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n° 186 del 01 marzo 2004 Stampa E-mail
domenica 29 febbraio 2004
01 marzo 2004
nr. 186
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 924 indirizzi e-mail


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1-1 Marzo 1999 – 1 Marzo 2004 <I cinque anni di un Trattato “popolare”>
di M.Grazia Baccolo

2-CICR Comunicato Stampa nr. 15/04 del 1 marzo 2004
<Un mondo senza mine in cinque anni>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3-Tratto dalla Rivista del Movimento Internazionale “Red Cross Red Crescent”
Rubrica “in breve” pag. 29 Numero 4 anno 2003
<Un meeting cruciale sulle mine a Bangkok>
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly


4-Alberto Cairo a FIRENZE il 14 aprile 2004,
rassegna: "Leggere per non dimenticare",
Comunicatoci da Eros Bosisio - CICR

5-Tratto dalla Rivista del Movimento Internazionale “Red Cross Red Crescent”
Rubrica “In breve” pag.29
<I prigionieri sono tornati a casa>
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly
1-1 Marzo 1999 – 1 Marzo 2004 <I cinque anni di un Trattato “popolare”>

Ricorre oggi il V° anniversario dell’entrata in vigore del Trattato per la messa al bando delle mine antipersona (Trattato di Ottawa). Di grande rilievo è il comunicato stampa del CICR pubblicato al punto nr. 1 di questo notiziario, che anticipa la Conferenza di Nairobi di novembre 2004. Seguito da una notizia della rubrica “In breve” tratta dalla Rivista Red Cross Red Crescent che parla della riunione di Bangkok del settembre 2003.

Vagando tra Nairobi e Bangkok la mia mente ritorna alla data cruciale, al marzo 1999 e ad un numero del Caffè, il 21 per esattezza (http://www.micr.it/notiziarionuovo/21.htm ), e successivi,che riportò in diversi articoli il processo della realizzazione di quel Trattato, il primo che non venne proposto dagli Stati, a cui in effetti poi hanno aderito e lo hanno ratificato, ma da un movimento popolare mondiale, organizzatosi nei primi anni ‘90. E’ stato straordinario e consiglio, a chi fosse interessato approfondire l’argomento, di andare a leggere o rileggere quegli articoli ( Caffè Dunant nr. 22 – 23 – 24 – 29 – 64 - 98 – 107 – 115) , che fanno capire come si è arrivati ad Ottawa, e precedentemente, nel 1997, ad un Premio Nobel per la Pace.

Un elemento di attualità, restando sempre in tema, è la presenza di Alberto Cairo in Italia nei prossimi mesi. Alberto che da 13 anni è impegnato in Afganistan per la riabilitazione di persone vittime di mine, sarà a Firenze in Aprile, come riportato nella news poco sotto. Altre saranno le date successive, verranno comunicate non appena avremo le conferme. Chi ne ha la possibilità, non perda l’occasione di incontrare Alberto, è un’esperienza indimenticabile. Ricordo che presso il bookshop del Museo è possibile acquistare il suo libro “Storie da Kabul” completo di filmato VHS “Afganistan: Jamaluddin riceve una gamba nuova” .

M.Grazia Baccolo


2-CICR Comunicato Stampa nr. 15/04 del 1 marzo 2004
<Un mondo senza mine in cinque anni>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Ginevra (CICR). Esattamente cinque anni fa, il divieto totale delle mine antipersona entrava in vigore. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) esprime soddisfazione per i grandi progressi che, da allora, sono stati fatti. Fino ad oggi, 141 Stati hanno aderito alla Convenzione sul divieto delle mine antipersona, e gli altri si sono impegnati sul piano politico ad eliminarle totalmente in futuro. Gli Stati parte della Convenzione comprendono tutti i paesi delle Americhe, tranne due, e tutti i membri dell’Unione europea, tranne uno. In Africa – che con l’Asia è il continente più infestato dalle mine – tutte le nazioni subsahariane, tranne due, sono ora parte della Convenzione.

E’ in Africa che una tappa decisiva sarà raggiunta quest’anno. In effetti, la prima Conferenza degli Stati parte, incaricata di esaminare la Convenzione sul divieto delle mine antipersona (il Summit di Nairobi per un mondo senza mine), si terrà nella capitale keniota dal 29 Novembre al 3 dicembre 2004. Sarà una riunione internazionale di alto livello e farà il punto sui progressi raggiunti dall’entrata in vigore della Convenzione del 1999 e definirà le azioni da organizzare nei prossimi cinque anni per ottenere gli obiettivi umanitari che si è prefissa.

Nel corso degli ultimi cinque anni, il CICR ha assistito ad importanti miglioramenti portati dalla Convenzione nella vita delle persone e delle comunità del mondo. Nelle regioni dove la Convenzione è messa in atto completamente, il numero delle nuove vittime registrate è diminuito di un terzo, e anche di più. Gli Stati parte della Convenzione hanno distrutto 31 milioni di mine nei termini fissati. Purtroppo, nonostante l'evoluzione positiva, un certo numero di sfide importanti sono ancora da affrontare.
Non restano che cinque anni prima della scadenza del 2009 per sminare la maggioranza delle regioni infestate – una data che non può essere rispettata senza che le risorse tecniche, materiali e finanziarie siano aumentate e messe a disposizione. L’adesione recente di alcuni paesi fra i più duramente colpiti dal flagello delle mine, in particolare Angola e Afganistan, aumenterà la pressione sulle risorse. Sarà necessario, inoltre, dare grande attenzione all’impegno dei governi per l’aiuto ai sopravvissuti alle mine antipersona.

Nell’attesa dello svolgimento del summit di Nairobi, il CICR richiede, instancabilmente, a tutti gli Stati parte di consolidare i loro impegni in rapporto a questo trattato eccezionale vigilando affinchè le misure siano prese per rispettare i termini fissati e che siano messe a disposizione le risorse necessarie per la loro messa in opera. Il CICR richiede a tutti gli Stati che non hanno ancora aderito alla Convenzione, l’impegno a farlo. Il CICR darà assistenza, al fianco del ministro dello Stato keniano, dell’Amministrazione provinciale e della Sicurezza nazionale, ad una cerimonia organizzata oggi a Nairobi per celebrare il quinto anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione e incoraggiare i dirigenti del mondo a partecipare al summit di Nairobi. Il CICR e il governo keniota organizzeranno a Nairobi, il 3 e 4 marzo prossimi, una Conferenza nel corso della quale i paesi della regione prenderanno le misure delle sfide da cogliere e si prepareranno al Summit.

Informazioni ulteriori: Dominique Loye, CICR Ginevra.



3-Tratto dalla Rivista del Movimento Internazionale “Red Cross Red Crescent”
Rubrica “in breve” pag. 29 Numero 4 anno 2003
<Un meeting cruciale sulle mine a Bangkok>
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly


Dal 15 al 19 settembre (2003 NdT), il quinto meeting degli stati partecipanti alla Convenzione sulla proibizione dell’uso, dell’immagazzinamento, della produzione e della vendita di mine anti-uomo e della loro distruzione (Convenzione di Ottawa) si è tenuta a Bangkok. L’incontro si è svolto in un momento critico. Con la Prima Conferenza per il Rinnovo della Convenzione programmata per la fine del 2004 ha contributo a lanciare degli appelli per assicurarsi che i governi arriveranno all’incontro preparati a rinnovare i loro impegni rispetto agli obiettivi della Convenzione di Ottawa e alla sua completa implementazione.

Sei anni fa, l’adozione della Convenzione di Ottawa che proibiva le mine anti-uomo ha portato una straordinaria speranza presso le comunità affette dalle mine in tutto il mondo. Molto è stato fatto dall’adozione delle Convenzione nel dicembre 1997. Un totale di 136 stati hanno ratificato o accettato la Convenzione – la più recente è stata la Bielorussia (che possiede circa 4,5 milioni di mine-antiuomo) il 3 settembre 2003. Gli Stati Membri hanno distrutto oltre 30 milioni di mine anti-uomo immagazzinate. Le attività di bonifica sono in corso nella maggioranza dei paesi affetti dalla presenza di mine del mondo.
E’importante rilevare che nei paesi le regole della Convenzione sono state adottate, le vite ed i mezzi di sostentamento sono stati salvati – il numero di vittime a causa di mine è sceso di due terzi in paesi come la Bosnia – Herzegovina, la Cambogia e la Croazia.

Le ambiziose scadenze fissate dalla Convenzione per la competa bonifica dalle mine, partendo con alcuni stati nel 2009, e la sua promessa a lungo termine di dare essere attenta e di curare la riabilitazione delle vittime delle mine, richiederanno un sostenuto interesse politico ed un incremento delle risorse per gli anni a venire.



4-14 aprile 2004, ore 17:30, FIRENZE Biblioteca Comunale Centrale
Alberto Cairo sarà presente alla rassegna: "Leggere per non dimenticare", ciclo di incontri a cura di Anna Benedetti
Questo evento è organizzato da Einaudi e dall'Assessorato della Cultura del Comune di Firenze
www.leggerepernondimenticare.it
Comunicatoci da Eros Bosisio - CICR




5-Tratto dalla Rivista del Movimento Internazionale “Red Cross Red Crescent”
Rubrica “In breve” pag.29
<I prigionieri sono tornati a casa>
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly


Il 1° settembre (2003 NdT), il CICR organizzato il rimpatrio di 243 prigionieri marocchini rilasciati dalla Polizia di Frontiera algerina, inclusi 13 funzionari (uno dei quali è stato prigioniero per 28 anni) insieme a 14 civili. I delegati CICR, inclusi due medici, si sono intrattenuti in privato con ciascun prigioniero per verificare la loro volontà al rientro.
I prigionieri hanno lasciato Tindouf (Algeria) a bordo di un volo charter organizzato dal CICR e sono stati consegnati alle autorità marocchine presso la base militare di Inezgane, vicino ad Agadir.
Dal gennaio 2000, il CICR ha organizzato il rimpatrio di 946 prigionieri marocchini. In questo momento, altri 914 sono stati privati della loro libertà, e oltre la metà di loro è detenuta da più di 20 anni.
Essendo in sospeso il loro rimpatrio, il CICR sta continuando a visitarli e a provvedere loro con le cure mediche. L’organizzazione mantiene anche i contatti e trasmette i Messaggi di Croce Rossa tra i prigionieri ed i loro famigliari, recapita i pacchi spediti dalle famiglie ed effettua le visita in Marocco.
Considerando il graduale peggioramento delle condizioni di salute dei prigionieri ancora detenuti, il CICR ha rinnovato, ancora una volta, il suo appello per il loro rilascio immediato, come previsto dal Diritto Internazionale Umanitario.
 
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