Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 502 del 1 gennaio 2013 Stampa E-mail
mercoledì 02 gennaio 2013

1 gennaio 2013

nr. 502
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

-----

 

Dedichiamo  la poesia "La speranza è nell'opera" a tutti gli abbonati al Caffè ed auguriamo loro un Buon 2013

"La speranza è nell'opera.
Io sono un cinico a cui rimane
per la sua fede questo al di là.
Io sono un cinico che ha fede in quel che fa. "

V.Cardarelli (1887-1959). Poesie.

Contenuto:

1 - Tratto dal sito www.icrc.org
27-12-2012 Intervista
Colombia: il CICR elabora un progetto per ridurre la violenza urbana a Medellin
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - Tratto dal sito www.icrc.org
24-12-2012
Contro ogni aspettativa, un gruppo di donne in Ruanda diventa un’ancora di speranza.
di Nancy Okwengu
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 27-12-2012 Intervista

Colombia: il CICR elabora un progetto per ridurre la violenza urbana a Medellin
In otto quartieri della città di Medellin, il CICR ha lanciato un progetto chiamato «Másespacioshumanitarios, másalternativas» (più spazi umanitari, più soluzioni) con l’obiettivo di ridurre gli effetti della violenza armata nelle comunità. L’iniziativa, che durerà quattro anni, viene attuata dal 2011 in collaborazione con la sezione di Antiochia della Croce Rossa Colombiana e in coordinamento con altre istituzioni pubbliche e private. Arrivato al termine della sua missione in Colombia, StéphaneJacquier, capo del progetto, fa un bilancio della situazione umanitaria nella città e delle attività condotte dal CICR.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Come descriverebbe la situazione umanitaria che ha condotto il CICR a realizzare questo progetto a Medellin?

In città le conseguenze della violenza armata sono spesso più gravi che nelle zone rurali in cui il CICR opera abitualmente. La densità demografica è maggiore che nelle campagne e gli attori armati sono presenti all’interno delle comunità. Esistono frontiere invisibili che ostacolano non solo la circolazione delle persone, ma anche l’accesso all’educazione e alle cure sanitarie. Le conseguenze sul piano umanitario, inoltre, sono simili a quelle di un conflitto armato: vi sono omicidi, feriti, sparizioni forzate, minacce, sfollamenti intraurbani, arruolamenti, violenze sessuali, reati contro le missioni sanitarie, furti o estorsioni di fondi.

Cosa può fare il CICR in questi casi?

Ci siamo resi conto che, grazie al fatto di essere accettati in Colombia, avremmo potuto giocare un ruolo importante per ridurre le conseguenze umanitarie. In rapporto ad altre organizzazioni, beneficiamo di vantaggi quali i contatti e il dialogo confidenziale con le parti nemiche e la possibilità di condurre un’azione globale nelle comunità e di proporre delle soluzioni alle sofferenze causate dalla violenza armata in seno alla popolazione.

Ad oggi quali risultati avete ottenuto?

Stiamo elaborando un modello di intervento globale basato su tre azioni: prevenzione della violenza nell’ambiente scolastico, protezione della popolazione e assistenza alle comunità.

La prima consiste nell’intervenire presso gli allievi dalla sesta alla nona classe, i loro genitori e i loro insegnanti. Insieme alla sezione di Antiochia, parliamo loro delle regole di vita comune, di risoluzione dei conflitti secondo un approccio creativo, del pericolo rappresentato dalle armi, di misure di autoprotezione, di primo soccorso e di educazione sessuale.

La seconda azione consiste nel proteggere la popolazione: spieghiamo alle forze dell’ordine i principi umanitari e le norme relative all’impiego della forza, all’arresto e alla detenzione. Visitiamo gli stabilimenti penitenziari e i centri rieducativi per minori. Non vogliamo solo valutare le condizioni di detenzione e il trattamento riservato ai detenuti, ma anche assicurarci che i giovani abbiano accesso all’educazione e a prospettive d’impiego, cosa che riduce il rischio di recidive.

Realizzate programmi di aiuto diretto alla popolazione?

L’ultima azione si occupa nel dettaglio dell’assistenza alle comunità: cerchiamo di migliorare l’accesso alle cure sanitarie e formiamo i capi delle comunità sull’educazione sessuale e riproduttiva e sul primo soccorso, così che possano, a loro volta, diffondere le informazioni nelle loro comunità. Le altre attività sono la gestione dell’assistenza alla popolazione colpita dalla violenza, attraverso i programmi sociali esistenti, e l’attivazione di strumenti che permettano di generare delle rendite. Per esempio, nel corso di questo primo anno, abbiamo aiutato un centinaio di famiglie a gestire un microcredito e le accompagniamo nel corso di tutto il processo con uno psicologo e un assistente sociale.

Qual è l’obiettivo principale di un’organizzazione come il CICR nei contesti urbani?

Sebbene il CICR sia presente da più di 40 anni nel paese, la natura della violenza armata in contesti urbani e in certe zone rurali fa sì che dobbiamo definire il modo di compiere lanostra missione umanitaria alla luce di un quadro giuridico differente dal diritto internazionale umanitario. A Medellin è stato necessario cominciare da zero: farci conoscere dalle comunità e spiegare in cosa consistono i principi di neutralità, imparzialità e indipendenza, affinché tutti comprendessero come possiamo aiutare le vittime della violenza armata.

Quali sono i risultati attesi al temine della realizzazione del progetto?

Pensiamo che le attività di prevenzione, di protezione e di assistenza siano indissociabili. L’obiettivo finale è coordinare questo modello d’intervento globale nelle zone colpite dalla violenza armata con le iniziative pubbliche e private esistenti e riprodurlo per ridurre ma anche prevenire le violenze.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/interview/12-19-colombia-medellin-project.htm

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2 - 24-12-2012
Contro ogni aspettativa, un gruppo di donne in Ruanda diventa un’ancora di speranza.
di Nancy Okwengu
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Prima che la Croce Rossa Ruandese arrivasse a Gatsibo, molte donne della zona si sentivano sole e indifese. Vivevano in estrema povertà e molte erano affette da HIV/AIDS. I volontari della Croce Rossa hanno suggerito loro di creare un gruppo di auto-aiuto per supportarsi a vicenda e affrontare le difficoltà. 64 donne hanno risposto alla sfida.

MkajambereMadin, presidente del gruppo, dice che la Croce Rossa è arrivata al momento giusto. «Quando i volontari hanno iniziato a parlarci di formare un gruppo, eravamo entusiaste. Eravamo speranzose che fosse la soluzione che stavamo cercando», afferma.

I volontari hanno aiutato le donne ad organizzare il gruppo e hanno dato loro 8 maiali per iniziare. Insieme le donne decisero di venderne due e di usare il denaro ricavato per comprare una mucca. Quella mucca ha avuto da allora 4 vitelli e il latte sta migliorando l’alimentazione dei bambini. I maiali sono cresciuti in numero; 48 maiali sono stati distribuiti ora fra i membri. Le donne contribuiscono anche a un contro comune dal quale possono prendere un prestito ad interessi minimi per iniziare il proprio business come vendere avocado, pomodori e sorgo.

ConstanzeNyirambaroshimana, una donna di 52 anni, madre di sette figli, racconta che la figlia più giovane è nata 12 anni fa e che ne 2005 le hanno diagnosticato l’HIV. È cresciuta debole e ha smesso di andare a scuola. Constanze ha ricevuto dai volontari della Croce Rossa dei consigli nutrizionali e con il denaro guadagnato attraverso il gruppo delle donne, è stata in grado di acquistare medicine per la figlia. La bambina ora sta meglio e ha ricominciato ad andare a scuola.

«I volontari della Croce Rossa mi hanno parlato di nutrizione, di come mantenere un orto e come preparare meglio il cibo», racconta Nyirambaroshimana. «Questo mi ha aiutato a prendermi cura di mia figlia e di me stessa in modo migliore.Abbiamo entrambe messo su peso. Ho anche imparato come prevenire il contagio agli altri membri della famiglia, attraverso l’astinenza e l’uso del preservativo e ho insegnato la lezione ai miei figli.

L’educazione sanitaria è un aspetto importanti del gruppo. Otto donne sono state formate dalla Croce Rossa Ruandese ed esse, a loro volta, aumentano la consapevolezza delle altre sulla prevenzione dell’HIV/AIDS, sull’uso delle droghe, sulla pianificazione famigliare e sul parto sicuro.

MkabarisaElian era devastata quando le fu diagnosticato l’HIV ma unirsi la gruppo le ha ridato la speranza e il desiderio di vivere. Le sue due figlie, Wimulisa di quattro anni e Wineza di due mesi, hanno tratto grandi benefici dal latte di mucca. «Wimulisa, il cui nome significa “non piangere più” era malnutrita ma adesso è di nuovo in piedi», ci dice.

Questo gruppo di donne ha contribuito a ridurre il pregiudizio associato all’HIV/AIDS e ha incoraggiato le persone ad effettuare il test. Ammettendo la malattia, ottengono il trattamento e un supporto morale, in modo particolare da altre persone infette, con cui possono discutere le loro condizioni. «Il supporto morale ci aiuta a diventare più forti efiduciose, perché condividiamo le nostre esperienze e i nostri dolori. È il risultato più importante di questo programma», afferma Constanze. «Stiamo permettendo alle persone di diventare uno l’ancora di un altro».

Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/en/news-and-media/news-stories/africa/rwanda/a-womens-group-in-rwanda-becomes-an-anchor-of-hope-against-great-odds-60488/

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.