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n° 170 del 07 Dicembre 2003 Stampa E-mail
sabato 06 dicembre 2003
7 dicembre 2003
nr. 170
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 897 indirizzi e-mail


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1- XXVIII Conferenza internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Estratto dal Bollettino Quotidiano n. 3 del 5 dicembre 2003
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco


2- La 28a Conferenza sulla stampa internazionale oggi, domenica 7.12.2003
Idea e ricerca sul web di Roberto Arnò


3- Federazione internazionale, comunicato nr.86/03
Ginevra, 28 novembre 2003
La Federazione di Croce-Rossa e Mezzaluna-Rossa accoglie tre nuovi membri.
Traduzione non ufficiale di Monica Benoldi


4-Dal Sito web Comitato Internazionale Croce Rossa – Ginevra - 31-10-2003
Forze armate cinesi: marciando al passo del diritto dei conflitti armati
Traduzione non ufficiale di Massimo Cappone
1- XXVIII Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Estratto dal Bollettino Quotidiano n. 3 del 5 dicembre 2003
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco


L’AIDS è la più seria minaccia alla dignità umana
"Dobbiamo limitare l'impatto dell’HIV/AIDS sulle persone vulnerabili", ha dichiarato Tito Fachi, Presidente del Croce Rossa dello Zambia. Nel 2002, sono stati censiti cinque milioni di nuovi casi d’infezioni da HIV nel mondo e tre milioni di persone sono decedute a causa dell'AIDS: cifre mai registrate in precedenza. Oggi, 40 milioni di persone circa sono sieropositivi o hanno l’AIDS: il 95% nei paesi in via di sviluppo ed il 75% nella sola Africa sub-sahariana. “Le persone continueranno a morire fintanto che non avranno accesso alle cure. Nel 2002, sei milioni di abitanti dei Paesi in via sviluppo, di cui oltre quattro milioni in Africa sub-sahariana, avevano urgente bisogno di anti/retrovirali, ma solo 50.000 persone ne hanno ottenuto, meno del 1% del totale”. Anandi Yuvaraj, dell’Allenza Internazionale HIV/AIDS, ha spiegato ai delegati di essere stata sieropositiva per sette anni. “L'obbrobrio e la discriminazione uccidono prima dell'AIDS e la peggiore discriminazione avviene a livello dei sistemi sanitari”. Il rifiuto di trattamento è la vera discriminazione". A questo riguardo, è convinta che la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa possono migliorare le cose, cominciando col migliorare la formazione del personale medico. Le cifre più recenti dell'ONUSIDA affermano che 40 milioni di persone vivono con l’HIV/AIDS, con un aumento annuo, sempre in rialzo, di cinque milioni, senza diminuzione del numero delle nuove infezioni in Africa sub-sahariana. La sola cifra in leggera diminuzione riguarda le giovani donne d’età tra i 15 e i 24 anni che risiedono nelle zone urbane di certi Paesi in via di sviluppo. Ma, per sottolineare la generale drammatica propagazione dell’epidemia, Marika Fahlen ha notato che il numero delle nuove infezioni nel 2002 è stato equivalente al numero totale di casi in quindici anni. Le cure per gli orfani da AIDS sono inesistenti, mentre il loro numero si alza a 14 milioni nel mondo e raggiungerà 20 milioni da qui a sette anni. “Nel 1996, quando l'ONUSIDA è stato creato, erano disponibili annualmente 200 milioni di dollari americani. Oggi, questa cifra è passata a 5 miliardi di dollari e rappresenta solo la metà dei bisogni in materia di prevenzione, d’educazione e di trattamento. Da qui al 2007, occorreranno almeno 15 miliardi di dollari ogni anno e questo livello di finanziamento dovrà essere mantenuto per parecchi anni a venire”.

Ridurre il rischio e limitare l’impatto delle catastrofi
I delegati della Commissione B2 hanno ingaggiato un ampio dibattito sul modo di ridurre i rischi di catastrofi, di limitarne le conseguenze, di migliorare i meccanismi di prevenzione e d’intervento. Tutti gli interventi hanno insistito sulla necessità di elaborare delle strategie di riduzione dei rischi più efficaci, basate su attività d’educazione e di sensibilizzazione a livello internazionale, nazionale e comunitari. I partecipanti a questo dibattito, hanno contributo alla formulazione del piano d’azione umanitario della Conferenza ed hanno sottolineato quanto fosse cruciale che gli Stati integrino pienamente la sensibilizzazione ai rischi nei piani politici di sviluppo nazionale ed internazionale. Tra le misure capaci di limitare l’impatto delle catastrofi, hanno indicato la realizzazione di sistemi d’allarme rapidi, l’introduzione e l’applicazione di norme di costruzione tese a limitare i danni strutturali e di rafforzare le capacità dei servizi d’emergenza a livello locale e nazionale. Il dibattito, presieduto da Martine Lets, della Croce Rossa Australiana, è stato aperto dall’introduzione presentata da Edgardo Calderon Paredes (Croce Rossa Peruviana), presidente della Commissione di Soccorso della Federazione Internazionale, e da Minoru Endo, consigliere speciale presso il ministero giapponese degli affari esteri.

Le persone considerate disperse nell’ambito dei conflitti armati
La riunione della commissione sugli aspetti umanitari delle scomparse di persone nell’ambito dei conflitti armati è stata aperta da Sua Eccellenza Amina Chawahir Mohamed, ambasciatrice del Kenya. La prima oratrice è stata Visaka Dharmadasa, membro di un'associazione dello Srilanka di famiglie di militari scomparsi durante i conflitti che ha dichiarato che gli atti di violenza interna non sono meno brutali delle altre forme di conflitto. Ha affermato inoltre che la sofferenza generata dall'ignoranza della sorte dei propri cari costituisce "un'esperienza non confrontabile con nessun’altra esperienza nella vita”. L'ansietà è permanente e tende ad accentuarsi con gli anni, piuttosto che attenuarsi. A suo avviso, è là che risiede il principale ostacolo alla guarigione psicologica. Se le famiglie di militari scomparsi in combattimento possono beneficiare di un'indennità o di una pensione, le famiglie dei civili che hanno perso il loro principale o unico sostegno si ritrovano spesso in situazioni drammatiche. In alcuni casi le famiglie non hanno accesso al conto bancario dello scomparso e sono di fronte ad ogni tipo di problema giuridico. Per concludere, ha richiamata la necessità di fare tutto il possibile affinché sia riconosciuto alle famiglie degli scomparsi "il diritto di sapere." Il professor Marco Sassoli, dell'università del Quebec, ha osservato che conoscendo la sorte degli scomparsi, si sarebbe potuto avviare il processo di riconciliazione a breve termine e consolidare la pace a lungo termine. Dal punto di vista dei diritti dell'uomo, il professor Sassoli ha anch’egli invocato "il diritto di sapere" delle famiglie. Ha continuato esaminando i meccanismi a disposizione per trattare la questione dei dispersi nell'ambito dei conflitti armati, ricordando in particolare il sistema delle Nazioni unite, il CICR, le organizzazioni internazionali dei diritti dell'uomo, le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, le ONG così come gli organismi regionali e nazionali competenti. Giacomo Forster, vicepresidente del CICR, ha dichiarato che le violazioni del DIU e dei diritti dell'uomo sono all'origine della maggior parte delle scomparse nell’ambito dei conflitti armati. Spesso, ha notato, gli sforzi spiegati dal CICR per impedire il ripetersi di tali scomparse, si sono scontrati con la mancanza di volontà politica o per la confusione che circonda generalmente le situazioni di conflitto armato o d’agitazioni interne. Nel febbraio 2003, il CICR aveva convocato a Ginevra, una conferenza internazionale sugli scomparsi che aveva riunito 355 partecipanti di 86 Paesi. Quest’assemblea aveva adottato un documento intitolato “Gli scomparsi in azione: per risolvere il problema delle persone considerate scomparse nel quadro di un conflitto armato o di una situazione di violenza interna e per venire in aiuto alle loro famiglie”.

I costi umani di certe armi
Oggi, i delegati hanno chiamato i governi e la comunità internazionale ad unire i loro sforzi per gli strumenti giuridici contro, la minaccia che rappresenta la possibile utilizzazione della scienza a fini ostili. Molti intervenienti hanno rievocato i recenti successi ottenuti dalle campagne che mirano a vietare le mine antipersona e le armi accecanti laser, e salutato la firma, solo qualche giorno fa, di un nuovo accordo internazionale sugli ordigni di guerra esplosivi, un esempio di cosa il Diritto Internazionale Umanitario può offrire nel campo degli accordi sulla questione delle armi. Sua Eccellenza Amina Chawahir Mohamed, ambasciatrice del Kenya, ha presieduto la commissione A3. L'ambasciatrice ha notato che la grande maggioranza dei decessi di civili nei conflitti armati e in seguito ad essi era imputabile alle armi portatili o leggere. "Le armi non regolamentate rappresentano una minaccia per la pace. I controlli sulla circolazione delle armi devono essere rinforzati in modo che ci sia più di difficoltà a procurarsele". La Mohamed ha affermato che bisognava trovare imperativamente dei mezzi propri a garantire che i progressi della scienza servano esclusivamente al benessere dell'umanità e che non possano essere utilizzati a fini ostili. Gli oratori invitati, Patricia Lewis, direttrice dell'istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo, e Malcolm Dando, docente in sicurezza Internazionale al dipartimento degli studi per la pace dell'università di Bradford, Regno Unito, hanno messo in luce i pericoli ai quali si è esposti non avendo un unico strumento giuridico internazionale teso ad impedire che alcune tecnologie cadano nelle mani di individui o gruppi male intenzionati. I delegati hanno stimato che la Conferenza dovrebbe concentrarsi sulle questioni che sono già oggetto di negoziati internazionali fondati su degli elementi solidi e accettati universalmente dal Diritto Internazionale Umanitario. Parecchi intervenienti hanno notato che i problemi legati alle mine terrestri, agli ordigni di guerra esplosivi ed alle armi leggere fanno parte delle realtà con la quale si confrontano quotidianamente i componenti del Movimento e le comunità che assistono. Amina Chawahir Mohamed ha invitato tutti i partecipanti a ispirarsi ai Principi morali del DIU e l'importanza del suo contributo potenziale alla protezione della dignità umana, non solo nell’ottica convenzionale di controllo delle armi, ma anche dal punto di vista delle loro vittime, che sono troppo spesso dei civili”.

Cambiamenti climatici: i volontari al fronte
Il 4 dicembre è stato firmato un accordo di cooperazione tra la Federazione internazionale e la Croce Rossa Olandese. Questo accordo riguarda il Centro sui cambiamenti climatici e la preparazione alle catastrofi, inaugurato nel giugno 2002, a L'Aia. Secondo uno studio presentato dai responsabili del centro durante la cerimonia della firma, più di 600 milioni di persone sono stati colpiti dalle inondazioni o dalle siccità durante il solo anno 2002. Madeleen Helmer, direttrice del centro, ha dichiarato che "le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa possono sostenere un ruolo cruciale integrando i dati del cambiamento climatico nei loro programmi di preparazione alle catastrofi e di interventi di soccorso" ed ha spiegato che due progetti pilota sono stati allestisti presso le sezioni locali della Croce Rossa, in Nicaragua e in Vietnam. In un primo tempo, si procede ad una valutazione delle capacità oggettive e delle vulnerabilità in cooperazione con le autorità locali. Poi, si passa all'elaborazione di progetti concreti di riduzione dei rischi e di costruzione di ripari comuni, di case più resistenti alle intemperie o di piattaforme sopraelevate per lo stoccaggio delle derrate alimentari e dei semi, stabilizzazione degli argini dei corsi di acqua, localizzazione di vie e di luoghi di evacuazione o messa in opera di sistemi di allerta rapidi. Due progetti pilota similari dovrebbero avviarsi prossimamente in Mozambico e nel Pacifico dove i volontari locali sono formati a porre in opera i programmi ed a mobilitare la comunità. Maria del Socorro, direttrice dei programmi della Croce Rossa del Nicaragua, ha sottolineato il ruolo essenziale in queste azioni fondate sulla partecipazione della comunità, a causa della loro conoscenza intima delle persone con cui sono chiamati a lavorare. Jan Pronk, presidente del comitato consultivo sul cambiamento climatico, dice: "si può sempre dibattere della realtà o no del cambiamento climatico, ma nessuno può negare l'impatto dei fenomeni climatici estremi sulla popolazione ”.

Una carriera “scritta nelle stelle”
Al termine di due mandati di quattro anni in seno alla Commissione permanente, Tadateru Konoe, vicepresidente della Croce Rossa del Giappone, si è soffermato con emozione su una carriera che dice nata per caso, senza escludere completamente che sia potuta essere “scritta nelle stelle”. “Nato un 8 maggio, forse ero predestinato ad impegnarmi in seno al Movimento". Il primo contatto con la Croce Rossa è stato quando studiava relazioni internazionali al London School of Economics. In occasione di alcune ferie, visitando Ginevra, dove conosceva l'ambasciatore del Giappone e non avendo dove alloggiare, aveva bussato semplicemente alla porta della residenza per chiedere un alloggio e lo ha ottenuto in cambio di un servizio: portare la bandiera Giapponese nei festeggiamenti per il centenario della Croce Rossa. Al ritorno in patria, dopo un periodo come volontario alla Croce Rossa del Giappone, ha avuto un incarico a tempo pieno. “In piena guerra fredda, la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa riuscivano ad unire gli abitanti di due universi separati da una cortina di ferro”. "Da allora, il mondo è cambiato ma tuttavia, resto ottimista per il nostro Movimento, perché si ispira a valori umanitari comuni a tutti”.

Christina Magnuson rende omaggio alla maturità del Movimento
Con la presentazione dei suoi rapporti al Consiglio dei Delegati ed alla 28 sessione della Conferenza internazionale, Christina Magnuson termina l’incarico quale membro della Commissione permanente. "Osservo oggi un'interazione molto più importante di una volta. Tutti si esprimono e condividono le proprie esperienze”. "Credo che siamo tutti maturati, che ci rispettiamo meglio, che siamo più attenti, più aperti alle idee ed alle preoccupazioni degli altri”. "La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa, è l'incontro con gli altri, l'attitudine a sentirli, di ascoltarli e comprenderli". “Quando noi incontriamo quelli che hanno bisogno di noi, dobbiamo ascoltare per sapere ciò che essi si aspettano da noi e ciò che possono fare loro stessi, dobbiamo ascoltare molto attentamente e non portare a loro soluzione già pronte”. Christina Magnuson è stata presidente della Croce Rossa Svedese per nove anni, fino al 2002. All'epoca, è stata invitata a proseguire il suo compito in seno alla Commissione Permanente, dove presiedeva il comitato incaricato dell'emblema.

Forte partecipazione alla seconda serie di workshop
Al termine delle sessioni plenarie, i delegati hanno avuto la possibilità di seguire altri quattro degli undici workshop pianificati lungo tutta la settimana. Queste riunioni non fanno parte dell’ordine del giorno ufficiale della conferenza, ma offrono l’occasione di discutere di questioni molte particolari.
1) Le armi leggere e l’umanità
2) Sanità e HIV/AIDS
3) Applicazione nazionale dello Statuto della Corte Penale Internazionale
4) Il ruolo delle Società Nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nella riduzione dei rischi associati alle catastrofi




2-==================================================
La 28a Conferenza sulla stampa internazionale oggi, 07.12.3002
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Voice of America: Red Cross, Red Crescent Call for More Worldwide Respect for its Emblem
http://www.voanews.com/article.cfm?objectID=C88A5130-6020-44E0-99144C0BB5D53C8C

XINHUA: Fin de la 28ème conférence internationale de la Croix-Rouge et du Croissant-Rouge
http://www.french.xinhuanet.com/htm/12071551262.htm

SwissInfo: Croix-Rouge: la question d'un nouvel emblème pose problème
http://www.swissinfo.org/sfr/swissinfo.html?siteSect=143&sid=4523173

Romandie: La Conférence de la Croix-Rouge appelle à protéger les employés humanitaires
http://www.romandie.com/ats/news/031206143506.2fubmj29.asp

Bluewin: Croix-Rouge: la question d'un nouvel emblème pose problème
http://www1.bluewin.ch/infos/index.php/international/20031206:bwf081/



3-Federazione internazionale, comunicato nr.86/03
Ginevra, 28 novembre 2003
La Federazione di Croce-Rossa e Mezzaluna-Rossa accoglie tre nuovi membri.
Traduzione non Ufficiale di Monica Benoldi


La Società della Mezzaluna-Rossa del Kazakistan e le Società della Croce-Rossa delle Isole Cook e della Micronesia sono state ufficialmente ammesse in seno alla Federazione internazionale delle Società della Croce-Rossa e della Mezzaluna-Rossa, che conta ormai 181 membri. La decisione è stata presa all'unanimità dall'Assemblea generale della Federazione, riunita a Ginevra il 28 novembre.

"Mi congratulo con queste Società nazionali, di cui il lavoro non potrà che beneficiare l'appartenenza alla Federazione internazionale e il sostegno che ne consegue" ha dichiarato il Presidente della Federazione, Juan Manuel Suarez del Toro. "L'estensione della nostra rete è sempre una buona notizia", ha poi aggiunto.

Fondata nel 1937, nel quadro dell'Alleanza delle Società della Croce-Rossa e della Mezzaluna-Rossa dell'Unione Sovietica, la Mezzaluna Rossa del Kazakistan è divenuta un'organizzazione indipendente nel 1992.
Essa conta oggi circa 500.000 membri, di cui più di 5.000 volontari attivi. Secondo il suo presidente, Erkebek Argymbaev, l'ammissione in seno della Federazione internazionale comporta delle responsabilità accresciute e la necessità di rinforzarsi finanziariamente. "Siamo determinati a divenire un'organizzazione forte e a guadagnare la simpatia e il rispetto del nostro popolo", ha commentato.
Le sue priorità consisteranno, fra le altre, a elaborare con il governo la legislazione che amministra lo statuto della Società nazionale e la protezione degli emblemi della Croce e della Mezzaluna Rossa. Il Kazakistan è molto esposto alle catastofi naturali. Deve ugualmente lottare contro l'aumento della tubercolosi e dell'Aids, e tentare di diminuire la mortalità infantile e materna.
Per le Società nazionali della Croce-Rossa delle Isole Cook e della Micronesia, le principali sfide sono associate alle enormi difficolta della logistica, in ragione delle distanze considerevoli che separano le differenti isole dell'arcipelago, in una regione spesso colpita dai tifoni e dalle inondazioni.

Creata nel 1989, la Croce-Rossa delle Isole Cook ha conosciuto uno sviluppo spettacolare.
Essa conta già delle sezioni locali in nove delle dodici isole abitate e conduce un largo spettro di attività negli ambiti della prevenzione all'Aids e la diffusione del diritto internazionale umanitario.
"La chiave della nostra riuscita risiede nel fatto che i nostri programmi sono adattati ai bisogni della popolazione, per esempio, la salute pubblica e la preparazione alle catastrofi", ha annotato Niki Rattle, segretario generale dell'organizzazione.

Le principali attività della Croce-Rossa della Micronesia, fondata nel 1998, sono la formazione al primo soccorso, la preparazione alle catastrofi e i programmi per i giovani, più particolarmente spostati sulla sensibilizzazione all'Aids e sulla salute in materia di procreazione.
Fra le altre azioni, questa Società nazionale ha provato la sua utilità alla popolazione tre anni fa, mobilitando un centinaio di volontari per combattere una preoccupante vampata di colera.
Emilio Musrasrik, Presidente della Croce-Rossa della Micronesia, esprime la sua gioia. "E' un grande privilegio per noi l'essere finalmente riconosciuti come Società nazionale a tutto tondo, Abbiamo lavorato duramente da cinque anni al fine di assolvere le condizioni statutarie richieste e ringraziamo infinitamente le Società nazionali che ci hanno aiutati".
Per maggiori informazioni, o per colloqui, contattare:

Eva Calvo, addetta stampa, tel: +41 22 730 43 57/ +41 79 217 33 72
Jemini Pandya, addetta stampa, tel: +41 22 730 45 70/ +41 79 217 33 72
Permanente - Servizio stampa, tel: +41 79 416 38 81

Insieme, la Federazione, le Società nazionali della Croce-Rossa e della Mezzaluna-Rossa e il Comitato internazionale della Croce-Rossa, costituiscono il Movimento internazionale della Croce-Rossa e della Mezzaluna-Rossa.
Per maggiori informazioni: www.ifrc.org.

 

 

4-Dal Sito web Comitato Internazionale Croce Rossa – Ginevra - 31-10-2003
Forze armate cinesi: marciando al passo del diritto dei conflitti armati
Traduzione non ufficiale di Massimo Cappone


Quasi 15 anni di cooperazione fra L’Esercito Popolare di Liberazione – Le più numerose forze armate a livello mondiale – e l’ICRC hanno portato ad una particolare collaborazione nella promozione del diritto internazionale umanitario.

Il Dipartimento Politico Generale dell’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) ha recentemente distribuito un video destinato all’istruzione ed alla formazione sul diritto dei conflitti armati (Law of Armed Conflict o LoAC), costituito dalle regole, inclusa la Convenzione di Ginevra, che governano il comportamento dei militari in tempo di guerra.
Questo prodotto costituisce una pietra miliare nella collaborazione, ormai di lunga durata, fra EPL e ICRC ed é il più recente strumento formativo volto a supportare lo sforzo comune di promuovere la conoscenza del Diritto Internazionale Umanitario (DIU).
La collaborazione risale al 1989 quando furono avviati contatti per invitare una delegazione dell’EPL a visitare la sede dell’ICRC in Ginevra ed a partecipare ad uno dei corsi militari LoAC presso l’istituto di DIU di San Remo in Italia. Tale missione avvenne in effetti l’anno seguente.
Questi primi contatti ebbero il risultato di avviare una serie di seminari condotti da delegati ICRC e destinati alle forze armate e di sicurezza (Armed and Security Forces o ASF). I seminari si tennero a Xian nel 1991 per i Commissari Politici, a Nanchino nel 1993 per l’Esercito, a Guangzhou nel 1995 per la Marina Militare e a Shanghai nel 1997 per l’Aeronautica Militare. Detti eventi furono organizzati congiuntamente dal Dipartimento Politico Generale dell’EPL, principale riferimento per i contatti e le attività dell’ICRC, e la Croce Rossa Cinese.

Regolari contatti con l’EPL
L’apertura in Bangkok, nel 1996, di un ufficio regionale ASF dell’ICRC rafforzò la collaborazione. “Ciò permise di stabilire contatti regolari con le forze armate in Pechino, incoraggiando lo sviluppo dell’approccio, completo e condiviso, alla promozione ed alla integrazione del diritto dei conflitti armati (LoAC) in seno all’EPL, “ spiega Aleardo Ferretti, a capo dell’unità ASF di Bangkok.
“Siamo stati invitati a tenere lettorati presso due dei più prestigiosi istituti militari – l’Università della Difesa Nazionale di Pechino e l’Accademia Militare di Shijiazhuang. Abbiamo inoltre contribuito alla realizzazione del primo corso destinato ad addestrare i formatori locali dell’EPL, corso tenutosi in Xi’an.”
Migliaia di copie del materiale formativo e della documentazione dell’ICRC sono stati pubblicati in cinese, in particolare il manuale tascabile per le forze armate sulla legge di guerra, il file per gli istruttori di diritto dei conflitti armati, un compendio di diversi strumenti che regolano la condotta delle ostilità ed un manuale di diritto marittimo.
I più recenti risultati raggiungti includono la produzione su CD-ROM di una esercitazione LoAC a livello di battaglione, un Sommario per Comandanti (a livello di compagnia), una Scheda del Soldato ed un video addestrativo. Il video di 20 minute spiega i presupposti dell’attività dell’EPL sulla formazione LoAC ed illustra i principi basilari da applicarsi in combattimento/operazione. Il video é anche disponibile nella sua versione in inglese.
Dal 1998 ufficiali dell’EPL hanno partecipato annualmente ai corsi di San Remo (Italia) e nel 2000 un Colonnello dell’EPL é stato nominato capo-classe dall’Istituto. Nello stesso anno, la Cina ha partecipato alla Quarta Conferenza dei Responsabili di Addestramento Militare in Ginevra, nel corso della quale il Presidente dell’Accademia Politica di Xian fu uno degli oratori ospiti.

Presenza regionale
L’EPL ha inviato rappresentanti a vari seminari regionali LoAC organizzati dall’ICRC (nel 1991 a Singapore e nel 1997 a Bangkok), come pure a quelli, con apporto in termini di sponsorizzazione ed organizazione dell’ICRC nell’ambito del forum regionale ASEAN che raggruppa 23 paesi. Due di tali momenti sono accaduti nel 1999 a Williamtown (Australia) e nel 2001 a Bangkok.
“Il positivo ed attivo peso dato a livello regionale alla formazione LoAC tra le forze armate della regione dell’Asia e del Pacifico, é stato chiaramente riconosciuto dall’EPL,” spiega Aleardo Ferretti. “ Ciò che rende questo programma particolarmente significativo é che la Cina é per altri paesi un punto di riferimento nell’ambito dell’integrazione del DIU.”
Sulla strada dei positivi risultati dei seminari regionali tenutisi in Australia ed in Thailandia, la Cina ha deciso di organizzare il suo proprio seminario LoAC nel 2003, in cooperazione con l’ICRC, intitolato Il Diritto dei Conflitti Armati oggi – Realtà, prospettive e formazione. A causa della recente epidemia di SARS che ha colpito la regione, il seminario é stato posticipato e si terrà presso l’Accademia Politica dell’EPL di Xian ai primi di Giugno 2004.
Fonte : http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/iwpList243/0B27A040CA2BCDDDC1256DD0003A5B08

 
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