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nr. 549 del 16 Dicembre 2017
martedì 19 dicembre 2017

16 Dicembre 2017

nr. 549

 

 

Nota augurale

Fra un paio di settimane sarà Natale, un Natale di rinascita per questa newsletter. La vita porta a crisi e cambiamenti, anche il Caffè ha vissuto questo, ma ora è qui ed insieme guardiamo avanti nell'impegno di portare di tanto in tanto, senza una scadenza precisa, delle note tratte, come d'abitudine, dai siti web internazionali  della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ci saranno anche notizie di Storia e di Diritto Internazionale Umanitario come articoli o avvisi di convegni, congressi e giornate di studio.

Segnalo una mostra da non perdere a Trento, ma c'è tutto il tempo... ma spesso quando c'è molto tempo è il belo che ce la si fa scappare. E' alle Gallerie di Piedicastello, nella Galeria nera si intitola "L'ultimo anno 1917 1918"   sono 300 metri di mostra pazzesca sull' ultimo anno della Prima Guerra Mondiale, allestita in un modo fantastico, in posto unico ed originalissimo.  Ragazzi... da vedere assolutamente.

L'augurio da parte mia, di Valter, di Barbara e da chi, in futuro,  si unirà a noi nella gestione del Caffè, è che sia un Buonissimo Natale che prende per mano un Felice Anno Nuovo a chiunque legga e alla sua famiglia.

Un abbraccio  

M.Grazia


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Tratto dal sito del www.cicr.org

Comunicato stampa  11 dicembre 2017

Il numero delle famiglie separate da un conflitto, dalla violenza o da una catastrofe naturale ha raggiunto un livello record negli ultimi 5 anni

Traduzione non ufficiale dall’originale in lingua francese da M.Grazia Baccolo 

https://www.icrc.org/fr/document/le-pire-cauchemar-de-tous-les-parents   

Il numero delle famiglie separate da un conflitto, da una situazione di violenza, da una catastrofe naturale non è stato mai così alto da cinque anni, secondo i dati raccolti dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Fra il 2012 e il 2016, si è così registrato un un aumento di quasi il 90% di nuovi casi di persone che hanno fatto appello all'Istituzione (il CICR) per aiutarli a ritrovare i propri cari e nel solo anno 2016 sono stati aperti 18.000 nuovi casi.

Tuttavia, questa è solo la punta dell'iceberg, afferma il CICR. In effetti, la raccolta di dati precisi è insufficiente, il numero di famiglie disperse è indubbiamente molto più alto. Questa comunicazione  coincide con il lancio di una nuova campagna natalizia dell'istituzione, che fa eco all'angoscia generata da una separazione familiare in un video struggente di 1 minuto e 31 secondi:

Il peggior incubo di tutti i genitori

 https://www.youtube.com/watch?v=fjCUIRot_lM 

L'inizio del video, in una telecamera a circuito chiuso, è una ricostruzione. Ma le scene delle famiglie che si ritrovano dopo anni di separazione sono molto reali.

Riproducendo le immagini di filmati della videosorglianza, il film presenta i parenti in luoghi familiari, come negozi affollati o uno zoo. Trascrive la sensazione di panico di queste madri, padri o nonni che perdono di vista, per un istante, i loro figli o nipoti e mostra i loro disperati sforzi per ritrovarli. Questa temporanea lontananza è paragonata agli anni di separazione sopportati da migliaia di famiglie in tutto il mondo. Ci sono anche alcune toccanti scene di riunificazione facilitate dal CICR.

Il CICR invita il pubblico a condividere il video per sensibilizzare e fare una donazione per sostenere l'azione vitale che sta svolgendo per riunire le famiglie in questo momento speciale e anche nel resto dell'anno.

"Perdere un figlio è il peggior incubo di ogni genitore, ma per le famiglie colpite da conflitti, violenze o disastri naturali, è una dolorosa realtà ch si può prolungare per anni. I conflitti sono sempre più lunghi e il mondo oggi sta affrontando il più grande spostamento di popolazione dalla Seconda Guerra Mondiale. Fattori questi che aumentano il rischio di perdere il contatto con la propria famiglia ", ha detto Matt Clancy, portavoce del CICR.

"Riunire le famiglie è importante per la nostra missione umanitaria nello stesso modo del fornire acqua, cibo o riparo. Si tratta di dare dignità a queste persone e ripristinare i contatti con i loro cari. Soprattutto perché il diritto internazionale riconosce alle famiglie il diritto di riunirsi in situazioni di conflitto armato. "

Il CICR sta lavorando per combattere questo problema facilitando il ricongiungimento familiare. Per oltre 100 anni, in collaborazione con i suoi partner nel Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, il CICR fa di tutto per aiutare i membri delle famiglie separate a ritrovarsi l'un l'altro. I legami possono essere ristabiliti con una lettera o una telefonata, oppure le persone possono essere riunite per sempre, come nel video.

Per approfondire la materia e per sostenere il CICR, consultate queste pagine:

Riunire le famiglie separate da un confitto

Persone scomparse https://www.icrc.org/fr/guerre-et-droit/personnes-protegees/personnes-disparues

Ristabilire i legami familiari https://www.icrc.org/fr/nos-activites/retablissement-des-liens-familiaux

 

Informazioni complementari

Juliette Ebele, CICR Genève, tél. : +41 79 949 35 12

Matt Clancy, CICR Genève, tél. : +41 79 574 15 54

 

Note di redazione

Donne e bambini

- Circa 15.000 donne sono attualmente scomparse, ovvero più del doppio di 5 anni fa.

- L’anno scorso, il CICR ha ricevuto più di 5000 nuove richieste di ricerca di donne fatte dai membri della loro famiglia.

- Più di 7.000 ragazze sono attualmente scomparse. Il CICR ha aperto 2.000 pratiche lo scorso anno e segnala un aumento dell'80% in questo tipo di casi negli ultimi cinque anni.

- Più di 15.000 bambini sono attuelmente scomparsi, E’ circa 3 volte di più del numero dei casi notificati dal CICR nel 2012.

- Nel 2016, circa 6.500 famiglie hanno fatto appello al CICR per aiutarle a ritrovare i loro bambini.

 

 Attività generali

In questi ultimi 5 anni, il CICIR ha:

-          Permesso ai membri delle famiglie separate di scambiarsi più di mezzo milione di messaggi

-          Offerto più di 2 milioni di telefonate

-          Riunito più di 7000 famiglie

-          Trasferito più di 7000 salme

-          Emesso più di 20.000 documenti di viaggio

-          Consegnato più di 100.000 attestazioni di detenzione.

 
nr. 548 del 11 Dicembre 2017
martedì 12 dicembre 2017

11 Dicembre 2017

nr. 548

 Tratto dalla Rivista Red Cross Red Crescent nr.2 – 2017
UNA CRISI DENTRO L’ALTRA
Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri dall’originale spagnolo
http://www.rcrcmagazine.org/2017/10/una-crisis-dentro-de-otra/?lang=es
 UNA CRISI DENTRO L'ALTRA  
La Somalia soffre una crisi per la siccità che si aggiunge alla guerra e alle infrastrutture indeguate.
Questa emergenza complessa crea molti problemi all’azione umanitaria.
I fiumi hanno cominciato a prosciugarsi per la mancanza di piogge ed il raccolto è andato perduto all’inizio di quest’anno. La situazione ha costretto la popolazione, che sopravvive grazie all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, ad avvicinarsi ai fiumi e ai centri urbani.
“Dei 300 animali che avevo, oggi me ne rrimangono solo 30, gli altri sono morti durante la siccità” racconta Abdullahi, il cui reddito dipende dalla vendita del bestiame.
Non può vendere e nemmeno sacrificare gli animali che gli rimangono perchè sono molto debilitati, l’uomo ha dovuto traslocare con la sua famiglia 25 chilometri più a nord della città di Garowe, dove spera di vendere la sabbia di un letto di un fiume vicino per mantenere la famiglia.
Il periodo di siccità è continuato e ha portato la popolazione sull’orlo della carestia, la situazione ha obbligato le organizzazioni umanitarie ad intensificare la loro azione per evitare un disastro simile a quello che si ebbe nel 2011, quando, secondo le fonti ufficiali, più di 250.000 persone persero la vita a causa dell’estrema povertà. “La gente soffre ovunque e la dura realtà è che tutti necessitano di aiuto” dice Dusan Vukotic, coordinatore del CICR per i programmi di soccorso in Somalia.
Dopo l’inizio della stagione delle piogge (le cosiddette piogge “gu”) che va da maggio a giugno, molte zone della Somalia seguivano ad essere flagellate dalla siccità, mentre altre zone iniziavano a subire l’effetto delle inondazioni improvise che di solito si verificano durante la stagione delle piogge brevi (le  cosiddette piogge “haga”) che va da luglio a settembre.
In molte zone i contadini hanno iniziato a coltivare ancora una volta la loro terra. Ma anche se le piogge dovessero essere sufficienti, non si potranno eliminare le persistenti difficoltà che la popolazione ha dovuto subire negli ultimi mesi. Secondo i dati raccolti dalla Mezzaluna Rossa somala, i casi di malnutrizione tra i bambini seguono ad aumentare così come le malattie trasmesse per l’acqua sporca, come per esempio il colera che è in aumento.
Senza il reddito proveniente dall’agricoltura o dal bestiame, molte persone stanno andando in rovina.
Pertanto, le organizzazioni umanitarie hanno attuato senza alcun riposo il loro lavoro di emergenza.
La crisi ha imposto loro uno sforzo intenso e diligente con l’unico obiettivo di continuare a salvare vite e offrire alle persone la possibiltà di avere un pò di respiro quando la siccità dà tregua.     

UN INTERVENTO COMPLESSO E COMPLEMENTARE
Tuttavia un intervento in una situazione così complessa come quella che esiste in Somalia, non è un compito facile.
Per fortuna la Mezzaluna Rossa somala e altri partner del Movimento sono attivi nel paese da molto tempo e quindi saranno in grado di effettuare un intervento complementare durante il periodo della siccità.
Il CICR, per esempio, ha nove uffici in Somalia, 6 dei quali con capacità di immagazzinamento.
Il CICR sostiene 76 centri sanitari della Mezzaluna Rossa somala, oltre 40  ambulatori mobili, 4 ospedali e 2 centri di stabilizzazione a Biadoa e Kismayo. Supporta anche 20 centri di assistenza sanitaria primaria, 8 cliniche mobili della Mezzaluna Rossa e 19 centri terapeutici ambulatoriali.
La Federazione internazionale e le Società nazionali associate forniscono supporto agli ambulatori mobili della Mezzaluna Rossa somala e, dagli uffici della Federazione internazionale nel Somaliland, si organizzano attività in materia di bonifica dell’acqua, servizi igienico-sanitari e igiene e si forniscono articoli di soccorso. E, tra le altre cose, è stato anche istituito un centro per il trattamento del colera.  
Questo tipo di azione complementare - ossia, ogni componente interviene in varie parti del paese - ha permesso aI CICR, alla Federazione Internazionale e alla Mezzaluna Rossa somala di fornire assistenza a oltre 1 milione di persone durante la crisi.
Il coordinamento è essenziale in situazioni complesse di emergenza, anche se il compito diventa più complicato, specialmente quando gli scontri ostacolano o impediscono l’aiuto alla popolazione.  
“Sia i donatori che gli operatori umanitari sono stati impegnati a fornire sin dall’inizio una risposta globale” afferma Daniel O’ Malley, vice capo della delegazione CICR in Somalia con sede a Nairobi, in Kenya.
“Detto questo, continuiamo a sperimentare le solite limitazioni in materia di coordinamento, cosa comprensibile data la grandezza delle operazioni e il gran numero di partner umanitari coinvolti.”
 
UNA CORSA CONTRO IL TEMPO
La logistica è stato un altro problema per gli attori umanitari in Somalia. “Dopo 30 anni di conflitto, le infrastrutture del paese sono state devastate.” Continua.
L’urgenza di contenere la malnutrizione e l’epidemia di colera, così come l’estrema necessità di immagazzinare l’acqua, ha comportato il trasporto da Ginevra e da Nairobi delle attrezzature necessarie per riparare l’infrastruttura di base in Somalia.
Le pompe situate nei pozzi di perforazione hanno cominciato a rompersi perchè hanno funzionato per un periodo più lungo del normale. E si è dovuto comprare decine di pompe e di generatori per assicurare una maggiore quantità di acqua, bene vitale per le persone afflitte dalla siccità. Oltre a riparare i pozzi, i collaboratori nazionali del CICR hanno costruito a mano altri pozzi e hanno installato serbatoi aperti per la riserva e abbeveratoi temporanei per il bestiame.  
Comunque, anche le operazioni  fondamentali e urgenti, come il trasporto dei beni di prima necessità, sono state costose e talvolta difficili da conseguire a causa di una serie di fattori come la limitazione dei regolamenti sulle importazioni, la grande burocrazie nei paesi per i quali deve passare l’aiuto, le barriere di controllo poste dai gruppi armati, la generale necessità di effettuare percorsi più lunghi a causa di problemi di sicurezza e metereologici.
Nonostante le difficoltà, il CICR è riuscito a consegnare 440 camion di assistenza e trasportare le forniture mediche per via aerea in diverse parti della Somalia. Inoltre, sono state acquistate due barche per raggiungere le comunità isolate Bantu nelle isole Bajuni, questo ha facilitato e ridotto il prezzo delle valutazioni e del monitoraggio tra queste comunità. “Le barche sono state donate alla Mezzaluna Rossa somala per rendere meno cari i viaggi alle isole Bajuni” dice Gunther Kreissl, coordinatore delle attività logistiche del CICR in Somalia. “Durante la stagione dei monsoni, le barche arrivano al porto di Bosasso da Mogadiscio lentamente e il trasporto marittimo è molto caro.” Assicura l’uomo e aggiunge anche che alcune imbarcazioni più piccole, utilizzate normalmente dal CICR, non navigano durante la stagione dei monsoni perchè è pericoloso.
 
INTERVENTI IN DENARO
Allo stesso tempo, il sostegno fornito dal Movimento alla Mezzaluna Rossa somala ha permesso di sfruttare le nuove tecnologie e le novità nella fornitura di assistenza come per esempio i servizi bancari e la raccolta di dati tramite i telefoni cellulari, un’ottima cosa, dato il costante movimento di persone in cerca di cibo, acqua e qualsiasi forma di sostentamento.
Grazie all’utilizzo della tecnologia mobile per la raccolta dei dati epidemiologici e la registrazione e il monitontaggio dei beneficiari a cui vanno gli aiuti, i volontari della Società Nazionale sono stati in grado di raccogliere, analizzare, supervisionare e comunicare i dati in una maniera precisa e tempestiva come mai era avvenuto prima.
Tuttavia, il processo non è semplice, poiché implica la raccolta di molti tipi di dati in una vasta area in cui i volontari affrontano vari ostacoli per raggiungere le persone che hanno bisogno di aiuto.  
D'altra parte, i trasferimenti di denaro tramite i sistemi bancari telefonici erano stati già utilizzati molto prima dell'attuale siccità, la cosa ha permesso ai partner della Mezzaluna Rossa somala e al Movimento di fornire un supporto vitale a migliaia di persone.  
Nei luoghi in cui i mercati funzionano, gli interventi attraverso la consegna di denaro, hanno permesso di rivitalizzare il commercio locale, anche se in misura minore e di aumentare la resilienza locale. Ma per essere in grado di mantenere aperti i mercati o di rinvigorirli con denaro contante, è fondamentale che le persone si sentano sicure anche di fare i viaggi più brevi.
Nei luoghi dove non c'erano le reti telefoniche o i beneficiari non volevano dare i loro numeri di telefono, venivano distribuiti tagliandi, che "selezionati fornitori di servizi finanziari cambiavano con denaro in contanti", spiega Martin Kenny, specialista del CICR in donazioni in denaro e mercato per la Somalia.
 

LAVORARE INSIEME
 
I trasferimenti di denaro sono diventati una piattaforma per migliorare il coordinamento, dal momento che molte organizzazioni, così come le banche del settore privato e le società di telecomunicazioni, collaborano per creare sistemi unificati e di facile utilizzo per i beneficiari.
Ma ci sono ancora molti ostacoli che impediscono un buon coordinamento. Secondo alcune persone intervistate per questo report, il sistema di comitati permanenti tra i vari gruppi tematici non è stato ancora pienamente attivato in Somalia, pertanto la comunicazione e il coordinamento tra tutti i settori dell'assistenza umanitaria potrebbero essere migliorati.
Nell'ambito del sistema di gruppi tematici, le organizzazioni di soccorso lavorano insieme per condividere informazioni e coordinare le loro attività in specifici campi di interesse, come l'alloggio temporaneo o la salute.
In Somalia, alcuni gruppi tematici, sono più attivi di altri. In alcuni casi, il CICR ha tenuto colloqui bilaterali con diversi di loro per condividere i siti di distribuzione di cibo. In questo modo, sono state evitate le duplicazioni sul campo e si è prestata attenzione a garantire che l'assistenza raggiungesse il maggior numero possibile di persone e che fossero soddisfatte le esigenze meno ovvie ma urgenti.
Allo stesso tempo, i canali di comunicazione in Somalia non sono sempre disponibili, la cosa complica ulteriormente gli sforzi di coordinamento.
Fortunatamente, il Movimento è stato attivo nel paese per molto tempo e la comunicazione con i principali stakeholder e gruppi con influenza sugli eventi, compresi gli attori armati, è andata avanti per molti anni, la situazione ha contribuito a far si che il lavoro del Movimento è stato accettato meglio in molte aree.
Tuttavia, finché non si raggiungerà una stabilità a lungo termine nel paese, gli sforzi per raggiungere i miglioramenti necessari su larga scala nei settori dei trasporti, dell'agricoltura e della salute in Somalia, continueranno a essere limitati. Solo rafforzando la capacità di resilienza del paese, la popolazione somala sarà in grado di fronteggiare le future siccità.
 
UNA MORTE IMPROVVISA
Traduzione non ufficiale di M.G.Baccolo dall’originale francese
http://www.rcrcmagazine.org/2017/10/crise-sur-crise/?lang=fr  
Nel centro di trattamento del colera a Baidoa, i pazienti gravemente colpiti  sono numerosi e devono essere installati nei corridoi. All'esterno è stata allestita una tenda supplementare per accogliere i pazienti, molti dei quali sono bambini. Sono parecchi coloro che trascorrono la notte all'aperto. E' questo uno dei centri di trattamento supportati dal CICR. Sempre riguardo a questa epidemia, il CICR ha anche aiutato, per breve tempo, il centro di assistenza Baardheere e un centro in Kismayo fino a quando il numero di pazienti è diminuito ed il centro è stato chiuso. Questi centri hanno permesso di curare circa 7000 persone, tra cui una buona metà sono bambini.  
Questi centri hanno svolto un ruolo fondamentale perché il colera può esaurire rapidamente le risorse dei bambini. "Il colera si installa brutalmente e può causare rapidamente la perdita pericolosa di liquidi", spiega Ana Maria Guzman, capo del programma salute del CICR in Somalia. "L'obiettivo è sostituire i liquidi persi utilizzando una semplice soluzione di reidratazione".
Senza la reidratazione, circa la metà delle persone colpite muore. Con il trattamento, il numero di morti scende a meno dell'1%.  
Nel frattempo, i volontari della Mezzaluna Rossa in Somalia effettuano visite a domicilio per esortare le persone  ad adottare comportamenti corretti in tema di igiene: essi mostrano agli abitanti  come lavarsi le mani e altri modi per evitare le malattie infettive. Distribuiscono loro pastiglie per la purificazione dell'acqua.  
Tuttavia, la situazione in molte zone, tra cui nei campi per gli sfollati, è tale che il rischio di infezione rimane alto. "L'accesso all'acqua potabile e le condizioni di stoccaggio dell'acqua sono ben lungi dal soddisfare gli standard minimi, e molti sfollati hanno un accesso all'acqua estremamente limitato", sottolinea Nicolas Boyrie, delegato di soccorso della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FIRC). "Inoltre, in alcuni casi, l'acqua a cui essi hanno accesso è contaminata."

 
Nr° 547 del 20 novembre 2017
lunedì 20 novembre 2017

20 Novembre 2017

nr. 547

Contenuto:

1-   a Firenze - Sabato 9 dicembre 2017 ore 11,00

presso il Circolo Unificato dell’Esercito in Via della Scala, 68 Firenze

Presentazione del Volume "L'affondamento della R.N. Ospedale Po" (Baia di Valona, 14 marzo 1941)” di Maria Enrica Monaco Gorni e Giorgio Ceci della Casa Editrice Tassinari.

Comunicato da Maria Enrica Monaco

2-

Dalla Rivista Red Cross Red Crescent nr. 2 – anno 2017

“CAVALCANDO L’ONDA DEL FUTURO”

Traduzione non ufficiale di Barbara Di Castri


1-

a Firenze - Sabato 9 dicembre 2017

presso il Circolo Unificato dell’Esercito Via della Scala, 68 Firenze  ore 11,00

Presentazione del Volume "L'affondamento della R.N. Ospedale Po" (Baia di Valona, 14 marzo 1941)” di Maria Enrica Monaco Gorni e Giorgio Ceci della Casa Editrice Tassinari.

Comunicato da Maria Enrica Monaco

Questo libro ci ripropone uno dei drammatici affondamenti: " Il 14 marzo 1941, nella Baia di Valona, la R. Nave Ospedale "Po" con 240 persone a bordo, tra cui sette crocerossine, venne affondata. Oltre 200 persone dell'equipaggio furono salvate; tre crocerossine, persero la vita nell'adempimento del loro dovere: Maria Federici, Wanda Secchi e Ennia Tramontani. La quarta vittima, Gina Giovesi Medaglia morirà dopo del tempo a seguito delle conseguenze dell'affondamento. Queste crocerossine furono le prime vittime rosso-crociate della Seconda Guerra Mondiale. La Presidenza della Croce Rossa fece intitolare tre Ospedali CRI della Regione Toscana in loro ricordo: ad Arezzo, a Lucca e a Grosseto. Moltissime le cerimonie in loro ricordo in tutta Italia, i nomi delle crocerossine decedute furono incisi in una lapide di pietra serena nella cappella della Casa di riposo delle Infermiere Volontarie a Firenze "Villa Belvedere". Una storia assolutamente attuale questa, in quanto solo nel 2010 il relitto della Nave è stato trovato ancora intatto nella Baia di Valona, a trentasei metri di profondità, ancora in perfetto assetto di navigazione. Una lunga e complessa ricerca questa di Maria Enrica Monaco Gorni e Giorgio Ceci, condotta nei principali Archivi di Croce Rossa e della Marina Militare di Roma, un importante recupero di memorie grazie al quale possiamo ricostruire esattamente cosa accadde quella notte e far sì che questa pagina di storia non venga più dimenticata.

S.lla Monaco M.Enrica


2-

Dalla Rivista Red Cross Red Crescent nr. 2 – anno 2017

“CAVALCANDO L’ONDA DEL FUTURO”

Traduzione non ufficiale di Barbara Di Castri

Prevedere le tendenze future non sempre consiste nel predire gli eventi o le conseguenze particolari ma essere sempre preparati per rispondere all’imprevedibile.

Immaginiamoci di cavalcare sul surf un’onda gigantesca che avanza velocemente senza sapere in che punto si infrangerà, potrebbe succedere che un vento marino riduca la sua cresta oppure una secca la faccia infrangere prima del previsto.

Non è male sapere qualcosa sui venti dominanti e le secche. Però alla fine la destrezza con cui noi ci manteniamo in equilibrio sulla tavola non dipende dal fatto di sapere esattamente come e quando l’onda si infrangerà ma nell’avere l’agilità, la conoscenza e l’esperienza per reagire a quello che ostacola il nostro cammino.

Per gli operatori umanitari mantenersi aggiornati sulle tendenze in costante evoluzione è un poco come saper cavalcare quell’onda.

Per quanto possiamo conoscere bene alcune tendenze, la temperatura dell’atmosfera continuerà ad aumentare, i cicli di siccità e di alluvioni si intensificheranno, la tecnologia continuerà a trasformare profondamente le nostre vite e non sappiamo ancora come queste dinamiche così complesse si verificheranno e  interagiranno fra loro.

Gli operatori umanitari non sono gli unici a provare incertezza verso il futuro. La maggior parte dei pensatori, dei guru della tecnologia, degli analisti della finanza  sono tutti d’accordo su alcuni concetti base: il ritmo del cambiamento aumenterà, la rete di interconnessioni che definisce la vita moderna diventerà ancora più complessa e nessuno sa con esattezza dove ci porterà questa onda.

Aumenterà o diminuirà la differenza fra ricchi e poveri?

Scompariranno i soldi di carta?

Cambieranno i centri di influenza di capitali e del commercio ?

Che dimensioni potranno raggiungere le città del mondo?

Quando diverrà realtà un viaggio spaziale?

Che cosa significherà per gli esseri umani l’ascesa dell’intelligenza artificiale e la robotica?

Quali potranno essere gli sviluppi dell’ingegneria genetica nelle piante, negli animali e negli esseri umani?

Quale sarà l’aspettativa di vita  fra 30 anni?

Quale sarà il futuro della guerra?

Di quali sviluppi beneficeremo nella produzione di energia e di alimenti?

Un futuro incerto.

A queste domande ci sono già alcune risposte in quello che sta succedendo. Per esempio per quanto riguarda la domanda sul denaro: secondo uno studio recente si è visto che l’80% delle persone che vivono in alcune zone urbane della Cina già non utilizzano i contanti. Tutto si realizza elettronicamente attraverso i telefoni cellulari. In alcune zone dell’Africa rurale le statistiche rivelano una tendenza simile.

E che dire delle cosiddette “macchine pensanti”? Sono forme primitive di intelligenza artificiale che già svolgono un ruolo importante nella nostra vita quotidiana, in casa, in automobile quando usiamo il telefono.

Ogni volta che facciamo un acquisto o una ricerca su internet, per esempio, i computer seguono il percorso di queste nostre attività, poi utilizzano formule matematiche complesse per definire il profilo dei consumatori e predire il comportamento futuro ai fini di soddisfare direttamente le possibili necessità di consumo, tutto questo senza intervento umano.

Nella stessa maniera, i computer usano algoritmi per prendere decisioni in frazioni di secondo nelle operazioni di borsa, rielaborano analisi di modelli metereologici o dicono a determinati sistemi di armi come reagire in specifiche circostanze.

Si sta discutendo molto sulla rapidità con cui l’intelligenza artificiale e la robotica risolveranno molti aspetti della vita umana. Ma molti pensatori prevedono che aumentando il ritmo e la complessità della vita, gli esseri umani diventeranno sempre più dipendenti dall’intelligenza artificiale per risolvere le situazioni.

Se a questo si aggiungono altre tecnologie in evoluzione, l’ingegneria genetica o il potenziamento umano, alcuni studiosi prevedono che in poche generazioni, gli esseri umani potrebbero convertirsi in una specie molto differente.

Può sembrare folle. Ma l’affermazione si basa su progressi già compiuti. Numerose aziende stanno sviluppando sistemi di potenziamento umano, come l’esoscheletro meccanico per migliorare la forza fisica. Altre aziende invece, offrono la possibilità di istallare varie forme di nanotecnologia (dispositivi e computer microscopici) nel corpo umano per migliorare la vista, convalidare l’identità o monitorare lo stato biologico di una persona.

Anche se queste tecnologie possono offrire numerosi vantaggi, portano con sé anche un approccio etico da non sottovalutare e molte conseguenze umanitarie.

Possono le tecnologie di potenziamento umano essere utilizzate con cattiva intenzione o aumentare la probabilità di violazione del diritto umanitario?

La nostra crescente interconnessione con la tecnologia sarà fonte di libertà o ci farà più vulnerabili e manipolabili?

Se i robot e gli esseri umani semi-automatizzati o potenziati faranno più lavoro, cosa significherà questo per i lavoratori, le loro famiglie e le loro comunità? Questi cambiamenti influenzeranno ugualmente tutto il mondo?

I progetti locali sono il futuro.

Comunque, non tutte le tendenze e le innovazioni si basano sulle nuove tecnologie, nè emergono dai laboratori ben finanziati delle economie sviluppate del Nord o dell’Ovest del mondo.

Molte innovazioni si verificano nelle comunità di tutto il mondo, perché le persone trovano sempre nuovi modi per superare i propri problemi.

Vale la pena citare il caso di un agricoltore indonesiano che alleva le mosche nere soldato . Questi insetti si nutrono di detriti che si accumulano nei fiumi e che causano inondazioni, intasando il corso d’acqua. Mentre quindi, gli insetti adulti aiutano a prevenire le inondazioni, le larve di questa specie possono essere utilizzate come nutrimento per gli animali di allevamento.

Questa idea ha catturato l’attenzione della Croce Rossa  Indonesiana (chiamata localmente PMI), della Federazione Internazionale, dell’Università di Amburgo e di diversi donatori che si sono riuniti per creare “un fondo di innovazione” destinato ad appoggiare le idee che contribuiscono a prevenire le inondazioni.

"Stiamo già innovando nelle comunità", afferma Carlos Álvarez, responsabile dell'innovazione e delle comunicazioni future per l'unità di politica, strategia e conoscenza della Federazione Internazionale.

"Ora si tratta di dare finanziamenti e follow-up in modo che possano diffondersi ed avere un'influenza su larga scala".

La mosca soldato è solo una delle tante idee che sono emerse nell'ultimo anno, poiché le squadre della Federazione Internazionale, del CICR e della National Society hanno cercato di interpretare le tendenze emergenti e future e sostenere idee che aiutino il Movimento a cavalcare questa onda, un tema essenziale delle riunioni legali del 2017 della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che saranno esaminati in Turchia all'inizio di novembre.

ll Forum RC2, che si svolgerà durante le riunioni, si concentrerà sui dilemmi attuali e futuri, nonché sulle possibili soluzioni. Le idee che emergeranno completeranno il dibattito nell'Assemblea Generale della Federazione Internazionale, documenteranno i dibattiti e le decisioni durante il Consiglio dei Delegati e guideranno il programma della Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nel 2019.

Comunque, con tante domande sul futuro, l’esigenza del Movimento non è necessariamente, quella di prevedere le  conseguenze concrete o inventare il dispositivo o l’innovazione perfetti per qualsiasi scenario possibile. Qui si tratta di imparare a cavalcare l’onda.

"La domanda che deve essere posta è: “Come stabilire i meccanismi e forgiare la cultura nelle nostre organizzazioni affinché possiamo continuamente esaminare l'orizzonte e adattarci ai cambiamenti che ci circondano?'" Dice Shaun Hazeldine, che dirige la squadra della Federazione Internazionale ed è il responsabile dell'analisi delle tendenze future.

Al centro dei dibattiti ci sono alcune questioni fondamentali e urgenti: di quale tipo di Movimento necessitiamo per risolvere questi problemi complessi e in continua evoluzione e quali tipi di operatori umanitari dobbiamo essere in un mondo in cui anche le ipotesi di base delle generazioni passate, come ciò che significa essere umano, possono essere messe in discussione?

 

Promessa o minaccia?

Sono in corso cambiamenti veloci e sorprendenti, ma sarà un futuro luminoso per l'umanità o qualcosa di poco chiaro?  Cosa implicherà ciò per il settore umanitario?

Nelle riunioni dei volontari e del personale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per discutere le tendenze future nel quadro del processo di "pianificazione  e analisi prospettica", le opinioni sono generalmente divise, osserva Aarathi Krishnan, Coordinatore dell'innovazione della Federazione Internazionale, a Kuala Lumpur. "Quasi la metà dei partecipanti ha ritenuto che i cambiamenti saranno un'opportunità e l'altra metà una minaccia", dice.

Luminose o scure, i cambiamenti sono già in atto. E  si stanno verificando con grande velocità. Per il mondo degli affari, stare al passo con le tendenze in continua evoluzione, le forze di mercato e i gusti dei consumatori è stato sempre fondamentale. Di fronte a questo rapido ritmo di cambiamento, le aziende stanno investendo ancora di più nell'interpretazione delle tendenze future, soprattutto attraverso l'analisi di un'enorme quantità di dati. Insomma, utilizzano formule matematiche basate sull’informatica per interpretare grosse quantità di dati e trarre così conclusioni strategiche.

La convergenza dell'intelligenza artificiale, i computer in grado di imparare rapidamente e la nuvola informatica (che consente di raccogliere, unire e analizzare grandi set di dati) offrono nuovi modi di vedere e comprendere i comportamenti individuali e le tendenze politiche ed economiche generali e influenzare tutto questo mondo .

“Big data” o grandi dati

Le organizzazioni umanitarie hanno investito molto meno nell'innovazione, sfruttando i progressi scoperti in altri settori.  Ma questo sta cominciando a cambiare. Un esempio è il modo in cui vengono utilizzati i cosiddetti "Big data". La Croce Rossa Olandese, per esempio, ha lanciato un'iniziativa (510 Global Initiative), il cui scopo è quello di rendere l'assistenza umanitaria più rapida ed economicamente più efficace, utilizzando l'apprendimento automatico per prevedere i danni causati dai tifoni, terremoti e alluvioni.

"Sulla base dei dati storici sulle catastrofi, siamo sempre più in grado di prevedere le conseguenze di un disastro, solo poche ore dopo che si è verificato", dice Maarten Van der Veen, iniziatore del progetto per la Croce Rossa Olandese. "Questi dati iniziali possono aiutarci a dare priorità alle nostre operazioni di soccorso più immediate".

Alla diga di Nangbéto sul fiume Mono in Togo, i sistemi di apprendimento automatico delle macchine stanno aiutando coloro che lavorano lì, a prevedere i rischi di alluvione e comunicare queste informazioni alle comunità situate a valle.

"Le dighe idroelettriche sono partner naturali di questa iniziativa, dal momento che è possibile prevedere quando si verificheranno le inondazioni", afferma Pablo Suárez, direttore associato della ricerca e dell'innovazione del Centro per il cambiamento delle organizzazioni della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sopra il cambio climatico e uno degli artefici del progetto.

Dopo che la grande inondazione nel Mono River si è verificata nel 2010, quando i fondi per gli aiuti umanitari provenienti da fonti internazionali ci hanno messo 34 giorni per raggiungere la Croce Rossa Togolese, Suarez e i suoi colleghi hanno creato un sistema che utilizza un algoritmo complesso per analizzare i regimi delle precipitazioni passate e prevedere quando la diga raggiungerà la sua massima capacità.

I fondi per la prevenzione delle catastrofi vengono poi rilasciati prima che si verifichino le inondazioni, tenendo conto delle previsioni dei flussi massimi probabili a valle.

I miei dati, la mia dignità

Questi progetti sono solo due esempi del ruolo che i dati possono svolgere e giocheranno nel nostro futuro. Entro il 2018, circa 3.600 milioni di persone - quasi la metà della popolazione mondiale - dovrebbe utilizzare almeno un'applicazione di messaggistica.

Le organizzazioni umanitarie non costituiscono un'eccezione. Un esempio è l'iniziativa (Che succede adesso?) Sostenuta da un partenariato tra Google e il World Reference Center della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per la preparazione ai disastri, che fornisce agli utilizzatori di telefoni cellulari in tutto il mondo, un avviso precoce e un orientamento all'azione.

La nuova ricerca condotta dal CICR indica che le applicazioni di messaggistica meritano di essere considerate uno strumento primordiale per realizzare operazioni più efficienti e meglio adattate alle esigenze in continua evoluzione.

Tuttavia, nel rapporto del CICR del gennaio 2017, Humanitarian Futures for Messaging Apps , si nota che le organizzazioni umanitarie devono stare attente.

La maggior parte delle applicazioni di messaggistica comunemente raccoglie informazioni molto diverse sugli utenti. Pertanto, se gli operatori umanitari utilizzano queste applicazioni per raggiungere gruppi specifici di persone in difficoltà, è importante proteggere tali dati. Anche la raccolta involontaria di tali dati potrebbe rappresentare rischi per individui o gruppi.

Pertanto, le organizzazioni umanitarie devono disporre di una chiara e severa politica di protezione dei dati che affronti in modo proattivo una serie di temi trasversali, incluso il consenso informativo, misure efficaci di crittografia e diritti alla privacy.

Questo è importante al di là dell'uso delle applicazioni di messaggistica, in quanto le organizzazioni umanitarie utilizzano sempre più i media elettronici per effettuare valutazioni in loco, registrare i beneficiari e trasferirgli i fondi. Alcuni utilizzano anche dati biometrici, come le impronte digitali, per verificare l'identità delle persone che ricevono l'aiuto. È una delle ragioni per cui il CICR ha recentemente lanciato un progetto di ricerca con Privacy International per studiare ulteriormente i rischi di metadati generati dalle organizzazioni umanitarie.

Nuove difficoltà, nuovi bagagli

Infatti, ogni nuova opportunità, tendenza o innovazione porta con sé una moltitudine di dilemmi tecnici ed etici che interagiscono. Il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa dovrà individuare, analizzare e rispondere su queste tendenze e considerare le conseguenze umanitarie che comportano, il più rapidamente possibile.

In un recente articolo del blog dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, Anja Kaspersen, del CICR, sottolinea che tali algoritmi hanno permesso di diagnosticare con maggiore precisione alcune forme di cancro rispetto alle diagnosi di oncologi esperti.

"E di recente, un algoritmo di intelligenza artificiale, chiamato Libratus, si è dimostrato un promettente giocatore di poker", osserva. Il problema è che, almeno fino ad ora, è difficile sapere perché questi algoritmi prendono determinate decisioni e questo ostacola notevolmente l'azione correttiva o la responsabilità.

Se l'intelligenza artificiale viene utilizzata per dare ai sistemi di armi un potere autonomo e stabilire obiettivi, questi problemi diventano ancora più gravi.

"Immaginiamo un algoritmo  che possa distinguere facilmente gli esseri umani combattenti dai civili", scrive.

"Sapendo che salverà la vita di più civili rispetto ad una persona responsabile delle decisioni, abbiamo noi un obbligo etico per consentire a questo algoritmo di prendere decisioni di vita o di morte? Oppure sarà moralmente inaccettabile, sapendo che l'algoritmo non potrà essere in grado di spiegare il ragionamento che ha portato ad un errore, rendendoci impossibilitati a rimediare alla sua capacità di ripetere tale errore?

E’ fondamentale capire i vantaggi e i possibili pericoli dell'intelligenza artificiale, afferma, già che sembriamo "sull'orlo di una corsa globale di armi guidata dall'intelligenza artificiale ... e i sistemi alimentati da questa intelligenza artificiale possono trasformare la guerra moderna in modo drastico come hanno già fatto la polvere da sparo e le armi nucleari ".

Nuovi attori, nuovi scenari

Buoni o cattivi, non tutti i grandi cambiamenti che influenzano l'azione umanitaria provengono dalla nuova tecnologia. Nuovi attori umanitari, tra cui le alleanze creative tra attori privati, pubblici e comunitari, stanno cambiando il modo in cui le persone intervengono nella risposta umanitaria.

"Una nuova ondata di aziende con impatto sociale sta collaborando con le organizzazioni non governative per trovare soluzioni e organizzare altre fonti di finanziamento", afferma Ramya Gopalan, coordinatore della Federazione Internazionale sulle innovazioni per la regione del Medio Oriente e del Nord Africa. .

"Queste aziende tendono ad integrare uno stile autorevole di gestione e di attuazione".

Per il Movimento, l'esperienza è sempre stata uno dei suoi maggiori vantaggi, ma in questo nuovo mondo può essere un ostacolo. "Molte organizzazioni grandi come la nostra hanno un modo autorevole di fare le cose", dice Gopalan."Crediamo che riusciremo nell’impresa perché è sempre stato così. Ma questo modo di fare le cose non esiste più ".

Poiché le organizzazioni umanitarie sono pressate dai donatori per trasformare il loro modello operativo e coordinare meglio le loro azioni, anche con gruppi locali e altri settori, la comprensione di queste tendenze sarà essenziale.

"L'ecosistema umanitario ha necessità di un cambiamento veloce e drastico per il  quale serve un nuovo modo di pensare ", secondo Peter Walton e Fiona Tarpey, direttore e responsabile della strategia e della politica internazionali per la Croce Rossa australiana, in un articolo pubblicato sul sito web di Crescita rossa della Croce Rossa (rcrcmagazine.org).

"Dobbiamo cominciare ad adottare un modello di collaborazione a lungo termine e più sistematico tra le organizzazioni e le componenti del Movimento e trovare coalizioni più creative", dicono.

Come esempio possiamo citare un progetto pilota della Croce Rossa australiana in Vanuatu il cui scopo è quello di coinvolgere i fornitori locali nella fornitura di assistenza. L'idea è quella di formare partenariati tra fornitori locali, organizzazioni umanitarie e governo per aumentare la capacità delle aziende locali di fornire beni e servizi in  risposte rapide. Questo renderebbe più facile fornire sollievo alle comunità delle isole che sono di difficile accesso e allo stesso tempo stimolare l'economia locale.

Tuttavia, questa modifica potrebbe essere pericolosa e sarà difficile per il Movimento adattarsi al cambiamento e garantire il rispetto per i valori che hanno reso la sua reputazione come fornitore affidabile e neutrale di assistenza imparziale da più di 150 anni.

"Non si tratta di mettere da parte le nostre tradizioni e la nostra cultura", spiega John Sweeney, che coordina il futuro e potenziale think tank della Federazione Internazionale, ma “imparare a sfruttare le opportunità e affrontare i cambiamenti, trovare attività che funzionino e si allarghino, per integrare tutto il nuovo e poi continuare ad evolverci ".

Originale in lingua spagnola al link http://www.rcrcmagazine.org/2017/11/surfeando-el-futuro/?lang=es

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