Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 182 del 18 Febbraio 2004 Stampa E-mail
martedì 17 febbraio 2004
18 febbraio2004
nr. 182
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 922 indirizzi e-mail


----------------------------------------------------------------------------------

1-CICR Comunicato Stampa nr. 04/11 del 14 Febbraio 2004
Beni Culturali: il rispetto per la dignità delle persone passa attraverso il rispetto delle loro culture
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

2-CICRnews nr. 15 del 16 febbraio 2004
Esposizione a Parigi "Le donne e la guerra"
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3-CICRnews nr. 16 del 16 febbraio 2004-02-17
"Burundi: ex bambini soldato sono stati riuniti alle loro famiglie"
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4-<Una Societa' Nazionale in transizione>
di Helge Kvam (delegato alla divulgazione del CICR in Afghanistan)
(tratto dalla Rivista del Movimento Int.le di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nr.4 - 2003 -
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

1-CICR Comunicato Stampa nr. 04/11 del 14 Febbraio 2004
Beni Culturali: il rispetto per la dignità delle persone passa
attraverso il rispetto delle loro culture
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni


Ginevra/Cairo (ICRC) - "Eventi recenti hanno mostrato quanto sia importante assicurare la protezione dei beni culturali in situazioni di conflitto artmato." E' stato questo il messaggio dell'intervento di Jacques Forster, vice presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) al seminario che l'organizzazione sta tenendo al Cairo insieme con il Comitato Nazionale Egiziano sul Diritto Internazionale Umanitario, la Mezzaluna Rossa Egiziana e l'UNESCO. Molte altre organizzazioni hanno garantito il proprio supporto.

I conflitti interreligiosi ed interetnici, ha continuato Forster, non prevedono solo attacchi ai civili, ma anche distruzione dei beni dei civili, inclusi i beni culturali. Queste azioni sono condotte con lo scopo di neutralizzare l'identità culturale e la memoria delle parti nemiche.

Questo è il primo di una serie di seminari organizzati in occasione del 50esimo anniversario della Convenzione di Hague per la Protezione dei Beni Culturali in Caso di Conflitti Armati del 1954. Essa riflette la cooperazione che si è sviluppata negli ultimi anni tra l'UNESCO, che ha il compito primario di proteggere i beni culturali, e l'ICRC, il cui mandato è la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.

La protezione dei beni culturali è un punto importante del DIU, ha sottolineato Forster, ribadendo come essi riconducano direttamente "al cuore degli altri punti del DIU che sono in discussione oggi, in particolare quelli che riguardano i limiti e le proibizioni in determinate situazioni di guerra."

Le regole che poteggono I beni culturali sono ben definite sia nei trattati che nelle leggi specifiche ma sono necessary ulteriori passi nell'area della prevenzione dai rischi e per assicurare l'effettiva applicazione, ha detto il Vice presidente. Le serie di seminari organizzati in occasione dell'anniversario è "un'ooprtunità di riaffermare la rilevanza delle regole esistenti e di implementare quei meccanismi o di trovarne di più efficaci, per assicurare il rispetto di queste regole."

Comunque, come per il DIU in generale, ha sottolineato "è primariamente responsabilità degli Stati e dei gruppi armati il rispetto e il far assicurare il rispetto delle leggi.

L'ICRC, dal canto suo, ha ribadito il vice presidente, è stato molto attivo nella promozione della legge, con l'aiuto di oltre 60 comitati nazionali sul DIU che sono instaurati in molte parti del mondo. Egli ha anche ricordato l'impegno del Movimento della Croce Rossa Mezzaluna Rossa in questo campo, espresso in una risoluzione sui beni culturali, adottata nel Concilio dei Delegati del 2001.

Il 50esimo anniversario è un'occasione ideale per tutte le componenti del Movimento, ma anche per i governanti e le altre organizzazioni, per progredire nella protezione dei beni culturali, è stata la conclusione di Forster. "Il rispetto reciproco significa il rispetto delle culture. Noi dobbiamo convincere l'opinione pubblica della necessità della protezione dei beni culturali, la cui importanza non è secondaria e che le regole che sono state adottate in questa area sono parte integrante delle regole di base alle quali ogni popolo amante della pace deve riferirsi."


2-Sul Caffè nr. 166 del 3 dicembre 2003 tradotto da Roberto Arnò veniva pubblicato questo articolo:

<"Le donne e la guerra":
Mostra fotografica alla XXVIII° Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa

Ginevra (CICR) - "Srebrenica: una donna alla ricerca di suo marito e dei suoi figli dispersi dalla fine della guerra." - "Bagdad: due ragazze tornano a casa dopo essersi approvvigionate di acqua potabile presso un punto di distribuzione allestito del CICR." - "Kigali: una madre e suo
figlio si ritrovano dopo una separazione di anni dovuta al genocidio."

Sono queste alcune delle didascalie delle fotografie della mostra organizzata dal Comitato internazionale della Croce-Rossa (CICR) sul tema delle donne e della guerra, presentata in questo 3 dicembre al Centro internazionale delle conferenze di Ginevra.>

Ora la stessa mostra viene esposta a Parigi come comunica il Comitato Internazionale della Croce Rossa:

CICRnews nr. 15 del 16 febbraio 2004
Esposizione a Parigi "Le donne e la guerra"
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

In occasione della Giornata internazionale della donna, l'8 marzo, l'Amministrazione Comunale del Primo Arrondissement di Parigi propone al pubblico, a partire dal 17 febbraio, un'esposizione di fotografie del CICR sul tema "Le donne e la guerra"

Frutto del lavoro di diversi fotografi fra cui il britannico Nick Danziger, l'esposizione ha per scopo la sensibilizzazione del pubblico agli effetti dei conflitti armati sulla vita delle donne nel quotidiano, che esse siano rifugiate, sfollate, detenute, combattenti, vittime di violenze sessuali o che siano capofamiglia perché gli uomini sono in combattimento, dettenuti, morti o scomparsi.

Asl di là delle immagini forti, testimonianze di diversi conflitti armati contemporanei, l'esposizione "Le donne e la guerra" ricorda che i 191 Stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra hanno l'obbligo di rispettare e far rispettare, in ogni circostanza, le disposizioni del diritto internazionale umanitario che protegge le persone che non partecipano più alle ostilità. Queste disposizioni generali, come quelle più specifiche che garantiscono la protezione delle donne, devono essere applicate affinchè si metta fine alle inutili sofferenze.

A margine di questa esposizione, si terrà a Parigi, il 5 marzo prossimo, nel Forum delle immagini, una conferenza-dibattito dove interverranno diversi rappresentanti della società civile concernente principamente la situazione delle donne nei conflitti armati.



3-CICRnews nr. 16 del 16 febbraio 2004-02-17
"Buurundi: ex bambini soldato sono stati riuniti alle loro famiglie"
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


La settimana scorsa, 10 adolescenti hanno ritrovato le loro famiglie nella zona rurale del Burundi, dopo essere stati utilizzati come bambini-soldati, in violazione del diritto internazionale umanitario.
Ciscuno di loro ha una diversa storia di vita ma essi hanno in comune uno stesso calvario. Qualcuno è fuggito dal Burundi con le famiglie dopo l'inizio dei combattimenti nel 1993. Alcuni di loro si sono rifugiati nei campi in Tanzania, dove si sono installati, e sono stati reclutati dai gruppi armati che li hanno portati a combattere, all'inizio in Burundi, poi nell'est del Congo.
Altri sono stati addestrati da gruppi armati quando erano a scuola in Burundi, poi inviati a turno a combattere nell'est del Congo. Avevano tutti meno di 15 anni, il più giovane ne aveva solo 11.
Mentre qualcuno fra loro trasportava solo munizioni, altri, che erano la maggioranza, erano coinvolti nel combattimento. Quando venivano feriti o si ammalavano , venivano semplicemente abbandonati alla loro sorte, a bordo delle strade.
Quale fosse stato il loro percorso, si sono ritrovati in 10 nei centri di transito nell'est del Congo. Qui hanno incontrato i delegati del CICR che precedentemente avevano ricercato le loro famiglie in Burundi, con le quali il contatto è stato possibile per mezzo dei messaggi Croce Rossa (brevi messaggi personali trasmessi fra membri della stessa famiglia separati dai combattimenti). I minori e le loro famiglie hanno espresso il desiderio di essere riuniti.
La settimana scorsa, i delegati del CICR hanno accompagnato i 10 adolescenti attraverso la frontiera e li hanno riportati nel loro villaggio dove hanno trovato finalmente le loro famiglie.
Il CICR continuerà ad aiutare gli ex bambini-soldato a ritrovare i loro familiari nel Burundi.

Il CICR richiede a tutti i gruppi armati e all'arma regolare del Burundi di smobilitare, senza attendere oltre e senza eccezioni, tutti i bambini-soldato. Richiede inoltre che la questione della smobilizzazione dei bambini-soldato sia trattata indipendentemente da negoziazioni politiche in corso sulla smobilizzazione e la reintegrazione dei combattenti adulti.


4-UNA SOCIETA' NAZIONALE IN TRANSIZIONE
di Helge Kvam (delegato alla divulgazione del CICR in Afghanistan)
(tratto dalla Rivista del Movimento Int.le di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nr.4 2003 -
<http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2003_4/22-23.html>)
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

Dopo 20 anni di conflitti, l'Afghanistan si trova attualmente in un difficile periodo di transizione, con ripercussioni su ogni fetta della popolazione, compresa la Societa' Nazionale Mezzaluna Rossa Afghana (SNMRA).

Nel 2002 la SNMRA ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione al problema delle mine antipersona, mirata in particolare alle donne. I volontari della SNMRA organizzano incontri di sensibilizzazione nell'area maggiormente infestata da mine ed altri ordigni bellici inesplosi (obi).
Non che gli educatori insegnino cose differenti a uomini e donne, ma tutti i partecipanti, ed i volontari coinvolti, sono infatti donne.
Questo tipo di azione è indicativo del fatto che ora la donna possa lavorare, organizzare corsi o in genere uscire di casa maggiormente, ma non solo. Si tratta sopratutto della risposta ad un bisogno da poco riscoperto: da quando la donna e' più libera di muoversi, e' altresì più esposta agli infortuni causati dagli ordigni bellici rimasti dai tempi del conflitto. Stando ai dati in possesso del CICR le donne sono vittime delle mine in percentuali sempre maggiori.

Lida Salamzay, insegnante del CICR, afferma che molte donne non parteciperebbero agli incontri in presenza di uomini, uditori o insegnanti, perche' non si sentirebbero a loro agio, e aggiunge inoltre che istruire le madri serve per trasmettere le informazioni ai figli: "Tradizionalmente e' la donna ad occuparsi dei figli, e quello che viene appreso negli incontri verrà poi trasmesso alle nuove generazioni".
Grazie al supporto del CICR, il programma oggi ha 11 insegnati donne a disposizione.

LE GRANDI SFIDE
Questi nuovi gruppi di sensibilizzazione sono solo uno di molti esempi che che SNMRA deve ora affrontare enormi esigenze. La Società Nazionale ha una lunga tradizione di assistenza in uno dei paesi più sconvolti da conflitti di tutto il globo. Una tra le principali attività e' la gestione di 57 cliniche, di cui 8 mobili, sul territorio nazionale.
Questa rete umanitaria si occupa di due milioni di persone ogni anno.

Durante gli anni di conflitto numerosi governi si sono succeduti al potere. Questi cambiamenti sono rispecchiati nella SNMRA, poiché per tradizione l'autorità' pubblica nominava i vertici dell'organizzazione. Un'eccezione a questa regola e' data dal responsabile alla comunicazione e relazioni pubbliche Abdurrasheed Mukhlis, in carica dal 1993. Negli anni passati il suo compito e' stato quello di accrescere la consapevolezza e la conoscenza del Diritto Internazionale, nonché dei Principi della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa in Afghanistan. Dice "Non posso affermare che abbiamo avuto successo al 100%, ma credo che nonostante le difficoltà siamo riusciti ad assistere discretamente alcune tra le persone più deboli nel paese."

Per garantire che i vertici della SNMRA restino fedeli alle prescrizioni della Neutralità ed Imparzialità nonostante i cambi di governo, A.Mukhlis ha organizzato una serie di seminari interni sul Diritto Internazionale ed i Principi Fondamentali. Allo stesso tempo il CICR ha assistito le vittime dei conflitti, riuscendo a raggiungere tutti i belligeranti coinvolti, ed e' riuscito a costruire relazioni durevoli con i vari governi e gruppi d'opposizione nel paese.

DIVERSITA' ETNICA
Negli uffici centrali della SNMRA, l'attuale segretario generale e presidente Alhaj Qrabig Izidyar - nominato dal governo come molti suoi predecessori - dice di essere attento non solo a che l'organizzazione lavori secondo i dettami di Imparzialità e Neutralità, ma anche che la popolazione sappia che gli interventi della SNMRA non guardano all'etnia. Egli deve pertanto scegliere collaboratori qualificati e assicurarsi che il personale della SNMRA rispecchi questa diversità etnica.

Anche se il conflitto interno appartiene ormai al passato e le relazioni internazionali sono mutate dai tempi del governo talibano, l'Afghanistan deve ancora far fronte a piccoli conflitti tra il governo e la coalizione internazionale guidata dagli USA da un lato, e vari gruppi ribelli dall'altro.
La situazione sta migliorando in molte aree del paese, ma allo stesso tempo la sicurezza viene meno in altre. Alcuni del personale umanitario sono stati assassinati, come pure un delegato del CICR a nord di Kandaharin marzo, e due membri della SNA in agosto.

Il presidente della SNMRA sottolinea l'importanza del lavoro svolto dalle 32 sezioni locali, grazie alla loro vicinanza alle persone bisognose, soprattutto nelle aree di rischio: e' infatti indispensabile che la Croce Rossa Afghana venga percepita come parte della comunità locale.

IL FUTURO DEL PAESE
L'Afghanistan affronta ricostruzione e riconciliazione, un processo in cui la SNMRA giocherà un ruolo fondamentale. I giovani afgani sono sempre più interessati e coinvolti nell'attività della SNMRA. Con il supporto della Federazione Int.le, la Societa' Nazionale ha previsto un progetto sui Valori Umanitari mirato alla diffusione dei Principi Fondamentali tra i giovani volontari. Il capo della sezione giovanile della SNMRA, Merajuddin Zahir, traduce la questione in modo concreto: "E' importante avere gruppi di giovani di etnie diverse. Apprendono il Primo Soccorso, nozioni di Protezione Civile e sono portati ad essere più vicini, così invece di vedersi reciprocamente come nemici possono costruire amicizie." Aggiunge inoltre che queste sono le attività in cui la SNMRA sarà fondamentale, ovvero riconciliazione attraverso educazione ai Valori Umanitari.

La sezione giovanile ha una lunga tradizione, ma durante gli anni di conflitto quasi nessun tipo di attività ha avuto luogo. Una delle sfide e' proprio la mancanza di esperienza, ma il coinvolgimento dei giovani sarà essenziale nei progetti per il futuro. Spiega Zahir: "Alluvioni, terremoti e altre calamità sono frequenti, anche nelle zone più remote. Se vogliamo aiutare efficacemente le vittime, l'educazione di giovani diventa prioritaria. Sono infatti l'avvenire del paese."


Le fondamentali attività della Mezzaluna Rossa Afgana

Alcune tra la principali aree di cui di occupa la SNMRA:
- gestione di 57 cliniche, di cui 8 mobili;
- servizi di Primo Soccorso in 23 province, grazie a 14.000 volontari;
- gestione di 5 ricoveri per senzatetto a Kabul, Jalalabad, Kandahar, Herat e Mazar-i-Sharif;
- avviamento professionale e progetti imprenditoriali (molti specificamente rivolti alla donna) quali ad esempio tessitura e sartoria o panifici;
- incontri di sensibilizzazione alle mine antipersona tenuti da 34 docenti, di cui 11 donne;
- Formazione al Primo Soccorso e attività sportive per i giovani.

 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.