Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 246 del 11 Maggio 2005 Stampa E-mail
martedì 10 maggio 2005

11 Maggio 2005
nr. 246
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.207 indirizzi e-mail

 

 ----------------------------------------------------------------------------------

1-Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
“Croce Rossa Mezzaluna Rossa presenta piani e budget a lungo termine per lo tsunami”
9 maggio 2005 - Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

2-Federazione Internazionale comunicato stampa nr. 35/05
“La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha sbloccato fondi per sostenere l’azione della Croce Rossa angolese, contro l’epidemia di febbre emorragica di Marburg.” Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3-Tratto dalla rivista Croix Rouge Croissant Rouge Nr.1 – 2005 (pagg 4, 5, 6, 7, )
“Verso un mondo senza mine”
Traduzione non ufficiale di Laura Grassi

 

4- comunicazione
Venerdì 13 maggio 2005 - h.14,15 Sala Capitano del Popolo - Hotel Posta Piazza del Monte – REGGIO EMILIA
CONVEGNO aperto alla cittadinanza
”Premi Nobel per la Pace a confronto : Croce Rossa e Medici senza Frontiere”

Una collaborazione della CRI di Reggio Emilia (Comitato Locale) con l'Ufficio storico della CRI-Regione Toscana,

l'Università di Firenze, la Società italiana di Storia della medicina.

Relatori: Prof.Giuseppe Armocida, Dott.ssa Patrizia Argenziano, Dr.Massimo Barra, Dr.Moris Bonacini, Prof. Costantino Cipolla, Dott.ssa Barbara Galmuzzi, Dr. Angelo Grazzi, Dr.Roberto Teneggi, Prof.Paolo Vanni. Il convegno durerà dalle ore 14,30 alle ore 19,30

http://www.cri.re.it/varie/convegno_aperto_rivolto_ai_cittadini

 

 

5- allegato
Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Veneto
Simposio alla Fiera di Padova – CIVITAS - 7 maggio 2005
“Advocacy, Neutralita’ e Comunicazione”
Intervento del Dr. Cornelio Sommaruga
Già Presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa
Presidente del Centro Internazionale di Sminamento Umanitario, Ginevra
Presidente dell’Associazione Internazionale Iniziative e Cambiamento, Caux (Svizzera)
Comunicatoci da Cornelio Sommaruga

 

6- allegato
Dalla Revue internationale de la Croix-Rouge nr. 856 Vol.86 del dicembre 2004
Legalità delle amnistie nel diritto umanitario internazionale
La Sentenza sull’Amnistia di Lomé della Corte Speciale per la Sierra Leone
Di Simon M. Meisenberg
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

 


@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

 

1-Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/docs/News/pr05/3605.asp
“Croce Rossa Mezzaluna Rossa presenta piani e budget a lungo termine per lo tsunami”
9 maggio 2005
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha presentato il suo Piano di Azione globale per i prossimi cinque anni nei paesi colpiti dallo tsunami del 26 dicembre scorso. Assisterà direttamemnte più di un milione di persone vulnerabili nella regione entro la fine del 2005. Il piano di azione, che riflette le consultazioni con le competenti autorità, le agenzie ONU e, crucialmente, le stesse comunità colpite, include la ricostruzione o il potenziamento di abitazioni, ospedali e cliniche, acquedotti e fognature, la fornitura di supporto psicosociale e supporto ai mezzi di sostentamento alla gente, come anche volontari di addestramento basati sulle comunità e la messa in opera di misure sostenibili di preparazione al disastro.

 

Un esempio del forte rapporto con le autorità nei paesi colpiti è stato mostrato il 6 maggio quando il Movimento di Croce Rossa Mezzaluna Rossa ha sottoscritto un accordo con il governo indonesiano. Attraverso l’accordo il Movimento metterà in atto progetti che comprendono la costruzione di oltre 22.000 case, centinaia di scuole e di strutture sanitarie, come pure programmi di supporto al reddito.

 

“Abbiamo ritenuto che fosse essenziale stendere questi piani il più rapidamente possibile, così che possiamo aiutare coloro che hanno bisogno in maniera appropriata sia ora che in futuro, e dimostrare come le risorse verranno usate per aiutare le persone colpite a riprendersi dallo tsunami e ricostruire le loro vite.” ha affermato Johan Schaar, il Rappresentante speciale per lo Tsunami del Segretario Generale della Federazione Internazionale. “Avere i nostri piani iniziali a lungo termine in atto appena quattro mesi dopo questo enorme disastro è un risultato significativo. E’ stato reso possibile grazie all’efficiente lavoro del nostro staff e dei volontari, insieme alla stretta cooperazione che abbiamo avuto con le autorità nei paesi colpiti e con le Nazioni Unite”.

 

Il Piano di Azione delinea programmi dal 2005 al 2010 che copriranno un budget di circa 1,5 miliardi di Franchi svizzeri. Il budget del programma sarà coperto con in fondi già raccolti.

 

“Questi piani a lunga scadenza cercano di mettere in atto soluzioni sostenibili che incontrino le reali necessità delle comunità colpite dallo tsunami in ogni paese e metterà la popolazione in grado di proteggersi da sola in questa regione molto soggetta ai disastri,” ha aggiunto Simon Missiri, Capo del Dipartimento Asia Pacifico. Il piano di azione a lungo termine include anche il miglioramento della gestione del disastro, la logistica, la ricostituzione delle scorte di soccorso e l’addestramento al primo soccorso e alla risposta al disastro per i volontari di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

 

Da quando il disastro ha colpito, oltre 22.000 volontari di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa hanno assistito le popolazioni colpite dallo tsunami Secondo le cifre ufficiali, lo tsunami ha lasciato più di 176.400 morti confermati. Circa 50.000 sono ancora i dispersi e altri milioni di profughi sono stati resi senza abitazione e lasciati privi dei loro mezzi di sostentamento.

 

I piani a lungo termine per i paesi colpiti dallo tsunami si possono trovare sul nostro sito web www.ifrc.org, insieme ai dati riassuntivi aggiornati per paese e realizzazioni.

 

 

 


2-
Federazione Internazionale comunicato stampa nr. 35/05
“La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha sbloccato fondi per sostenere l’azione della Croce Rossa angolese, impegnata in una operazione di grande portata contro l’epidemia di febbre emorragica di Marburg.”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

Harare, Ginevra, 26 aprile 2005

 

La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha sbloccato più di 250.000 franchi svizzeri ( 212.000 dollari USA, 162.000 Euro) per sostenere l’azione della Croce Rossa angolose, impegnata in una operazione di grande portata contro l’epidemia di febbre emorragica di Marburg. Questa malattia altamente contagiosa ha provocato più di 250 morti ad oggi, principalmente nella provincia settentrionale di Uige.

Prelevato sui Fondi per i soccorsi d’urgenza della Federazione internazionale, questo denaro permetterà alla Croce Rossa angolose di fornire assistenza a 100.000 beneficiari e anche ad aiutare materialmente e psicologicamente le famiglie delle vittime. Questi fondi permettono anche di reclutare e formare volontari di Croce Rossa supplementari, in vista della gestione di una campagna di mobilitazione sociale in risposta alla crisi. La Federazione ha recentemente effettuato una missione nella regione per incontrare i principali partner impegnati nell’operazione: autorità sanitarie locali, agenzie specializzate delle Nazioni Unite, organizzazioni non governative e capi di comunità, per ottimizzare il coordinamento delle attività.

Il 5 aprile, la Federazione internazionale aveva già sbloccato 65.000 franchi svizzeri, per sostenere i volontari della Croce Rossa Angolose, messi a disposizione dal ministero della Sanità per condurre le campagne di informazione e di sensibilizzazione fra la popolazione della regione colpita.

 

« Più di 45 volontari della Croce Rossa angolose sono attualmente impegnati in questo sforzo, visitando gli abitanti a domicilio e convocando riunioni pubbliche. Così stando il clima di paura e di confusione che regna nella regione, è cruciale estendere e rinforzare le risorse in questo settore, in maniera che la popolazione interessata sia così informata nel modo migliore possibile riguardo la malattia, le precauzioni da prendere per evitare il contagio, precisamente nel settore delle cure ai pazienti e il seppellimento dei morti” nota il dottor Guy Zimmerman, che dirige la missione di valutazione della Federazione internazionale “L’educazione”, insite, “ è la migliore delle armi per vincere questa epidemia”.

La squadra della Federazione internazionale ha espresso il timore che numerose famiglie nascondano parenti malati a causa del fatto che la maggior parte dei malati ospedalizzati sono morti. “Osserviamo una tendenza degli abitanti a tornare verso i guaritori tradizionali, la loro fiducia negli ospedali è stata seriamente compromessa”, contata Tamuka Chitemere, delegata della Federazione internazionale, incaricata della gestione delle catastrofi in Africa australe. “L’assenza di una campagna massiva di educazione sanitaria fra le comunità colpite e nelle regioni vicine, mette a rischio la sorveglianza epidemiologica che in queste condizioni diventa molto complicata per le autorità competenti”

Ad oggi, si sono censiti 266 casi di febbre di Marburg, di cui 244 mortali. Quasi tutti sono stai registrati nella provincia di Uige (253 casi e 233 decessi) e gli altri, segnalati in quattro province vicine, hanno colpito persone che erano state contaminate nella provincia di Uige. I paesi della regione hanno messo i loro servizi di sanità nel massimo stato di allerta.

 

 

 

 

3-Tratto dalla rivista Croix Rouge Croissant Rouge Nr.1 – 2005 (pagg 4, 5, 6, 7, )
“Verso un mondo senza mine”
Traduzione non ufficiale di Laura Grassi

 

Nel dicembre 2004, più di 1400 delegati, tra i quali capi di Stato, ministri, premi Nobel, vittime delle mine così come rappresentanti delle Nazioni Unite, di organizzazioni non governative e del Movimento Internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa si sono riuniti a Nairobi, in Kenya, per passare in rassegna i progressi compiuti e le sfide che restano da rilevare per liberare il pianeta dal flagello delle mine antipersona.

Questa prima conferenza di esame della Convenzione sull’interdizione dell’impiego, dello stoccaggio, della produzione e del trasferimento di mine antipersona e sulla loro distruzione, più comunemente chiamata Summit di Nairobi per un mondo senza mine, ha coinciso con il settimo anniversario della firma di questo trattato a Ottawa (Canada).

Dopo l’adozione della Convenzione, la produzione, la vendita e l’utilizzo di mine antipersona hanno registrato un arretramento notevole, anche nei paesi che non hanno aderito al trattato. A oggi, 144 Stati – cioè quasi i tre quarti delle nazioni del mondo - si sono impegnati a non utilizzare mai più questi ordigni, a eliminare quelli che infestano ancora i loro territori e a distruggerne gli stock , a assistere le loro vittime e a sensibilizzare la popolazione civile ai pericoli che rappresentano. Tra tutti loro, sono già stati distrutti più di 37 milioni di mine antipersona, sono in corso operazioni di sminamento nella maggior parte dei 50 paesi parte affetti da questo flagello e tre di questi – Costa Rica, Djibouti e Honduras- hanno dichiarato di aver totalmente eliminato questi ordigni, ben prima la scadenza fissata dalla Convenzione. Soprattutto il CICR ha constato che ovunque le norme e gli obblighi della Convenzione siano stati rispettati e applicati, il numero annuale delle vittime si è abbassato in maniera significativa, in certi casi di due terzi o più.

Pur prendendo atto di questi progressi incoraggianti, i partecipanti al Summit di Nairobi hanno sottolineato che resta ancora molto da fare per realizzare gli obiettivi umanitari della Convenzione, in particolare rispetto allo sminamento che dovrebbe essere realizzato di qui all’autunno 2009. Gli Stati hanno adottato un piano d’azione dettagliato comprendente 70 impegni concreti da eseguire nei cinque anni a venire in materia di sminamento, di eliminazione di stock e di assistenza a lungo termine alle vittime. Questo piano mette in luce il ruolo cruciale svolto dal Movimento Internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa in questo campo, in particolare nella sensibilizzazione delle popolazioni civili e nell’aiuto alle vittime.

Nella sua dichiarazione a Nairobi, Jakob Kellenberger, presidente del CICR, ha salutato la Convenzione di Ottawa come uno dei più grandi risultati recenti della comunità internazionale in campo umanitario. Ha tuttavia sottolineato la necessità di un’azione molto più energica e aumentare le risorse accresciute per mantenere le sue promesse, in particolare quelle che concernono direttamente le vittime delle mine.

 

 

NAJMUDDIN

Direttore di un centro ortopedico a Kabul, Afghanistan

“ Avevo 18 anni. Avevo preso in prestito un camion per andare a cercare della sabbia al fiume. Dopo aver lasciato la strada per scendere sulla sponda, non mi ricordo più niente fino al mio risveglio in ospedale. Sentivo che qualcosa non andava, ma impossibile dire cosa finché un terremoto scuote l’ospedale. Tutti si sono messi a correre per mettersi al riparo, ma io non mi sono potuto muovere- non avevo più le gambe.

In Afghanistan, le persone non rifiutano gli invalidi, ma molti pensano che dovrebbero restare in un angolo senza fare niente. Spesso sento che si parla di me, che sono oggetto di curiosità. Le donne handicappate, a differenza degli uomini, non hanno nessuna speranza di sposarsi. Questi sono alcuni dei nostri principali problemi. Si è molto parlato a Nairobi, ma per quel che è delle misure concrete, è difficile dire a che punto siamo. In Afghanistan l’invalidità è aggravata dalla povertà che, del resto, non risparmia le persone che godono della loro integrità fisica.”

 

 

DOCTEUR AHMED HASSAN

Presidente della Croce Rossa di Somalia, membro del consiglio di direzione della Federazione Internazionale.

“ La Federazione internazionale vuole contribuire attivamente a una delle quattro grandi parti del Trattato, quello che riguarda l’assistenza alle vittime, aiutando le società nazionali a condurre dei programmi di rieducazione e di reinserimento a favore degli invalidi.

A livello comunitario, le Società nazionali hanno un ruolo essenziale da giocare grazie alle loro reti uniche di volontari locali, che potrebbero impegnasi nella cura della salute, la sensibilizzazione al pericolo delle mine e la fisioterapia.”

 

JACOB KELLENBERGER

Presidente del CICR

“Penso che dobbiamo proseguire gli sforzi impiegati in questi ultimi anni per allargare i tassi di ratifica del Trattato e associarvi le grandi nazioni che ancora non l’hanno sottoscritto. E’ ugualmente essenziale continuare le attività di sensibilizzazione sul pericolo delle mine, fintantoché le regioni infestate non saranno state completamente pulite. Questa azione è particolarmente importante, perché, al ritmo attuale, temo che numerosi Stati firmatari non abbiano colmato i loro impegni nei limiti di tempo previsti. Certi progetti hanno dovuto essere sospesi per mancanza di fondi. Dobbiamo assolutamente mantenere lo slancio e onorare le promesse fatte cinque anni fa ad Ottawa, incluso il piano finanziario.”

 

PUM CHANTINIE

Primo segretario generale aggiunto della Croce Rossa cambogiana.

“ In Cambogia molte persone continuano a morire, a perdere le membra o la vista a causa delle mine antipersona, ma è sempre più difficile raccogliere fondi per loro, perché i donatori si occupano più di cure primarie. Voglio semplicemente dirvi che noi vogliamo sostenere il progetto di sensibilizzazione sui pericoli delle mine, ma che se non disponiamo di un budget adeguato, ci saranno ancora degli incidenti, delle morti e delle mutilazioni.”

 

DR. MOHAMMED HAIDER REZA

Vice –ministro degli Affari stranieri, Afghanistan.

“ Gli invalidi vittime delle mine rappresentano il 40% della nostra popolazione, ossia ,quasi due milioni di individui. Una parte dei 480 milioni di dollari che noi abbiamo chiesto sarà destinata all’assistenza degli handicappati. Il ministero dei Martiri e degli Invalidi fornisce aiuto, ma molto modesto-300 afghanis ( pari a due chili di carne ) per persona e al mese. Non bisogna dimenticare che il nostro paese esce da poco da 25 anni di guerra.

L’Afghanistan è impegnato in un processo di ripresa e di ricostruzione che include dei sistemi di micro-credito e di formazione di intagliatori, di carpentieri o di riparatori di biciclette con riguardo agli invalidi. La maggioranza dei nostri impieghi amministrativi sono aperti agli invalidi, ma molti sfortunatamente sono illetterati. Penso che la miglior cosa da fare consiste nel promuovere i diritti degli handicappati, anche come impiegati ”

 

KATARZYNA DERLICKA.

Cooperazione internazionale , Croce Rossa polacca.

“Le mine antipersona non sono solo un problema legato all’Angola o all’Afghanistan. Al termine della II° Guerra mondiale, la Pologna era il paese più colpito al mondo con circa 86 milioni di mine e di residui bellici inesplosi e ancor oggi questi oggetti fanno delle vittime. Dalla fine del conflitto , quando l’86% del nostro territorio era infestato, abbiamo registrato più di 8mila decessi di civili. Ogni anno noi svolgiamo circa 10mila interventi per eliminare le mine scoperte dai contadini che coltivano i loro campi, dai bambini che giocano o dalle persone che passeggiano semplicemente nella foresta. Se ne trovano talora nei cantieri di costruzione e qualcuna resta funzionante, sempre. I bambini, che le manipolano come dei giochi, sono le principali vittime.”

 

PETER HERBY

Capo dell’unità mine e armi leggere del CICR.

“In primo luogo, credo che questa conferenza abbia messo in evidenza il fatto che il lavoro è lontano dall’essere concluso. In secondo luogo, penso che i prossimi cinque anni saranno cruciali per la convenzione e per il processo d’eliminazione delle mine . In terzo luogo, ritengo che si debba fare molto di più in tema di assistenza alle vittime.

A questo proposito disponiamo di un piano valido, ma sono le misure pratiche che ci permetteranno di salvare vite umane e di restituire dignità alle vittime. Adesso che abbiamo gli strumenti necessari, dobbiamo mobilitarci per mettere in opera il programma. Il tempo dei discorsi è finito.

In termini medici, abbiamo redatto la ricetta necessaria per sopprimere le mine antipersona e il trattamento è efficace - si registra un abbassamento straordinario nel numero delle vittime. Ma un trattamento deve essere seguito nella durata, non si può prendere solo metà della prescrizione di un antibiotico, sarebbe peggio che non prenderlo proprio. Se non andiamo fino in fondo al processo, questo splendido trattato di Ottawa che ha riunito i tre quarti delle nazioni del pianeta non avrà mantenuto le sue promesse e rischiamo di ritrovarci con maggiori difficoltà dovendo impegnarci in altre campagne simili.”

 

 

LINO LOBUYA

Ospedale di chirurgia del CICR a Lachicoggia , nord del Kenia.

“ Sapevo che c’erano delle mine , ma non sapevo dove esattamente fossero. Pascolavo il mio gregge, poi mi sono svegliato all’ospedale. Vivo sempre nella stessa zona, ma non porto più le bestie laggiù. Altri si avventurano ancora in quei luoghi per cercare di ritrovare gli animali rubati o per raccogliere legna da ardere, e gli incidenti continuano.

Adesso ( dopo l’amputazione ), quando perdo un animale , non posso più cercarlo. Resto nello stesso posto, e la siccità rende la situazione ancora più difficile.

Gli altri pensano che sono un peso inutile Non posso più aiutare la mia comunità, non ho più alcuna dignità.”

 

GUENTER WIMHOEFER

Chirurgo del Cicr
“Gli effetti delle mine antiuomo sono terribili, in particolare per i bambini. Un giovane che non ha ancora ultimato la sua crescita avrà bisogno di decine di protesi durante il resto della sua esistenza E’ una sofferenza che dura tutta la vita. Con i miei 18 anni di esperienza di chirurgia di guerra , trovo le ferite causate dalle mine particolarmente orribili, in confronto a quelle causate dai proiettili o dagli scoppi di granata. Questi ordigni provocano delle devastazioni infamanti nel corpo umano, riguardo ai genitali , al viso…. Le ostilita’ sono diminuite di intensità in Afghanistan, in Angola, in Cambogia., ma si continua ogni giorno a raccogliere delle vittime, a passare notti intere ad amputare membra, con un sentimento di rabbia ed impotenza. Non si vorrebbero più vedere queste terribili ferite. Cio’nonostante, si fa del proprio meglio per migliorare la sorte delle vittime curando le piaghe, procurando delle protesi che permettono di condurre una vita più o meno normale, di giocare a calcio, in breve di ritrovare dignità e di recuperare la speranza. “

 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.