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n° 515 del 31 agosto 2013 Stampa E-mail
martedì 03 settembre 2013

31 agosto 2013

nr. 513
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:
1 - Tratto dalla rivista “Red Cross Red Crescent”  Nr.1 – 2013
Un’azione umanitaria lunga 150 anni
La cronistoria - parte 2
Traduzione non ufficiale di Valeria Ciolino e di Simon G.Chiossi

2 - 29-08-2013 Comunicato stampa 143/13
Siria: Una tragedia umana con conseguenze allarmanti
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - 18.07.2013 Intervista
ARMI CHIMICHE: il Diritto Internazionale Umanitario ne prevede il divieto assoluto.
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

4 - 22-08-2013 aggiornamento
Nigeria: La Popolazione nel nord-est sta soffrendo per gli effetti della violenza
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello
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1 - Tratto dalla rivista “Red Cross Red Crescent”  Nr.1 – 2013
Un’azione umanitaria lunga 150 anni
La cronistoria - parte 2
Traduzione non ufficiale di Valeria Ciolino e di Simon G.Chiossi

1870:La Societá Nazionale Britannica per l’Aiuto ai Malati e Feriti di Guerra manda aiuti ad entrambe la parti della Guerra Franco-Prussiana, un semplice esempio degli sforzi da parte delle prime Societá Nazionali nel cominciare lavori di soccorso all’estero. Durante l’assedio di Parigi da parte dei Prussiani, Henry Dunant lavora coi volontari sotto il fuoco di fila per distribuire cibo ed abiti. Nella stessaoccasione, i Prussiani utilizzano i treni ospedale per la prima volta.

Luglio 1870:Viene create l’Agenzia di Basilea per fornire il primo servizio di ricerca e altri aiuti per i soldati feriti e malati.

1875: Gustave Moynier parla dei Quattro principi di lavoro che le Societá del Movimento devono osservare: “Lungimiranza, che significa che si devono ci si deve preparare in anticipo, in tempo di pace, per fornire assistenza nel caso in cui scoppi una guerra; Solidarietá, per il quale le Societá stabiliscono legami reciproci e si impegnano ad aiutarsi a vicenda; Centralizzazione, che implica che ci sia una sola Societá per paese, le cui attivitá si estendono su tutto il territorio nazionale; e Reciprocitá, nel senso che si fornisce assistenza a tutti i feriti e malati, qualunque sia la loro nazionalitá.”

1875: Il Comitato Internazionale organizza la sua prima missione operativa. La missione in Montenegro segnò la prima volta in cui il CICR assistette popolazioni sfollate e aiutó a stabilire una Societá Nazionale sul territorio.

1876:Durante il suo conflitto con la Russia, la societá di soccorso dell’Impero Ottomano adotta la mezzaluna rossa come emblema per i lavoratori del primo soccorso, impianta i primi ospedali da campo e converte i traghetti in navi ospedale.

Decennio 1880:Le Societá Nazionali iniziano ad espandere le azioni in risposta a disastri nel tempo di pace: la Societá di Croce Rossa Giapponese sulle vette del Monte Bandai in seguito all’eruzione nel 1888; la Croce Rossa Americana in occasione degli incendi, cicloni ed allagamenti; la Croce Rossa Francese per gli allagamenti a Parigi e l’epidemia di colera a Marsiglia.

1901:Il primo Premio Nobel per la Pace viene attribuito ad Henry Dunant e Frédéric Passy, in onore dei diversi aspetti della lotta contro la guerra: il tentativo di limitare la sofferenza delle vittime della guerra attraverso l’azione umanitaria; e la lotta contro la guerra stessa, o pacifismo.

1906:Il terremoto diSan Francisco prova il valore dei volontari addestrati in tempo di pace dalla Croce Rossa Americana. La Croce Rossa Giapponese manda 152000 US$ per aiutare le vittime del terremoto.

Un salto sino ad oggi Oggi ci sono piú di 13 milioni di volontari in tutto il mondo e molte Societá Nazionali sono esse stesse attori importanti dell’azione umanitaria internazionale.

Il movimento cresce Le Societá Nazionali continuano ad espandere la loro attivitá in risposta ai disastri naturali in tempo di pace. Entro il 1913, la Croce Rossa Britannica ha addestrato circa 57000 persone nel primo soccorso. L’Imperatrice del Giappone, una dei primi sostenitori della Croce Rossa Giapponese, crea l’Empress Shôken Fund per dare supporto alle Societá Nazionali di tutto il mondo.
 
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2 - 29-08-2013 Comunicato stampa 143/13
Siria: Una tragedia umana con conseguenze allarmanti
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Ginevra/Damasco (CICR​​) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) è costernato per i recenti avvenimenti in Siria, tra cui il presunto uso nella scorsa settimana di armi chimiche, e la conseguente escalation di eventi.

”La sofferenza dei civili in Siria, ha ormai raggiunto livelli senza precedenti, e sembra non avere via d’uscita”, ha dichiarato Magne Barth, capo della delegazione del CICR nel paese. Ad oggi, più di 100.000 persone sono state uccise ed altre centinaia muoiono ogni giorno o lottano per sopravvivere alle ferite riportate. Inoltre, ogni giorno, centinaia di persone si stanno unendo ai milioni di Siriani già sfollati all'interno del paese o al di fuori in cerca di rifugio. "Un’ulteriore escalation probabilmente causerebbe ulteriori spostamenti e aumenterà le esigenze umanitarie, che sono già esorbitanti”, ha dichiarato il signor Barth

"Ci sono gravi carenze di forniture mediche essenziali, di cibo e acqua in alcune aree che sono state chiuse per mesi e per le quali il CICR e la Mezzaluna Rossa Araba Siriana non hanno avuto accesso" ha detto. “Nella gran parte della Damasco Rurale (Ndr. Provincia amministrativa) per esempio, le persone muoiono perché mancano medicinali e perché non c’è abbastanza personale medico che possa assisterle. Patiscono anche la fame perché non è possibile fornire loro gli aiuti regolarmente".

”Il CICR e la Mezzaluna Rossa Araba Siriana continuano il loro impegno come sempre e sono pronti ad affrontare le esigenze, ovunque si trovino e qualunque esse siano, perchè il lavoro umanitario possa svolgersi è necessario l'accesso incondizionato a tutti i settori”, ha aggiunto il signor Barth.

Secondo il Diritto Internazionale Umanitario, le parti in conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli di aiuti umanitari per i civili in difficoltà. Esse devono anche rispettare il diritto di tutte le persone ferite o malati, siano combattenti o civili, di ricevere cure mediche con il minor ritardo possibile. Inoltre, qualsiasi uso di armi chimiche da qualsiasi parte costituirebbe una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario. Il CICR invita tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria a rispettare il divieto assoluto di uso di armi chimiche.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:

Rima Kamal, CICR ​​Damasco, tel : +963 930 33 67 18 o +963 11 331 0476
Dibeh Fakhr, CICR ​​Ginevra, tel : +41 22 730 37 23 o +41 79 447 37 26

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/08-29-syria-civilians.htm

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3 - 18.07.2013 Intervista
ARMI CHIMICHE: il Diritto Internazionale Umanitario ne prevede il divieto assoluto.
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Le armi chimiche e biologiche sono assolutamente proibite dal Diritto Internazionale Umanitario. I dibattiti e le domande inerenti il presunto uso di armi chimiche in Siria sono sempre più incalzanti. Robert Mardini, capo delle operazioni del CICR per il Vicino e Medio Oriente, spiega la posizione dell'Organizzazione.

Qual è la posizione del CICR circa l'accusa dell’uso di armi chimiche in Siria?

Siamo molto preoccupati circa le accuse sull’utilizzo di armi chimiche in alcune aree della Siria. Facciamo appello a tutte le parti in conflitto affinché rispettino il Diritto Internazionale e si astengano dall'uso di qualsiasi arma proibita, tra cui le armi chimiche.

Sulla base delle informazioni a nostra disposizione, fino ad ora non è stato possibile assumere qualsiasi determinazione riguardante l’uso delle armi chimiche e, in caso affermativo, stabilire da chi siano state utilizzate. Questo principalmente perché non siamo a conoscenza dei risultati di alcun rapporto investigativo da cui poter trarre conclusioni affidabili.

Il CICR è coinvolto nella indagine circa l’uso delle armi chimiche?

Il CICR non sta prendendo parte, né ha mai preso parte, in alcuna indagine formale sul presunto uso di armi chimiche in Siria. Né, del resto, ha le competenze o le risorse per farlo. Tuttavia, accogliamo con favore qualsiasi iniziativa o attività che aiuta a far luce sugli eventi riguardanti una possibile violazione del Diritto Internazionale Umanitario, comprese le indagini sistematiche ed obiettive sul presunto uso di armi chimiche.

Se il CICR avesse eventuali osservazioni o dubbi da condividere su tali questioni, dovrebbe comunicarli in primo luogo, come è opportuno, alle parti interessate su base strettamente bilaterale e confidenziale. Tuttavia, la riservatezza del CICR non è incondizionata e non deve essere scambiata per consenso. Il fatto che noi non denunciamo pubblicamente certe situazioni non vuol dire che le giustifichiamo, o che non stiamo facendo niente. Possiamo essere molto ostinati e accurati quando si tratta di verificare le presunte violazioni del diritto internazionale, e siamo pronti ad andare innanzi alle più alte cariche dello Stato o di Governo per informarli delle nostre preoccupazioni, se necessario. Ci riserviamo il diritto di dibattere pubblicamente. In casi eccezionali, abbiamo anche preso la difficile decisione di arrestare il nostro lavoro.

Perché le armi chimiche e biologiche sono vietate?

L'uso di armi o veleni, come la diffusione delle malattie, è stato considerato inaccettabile per secoli, come testimoniano gli antichi codici di guerra. Ma fu la repulsione generale della guerra chimica nella Prima Guerra Mondiale che ha portato nel 1925 all’adozione di uno specifico bando internazionale sull'uso di armi chimiche e biologiche, ulteriormente rafforzato dagli Stati con l'accordo della Convenzione sulle Armi Biologiche del 1972 e la Convenzione sulle Armi Chimiche del 1993. Dobbiamo lavorare per garantire che le armi chimiche e biologiche siano completamente eliminate, che non vengano utilizzate di nuovo, e che non siano mai commercializzate. I divieti sull'uso di queste armi sono ormai parte del Diritto Internazionale Umanitario consuetudinario, il che significa che si applicano a tutte le parti di tutti i conflitti armati, anche se non hanno aderito ai trattati.

Cosa si può fare se le armi chimiche vengono utilizzate?

La nostra capacità di aiutare le vittime di armi chimiche dipende dalle particolari circostanze, compresa la portata dell'attacco e i tipi di armi usate. Poiché attualmente non sembra esserci a disposizione un’ efficace capacità umanitaria internazionale per rispondere ad un utilizzo di armi chimiche su vasta scala, qualsiasi operazione di assistenza sarebbe un’impresa difficile. Il CICR ha comunque messo a punto piani di emergenza che consentirebbero di proseguire alcune attività limitate in caso di utilizzo su piccola scala di armi chimiche, senza mettere a repentaglio la salute e la sicurezza del suo personale.

Chiaramente, il modo più efficace per evitare questa situazione sarebbe per tutte le parti quella di rispettare il Diritto Internazionale Umanitario, che vieta assolutamente l'uso di armi chimiche. Nel quadro del dialogo regolare che abbiamo con le parti in conflitto armato, i problemi che continuiamo ad affrontare, al fine di evitare violazioni della legge sono la minaccia delle armi chimiche.

Non va trascurato, tuttavia, che il presunto uso di armi chimiche - nonostante la gravità evidente del problema - non è il principale problema in Siria oggi. Ogni giorno molti più civili vengono ancora uccisi o feriti da armi convenzionali più delle persone che potrebbero essere vittime delle armi chimiche. Le violazioni del Diritto Internazionale Umanitario da parte di tutte le parti in conflitto stanno continuando, e le esigenze umanitarie stanno crescendo di giorno in giorno. Questa è la nostra principale preoccupazione.
 

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/interview/2013/07-18-syria-chemical-weapons.htm

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4 - 22-08-2013 aggiornamento
Nigeria: La Popolazione nel nord-est sta soffrendo per gli effetti della violenza
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Lo spostamento derivante dalle continue violenze negli Stati di Adamawa, Borno e Yobe, in Nigeria nord-orientale, sta avendo un significativo impatto umanitario in Nigeria e nei paesi limitrofi. Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sta fornendo aiuti agli sfollati.

Migliaia di persone sono costrette a fuggire dai combattimenti tra le forze di sicurezza Nigeriane e i gruppi armati in Nigeria nord-orientale. Mentre alcune persone possono rifugiarsi nei villaggi vicino alle loro case, altri, in particolare i cittadini di paesi vicini, hanno scelto di tornare nei loro paesi d'origine.

Diverse migliaia di sfollati hanno attraversato il confine con il Niger per stabilirsi nella regione di Bosso, Maine Soroa, Goudoumaria e Diffa, nella parte orientale del Paese, a più di 1.300 chilometri dalla capitale Niamey.

La maggior parte sono del Niger e si sono stabiliti in Nigeria, in alcuni casi già da diversi decenni. Hanno dovuto andare via in gran fretta e lasciare tutti i loro beni. Totalmente privi di risorse, spesso sono stati accolti da famiglie che li hanno ospitati. La loro presenza è un peso per l'economia locale, già in difficoltà.

"Ho abbandonato tutti i miei beni, quando sono fuggito. Ho perso tutto quello che avevo messo da parte per sfamare la mia famiglia", dichiara Kabo Moussa, proveniente dal Niger che è tornato al suo paese. "Siamo dovuti andar via così in fretta che non abbiamo avuto neanche tempo per raccogliere i beni strettamente necessari."

Tra gli sfollati in arrivo in Niger ci sono anche cittadini Nigeriani, del Ciad e del Camerun.

In Camerun, le Autorità hanno permesso di aprire un campo a Minawaou, nel nord del Paese, a circa 65 chilometri dal confine con la Nigeria, dove, all'inizio del mese di luglio, con l'aiuto dei volontari della Croce Rossa del Camerun si stanno trasferendo gli sfollati. Attualmente ci sono più di 800 persone nel campo.

Più di 1.500 persone hanno attraversato il confine con il Ciad. La grande maggioranza, tra cui quasi 300 bambini iscritti in scuole Coraniche in Nigeria, sono Ciadiani.

Il loro arrivo ha posto sotto ulteriore pressione una regione in cui gli abitanti hanno subito la perdita dei loro tradizionali affari con la Nigeria.

LA RISPOSTA ALL’ EMERGENZA DA PARTE DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEZZALUNA ROSSA.

Il CICR ha distribuito, recentemente, con l'aiuto dei volontari della Società della Croce Rossa Nigeriana beni primari a circa 13.200 persone nello Stato di Borno, in Nigeria, che hanno subito gli effetti della violenza.

"La Croce Rossa ci ha dato quello che più ci serve, utensili per la cucina e per il riparo dalla pioggia", ci ha detto Fati, che vive nell’area di Bagadaza, a Baga. Sono state distribuite anche coperte, vestiti, zanzariere e articoli per l’igiene e la casa.

Inoltre, per quasi 5.000 persone che erano tornate o si erano rifugiate nel vicino Niger, il CICR ha fornito con l'aiuto dei volontari della Società della Croce Rossa del Niger, prodotti alimentari e per la casa.

In Niger, l'afflusso di sfollati si è aggiunto alla tensione dovuta al problema della fornitura di acqua. "Non c'è abbastanza acqua per tutti", ci ha detto Lawan Mustapha, un abitante rimpatriato. "Siamo stati costretti a bere acqua dal Lago Ciad. Quest’ unico bene non è più sufficiente per tutti."


Nell’area Bosso del Niger, il CICR ha ricostruito sette pozzi nei villaggi vicino al confine con la Nigeria. e nelle prossime settimane si sforzerà per migliorare l'accesso all'acqua potabile sia in Niger e Nigeria.


Il CICR e i suoi partner, la Società nazionali della Croce Rossa della Nigeria e dei paesi limitrofi, sono interamente mobilitate e impegnate per alleviare le sofferenze delle persone colpite dalla violenza.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
Aleksandra Matijevic Mosimann, CICR Abuja, tel: +234 94 61 96 13 o 234 703 595 41 68
Oumarou Papà Rabiou, CICR Niamey, tel: +227 96 66 99 12 o +227 90 43 43 04
Wolde-Gabriel Saugeron, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 31 49 o +41 79 244 64 05
Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/update/2013/08-23-nigeria-refugees-returnees.htm

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