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n° 188 del 08 Marzo 2004 Stampa E-mail
domenica 07 marzo 2004
08 marzo 2004
nr. 188
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 923 indirizzi e-mail


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1-CICR Comunicato Stampa nr. 04/18 del 5 marzo 2004
“Giornata internazionale della donna: migliorare la sorte delle donne colpite dalla guerra”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2-Links di
“Centro di sminamento umanitario - Ginevra”:
“Caux- Riarmo morale – Iniziative e cambiamento”.
Comunicatoci da Cornelio Sommaruga

3-Federazione Internazionale Croce Rossa Mezzaluna Rossa
Notizie nr. 5 del 4 Marzo 2004
Marocco : la Mezzaluna Rossa distribuisce i soccorsi ai sopravvissuti
La Croce Rossa si mobilita per i rifugiati haitiani
Epidemia di colera in Togo
Operazione di soccorso a Vanuatu, investita da un ciclone
La Federazione ed i volontari delle azioni Unite uniscono le loro forze
La Federazione chiama l’Europa alla mobilitazione contro l’HIV/AIDS
Traduzione non ufficiale di Massimo Cappone

4-Roma il 19 e 20 Marzo 2004
Corsi di Perfezionamento in
- Diritto internazionale dei conflitti armati
- Diritto internazionale e Ordini cavallereschi: il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
Comunicatoci da Isidoro Palumbo

5-Convegno a Piacenza il 15 marzo 2004
<La democrazia, lo stato di diritto ed i diritti umani nell'evoluzione dei rapporti internazionali>
Comunicatoci da Isidoro Palumbo

1-CICR Comunicato Stampa nr. 04/18 del 5 marzo 2004
“Giornata internazionale della donna: migliorare la sorte delle donne colpite dalla guerra”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Quali sono i fattori che aumentano il rischio per le donne di subire violenza sessuale in tempo di guerra?
Quali sono i problemi che esse devono affrontare quando viene meno in sostegno della famiglia? Perché è importante che le donne detenute possano ricevere la visita dei loro cari?

Ginevra CICR – Per celebrare la Giornata internazionale della donna l’8 marzo, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) pubblica un manuale operativo “Addressing the needs of women by Armed Conflict. An ICRC Guidance Document” che tratta queste questioni.

Se la Giornata internazionale della donna è un’occasione simbolica di rendere omaggio alle donne nel mondo intero, celebrarla con le parole non è comunque sufficiente. Dovrebbe essere sottolineata da azioni concrete per migliorare la sorte delle donne e a preservare la loro dignità in tempo di guerra. Il CICR spera che, il nuovo manuale, si riveli utile per i responsabili politici e per gli impiegati nell’umanitario che si sforzano di ottenere questi obiettivi.
Il vissuto delle donne confrontato ad un conflitto armato presenta delle sfaccettature multiple come le privazioni, l’isolamento, la perdita dei familiari, una maggiore responsabilità verso le persone che sono a loro carico, l’insicurezza psichica ed economica, la detenzione e un aumentato rischio di subire violenze sessuali, di essere ferite oppure uccise. Il manuale è concepito per essere utilizzato come guida pratica, per incitare i lettori a riflettere su questi tempi e a trovare risposte adeguate. I consigli e le raccomandazioni che contiene sono fondate sulle ricerche e l’esperienza del CICR in questo settore.

Il documento di riferimento trasferisce le conclusioni dello studio del CICR “Le donne e la guerra” (pubblicato nel 2001), in uno strumento pratico, che permetta ai responsabili dei programmi e delle attività umanitarie di rispondere in maniera adeguata ai bisogni delle donne in tempo di guerra. Non è fatto per essere letto d’un fiato, dall’inizio alla fine, ma piuttosto deve essere consultato in funzione dei bisogni. Ogni capitolo contiene la breve descrizione di un problema specifico, i diversi elementi da prendere in considerazione per tentare di risolverlo, uno sguardo dall’ottica giuridica pertinente così come gli esempi concreti tratti dalle attività e dei programmi esistenti.

La sorte delle donne può essere migliorata se il diritto internazionale umanitario è rispettato. La sfida consiste nel mettere in pratica il diritto in vigore. Un certo numero di misure possono e devono essere prese per massimizzare la protezione giuridica accordata alle donne in caso di conflitto armato, misure che il documento di riferimento espone in termini chiari e semplici.

Questo documento è principalmente uno strumento operativo destinato ai collaboratori del CICR, ma è stato redatto in una maniera che possa servire da guida ad altre organizzazioni umanitarie che lavorano con e per le donne. Pubblicando questo documento di riferimento, il CICR mantiene l’impegno che aveva preso nella 28° Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel 1999.




2-Nel Caffè nr. 186 del 1 Marzo si è parlato del V° anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Ottawa. Il Past-President del CICR Cornelio Sommaruga, ora è Presidente di diverse organizzazioni che si occupano del problema delle mine antipersona:

“Centro di sminamento umanitario - Ginevra”: sostiene Humanitarian Mine Action con operazini di assistenza, ricerca e implemento della convenzione per la messa al bando delle mine antipersona. E’ una fondazione indipendente sostenuta da 18 governi http://www.gichd.ch/index.htm

“Caux- Riarmo morale – Iniziative e cambiamento”. Il Riarmo morale è costituito da una rete di uomini e donne per i quali il cambiamento del mondo comincia dal cambiamento personale. E’ aperto a tutti. Organizza corsi e conferenze e varie atività. http://www.caux.ch

Inoltre per chi volesse prendere visione del testo della Convenzione può trovarlo al link:
http://www.gichd.ch/pdf/mbc/text_status/CONVENZIONE_DI_OTTAWA_italiano_1.pdf

Comunicatoci da Cornelio Sommaruga




3-Federazione Internazionale Croce Rossa Mezzaluna Rossa
Notizie nr. 5 del 4 Marzo 2004


Marocco : la Mezzaluna Rossa distribuisce i soccorsi ai sopravvissuti
La Croce Rossa si mobilita per i rifugiati haitiani
Epidemia di colera in Togo
Operazione di soccorso a Vanuatu, investita da un ciclone
La Federazione ed i volontari delle azioni Unite uniscono le loro forze
La Federazione chiama l’Europa alla mobilitazione contro l’HIV/AIDS

Traduzione non ufficiale di Massimo Cappone



1- Marocco : la Mezzaluna Rossa distribuisce i soccorsi ai sopravvissuti

Il 24 Febbraio un violento sisma della magnitudine di 6,3 della scala Richter ha provocato circa 600 morti ed oltre 400 feriti nella zona di Al-Hoceima, un porto della costa mediterranea del Marocco. Da quel momento gli impiegati ed i volontari della Mezzaluna Rossa marocchina hanno distribuito circa 4.600 tende ai sinistrati dei centri più duramente colpiti nella provincia. “Si continuano a scoprire villaggi ove vi sono abitanti che hanno perso l’abitazione, quindi continueremo la distribuzione fintanto che tutti saranno convenientemente protetti dalle intemperie”, riporta Benoît Porte, che dirige la squadra della Federazione internazionale che opera sul campo. Altri soccorsi di prima necessità, quali articoli igienici ed utensili da cucina, verranno distribuiti nei giorni a venire. La Mezzaluna Rossa marocchina, che dirige l’operazione di assistenza ha mobilitato più di 330 volontari che battono le strade e le colline della regione al fine di assicurare che tutte le vittime ricevano l’aiuto di cui hanno bisogno. Nei villaggi, le tende vengono direttamente consegnate alle famiglie accampate sotto ripari di fortuna eretti nei pressi delle macerie delle loro abitazioni. Nelle comunità più disperse, i capi famiglia vengono a ritirare le tende presso i centri di distribuzione istituiti nelle scuole o nelle moschee e poi, a dorso di asino, le portano alla loro comunità. Una clinica mobile della Mezzaluna Rossa si sposta di villaggio in villaggio al fine di assicurare assistenza sanitaria anche fra le comunità più remote. Dal momento della catastrofe ad oggi sono stati trattati circa 350 pazienti. La tendopoli costituita nella città di Im Zouren e gestita dalla Mezzaluna Rossa ospita attualmente circa 1200 sinistrati. Volontari distribuiscono pasti o alimenti non cucinati come pure generi di prima necessità, sforzandosi di aiutarli a superare lo choc della tragedia organizzando giochi per i bambini, proiezioni di film e concerti. Il 2 Marzo, il re del Maroc, Mohammed VI, ha visitato la tendopoli della Mezzaluna Rossa e si é complimentato con gli impiegati ed i volontari per il lavoro svolto in favore delle vittime del sisma. Il sovrano ha anche espresso la sua gratitudine alla Federazione per il sostegno fornito alla Società nazionale nel corso della crisi.

2- La Croce Rossa si mobilita per i rifugiati haitiani

Dal momento che la situazione ad Haiti, dopo la partenza per l’esilio del presidente Jean-Bertrand Aristide, permane tesa ed incerta, la Federazione internazionale e le Società di Croce Rossa dei Caraibi hanno rinforzato i dispositivi di assistenza in favore delle vittime delle violenze all’interno del paese e dei rifugiati fuggiti nei paesi vicini. Dall’inizio dei disordini ad inizio Febbraio, circa 400 profughi hanno cercato rifugio nella Repubblica dominicana, in Giamaica o a Cuba, ad altri 500 sarebbero stati intercettati dalla guardia costiera degli Stati Uniti. La Croce Rossa dominicana, che ha posto in stato di allerta i volontari delle sezioni prossime alla frontiera, si é impegnata a fornire medicinali, ambulanze e viveri alla Croce Rossa haitiana. La Croce Rossa della Giamaica, incaricata di gestire ricoveri per i rifugiati, ha fornito ad un centinaio di haitiani alloggio, alimenti come pure articoli igienici. La Croce Rossa cubana anch’essa fornisce assistenza, in questo caso ai rifugiati ospitati nei campi gestiti dal governo cubano a Punta de Maisi. Se la Federazione internazionale si occupa principalmente di coloro che lasciano il paese, non trascura tuttavia di occuparsi della sorte di quanti rimasti ad Haiti. Ha sbloccato 60 000 franchi svizzeri dai propri Fondi per i soccorsi di urgenza volti ad aiutare la Croce Rossa haitiana a valutare le necessità ed a pianificare un’operazione di assistenza. Inoltre é il CICR a coordinare l’assistenza fornita dal Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ad Haiti. Al culmine della crisi, centinaia di dipendenti e volontari della Croce Rossa haitiana sono stati mobilitati ode garantire i servizi di pronto soccorso e di ambulanza, e per la distribuzione di articoli di prima necessità. “A causa dell’insicurezza, é difficile valutare con precisione le necessità”, sottolines Hanna Mollan, delegata della Federazione ad Haiti. “Tuttavia ci si può attendere che carenze si verifichino per quanto riguarda generi alimentari ed acqua potabile, interruzioni dell’erogazione dell’energia elettrica, in particolare nel settore della sanità.”

3- Epidemia di colera in Togo

La Croce Rossa togolese é impegnata in una campagna contro un’epidemia di colera che nella capitale, Lomé, ha causato ad oggi 661 casi con 37 decessi. Come prima cosa sono stati formati 150 nuovi volontari. Questi, con i loro colleghi, hanno quindi efettuato visite a domicilio, fornendo ad oltre 20000 persone informazioni sulla prevenzione della malattia e sulle misure da assumere in caso di infezione. Inoltre hanno partecipato a campagne di sensibilizzazione di massa per mezzo di messaggi radiofonici e presso istituzioni pubbliche, particolarmente le scuole, ed hanno aiutato i servizi sanitari a circoscrivere l’epidemia indirizzando presso gli ospedali i casi sospetti. Si teme che la situazione si aggravi con l’aumento delle pioggi stagionali. L’origine precisa dell’epidemia non é ancora stata identificata ma la maggior parte dei casi sono stati censiti in nuclei abitativi situati in prossimità di sorgenti inquinate. In Camerun, anche la città di Douala é stata colpita da un’epidemia di colera. Dal mese di Gennaio almeno 20 persone sono morte mentre oltre 380 altre sono sotto osservazione. La Croce Rossa camerunese ha mobilitato 60 volontari al fine di bonificare le sorgenti contaminate e di informare la popolazione circa le misure necessarie per prevenire la propagazione della malattia.
Appello a favore dei rifugiati e dei rimpatriati e delle comunità di accoglienza
La Federazione internazionale ha lanciato un appello per raccogliere 4,9 milioni di franchi svizzeri (US$ 3,9 milioni) necessari a fornire assistenza a circa 283 000 rifugiata angolani e membri delle comunità di accoglienza in Angola, nella Repubblica democratica del Congo e in Zambia. In Angola, la Croce Rossa assisterà circa 94 000 rimpatriati che avevano cercato rifugio nei paesi vicini durante i tre decenni della guerra civile, come pure a circa 54 000 abitanti delle regioni dove gli ex rifugiati verranno ad abitare. Circa 50 000 membri delle comunità di accoglienza dei rifugiati angolani in Zambia e circa 85 000 rifugiati e membri delle comunità di accoglienza nella Repubblica democratica del Congo dovrebbero ugualmente beneficiare di tale appello. Tutte queste comunità mancano crudelmente d’infrastrutture e di accesso all’educazione ed alla sanità. Nei tre paesi, le Società di Croce Rossa metteranno quindi in atto dei programmi di sanità comunitaria, delle campagne di sensibilizzazione verso l’HIV/AIDS come pure dei progetti di approvvigionamento idrico e risanamento. In Angola, questi sforzi saranno integrati con attività di sensibilizzazioone sul pericolo costituito dalle mine e di sostegno all’educazione di numerosi bambini rimpatriati che hanno una conoscenza limitata del portoghese. In Zambie e nella Repubblica democratica del Congo, la presenza di decine di migliaia di angolani, aggiuntisi a carenze alimentari croniche, al supersfruttamento dei pascoli ed al disboscamento,alla miseria ed ai danni causati dall’HIV/AIDS, ha portato ai limiti la capacità di adattamento del paese. “Diviene urgente aiutare le comunità interessate attuando programmi di rafforzamento e sviluppo delle infrastrutture nei campi della sanità, delle acque e del risanamento, del settore agroforestale e dei servizi sociali.”, sotolinea Alasan Senghore, capo della delegazione regionale della Federazione in Africa australe.

4- Operazione di soccorso a Vanuatu, investita da un ciclone

La Croce Rossa di Vanuatu ha lanciato un’operazione di soccorso in grande scala a seguito del passaggio del ciclone Ivy. Il 26 Febbraio, venti fra 130 e i 150 km/h hano spazzato questo arcipelago del Pacifico, causando danni particolarmente imprtanti sulle isole del nord e del centro dove circa 24.000 prsone sono state duramente provate. L’uragano ha provocato almeno un morto. La Croce Rossa é operativa da giovedí sull’isola principale di Efate ed ha inviato articoli di soccorso (teli da tenda, compresse per potabilizzazione dell’acqua, utensili da cucina ed articoli igienici) per 400 famiglie, attinti alle proprie riserve di emergenza conservate sull’isola di Paama, dove quasi il 90% della popolazione sarebbe stato colpito. Leon Prop, capo della delegazione regionale della Federazione per il Pacifico, riporta che i sinistrati avranno bisogno di una assistenza sostenuta per numerose settimane. “La nostra priorità immediata consiste nel fornire a 2.000 famiglie ulteriori quantitativi di materiali di soccorso e di assicuare un alloggio a quanti sono rimasti senza casa ”, ha inoltre dichiarato. L’operazione della Croce Rossa gode dell’appoggio dei governi australiano, francese e neo-zelandese.

5- La Federazione ed i volontari delle azioni Unite uniscono le loro forze

Il segretario generale della Federazione internazionale ed il responsabile dei Volontari delle Nazioni Unite hanno firmato il 26 Febbraio a Ginevra un accordo che prevede l’attuazione di iniziative e di programmi congiunti al fine di promuovere la causa del volontariato nel mondo. Markku Niskala e Ad de Raad hanno convenuto di porre particolare enfasi nella lotta contro la diffusione dall’HIV/AIDS, in particolare nell’Africa subsahariana. “Questo accordo rappresenta una tappa importante negli sforzi fatti dalle due istituzioni al finedi promuovere il volontariato nella comunità internazionale ed in modo particolare presso i governi, ”, nota Chris Lamb, responsabile dei programmi di sensibilizzazione umanitaria della Federazione. “L’obiettivo principale consiste nel fare in modo che il volontariato sia incoraggiato e favorito dovunque nel mondo grazie, fra l’altro, all’adozione di legislazioni appropriate ”, ha precisato. Con le sue 181 Società nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa con i suoi circa 97 milioni di volontari, la Federazione costituisce la più importante rete umanitaria comunitaria del pianeta.

6- La Federazione chiama l’Europa alla mobilitazione contro l’HIV/AIDS

La Federazione ha lanciato un’appello alla Comunità economica per l’Europa (CEE/ONU) affinché sostenga i suoi sforzi aventi l’obiettivo di contenere la diffusione della pandemia dell’HIV/AIDS nel continente. Intervenendo nell’ambito della 59a sessione della CEE il 25 ebbraio a Ginevra, Anders Milton, presidente della Croce Rossa svedese e presidente della Rete regionale europea della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per l’HIV/AIDS e la tubercolosi, ha espresso la speranza che la Commissione porrà la lotta alla pandemia nell’elenco delleproprie priorità. “L’HIV/AIDS non può essere trattato alla stregua di un semplice problema sanitario, dal momento che impatta in modo drammatico sulle strutture sociali ed economiche ”, ha sottolineato. M. Milton ha quindi incoraggiato la CEE a sostenere gli sforzi effettuati dalla Federazione e da altri partner per incoraggiare le imprese farmaceutiche ed i governi ad impegnarsi con maggior energia in favore dell’accesso universale alla terapia antivirale ed agli altri medicinali destinati a combattere le infezioni opportuniste come la tubercolosi. Ha pure chiesto alla CEE d’invitare i governi a concretizzare i loro annunci di contribuzione al Fondo mondiale per la lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi ed il paludismo. “Alla fine del 2003”, ha notato, “quasi due milioni di abitanti dell’Europa orientale e dell’Europe centrale convivevano con l’HIV/AIDS ”. Insistendo sul rischio di arresto della crescita economica e di aumento delle spese sanitarie che comporta la propagazione della pandemia, M. Milton ha dichiarato come cruciale l’adozione senza ritardi di misure contro tale minaccia, pur osservando che per alcuni paesi del continente poteva forse essere già troppo tardi.




4-Università degli Studi di Trieste
Corsi di Perfezionamento in
- Diritto internazionale dei conflitti armati
- Diritto internazionale e Ordini cavallereschi: il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Si comunica che le lezioni dei Corsi di perfezionamento in oggetto si terranno presso il Palazzo della Cancelleria Piazza della Cancelleria in Roma (Basilica di San Tommaso a Damaso) i seguenti giorni
19 marzo 2004, dalle ore 17.00 in poi
20 marzo 2004, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Sono invitati ad assistere alle lezioni, oltre agli iscritti, anche i cultori della materia e le persone interessate.

Comunicatoci da Isidoro Palumbo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo



5-Convegno a Piacenza il 15 marzo 2004


<La democrazia, lo stato di diritto ed i diritti umani nell'evoluzione dei rapporti internazionali>

Sono i temi di grande attualità che verranno trattati in un convegno organizzato dalla scuola di polizia di viale Malta per lunedì 15 marzo. Grandi i nomi dei relatori. A Piacenza arriverà l'onorevole Emma Bonino, parlamentare europeo del partito radicale transnazionale; poi l'onorevole Livia Turco, parlamentare dei Democratici di sinistra, già ministro per la solidarietà nei governi Prodi, D'Alema e Amato.
In rappresentanza del ministero degli affari esteri ci sarà l'ambasciatore Giuseppe Calvetta; per l'Unicef arriverà Donata Lodi (direttore delle relazioni esterne Unicef Italia). Interverrà anche l'avvocato Isidoro Palumbo, esperto di diritto internazionale umanitario che già collabora con la scuola di polizia. Il convegno - si terrà dalle 9.45 in poi nell'aula magna di viale Malta - sarà aperto al pubblico ed ha l'alto patronato del capo della polizia, nonché di Unicef Italia, della regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Piacenza.
L'iniziativa è stata presentata dal direttore della scuola di polizia Mattia La Rana e dal responsabile dell'ufficio studi Michele Rana. Presente, in rappresentanza dell'amministrazione provinciale, l'assessore Alberto Fermi.

Comunicatoci da Isidoro Palumbo

 
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