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nr. 557 del 21 marzo 2018 Stampa E-mail
lunedì 26 marzo 2018

 21 marzo 2018

 nr. 557 

 Contenuto:

 1-Dal sito web del CICR

“Persone scomparse, conflitto e crisi carceraria: sono le cose che più preoccupano in Colombia”

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

 2-Tratto dal sito web del CICR

“Il triangolo della tragedia in Libia: violenza urbana, spostamenti di massa e pericoli nella migrazione”

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

 

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1-Dal sito web del CICR

Persone scomparse, conflitto e crisi carceraria: sono le cose che più preoccupano in Colombia

 

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

Dall’originale spagnolo al link: https://www.icrc.org/es/document/desaparecidos-conflicto-y-carceles-lo-que-nos-preocupa-en-colombia

 

 

Foto: Laura Aguilera Jiménez / CICR / CC BY-NC-ND

 

Bilancio Umanitario 2018

 

La più importante sfida umanitaria che deve affrontare il Paese in questo momento è senza dubbio quella di trovare coloro che sono scomparsi a causa del conflitto e della violenza.

Sono passati più di due anni da quando il governo e le FARC-EP hanno concordato le misure da intraprendere per la ricerca delle persone scomparse nel quadro dell'Accordo di Pace. Tuttavia, questo sforzo non è stato sufficiente: migliaia di famiglie attendono ancora una risposta su ciò che è accaduto ai loro cari.

Tra il 2015 e il 2017, c'è stato un aumento del 133% dei casi di scomparse, aperti dal CICR per sostenere i membri delle famiglie nella ricerca.

Questo fatto non implica necessariamente che siano stati presentati più casi, ma ci sono state più persone in grado di segnalare sparizioni, sia recenti che vecchie.

La pace comunque, è ancora una fragile possibilità. Nonostante il conflitto tra il governo e le FARC-EP sia giunto alla fine, gli scontri fra i gruppi armati, o tra loro e la Forza Pubblica, non hanno dato tregua in diverse aree, principalmente contadine, afro-colombiane ed indigene.

Lo Stato colombiano ha compiuto sforzi enormi per raggiungere le comunità più lontane. Tuttavia, gli interessi del controllo territoriale dei vecchi e dei nuovi gruppi armati hanno lasciato una scia di civili colpiti. Rimane ancora molto da fare per eliminare lo sconforto e l’angoscia dalle regioni che avrebbero dovuto beneficiare maggiormente dopo la firma dell'Accordo di Pace.

 

Sebbene la cessazione bilaterale concordata per 101 giorni tra il governo e l'ELN abbia provocato un periodo di tregua in alcune parti del Paese, la popolazione più colpita necessita, fortemente, di accordi umanitari stabili e duraturi con un intervento reale sulle condizioni di vita. 

In qualità di intermediari neutrali e indipendente, rimaniamo disponibili a sostenere iniziative volte ad alleviare la sofferenza delle vittime.

In diverse città, il controllo sociale da parte dei "combo" e le bande criminali, i confini invisibili, le minacce, la violenza sessuale e l’uso dei bambini per attività criminali causano scompiglio umanitario. Tuttavia, questi fenomeni spesso passano inosservati o, nel peggiore dei casi, sono visti come conseguenze naturali della disuguaglianza e della povertà. 

È inaccettabile che tali abusi siano lo “status quo” in molte zone urbane del Paese.

 La crisi carceraria

Esiste un consenso tra le istituzioni colombiane nel considerare la politica criminale del Paese incoerente ed inefficace. La Corte Costituzionale ha sottolineato il suo aspetto eccessivamente punitivo e le condizioni attuali violano la dignità umana e i diritti dei detenuti.

Mentre riconosciamo gli sforzi delle autorità per risolvere le enormi sfide del sistema carcerario, riteniamo che non ci siano stati cambiamenti sostanziali nelle difficili condizioni di vita dei detenuti.

 

La punta dell'iceberg è il sovraffollamento : il 46% nelle 136 prigioni del Paese, secondo i dati INPEC di gennaio 2018.

Questi dati indicano che c'è una sovrappopolazione di oltre 36.400 persone. 

Tuttavia, le gravi conseguenze umanitarie di questa inefficiente politica criminale  sono peggiorate dalla scarsa assistenza medica e dalla mancanza di condizioni sanitarie, in questa situazione si accelera notevolmente la diffusione delle malattie.

Nel tentativo di ridurre la criminalità, dal 1993 la Colombia ha quadruplicato l'uso della detenzione. Tuttavia, non ci sono prove che dimostrino che l'irrigidimento delle pene abbia migliorato gli indici di sicurezza dei cittadini.

 

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 2-Tratto dal sito web del CICR

“Il triangolo della tragedia in libia: violenza urbana, spostamenti di massa e pericoli nella migrazione”

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

Dall’originale spagnolo al link https://www.icrc.org/es/document/el-triangulo-de-tragedia-en-libia-violencia-urbana-desplazamiento-masivo-de-personas-y

 

 Il Presidente CICR Peter Maurer in visita in Libia

 Ginevra / Monaco di Baviera (CICR) - Nel contesto del conflitto armato in Libia che dura oramai da otto anni, la situazione umanitaria della popolazione sta peggiorando  a causa degli scontri armati persistenti, della violenza e dell’insicurezza, ha detto oggi Peter Maurer, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), dopo una visita di tre giorni nel Paese.

 Di recente, il CICR ha intensificato le sue operazioni in Libia, un Paese che è stato travolto dal caos economico, dall'anarchia generale e dai gruppi armati che, fino dalla rivoluzione del 2011, hanno spinto per ottenere il potere.

La minaccia di un conflitto persistente impedisce a molte persone di tornare a casa e, di conseguenza, la Libia soffre di uno dei più alti livelli di dislocamento pro capite in Africa.

"È difficile capire quante persone siano colpite dal conflitto in Libia", ha detto il presidente del CICR Peter Maurer dopo aver visitato Tripoli, Tobruk e Bengasi per valutare la situazione umanitaria e incontrare le autorità libiche di alto livello. "Dal 2011 la violenza nelle città e gli spostamenti di massa sono una realtà quotidiana per i libici, mentre gli immigrati, alla disperata ricerca di raggiungere l'Europa, rimangono spesso intrappolati e sono vittime di abusi".

Le cifre tragiche evidenziano il pericolo con cui si confrontano le persone colpite dal conflitto, residenti e migranti: 1,3 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari. Si stima che il numero di sfollati interni raggiunga 200.000 persone (il 3% della popolazione), molti dei quali hanno perso la casa a causa di attacchi aerei e di artiglieria pesante nelle aree popolate. Gli ospedali devono affrontare la quotidiana carenza di forniture mediche; Il 20% non è neppure operativo. In tutto il Paese, c’è un incremento delle attività criminali: sequestri, contrabbando, tratta e salvataggio delle persone.

"È evidente che sono necessari sforzi immediati e mirati per alleviare le sofferenze in Libia. La leadership internazionale è fondamentale, la politica dello struzzo non farà altro che aggravare le sofferenze in futuro", ha detto Maurer dopo una serie di incontri costruttivi con le autorità libiche.

"Intendiamo intensificare notevolmente la nostra assistenza e mantenere il nostro impegno ad agire come intermediari neutrali tra tutte le parti, al fine di aiutare le persone direttamente colpite dal conflitto armato e dalla violenza." Riconosciamo anche che dobbiamo adattare il nostro lavoro umanitario a sostegno dei punti di forza di una popolazione che ad oggi ha un alto livello di istruzione e un reddito

medio ".

 

Le sfide della migrazione

 I disordini che colpiscono la Libia sono terreno fertile per lo sfruttamento dei migranti. La situazione deve essere affrontata: molti migranti detenuti in Libia soffrono condizioni disumane e abusi. Migliaia di migranti vivono in una situazione di precarietà nei centri di immigrazione.

A causa dell'instabilità politica e della sicurezza inesistente che si vive oggi nel Paese, il CICR è preoccupato che i luoghi di detenzione non siano conformi ai requisiti fondamentali richiesti, requisiti che possano garantire il trattamento umano e dignitoso dei migranti detenuti.

"Esortiamo fortemente i responsabili politici a sostenere la Libia nella formulazione di politiche migratorie che esplorino alternative alla detenzione e che forniscano misure globali per la protezione dei migranti vulnerabili", ha affermato Maurer.

Il CICR riconosce che gli Stati abbiano legittime preoccupazioni in materia di economia, coesione sociale e sicurezza ed è consapevole del loro diritto di regolare la migrazione. Tuttavia, secondo il diritto internazionale, i migranti non dovrebbero essere lasciati a se stessi o restituiti al Paese in cui potrebbero essere minacciati. Gli Stati dovrebbero analizzare i singoli casi prima di ammettere o espellere i migranti.

Il numero dei migranti dall'Africa che hanno perso la vita sul sentiero migratorio è molto più grande di quello a noi conosciuto. Il CICR incoraggia le autorità competenti ad adottare misure adeguate per chiarire il destino dei migranti dispersi, attraverso la loro cooperazione con il CICR e il rafforzamento dei loro dipartimenti di Medicina e Giustizia Forense.

"L'Europa deve svolgere un ruolo nel garantire il rispetto della dignità umana nelle politiche e nelle azioni migratorie", ha affermato Maurer.

"Il successo delle politiche europee sull'immigrazione non dovrebbe essere misurato dal numero di persone a cui è stato negato l'ingresso in Europa, ma il vero indicatore del successo dovrebbe essere valutato in termini di trattamento dei migranti, quali leggi siano state applicate e se la dignità umana sia stata sempre rispettata.

Il CICR ha mantenuto una presenza ininterrotta in Libia dal 2011, lavorando in stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa libica a beneficio dell'intera popolazione del Paese in modo neutrale e imparziale. I volontari della Mezzaluna Rossa hanno lavorato giorno e notte, nonostante i pericoli e le difficoltà, per alleviare la sofferenza dei bisognosi. Quest'anno, il CICR prevede di intensificare l'assistenza di emergenza per le persone colpite dal conflitto, distribuendo cibo e beni di prima necessità; la fornitura di maggiori forniture mediche e supporto per le strutture sanitarie; inoltre il CICR prevede di aiutare nei ricongiungimenti familiari, in particolare supportare i migranti detenuti. Speriamo anche di ottenere l'accesso ai centri di detenzione in tutto il Paese.

 

 

 

 

 


 

 
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