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n° 511 del 15 giugno 2013 Stampa E-mail
lunedì 17 giugno 2013

15 giugno 2013

nr. 511
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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“149”

Era il 15 giugno 1864  quando venne costituita   “Associazione Italiana di Soccorso ai militari feriti e malati in tempo di guerra” ad opera del Dr. Cesare Castiglioni e del Comitato milanese dell’Associazione medica italiana. In qualità di Presidente di questo Comitato il Dr. Castiglioni partecitò  alla Conferenza di Ginevra del 26 ottobre 1863 come membro (ufficioso) della delegazione italiana. 

“ Una commissione appositamente creata stilò in tempi brevi un progetto di regolamento, lavorando in stretto collegamento con il Comitato internazionale di Ginevra. Due successive adunanze tenutesi a Milano il 31 maggio 1864 e il 15 giugno 1864 approvarono il primo regolamento di massima, costituendo su quelle basi il Comitato milanese dell’Associazione italiana di soccorso, da strutturarsi entro breve tempo a livello nazionale; a tale scopo le cinquanta sezioni locali dell’Associazione medica italiana vennero esortate a costituire altrettanti comitati.

Presidente del Comitato milanese fu il Cav.Dott Cesare Castiglioni, cui venne attribuito anche il titolo di unico socio promotore; il marchese Benigno Bossi, esule a Ginevra dal 1821, venne nominato rappresentante presso il Comitato centrale ginevrino. La struttura ancora embrionale di quella che sarebbe diventata la Croce Rossa Italiana fu settima in ordine di tempo a costituirsi fra le Associazioni nazionali di soccorso”

(tratto da: “Cesare Castiglioni” di A Castaldini  e G.Cattaneo Edizioni Ares pagg. 127/128)

Auguri cara Associazione Italiana della Croce Rossa nel tuo 149° anniversario!
M.Grazia Baccolo per la Redazione tutta del Caffè Dunant

Contenuto:

1 - 1-6-2013  
Siria: appello urgente alle fazioni in guerra per risparmiare i civili
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

2 - 31-5-2013    Aggiornamento operativo
Repubblica Centroafricana: consegnare il soccorso d’emergenza prima dell’arrivo delle piogge
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

3 - 29-5-2013    Diffusione di notizie
Afghanistan: l’ICRC condanna con forza l’attacco al suo ufficio a Jalalabad
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

4 - Giugno 2013
Va al progetto ortopedico della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan il Premio del Fondo Antonio Feltrinelli
Dal sito WWW.CRI.IT

5 - 27-5-2013    Diffusione di notizie 13/98
Algeria: colloquio internazionale su Emir Abdelkader e il Diritto Internazionale Umanitario
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

6 - 23-5-2013    Diffusione di notizie 13/97
Esperti di servizi d’ambulanza s’incontrano per migliorare la cura di emergenza
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

7 - 22-5-2013    Diffusione di notizie 13/99
Qatar: il presidente ICRC discute l’accresciuta cooperazione
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

8 - 21-5-2013    Diffusione di notizie
Niger: soccorso d’emergenza per 2.400 persone in fuga dalla violenza in Nigeria
 Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 1-6-2013   
Siria: appello urgente alle fazioni in guerra per risparmiare i civili
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Ginevra (ICRC) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) è allarmato dalle gravi conseguenze per i civili intrappolati nella lotta nettamente intensificata di Qusair. Secondo vari rapporti dall’interno di Qusair molti dei feriti non stanno ricevendo le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno. Sussidi medici, cibo e acqua scarseggiano.

“Invitiamo le fazioni coinvolte ad assumere le loro piene responsabilità riguardo al rispetto dei civili e al garantirne la sicurezza. Esse devono prendere ogni possibile precauzione in rapporto ai civili e a coloro che non prendono più parte alle ostilità”, dice Robert Mardini, capo delle operazioni ICRC nel Levante e nel Medio Oriente. “Abbiamo già richiesto accesso a Qusair e siamo preparati a entrare in città immediatamente per consegnare gli aiuti alla popolazione civile, purchè siamo in grado di operare in maniera imparziale senza condizionamenti di alcun genere.”

Migliaia di civili hanno già abbandonato la città lasciando indietro ogni loro avere. La Mezzaluna Rossa siriano-araba, sostenuta da ICRC e altri, ha prestato soccorso a molti di loro. Si riferisce che migliaia di altri civili siano ancora a Qusair – centinaia di loro gravemente feriti e senza accesso a cure mediche.

“I civili e i feriti rischiano di pagare un prezzo anche più alto mentre la lotta continua. Invitiamo tutte le fazioni a conformarsi alle loro obbligazioni secondo il DIU e prendersi cura costantemente di risparmiare in ogni occasione la vita dei civili e di coloro che non prendono più parte alle ostilità”, ha detto il signor Mardini.

Il rischio è in aumento per i civili durante gli scontri in aree popolate. Non si deve prenderli a bersaglio e chi è coinvolto nella lotta deve prendere tutte le opportune precauzioni per evitare di far loro del male. Chi desidera raggiungere aree più sicure deve poterlo fare in ogni momento. Chi desidera restare o non è in grado di partire rimane protetto dal DIU. I feriti – civili o combattenti – devono ricevere cure mediche il più prontamente possibile. I combattenti che si sono arresi o sono stati catturati non devono essere uccisi e devono essere trattati umanamente.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
David Pierre Marquet, ICRC Ginevra, tel. +41 22 730 34 43 oppure + 41 79 536 92 48
Dibeh Fakhr, ICRC Ginevra, tel. + 41 22 730 37 23 oppure +41 79 447 37 26
L’originale al link

http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/06-01-syria-parties-spare-civilians.htm

 
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2 - 31-5-2013    Aggiornamento operativo
Repubblica Centroafricana: consegnare il soccorso d’emergenza prima dell’arrivo delle piogge
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Con l’approssimarsi della stagione delle piogge l’ICRC ha consegnato aiuti alimentari e semi e ha badato che alla popolazione siano prestate cure mediche.

Con la sicurezza non ancora del tutto ripristinata a Bangui, la già difficile vita quotidiana degli abitanti di altre parti del paese è considerevolmente peggiorata negli ultimi cinque mesi. Semplicemente andare a scuola o a un centro sanitario o negli allevamenti o al mercato è diventato più difficile. Con l’approssimarsi della stagione delle piogge, l’ICRC ha consegnato aiuti d’emergenza e allestito squadre mediche mobili in alcune comunità rurali nel centro e nord del paese, dal 18 maggio.

“Alcune famiglie non hanno più riserve di grano, rubate o distrutte nella violenza. Altri non possono più andare a coltivare i loro campi, che hanno dovuto abbandonare quando sono sfuggiti ai tumulti”, ha detto Georgios Georgantas, capo della delegazione ICRC nella Repubblica Centroafricana. “Dobbiamo aspettarci che la loro situazione si complichi ulteriormente per l’arrivo della stagione delle piogge, che renderà difficile andare e venire per i prossimi quattro mesi.”

“Raggiungere i luoghi in cui la gente è fuggita, nella macchia, lontano da tutto, nonostante i pericoli lungo la via è una sfida quotidiana”, ha detto il signor Georgantas. “Fortunatamente, l’incipiente miglioramento nella sicurezza che è stato osservato in questi ultimi giorni lungo le strade principali ci sta permettendo di andare dove si trova questa gente. Data la portata dei bisogni, tuttavia, si è ancora lontani dalla sufficienza”.

A Ndélé e nelle altre città attorno a Kaga-Bandoro, un aiuto alimentare consistente in granturco, niébé (una qualità di fagioli), olio per cottura e sale sarà fornito a quasi ventimila persone per un mese. Semi di arachidi, sesamo, granturco e sorgo saranno anche forniti insieme ad alcuni utensili agricoli allo scopo di aiutare la popolazione a riprendere la semina. A più di 250 famiglie che recentemente hanno perso la casa saranno date forniture di base per aiutarle a rimettersi di nuovo in piedi. Tra le altre cose, esse riceveranno vestiario, lenzuola, zanzariere, utensili da cucina, impermeabili e sapone – semplici articoli divenuti assai preziosi per famiglie nullatenenti.

“L’accesso alle cure è considerevolmente peggiorato nella città di Kaga-Bandoro, e la situazione è perfino più seria nelle aree remote della prefettura di Nana-Gribizi”, ha detto il signor Georgantas. “Le donne partoriscono nella macchia, e uomini, donne e bambini stanno morendo di malattie minori per mancanza di trattamento.”

Con il supporto ICRC, il personale sanitario locale può adesso raggiungere persone stabilite lungo sentieri che collegano le città di Kaga-Bandoro, Mbrès, Ouandago e Dissikou, e prestare loro cure sanitarie essenziali. Parallelamente, i volontari della Società della Croce Rossa Centroafricana insieme all’ICRC continuano a somministrare il primo soccorso alle vittime della violenza armata e a trasferire le persone più gravemente ferite a strutture mediche funzionanti, nella capitale come nelle province.

Fin da quando la capitale fu scossa dalla violenza armata alla fine di marzo, e specialmente con l’interruzione dei pubblici servizi che seguì, l’accesso ai servizi di base per gli abitanti di Bangui si è considerevolmente ridotto. L’ICRC ha importato 190 tonnellate di prodotti per trattamento idrico dal Camerun, e la rete distributiva di acqua potabile della capitale sta ora funzionando correttamente.

Dal 23 marzo:

    - a quasi ottocento vittime è stato prestato il primo soccorso dal personale di emergenza della Società della Croce Rossa Centroafricana;
    - oltre duecento delle persone più gravemente ferite sono state portate alle strutture mediche a Bangui e provincia;
    - l’ICRC ha proseguito il proprio dialogo con le autorità sulla necessità di appoggiare i principi umanitari nei loro rapporti con civili e detenuti;
    - a Birao, estremo nord del paese, è cominciato un progetto di prevenzione della malaria. Inoltre, l’accesso all’acqua continua a migliorare con l’allargamento o lo scavo di sei pozzi;
    - l’ICRC ha mantenuto la propria presenza a Bangui, Kaga-Bandoro, Ndélé e Birao, e nel sud-est (Moki, Obo, Rafai e Zemio).

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Vincent Pouget, ICRC Bangui, tel. +237 94 202 493 oppure +236 75 64 300
Marie-Servane Desjonquères, ICRC Ginevra, tel. +41 22 730 3160 opp. + 41 79 536 92 58

L’originale al link
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/update/2013/05-31-central-african-republic-emergency-aid.htm

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3 - 29-5-2013    Diffusione di notizie
Afghanistan: l’ICRC condanna con forza l’attacco al suo ufficio a Jalalabad
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Kabul/Ginevra (ICRC) – Nel primo pomeriggio l’ufficio del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) a Jalalabad è stato attaccato da uomini armati non identificati. Un membro dello staff, una guardia afghana, è stato ucciso e un altro, un espatriato, è stato leggermente ferito. Tutti gli altri sono salvi e stanno bene.

“Noi condanniamo quest’attacco nei termini più forti possibili”, ha detto Jacques de Maio, il capo delle operazioni ICRC per l’Asia Meridionale. In questo momento il nostro pensiero è rivolto alla famiglia del nostro collega deceduto.”

A Jalalabad l’ICRC ha trentasei collaboratori, inclusi sei espatriati. In Afghanistan ha sede una delle più grandi operazioni ICRC a livello mondiale, con circa 1.800 collaboratori all’opera in diciassette località attraverso il paese.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Robin Waudo, ICRC Kabul, tel. +93 700 282 719

L’originale al link
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/05-29-afghanistan-attack-jalalabad.htm

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4 - Dal sito WWW.CRI.IT

Va al progetto ortopedico della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan il Premio del Fondo Antonio Feltrinelli

L'Accademia dei Lincei ha assegnato il Premio del Fondo Antonio Feltrinelli di 250 mila euro al progetto Ortopedico della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan, di cui e' responsabile Alberto Cairo, che dal 1990 ha curato oltre 100.000 pazienti, molti bambini mutilati di guerra o vittime delle mine. "All' inizio curavamo solo i feriti di guerra - ricorda Cairo - ma ci trovavamo a dover fare una terribile discriminazione tra le persone che ogni mattina ci aspettavano davanti alle porte degli ambulatori. Quindi, abbiamo deciso di aprire a tutti e oggi solo un paziente su otto e' una vittima della guerra. Le necessità della situazione sanitaria locale sono enormi e i soldi del Premio dei Lincei saranno utilissimi alla Croce Rossa Internazionale per proseguire le attività in questo paese dove mancano strutture e una medicina preventiva, mentre la guerra e le mine ci sono ancora''.

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5 - 27-5-2013    Diffusione di notizie 13/98
Algeria: colloquio internazionale su Emir Abdelkader e il Diritto Internazionale Umanitario
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Algeri (ICRC) – Un colloquio internazionale mette in evidenza Emir Abdelkader e il DIU. L’evento nel sobborgo di Beni Messous ad Algeri si svolgerà dal 28 al 30 maggio.

L’organizzazione è affidata alla Fondazione Emir Abdelkader, operante in associazione con il Ministero della Giustizia algerino, l’ICRC e la Mezzaluna Rossa algerina.

Il colloquio commemora il 130. anniversario della morte di Emir Abdelkader e il 150. anniversario dell’ICRC. Il presidente ICRC Peter Maurer effettuerà una visita ufficiale di quattro giorni in Algeria durante l’evento.

Accademici e altri specialisti da Algeria, Marocco, Svizzera e Regno Unito discuteranno sia il contributo di Emir Abdelkader al diritto umanitario moderno sia le questioni implicate nel garantirne l’adempimento.

“Nel diciannovesimo secolo, due uomini – Emir Abdelkader e Henry Dunant, il fondatore del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – condivisero un ideale umanitario comune: ogni soldato che non era più in grado di combattere, o a causa di ferite o perché era stato preso prigioniero, doveva essere risparmiato, curato e protetto, senza discriminazione”, ha spiegato Bruce Biber, a capo della delegazione ICRC di Algeri.

Molti anni prima che il DIU fosse formalizzato per iscritto, Emir Abdelkader aveva già redatto una legge riguardante i prigionieri di guerra. Essi dovevano essere trattati umanamente, a prescindere dalla loro religione o nazionalità.

Il DIU moderno è un insieme di regole designate per proteggere le persone che non prendono parte alle ostilità, incluse quelle che l’hanno fatto ma poi non più. Il DIU pone anche limiti ai mezzi e metodi dello stato di guerra. In particolare tali regole sono contenute nelle Convenzioni di Ginevra e nei loro Protocolli aggiuntivi, ai quali l’Algeria ha aderito rispettivamente nel 1960 e 1989.

Il DIU è così rilevante oggi come lo è sempre stato, ma ha bisogno di rafforzarsi in certe aree allo scopo di proteggere meglio le vittime dei conflitti. Il colloquio guarderà a due aree correlate a tale questione: la protezione delle persone detenute durante conflitti armati non internazionali e l’accresciuto adempimento del DIU. Questo evento fa appunto parte degli sforzi per aiutare i milioni di persone in tutto il mondo che soffrono le conseguenze dei conflitti armati.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Bruce Biber, ICRC Algeri, tel. +213 21 92 43 03
Wolde-Gabriel Saugeron, ICRC Ginevra, tel. +41 22 730 31 49 oppure +41 79 244 64 05

L’originale al link
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/05-27-algeria-abdelkader-foundation.htm

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6 - 23-5-2013    Diffusione di notizie 13/97
Esperti di servizi d’ambulanza s’incontrano per migliorare la cura di emergenza
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Ginevra/Città del Messico (ICRC) – Esperti internazionali sono intervenuti a un incontro internazionale, tenuto dal 21 al 23 maggio nella città messicana di Toluca, per discutere i servizi d’ambulanza e pre-ricovero in situazioni di rischio.

Durante l’evento, gli esperti hanno messo in comune le loro esperienze con l’obiettivo di migliorare l’erogazione dei servizi medici di salvataggio d’emergenza. Essi si sono rivolti alle sfide che fronteggiano quotidianamente nel loro lavoro, hanno fatto raccomandazioni specifiche e proposto misure pratiche per cercare di capire e vincere tali sfide.

“Chi è malato o ferito spesso muore per condizioni che non sarebbero state fatali se avesse ricevuto assistenza medica in tempo. Ognuno ha diritto a tale assistenza”, ha detto Karl Mattli, capo della delegazione regionale del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) per Messico, America Centrale e Cuba. “La comunità medica da sola non può garantire l’erogazione sicura del servizio sanitario. Questa responsabilità giace nelle mani di governi, gruppi d’influenza e altri membri della società civile.”

L’incontro era organizzato congiuntamente da Croce Rossa Messicana e ICRC e vi hanno partecipato 45 persone, compresi rappresentanti di diciannove Società Nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Canada, Cina, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Israele, Giappone, Messico, Nepal, Nicaragua, Norvegia, Palestina, Panama, Arabia Saudita, Spagna). Hanno anche preso parte [ai lavori] fornitori di servizi di ambulanze dei settori sia pubblico sia privato.

I partecipanti hanno concluso che era necessaria un’ulteriore azione per assicurare che ai feriti e ai malati non fosse negato l’accesso all’assistenza medica, e che le strutture e squadre sanitarie avessero un supporto adeguato, medicine, equipaggiamento e personale. Le loro raccomandazioni saranno pubblicate in un rapporto ICRC da presentare alla 32. Conferenza Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a dicembre 2015. Ci sarà anche una spinta per i fornitori sanitari a livello mondiale a implementare i passi delineati nel rapporto.

L’incontro era compreso nella serie di consultazioni svoltesi tra esperti e ICRC e le Società Nazionali come parte della campagna ‘Cura Sanitaria in pericolo’ del Movimento Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, condotta dall’ICRC. I rappresentanti ICRC hanno preso la parola per presentare i risultati della campagna e le scoperte contenute in ‘Avvenimenti violenti  che intaccano la cura sanitaria’. Questo rapporto ha posto in rilievo che nel 2012 ci sono stati almeno 921 attacchi diretti sul personale e le strutture sanitarie, così come su pazienti feriti o malati.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Gabriel Salazar, ICRC Messico, tel. +52 55 25 81 21 10 oppure +52 45 10 20 18     
Alexis Heeb, ICRC Ginevra, tel. + 41 22 730 37 72 oppure +41 79 218 76 10
(tratto dal sito della Croce Rossa Internazionale)
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/05-23-mexico-experts-health-care.htm

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7 - 22-5-2013    Diffusione di notizie 13/99
Qatar: il presidente ICRC discute l’accresciuta cooperazione
Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Ginevra/Kuwait (ICRC) – Peter Maurer, il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), ha appena completato una visita di due giorni al Qatar.

Il presidente ICRC ha incontrato Sua Altezza lo Sceicco Hamad bin Khalifah al-Thani (emiro del Qatar), lo Sceicco Hamad bin Jassem bin Jaber al-Thani (primo ministro) e il Dr. Khaled al-Attiyah (ministro di stato per gli affari esteri), per discutere modi concreti per rafforzare la cooperazione tra l’ICRC e lo stato del Qatar nel campo dell’assistenza umanitaria, per uno scambio di vedute sulla situazione corrente del conflitto armato, e per esaminare il modo di garantire che le vittime possano essere raggiunte e di accrescere il rispetto per il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) da parte di tutti.

“La visita fu assai fruttuosa. Essa rese possibile esplorare nuove vie di cooperazione con il Qatar in un [gran] numero di aree”, ha detto Maurer. “Mi ha anche fatto molto piacere il vivo interesse delle autorità nel vedere l’ICRC stabilire una presenza permanente nel paese in modo da perseguire concretamente e sviluppare vari progetti.”

Un incontro di lavoro ha avuto luogo tra Sua Altezza Sheikha Mozah bint Nasser al-Missned, presidente della Qatar Foundation, con discussioni su progetti di collaborazione collegati alla protezione delle strutture educative in contesti di conflitto armato, e alla promozione e insegnamento del DIU.

Il signor Maurer ha anche incontrato il Dr. Mohammed bin Ghanim al-Madheed, presidente della Società della Mezzaluna Rossa del Qatar, per sviluppare ulteriormente l’associazione in corso tra l’ICRC e la Società a livello sia nazionale sia internazionale. Maurer, nella sua prima visita alla regione del Golfo in veste di presidente ICRC, ha anche partecipato al Forum di Doha e tenuto discorsi ufficiali con autorità governative del Qatar e altri interlocutori di alto livello coinvolti negli affari umanitari e altre questioni connesse. Inoltre è stato relatore ospite a una tavola rotonda organizzata dal Brookings Doha Center sulle sfide correnti all’azione umanitaria, in particolare quella dell’accesso alle vittime di guerra.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
David Pierre Marquet, ICRC Ginevra, tel. +41 22 730 25 02 oppure +41 79 536 92 48
Fouad Bawaba, ICRC Kuwait, tel. +965 77 87 94 34
(tratto dal sito della Croce Rossa Internazionale)
http://www.crc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/05-22-qatar-peter-maurer.htm

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8-  21-5-2013    Diffusione di notizie
Niger: soccorso d’emergenza per 2.400 persone in fuga dalla violenza in Nigeria
 Traduzione non ufficiale di Giancarlo Bertolina

Ginevra/Niamey (ICRC) – A parecchie centinaia di famiglie in fuga dalla violenza nella Nigeria settentrionale e rifugiate nell’area di Diffa (Niger sud-orientale) si stanno fornendo provviste d’emergenza e aiuto alimentare da parte del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) e della Società della Croce Rossa del Niger.

Circa 2.400 persone a Bosso, Kableva, Tchoukoujani e Diffa oggi hanno cominciato a ricevere la consegna di soccorso d’emergenza consistente di 45 tonnellate di riso, fagioli, olio per cottura e sale, e di una scorta di zanzariere trattate con insetticidi, materassi, lenzuola, secchi, utensili da cucina e vestiario, che copriranno i loro bisogni più urgenti per approssimativamente un mese.

“Queste persone, la maggior parte delle quali proviene dal Niger ma si è stabilita in Nigeria qualche tempo fa, in alcuni casi da decenni, sono completamente indigenti. Sono state ospitate da famiglie che dividono le loro scarse risorse con loro”, ha detto Jean-Nicolas Marti, capo della delegazione regionale ICRC per Niger e Mali. “La loro situazione è assai precaria e necessitano di aiuto urgente.”

L’area di Diffa, dove le famiglie hanno preso rifugio, è stata quest’anno la scena di gravi inondazioni che hanno causato un considerevole abbassamento della produzione agricola. “Se lo sfollamento della popolazione dovesse continuare al ritmo corrente, o aumentare, c’è il rischio che il delicato equilibrio economico e alimentare nella zona possa essere distrutto, con conseguenze per la popolazione residente”, ha detto il signor Marti.

E’ dallo scorso settembre che l’ICRC aiuta circa quattrocento famiglie nomadi Fulani sfuggite alla violenza e alle condizioni ambientali insicure dell’area Maiduguri della Nigeria a stabilirsi in varie località a Diffa.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Valery Mbaoh Nana, ICRC Bamako e Niamey, tel. +223 76 99 63 75 oppure +227 97 45 43 82
Wolde-Gabriel Saugeron, ICRC Ginevra, tel. 41 22 730 31 49 oppure +41 79 244 64 05


(tratto dal sito della Croce Rossa Internazionale)
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2013/05-21-niger-nigeria-assistance-refugees.htm

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