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n° 503 del 14 gennaio 2013 Stampa E-mail
martedì 15 gennaio 2013

14 gennaio 2013

nr. 503
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:

1- 01-01-2013
La nuova Convenzione sull’assistenza alimentare entra in vigore
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - 19-12-2012 Le Monde
Rischio di crisi umanitaria in Siria
Fuat Keyman, professore all’università di Sabanci;Hany El Banna, fondatore dell’ONG Islamic Relief;Anthony Giddens, ex direttore della London School of Economics
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 18-12-2012 Commissione Europea – Comunicato stampa
Iniziativa dell’UE “Children of Peace”: il Presidente Barroso annuncia che il denaro del premio Nobel per la pace sarà devoluto a progetti di aiuto a favore di 23.000 bambini vittime di guerre e conflitti
Comunicato da Serena Corniglia

4 - Sabato 2 febbraio 2013 ore 15,00 - SCARICA LOCANDINA E PROGRAMMA
Cri Torino - Comitato Provinciale, Via Bologna 171
“il Movimento fra Principi ed Obiettivi”
Incontro di approfondimento per volontari CRI
Comunicato da Serena Corniglia

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1 - 01-01-2013
La nuova Convenzione sull’assistenza alimentare entra in vigore
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

La nuova Convenzione sull’assistenza alimentare entra in vigore il 1° gennaio 2013. Fortemente sostenuta dalla Commissione Europea, la Convenzione sull’assistenza alimentare è un accordo che conferma l’impegno della comunità internazionale nel combattere la fame e la malnutrizione.

Uno dei risultati più importanti della nuova Convenzione è un cambiamento dell’approccio, che si sposta dall’aiuto alimentare all’assistenza alimentare. I firmatari concordano nel distribuire il cibo solo quando è strettamente necessario per far fronte ai bisogni alimentari immediati delle persone più vulnerabili. Diversamente, l’aiuto dovrebbe pervenire sotto forma di denaro, così che le persone colpite possano comprare il cibo localmente. Questo sostiene la loro dignità e aiuta a promuovere i mercati locali, con un beneficio per l’agricoltura locale zona e il sistema di approvvigionamento alimentare.

Quando la UE ha ratificato la Convenzione nel mese di novembre 2012, Kristalina Georgieva, la Commissario Europeo per la Cooperazione Internazionale, gli Aiuti Umanitari e la Risposta alle Crisi ha sottolineato: «Con l’essere fra i primi a ratificare la Convenzione, l’UE conferma la solidarietà dell’Europa con i quasi 900 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame e l’insicurezza alimentare. La malnutrizione nei bambini piccoli rappresenta un pesante ostacolo al loro sviluppo e a quello delle economie nazionali.

Fra i circa 171 milioni di bambini sotto i 5 anni affetti da disturbi della crescita, ve ne sono 55 milioni che soffrono di malnutrizione grave e 20 milioni vittime di malnutrizione acuta grave».

Background

La Commissione Europea è una dei maggiori donatori al mondo nel campo dell’assistenza alimentare. Questo settore è il più ampio nel bilancio degli aiuti umanitari della Commissione. Nel 2011 la Commissione Europea ha stanziato 509 milioni di euro per l’assistenza alimentare umanitaria e per progetti nutrizionali con 57 organizzazioni partner in 47 paesi. Dal 2010, attraverso la sua politica di assistenza alimentare, la Commissione Europea ha sostenuto circa 100 milioni di persone che affrontano una situazione di insicurezza alimentare.

La Convenzione sull’assistenza alimentare è un accordo internazionale negoziato dall’Unione Europea e altri 35 paesi (tutti gli Stati membri dell’UE più l’Argentina, l’Australia, il Canada, la Croazia, il Giappone, la Norvegia, gli Stati Uniti e la Svizzera). Dopo l’approvazione del Parlamento Europeo, l’Unione Europea ha ratificato la nuova Convenzione sull’assistenza alimentare il 28 novembre 2012.

Tratto dal sito della Commissione Europea:
http://ec.europa.eu/echo/news/2013/20130101_fr.htm

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2 - 19-12-2012 Le Monde
Rischio di crisi umanitaria in Siria
Fuat Keyman, professore all’università di Sabanci;Hany El Banna, fondatore dell’ONG Islamic Relief;Anthony Giddens, ex direttore della London School of Economics
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

La Turchia ha mantenuto aperte le sue frontiere fin dal giorno in cui i primi Siriani hanno iniziato a fuggire dalle violenze e dagli attacchi del regime siriano nel loro paese, nel maggio 2011.

La Turchia fornisce ora dei ricoveri e un aiuto umanitario a più di 120.000 rifugiati siriani, stanziando più di 300 milioni di dollari (227.6 milioni di euro).

I Siriani traumatizzati dalla perdita dei loro familiari, dalla distruzione delle loro case e dalla carneficina della guerra civile sono stati accolti e ospitati in eccellenti condizioni.

Tuttavia, diciotto mesi più tardi, il conflitto in Siria sembra non avere fine e l’ONU segnala che ora il numero di persone in Siria che necessitano di un aiuto umanitario potrebbe passare da 2.5 milioni a 4 milioni da qui all’inizio del 2013.

La Turchia non deve più assumersi da sola questa responsabilità

In questo contesto di crisi umanitaria acuta e mentre ciascuno di noi ha la propria prospettiva sulla crisi siriana, crediamo all’unisono che si debba fare di più per aiutare i Siriani che non hanno altra scelta che fuggire.

A fronte dell’afflusso crescente di civili, si comprende che la Turchia comincia a risentire del peso di questo essenziale aiuto umanitario fornito sul suo territorio. Rispondere a questa crisi implica degli sforzi di un’ampiezza senza precedenti.

La Croce Rossa stima che la Turchia avrà bisogno di diversi milioni di dollari di aiuti stranieri per fronteggiare l’emergenza. La Turchia non deve più assumersi da sola questo impegno.

Crediamo che la comunità internazionale e i paesi donatori, in particolare i paesi del Golfo, debbano incrementare con urgenza il loro aiuto alla Turchia e a tutti i paesi vicini che accolgono i rifugiati siriani.

Con l’arrivo dell’inverno, questo impegno è più importante che mai.

488 milioni di dollari

È inaccettabile che il piano d’azione regionale delle Nazioni Unite in favore dei rifugiati siriani di 488 milioni di dollari sia finanziato solo per un terzo.

La comunità internazionale ora deve finanziare le operazioni di gestione dei rifugiati siriani. I paesi che accolgono i rifugiati devono autorizzare le ONG umanitarie internazionali ad operare all’interno delle loro frontiere.

Chiediamo alla Turchia di unirsi alla Giordania e al Libano nel permettere a queste ONG di sostenere lo sforzo turco e di mettere in campo le loro competenze e risorse tecniche.

L’Ufficio aiuto umanitario e protezione civile della Commissione Europea (ECHO), le agenzie dell’ONU, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e le ONG che possiedono un’esperienza nell’assistenza ai rifugiati sono pronte a rispondere ai bisogni. Tuttavia gli ostacoli politici, legali e burocratici bloccano la piena cooperazione fra la Turchia e le ONG umanitarie. Salvo eccezioni, le ONG turche e internazionali non hanno accesso ai campi dei rifugiati in Turchia.

Autorizzare le agenzie umanitarie dell’ONU e le ONG internazionali a operare in Turchia potrebbe ridurre l’impatto che il numero crescente di rifugiati ha sulle comunità di accoglienza.

La Turchia teme forse che attori stranieri perseguano proprie agende politiche o che costituiscano una minaccia per la sovranità turca.

I principi internazionali delle Convenzioni di Ginevra

Tuttavia, queste organizzazioni umanitarie professionali hanno una lunga esperienza d’azione condotta con imparzialità e neutralità in numerose crisi di rifugiati come quella dei rifugiati somali in Kenya o dei rifugiati libici in Tunisia.

Queste organizzazioni sono guidate dai valori universali e dai principi internazionali delle Convenzioni di Ginevra.

È tempo che il mondo sostenga la Turchia e che essa riceva aiuto dai suoi amici della società civile internazionale e dai donatori affinché possa fornire asilo alle migliaia di altri Siriani che ancora attendono di fuggire dalla guerra civile nel loro paese. È nostra speranza e desiderio che possano continuare a trovare un luogo sicuro in Turchia.

Tratto dal sito de Le Monde:
http://www.lemonde.fr/idees/article/2012/12/19/risque-de-crise-humanitaire-en-syrie_1808270_3232.html

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3 - 18-12-2012 Commissione Europea – Comunicato stampa
Iniziativa dell’UE “Children of Peace”: il Presidente Barroso annuncia che il denaro del premio Nobel per la pace sarà devoluto a progetti di aiuto a favore di 23.000 bambini vittime di guerre e conflitti

Il denaro del premio Nobel assegnato all’Unione europea sarà destinato a finanziare quattro progetti nell'ambito dell'iniziativa dell’UE “Children of Peace” di cui José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea, ha annunciato oggi i dettagli.

La decisione di devolvere il premio in denaro a favore dei bambini colpiti da conflitti è stata presa all’unanimità dai presidenti della Commissione, del Parlamento europeo e del Consiglio, Jose Manuel Barroso, Martin Schulz e Herman Van Rompuy.

A tal proposito, il Presidente Barroso ha dichiarato: “Per noi era evidente assegnare il denaro del premio Nobel per la pace ai più vulnerabili e spesso i più colpiti dalle guerre: i bambini di tutto il mondo. Vogliamo che i loro diritti siano sempre tutelati Tutti i minori, bambini e bambine, devono avere l'opportunità di sviluppare le loro qualità. Inoltre, promuovere l’istruzione significa anche creare le possibilità per una pace duratura. Vogliamo che i “bambini della guerra” diventino “bambini della pace””.

Il Presidente Van Rompuy ha dichiarato al riguardo: "Nelle situazioni di conflitto i bambini sono spesso i più vulnerabili ed è doveroso devolvere il premio in denaro a favore delle giovani vittime di conflitti armati. Sono felice che l’iniziativa dell’UE "Children of Peace" continui oltre questa prima esperienza e mi auguro che i progetti realizzati nel suo ambito possano divenire il simbolo dell'impegno dell'Unione europea nei confronti dei più bisognosi di tutto il mondo.”

Infine, il Presidente Schulz ha dichiarato: “I bambini sono le vittime più vulnerabili nelle situazioni di conflitto. Sono il nostro futuro e a essere in gioco è il futuro di ognuno di loro. Tutto ciò che possiamo fare per aiutarli a superare i traumi e le sofferenze subite nei periodi di conflitto è un prezioso contributo.

I progetti, che riceveranno in totale 2 milioni di euro (incluso un finanziamento supplementare dell'UE), saranno destinati a più di 23.000 bambini vittime di conflitti in tutto il mondo e garantiranno l'accesso all'istruzione di base e la disponibilità di ambienti a misura di bambino per:
-  circa 4.000 bambini siriani rifugiati nei campi al confine tra l'Iraq e la Siria;
-  più di 5.000 bambini colombiani, la maggior parte dei quali rifugiati in Ecuador;
-  11.000 bambini congolesi sfollati nella regione orientale della Repubblica democratica del Congo e rifugiati in Etiopia;
-  3.000 bambini pakistani nelle zone di conflitto del nord del Pakistan.

L’UNICEF si occuperà del progetto in Pakistan, Save the Children e il Consiglio norvegese per i rifugiati lavoreranno con i bambini nella Repubblica democratica del Congo e in Etiopia, l’UNHCR fornirà assistenza in Colombia e in Ecuador e l’agenzia francese ACTED lavorerà con i bambini siriani rifugiati nel campo di Domiz, nell’Iraq settentrionale. Tutte queste organizzazioni sono tra i più insigni partner della Commissione europea nel settore umanitario.

I progetti, che verranno finanziati attraverso l’iniziativa dell’UE “Children of Peace”, rientrano nell’ambito di competenza di Kristalina Georgieva, Commissaria europea per gli Aiuti umanitari e la risposta alle crisi. La Commissaria ha oggi dichiarato al riguardo che "nelle zone di conflitto gli aiuti umanitari sono spesso l'unica soluzione che consente ai bambini di proseguire gli studi, il che non soltanto migliora le loro prospettive future, ma contribuisce altresì a proteggerli da abusi e sfruttamento. Quest’importante causa merita che l’UE vi destini l'importo del premio Nobel per la pace. Alle frontiere siriane e colombiane, in Pakistan, in Etiopia e in Congo, apporteremo un vero e proprio cambiamento per quei bambini che rischierebbero altrimenti di divenire una generazione perduta, offrendo loro, al contrario, la possibilità di vivere la loro infanzia, di recuperare e di avere un futuro migliore".

L'iniziativa dell’UE “Children of Peace” non si esaurirà con quest’unica azione: il prossimo anno saranno infatti messi a disposizione nuovi finanziamenti per un numero maggiore di progetti di assistenza destinati ai bambini vittime di conflitti.

Contesto

Il 10 dicembre l'Unione europea ha ricevuto il premio Nobel per la pace 2012 per aver contribuito per più di sessant’anni alla promozione della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa. La Commissione europea ha formalmente accettato il premio in denaro a nome dell'Unione europea e ha deciso di integrare la somma ricevuta, pari a circa 930.000 euro, portandola a 2 milioni di euro da assegnare ai bambini che più ne hanno bisogno. Il premio Nobel consiste in un importo di 8 milioni di corone svedesi, una medaglia e un diploma. La medaglia e il diploma saranno custoditi dalle istituzioni dell’UE a nome dell’Unione europea. L’importo in denaro e la medaglia costituiscono una donazione ai sensi dell’articolo 19 del regolamento n. 1605/2002.

Il Nobel per la pace rappresenta il simbolo della riconciliazione in tutto il mondo. Il relativo premio in denaro deve andare a beneficio di coloro che rappresentano la prima speranza per il futuro, ma che sono anche le prime vittime di conflitti: i bambini cui viene tolta la possibilità di crescere in pace e realizzare appieno il loro potenziale.

Oggi il 90% delle vittime di conflitti è costituto da civili, di cui la metà minori. 7 milioni di bambini sono rifugiati e 12,4 milioni sono sfollati nel proprio paese a causa di conflitti.

Uno dei modi migliori per aiutare e proteggere i bambini vittime di conflitti violenti è dare loro la possibilità di riprendere a studiare e accedere all’istruzione; in caso contrario, il loro futuro sarebbe ancora più difficile. Dei circa 75 milioni di minori di tutto il mondo che non possono frequentare la scuola, più della metà vive in zone di conflitto.

L'azione umanitaria dell'UE risponde alle esigenze specifiche dei bambini vittime di conflitti. Più della metà dei fondi umanitari della Commissione è destinata alle zone colpite da conflitti e il 12% del relativo bilancio è assegnato a organizzazioni umanitarie impegnate nell'assistenza ai bambini, per un totale di gran lunga superiore alla media mondiale. La Commissione stanzia aiuti umanitari per condurre attività di protezione dei minori, di sostegno psicologico, di sensibilizzazione ai rischi connessi alle mine e per azioni di contrasto al reclutamento di bambini soldato.

Tale impegno è in linea con il consenso europeo in materia di aiuto umanitario, secondo cui "in risposta alle esigenze umanitarie devono essere prese in considerazione particolari vulnerabilità. In tale contesto l'UE presterà particolare attenzione a donne, bambini, anziani, malati e persone con disabilità”.

Il documento di lavoro dei servizi della Commissione europea sui bambini in situazioni di emergenza e di crisi (2008) tratta in particolare la questione dei bambini arruolati in forze e gruppi armati. L'Unione europea ha inoltre adottato gli orientamenti sui bambini e i conflitti armati, che forniscono una base comune d’azione per gli Stati membri dell'UE e la Commissione.

Tratto dal sito dell’Unione Europea:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-12-1392_it.htm

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4 - Sabato 2 febbraio 2013 ore 15,00
CRI  Comitato Provinciale, Via Bologna 171
TORINO

“Il Movimento fra Principi ed Obiettivi”
Incontro di approfondimento per volontari CRI

SCARICA LOCANDINA E PROGRAMMA

 

Programma:

Ore 15.00
Saluti dei Presidenti Regionale e Provinciale.

PRIMA PARTE
Introduzione: il Movimento di CR/MR e filosofia dell'incontro.
I Sette Principi.
L'Emblema: aspetto, significato, tutela attiva e consapevole.

Pausa
SECONDA PARTE
Il Movimento Internazionale:
· La Federazione e la Società Nazionale. Strategia 2020 e Obiettivi Strategici.
· La Società Nazionale: l'obiettivo strategico n. 4, contenuti e prospettive.
· Il Comitato Internazionale: attività "Il Ring".
Conclusioni: La Conferenza Internazionale 2011, linee e prospettive.

Per informazioni e prenotazione: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

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