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n° 179 del 04 Febbraio 2004 Stampa E-mail
martedì 03 febbraio 2004
4 febbraio2004
nr. 179
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 919 indirizzi e-mail


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1-CICR Comunicato stampa n° 04/04 del 28 gennaio 2004
<Il CICR avvia un sito Web in russo>
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

2-CICRnews nr. 07 del 30 gennaio 2004
Malati/Ruanda: un bambino si ricongiunge con i suoi genitori
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3-CICRnews nr. 8 del 30 gennaio 2004
<Georgia: sostegno psicologico alle famiglie delle persone scomparse>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4-Tratto dalla rivista del Movimento Internazionale "Red Cross Red Crescent" nr.4 Anno 2003 versione inglese, pagg 14-15
di Nick Cater - Giornalista e consulente specializzato nelle operazioni di assistenza
<Protezione legale per le vittime di disastri>
Traduzione non ufficiale di Colum Brendan Alessandro Donnelly


5-Tratto dalla rivista del Movimento Internazionale "Red Cross Red Crescent" nr.4 Anno 2003 versione francese, pag. 15
RIQUADRO "A" <Definizione del D.I.I.C. (Diritto Internazionale per gli Interventi in Catastrofe)>
RIQUADRO "B" <E poi? Cinque tracce di riflessione per la Conferenza Internazionale> (che si è tenuta nel Dicembre 2003 NdT).
RIQUADRO "C" <Il D.I.I.C. (Diritto Internazionale per gli Interventi in Catastrofe) in azione>
Traduzione non nufficiale di M.Grazia Baccolo

1-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 04/04 del 28 gennaio 2004
<Il CICR avvia un sito Web in russo>
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera


Ginevra/Mosca (CICR) - Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) avvia oggi la versione russa del suo sito Web, accessibile al seguente indirizzo: www.icrc.org/rus. Gli internauti di lingua russa potranno pertanto consultare i trattati di diritto internazionale umanitario, accedere a delle informazioni sulle questioni di ordine umanitario e informarsi sulle attività che il CICR sviluppa nel mondo.
L'apertura del sito, che avviene in seguito all'esplosione spettacolare di Internet nei Paesi dell'ex Unione Sovietica, risponderà anche ai bisogni delle comunità russofone installate in America del Nord, in Israele, nell'Europa centrale e occidentale. Segue il sito Web in lingua araba, lanciato dall'Istituzione nel novembre 2003 e viene a completare la lista dei siti del CICR in inglese, francese e spagnolo già esistenti,
Pur coprendo le attività operazionali condotte dall'Istituzione nel mondo intero, il nuovo sito porrà in particolare l'accento sulle delegazioni del CICR in Europa orientale e in Asia centrale, dove l'Istituzione lavora da più di dieci anni apportando protezione e assistenza alle persone colpite dai conflitti scoppiati dopo la scomparsa dell'Unione sovietica, e di cui la maggior parte non è ancora regolata.
Un numero crescente di pubblicazioni del CICR in lingua russa saranno via via disponibili sul sito, di cui uno degli obiettivi principali di fornire in linea dei documenti di référence sui programmi realizzati dall'Istituzione allo scopo di far conoscere il diritto internazionale umanitario presso il pubblico più vario: governo, forze armate e di sicurezza, gli ambienti universitari e scolastici e altri membri della società civile.




2-CICRnews nr. 07 del 30 gennaio 2004
Malati/Ruanda: un bambino si ricongiunge con i suoi genitori
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Nel 1995, come migliaia di altri ruandesi, Laurent, Françoise e i loro due bambini furono costretti a fuggire la violenza che regnava nel loro paese. Trovano rifugio nello Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo RDC) e si fermano nella località chiamata Mbaraka, dove nacque il loro terzo figlio, Eric, nel 1997.

Nel 2002, la guerra che imperversava nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC) si estese a Mbaraka e, ancora una volta, forzò la gente a fuggire per scappare alla morte. Nella confusione generale, Eugenie, che conosceva questa famiglia da lunga data, riuscì a salvare Eric (cinque anni), e due furono alloggiati in un campo di rifugiati in Malawi.

Il ragazzino avendo perduto i contatti con la sua famiglia, fu registrato come bambino non accompagnato nel gennaio 2003, ed Eugenie inviò un messaggio Croce Rossa in nome del bambino per tentare di ritrovare i genitori in Ruanda. Gli uffici di ricerca del CICR in Ruanda e a Harare riuscirono a localizzare Laurent e Françoise e, con l'aiuto della Società della Croce Rossa del Malawi e di altre organizzazioni umanitarie, inviano Eric nel Ruanda, dove fu restituito alla sua mamma dopo più di un anno di separazione.

Agendo in coordinazione con le Società Nazionali del Botswana, del Malati e del Mozambico, la delegazione regionale del CICR ad Harare, la sua missione in Zambia e il suo ufficio in Namibia ricercano attualmente i genitori di 225 bambini che sono stati separati dalle loro famiglie a seguito dei conflitti in Angola, in Burundi, nella Repubblica democratica del Congo e in Ruanda.



3-CICRnews nr. 8 del 30 gennaio 2004
<Georgia: sostegno psicologico alle famiglie delle persone scomparse>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Su iniziativa del CICR, delle persone professioniste della salute mentale di una ONG georgiana, il centro di riabilitazione delle vittime della tortura, hanno portato, per la prima volta, il 21 e 22 gennaio, un sostegno psicologico alle famiglie delle persone scomparse. Sotto la guida illuminata di questi terapeuti, i 20 partecipanti - principalmente madri di scomparsi - hanno potuto esprimere il senso di smarrimento in questa prima sessione. Altre sessioni sono previste nei prossimi mesi.

Nel quadro delle attività di sostegno alle commissioni create in Georgia e in Abkhazie per cercare la soluzione al problema degli scomparsi, fornendo loro un'assistenza tecnica per l'esumazione e l'identificazione delle spoglie mortali, il CICR si è mostrato sempre più preoccupato dai bisogni delle famiglie, che attendono da lungo tempo informazioni sulla sorte dei loro familiari di cui sono senza notizie.

In dicembre 2003, il centro di riabilitazione georgiano aveva firmato un protocollo di accordo con il CICR per mettere in opera un programma volto ad aiutare le famiglie a superare i problemi di origine psicologica, sociale o altrimenti generati dalla loro situazione. Precisamente creando un sistema di orientamento per cure collettive o individuali.

Fermamente convinto che le famiglie hanno il diritto di sapere cosa è accaduto al loro famigliare scomparso, il CICR continuerà a portare il suo concorso al lavoro che sarà realizzato alle commissioni georgiana e abkhaze.


4-Tratto dalla rivista del Movimento Internazionale "Red Cross Red Crescente" nr.4 Anno 2003 versione inglese, pagg 14-15
di Nick Cater Giornalista e consulente specializzato nelle operazioni di assistenza


<Protezione legale per le vittime di disastri>
Traduzione non ufficiale di Colum Brendan Alessandro Donnelly

La grande opera volta a disegnare il quadro legislativo, a livello nazionale ed internazionale, relativo alla reazione ai disastri e di studio sul suo miglioramento, segnerà il raggiungimento di un'importante traguardo alla Conferenza Internazionale di Dicembre (2003 NdT)

Dopo molti mesi di lavoro, di ricerca e di studi sul campo in tutto il mondo sul suo progetto D.I.I.C. (Diritto Internazionale per gli Interventi in Catastrofe, in inglese: IDRL=International Disaster Response Law), la Federazione Internazionale spera che le proposte temporanee e le iniziative per il futuro lavoro siano recepite dai governi e da tutte le componenti del Movimento.

Una risposta internazionale rapida ed efficace è cruciale per salvare vite e per proteggere la dignità delle persone, tuttavia il progetto ha permesso di evidenziare come problemi di ordine giuridico possano troppo spesso intralciare o bloccare gli sforzi per raggiungere i bisognosi.
La Conferenza Internazionale discuterà cinque idee attuative (vedi riquadro "B" tradotto di seguito), dall'appoggio per migliorare le leggi sui disastri, ad una manuale pratico, che possa essere uno strumento utile a governi ed altre organizzazioni per gestire gli aspetti legali di una catastrofe.

Le relazioni del Progetto ci dicono che esiste un'idea non ancora definita di D.I.I.C., ma gli strumenti giuridici, con principi concordati a livello internazionale, per l'assistenza ai milioni di persone colpite da disastri naturali o tecnologici, devono ancora essere stabiliti.Numerosi elementi D.I.I.C. possono essere rintracciati in centinaia di trattati, risoluzioni, linee-guida, dalle convenzioni globali su incidenti doganali o nucleari alle risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e di altri enti intergovernativi, o nella massa di delibere regionali e nazionali.

Tra le molte lacune e debolezze legali, il Progetto ha individuato quattro sfide primarie:
Difficoltà d'accesso alle persone coinvolte nell'evento catastrofico. Influenzata da fattori politici, economici e di sicurezza, la possibilità d'accesso varia ampiamente. In alcuni paesi si basa su accordi prenegoziati tra stati ed enti; in altri, si basa su varie strutture legali attraverso le quali vengono concordati gli aiuti; in un terzo gruppo di paesi, gli accordi ad hoc significano costruire la fiducia con le autorità nazionali o locali dell'area interessata.
Ritardi ed inefficienze nell'agevolare la risposta al disastro. Molti problemi sono legati a strutture governative con poche risorse o troppo burocratiche, che provocano ritardi nella concessione di visti o nelle procedure doganali per il personale e gli equipaggiamenti aerotrasportati, i diritti di atterraggio e autorizzazioni di transito, tasse elevate sui generi di prima necessità, mancanza di riconoscimento legale o di protezione delle agenzie e del personale e difficoltà nell'assumere personale, affittare edifici ed organizzare servizi bancari e rimesse.
Lacune nell'applicazione degli standard qualitativi e di responsabilità. Le linee-guida esistenti, come Disaster Relief Code of Conductor (Codice di condotta per le operazioni di soccorso) o Sphere Standards, benché siano ben conosciute, hanno un impatto limitato. Questi standard non sono pienamente operativi, viene impiegato personale proveniente dall'estero, quando le capacità locali potrebbero essere meglio utilizzate, mentre i governi, i finanziatori e altri gruppi d'interesse esercitano troppo controllo sulla distribuzione degli aiuti.
Mancanza di coordinamento nazionale ed internazionale. Questa sembra essere la sfida più grande per ottenere sforzi umanitari efficienti, specialmente con il ruolo centrale, ma a volte inadeguato, dei governi locali - in molti dei quali spesso manca un'autorità destinata a gestire il collegamento con la risposta al disastro - ed una limitata comprensione dell'assistenza internazionale da parte dei suoi funzionari.

Una parte cruciale del progetto è costituita dagli studi sul campo condotti in 15 paesi, dal Costa Rica allo Zimbawe, con lo scopo d'identificare quali fossero le principali difficoltà incontrate dagli operatori umanitari, determinare quali leggi e quali politiche siano già in vigore e valutare l'impatto della presenza o della mancanza di strumenti legali.

Le nazioni colpite da disastri spesso hanno una scarsa consapevolezza delle leggi internazionali potenzialmente utili, ma posseggono, tuttavia, una migliore comprensione delle politiche nazionali la cui burocrazia, inflessibilità e mancanza di standard possono ostacolare le operazioni di soccorso.
Le leggi esistenti tendono ad essere retrospettive, mancando di accordi pre-negoziati tra stati o di specifiche norme nazionali riguardanti i disastri o le situazioni di emergenza.

E' stata dimostrata la forte correlazione esistente tra una buona legislazione e una migliore reazione ai disastri. Nell'America Centrale, che viene spesso colpita da catastrofi trans-nazionali, accordi ed intese internazionali , insieme ad un'armonizzazione delle leggi sulla gestione dei disastri, permettono una rapida distribuzione degli aiuti e hanno un impatto positivo sull'efficienza in generale, mentre, in Viet-Nam, le frequenti alluvioni hanno prodotto leggi, sistemi e strategie nazionali ben definite. In alcune altre regioni la situazione è meno evoluta, e la risposta all'iniziativa della Federazione Internazionale è forte e positiva.

Migliorando il D.I.I.C. e la sua applicazione, specialmente se fatto attraverso un'ampia consultazione, includendo anche la partecipazione dei sopravvissuti a disastri, può essere utile in molti modi, da chiarire le responsabilità dei soccorritori e gestire i problemi operativi ad aiutare gli stati a coordinare meglio gli aiuti umanitari e a costruire le competenze delle Società Nazionali.
Gli standard internazionali potrebbero essere utilizzati per sviluppare modelli di principi per l'integrazione nelle legislazioni nazionali e offrire una struttura, ad enti e stati, per discutere tutte le questioni che possono aiutare od ostacolare i soccorsi. E' inoltre evidente che un manuale, scritto in un linguaggio facilmente comprensibile, potrebbe essere d'aiuto ai soccorritori.

Alcuni esperti vedono la necessità di ridefinire lo scopo del D.I.I.C., concentrandolo sul soccorso d'emergenza, in modo che abbia un posto unico ed utile accanto alle leggi che trattano questioni simili, come ad esempio le attività di prevenzione, di riabilitazione, di sviluppo, o nei conflitti, un settore di cui già si occupa il Diritto Internazionale Umanitario derivato dalle Convenzioni di Ginevra. Le discussioni con governi ed altri hanno già condotto ad un cambiamento nella terminologia per riferirsi alle "leggi" internazionali in relazione ai disastri, riflettendo le diversità nel mosaico legislativo esistente.
La terminologia modificata inoltre evidenzia come il lavoro più importante nell'immediato futuro sarà probabilmente nella razionalizzazione, nella migliore comprensione ed applicazione delle leggi esistenti piuttosto che nel progetto di una nuova convenzione globale. Il lavoro sul D.I.I.C. ha sottolineato la natura unica della Federazione Internazionale e delle Società Nazionali nel loro ruolo di ponte che collega organizzazioni intergovernative e non governative.
Questo ruolo di collegamento è stato particolarmente utile nell'esprimere le necessità della comunità nell'ampia analisi dell'efficacia del diritto internazionale.

L'importanza del D.I.I.C. ed il ruolo del Movimento sono stati sostenuti di fronte a platee nazionali, regionali e globali, inclusa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e nel suo Consiglio Economico e Sociale.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha inserito il lavoro svolto dal Progetto nella sua relazione del 2002 intitolata "Strenghtening of the Co-ordination of Emergency Humanitarian Assistance of the UN" (Rafforzamento della Coordinazione dell'Assistenza Umanitaria di Emergenza delle Nazioni Unite).

Per rispondere a tale crescente interesse, la Conferenza provvederà al lancio sia di un CD-ROM, contenente centinaia di strumenti legali raccolti nel corso di 11 studi giuridici in tutto il mondo, dal Nicaragua alla Turchia, e di un libro che esplora le tante dimensioni del D.I.I.C., come, ad esempio, la gestione del rischio, i profughi e le responsabilità umanitarie. Molte altre informazioni sull'IDRL sono disponibili a questo indirizzo: http://www.ifrc.org/what/disasters/idrlwww.ifrc.org/ (in lingua inglese).

La coordinatrice del progetto, Victoria Bannon, ha dichiarato: "Siamo all'inizio di una lunga strada, ma il duro lavoro fatto finora ha dimostrato che siamo sulla giusta strada. Nella Federazione Internazionale sappiamo che le Società Nazionali, i governi e altre istituzioni sono disponibili ad assisterci nella prosecuzione di questo lavoro. Migliorare le leggi e gli altri strumenti che regolano la risposta internazionale ai disastri non è solo un esercizio accademico. Non fare nulla significa mettere a repentaglio la vita delle persone, quindi non esiste altra scelta se vogliamo raggiungere l'obiettivo fondamentale di proteggere la dignità umana".

Nick Cater - Giornalista e consulente specializzato nelle operazioni di assistenza


5- RIQUADRO "A"
<Definizione del D.I.I.C. (Diritto Internazionale per gli Interventi in Catastrofe)>


Il DIIC raccoglie l'insieme delle leggi, principi e altri strumenti giuridici che regolano l'accesso alle popolazioni sinistrate e le modalità dell'assistenza internazionale - messa in opera, coordinamento, standards di qualità e di responsabilità - nell'ambito del catastrofi non legate a situazione di conflitto, compresi gli sforzi di preparazione in previsione di una catastrofe imminente.


RIQUADRO "B"
<E poi? Cinque tracce di riflessione per la Conferenza Internazionale (che si è tenuta nel Dicembre 2003 NdT).>

Se si vuole raccogliere efficacemente le sfide poste dalle catastrofi, è imperativo che il concetto e il contenuto del DIIC (Diritto Internazionale per gli Interventi in Catastrofe) ottenga molta più attenzione all'interno degli impegni internazionali.
Il Lavoro di ricerca deve proseguire ed essere rinforzato per verificare e confrontare un grande ventaglio di strumenti giuridici nazionali, regionali e internazionali con ripercussione sugli interventi in occasione di catastrofi.
I Principi e le regole stabilite nell'ambito delle risoluzioni e delle altre decisioni di istanze internazionali come accade presso le Nazioni Unite, dovrebbero essere messe a profitto per sviluppare e migliorare il DIIC nel mondo intero.
La produzione di un manuale pratico - meccanismi di formazione e di sostegno - contribuirebbero a meglio far conoscere le leggio esistenti e a promuovere la loro applicazione da ogni attore impegnato nelle situazioni di catastrofe.
Gli sforzi di sensibilizzazione sono fondamentali per promuovere un dispositivo giuridico specifico per migliorare l'accesso a milioni di individui colpiti ogni anno da catastrofi così come le modalità dell'assistenza internazionale mobilitata in loro favore: messa in opera, coordinazione, normativa di qualità e responsabilità.


RIQUADRO "C"
<Il D.I.I.C. (Diritto Internazionale per gli Interventi in Catastrofe) in azione>

L'esperienza del sisma del maggio 2003 in Algeria ha dimostrato come le risoluzioni di istanze internazionali possano contribuire a migliorare la risposta alle crisi. Nei giorni che sono seguiti alla catastrofe, centinaia di soccorritori accompagnati da cani sono affluiti nel paese nella speranza di sostenere i sopravvissuti alla distruzione dei palazzi.
A seguito di critiche riguardanti la qualità degli interventi in terremoti negli anni 1990, l 'International Search and Rescue Advisory Group (INSARAG), una istituzione specializzata in questo tipo di operazioni, aveva fatto il tentativo di elaborare una convenzione globale, in questo settore, ma il compito si è rivelato troppo complesso. Alla fine del 2002, tuttavia, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 57/150 che stabilisce normative e procedure applicabili in queste circostanze.
Thomas Peter, dell'ufficio delle Nazioni Unite per la coordinazione degli affari umanitari ha diretto una squadra di valutazione e di coordinazione in Algeria <Per far passare la risoluzione, abbiamo fatto un enorme lavoro di sensibilizzazione riguardo differenti aspetti delle operazioni di ricerca e di salvataggio, e questo ad ogni livello, dai praticanti ai ministeri degli affari esteri dei diversi paesi, La coordinazione dell'intervento in Algeria è stata particolarmente facilitata da questi sforzi> Infatti, una recente riunione di esperti dedicata all'operazione algerina ha confermato che l'adozione della risoluzione 57/150 ha giocato un ruolo decisivo e che avrebbe potuto servire da quadro strategico per i futuri lavori dell'INSARAG.

La traduzione non ufficiale dei riquadri A+B+C è di M.Grazia Baccolo
 
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