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n° 178 del 27 Febbraio 2004 Stampa E-mail
lunedì 26 gennaio 2004
27 gennaio 2004
nr. 178
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 916 indirizzi e-mail


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1- Federazione Internazionale comunicato nr. 10/04 del 26 gennaio 04
<I sopravvissuti al sisma di Bam si installano nei campi attendati>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


2- <Promuovere un uso “sicuro” delle sostanze> di Galina Obuck
Tratto dalla Rivista del Movimento Internazionale “Red Cross Red Crescent” nr. 4 – 2003
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

1-Federazione Internazionale nr. 10/04 del 26.1.04
<I sopravvissuti al sisma di Bam si installano nei campi attendati>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Dodici campi attendati sono stati allestiti a Bam e dintorni per accogliere i sopravvissuti al sisma del 26 dicembre che, secondo l’ultimo bilancio delle autorità, ha fatto almeno 41.000 morti. Ora vengono alloggiati 1400 famiglie, cioè 6.500 persone dove possono beneficiare di approvvigionamenti in acqua, servizi di igiene e cure sanitarie di base. SI stima in 75.000 il numero delle persone senza tetto.

I campi attendati sono gestiti dalla Mezzaluna Rossa dell’Iran con l’appoggio della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Saranno dotati di scuole e spazi ricreativi. In quello di Hamadan alloggeranno circa 3000 persone ferite durante il terremoto che erano stati evacuati, temporaneamente, verso la capitale, Kerman, per ricevere le cure. La Federazione Internazionale organizza il campo, fornisce tende, coperte, depositi mobili, utensili da cucina e taniche. < Grazie a questi campi, l’aiuto umanitario della Mezzaluna Rossa dell’Iran e della Federazione sarà distribuito più efficacemente e la vita dei sopravvissuti sarà agevolata>, sottolinea Iain Logan, responsabile dell’operazione internazionale a Bam.<I residenti beneficeranno di approvvigionamenti permanenti di acqua potabile e di installazioni sanitarie adeguate. La distribuzione dei viveri e altri soccorsi sarà facilitata e verranno aperte le scuole, cosa che segnerà il ritorno ad una vita più o meno normale per i bambini, cosa che li aiuterà a superare il trauma causato dalla catastrofe>.

I servizi di sanità di base dei campi saranno assicurati da unità di urgenza (ERU) mobilitati dalla Croce Rossa tedesca e dalla Croce Rossa del Giappone, l’approvvigionamento di acqua e i servizi sanitari (latrine e docce) da squadre delle Società della Croce Rossa austriaca, spagnola e svedese. La squadra della Croce Rossa norvegese fornirà tende-deposito per lo stoccaggio degli articoli di soccorso.

Nello stesso tempo, la Mezzaluna Rossa dell’Iran continua ad assicurare un’assistenza vitale a decine di migliaia di altri sinistrati. Volontari hanno ispezionato la città allo scopo di registrare le famiglie colpite e hanno distribuito, finora, più di 84.000 carte di distribuzione.

La Federazione internazionale sostiene l’operazione di assistenza della Mezzaluna Rossa dell’Iran con l’appello di 51,9 milioni di franchi svizzeri pubblicato 8 gennaio e coperto, ad oggi, per il 38,4%





2-<Promuovere un uso “sicuro” delle sostanze> di Galina Obuck
Tratto dalla Rivista del Movimento Internazionale “Red Cross Red Crescent” nr. 4 – 2003
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

Un sondaggio d'opinione in Russia svela che il 30% della popolazione voterebbe a favore dell'isolamento delle persone colpite da HIV/AIDS. Il vecchio motto sovietico <Niente droga e niente sesso> ha eretto una cortina di ferro nelle menti, rendendo tabù questi temi. In quest'area i programmi di riduzione del danno della Croce Rossa tentano di arginare la diffusione sia del virus che della diffusa ignoranza e discriminazione.

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Un semplice calcolo: un tossicomane ha bisogno di almeno due dosi di eroina quotidiane. Questo significa 2 siringhe al giorno, cioè 730 ogni anno. Il costo medio di una siringa monouso nella Comunita' degli Stati Indipendenti (CSI) e' di 16 cents (centesimi di dollaro). In totale sono 120 dollari all'anno per proteggere chi inietta sostanze dalla trasmissione dell'HIV o altre malattie infettive. Perche' allora non spendere altro denaro per siringhe pulite oltre ai 20 dollari necessari per acquistare un grammo d'eroina? Il motivo e' la mancanza di informazione sulla sicurezza nelle culture sommerse della tossicomania. Questa ignoranza deriva dal marchio sociale associato all'abuso di sostanze.

Dice Svetlana, una consumatrice della Bielorussia: <Ho provato l'eroina per la prima volta nel 1985, quando non avevamo alcuna informazione a proposito: nessuno sapeva cosa fosse, si poteva preparare una dose di fronte ad un militare senza che questi se ne accorgesse>.
Svetlana e' stata una dei primi utenti del servizio di sostituzione di siringhe usate della Croce Rossa Bielorussa aperto nella primavera 2002, nella piccola cittadina di Molodechno. Si tratta dell'unica iniziativa di riduzione del danno della Croce Rossa Bielorussa, una delle poche in tutto il paese. L'idea di aprire un centro per la distribuzione di siringhe sterili in questa provincia e' stata una fortunata coincidenza per i tossicomani del luogo. Il servizio di infermieri a domicilio della locale sezione della Croce Rossa era stato ridotto per motivi economici e grandi scorte di siringhe monouso erano state abbandonate. Il governo locale ha allora proposto alla Croce Rossa di occuparsi dei bisogni dei tossicomani alla luce dell'espansione epidemica dell'HIV, gettando le basi per il programma.
<Durante le prime settimane non veniva nessuno,> dice Nina Bliznyuk, rappresentante della sezione della Croce Rossa di Molodechno. Per raggiungere i potenziali utenti, Nina ha tenuto discorsi alla radio, pubblicato annunci sui giornali e visitato cliniche spiegando continuamente l'efficacia del programma di sostituzione nel prevenire l'HIV. I suoi sforzi sono stati premiati, alla fine. Le e' stata data fiducia dalle persone e la Croce Rossa ha potuto iniziare a distribuire 40 siringhe ogni giorno.
Il marchio associato alle droghe e' molto evidente in questa parte del mondo, come dimostra la stessa Croce Rossa. Così come manca nella CSI la cultura di una “tossicomania in sicurezza” per così dire, non c'e nemmeno molta fiducia nella diffusione di informazione e altri tipi di supporto all'interno delle medesime Società Nazionali di Croce Rossa.

Sono in mezzo a noi

<La Croce Rossa qui ha la tendenza ad occuparsi di attività “tradizionali”>, dice il delegato sanitario della Federazione Yelena Tanskova. <Questo atteggiamento conservatore impedisce a operatori e volontari di far fronte alle nuove emergenze. Sono le sezioni locali a prendere le iniziative per far partire programmi di riduzione del danno, con piccolo supporto da parte degli uffici centrali.>
E' così che nel giugno dell'anno scorso, a Irkutsk (Siberia meridionale), il locale comitato della Croce Rossa Russa ha lanciato un programma di distribuzione di siringhe, il primo in tal senso. Come in Bielorussia, si tratta dell'unica iniziativa per la riduzione del danno sovvenzionata dalla Società Nazionale Russa.
<Non abbiamo ancora i mezzi per creare un centro per la distribuzione>, dice Nikolai, responsabile del progetto nonché ex-tossicomane. <Abbiamo tentato di accordarci con policlinici e farmacie, ma nessuno vuole tossicomani nei paraggi, e nell'ultimo anno abbiamo lavorato sulla strada. Il muro della casa laggiù e' il nostro punto di distribuzione> aggiunge, indicando uno squallido edificio in rovine. <La maggior parte dei nostri clienti vive da queste parti.> Nonostante tutto, il progetto riesce, a Irkutsk, a distribuire in media 4.500 siringhe al mese.
Ci sono in totale 50 programmi di riduzione del danno a carico di svariate organizzazioni non-governative in tutta la Russia, che cercano di raggiungere un milione di tossicomani, secondo le stime del ministro della sanità. Per quanto il ministero abbia approvato le raccomandazioni dell'OMS in fatto di riduzione del danno, le attività a riguardo della prevenzione dell'HIV non sono ben viste dalla maggioranza della popolazione. C'e un'idea diffusa che queste iniziative promuovano l'abuso di sostanze.

Quando ci si fa

Non avendo informazioni sui pericoli dello scambiarsi siringhe usate, i tossicomani hanno un buon motivo per non acquistare aghi sterili: la mancanza di soldi.
<Non si pensa alla malattia quando si e' in cerca della prossima dose> spiega Svetlana. <Sterile o no che sia, qualsiasi siringa va bene, quindi e' un'ottima cosa che vi sia un luogo dove si sa di poter avere materiale sterile, sempre.>
Sedici anni di quello che viene chiamato "consumo regolare" - cioè 2 o 3 dosi al giorno - ha rovinato la vita e la salute di Svetlana, il cui unico desiderio ora è di smettere per occuparsi del figlio dodicenne. <Sogno la terapia del metadone, che mi libererebbe da questa schiavitù>, dice sospirando, ma tornata alla realtà aggiunge <ma non sarà mai possibile in questa piccola città.> A parte questo fatto, la terapia del metadone, o terapia sostitutiva, è comunque proibita per legge in Bielorussia e Russia.

Il traffico d'eroina

Il Gruppo di lavoro congiunto USA/Russia contro l'HIV/AIDS ha recentemente pubblicato una relazione che mette in allerta su quanto sia facile avere accesso alle sostanze e sull'espansione dell'HIV/AIDS. Vi si spiega infatti che la Russia e' sulla via di passaggio tra l'Afghanistan che produce oppio ed i maggiori mercati dell'Europa occidentale. Ciò rende l'eroina ed altri oppiacei molto disponibili. Il confine meridionale del paese e' lungo e sorvegliato da funzionari sottopagati e oberati di lavoro, quindi molto permeabile al traffico di sostanze illecite. La Bielorussia, situata tra la Russia ed l'Occidente, rappresenta un facile corridoio di passaggio per lo smercio delle sostanze.
Le più recenti statistiche in merito mostrano che ci sono all'incirca 5.000 casi registrati di HIV in Bielorussia, e più di 240.000 in Russia, ma fonti ufficiali parlano di numeri 5 volte maggiori. Oltre l'80% delle persone affette da HIV/AIDS in entrambi i paesi hanno contratto il virus tramite abuso di sostanze. "Questo e' il motivo per cui serve un programma di riduzione del danno", secondo Anna Parovaya, coordinatrice del progetto per la Croce Rossa Giovanile Bielorussa. "Ma e' impossibile renderlo operativo per la resistenza della popolazione in genere."

di Galina Obuck
(ex-delegato regionale all'informazione per la Federazione Internazionale a Mosca)

 
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