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n 530 del 30 agosto 2014 Stampa E-mail
sabato 30 agosto 2014

30 agosto 2014

nr. 530
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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 palestina

 14 agosto 2014. Donne palestinesi preparano il pane di fronte alla rovine delle proprie case a Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale. ©Reuters/I. Abu Mustafa 

 

Contenuto:

1 - Comunicato stampa CICR 14/144 del 19 agosto 2014
Siria: il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa chiede il rispetto per gli operatori umanitari
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

2-  SIRIA: IL CICR INCREMENTA  LO SFORZO UMANITARIONELLA CITTA’ DI ALEPPO
Aggiornamento  sulle attivita’, 15 agosto 2014
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi


3 - Gaza, Israele e Cisgiordania: nessuna fine in vista per i terrificanti costi umani
del conflitto
Aggiornamento 02/14 del 19-08-2014
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

1 - Comunicato stampa CICR 14/144 del 19 agosto 2014

Siria: il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa chiede

il rispetto per gli operatori umanitari

Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

siria

Persone che camminano tra le macerie di edifici crollati in Al-Fardous, Aleppo./ ©Reuters/H. Katan

 

Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e’ rattristato per la morte

di Hassan Hammoud al-Hilal, un soccorritore deceduto in servizio il 26 luglio a Raqqa

 

Hassan lavorava per la Mezzaluna Rossa Siriana di Raqqa da tre anni

quando tragicamente mori’ il mese scorso. Questo ultimo evento

rispecchia la complessa e pericolosa situazione che i volontari e gli operatori

umanitari devono affrontare oggigiorno in Siria.

In tutto, 38 volontari e membri della Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana

e 7 della Societa’ di Mezzaluna Rossa Palestinese hanno perso la vita dall’inizio

del conflitto in Siria. I piu’ sono stati uccisi o catturati durante l’espletamento del

proprio compito umanitario. Tutti quanti esibivano in modo chiaro l’emblema

di Mezzaluna Rossa, simbolo protetto dal diritto internazionale umanitario.

In occasione della giornata mondiale dell’aiuto umanitario, il 19 agosto,

il Movimento ha  nuovamente fatto appello affinche’ tutte le parti in conflitto

in Siria adempiano agli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario e

rispettino gli operatori umanitari, garantendo loro accesso sicuro e illimitato alla

vittime del conflitto.

Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa esprime la propria

vicinanza alla famiglia di Hassan Hammoud al-Hilal e solidarieta’ con la

Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana. Il Movimento ricorda alle parti in conflitto

che e’ loro responsabilita’, secondo il diritto internazionale umanitario, garantire

 la sicurezza di ciascun volonario e operatore sanitario.

Ulteriori informazioni:
Vivian Tou’meh, Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana Damasco,

Tel: +963 959 99 96 39
Penny Sims, Federazione Internazionale delle Societa’ di

Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Damasco, Tel: +963 333 860
Ralph El Hage,

Comitato Internazionale di Croce Rossa, Damasco, Tel: +963 930 33 6718

 

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2-

SIRIA: IL CICR INCREMENTA LO SFORZO UMANITARIO

NELLA CITTA’ DI ALEPPO

Aggiornamento  sulle attivita’, 15 agosto 2014

Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

L’intensificazione delle ostilità ha causato la morte di migliaia di

persone e peggiorato l’accesso ad acqua potabile, cibo e servizi sanitari

di base per migliaia di persone. Più di 3 milioni di persone nel governatorato

di Aleppo continuano a patire per colpa dei combattimenti, che hanno

causato gravissimi danni al sistema idrico. Decine di migliaia sono

ancora in esilio forzato e hanno scarso accesso a cure mediche, specialmente

nelle aree occupate dalle forze di opposizione al governo.

 

 

“La popolazione civile vive in condizioni terrificanti," ha detto Ghandi Mossaad,

responsabile della sede CICR di Aleppo. “Attacchi indiscriminati

da entrambe le parti continuano ad far aumentare la conta dei morti,

spaccare famiglie e deteriorare la situazione umanitaria nel governorato

in generale.”

A seguito dei negoziati fra le parti, il CICR ha ricevuto l’autorizzazione a

consegnare derrate alimentari, articoli per l’igiene personale, asciugamani,

coperte, materassi, lampade a batteria ricaricabili, secchi e candele a oltre

30,000 persone a Jisr Al Hajj, sul lato est di Aleppo, al di la’ del fronte.

Questo e’ un importante passo avanti nello sforzo complessivo per fornire

gli aiuti essenziali.

Il CICR, in stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa Siriana, ha

 

 

 

fornito cibo e altri mezzi di sussistenza a oltre 445,000 persone in tutta la Siria.

Durante il mese di luglio il CICR ha consegnato materiale sanitario

agli ospedali del governatorato per permettere il trattamento di 500 pazienti

con gravi ferite, causate da armi o altro. I volonari della Mezzaluna

Rossa Siriana sono entrati nelle zone controllate dall’opposizione e hanno

distribuito i rifornimenti agli ospedali di Al Bab e Manbij.

La Mezzaluna Rossa Siriana ha anche portato del materiale ad

un ospedale nella zona ovest di Aleppo controllata dal governo.

 

In aggiunta a cio’, il CICR ha consegnato un generatore elettrico

all’ospedale pediatrico della Mezzaluna Rossa Siriana nel quartiere

Al Aziziyya di Aleppo, che cura piu’ di 6,000 persone ogni mese.

“Incrementare la distribuzione di aiuti nel governorato e’ stata la priorita’

del CICR sin da quando siamo stazionati permanentemente in citta’,

piu’ di un anno fa," ha detto Daphnée Maret, vice-capo della

delegazione CICR in Siria che gestisce le operazioni di aiuto umanitario

del CICR. “Siamo fiduciosi che piu’ ci garantiranno accesso e verremo

accettati dalla popolazione locale, piu’ riusciremo a fare ad Aleppo;

similmente in altre zone della Siria in grande crisi, come Homs, Hama,

Deir Ezzor, Hassakeh e Raqqa."

In stretta cooperazione con i gestori locali della rete idrica, il CICR e

la Mezzaluna Rossa Siriana da tempo si sforzano di migliorare l’accesso

all’acqua potabile di milioni di persone in tutto il governorato, facendo

manutenzione di emergenza sulla rete e fornendo generatori elettrici,

pompe, tubazioni e rubinetti. L’eccezionale periodo secco ha

ulteriormente ridotto la quantita’ di acqua disponibile.

Al momento 19 persone, fra cui ingegneri e medici, lavorano nella sede

CICR di Aleppo. L’organizzazione sta anche considerando la

possibilita’ di dar via a un programma di riabilitazione fisica, di cui in citta’

c’e’ un disperato bisogno.

 

FATTI E CIFRE – LUGLIO 2014

Il CICR e’ attualmente impegnato a Damasco, Aleppo e Tartus.

Sono oltre 270 le persone del CICR che distribuiscono cibo, ripristinano

il sistema idrico, si occupano di cure medico-sanitarie e ristabiliscono i

contatti tra famigliari separati del conflitto.

Aiuti di emergenza

Solo in luglio il CICR ha fornito cibo a oltre 362,000 persone in nove

governatorati: Damasco, Damasco Rurale, Quneitra, Sweida, Homs,

Hama, Tartus, Lattakia e Aleppo. La maggioranza di questi erano esuli

nel proprio paese. Circa 8,000 persone, che attualmente vivono in

baracche ad Aleppo, Lattakia e Damasco Rurale, hanno ricevuto

pasti quotidianamente, in cucine collettive gestite dalla Mezzaluna

Rossa Siriana e fornite dal CICR. All’incirca 75,000 altri profughi per

via dei combattimenti hanno ricevuto beni di prima necessita’ per la casa,

l’igiene personale, coperte, materassi, asciugamani, secchi per trasportare

l’acqua, lampade ricaricabili, candele e utensili da cucina.

Acqua e igiene

Il CICR ha lavorato a stretto contatto con la Mezzaluna Rossa Siriana e

le autorita’ locali che gestiscono le reti idriche per fornire:

⁃     decine di autobotti che hanno consegnato acqua a oltre 185,000 persone

a Homs, Damasco Rurale, Hama e Deir Ezzor;

⁃     fondi per acquistare un camion per la raccolta dei rifiuti a Idlib, garantendo

cosi’ migliori condizioni igieniche a 100,000 persone;

⁃     forniture a 12 centri di accoglienza profughi, compresi acqua potabile,

installazione di fognature e alloggio per 27,000 persone a Damasco,

Damasco Rurale, Dara'a, Qunitera e Idlib;

⁃     pesticidi contro la leishmaniosi cutanea ad Aleppo e Lattakia,

che hanno una popolazione complessiva di circa 4,200,000;

⁃     riparazioni sul generatore elettrico della stazione di pompaggio idrico

di Barzeh, in modo da garantire acqua potabile a 165,000 persone rientrate

di recente;

⁃     riparazioni del sistema idrico a Douma, che fornisce acqua potabile a

25,000 persone;

⁃     dieci pompe a immersione per pozzi a Damasco Rurale (Al Kisweh

e aree circostanti) per fornire acqua a 30,000 persone;

⁃     riparazioni del sistema idrico e pompe a immersione in svariate

zone di Damasco Rurale, fra cui Najha, Saideh Zeinab, Daf AlShok e

Hafier Al Tahta, per fornire acqua a oltre 650,000 persone;

⁃     17 bacini per la raccolta d’acqua a Suweida;

⁃     riparazioni su due camion che riforniscono acqua alle fonti di emergenza,

per la distribuzione a oltre 250,000 persone nella citta’ di Dara'a;

⁃     generatori elettrici, pompe ed altro materiale per il rifornimento

 idrico di emergenza ad Aleppo.

 

Salute

Il CICR ha inoltre collaborato con la Mezzaluna Rossa Siriana per fornire:

⁃     finanziamenti e forniture a nove cliniche mobili della Mezzaluna Rossa

Arabo-Siriana e un centro di cure domiciliari a Hama, che

complessivamente possono trattare oltre 7,000 persone ogni mese;

⁃     sufficiente materiale sanitario agli ospedali per trattare fino a 500

pazienti con gravi lesioni da armi da fuoco o altre ferite nelle citta’ di Aleppo,

Al Bab e Manbij;

⁃     un generatore elettrico per l’ospedale pediatrico della Mezzaluna

Rossa Siriana a Al Aziziyya, Aleppo, che cura oltre 6,000 persone al mese.

 

Altri servizi

Il CICR:

⁃     ha organizzato una telefonata tra un detenuto in Malaysia e la famiglia

in Siria;

⁃     ha ricevuto 21 richieste di ricerca di persone disperse, presso la

delegazione di Damasco, da parte di persone in cerca dei propri familiari;

⁃     ha aiutato il passaggio, attraverso le alture del Golan occupato, di 47

studenti che tornavano ai propri villaggi per le vacanze estive;

⁃     ha distribuito nove Messaggi di Croce Rossa (con notizie sulla famiglia)

e 34 ‘salamats’ (messaggi vocali) inviati principalmente da siriani che vivono

in altri paesi.

 

Ulteriori informazioni:
Ralph El Hage, CICR Damasco, tel.: +963 930 336 718


Sitara Jabeen, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 24 78, +41 79 536 92 31

 

 

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3-

Gaza, Israele e Cisgiordania: nessuna fine in vista per i terrificanti costi umani del conflitto

Aggiornamento 02/14 del 19-08-2014

Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

Due cessate il fuoco hanno concesso un po’ di sollievo alla popolazione

civile di Gaza e nel sud d’Israele, con la speranza che il silenzio delle armi

possa durare. A Gaza queste interruzioni nella battaglia hanno giusto dato un

po’ di tempo alla gente per ricevere cure mediche, fare rifornimento di acqua

e cibo, o cercare le proprie cose fra le macerie.

Il presidente del CICR Peter Maurer e’ stato a Gaza, Israele e Cisgiordania

dal 5 al 7 agosto scorsi. Durante la visita ha visitato il quartiere di Shujaia,

nella citta’ di Gaza, e ha potuto constatare in prima persona la massiccia

devastazione causata dagli scontri. “Questo conflitto ha causato un numero

inaccettabile di perdite fra i civili. Le parti in conflitto hanno degli obblighi dettati

dal diritto internazionale. Siamo testimoni di gravi discrepanze tra questi

obblighi e la realta’ sul territorio, e siamo determinati a incontrare le parti per

impedire che questo accada nuovamente," ha riferito.

“Le parti in causa e la comunita’ internazionale hanno—insieme—la

responsabilita’ di creare un ambiente adatto per uno sforzo umanitario

sostenibile, dove sia maggiormente necessario. Il CICR si impegna ad

aiutare le comunita’ decimate a ricominciare, ma la ripresa necessita di

cambiamenti tangibili, fra cui anche un maggior rispetto per il diritto

internazionale, il lavoro umanitario e gli operatori del settore, in ogni circostanza."

A Gaza quasi 1,900 persone sono state uccise e circa 10,000 ferite in 37 giorni

di feroci ostilita’. La maggior parte delle stime indica che piu’ della meta’

delle vittime sono civili, il 25% di cui bambini. I piu’ vulnerabili – bambini,

anziani, malati e feriti – hanno pagato il prezzo piu’ alto. In Israele 67 persone,

fra cui tre civili, sono state uccise e 551 ferite. Mentre la routine quotidiana

delle comunita’ che vivono nel sud di Israele e’ stata solo alterata dal lancio

di missili, a Gaza, il centro della guerra, almeno 400,000 persone hanno

dovuto abbandonare le proprie abitazioni; in questa enclave costiera

densamente popolata nessun luogo, letteralmente, era sicuro durante le ostilita’.

Oltre 16,000 case sono inabitabili, molte sono ridotte a cumuli di macerie.

Le infrastrutture, gia’ in degrado prima dell’inizio del conflitto, sono state

seriamente danneggiate; particolarmente colpiti sono i sistemi di distribuzione

di energia elettrica, acqua e le fognature. Siccome piu’ dell’80% delle case

e’ priva di corrente elettrica, gli abitanti di Gaza devono dipendere da

rifornimenti irregolari di acqua per mezzo di autobotti  provenienti da

riserve in esaurimento. Gli ospedali hanno raggiunto il limite operativo e

trattano pazienti che, dovessero essere dimessi, non hanno dove andare.

Il personale medico e’ allo stremo, i generatori funzionano al limite, e le

riserve di medicinali e materiale sanitario sono pericolosamente scarse.

E’ troppo facile dimenticare che ogni singolo individuo, che per le statistiche

e’ semplicemente un numero in piu’ fra i morti, e’ un essere umano, con

familiari in lutto, preoccupati o furiosi per quanto accaduto. Le migliaia di

case danneggiate o distrutte rappresentano le perdite di un’intera vita di duro

lavoro e fatiche per altrettante famiglie. La gente vive nel terrore continuo di

una morte violenta.

In Israele migliaia di razzi hanno causato tre morti, 77 feriti fra i civili, danni

a proprieta’ private nel sud del paese e ansia continua nei residenti del posto.

Molte delle aree limitrofe a Gaza sono state evacuate.

Lo staff del CICR sul posto ha lavorato sodo durante il conflitto.

L’organizzazione ha portato avanti dialoghi bilaterali con le parti in conflitto,

ricordando loro gli obblighi di proteggere i civili e le loro proprieta’ e

prendersi cura dei feriti, come dettato dal diritto internazionale.

In Cisgiordania il CICR ha continuato a monitorare l’uso della forza da parte

degli invasori e ha insistito sulla necessita’ di rispettare gli standards

internazionali di mantenimento della legge, dell’ordine, della sicurezza

pubblica. Il CICR ha inoltre proseguito l’attivita’ per i prigionieri incarcerati

a seguito del conflitto, fra cui il ripristino dei contatti fra detenuti e le rispettive

famiglie.

Priorita’ dell’intervento umanitario

Mentre il CICR fa del proprio meglio per proteggere e assistere la popolazione

civile, i suoi sforzi sono ostacolati da una situazione in cui le regole e i principi

del diritto umanitario non sono realmente rispettati, e dove non vi e’ alcun rispetto

per l’intervento umanitario.

1) Salute

Aiutare il trasporto di malati e feriti agli ospedali e sostenere l’attivita’ di questi

sono attivita’ vitali che il CICR svolge 24 ore su 24. Durante il conflitto il

CICR ha lavorato per garantire che la gente potesse ricevere le cure mediche

necessarie. Questi sforzi hanno incluso:

● fornire fondi e rifornimenti alla Mezzaluna Rossa Palestinese per i servizi

medici di emergenza;


● coordinare, con le autorita’ locali, il transito in sicurezza delle ambulanze

attraverso le zone colpite dal conflitto e l’evacuazione dei pazienti in decine

di occasioni;


● donare 16 kit chirurgici completi per situazioni di guerra

(contenenti materiale per trattare 50 pazienti feriti gravemente

oppure 1,500 pazienti con ferite lievi), medicinali, materiale chirurgico,

850 sacche per cadaveri, 20 barelle con ruote, 68 letti da ospedale,

129 sedie a rotelle, 1,325 stampelle, 455 deambulatori,

biancheria (lenzuola, garze sterili, camici) sufficiente a 8 ospedali,

bende chirurgiche e 200 kit di primo soccorso;


● fornire carburante per ambulanze e generatori ospedalieri, consegnare

il carburante donato dall’Agenzia ONU per il Soccorso e l’Aiuto (UNRWA);


● donare a svariati servizi di ambulanza materiale sterile per bendare ferite e

fluidi per infusione;


● aiutare l’ospedale di Al Aqsa a gestire un episodio di bombardamento,

in modo che potesse almeno fornire i trattamenti di emergenza prima

che i pazienti venissero trasferiti altrove dalla Mezzaluna Rossa;


● assegnare all’ospedale di Al Shifa un medico CICR specializzato

in medicina di emergenza e un chirurgo cardiovascolare;


● inviare un team chirurgico, formato da un aiuto-chirurgo, un anestesista,

un infermiere e un chirurgo, per affrontare l’arrivo delle vittime;


● esercitare un ruolo di protezione per conto della Mezzaluna Rossa e

della Protezione Civile per trasportare malati e feriti negli ospedali;


● favorire l’ingresso nella citta’ di Gaza di materiale sanitario proveniente

dal Ministero della Salute Palestinese, la Mezzaluna Rossa di Ramallah

o altre organizzazioni;


● far arrivare al magazzino centrale di Gaza 7 convogli di materiale sanitario

vario, incluse 3,000 sacche di sangue, proveniente dal Ministero della Salute

Palestinese di Ramallah;

● aiutare gli ospedali di Al Shifa e Al Nasser a migliorare il trattamento

post-critico dei pazienti;


● facilitare l’ingresso a Gaza del materiale di Médecins Sans Frontières;


● facilitare l’evacuazione, da parte del Ministero della Salute, di 69 pazienti

da Gaza a Gerusalemme Est o Cisgiordania per ulteriori trattamenti;


● donare un generatore al dipartimento del Ministero della Salute che

si occupa dei consulti medici al di fuori della Striscia.

Per prevenire ulteriori danni ai civili, il CICR ha:

● aiutato la protezione dei luoghi di cura dei pazienti e dei magazzini medici,

lavorando con tutte le parti affinche’ non venissero danneggiati;


● fatto appelli ai belligeranti in merito a ambulanze sul campo e ospedali,

come Al Wafa e Al Aqsa, che hanno sofferto le conseguenze delle ostilita’;


● monitorato e raccolto informazioni sulla preoccupante condotta delle ostilita’,

da qualunque parte; 


● coordinato la propria attivita’ con altri enti come l’Organizzazione Mondiale

della Sanita’ e Médecins Sans Frontières.

2) Acqua e igiene

Il CICR ha:

● fatto in modo di garantire che 370,000 persone avessero accesso ad

acqua potabile e servizi igienici dall’inizio del conflitto;


● aiutato a riparare l’infrastruttura idrica dannegiata (e, su richiesta, anche

scortato personale non-CICR per garantirne l’incolumita’);


● concentrato il lavoro sul ripristino delle forniture d’acqua, fornendo

carburante alla citta’ di Gaza per gli impianti di  pompaggio e desalinizzazione;


● sviluppato piani operativi per riparare o sostituire generatori per gli

ospedali con insufficiente energia elettrica;


● supervisionato la riparazione della rete elettrica e poter cosi’ ritornare

(oggi) al 60% della capacita’ ante-guerra;


● lavorato a contatto delle autorita’ che gesticono la rete idrica per monitorare

la distribuzione e gli impianti di scarico;


● messo in piedi punti di distribuzione di acqua potabile in luoghi ove i profughi

abitavano in origine e dove sono ritornati;


● effettuato manutenzioni di emergenza a Beit Hanoun e Rafah per ripristinare

la rete elettrica; 


● consegnato acqua potabile all’ospedale di Kamal Edwan per rifornire quello

di Beit Hanoun.

3) Aiuti

Dall’inizio del conflitto il CICR ha lavorato in collaborazione con la Mezzaluna

Rossa Palestinese per far fronte alle necessita’ primarie degli esuli. Le dimensioni

del conflitto, mai viste in precedenza, hanno reso profughe oltre 400,000

persone, molte delle quali fuggivano da un pericolo incombente.

Le proporzioni di questa situazione hanno spostato lo sforzo congiunto

CICR-Mezzaluna Rossa Palestinese verso l’assistenza di emergenza

dei profughi, con rifornimenti di materiale sanitario, utensili essenziali e

(ove non fornito da altri enti) cibo. Il CICR ha:

● sostenuto la Mezzaluna Rossa nella pianificazione delle necessita’ dei profughi

che vivono in alloggi di fortuna (scuole statali o private, chiese, moschee etc.)

e che ancora non hanno ricevuto aiuti d’emergenza da altre organizzazioni;


● fornito, sinora, materassi, coperte, taniche di carburante, secchi, articoli igienici

e pannolini a oltre 17,500 profughi in 16 centri temporanei, e a ulteriori 6,550

persone che vivono in alloggi provvisori o ospitati da altre famiglie.

L’attuale cessate il fuoco ha permesso al CICR e alla Mezzaluna Rossa

Palestinese di riprendere lo studio delle dimensioni dell’emergenza, in

particolare le necessita’ di chi ha visto la propria casa interamente

distrutta o gravemente danneggiata da bombardamenti o proiettili.

E’ in via di preparazione un piano congiunto CICR-Mezzaluna Rossa

Palestinese per l’assistenza di svariate migliaia di famiglie, una volta terminate

le ostilita’.

4) Il lavoro con la Societa’ di Mezzaluna Rossa Palestinese e

Magen David Adom (Societa’ Nazionale di Stella di David Rossa Israelena, NdT)

● La Mezzaluna Rossa Palestinese ha trasportato 2,625 feriti all’ospedale

e 461 corpi all’obitorio dall’inizio delle ostilita’. In piu’ di 35 casi il CICR

ha fatto si’ che la Mezzaluna Rossa avesse accesso ad aree particolamente

insicure e ricevesse protezione mentre svolgeva il proprio operato umanitario.


● Il CICR ha aumentato fondi e altre risorse per la Mezzaluna Rossa

Palestinese, la quale aveva pubblicamente richiesto maggiori donazioni.

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha, ad oggi, raccolto 2.73 milioni di franchi

svizzeri dal CICR.


● La Mezzaluna Rossa Palestinese usa 42 ambulanze,

dislocate in 5 stazioni nella striscia di Gaza, per trasportare feriti o

ammalati negli ospedali. Inoltre gestisce, a Gaza e Khan Younis,

un grande centro di riabilitazione e sei centri medici minori. Il CICR sostiene

questo lavoro.


● Il CICR e al Mezzaluna (oltre 400 volontari) hanno condotto

un’operazione congiunta d’emergenza per il ricollocamento di cittadini di

Gaza resi profughi.


● Il CICR e Magen David Adom hanno fatto svariati viaggi nel teatro

di guerra in Israele per monitorarne i bisogni. Il CICR continua a raccogliere

informazioni su incidenti che coinvolgono la popolazione civile e le loro proprieta’.

E’ assolutamente cruciale avere riserve di materiale salva-vita e

equipaggiamenti medicali. Dall’inizio del conflitto il  CICR has portato

direttamente il seguente materiale a Gaza, o ne ha gestito la consegna:

● 117 pallets di materiale sanitario (sufficiente per trattare centinaia di persone)

che la Mezzaluna ha distribuito;


● 12 camion di materiale medico e sacche di sangue al Ministero della Salute.

5) Attivita’ per i civili e i detenuti

● Il CICR continua a ricordare alle parti in conflitto l’obbligo di sottostare ai

dettami del diritto internazionale umanitario, in particolare la costante

attenzione a risparmiare i civili, i beni civili e le infrastrutture indispensabili

per la sopravvivenza della popolazione, nonche’ permettere e facilitare

il rapido transito degli aiuti umanitari, senza eccezioni. Attivita’ chiave del CICR,

come la visita ai detenuti e la ricerca dei dispersi, sono condotte per coloro

che sono protetti dal diritto internazionale umanitario.


● Durante il conflitto il CICR ha monitorato e raccolto informazioni su

incidenti ove si temeva che il diritto internazionale umanitario non fosse

rispettato. In ciascun caso il CICR invia un rapporto completo alle autorita’

del caso e poi segue la questione da vicino.


● Il CICR monitorizza il trasferiemnto dei pazienti da Gaza a Israele

o altrove. Si propone anche di rintracciare le persone che sono scomparse.


● Lo staff del CICR ha di recente consegnato oltre 200 Messaggi di Croce Rossa

scritti da detenuti a Gaza

(la maggioranza dei quali erano gia’ incarcerati prima delle ultime operazioni

militari). Vi sono state visite a prigionieri a  Ramon, Nafha e Eshel in Israele,

la settimana scorsa. Il CICR ha chiesto di essere informato sulle persone

catturate nelle recenti operazioni armate, e di avere accesso a questi detenuti.

Il CICR e’ molto preoccupato per gli ordigni inesplosi sparpagliati per ogni

dove nelle aree di combattimento. Questi ordigni hanno causato la morte

di molte persone dalla cessazione delle ostilita’. Il CICR intende farsi

un’idea precisa della situazione reale e, se necessario, aiutare le autorita’ a

porvi rimedio.

Ulteriori informazioni:


Nadia Dibsy, CICR Gerusalemme, tel: +972 52 601 91 48


Erika Tovar, CICR Gerusalemme, tel: +972 52 60 19 150, +972 59 89 35 468


Ran Goldstein, CICR Tel Aviv, tel: +972 52 27 57 517


Nada Doumani, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 37 23, +41 79 447 37 26

 

 
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