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n° 537 del 27 gennaio 2015 Stampa E-mail
mercoledì 28 gennaio 2015

27 gennaio 2015

nr. 537
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:

1 - Notizia sulla partecipazione del Prof. Carlo Greppi a trasmissioni televisive odierne


2 -Tratto dal sito del SIR (Servizio Internazionale di Ricesca) di Bad Arolsen (Germania)
13 agosto 2013
“E’ difficile da sopportare”  Consegna di effetti personali
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - 10-11-2009
Il Servizio Internazione delle Ricerche e il CICR
traduzione di Serena Corniglia

 


1-
Notizia sulla partecipazione del Prof. Carlo Greppi a trasmissioni televisive odierne

 

Oggi, 27 gennaio è la “Giornata della Memoria 2015” su RAI3 alla trasmissione "Il Tempo e la Storia” il prof. Carlo Greppi autore de "L'ultimo treno" edito da Donzelli, è stato intervistato da Massimo Bernardini.

Il Prof. Carlo Greppi è figlio del Prof.Edoardo Greppi dell'Università di Torino Professore di Diritto Internazionale Umanitario che è stretto collaboratore della Croce Rossa Italiana per i Corsi e Convegni di Diritto Internazionale Umanitario e di Storia.

 

 Il Prof. Carlo Greppi sarà presente nella trasmissione di questa sera ore 21,00 su RAI STORIA "Shoa: i bambini hanno memoria" condotto da Massimo Bernardini.

Ci sarà anche un filmato sugli archivi del CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa) di Bad Arolsen in Germania. Per maggiori informazioni sul Archivio della seconda guerra mondiale CICR vedere questo link: http://www.swissinfo.ch/ita/il-cicr-apre-al-pubblico-gli-archivi-dell-olocausto/6288684

e anche https://www.its-arolsen.org/en/homepage/index.html

 

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2-

 

Questo è un articolo vecchio di 1 anno e mezzo, ma è una storia che ha in sé il sentimento di moltissime altre storie.

 

Tratto dal sito del SIR (Servizio Internazionale di Ricesca) di Bad Arolsen (Germania)

13 agosto 2013

“E’ difficile da sopportare”  Consegna di effetti personali

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

E’ una visita insolita quella che c’è stata al Tracing Service International (ITS - Servizio Internazionale di Ricerca) in Bad Arolsen. Gimeno François de Rennes, Francia, accompagnato dalla sua famiglia, ha recuperato gli effetti personali  che erano stati  confiscati al padre nel campo di concentramento di Neuengamme nel maggio 1944: un anello con sigillo con le iniziali di suo padre e un cinturino di orologio da polso. "Avevo un po 'paura a venire qui," dice Gimeno. «Non ho potuto dormire per due giorni, perché continuavo a pensare. Ma alla fine, è stata la decisione giusta. "

 

Nel fare ricerche sulla persecuzione di suo padre, non avrebbe mai pensato di trovare degli oggetti che gli erano appartenuti, ha detto Gimeno. "Mio figlio José Camille ha scoperto l'elenco degli effetti personali su ITS  effettuando una ricerca su Google su Internet." In questa lista, si trovano i nomi di circa 2.800 ex prigionieri dei campi di concentramento di Neuengamme e di Dachau, tra cui portafogli, orologi, lettere e foto in attesa di essere consegnate  alle famiglie. A seguito della scoperta di questa lista, la famiglia  Gimeno decisero di fare il lungo viaggio in auto per cercare personalmente le poche cose del padre e rispettivamente nonno, e avere un'idea degli archivi conservati presso l'ITS. La famiglia ha ricevuto non solo i beni personali di José Gimeno, ma anche copie dei documenti relativi alla sua deportazione.

José Gimeno, nato nel 1915 in Fresneda in Spagna, è stato negli anni '30, combattente come un anarchico contro Franco al fianco Repubblicani. Egli fuggì in Francia nel 1939, dove è stato internato un anno più tardi, in un primo momento nei pressi di Tolosa poi a Lorient in Bretagna. "E’ là che ha cercato di  fuggire nel 1942. Tuttavia, non sappiamo cosa è successo prima della sua deportazione in Neuengamme. Partiamo dal presupposto che viveva in clandestinità", racconta il figlio Francesco.

 

La Gestapo finisce per arrestare  José Gimeno a Rennes nel  marzo del 1944 e lo ha deportato in Germania. A Watenstedt, commando esterno a Neuengamme, questo  prigioniero spagnolo è stato mandato a produrre obici  per la Wehrmacht. Durante l'evacuazione del commando 7 Aprile 1945, è stato trasportato in treno al campo di concentramento di Ravensbrück. Dopo la liberazione, ha scritto una lettera ai suoi genitori nel giugno del 1945 per annunciare che era sopravvissuto e che  doveva trascorrere diverse settimane in ospedale. Questa lettera esiste tuttora. "Nel 2002, dopo la morte di mia madre, abbiamo trovato alcune carte fra i suoi documenti di lavoro, e anche le lettere," racconta il Sig. Gimeno. "Mio padre non mi ha parlato  di questo periodo. Nemmeno mia madre mi ha mai raccontato. Lei ha sofferto molto durante la guerra e, con l'età, era sempre timorosa. Tutto questo periodo è stato quindi passato sotto silenzio. "

 

José Gimeno tornò in Francia nel mese di luglio 1945. Inizialmente è stato ospitato presso l'Hotel Lutetia a Parigi. Poi tornò a Rennes, dove ha iniziato a lavorare come operaio in edifici. Si fece una famiglia e ebbe anche un figlio all'età di 46 anni, suo figlio Francesco. Ha ottenuto la nazionalità francese nel 1970. Non è che a partire da questo momento che egli può tornare in sicurezza nel suo paese d'origine, la Spagna, ancora governata da Franco, e rivedere finalmente suo padre. Quest’ultimo era stato imprigionato per 10 anni sotto il regime di Franco. Sua madre era morta giovane. "Il controllo alla frontiera  con la Spagna era molto stretto", ricorda François Gimeno, che aveva 9 anni all’epoca. «Ma io ho potuto conoscere mio nonno proprio la  settimana prima che morisse."

 

Fino ad oggi, il rapporto con la famiglia in Spagna resta tesa, dice François Gimeno. "Il resto della famiglia era dalla parte di Franco e non è mai accaduto che venisse fatto un confronto con il passato." Nel suo cuore, suo padre è rimasto sempre spagnolo ed ha insegnato al figlio l’interesse per la politica. "In fondo, è stato fortunato per essere stato deportato nei campi di concentramento solo nel 1944. Gli spagnoli erano molto solidali nel campo e si sostenevano a vicenda." Questo è ciò che ha permesso a mio padre di sopravvivere, anche se la sua salute è rimasta precaria ed è morto all'età di 62 anni. "E 'difficile da sopportare", ha detto il figlio. "Le persone non hanno memoria. Non imparano la lezione della storia. In ultima analisi, questo rimane una questione puramente personale."

 

Originale francese al link: https://www.its-arolsen.org/fr/page-daccueil/index.html?expand=8248&cHash=39f5240e0dd008edb7a700e3be968af3

 

 

 

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3-

 

Questo articolo è tratto da un vecchio numero del Caffè Dunant  il nr. 402 nel novembre 2009, Lo ripubblichiamo perché è un pezzo di storia del Servizio Internazionale delle Ricerche, pur mancante degli sviluppi di questo centro negli ultimi 5 anni.

 

 

10-11-2009

Il Servizio Internazione delle Ricerche e il CICR

Dal 1955, il Servizio Internazionale delle Ricerche (SIR), con sede a Bad Arolsen (Germania), è posto sotto la direzione e l’amministrazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Il SIR si occupa di stabilire la sorte delle vittime delle persecuzioni naziste e delle loro famiglie grazie ai suoi archivi, che sono accessibili per le ricerche.

 

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

 

Il Servizio Internazionale delle Ricerche (SIR, www.its-arolsen.org), a Bad Arolsen, in Germania, opera in favore delle vittime delle persecuzioni naziste e delle loro famiglie, cercando di stabilire la loro sorte, grazie all’aiuto degli archivi che gli sono stati affidati. Con un effettivo di circa 300 collaboratori, il SIR conserva questi dati storici e li rende accessibili per le ricerche. Se allineati uno a fianco dell’altro, questi archivi rappresentano 26.000 metri lineari di documenti contenenti informazioni sulla sorte di circa 17.5 milioni di persone.

 

Il Sir fornisce informazioni su:

-       i tedeschi e i non tedeschi detenuti nei campi di concentramento o di lavoro del regime nazional-socialista e altri luoghi di detenzione fra il 1933 e il 1945;

-       le vittime dell’olocausto;

-       i non tedeschi condannati ai lavori forzati sul territorio del Terzo Reich durante la Seconda Guerra Mondiale;

-       le persone sfollate che, dopo la seconda guerra mondiale, sono state prese in carico da organizzazioni internazionali di soccorso (UNRRA, OIR);

-       i bambini (cioè tutte le persone che, alla fine della seconda guerra mondiale, non avevano ancora 18 anni) di persone appartenenti a gruppi deportati o separati dalle loro famiglie a causa della guerra.

 

Gli archivi non contengono documenti sui civili tedeschi che sono fuggiti o che sono stati cacciati dai territori all’epoca occupati dalle forze tedesche.

 

Nel 1955, il CICR si vide affidare la direzione e l’amministrazione del SIR da parte della Commissione Internazionale del SIR, il suo organo dirigente. Questa decisione è motivata dal carattere neutro e indipendente del CICR, nonché dalla sua esperienza nella ricerca delle persone. Da allora, il CICR assicura la gestione di tale istituto, nominando uno dei suoi rappresentanti come direttore. Prima del 1955, il SIR – creato prima della fine della Seconda Guerra Mondiale su iniziativa britannica – è stato inizialmente amministrato dai Corpi di Spedizione Alleati e poi, nell’ordine, dall’UNRRA (Amministrazione delle Nazioni Unite per il Soccorso e la Ricostruzione), dall’OIR (Organizzazione Internazionale per i Rifugiati) e dall’Alta Commissione Alleata per la Germania.

 

Da decenni, il SIR ha il mandato strettamente umanitario di ricercare le vittime civili delle persecuzioni naziste e di fare luce sulla loro sorte. Emette anche dei certificati per il versamento di pensioni e di indennizzi e sostiene il lavoro delle autorità giudiziarie. Nel 2007, gli undici Stati membri della Commissione Internazionale hanno riconosciuto la necessità di rendere disponibili questi importanti documenti per le ricerche storiche e hanno deciso di renderli accessibili al pubblico.

 

Negli anni a venire, non sarà più possibile raccogliere le testimonianze dirette dei sopravvissuti alle persecuzioni naziste. I preziosi documenti conservati a Bad Arolsen giocheranno, quindi, un ruolo cruciale, in quanto testimoni di questo oscuro capitolo della storia dell’umanità. Parallelamente, il SIR proseguirà la sua attività tradizionale, che consiste nel fornire delle informazioni ai sopravvissuti e alle loro famiglie, finché continuerà a ricevere domande.

 

I nuovi impegni assunti dal SIR, che mirano per esempio a facilitare la ricerca, la raccolta e l’archiviazione di documenti, hanno già dato luogo a dei cambiamenti strutturali, che si sono rivelati necessari per rispondere efficacemente alle nuove sfide poste dall’apertura degli archivi al pubblico.

 

Nel 2008, il CICR ha informato la Commissione Internazionale dell’intenzione di ritirarsi progressivamente dalla gestione del SIR. Consapevole che i nuovi compiti assunti dal SIR esigono delle competenze che vanno al di là della missione del CICR, la Commissione Internazionale ha aperto il dibattito per ridefinire il mandato e la struttura organizzativa del futuro SIR. Il CICR prende parte alle discussioni, che dovrebbero concludersi con una soluzione durevole che permetta al CICR di ritirarsi dal suo attuale ruolo di amministratore.

 

 

Date importanti nella storia del SIR:

 

-       Maggio 2006: la Commissione Internazionale decide di aprire gli archivi al pubblico, per favorire le ricerche, e di emendare gli Accordi di Bonn del 1955, che costituiscono il fondamento giuridico del SIR.

-       Agosto 2007: trasmissione delle prime copie digitali dei documenti relativi all’incarcerazione ai depositari degli archivi degli Stati membri della Commissione Internazionale. Lancio del sito internet del SIR.

-       Novembre 2007: ratifica degli emendamenti agli Accordi di Bonn del 1955. Apertura degli archivi alla ricerca. Riapertura degli archivi del SIR.

-       Marzo 2008: riunione tecnica della Commissione Internazionale a Bad Arolsen; trasmissione delle copie digitali dei documenti sulle persone trasferite ai responsabili degli archivi degli Stati membri.

-       30 aprile 2008: cerimonia per l’apertura degli archivi del SIR a Bad Arolsen.

-       Maggio 2008: durante l’annuale riunione a Varsavia, la Commissione Internazionale apre il dibattito sull’avvenire dell’istituzione.

-       Giugno 2008: incontro congiunto con il Museo degli Stati Uniti del Memoriale dell’Olocausto, che riunisce 15 storici da tutto il mondo.

-       Agosto 2008: trasmissione delle copie digitali di documenti sul lavoro forzato ai depositari degli archivi.

-     Novembre 2008: dalla sua apertura al pubblico, 1.300 visitatori di 24 paesi hanno visitato il SIR, fra cui 330 ricercatori, 100 giornalisti e 290 vittime delle persecuzioni naziste e membri delle loro famiglie. In totale, il SIR ha ricevuto 11.300 richieste di informazione da 77 paesi, di cui circa un quarto (2.920 domande) provenienti da specialisti e da giornalisti.

-       Dicembre 2008: un nuovo archivista lancia un progetto che mira a migliorare l’indicizzazione dei documenti del SIR.

-       Maggio 2009: la Commissione Internazionale prosegue le discussioni sul mandato e sulla struttura del futuro SIR.

 

 

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:

http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/its-feature-280809
 
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