque sezioni della Mezzaluna Rossa Sudanese in diverse regioni del Paese. In oltre, a Cabila (zona di El Genuina, ha aiutato la Società nazionale a mettere in piedi nuove attività, oltre al ristabilire i legami familiari

 

Dall’inizio del 2005 il CICR ha :

 

nel Darfur:

fornito acqua a sei campi per persone sfollate (153.000 beneficiari)
fornito acqua a zone urbane e riparato la rete di approvvigionamento dell’acqua in tre città (Katum, Gereida e El Geneida)
riparato 70 pompe manuali (70.000 beneficiari)
riparato ed equipaggiato tre pozzi (fino a 25.000 beneficiari)
distribuito 4.707 tonnellate di viveri a 328.684 persone

nel Sudan nell’intero paese:

raccolto 5.093 messaggi Croce Rossa e distribuiti 4.908
rinnovato e ammodernato le infrastrutture di cinque ospedali e dodici unità di cura di sanità primaria
sostenuto quattro ospedali e dodici unità di cura di sanità primaria fornendo loro farmaci, mettendo a loro disposizione squadre mediche per assicurare le consultazioni e operare i pazienti, e sviluppando i programmi di vaccinazione e di formazione.
tenuto 45 riunioni sul diritto internazionale umanitario, le attività del CICR e i principi del Movimento internazionale della Croce ossa e Mezzaluna Rossa, ai quali hanno assistito più di 2.330 persone, fra cui rappresentanti del governo, dei membri delle forze armate e delle forze di sicurezza, studenti universitari e “leaders” comunitari

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2-Revue Internationale de la Croix Rouge – Dicembre 2004, volume 86, nr.856
EDITORIALE
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

La Revue internationale de la Croix Rouge ha 135 anni, un’età venerabile. Ella testimonia la continuità dell’organizzazione alla vocazione internazionale la più antica, un’istituzione che ha portato assistenza e protezione a innumerevoli vittime dei conflitti armati. Ieri pubblicazione ufficiale e cronica delle attività internazionali del CICR, la Revue tratta oggi questioni giuridiche e di politica che competono all’azione umanitaria in periodo di conflitto armato.

 

La Revue ha per obiettivo il promuovere la riflessione sul diritto, la politica e l’azione umanitarie. Essa ha l’ambizione di essere in una volta una pubblicazione indispensabile per i legislatori e per chi prende le decisioni e si interessa all’azione umanitaria, e un riferimento per migliaia di universitari specializzati nel diritto e nelle politiche internazionali umanitarie. Per realizzare questi obiettivi, il CICR ha deciso di costituire un Comitato di Redazione multidisciplinare a larga partecipazione che si adopererà a rinforzare il carattere universale della pubblicazione, si impegnerà a allargare la sua portata e a preservare l’alta qualità. Il Comitato di Redazione ha tenuto la sua prima riunione a Ginevra nel settembre 2004 e ha adottato la seguente strategia editoriale:

 

Tutti i numeri prossimi della Revue saranno focalizzati su un tema specifico toccando il diritto, la politica e l’azione umanitaria rivestendo particolare importanza per i conflitti armati contemporanei. Un approccio multidisciplinare sarà incoraggiato e la pubblicazione rifletterà le opinioni di una largo ventaglio di settori specializzati esterni ma legati al diritto e alla politica umanitaria in periodo di conflitto armato ( ad esempio, gli aspetti storici, psicologici o sociologici del rispetto del diritto internazionale umanitario).
Gli articoli sul diritto internazionale umanitario saranno sempre la spina dorsale della Revue, il cui statuto di pubblicazione specializzata nel diritto internazionale umanitario sarà consolidata, specialmente attraverso gli articoli su questa branchia del diritto internazionale.
Inglese sarà la lingua ufficiale della Revue Internazionale de la Croix Rouge. Comunque, gli articoli redatti in arabo, cinese, francese, russo o spagnolo saranno anche accettati. Gli articoli selezionati che saranno scritti in una lingua diversa dall’inglese saranno tradotti per la pubblicazione nella Revue. Ino oltre, una selezione annuale di articoli presentati nella Revue saranno tradotti in altre lingue. Dando agli autori la possibilità di redigere i loro contributi nella lingua di loro scelta, Il Comitato di Redazione offrirà al lettore l’accesso ad un ventaglio più ampiamente rappresentativo di opinioni sugli aspetti esenziali del diritto e delle azioni umanitarie. Ciò contribuirà a rinforzare l’universalità della Revue.
La Revue potrà sempre essere consultata gratuitamente on line, cosa che permette di raggiungere un numero più ampio di lettori. Il formato e la grafica della versione cartacea e della versione elettronica saranno modificate.

Il primo numero della Revue Internationale de la Croix Rouge nuova formula sarà pubblicata nel marzo 2005. Sarà dedicata ad una delle attività esenziali del CICR ed avrà per tema la “Detenzione”. La detenzione nel quadro della lotta contro il terrorismo internazionale e la rimessa in questione del divieto della tortura sono i soggetti di grande attualità. Questo primo numero cercherà prima di tutto e soprattutto di mettere in luce fenomeni scarsamente considerati nel dibattito attuale, quali il crescente ricorso alla presa di ostaggi come metodo di guerra.

 

Il Comitato di Redazione ha definito, per i numeri seguenti, altri temi che si rapportano molto strettamente al diritto e alle azioni umanitarie. Fino al giugno 2006, la Revue avrà come tema la “Religione” (Giugno 2005), le “Armi” (Settembre 2006), la “Comunicazione” (Dicembre 2005), i “Tribunali internazionali” (Marzo 2006), i “Metodi di guerra” (Giugno 2006). Questi differenti temi sono presentati più in dettaglio nella sezione “Fatti e documenti” di questo numero.

 

Attraverso questa pubblicazione, il CICR intende promuovere la conoscenza e un’analisi critica del diritto, della politica e dell’azione umanitaria. Noi speriamo che la nuova strategia editoriale favorisca la comunicazione delle idee e delle convinzioni profonde, conducendo ad una maggiore protezione delle vittime dei conflitti armati.

 

 

 

 

3-CICR - DIVISIONE STAMPA
All’attenzione del Dipartimento per l’Informazione e del Dipartimento delle Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Oggetto: Studio sul diritto internazionale umanitario consuetudinario 05/1 – SN 05/19
N.S. NOTA INFORMATIVA: Studio sul Diritto internazionale umanitario consuetudinario
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Il 17 marzo, il CICR ha reso pubblico, a Ginevra, uno studio sul Diritto internazionale umanitario (International Humanitarian Law, IHL) consuetudinario frutto della collaborazione tra un consulente legale del CICR e di un professore di IHL domiciliato a Ginevra. Lo studio è il risultato di oltre otto anni di ampie ricerche condotte da numerosi esperti di tutto il mondo. Il CICR considera lo studio uno strumento importante per migliorare la protezione giuridica delle persone che soffrono a causa di conflitti armati.

 

Di seguito troverete un comunicato stampa e un documento Domande e Risposte

 

Alle 11:30 del 17 marzo, il CICR ha organizzato a Ginevra una conferenza stampa con i due autori dello studio. Si tratta di Jean-Marie Henckaerts, consulente legale del CICR, e Louise Doswald Beck, professore di Diritto internazionale presso il Graduate Institute of International Studies e direttore dell’University Centre for International Humanitarian Law.

 

Dal 17 di marzo, è anche possibile consultare i documenti supplementari sul sito Web del CICR. I link sono elencati in calce al comunicato stampa.

 

Nel corso del 2005, il CICR e le organizzazioni partner organizzeranno una serie di eventi pubblici in tutto il mondo per attirare l’attenzione su questo studio.

 

Per ulteriori informazioni, siete pregati di contattare Florian Westphal presso il CICR

 

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CICR Comunicato stampa No 05/17

17 marzo 2005

“Lo studio sul diritto consuetudinario migliora la protezione giuridica delle persone colpite dai conflitti armati”

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Ginevra (CICR) – Dopo oltre otto anni di ricerche, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha reso pubblico uno studio sul diritto internazionale umanitario consuetudinario applicabile durante i conflitti armati. Il presidente del CICR Jakob Kellenberger ha oggi presentato lo studio, pubblicato dalla Cambridge University Press, ai rappresentanti degli Stati durante un meeting presso la sede centrale dell’organizzazione, a Ginevra.

 

Attraverso l’identificazione di 161 norme di diritto internazionale umanitario consuetudinario, lo studio migliora la protezione giuridica delle persone colpite dai conflitti armati. “In particolare nel caso di conflitti armati non internazionali, per i quali il diritto dei trattati non è stato accuratamente sviluppato”, ha affermato Kellenberger. “Eppure è proprio nelle guerre civili che spesso si registrano le sofferenze peggiori. Lo studio dimostra chiaramente che il diritto internazionale umanitario consuetudinario applicabile ai conflitti armati non internazionali va al di là delle norme del diritto dei trattati. Per esempio, mentre il diritto dei trattati, che copre i conflitti armati interni, non proibisce esplicitamente attacchi a obiettivi civili, il diritto internazionale umanitario consuetudinario colma questa lacuna. Ciò che conta è che tutte le parti in conflitto (non solo gli Stati ma anche, per esempio, i gruppi ribelli) sono vincolate dal diritto internazionale umanitario consuetudinario applicabile ai conflitti armati interni”.

 

Oltre al diritto dei trattati, come le Convenzioni di Ginevra e i suoi Protocolli aggiuntivi, il diritto internazionale umanitario consuetudinario è la fonte maggiore di norme applicabili in tempi di conflitti armati. Mentre il diritto dei trattati si fonda su convenzioni scritte, il diritto internazionale umanitario consuetudinario deriva dalle prassi degli Stati così come sono espresse, per esempio, nei manuali militari, nelle legislazioni nazionali o nelle dichiarazioni ufficiali. Una norma viene considerata come norma vincolante di diritto internazionale umanitario consuetudinario se riflette una prassi diffusa, rappresentativa e uniforme a più Stati, i quali l’accettano come legge.

 

Alla fine del 1995, la Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha incaricato il CICR di eseguire tale studio. Le ricerche sono state effettuate dal personale giuridico del CICR e da un numero consistente di esperti rappresentanti di diverse regioni e sistemi giuridici, tra cui accademici e specialisti provenienti da diversi governi e organizzazioni internazionali. Gli esperti hanno riesaminato le prassi degli Stati di 47 paesi, così come le fonti internazionali, quali le Nazioni Unite, le organizzazioni regionali nonché i tribunali e le corti internazionali.

 

“Il CICR ha rispettato completamente la libertà accademica degli autori e degli editori dello studio”, ha affermato Kellenberger. “Il CICR considera lo studio una riflessione accurata dello stato attuale del diritto internazionale umanitario consuetudinario. Il CICR utilizzerà tale studio nella sua opera volta a proteggere e assistere le vittime dei conflitti armati in tutto il mondo. Mi aspetto, inoltre, che lo studio venga utilizzato anche da scolari e da esperti governativi quale base alle discussioni relative alle sfide attuali nei confronti del diritto internazionale umanitario”.

 

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:

Florian Westphal, CICR, Ginevra, tel. ++41 22 730 29 30 / ++41 79 217 32 26

 

Per un esame completo dello studio, si prega di visitare: http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/6AGK83
Per clip audio degli autori e editori dello studio, si prega di consultare: http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/audio_customary-law-0305
Lo studio è edito da Cambridge University Press. Per ulteriori informazioni e dettagli su come ordinare, si prega di visitare: www.cambridge.org/CIHL

 

 

 

Diritto internazionale umanitario consuetudinario:

Domande & Risposte

 

Uno studio di 5.000 pagine del CICR ha identificato 161 norme di diritto internazionale umanitario consuetudinario che offrono protezione giuridica alle vittime di guerra. Queste norme si fondano su prassi “diffuse, rappresentative ed effettivamente uniformi” a più Stati e, in quanto tali, sono state universalmente accettate come vincolanti.

 

1) Cos’è il diritto internazionale consuetudinario?

 

Sia il diritto dei trattati, sia il diritto internazionale consuetudinario sono fonti di diritto internazionale. I Trattati, come le Convenzioni di Ginevra del 1949, sono convenzioni scritte nelle quali gli Stati stabiliscono certe norme. Il diritto internazionale consuetudinario, d’altro canto, deriva dalle prassi degli Stati, espresse per esempio nei manuali militari, nelle legislazioni nazionali, nelle giurisprudenze e nelle dichiarazioni ufficiali. Una regola viene giudicata come consuetudine se riflette una prassi “diffusa, rappresentativa ed effettivamente uniforme” a più Stati e da essi accettata come legge.

 

2) Perché è stato effettuato uno studio sul diritto internazionale umanitario consuetudinario?

 

Le norme del diritto internazionale consuetudinario sono norme non scritte, perciò, al fine di determinarne l’esistenza, è necessario effettuare delle ricerche sulle prassi degli Stati. Per tale ragione, la 26esima Conferenza Internazione della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, tenutasi nel dicembre del 1995, ha chiesto al CICR di effettuare uno studio volto a identificare, e conseguentemente facilitare l’applicazione, di norme esistenti di diritto internazionale umanitario consuetudinario.

 

Pertanto, lo studio non crea norme addizionali di diritto internazionale umanitario, ma piuttosto fornisce una descrizione meticolosa delle norme esistenti di diritto internazionale consuetudinario.

 

3) Cosa va ad aggiungere il diritto internazionale umanitario consuetudinario alle norme esistenti?

 

Le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 sono state universalmente ratificate, mentre non lo sono stati altri trattati di diritto internazionale umanitario. Come nel caso, per esempio, dei Protocolli addizionali alle Convenzioni di Ginevra. Lo studio mostra, tuttavia, che un numero significativo di norme e principi contenuti in questi trattati sono consuetudini, come molte delle norme che disciplinano la condotta delle ostilità e il trattamento delle persone non o non più parte diretta alle ostilità. In quanto parte del diritto internazionale umanitario, queste norme e principi sono applicabili a tutti gli Stati indipendentemente alla loro adesione ai relativi trattati.

 

Inoltre, nonostante il fatto che molti dei conflitti armati contemporanei siano di natura non internazionale, il diritto dei trattati che copre tali conflitti rimane abbastanza limitato (in particolare, figura l’Articolo 3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra e al II Protocollo addizionale). Lo studio mostra l’esistenza di un numero importante di norme consuetudinarie di diritto internazionale umanitario che definiscono molto più dettagliatamente rispetto al diritto dei trattati le obbligazioni delle parti di un conflitto armato non internazionale. Questo è particolarmente vero nel caso delle norme che regolano la condotta delle ostilità. Per esempio, mentre il diritto dei trattati non proibisce espressamente attacchi a obiettivi civili nell’ambito di conflitti armati non internazionali, tale proibizione è stata invece posta in essere dal diritto internazionale consuetudinario.

 

Lo studio mostra anche come un ampio numero di norme consuetudinarie del diritto internazionale umanitario sia applicabile ai conflitti armati sia internazionale sia non internazionali. Pertanto, per l’applicazione di queste norme, la qualificazione di un conflitto come internazionale o non internazionale risulta irrilevante.

 

Infine, il diritto internazionale umanitario consuetudinario può anche risultare utile nel caso di coalizioni di guerra. I conflitti armati contemporanei spesso implicano una coalizione di Stati. E se gli Stati che formano una tale coalizione non condividono le stesse obbligazioni previste da certi trattati perché non hanno ratificato i medesimi trattati, il diritto internazionale umanitario consuetudinario rappresenta proprio quelle norme comune a tutti i membri della coalizione. Queste norme possono essere considerate lo standard minimo a cui affidarsi per l’elaborazione di norme comuni di combattimento o l’adozione di politiche che definiscono i bersagli militari.

 

4) Qual è l’importanza dello studio sul diritto internazionale umanitario consuetudinario per le vittime?

 

Il diritto internazionale umanitario consuetudinario colma alcune lacune nella protezione delle vittime di conflitti armati prevista dal diritto dei trattati. Queste lacune sono dovute alla mancata ratificazione dei relativi trattati o dalla mancanza nel diritto dei trattati di norme dettagliate sui conflitti armati non internazionali. Il vantaggio del diritto consuetudinario è dato dal fatto che non è necessario che uno Stato accetti formalmente una norma per esserne poi vincolato, purché nel complesso la prassi degli Stati su cui si fonda tale norma sia “diffusa, rappresentativa ed effettivamente uniforme” nonché accettata come legge.

 

Lo studio contribuisce ad assicurare una migliore conoscenza delle norme applicabili, in quanto identifica le norme del diritto internazionale umanitario consuetudinario. La consapevolezza relativa a queste norme da parte di coloro che sono tenuti ad applicarle migliore il rispetto per la legge. L’effetto combinato della conoscenza della legge e l’esistenza di possibili sanzioni, in particolare quelle applicate dalle corti nazionali e internazionali, permette al diritto internazionale umanitario di assicurare la protezione delle persone colpite dai conflitti armati.

 

5) Perché il diritto internazionale consuetudinario è vincolante?

 

Gli Stati riconoscono che i trattati e il diritto internazionale consuetudinario sono fonti di diritto internazionale e, in quanto tali, sono vincolanti. Questo fatto è documentato, per esempio, nello Statuto della Corte internazionale di giustizia.

 

Una dimostrazione pratica della natura vincolante del diritto internazionale consuetudinario è la sua applicazione da parte delle corti e dei tribunali nazionali e internazionali.

 

6) Chi è vincolato dal diritto internazionale umanitario consuetudinario?

 

In genere, lo scopo del diritto internazionale è quello di regolare i rapporti tra gli Stati ed è, quindi, per essi vincolante. Questo vale anche per il diritto internazionale umanitario, sia esso dei trattati o consuetudinario, in quanto regola i conflitti armati che nascono tra Stati.

 

Tuttavia, un aspetto particolare del diritto internazionale umanitario è dato dal fatto che alcune delle sue norme regolano i conflitti armati che hanno luogo tra uno Stato e un gruppo di opposizione armato o tra gruppi di quest’ultima natura. Di conseguenza, queste norme sono applicabili a tutte le parti di un conflitto armato non internazionale, siano esse uno Stato o un gruppo armato di opposizione. L’analisi della prassi degli Stati dimostra che molte norme di diritto internazionale umanitario consuetudinario applicabili ai conflitti armati non internazionali vincolano gli Stati, così come i gruppi di opposizione.

 

7) Se una norma viene ripetutamente violata, può essere ancora considerata parte del diritto consuetudinario?

 

Tutte le norme giuridiche, siano esse nazionali o internazionali, possono essere violate. Tuttavia, questo non implica che esse siano obsolete. Se una norma di diritto internazionale umanitario consuetudinario viene violata, ma tale violazione viene, in linea generale, condannata dagli altri Stati o negata dallo Stato implicato, questa prassi tende a rafforzare la norma piuttosto che indebolirla. Per esempio, malgrado vengano posti in essere attacchi a obiettivi civili, essi sono solitamente oggetto di critica e le parti accusate di tali attacchi, generalmente, negano i fatti o sollevano obiezioni sostenendo che gli attacchi non erano intenzionali. Questa condanna e giustificazione implicitamente riconosce la proibizione di attaccare i civili.

 

8) Come viene applicato il diritto internazionale umanitario consuetudinario?

 

In linea di principio, non c’è differenza tra l’applicazione del diritto dei trattati e del diritto internazionale consuetudinario, in quanto entrambi sono fonti dello stesso corpo di leggi.

 

Sono soprattutto i comandanti militari che hanno la responsabilità di assicurare che le loro truppe rispettino la legge. Nel caso di violazione, il diritto internazionale umanitario può essere imposto tramite mezzi diplomatici, con l’intervento di organizzazioni internazionali, per esempio, mediante provvedimenti addottati dal Consiglio di sicurezza delle NU. Un altro modo di far rispettare la legge è la sua applicazione da parte delle corti e dei tribunali nazionali e internazionali, per esempio i processi a cui vengono sottoposti gli individui responsabili di una violazione.

 

9) Com’è stato organizzato lo studio?

 

Lo studio comprende ricerche sulla prassi degli Stati così come vengono osservate nelle fonti nazionali nonché internazionali. Queste 161 norme sono state catalogate in sei Parti:

 

· Principio di distinzione

· Oggetti e persone specificatamente protetti

· Metodi specifici di guerra

· Armi

· Trattamento dei civili e delle persone hors de combat (fuori combattimento)

 

 

La pubblicazione è suddivisa in due volumi:

 

Volume I. Norme è un’analisi completa delle norme consuetudinarie del diritto internazionale umanitario applicabili ai conflitti armati internazionali e non internazionali. Delle 161 norme identificate, 159 si applicano ai conflitti armati internazionali e 149 si applicano ai conflitti armati non internazionali.

 

Volume II. Prassi contiene, per ciascun aspetto del diritto internazionale umanitario, un riassunto del diritto dei trattati e delle relative prassi degli Stati, tra cui relazioni sul comportamento delle parti di un conflitto armato, manuali militari, legislazione nazionale, giurisprudenza nazionale e dichiarazioni ufficiali, così come le prassi delle organizzazioni internazionali, delle conferenze internazionali e degli organismi internazionali giudiziari e quasi giudiziari.

 

Insieme, entrambi questi volumi contengono oltre 5.000 pagine. Lo studio è stato curato da Jean-Marie Henckaerts della Divisione giuridica del CICR e da Louise Doswald-Beck del Graduate Institute of International Studies e dell’University Centre for International Humanitarian Law. E’ pubblicato da Cambridge University Press ed è in vendita in quanto parte del loro catalogo.

 

10) In che modo è stata effettuata la valutazione della prassi?

 

Sono state condotti tre tipi diversi di ricerca:

 

Singoli esperti o team di esperti hanno eseguito ricerche sulle prassi degli Stati in quasi 50 paesi (9 in Africa, 15 in Asia, 11 in Europa, 11 nelle Americhe e 1 in Australasia) sparsi in tutto il mondo. Il Comitato direttivo dello studio, composto da 12 eminenti professori di diritto internazionale, ha selezionato i paesi basandosi su una rappresentazione geografica, nonché su esperienze recenti relative a differenti tipi di conflitti armati. Lo studio ha anche fatto ricorso ai manuali militari, alle legislazioni nazionali, alle giurisprudenze nazionali e alle dichiarazioni ufficiali di altri Stati non ancora oggetto di ricerche da parte di un esperto.

 

Inoltre, sei team di esperti hanno eseguito delle ricerche sulle fonti internazionali di prassi, concentrandosi su quelle parti dello studio sopra elencate.

 

Le ricerche sono state integrate da un’analisi degli archivi del CICR relativi a circa 40 recenti conflitti armati di tutto il mondo. In linea generale, questi conflitti sono stati selezionati in modo da coprire quei paesi non inclusi nelle ricerche sulle prassi degli Stati.

 

Le ricerche sono state condotte accuratamente, ma vista la natura dello studio, non possono essere considerate complete. Tali ricerche si sono concentrate principalmente sulle prassi relative agli ultimi 30 anni, al fine di assicurare che lo studio rifletta adeguatamente il diritto internazionale umanitario consuetudinario contemporaneo.

 

I risultati delle ricerche e le successive bozze dello studio sono state sottoposte al Comitato direttivo e riesaminate da un gruppo di esperti accademici e governativi invitati a fare osservazioni a titolo personale.

 

11) Da chi può essere utilizzato questo studio?

 

Lo studio può essere utilizzato da chiunque è interessato al diritto internazionale umanitario, tra cui accademici, organizzazione non governative e organizzazioni internazionali. Lo studio è particolarmente utile all’opera quotidiana svolta dagli organi giudiziari e governativi, che si trovano ad affrontare situazioni relative ai conflitti armati.

 

Lo studio può assistere le corti e i tribunali internazionali nello svolgimento del loro lavoro, visto che essi devono spesso esaminare le prassi degli Stati, al fine di determinare l’esistenza o meno di una norma di diritto internazionale umanitario consuetudinario concernente specifiche questioni che si trovano ad affrontare in un certo momento.

 

Lo studio può anche essere utile ai governi, in quanto offre una guida nel momento in cui si affrontano questioni relative al diritto internazionale umanitario.

 

Infine, gli avvocati militari possono utilizzare lo studio come materiale di riferimento nella stesura di manuali militari o norme di combattimento. Può, inoltre, essere utilizzato per l’analisi della legittimità di azioni militari specifiche.

 

12) In che modo il CICR intende utilizzare questo studio?

 

Il CICR intende utilizzare questo studio pienamente nella sua opera volta a proteggere e assistere le vittime dei conflitti armati in tutto il mondo. Esso farà riferimento a questo studio per ricordare alle parti di un conflitto le loro obbligazioni, in base al diritto internazionale umanitario, di rispettare le persone non o non più parte diretta alle ostilità.

 

Al fine di migliorare la consapevolezza del diritto internazionale umanitario consuetudinario, il CICR utilizzerà questo studio quale parte dei suoi sforzi consueti diretti a far familiarizzare gli Stati, le forze armate, i gruppi armati di opposizione e la società civile al diritto internazionale umanitario. Come primo passo, il CICR e le istituzioni partner organizzeranno una serie di eventi lancio rivolti a esperti legali e a rappresentanti di Stato in tutte le parti del mondo.

 

 

 
4-PADOVA – Manifestazione CIVITAS 6-7-8- maggio 2005


Presso i Padiglioni di Padovafiere
SABATO 7 maggio 2005 dalle ore 09:30-11:30 SALA 150
TAVOLA ROTONDA "ADVOCACY NEUTRALITÀ E COMUNICAZIONE
QUALE PERCORSO PER LA CROCE ROSSA"
A cura di: Croce Rossa Italiana
Moderatore: Massimo Barra - Vice Presidente della Federazione
Internazionale delle Società della
Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Cornelio Sommaruga - Caux, Svizzera - Presidente di Iniziative Internazionali
Carlo Fumian - Università di Padova - Docente di Contemporanea
Monica Maggioni - Giornalista e Inviata di Guerra del Tg1

Roberto Salvan - Unicef - Direttore Generale dell'unicef Italia

La manifestazione CIVITAS dura tre giorni ed il programma completo è a questo link
http://civitas.iks.it/xpcivitas/web/xcms/contenuti/erwer/Bozza%20programma

 

Programmi dettagliati giorno per giorno al link http://civitas.iks.it/xpcivitas/web/ita/expo.jsp