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Nr° 547 del 20 novembre 2017 Stampa E-mail
lunedì 20 novembre 2017

20 Novembre 2017

nr. 547

Contenuto:

1-   a Firenze - Sabato 9 dicembre 2017 ore 11,00

presso il Circolo Unificato dell’Esercito in Via della Scala, 68 Firenze

Presentazione del Volume "L'affondamento della R.N. Ospedale Po" (Baia di Valona, 14 marzo 1941)” di Maria Enrica Monaco Gorni e Giorgio Ceci della Casa Editrice Tassinari.

Comunicato da Maria Enrica Monaco

2-

Dalla Rivista Red Cross Red Crescent nr. 2 – anno 2017

“CAVALCANDO L’ONDA DEL FUTURO”

Traduzione non ufficiale di Barbara Di Castri


1-

a Firenze - Sabato 9 dicembre 2017

presso il Circolo Unificato dell’Esercito Via della Scala, 68 Firenze  ore 11,00

Presentazione del Volume "L'affondamento della R.N. Ospedale Po" (Baia di Valona, 14 marzo 1941)” di Maria Enrica Monaco Gorni e Giorgio Ceci della Casa Editrice Tassinari.

Comunicato da Maria Enrica Monaco

Questo libro ci ripropone uno dei drammatici affondamenti: " Il 14 marzo 1941, nella Baia di Valona, la R. Nave Ospedale "Po" con 240 persone a bordo, tra cui sette crocerossine, venne affondata. Oltre 200 persone dell'equipaggio furono salvate; tre crocerossine, persero la vita nell'adempimento del loro dovere: Maria Federici, Wanda Secchi e Ennia Tramontani. La quarta vittima, Gina Giovesi Medaglia morirà dopo del tempo a seguito delle conseguenze dell'affondamento. Queste crocerossine furono le prime vittime rosso-crociate della Seconda Guerra Mondiale. La Presidenza della Croce Rossa fece intitolare tre Ospedali CRI della Regione Toscana in loro ricordo: ad Arezzo, a Lucca e a Grosseto. Moltissime le cerimonie in loro ricordo in tutta Italia, i nomi delle crocerossine decedute furono incisi in una lapide di pietra serena nella cappella della Casa di riposo delle Infermiere Volontarie a Firenze "Villa Belvedere". Una storia assolutamente attuale questa, in quanto solo nel 2010 il relitto della Nave è stato trovato ancora intatto nella Baia di Valona, a trentasei metri di profondità, ancora in perfetto assetto di navigazione. Una lunga e complessa ricerca questa di Maria Enrica Monaco Gorni e Giorgio Ceci, condotta nei principali Archivi di Croce Rossa e della Marina Militare di Roma, un importante recupero di memorie grazie al quale possiamo ricostruire esattamente cosa accadde quella notte e far sì che questa pagina di storia non venga più dimenticata.

S.lla Monaco M.Enrica


2-

Dalla Rivista Red Cross Red Crescent nr. 2 – anno 2017

“CAVALCANDO L’ONDA DEL FUTURO”

Traduzione non ufficiale di Barbara Di Castri

Prevedere le tendenze future non sempre consiste nel predire gli eventi o le conseguenze particolari ma essere sempre preparati per rispondere all’imprevedibile.

Immaginiamoci di cavalcare sul surf un’onda gigantesca che avanza velocemente senza sapere in che punto si infrangerà, potrebbe succedere che un vento marino riduca la sua cresta oppure una secca la faccia infrangere prima del previsto.

Non è male sapere qualcosa sui venti dominanti e le secche. Però alla fine la destrezza con cui noi ci manteniamo in equilibrio sulla tavola non dipende dal fatto di sapere esattamente come e quando l’onda si infrangerà ma nell’avere l’agilità, la conoscenza e l’esperienza per reagire a quello che ostacola il nostro cammino.

Per gli operatori umanitari mantenersi aggiornati sulle tendenze in costante evoluzione è un poco come saper cavalcare quell’onda.

Per quanto possiamo conoscere bene alcune tendenze, la temperatura dell’atmosfera continuerà ad aumentare, i cicli di siccità e di alluvioni si intensificheranno, la tecnologia continuerà a trasformare profondamente le nostre vite e non sappiamo ancora come queste dinamiche così complesse si verificheranno e  interagiranno fra loro.

Gli operatori umanitari non sono gli unici a provare incertezza verso il futuro. La maggior parte dei pensatori, dei guru della tecnologia, degli analisti della finanza  sono tutti d’accordo su alcuni concetti base: il ritmo del cambiamento aumenterà, la rete di interconnessioni che definisce la vita moderna diventerà ancora più complessa e nessuno sa con esattezza dove ci porterà questa onda.

Aumenterà o diminuirà la differenza fra ricchi e poveri?

Scompariranno i soldi di carta?

Cambieranno i centri di influenza di capitali e del commercio ?

Che dimensioni potranno raggiungere le città del mondo?

Quando diverrà realtà un viaggio spaziale?

Che cosa significherà per gli esseri umani l’ascesa dell’intelligenza artificiale e la robotica?

Quali potranno essere gli sviluppi dell’ingegneria genetica nelle piante, negli animali e negli esseri umani?

Quale sarà l’aspettativa di vita  fra 30 anni?

Quale sarà il futuro della guerra?

Di quali sviluppi beneficeremo nella produzione di energia e di alimenti?

Un futuro incerto.

A queste domande ci sono già alcune risposte in quello che sta succedendo. Per esempio per quanto riguarda la domanda sul denaro: secondo uno studio recente si è visto che l’80% delle persone che vivono in alcune zone urbane della Cina già non utilizzano i contanti. Tutto si realizza elettronicamente attraverso i telefoni cellulari. In alcune zone dell’Africa rurale le statistiche rivelano una tendenza simile.

E che dire delle cosiddette “macchine pensanti”? Sono forme primitive di intelligenza artificiale che già svolgono un ruolo importante nella nostra vita quotidiana, in casa, in automobile quando usiamo il telefono.

Ogni volta che facciamo un acquisto o una ricerca su internet, per esempio, i computer seguono il percorso di queste nostre attività, poi utilizzano formule matematiche complesse per definire il profilo dei consumatori e predire il comportamento futuro ai fini di soddisfare direttamente le possibili necessità di consumo, tutto questo senza intervento umano.

Nella stessa maniera, i computer usano algoritmi per prendere decisioni in frazioni di secondo nelle operazioni di borsa, rielaborano analisi di modelli metereologici o dicono a determinati sistemi di armi come reagire in specifiche circostanze.

Si sta discutendo molto sulla rapidità con cui l’intelligenza artificiale e la robotica risolveranno molti aspetti della vita umana. Ma molti pensatori prevedono che aumentando il ritmo e la complessità della vita, gli esseri umani diventeranno sempre più dipendenti dall’intelligenza artificiale per risolvere le situazioni.

Se a questo si aggiungono altre tecnologie in evoluzione, l’ingegneria genetica o il potenziamento umano, alcuni studiosi prevedono che in poche generazioni, gli esseri umani potrebbero convertirsi in una specie molto differente.

Può sembrare folle. Ma l’affermazione si basa su progressi già compiuti. Numerose aziende stanno sviluppando sistemi di potenziamento umano, come l’esoscheletro meccanico per migliorare la forza fisica. Altre aziende invece, offrono la possibilità di istallare varie forme di nanotecnologia (dispositivi e computer microscopici) nel corpo umano per migliorare la vista, convalidare l’identità o monitorare lo stato biologico di una persona.

Anche se queste tecnologie possono offrire numerosi vantaggi, portano con sé anche un approccio etico da non sottovalutare e molte conseguenze umanitarie.

Possono le tecnologie di potenziamento umano essere utilizzate con cattiva intenzione o aumentare la probabilità di violazione del diritto umanitario?

La nostra crescente interconnessione con la tecnologia sarà fonte di libertà o ci farà più vulnerabili e manipolabili?

Se i robot e gli esseri umani semi-automatizzati o potenziati faranno più lavoro, cosa significherà questo per i lavoratori, le loro famiglie e le loro comunità? Questi cambiamenti influenzeranno ugualmente tutto il mondo?

I progetti locali sono il futuro.

Comunque, non tutte le tendenze e le innovazioni si basano sulle nuove tecnologie, nè emergono dai laboratori ben finanziati delle economie sviluppate del Nord o dell’Ovest del mondo.

Molte innovazioni si verificano nelle comunità di tutto il mondo, perché le persone trovano sempre nuovi modi per superare i propri problemi.

Vale la pena citare il caso di un agricoltore indonesiano che alleva le mosche nere soldato . Questi insetti si nutrono di detriti che si accumulano nei fiumi e che causano inondazioni, intasando il corso d’acqua. Mentre quindi, gli insetti adulti aiutano a prevenire le inondazioni, le larve di questa specie possono essere utilizzate come nutrimento per gli animali di allevamento.

Questa idea ha catturato l’attenzione della Croce Rossa  Indonesiana (chiamata localmente PMI), della Federazione Internazionale, dell’Università di Amburgo e di diversi donatori che si sono riuniti per creare “un fondo di innovazione” destinato ad appoggiare le idee che contribuiscono a prevenire le inondazioni.

"Stiamo già innovando nelle comunità", afferma Carlos Álvarez, responsabile dell'innovazione e delle comunicazioni future per l'unità di politica, strategia e conoscenza della Federazione Internazionale.

"Ora si tratta di dare finanziamenti e follow-up in modo che possano diffondersi ed avere un'influenza su larga scala".

La mosca soldato è solo una delle tante idee che sono emerse nell'ultimo anno, poiché le squadre della Federazione Internazionale, del CICR e della National Society hanno cercato di interpretare le tendenze emergenti e future e sostenere idee che aiutino il Movimento a cavalcare questa onda, un tema essenziale delle riunioni legali del 2017 della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che saranno esaminati in Turchia all'inizio di novembre.

ll Forum RC2, che si svolgerà durante le riunioni, si concentrerà sui dilemmi attuali e futuri, nonché sulle possibili soluzioni. Le idee che emergeranno completeranno il dibattito nell'Assemblea Generale della Federazione Internazionale, documenteranno i dibattiti e le decisioni durante il Consiglio dei Delegati e guideranno il programma della Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nel 2019.

Comunque, con tante domande sul futuro, l’esigenza del Movimento non è necessariamente, quella di prevedere le  conseguenze concrete o inventare il dispositivo o l’innovazione perfetti per qualsiasi scenario possibile. Qui si tratta di imparare a cavalcare l’onda.

"La domanda che deve essere posta è: “Come stabilire i meccanismi e forgiare la cultura nelle nostre organizzazioni affinché possiamo continuamente esaminare l'orizzonte e adattarci ai cambiamenti che ci circondano?'" Dice Shaun Hazeldine, che dirige la squadra della Federazione Internazionale ed è il responsabile dell'analisi delle tendenze future.

Al centro dei dibattiti ci sono alcune questioni fondamentali e urgenti: di quale tipo di Movimento necessitiamo per risolvere questi problemi complessi e in continua evoluzione e quali tipi di operatori umanitari dobbiamo essere in un mondo in cui anche le ipotesi di base delle generazioni passate, come ciò che significa essere umano, possono essere messe in discussione?

 

Promessa o minaccia?

Sono in corso cambiamenti veloci e sorprendenti, ma sarà un futuro luminoso per l'umanità o qualcosa di poco chiaro?  Cosa implicherà ciò per il settore umanitario?

Nelle riunioni dei volontari e del personale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per discutere le tendenze future nel quadro del processo di "pianificazione  e analisi prospettica", le opinioni sono generalmente divise, osserva Aarathi Krishnan, Coordinatore dell'innovazione della Federazione Internazionale, a Kuala Lumpur. "Quasi la metà dei partecipanti ha ritenuto che i cambiamenti saranno un'opportunità e l'altra metà una minaccia", dice.

Luminose o scure, i cambiamenti sono già in atto. E  si stanno verificando con grande velocità. Per il mondo degli affari, stare al passo con le tendenze in continua evoluzione, le forze di mercato e i gusti dei consumatori è stato sempre fondamentale. Di fronte a questo rapido ritmo di cambiamento, le aziende stanno investendo ancora di più nell'interpretazione delle tendenze future, soprattutto attraverso l'analisi di un'enorme quantità di dati. Insomma, utilizzano formule matematiche basate sull’informatica per interpretare grosse quantità di dati e trarre così conclusioni strategiche.

La convergenza dell'intelligenza artificiale, i computer in grado di imparare rapidamente e la nuvola informatica (che consente di raccogliere, unire e analizzare grandi set di dati) offrono nuovi modi di vedere e comprendere i comportamenti individuali e le tendenze politiche ed economiche generali e influenzare tutto questo mondo .

“Big data” o grandi dati

Le organizzazioni umanitarie hanno investito molto meno nell'innovazione, sfruttando i progressi scoperti in altri settori.  Ma questo sta cominciando a cambiare. Un esempio è il modo in cui vengono utilizzati i cosiddetti "Big data". La Croce Rossa Olandese, per esempio, ha lanciato un'iniziativa (510 Global Initiative), il cui scopo è quello di rendere l'assistenza umanitaria più rapida ed economicamente più efficace, utilizzando l'apprendimento automatico per prevedere i danni causati dai tifoni, terremoti e alluvioni.

"Sulla base dei dati storici sulle catastrofi, siamo sempre più in grado di prevedere le conseguenze di un disastro, solo poche ore dopo che si è verificato", dice Maarten Van der Veen, iniziatore del progetto per la Croce Rossa Olandese. "Questi dati iniziali possono aiutarci a dare priorità alle nostre operazioni di soccorso più immediate".

Alla diga di Nangbéto sul fiume Mono in Togo, i sistemi di apprendimento automatico delle macchine stanno aiutando coloro che lavorano lì, a prevedere i rischi di alluvione e comunicare queste informazioni alle comunità situate a valle.

"Le dighe idroelettriche sono partner naturali di questa iniziativa, dal momento che è possibile prevedere quando si verificheranno le inondazioni", afferma Pablo Suárez, direttore associato della ricerca e dell'innovazione del Centro per il cambiamento delle organizzazioni della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sopra il cambio climatico e uno degli artefici del progetto.

Dopo che la grande inondazione nel Mono River si è verificata nel 2010, quando i fondi per gli aiuti umanitari provenienti da fonti internazionali ci hanno messo 34 giorni per raggiungere la Croce Rossa Togolese, Suarez e i suoi colleghi hanno creato un sistema che utilizza un algoritmo complesso per analizzare i regimi delle precipitazioni passate e prevedere quando la diga raggiungerà la sua massima capacità.

I fondi per la prevenzione delle catastrofi vengono poi rilasciati prima che si verifichino le inondazioni, tenendo conto delle previsioni dei flussi massimi probabili a valle.

I miei dati, la mia dignità

Questi progetti sono solo due esempi del ruolo che i dati possono svolgere e giocheranno nel nostro futuro. Entro il 2018, circa 3.600 milioni di persone - quasi la metà della popolazione mondiale - dovrebbe utilizzare almeno un'applicazione di messaggistica.

Le organizzazioni umanitarie non costituiscono un'eccezione. Un esempio è l'iniziativa (Che succede adesso?) Sostenuta da un partenariato tra Google e il World Reference Center della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per la preparazione ai disastri, che fornisce agli utilizzatori di telefoni cellulari in tutto il mondo, un avviso precoce e un orientamento all'azione.

La nuova ricerca condotta dal CICR indica che le applicazioni di messaggistica meritano di essere considerate uno strumento primordiale per realizzare operazioni più efficienti e meglio adattate alle esigenze in continua evoluzione.

Tuttavia, nel rapporto del CICR del gennaio 2017, Humanitarian Futures for Messaging Apps , si nota che le organizzazioni umanitarie devono stare attente.

La maggior parte delle applicazioni di messaggistica comunemente raccoglie informazioni molto diverse sugli utenti. Pertanto, se gli operatori umanitari utilizzano queste applicazioni per raggiungere gruppi specifici di persone in difficoltà, è importante proteggere tali dati. Anche la raccolta involontaria di tali dati potrebbe rappresentare rischi per individui o gruppi.

Pertanto, le organizzazioni umanitarie devono disporre di una chiara e severa politica di protezione dei dati che affronti in modo proattivo una serie di temi trasversali, incluso il consenso informativo, misure efficaci di crittografia e diritti alla privacy.

Questo è importante al di là dell'uso delle applicazioni di messaggistica, in quanto le organizzazioni umanitarie utilizzano sempre più i media elettronici per effettuare valutazioni in loco, registrare i beneficiari e trasferirgli i fondi. Alcuni utilizzano anche dati biometrici, come le impronte digitali, per verificare l'identità delle persone che ricevono l'aiuto. È una delle ragioni per cui il CICR ha recentemente lanciato un progetto di ricerca con Privacy International per studiare ulteriormente i rischi di metadati generati dalle organizzazioni umanitarie.

Nuove difficoltà, nuovi bagagli

Infatti, ogni nuova opportunità, tendenza o innovazione porta con sé una moltitudine di dilemmi tecnici ed etici che interagiscono. Il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa dovrà individuare, analizzare e rispondere su queste tendenze e considerare le conseguenze umanitarie che comportano, il più rapidamente possibile.

In un recente articolo del blog dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, Anja Kaspersen, del CICR, sottolinea che tali algoritmi hanno permesso di diagnosticare con maggiore precisione alcune forme di cancro rispetto alle diagnosi di oncologi esperti.

"E di recente, un algoritmo di intelligenza artificiale, chiamato Libratus, si è dimostrato un promettente giocatore di poker", osserva. Il problema è che, almeno fino ad ora, è difficile sapere perché questi algoritmi prendono determinate decisioni e questo ostacola notevolmente l'azione correttiva o la responsabilità.

Se l'intelligenza artificiale viene utilizzata per dare ai sistemi di armi un potere autonomo e stabilire obiettivi, questi problemi diventano ancora più gravi.

"Immaginiamo un algoritmo  che possa distinguere facilmente gli esseri umani combattenti dai civili", scrive.

"Sapendo che salverà la vita di più civili rispetto ad una persona responsabile delle decisioni, abbiamo noi un obbligo etico per consentire a questo algoritmo di prendere decisioni di vita o di morte? Oppure sarà moralmente inaccettabile, sapendo che l'algoritmo non potrà essere in grado di spiegare il ragionamento che ha portato ad un errore, rendendoci impossibilitati a rimediare alla sua capacità di ripetere tale errore?

E’ fondamentale capire i vantaggi e i possibili pericoli dell'intelligenza artificiale, afferma, già che sembriamo "sull'orlo di una corsa globale di armi guidata dall'intelligenza artificiale ... e i sistemi alimentati da questa intelligenza artificiale possono trasformare la guerra moderna in modo drastico come hanno già fatto la polvere da sparo e le armi nucleari ".

Nuovi attori, nuovi scenari

Buoni o cattivi, non tutti i grandi cambiamenti che influenzano l'azione umanitaria provengono dalla nuova tecnologia. Nuovi attori umanitari, tra cui le alleanze creative tra attori privati, pubblici e comunitari, stanno cambiando il modo in cui le persone intervengono nella risposta umanitaria.

"Una nuova ondata di aziende con impatto sociale sta collaborando con le organizzazioni non governative per trovare soluzioni e organizzare altre fonti di finanziamento", afferma Ramya Gopalan, coordinatore della Federazione Internazionale sulle innovazioni per la regione del Medio Oriente e del Nord Africa. .

"Queste aziende tendono ad integrare uno stile autorevole di gestione e di attuazione".

Per il Movimento, l'esperienza è sempre stata uno dei suoi maggiori vantaggi, ma in questo nuovo mondo può essere un ostacolo. "Molte organizzazioni grandi come la nostra hanno un modo autorevole di fare le cose", dice Gopalan."Crediamo che riusciremo nell’impresa perché è sempre stato così. Ma questo modo di fare le cose non esiste più ".

Poiché le organizzazioni umanitarie sono pressate dai donatori per trasformare il loro modello operativo e coordinare meglio le loro azioni, anche con gruppi locali e altri settori, la comprensione di queste tendenze sarà essenziale.

"L'ecosistema umanitario ha necessità di un cambiamento veloce e drastico per il  quale serve un nuovo modo di pensare ", secondo Peter Walton e Fiona Tarpey, direttore e responsabile della strategia e della politica internazionali per la Croce Rossa australiana, in un articolo pubblicato sul sito web di Crescita rossa della Croce Rossa (rcrcmagazine.org).

"Dobbiamo cominciare ad adottare un modello di collaborazione a lungo termine e più sistematico tra le organizzazioni e le componenti del Movimento e trovare coalizioni più creative", dicono.

Come esempio possiamo citare un progetto pilota della Croce Rossa australiana in Vanuatu il cui scopo è quello di coinvolgere i fornitori locali nella fornitura di assistenza. L'idea è quella di formare partenariati tra fornitori locali, organizzazioni umanitarie e governo per aumentare la capacità delle aziende locali di fornire beni e servizi in  risposte rapide. Questo renderebbe più facile fornire sollievo alle comunità delle isole che sono di difficile accesso e allo stesso tempo stimolare l'economia locale.

Tuttavia, questa modifica potrebbe essere pericolosa e sarà difficile per il Movimento adattarsi al cambiamento e garantire il rispetto per i valori che hanno reso la sua reputazione come fornitore affidabile e neutrale di assistenza imparziale da più di 150 anni.

"Non si tratta di mettere da parte le nostre tradizioni e la nostra cultura", spiega John Sweeney, che coordina il futuro e potenziale think tank della Federazione Internazionale, ma “imparare a sfruttare le opportunità e affrontare i cambiamenti, trovare attività che funzionino e si allarghino, per integrare tutto il nuovo e poi continuare ad evolverci ".

Originale in lingua spagnola al link http://www.rcrcmagazine.org/2017/11/surfeando-el-futuro/?lang=es

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