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n° 183 del 24 Febbraio 2004 Stampa E-mail
lunedì 23 febbraio 2004
24 febbraio2004
nr. 183
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 921 indirizzi e-mail


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1- ICRCnews nr.04/21 del 19 febbraio 2004
<Liberia: Bambini riuniti alle loro famiglie>
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

2- CICRnews nr. 19 del 18 febbraio 2004
<Brasile: creazione di una commissione nazionale del Diritto Internazionale Umanitario.>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3- <L’Eritrea affronta di nuovo la miseria indotta dalla siccità>
di Ola Skuterud da Asmara
Tratto dal sito web della Federazione Internazionale della Croce Rossa - 3 Febbraio 2004
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly

4- CENTRO DI FORMAZIONE ONLINE ALLO SVILUPPO
VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo):
Villaggio VOLINT
Corsi di specializzazione online in cooperazione internazionale e sviluppo
VII edizione: marzo - giugno 2004
Comunicatoci da Isidoro Palumbo
1- ICRCnews nr.04/21 del 19 febbraio 2004
<Liberia: Bambini riuniti alle loro famiglie>
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni


Fin dallo scorso Novembre, quando ha intrapreso di nuovo le proprie azioni di ricongiungimento famigliare oltre confine, l’ICRC ha ricongiunto 146 bambini Liberiani alle loro famiglie a Monsterrado, Margubu e Bong. Molti di questi bambini, che erano fuggiti dalla guerra in Liberia, vivevano nei campi profughi in Sierra Leone e Guinea.
Al momento l’ICRC sta gestendo i casi di 2.000 bambini Liberiani, separati dalle loro famiglie a causa della guerra. Tutte le sue delegazioni nell’Africa dell’Ovest condividono le informazioni su questi bambini e lavorano insieme per localizzare i loro parenti. Se un famigliare riconosce il proprio figlio in una foto, l’informazione fornita viene confrontata con quelle date dal bambino. Una volta che il legame famigliare è stato ristabilito, i parenti sono invitati a scrivere un messaggio di Croce Rossa al bambino e può essere richiesto il ricongiungimento.
L’ICRC sta al momento riportando a casa una ventina di bambini dalle loro famiglie in Liberia ogni settimana. I bambini sono portati in aereo dalla Guinea e dalla Sierra Leone che è utilizzato per questo scopo fin dal Febbraio 2001. Entro la fine di questo mese l’aereo sarà sostituito da uno più capiente. L’ICRC offre anche ai bambini che sono stati combattenti e che al momento vivono nel campo temporaneo in Monrovia la possibilità di riprendere i contatti con la famiglia. Questi bambini sono restituiti alla famiglia solo con l’accordo di entrambi.
Fin dall’ottobre scorso l’ICRC sta espandendo la propria attività di ricerca nei territori e le unità della Croce Rossa che effettuano questa attività sono presenti in tutte le 15 province liberiane. Circe 200 volontari della Società Nazionale della Liberia stanno prendendo parte al programma



2-CICRnews nr. 19 del 18 febbraio 2004
<Brasile: creazione di una commissione nazionale del Diritto Internazionale Umanitario.>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


L’America latina ha una nuova commissione nazionale. Il governo brasiliano ha, in effetti, costituito una commissione interministeriale di messa in opera del diritto internazionale umanitaria, il cui obiettivo è la diffusione e l'applicazione delle disposizioni dei trattati di questa branchia del diritto.
La cerimonia d’inaugurazione ha avuto luogo il 12 febbraio a Brasilia, nel palazzo di Hamaraty, sede del ministero delle Relazioni esterne. Il ministro delle Relazioni esterne, Celso Amorim, ha presieduto la cerimonia cui hanno partecipato tutti i membri della commissione, che provengono dai ministeri delle Relazioni esterne, della Giustizia, della Difesa, della Salute, dell’Educazione e della Cultura e anche del gabinetto della Presidenza della Repubblica, del Segretariato speciale dei diritti dell’Uomo e del Congresso nazionale.

In questa commissione ci saranno, in qualità di osservatori permanenti, membri del CICR, che è stato uno dei principali promotori, e della Croce Rossa Brasiliana.
<Noi siamo preoccupati per le questioni umanitarie ha dichiarato Amorim in occasione della cerimonia d’inaugurazione. <E’ difficile, in pratica, non far intervenire elementi di politica>. Da più di un secolo, il CICR gioca un ruolo efficace a questo proposito concedendo una protezione senza fare distinzioni fondate su ideologie o fra i gruppi beneficiari>. Ha aggiunto. Amorim ha anche rilevato l’azione discreta e determinata che il CICR fa nel mondo per assicurare il rispetto delle disposizioni del Diritto Umanitario, che fissa i limiti della guerra.

Il delegato regionale del CICR, Gerard Peytriguet, ha dichiarato che <la creazione di questa commissione indica la volontà del governo brasiliano non soltanto di rispettare, ma di far rispettare i principi del diritto umanitario, nel contesto di responsabilità globale e solidale>.

L’esposizione itinerante ”Anche la guerra ha dei limiti” è stata inaugurata alla presenza del ministro delle Relazioni esterne, in occasione dell’insediamento della commissione. Si tratta di un insieme di 30 opere, che rappresenta delle situazioni di conflitto e d’azioni di solidarietà nelle diverse parti del mondo e rendono evidente l’importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario.



3- <L’Eritrea affronta di nuovo la miseria indotta dalla siccità> di Ola Skuterud da Asmara
Tratto dal sito web della Federazione Internazionale della Croce Rossa - 3 Febbraio 2004 http://www.ifrc.org/docs/news/04/04020302/
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly


Dalla cima di un altopiano, a circa 2400 metri di altitudine, un paesaggio montuoso lunare testimonia i tanti mesi trascorsi dall’ultima volta che la pioggia è caduta dal cielo eritreo. Dovunque, l’erba è marrone. I cactus costituiscono l’unica cosa verde nel paesaggio. Alcuni cammelli e qualche capra si attaccano alle foglie di acacie spinose nella speranza di soddisfare il loro bisogno di cibo.

La nostra squadra regionale di risposta ai disastri, che sta conducendo una valutazione sulla sicurezza degli alimenti, raggiunge la regione di Anseba, a circa 65 Km dalla capitale Asmara. A bordo si trovano i colleghi, provenienti dalle Società di Croce Rossa delle Seychelles e dell’Uganda ed il delegato regionale della Federazione Internazionale di Nairobi.

Sebbene abituato ai disastri naturali, qualcuno trova difficile credere che ci troviamo al centro di quella che un tempo era una terra fertile. Era lungo questa strada sabbiosa che tanti anni fa gli Italiani – temporanei padroni di questa piccola stretta terra lungo il Mar Rosso – coltivavano ogni genere di agrumi per la delizia dei consumatori Europei?

Tre anni di piogge scarse e grave siccità hanno letteralmente rovinato Anseba e ampie zone dell’Eritrea. Nel 2002 il paese ha registrato la peggiore siccità e la minore produzione alimentare nazionale dall’inizio della sua indipendenza, più di dieci anni fa.

Vi erano grandi speranze che il 2003 sarebbe stato un anno di recupero. Stremati da anni di guerra e disastri naturali la gente diceva: “Abbiamo toccato il fondo. Ora le cose possono solo migliorare”. Vi erano notizie di un aumento delle precipitazioni e speranze di buoni raccolti. I colleghi della Società Eritrea di Croce Rossa erano particolarmente ottimisti. Come molti altri coinvolti nella distribuzione di aiuti umanitari, cominciavamo a progettare la fine delle nostre attività di soccorso.

Purtroppo, la nostra speranza non durò a lungo. Aree come Anseba zoba, dove la Croce Rossa stava operando, furono colpite anche più pesantemente dell’anno precedente. Invece di diminuire, le fila delle persone vulnerabili si accrebbero. Poiché i donatori continuavano ad esitare, la Commissione Eritrea per il Soccorso e i Rifugiati (ERREC), supportata dalle agenzie e dalle organizzazioni di aiuto delle Nazioni Unite, è stata costretta a tagliare le razioni fino al 60% degli standard umanitari di base per poter venire incontro alle necessità di 1,9 milioni di persone. Quasi il 54% dei 3,5 milioni di abitanti dell’Eritrea risentono delle restrizioni alimentari.

Ci fermiamo ad uno dei nostri progetti idrici. Sotto il sole bruciante brilla un pannello solare. Nel mezzo del nulla, la Croce Rossa ha installato un moderno sistema di generazione di energia per una pompa dell’acqua. Gli abitanti del posto sono stati istruiti su come far funzionare questa semplice apparecchiatura e come provvedere alla sua manutenzione. Al punto di distribuzione vi è una lunga fila di persone ed animali in attesa. La maggior parte di loro sono donne e bambini. Alcuni hanno percorso fino a 20 km a piedi.
Alcuni asini pelle e ossa, portati per aiutare a riportare l’acqua ai villaggi, attendono obbedienti.

“Prima mi ci volevano due ore per portare l’acqua al villaggio. Ora in 20 minuti sono a casa” dice un ragazzo del vicinato. Se ne va camminando con attenzione, con la sua tanica di plastica da 10 litri, un peso chiaramente troppo grande per il suo corpo fragile.

Ma lui e il resto della comunità sono felici e apprezzano il progetto idrico e il tempo che fa risparmiare. Significa molto per la loro salute generale, per il tempo che i ragazzi della scuola possono dedicare allo studio, e per la vita quotidiana di tutti nei villaggi circostanti.

In altri posti il sistema di trasporto con autobotti della Croce Rossa è l’unica fonte di acqua per migliaia di persone vulnerabili. La gratitudine espressa dagli abitanti dei villaggi e dalle autorità è quasi sopraffacente. Ma questi buoni sentimenti impongono ulteriori responsabilità. Durante altre discussioni con gruppi di donne e presso le stazioni sanitarie si fa strada un continuo messaggio di preoccupazione riguardo la siccità e la situazione alimentare.

La resa del raccolto del 2003 nella maggior parte dei villaggi coprirà il fabbisogno solo per due mesi, ma in alcuni di loro sarà sufficiente per un mese. E’ un fatto che ad Anseba la carestia è stata evitata grazie all’operazione di soccorso della Croce Rossa. Ma malgrado ciò, l’aumentata vulnerabilità ha fatto salire i tassi di malnutrizione dal 16% nel 2002 al 20% nel 2003. I letti dei fiumi sono asciutti. Le sorgenti superficiali si stanno prosciugando e il livello delle falde idriche nel terreno continua a scendere. Sempre più persone devono camminare per distanze più lunghe e spendere più energie e tempo per procurarsi il minimo necessario di acqua. Non possiamo permettere che questa situazione si deteriori ulteriormente.

Da quando è giunta una risposta lenta e tardiva da parte di donatori all’appello urgente della Federazione per l’Eritrea, lanciato nel dicembre 2002, nuove promesse stavano ancora pervenendo nella seconda metà dell’anno quando il programma stava già avvicinandosi al termine. Un avanzo di bilancio ci permetterebbe di coprire parte delle necessità dei nostri 50.000 assistiti nell’inizio del 2004. Ma questo non è sufficiente.

Nel villaggio di Gizgiza l’acqua in entrambi i pozzi è fortemente contaminata, lasciando alla gente l’unica alternativa di camminare per 15 km fino al fiume Anseba. Otto anni fa, sul questo fiume venne costruita una diga. Riforniva a sufficienza per due o tre mesi l’anno, ma negli ultimi due anni è stata completamente asciutta. L’acqua per gli usi igienici è diventata un lusso.

In tutta la regione di Anseba il quadro per i prossimi mesi è lugubre. Il lavoro temporaneo è scarso e la raccolta di legna da ardere per la vendita è un’attività rischiosa in un paese dove la deforestazione è diventata un problema ambientale, costringendo il Governo a introdurre severe regolamentazioni.

Non è prevista pioggia per altri quattro o cinque mesi. Inoltre, la stagione delle piogge di marzo-aprile è mancata completamente negli ultimi due anni.
L’opinione all’interno del gruppo di valutazione è solida: sarebbe inammissibile far cessare la distribuzione di cibo e soccorso in circostanze così difficili.

Mentre scrivo, a Kush come in molti altri villaggi della zona di Shebek la Croce Rossa ha già riesumato il suo programma di distribuzione di acqua con autobotti per 6.000 persone.

La Federazione sta oggi lanciando un appello di emergenza per 4,9 milioni di franchi svizzeri (3,9 milioni di dollari) per consentire alla Croce Rossa Eritrea di aiutare 50.000 persone a fare fronte per nove mesi alle gravi conseguenze di questa prolungata siccità. Il presente appello ha anche una componente di sviluppo, focalizzata su coinvolgimento, responsabilizzazione e sostentabilità delle comunità. Vi chiamo a darci ora il vostro sostegno.


* Ola Skuterud è a capo della delegazione di Asmara della Federazione Internazionale.


4- CENTRO DI FORMAZIONE ONLINE ALLO SVILUPPO
VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo):
Villaggio VOLINT

Corsi di specializzazione online in cooperazione internazionale e sviluppo
VII edizione: marzo - giugno 2004

PROGRAMMA VI EDIZIONE

Per tutti i corsi:
· inizio previsto: 29 marzo 2004
· periodo utile per l'iscrizione: fino al 29 febbraio 2004
· perfezionamento dell'iscrizione e versamento della quota: marzo 2004
· durata: 3 mesi (conclusione: 30 giugno 2004)


1) CORSO DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Coordinatore: dott. Antonio Raimondi, Presidente del VIS e docente del Master in Cooperazione e Sviluppo dell'Università di Pavia.

Il corso intende offrire un panorama completo sulla cooperazione internazionale allo sviluppo, la cooperazione europea, la cooperazione governativa, la cooperazione bilaterale, quella multilaterale e multibilaterale, i doni e i crediti d'aiuto, la cooperazione non-governativa. Il corso prevede anche elementi di progettazione, con esercitazioni sul ciclo di progetto e sulla metodologia del "logical framework" (quadro logico).

2) CORSO DI ECONOMIA DELLO SVILUPPO

Coordinatore: prof. Gianni Vaggi, docente di Economia Internazionale presso l'Università di Pavia e direttore della Scuola Europea di Studi Avanzati in Cooperazione e Sviluppo

Il corso intende presentare gli strumenti per comprendere le principali problematiche dell'economia dello sviluppo: la ricchezza, la crescita, la distribuzione del reddito, la povertà e le strategie per combatterla. Verranno presentate le più conosciute teorie dello sviluppo e le principali strategie poste in opera nelle diverse aree del mondo. Ci si soffermerà, in particolare, sugli aspetti relativi alla cooperazione e agli aiuti dal Nord al Sud del mondo, ai problemi del debito dei PVS, alle crisi finanziarie degli anni novanta e ad altri "temi caldi" dibattuti dagli organismi internazionali e dalle grandi conferenze delle Nazioni Unite.

3) CORSO DI DIRITTI UMANI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Coordinatrice: dott.ssa Carola Carazzone, Responsabile dell'Ufficio Diritti Umani del VIS

Il corso intende offrire una prospettiva sulla complessa relazione che intercorre tra diritti umani e sviluppo. La prima parte è dedicata all'evoluzione storica dei diritti umani e dei loro sistemi di promozione e protezione, venutisi a costruire nel corso dell'ultimo cinquantennio a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. La seconda parte, invece, intende esaminare il ruolo che i diritti umani possono giocare nell'ambito dello sviluppo umano e per la cooperazione internazionale.

4) CORSO IN GLOBALIZZAZIONE E INTERCULTURA

Coordinatore: dott. Luca Cristaldi, Responsabile del settore Educazione allo Sviluppo del VIS

Il corso si sviluppa su due livelli: il primo è quello economico - sociale, che si propone il fine di far comprendere i rapporti di squilibrio tra Nord e Sud del mondo e la stretta relazione tra economia e globalizzazione; il secondo è quello più strettamente interculturale, fondato sul concetto individuale e culturale di identità, sull'educazione all'ascolto, al confronto e al dialogo interculturale come chiavi della convivenza pacifica tra culture diverse.

5) CORSO DI ORIENTAMENTO AL VOLONTARIATO INTERNAZIONALE

Coordinatore: don Ferdinando Colombo, Vice - Presidente del VIS

Il corso intende offrire agli aspiranti volontari internazionali gli elementi per poter compiere una scelta consapevole e svolgere un'azione professionale nei paesi del Sud. Tra i temi oggetto di studio: una panoramica dei fenomeni connessi alla globalizzazione; una presentazione della cooperazione allo sviluppo e degli strumenti con cui si esplica; alcune informazioni relative al ciclo del progetto; alcuni
elementi antropologici utili per un approccio interculturale.


CHI PROPONE I CORSI

Il Centro di Formazione Online allo Sviluppo è un'iniziativa promossa dal VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) con la finalità di diffondere una cultura della cooperazione e della solidarietà verso il Sud del mondo e di fornire competenza professionale a chi si occupa di tematiche internazionali. Il Centro si appoggia alla lunga esperienza del VIS in materia di cooperazione allo sviluppo e si avvale di docenti altamente qualificati, provenienti dal mondo universitario e con rilevanti esperienze di cooperazione internazionale.


OBIETTIVI

a) diffondere una professionalità nell'ambito della cooperazione allo sviluppo;
b) fornire uno strumento per cogliere al meglio i risvolti di tipo economico - antropologico – politico e progettuali legati agli interventi nei PVS.


DESTINATARI

Aspiranti volontari internazionali e cooperanti espatriati; studenti universitari laureati desiderosi di specializzazione; insegnanti di tutte le fasce scolastiche ed educatori allo sviluppo; progettisti e funzionari della cooperazione decentrata.


METODOLOGIA

I corsi proposti dal Centro di Formazione Online allo Sviluppo adottano la metodologia innovativa della formazione online, che consente agli studenti di seguire i corsi in qualsiasi luogo (è sufficiente l'accesso a Internet) e in qualsiasi momento (nei limiti delle scadenze temporali fissate dal docente) utilizzando lo strumento informatico e, in particolare, il sito Internet del Centro di Formazione Online allo Sviluppo: http://www.volint.it/fad.htm.
Ogni corso si compone di dieci lezioni, che vengono erogate con frequenza settimanale e sono disponibili online sul sito del Centro o scaricabili in formato cartaceo. Gli studenti potranno beneficiare del tutoring costante di un esperto della materia e godere di tutti i vantaggi di una classe tradizionale, cioè apprendere contenuti, dialogare con tutor e docenti, discutere / collaborare fra loro, senza, tuttavia, l'obbligo di essere presenti nello stesso momento e nello stesso luogo, come avverrebbe in una classe reale.
La comunicazione avviene mediante l'utilizzo di una piattaforma software chiamata Edulife, e si articola in una varietà di modalità, dalla posta elettronica ai newsgroup.
L'impegno complessivo richiesto dal corso si compone di circa 6 ore settimanali.


PREREQUISITI

La partecipazione ai corsi non richiede il possesso del diploma di laurea, né di alcun altro titolo specifico.
Sarà tuttavia cura di una apposita Commissione Scientifica valutare l'ammissione al corso prescelto. Dal punto di vista tecnico, lo studente dovrà disporre di una connessione Internet con la quale accedere (una volta alla settimana) alle lezioni e di un indirizzo di posta elettronica al quale ricevere un numero cospicuo di messaggi.


VALUTAZIONE

Durante le settimane di corso gli studenti sono invitati a sostenere diverse prove e/o verifiche e, a seconda del corso frequentato, anche esercitazioni di gruppo guidate dal tutor. Al termine del corso gli studenti dovranno produrre un elaborato finale.


TITOLO FINALE

Al termine del corso viene rilasciato a ogni partecipante un "diploma di specializzazione" nella materia prescelta, che attesta la proficua partecipazione al corso e il superamento con successo delle prove richieste.

INCONTRI IN PRESENZA

Si prevede l'organizzazione di un incontro in presenza nel periodo di inizio delle attività. L'incontro avrà luogo a Roma e la partecipazione sarà considerata del tutto facoltativa.


RICONOSCIMENTI

La validità didattica dei corsi erogati dal Centro di Formazione Online allo Sviluppo è garantita da un apposito Comitato Scientifico, composto da docenti dell'Università di Pavia (Enrica Chiappero, Antonio Raimondi, Gianni Vaggi) e dell'Università di Firenze (Franco Volpi).


MODALITA' DI ISCRIZIONE

Per iscriversi a ognuno dei corsi del Centro di Formazione Online allo Sviluppo è necessario inviare il seguente materiale, per posta elettronica, alla Direzione del Centro ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ):
· curriculum vitae;
· lettera di motivazioni;
· specifica del corso per il quale è richiesta la candidatura.

Le iscrizioni verranno accolte fino al 29 febbraio 2004. Nel mese di marzo verrà comunicata ai candidati l'eventuale ammissione e le modalità di perfezionamento dell'iscrizione. I corsi inizieranno il 29 marzo 2004.

Per ulteriori informazioni: Segreteria - tel. 06 51.629.312


QUOTA DI ISCRIZIONE
La quota di iscrizione per ciascuno dei corsi è di 320 euro. A ogni studente iscritto verranno inviati per posta tre libri di testo (Manuale di cooperazione allo sviluppo, La globalizzazione dal volto umano, La sindrome del computer arrugginito) che integreranno le lezioni proposte online.

È previsto il pagamento di soli 200 euro per gli studenti che abbiano frequentato una delle precedenti edizioni dei corsi.


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Avv. Isidoro Palumbo Via Barberini, 3/a - 00187 Roma
fax 06.39740267 - cell. 333.9505966
email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Orario di ricevimento: martedì 17.00 - 18.30 Luiss G. Carli, Via Parenzo, Roma (su appuntamento)

 
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