Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 171 del 11 Dicembre 2003 Stampa E-mail
mercoledì 10 dicembre 2003
11 dicembre 2003
nr. 171
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 899 indirizzi e-mail


----------------------------------------------------------------------------------

1- CICR Comunicato stampa n° 03/79 dell’8 dicembre 2003
“Costa d’Avorio: liberazione di 40 detenuti”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

2- Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa 94/03 del 4 dicembre 2003
“La Federazione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa firma un accordo di scambio di foto con l’Agenzia Reuters”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

3- La 28a Conferenza sulla stampa internazionale oggi, mercoledì 10.12.2003
Idea e ricerca sul web di Roberto Arnò

4- Dal : New York Times – edizione on-line - Pubblicato 8 Dicembre 2003
“L’Iraq in procinto di costituire un Tribunale per perseguire i crimini di guerra di Saddam Hussein”
Di Susan Sachs
Traduzione non ufficiale di Massimo Cappone

5- Avviso ai frequentatori Corsi C.I.S.O.M. svoltisi a Foggia
Avviso ai frequentatori Corsi IDOM
Di Isidoro Palumbo

1-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 03/79 dell’8 dicembre 2003
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera



Costa d’Avorio: liberazione di 40 detenuti

Il 7 dicembre 2003, 40 militari ivoriani sono stati liberati dalle Forze armate delle Forze Nuove e sono stati consegnati al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) a Korhogo e a Bouaké alla presenza di rappresentanti delle forze della MICECI (Missione della CEDEAO in Costa d’Avorio, cfr. nota a fondo pagina) e delle forze francesi dell’operazione Locorne.
Con gli aerei messi a disposizione delle forze francesi i militari liberati sono stati condotti ad Abidjan, dove sono stati consegnati dal CICR alle Forze armate nazionali della Costa d’Avorio (FANCI).
Dei delegati del CICR si erano precedentemente intrattenuti senza testimoni con ciascun detenuto al fine di verificarne l’identità e di valutarne lo stato di salute. Tutte queste persone hanno liberamente scelto di essere trasferite ad Abidjan a seguito della loro liberazione.
In Costa d’Avorio il CICR ha accesso all’insieme delle persone detenute in relazione alla situazione creatasi dopo il 19 settembre 2002 [colpo di stato militare, NdT]. A seguito di questa operazione di liberazione, il CICR proseguirà la sua azione in favore dei militari e dei civili privati della libertà.


Nota
La CEDEAO è la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (con sede ad Abuja in Nigeria), entrata in vigore nel 1977. Ne sono membri 15 Paesi: Benin, Burkina, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo.
Per maggiori informazioni sulla CEDEAO si veda il sito www.ecowas.int [NdT].


2- Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa 94/03 del 4 dicembre 2003
“La Federazione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa firma un accordo di scambio di foto con l’Agenzia Reuters”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera



Ginevra/Londra (4 dicembre 2003) – L’Agenzia internazionale di stampa Reuters e la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa hanno annunciato oggi un accordo per lo scambio di foto tra le due istituzioni.
Firmato a Ginevra, l’accordo avrà per effetto il sensibile miglioramento della copertura del lavoro svolto dal personale umanitario.
Secondo i termini dell’accordo, Reuters potrà utilizzare le foto scattate nel mondo intero dai collaboratori della Croce Rozza e della Mezzaluna Rossa, nel quadro di operazioni di urgenza e di altre attività umanitarie. La loro diffusione attraverso la rete dell’Agenzia Reuters moltiplicherà l’impatto dell’azione della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Dal canto suo, la Federazione internazionale avrà libero accesso al Reuters Pictures Archive, la banca di immagini dell’Agenzia. Questo servizio sarà molto utile per illustrare gli articoli pubblicati sul sito Internet, nelle riviste e in altre pubblicazioni. Inoltre, la Federazione internazionale informerà regolarmente gli uffici dell’Agenzia Reuters di attività, missioni, programmi e campagne che rivestano un particolare interesse, e i collaboratori dell’Agenzia potranno unirsi alle équipes della Federazione sul terreno.
Grazie a questo accordo, il sito AlertNet dell’Agenzia Reuters (www.alertnet.org) - portale di informazioni destinato alle organizzazioni umanitarie - beneficerà di un rafforzamento sensibile del numero dei suoi membri. In cambio, tutte le Società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che si iscriveranno ad AlertNet potranno anch’esse accedere liberamente alle foto degli archivi Reuters.
“La Federazione internazionale e l’Agenzia Reuters sono entrambe legate ai principi di imparzialità e di indipendenza, ed entrambe hanno una rete mondiale. La messa in comune delle nostre risorse garantirà una più larga copertura delle crisi umanitarie” ha dichiarato Geert Linnebank, redattore capo dell’Agenzia Reuters; mentre secondo il segretario generale della Federazione internazionale, Markku Niskala, “questo accordo è un felice avvenimento. Stabilisce un partenariato benefico tra la più importante organizzazione umanitaria del mondo e una delle agenzie di stampa più vecchie e più rispettate del mondo”.


3-==================================================
La 28a Conferenza sulla stampa internazionale oggi
==================================================

Ricerca di Roberto Arnò

Reuters AlertNet, UK: Red Cross urges tighter global arms controls
http://www.alertnet.org/thefacts/reliefresources/107088821974.htm

AllAfrica.com: Red Cross in Need of Support
http://allafrica.com/stories/200312080528.html

The Jordan Times: Queen congratulates Hadid
http://www.jordantimes.com/Tue/homenews/homenews4.htm



4-Dal : New York Times – edizione on-line - Pubblicato; 8 Dicembre 2003 DIRITTI UMANI

“L’Iraq in procinto di costituire un Tribunale per perseguire i crimini di guerra di Saddam Hussein”
Di Susan Sachs
Traduzione non ufficiale di Massimo Cappone

AGHAD, Iraq, 7 Dicembre – I leader politici iracheni dovrebbero decidere questa settimana sulla costituzione di un tribunale speciale per processare membri del governo di Saddam Hussein con accuse cha vanno dal genocidio alla dissoluzione dei beni della nazione.
Una bozza di legge, redatta in stretta collaborazione con i legali dell’amministrazione Bush, prevede un tribunale tutto iracheno con estesi poteri di perseguire individui accusati di esecuzioni di massa, espulsioni e uso di gas letali a danno dei propri concittadini nel corso degli ultimi 35 anni.
A differenza dei tribunali per crimini di guerra del passato decennio, convocati per giudicare i massacri di massa avvenuti in paesi come la Sierra Leono ed il Rwanda, la corte proposta per il caso iracheno non prevederebbe alcun ruolo per le Nazioni Unite.
Inoltre, secondo funzionari iracheni ed americani che per mesi hanno lavorato alla bozza di legge, non necessariamente includerebbe giuristi stranieri con esperienza in diritto umanitario internazionale ed in quelle regole di acquisizione delle prove sviluppate in anni recenti per perseguire i crimini contro l’umanità.
Mentre la proposta può soddisfare i numerosi iracheni che hanno reclamato vendetta attraverso il pubblico processo dei loro precedenti leader, essa ha turbato numerosi gruppi a sostegno dei diritti umani che avevano sperato nell’utilizzo dell’esperienza internazionale per portare il governo di Saddam Hussein in giudizio.
“Questa é la prima volta che ci troviamo di fronte ad una palese esclusione di una legittima componente internazionale, “ dice Richard Dicker, funzionario della Human Rights Watch di New York. “E questi processi sono di enorme importanza nel rendere un qualche senso di giustizia alle vittime ed all’affermazione in Irak del rispetto per le regole legali quale strumento di riscatto.
In pochi, oltre ai legali dell’amministrazione di occupazione guidata dagli Stati Uniti e ad alcuni iracheni, hanno potuto esaminare la bozza di legge. Secondo Dara Nor al-Din - giudice di Baghdad e membro del consiglio - che ha collaborato alla stesura della bozza di legge, questa verrà probabilmente presentata al Consiglio di Governo Iracheno entro Mercoledi.
Egli ha riferito che la proposta, che prevede un pool di 5 giudici chiamati a pronunciarsi in base alla legislazione criminale sia internazionale che irachena, riflette la diffusa convinzione che spetti agli iracheni il presentare in giudizio i crimini contro di essi commessi e ad essi spetti sedere in giudizio contro gli accusati.
Il giudice Nor al-Din venne imprigionato da Saddam Hussein lo scorso anno per aver stabilito in giudizio, relativamente ad un contenzioso legato al diritto sulla proprietà, che la Costituzione irachena prevaleva sulle decisioni del Consiglio di Comando della Rivoluzione guidato da Saddam Hussein. Venne rilasciato dal famigerato carcere Abu Gharib a seguito dell’amnistia generale dell’Ottobre 2002.
Secondo il suo punto di vista, il tribunale non dovrebbe limitarsi a pronunciarsi sui massimi livelli della gerarchia del precedente governo – 38 dei 55 massimi livelli identificati dai militari americani sono sotto custodia statunitense in Irak – ma anche contro chiunque che, coscientemente, prese parte ad esecuzioni di massa, crimini di guerra o crimini contro l’umanità.
“A titolo di esempio, prendiamo il caso di un soldato d’artiglieria che abbia ricevuto dal proprio ufficiale munizioni chimiche da impiegare,” spiega il giudice. “Il soldato non sapeva trattarsi di armi chimiche ma l’ufficiale lo sapeva. In questo caso l’ufficiale verrebbe processato. Ma se emerge la prova che il soldato era informato,allora, in questo caso anche il soldato verrebbe processato per tale crimine.”
Il tribunale speciale si avvarrebbe anche una legge irachena del 1958 quale base per formulare l’accusa contro i membri del precedente governo ed i loro alleati. Secondo il giudice Nor al-Din, tale legge stabiliva che la destabilizzazione o la minaccia contro l’Irak, come ad esempio il trascinare il paese in guerra, e lo sperpero delle risorse nazionali costituissero un crimine capitale.
L’inclusione di tale legge, risalente alla rivoluzione che rovesciò il regno sostenuto dagli inglesi, ha contribuito a generare ulteriore allarme fra legali stranieri che si occupano di diritti umani. Essi sostengono che il tribunale affogherebbe in un mare di casi anziché concentrarsi sui principali crimini di rilevanza internazionale.
“Mia vera preoccupazione é che tutto ciò potrebbe degenerare in spettacolari processi politici,” sostiene Richard Dicker della Human Right Watch.
Il giudice Nor al-Din afferma che se la bozza di legge sarà, come previsto, approvata dal Consiglio di Governo, il tribunale potrebbe essere pronto ad iniziare le audizioni del primo caso in sei mesi. Periodo che coinciderebbe con la prevista elezione di un governo provvisorio, da parte di una nuova assemblea irachena, destinato a governare il paese al quale il Presidente Bush ha promesso l’indipendenza a partire dal mese di Luglio.
Una delle preoccupazioni espresse dagli esperti di diritti umani, tuttavia, consiste nel fatto che le decisioni assunte da tale tribunale verrebbero svilite in quanto il tribunale stesso si sarebbe costituito in periodo di occupazione.
“Questi processi sono oggetto di preoccupazione generale e di fondamentale importanza per il Medio Oriente,” sostiene Paul van Zyl, direttore dei programmi paese presso l’International Center for Transitional Justice (Centro Internazionale di Giustizia Transitoria). “Essi dovrebbero costituire per Siria, Iran ed Arabia Saudita un forte segnale di attenzione ai diritti umani, in quanto un giorno questi paesi potrebbero essere chiamati a render conto ai loro stessi popoli.”
Invece, suggerisce, l’Irak corre il rischio di vedere il suo tribunale liquidato come strumento degli Stati Uniti piuttosto che espressione della ricerca di giustizia da parte di una nazione indipendente. “Gli autocrati mondiali,” dice, “potranno facilmente screditare i processi.”

Le autorità di occupazione si sono prese la pena di dimostrare che il tribunle speciale sarebbe una creazione totalmente irachena.
L. Paul Bremer III, supervisore americano per l’Irak, ha formalmente delegato al Consiglio di Governo l’autorità di legiferare con la finalità di adottare una legge tribunale, significando che non dovrà firmare la legge perché questa diventi esecutiva. Tuttavia Paul Bremer, quale responsabile dell’Autorità Provvisoria della Coalizione, potrebbe emendare od annullare ogni decisione assunta dai leader iracheni.
Ad ogni modo la legge sul tribunale per i crimini di guerra porterebbe il suo marchio. “Abbiamo lavorato sull’argomento a stretto contatto con il Consiglio di Governo,” afferma un legale dell’autorità provvisoria, “e siamo molto soddisfatti dei risultati.”
La bozza di legge, ha aggiunto, ha anche ottenuto l’approvazione del Pentagono e del Dipartimento di Stato come pure quella dei governi britannico ed australiano che hanno parte nel mantenimento dell’occupazione.
Sotto molti aspetti l’Irak dovrebbe partire dal nulla nella costituzione di un tribunale speciale. Giudici ed investigatori necessitano di formazione sulla legislazione internazionale dei diritti umani e sull’iter processuale. Il tribunale richiederebbe un edificio, personale, materiale, locali per conservare tonnellate di documenti e la tecnologia necessaria a valutare le registrazioni e le prove scientifiche riferite ad oltre 250 fosse comuni sinora accertate.
Dovrebbe anche esaminare milioni di documenti sequestrati negli archivi della polizia segreta e negli istituti penitenziari dopo la caduta del precedente governo. Molti documenti sono attualmente in possesso di partiti politici iracheni, gruppi per i diritti civili ed associazioni di prigionieri.
Il giudice Nor al-Din, tuttavia, dice che gli iracheni non sarebbero dissuasi. “Ci vorrà tempo,” ha detto. “Ma non un’eternità.”
New York Times – edizione on-line
Fonte: http://www.nytimes.com/2003/12/08/international/middleeast/08RIGH.html?pagewanted=1&th


5-AVVISO AI FREQUENTATORI DEL:


1° CORSO DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO C.I.S.O.M. Titolo: "Il diritto dei rifugiati" Data: sabato 3 febbraio 2001 Università degli Studi di Foggia

2° CORSO DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO C.I.S.O.M.
Titolo: "Il diritto internazionale dei conflitti armati"
Data: sabato 15 marzo 2003 Università degli Studi di Foggia

3° CORSO DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO C.I.S.O.M.
Titolo: "La protezione civile e cooperazione civile-militare"
Data: sabato 27 settembre 2003 Università degli Studi di Foggia

Si comunica a tutti coloro i quali hanno frequentato con successo uno dei detti corsi organizzati
dall'Acismom - Cisom, Gruppo di Lucera - Foggia che è stato predisposto un distintivo metallico battipetto (modello unico con la scritta in alto CISOM e lungo il bordo inferiore diritto internazionale dei conflitti armati).
La ditta che produce il distintivo metallico battipetto è la Granero Snc di Pieve Tesino (Trento).
Il punto di contatto è il signor Gianni (tel. 0461.594128, fax 0461.594115, cell. 347.3302979).
Tutti coloro che fossero interessati all'acquisto del detto distintivo possono tramitare per lo scrivente
direttore dei corsi in parola. Infatti, d'accordo con il Sig. Gianni, raccoglierò gli ordinativi e li invierò in un'unica soluzione alla ditta Granero per la predisposizione. Si fa presente che la ditta Granero ha più di 20.000 conii di crest, distintivi e medaglie (sia militari che di ordini cavallereschi).
PDC: Avv. Isidoro Palumbo, Via Barberini, 3/a, 00187 Roma.
Email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Cordiali saluti.
Avv. Isidoro Palumbo



AVVISO PER I FREQUENTATORI DEI CORSI IDOM

Si comunica che la Antica Cappelleria Malaguti di Bologna (sigra Marzia) sarebbe disponibile a
predisporre il nastrino del Corso Idom (con qualifica come Istruttore di DOM, nastrino rosso bordato di bianco). L'indirizzo è Via Galliera 32, 40121 Bologna, tel + fax 051.224292. www.paginegialle.it/anticacapp.
Il prodotto è di buona qualità e fattura. Il prezzo varia a seconda dei pezzi ordinati complessivamente.
Avv. Isidoro Palumbo - Capitano (ris.) Amm. Comm.


 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.