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n° 514 del 22 agosto 2013 Stampa E-mail
lunedì 26 agosto 2013

22 agosto 2013

nr. 514
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Note dalla Redazione:
22 agosto 1864 – 22 agosto 2013
149° Anniversario della Prima Convenzione di Ginevra.

Da questo numero, per 11 Caffè, verranno pubblicate le parti della Timeline tratta dal “Viaggio nel cuore dell’umanità”  Rivista Red Cross Red Crescent. - nr. 1 del 2013. Sono note sintetiche che a partire dal 1850 arrivano fino al 17 febbraio 2013 portandoci nel centro della Storia.

Come già detto, molti saranno gli spunti di approfondimento storico e sarà questo un piccolo aiuto per prepararci meglio, con più conoscenza, con più consapevolezza del valore del Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,  alla celebrazione di due Anniversari di 150 anni. Il primo relativo alla nascita della Croce Rossa Italiana che sarà nel mese di giugno 2014. Il secondo relativo alla Firma della Prima Convenzione di Ginevra che sarà nel mese di agosto 2014.

Buona lettura a tutti

BENVENUTO a STEFANIA
E’ con molto piacere che diamo un benvenuto a Stefania Notarangelo che recentemente ha aggiunto la sua firma  sotto le traduzioni su questo notiziario. Un ringraziamento a lei per il tempo che dedicherà a tutti noi.

Errata Corrige:

Nel nr. 153 del Caffè Dunant è stato pubblicato al punto nr. 2 la traduzione dell’articolo “1884 Quasi asfissiati dal freddo” della Revue Red Cross Red Crescent (nr.1 – 2013) . Per un errore di battitura l’anno che compare nel titolo è errato, si deve leggere 1864 (anno che viene riportato nel testo dell’articolo stesso). Grazie per la comprensione.

M.Grazia Baccolo

Contenuto:

1 -   Timeline
“Un’azione umanitaria lunga 150 anni”
parte 1
Traduzione non ufficiale di Valentina Ciolino e Simon G. Chiossi

2 - 10-07-2013
Colombia: Omicidi e minacce
Traduzione non ufficiale di Stefania Notarangelo

3 - 31-07-2013 Comunicato stampa 13/132
Colombia: lancio della campagna nazionale di promozione del rispetto della missione medica
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - 06-08-2013 Approfondimento
Svizzera: una cerimonia ricorda i pericoli delle armi nucleari
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
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1 - TIMELINE

Un’azione umanitaria lunga 150 anni

Parte 1

Anni 1850: I tempi sono maturi per un'azione umanitaria organizzata di livello internazionale. Mentre il movimento che si oppone alla schiavitù si rafforza,crescono le difficoltà dei detenuti e dei pazienti psichiatrici. Le forze armate stanno creando sistemi sanitari da impiegare durante i conflitti, ma questi restano totalmente inadeguati, nonostante le nuove scoperte in campo medico. Gli esperti sanitari in tutto il mondo spingono per la creazione di nuovi sistemi, incluse le reti di volontari per il trattamento dei feriti di guerra. Gli articoli di stampa sulle condizioni dei soldati feriti in tempo di guerra sconvolgono l'opinione pubblica e spingono alcuni governi ad agire.

Novembre 1854: Florence Nightingale parte dall'Inghilterra e arriva in Turchia con 38 infermiere per curare i soldati feriti durante la guerra di Crimea. Nonostante l'atrocità delle condizioni degli ospedali di guerra, all'inizio le infermiere volontarie non sono ben accolte dal personale medico locale. I militari feriti sono ammassati in stanze sporche e prive di coperte. Molti muoiono di tifo, colera e dissenteria.

24 Giugno 1859:Gli eserciti del Regno di Sardegna e francese si scontrano con le forze austriache nei pressi del villaggio di Solferino, nel nord dell'Italia. L'imprenditore svizzero Henry Dunant è testimone del truculento scenario a fine scontro, e aiuta ad organizzare gli aiuti ai soldati feriti. Ritorna a Ginevra estremamente scosso e deciso a migliorare le condizioni della massa di persone ferite in battaglia.

1861: Clara Barton diviene una delle prime volontarie presso l'ospedale di Washington all'inizio della guerra civile americana. In seguito sarà un'alleata chiave dei fondatori del CICR Henry Dunant e Gustave Moynier, e fonderà la Croce Rossa Americana.

1862:Usando il proprio denaro Dunant pubblica 1.600 copie di"Un ricordo di Solferino", e inizia un'intensa campagna per trovare sostenitori per la propria idea di un corpo internazionale di volontari che assistano i soldati feriti durante i conflitti.

17 Febbraio 1863:Creazione del "Comitato internazionale permanente di soccorso ai militari feriti", precursore del CICR e del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Novembre 1863: La prima Società Nazionale di Croce Rossa è creata a Stoccarda, allora parte del regno di Württemberg. La Croce Rossa del Württemberg diverrà parte della Croce Rossa Tedesca nel 1921.

1864:La prima delegazione del Comitato collabora alla stesura delle Convenzioni di Ginevra e del futuro stesso dell'operato umanitario neutrale sul campo.

Agosto 1864:La Convenzione di Ginevra è firmata da 16 stati. I dieci articoli del documento, ufficialmente chiamato "Convenzione per il miglioramento della condizione dei militari feriti in guerra", gettavano le fondamenta di tutta l'azione umanitaria neutrale, e proponevano alle parti in guerra di rispettare il personale medico operante sul campo.“Finalmente tutta Europa era concorde sulla necessità di studiare un modo per arginare la brutalità della guerra, e spingere invece le nazioni, i popoli, le varie etnie a competere tra loro in uno sforzo per l'umanità.” (Estratto dalle memorie di Henry Dunant)

1864:Alla fine del 1864 esistono in Europa già 11 Società Nazionali per il trattamento dei feriti di guerra.

1866:La Convenzione di Ginevra viene applicata per la prima volta, durante la guerra tra Prussia e Austria.

La storia in divenire. A partire dall'8 maggio, la Federazione Internazionale di Croce Rossa mette online una cronistoria interattiva che mostra la genesi e l'evoluzione delle Società Nazionali. Si veda  www.ifrc.org/8May

Un salto nel tempo ad oggi. Nel 2012, la Repubblica del Sudan del Sud, lo stato più giovane del globo, con una delle Società Nazionali più recenti, ha ratificato le Convenzioni di Ginevra del 1949 e i Protocolli Aggiuntivi. Ad oggi 166 paesi hanno firmato le Convenzioni e i due Protocolli del 1977: questi documenti hanno le loro radici nella Convenzione ideata dai fondatori del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Traduzione non ufficiale di Valentina Ciolino e Simon G. Chiossi

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2 - 10-07-2013
Colombia: Omicidi e minacce
Omicidi e minacce – tra le più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale in materia di diritti umani – sono utilizzati allo scopo di intimidire o stigmatizzare le persone nelle aree in cui è presente un conflitto o altro tipo di violenza armata, spesso spingendole a fuggire dalle proprie case.

Traduzione non ufficiale di Stefania Notarangelo

Le minacce e le violazioni, perpetrate o tentate, al più importante diritto – il diritto alla vita – costituiscono alcune delle più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale in materia di diritti umani, sia in casi di conflitto armato, sia in altre situazioni di violenza.

Nello specifico caso del conflitto armato in Colombia, il mancato rispetto dei principi fondamentali del DIU - discernere tra civili e combattenti, prendere precauzioni per salvaguardare i civili durante gli attacchi e dagli effetti di tali attacchi e agire sulla base del principio di proporzionalità quando vengono condotte delle ostilità - reclama molte vite. Molti civili e altre persone protette dal DIU hanno perso la loro vita per essere caduti sotto gli attacchi e sotto il fuoco incrociato. Altri sono deceduti nelle mani di una delle parti del conflitto.

Sia i civili, sia i combattenti feriti o altrimenti fuori dall’azione di guerra, hanno il diritto di essere protetti dagli effetti delle ostilità. In nessun caso la loro vita dovrebbe essere messa a repentaglio, come enunciato nel diritto internazionale umanitario.

In aggiunta alle morti come risultato del conflitto armato, altri casi sono stati registrati in connessione con situazioni di violenza che non hanno raggiunto la soglia del conflitto armato. In quei casi, le vittime erano sia un bersaglio diretto, sia colte dal fuoco incrociato tra i protagonisti armati. Questa situazione si è verificata, per esempio, in qualche area urbana a Medellin, Buenaventura e Tumaco e nelle aree rurali in più di 25 regioni, dove il CICR concentra i propri sforzi.

Nella maggior parte dei casi, omicidi e minacce – utilizzati come mezzi intimidatori – hanno avuto effetti a catena, come lo spingere le persone a fuggire dalle proprie case e la grave compromissione della situazione economica delle famiglie. Quando i civili venivano bollati come appartenenti alla fazione opposta, ciò comportava molte minacce e morti. La situazione critica delle vittime delle minacce – fatto frequente sia in aree urbane sia in quelle rurali – è particolarmente preoccupante, poiché non vi è un’organizzazione da parte dello Stato per far fronte ai loro bisogni.

Le voci delle vittime

“Era un uomo di famiglia e un grande lavoratore, non un criminale.”

“Il mio compagno era un guardiano notturno. Affittava una camera così poteva dormire durante il giorno. Quel giorno, non si trovava lì da molto, quando è accaduto il fatto. Prima è venuto a casa per fare colazione e trascorrere del tempo con i bambini, poi è andato a riposare un po’. Improvvisamente, circa all’una del pomeriggio, sono iniziati gli scontri. Tre dei loro erano stati uccisi, così hanno iniziato a bussare alle porte e a fare irruzione in cerca dei responsabili. Hanno assalito una donna e hanno trascinato altre persone fuori dalle loro case in modo rude. Hanno pestato alcuni ragazzi in un bar. A loro non importava chi avesse realmente compiuto il fatto, erano solo in cerca di vendetta. Improvvisamente sono entrati nella stanza dove il mio compagno stava riposando. Sono entrati e lo hanno ucciso. Non gli hanno dato modo di spiegare chi fosse”.

“Mia sorella ed io abbiamo visto tutto. Lei aveva solo nove anni. Gridò piangendo: “Papà!” Sono entrata nella stanza e lui era steso a terra in un lago di sangue. Ho visto che si muoveva ancora, ma nessuno è corso ad aiutarmi. I taxi nemmeno si fermavano”.

“Ci sentiamo completamente soli ed indifesi. Hanno preso la vita di una persona innocente che non aveva nulla a che vedere con il conflitto armato e che non aveva mai avuto problemi con la legge. Lavorava duramente e si dedicava completamente a noi. Non si è mai messo nei guai. Noi vogliamo ripulire il suo nome, perché lo hanno bollato come un criminale. Ma non hanno mai nemmeno controllato la sua identità. Noi vogliamo giustizia e vogliamo che rispondano per il torto che ci hanno fatto.”

Una madre e sua figlia di 19 anni, residenti in un distretto di Medellin, raccontano cosa è accaduto quando il compagno della donna e padre della ragazza è stato ucciso.

La risposta umanitaria del CICR

Il CICR sta lavorando per garantire che tutte le vittime della violenza armata, incluse quelle che hanno subito minacce e attacchi alla loro vita, abbiano diritto agli aiuti di Stato e le informazioni su come richiederli.

Attraverso il suo dialogo confidenziale con le parti in conflitto e gli altri protagonisti armati, il CICR sottolinea il loro dovere al rispetto della vita, del benessere e della dignità di tutti coloro che sono protetti dal DIU e dai principi umanitari che dovrebbero essere osservati in tutte le circostanze.

Dove possibile, quando vengono riferiti casi di attacchi diretti contro persone che godono di protezione, il CICR si avvicina ai presunti responsabili con l’intenzione di influenzare il loro comportamento e ottenere delle risposte per le vittime. Sebbene le cifre ufficiali sugli omicidi in Colombia siano molto più alte e il CICR sia a conoscenza di molti altri casi, il Comitato documenta solo i casi in cui il suo staff è stato in grado di parlare direttamente alle vittime o alle loro famiglie e a fornire loro aiuti umanitari.

Nel 2012 il CICR ha documentato 49 casi di decesso al fine di avvicinarne i presunti responsabili. Inoltre, il CICR ha aiutato 119 famiglie a coprire le spese per il funerale dei loro cari o le spese di trasporto delle loro spoglie per la sepoltura.

Il CICR tenta anche di ridurre il numero di civili esposti alla violenza, agli omicidi ed alle minacce. Nel 2012 ha messo a disposizione un supporto economico per 831 persone, 147 in più rispetto al 2011. Questo ha permesso loro di trasferirsi in parti più sicure del paese.

Cosa dice il DIU

Studio del CICR sul diritto internazionale umanitario consuetudinario.

Norma 1: Le parti del conflitto devono in ogni momento distinguere tra civili e combattenti. Gli attacchi possono essere diretti soltanto contro i combattenti. Gli attacchi non possono essere diretti contro i civili.

Norma 2: Gli atti o le minacce di violenza il cui obiettivo principale è quello di diffondere il terrore tra la popolazione civile sono vietati.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/feature/2013/07-10-colombia-report-violence.htm

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3 - 31-07-2013 Comunicato stampa 13/132
Colombia: lancio della campagna nazionale di promozione del rispetto della missione medica

Bogota – Ginevra (CICR – Croce Rossa Colombiana) – Al fine di preservare la vita e la salute di numerose persone, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) in Colombia e la Croce Rossa Colombiana hanno lanciato, a livello nazionale, la campagna di promozione del rispetto dovuto alla missione medica, in particolare al personale, alle istallazioni e ai veicoli sanitari.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«Qualsiasi attacco o blocco al passaggio dei veicoli che impedisca agli operatori sanitari di svolgere le proprie attività può mettere in pericolo la vita di numerose persone e avere delle conseguenze difficili da risolvere nel lungo periodo», ha affermato il presidente della Croce Rossa Colombiana, Fernando José Cárdenas. «è per questo che è necessario che la missione medica venga rispettata in ogni circostanza».

In Colombia, nel quadro del conflitto armato e di altre situazioni di violenza, il CICR ha registrato 55 atti contro la sua missione medica nel 2010, 92 nel 2011, 88 nel 2012 e 97 al 30 luglio 2013.

«Da una parte il numero di attacchi è aumentato e, dall’altra, la gravità degli incidenti che si sono verificati è allarmante, in particolare minacce e blocchi dell’accesso ai centri sanitari e di distribuzione di medicine», ha indicato il capo della delegazione del CICR in Colombia, Jordi Raich. «Siamo preoccupati per le conseguenze di questi atti sul piano umanitario ed è per questo che, con questa campagna, lanciamo un nuovo appello a rispettare la missione medica in ogni circostanza».

Il lancio della campagna si inserisce in un’iniziativa mondiale del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che ha avuto inizio nel 2012 e durerà fino al 2015. Questa iniziativa ha come obiettivo accrescere il rispetto dovuto alla missione medica, rinforzando le capacità del personale sanitario, sensibilizzando le forze armate e di sicurezza e i gruppi armati, identificando il personale, le infrastrutture sanitarie e gli ospedali con gli emblemi distintivi della missione medica e diffondendo dei messaggi alla radio e in televisione.

L’espressione «missione medica», utilizzata nel quadro di questa campagna in Colombia, designa le attività mediche, il personale sanitario e i mezzi di trasporto e le infrastrutture sanitarie del paese.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2013/07-31-colombia-hcid-national-campaign.htm

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4 - 06-08-2013 Approfondimento

Svizzera: una cerimonia ricorda i pericoli delle armi nucleari

Un albero discendente da un Ginko Biloba sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima nel 1945 è stato piantato durante una cerimonia, che si è svolta presso la sede del CICR a Ginevra, per ricordare le orribili conseguenze delle armi nucleari e come segnale della speranza che un giorno queste armi saranno eliminate.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Questo Ginko Biloba è il primo giovane germoglio dell’albero bicentenario che è sopravvissuto a Hiroshima a essere piantato in Svizzera.

Un legame unico collega il CICR alla città di Hiroshima. In effetti, il dottor Marcel Junod, allora capo della delegazione del CICR in Giappone, fu il primo medico straniero a recarsi nella città devastata, poco più di un mese dopo la deflagrazione atomica, portando con sé soccorsi sanitari così disperatamente necessari. Da allora, il CICR e il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa esortano regolarmente gli Stati a perseguire il divieto e l’eliminazione delle armi nucleari, convinti di questa necessità dopo le orribili constatazioni di Junod a Hiroshima.

Il delegato del CICR Fritz Bilfinger si recò a Hiroshima poco dopo l’esplosione della bomba. Inviò al dottor Junod un telegramma (http://www.icrc.org/eng/who-we-are/history/150-years/dam-files/1939-hiroshima-telegramme-06_722.pdf) che descriveva la situazione apocalittica nella città atomizzata.

Parlando durante la cerimonia a Ginevra, il vice presidente del CICR, Olivier Vodoz, ha dichiarato: «Le armi nucleari hanno un potere distruttivo terrificante. Dopo un’esplosione nucleare non è possibile portare un’assistenza umanitaria adeguata alle vittime, a causa dell’ampiezza della distruzione e del rischio associato all’esposizione ai raggi ionizzanti. Siamo fermamente convinti che gli Stati debbano fare il possibile perché queste armi non siano usate di nuovo».

Junod si è trovato davanti alla terribile realtà dei servizi sanitari nella città bombardata. La deflagrazione aveva ucciso o ferito il 90% dei medici di Hiroshima. Mancava il sangue e la maggior parte dei potenziali donatori erano morti o feriti. Le memorie di Junod testimoniano le spaventose condizioni che ha trovato a Hiroshima.

I semi e i germogli di un albero bicentenario sopravvissuto all’esplosione sono stati nutriti e protetti nel corso dei decenni e sono piantati nel mondo intero. Durante la cerimonia di oggi, organizzata in collaborazione con Green Legacy Hiroshima e l’Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR), è stato letto da Olivier Vodoz un estratto delle memorie del dottor Junod. Il Rappresentante permanente aggiunto del Giappone a Ginevra, Takashi Okada, ha pronunciato delle parole di sostegno e i sindaci di Hiroshima e Nagasaki hanno inviato dei messaggi di ringraziamento. Ha assistito all’evento anche Isabel Rochat, consigliere di stato della Repubblica e del Cantone di Ginevra.

La bomba atomica ha colpito Hiroshima alle 08.15 del 6 agosto 1945. Quando Junod è arrivato sul posto, un mese più tardi, trovo la città fissata nel tempo. Nel suo libro “Il terzo combattente” scrive: «Su ciò che resta della facciata della stazione, le lancette sono state fermate dalla deflagrazione: 08.15. Nella storia dell’umanità, è la prima volta che l’inizio di una nuova era è stato registrato da un orologio».

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/feature/2013/08-06-switzerland-japan-nuclear-bomb.htm

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