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n° 497 del 2 settembre 2012 Stampa E-mail
lunedì 03 settembre 2012

2 settembre 2012

nr. 497
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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ginevra

 

Contenuto:

1 - 28-08-2012 FAQ
Giornata internazionale delle persone disperse 2012
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - 30-08-2012 Comunicato stampa 12/175
Azerbaijan: famiglie di dispersi si riuniscono per una cerimonia commemorativa            
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 22-08-2012 Comunicato stampa 12/168
Sierra Leone: il Parlamento incorpora il diritto internazionale umanitario
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - 23-08-2012
Sierra Leone: sono necessari più fondi per fronteggiare l’epidemia di colera
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

5 - 28.08.2012 Comunicato stampa 12/170
Pakistan: le attività del CICR proseguono su scala ridotta
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

6 - GIOVEDI’ 20 SETTEMBRE 2012 ore 10:00
presso il Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana,
Via Toscana, 12 Roma
Sala Palasciano
“GLI ITALIANI ALLA GUERRA DI COREA.
La storia sconosciuta della partecipazione dell’Italia alla guerra coreana del 1951-54”
Comunicato da Matteo Cannonero @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 28-08-2012 FAQ
Giornata internazionale delle persone disperse 2012

Le famiglie che cercano di sapere cosa è successo ai propri parenti dispersi durante un conflitto armato o altre situazioni di violenza sopportano enormi sofferenze. Resta ancora molto da fare per aiutare le famiglie delle persone disperse. Nel quadro della Giornata internazionale delle persone disperse, il CICR attira l’attenzione del mondo sulla situazione di queste famiglie, mettendo l’accento sulle attività che il CICR intraprende per aiutarle.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Cosa si intende per «persone disperse»?

Per persone disperse si intende, generalmente, le persone la cui famiglia è senza notizie e/o che, secondo informazioni affidabili, sono state dichiarate disperse in ragione di un conflitto armato – internazionale o non internazionale -  o di una situazione di violenza interna, di disordini interni o di qualsiasi altra situazione che possa richiedere l’intervento di un’istituzione neutra e indipendente (cfr. “Les personnes disparues: guide à l’usage des parlamentaires”, CICR 2009)[http://www.icrc.org/fre/resources/documents/publication/p1117.htm].

Quali sono i paesi in cui il CICR lavora sulla questione delle persone disperse?

Attualmente il CICR lavora sul problema della scomparsa di persone in decine di paesi in tutto il mondo, in particolare: Armenia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Burundi, Costa d’Avorio, Colombia, Cile, Croazia, Eritrea, Etiopia, Federazione Russa, Georgia, Giordania, Guatemala, Israele, Iran, Iraq, Kirghizistan, Kuwait, Libano, Libia, Messico, Nepal, Peru, Senegal, Serbia (Kosovo), Sri Lanka, Timor Leste, Uganda, nonché i casi di sparizioni legate al conflitto del Sahara Occidentale.

Il quadro giuridico

La Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone contro le sparizioni forzate (2006)(http://www2.ohchr.org/french/law/disappearance-convention.htm), che è entrata in vigore nel 2010 per gli Stati parte, copre i cinque campi d’azione prioritari definiti dalla Conferenza internazionale di esperti governativi e non governativi sulle persone disperse, tenutasi a Ginevra nel 2003 su invito del CICR.

I cinque campi d’azione, che sono stati ripresi anche da altri organismi internazionali, sono i seguenti:

I.                     Prevenzione delle scomparse

II.                    Chiarimento della sorte delle persone dichiarate disperse

III.                  Gestione delle informazioni e trattamento dei dossier delle persone disperse

IV.                Gestione delle spoglie e informazioni sui morti

V.                  Sostegno alle famiglie delle persone disperse.

Per maggiori informazioni si veda il Rapporto del CICR “Le persone disperse e le loro famiglie”(http://www.icrc.org/fre/resources/documents/misc/5jahz2.htm).

In data 23 agosto 2012, solo 34 Stati erano parte della Convenzione e 91 Stati l’avevano firmata. Gli Stati hanno l’obbligo di chiarire la sorte delle persone disperse in tutto il mondo. Per adempiere a questo obbligo, devono in particolare incorporare le disposizioni del diritto internazionale umanitario relative alle persone disperse nella loro legislazione nazionale. Il CCIR è disposto ad aiutarli in questo processo.

Il CICR raccomanda agli Stati che non l’hanno ancora fatto di consultare i documenti “Principes directeurs/Loi type sur les personnes portées disparues”(http://www.icrc.org/fre/resources/documents/misc/model-law-missing-300908.htm)e “Les personnes disparues: guide à l’usage des parlamentaires”(http://www.icrc.org/fre/resources/documents/misc/5jahz2.htm).

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/faq/missing-persons-faq-2012-08-27.htm

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2 - 30-08-2012 Comunicato stampa 12/175
Azerbaijan: famiglie di dispersi si riuniscono per una cerimonia commemorativa            
Baku (CICR) – Alcune famiglie di persone disperse nel quadro del conflittodel Nagorno Karabakh si riuniscono oggi [30-08-2012, N.d.T.] a Baku e a Barda per commemorare la Giornata Internazionale delle persone disperse (30 agosto) con i rappresentanti delle autorità, delle organizzazioni non governative e il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«La sorte di più di 4.600 persone disperse nel quadro del conflitto del Nagorno Karabakh non è ancora stata chiarita. Le famiglie che non sanno cosa è successo ai loro cari vivono in uno stato di incertezza permanente», ha dichiarato Bhava Poudyal, delegato del CICR incaricato di un programma di sostegno psicosociale. «Vivere fra speranza e disperazione può essere estremamente debilitante. L’impatto psicologico di questa situazione può nuocere alla salute delle persone e alla loro vita sociale ed economica».

In qualità di intermediario neutro, il CICR aiuta le parti in conflitto a chiarire la sorte delle persone disperse. Si adopera, inoltre, per portare un sostegno alle famiglie e per assicurarsi che i loro bisogni siano soddisfatti. Dei volontari formati dal CICR e che hanno essi stessi dei famigliari dispersi aiutano le famiglie a far fronte all’incertezza e a rispondere ai loro bisogni. In collaborazione con degli psicologi locali, accompagnano le famiglie e forniscono un supporto ogni volta che esse devono contattare autorità, ONG, ospedali e avvocati per ottenere aiuto. «Aiutare le famiglie resterà una delle maggiori priorità nella nostra azione umanitaria nella regione», ha precisato Poudyal.

Il CICR continua ad aiutare numerose famiglie nel mondo che cercano disperatamente di conoscere la sorte dei loro parenti dispersi. Si appella alla comunità internazionale affinché rinnovi l’impegno ad affrontare la difficile situazione delle persone disperse e delle loro famiglie.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/azerbaijan-news-2012-08-30.htm

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3 - 22-08-2012 Comunicato stampa 12/168
Sierra Leone: il Parlamento incorpora il diritto internazionale umanitario

Freetown/Conakry (CICR) – Il Parlamento della Sierra Leone ha adottato oggi [il 22.08.2012, N.d.T.] due progetti di legge relativi al diritto internazionale umanitario e al Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: la legge sulle Convenzioni di Ginevra e i Protocolli addizionali e la nuova legge sulla Croce Rossa della Sierra Leone, che sostituisce il testo del 1962.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«Mi trovavo in Sierra Leone durante gli anni della guerra; sono quindi ben consapevole delle terribili sofferenze che la popolazione civile ha subito», dichiara Denise Duran, capo della delegazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) a Conakry. «è per questo motivo che oggi mi rallegro particolarmente per l’adozione della legge sulle Convenzioni di Ginevra».

Questa nuova legge apre la porta all’applicazione, a livello nazionale, delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei loro Protocolli addizionali del 1977 – principali strumenti del diritto internazionale umanitario, che contengono un insieme di regole che mirano a limitare gli effetti dei conflitti armati e a proteggerne le vittime. «Ciò mostra che la Sierra Leone è ormai pronta ad aderire pienamente a queste regole, in particolare prevedendo una formazione appropriata per le forze armate e stabilendo delle procedure che permettano di reprimere le violazioni», precisa Duran. L’adozione di questa legge significa anche che tutte le persone accusare di non rispettare le regole delle Convenzioni di Ginevra al di fuori del territorio nazionale possono essere giudicate davanti a un tribunale della Sierra Leone come se fossero state accusate d’aver commesso il crimine all’interno del paese.

La revisione della legge sulla Croce Rossa della Sierra Leone contribuisce, invece, a rafforzare lo status della Società e a proteggere meglio l’emblema della Croce Rossa contro gli abusi. «L’emblema della Croce Rossa simboleggia l’assistenza umanitaria imparziale. Non può essere utilizzato per altri fini», aggiunge Duran. «La legislazione della Sierra Leone lo afferma ormai chiaramente».

Cinquant’anni dopo la creazione della Croce Rossa della Sierra Leone, questa legge rivista rafforza il ruolo di ausiliario dei poteri pubblici della Società Nazionale durante catastrofi naturali o in altre situazioni d’urgenza; ha inoltre il vantaggio di esentarla dal pagamento delle imposte. Infine, il nuovo statuto che acquisirà le conferirà una maggiore indipendenza, rafforzando la sua capacità di portare a termine la sua missione umanitaria.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/conakry-news-2012-08-22.htm

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4 - 23-08-2012
Sierra Leone: sono necessari più fondi per fronteggiare l’epidemia di colera
Freetown/Addis Abeba/Ginevra
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Malgrado gli sforzi ripetuti del governo e dei suoi partner – in particolare della Croce Rossa della Sierra Leone – i casi di colera nel paese continuano ad aumentare. Secondo le ultime cifre, sono stati registrati 217 morti e 11.992 casi in 10 distretti, con la metà dei casi nella capitale Freetown.

Il 16 agosto la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) ha lanciato un appello da 1,1 milioni di franchi svizzeri per aiutare la Croce Rossa della Sierra Leone a consolidare la sua risposta contro l’epidemia, ma i fondi raccolti sono scarsi.

Amanda McClelland, coordinatrice dei programmi sanitari urgenti della FICR segnala che la malattia potrebbe potenzialmente diventare la causa di una grave crisi umanitaria. «è urgente aumentare i nostri sforzi perché la situazione peggiora rapidamente. Ma abbiamo bisogno di più denaro per rispondere in modo più efficace».

Come parte di un gruppo di lavoro nazionale sul colera diretto dal Ministero della Salute, la Croce Rossa della Sierra Leone, dalla prima comparsa della malattia, ha inviato centinaia di volontari nei distretti colpiti. I volontari sono impegnati in attività di promozione della salute ma anche nell’aiutare le famiglie colpite nella preparazione di soluzioni orali reidratanti e nella costruzione di latrine adeguate. Un’unità di intervento d’urgenza inviata dalla FICR, composta da esperti in materia di salute, acqua e potabilizzazione, aiuta la Croce Rossa della Sierra Leone a incrementare i suoi sforzi nella città e nelle zone colpite.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/fr/nouvelles/communiques-de-presse/africa/sierra-leone/sierra-leone-plus-de-fonds-necessaire-pour-faire-face-a-lepidemie-de-cholera/

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5 - 28.08.2012 Comunicato stampa 12/170
Pakistan: le attività del CICR proseguono su scala ridotta
Ginevra/Islamabad (CICR) – In seguito a una valutazione approfondita delle attività intraprese dopo l’omicidio a Quetta, nell’aprile 2012, di Khalid Rajed Dale, responsabile di uno dei suoi programmi sanitari, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha affermato la sua volontà di proseguire la sua azione in Pakistan, ma su scala ridotta.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«Siamo pronti a continuare ad aiutare le persone che hanno bisogno di assistenza, in particolare i feriti e i disabili, a condizione che il nostro personale possa lavorare in condizioni adeguate», ha spiegato Paul Castella, capo della delegazione del CICR a Islamabad.
 
«Le prossime settimane coordineremo con le autorità pachistane la ripresa dei nostri servizi sanitari nella misura in cui la situazione lo permetterà, in particolare la riapertura del nostro ospedale chirurgico di Peshawar, chiuso dopo la morte del nostro collega», ha precisato.

Il CICR porterà avanti il partenariato con la Mezzaluna Rossa Pachistana e il sostegno ai servizi di riabilitazione fisica, in particolare a Peshawar e a Muzaffarabad. Continuerà, inoltre, ad aiutare le famiglie dei Pachistani detenuti all’estero che cercano di ristabilire e mantenere i contatti con i loro cari. Infine, manterrà delle risorse logistiche in Pakistan per sostenere le operazioni nel paese, in Afghanistan e nel resto della regione.

Il CICR ha invece deciso di mettere fine a tutte le altre attività in favore della popolazione colpita dalla situazione attuale nelle province di Belucistan e di Khyber Pakhtunkhwa e nelle zoni tribali sotto l’amministrazione federale. L’organizzazione cesserà anche tutte le visite ai detenuti nel paese. Di conseguenza gli uffici nel Sindh – dove il lavoro di ricostruzione dopo l’alluvione è terminato – e a Quetta stanno per chiudere.

«Avendo lavorato in Pakistan per più di 60 anni, sappiamo che alcune di queste decisioni avranno delle conseguenze negative sulle persone vulnerabili in più regioni» ha affermato Castella. «Ma dobbiamo tener conto delle difficoltà che devono affrontare i nostri collaboratori e adattare le nostre attività in funzione di questa situazione».

Il CICR è in attività in Pakistan dal 1947, con la fornitura di cure sanitarie, di servizi di riabilitazione fisica e di altre forme di assistenza alle vittime della violenza e delle catastrofi naturali.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/pakistan-news-2012-08-28.htm

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6 - GIOVEDI’ 20 SETTEMBRE 2012 ore 10:00
presso il Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana,
Via Toscana, 12 Roma
Sala Palasciano

“GLI ITALIANI ALLA GUERRA DI COREA.
La storia sconosciuta della partecipazione dell’Italia alla guerra coreana del 1951-54”

Presenzierà alla presentazione il Commissario Straordinario della C.R.I., Avv. Francesco Rocca, autore della prefazione del libro,
unitamente ad altri ospiti di rispetto.

A 60 anni dall’inizio della guerra di Corea, con questa ricerca si approfondiscono le vicende che hanno determinato l’Italia ad intervenire direttamente nel conflitto. A differenza di altri Paesi, il nostro Paese non inviò truppe a combattere, sia perché non era ancora uno Stato membro dell’ONU, sia perché un intervento armato fuori dai confini nazionali sembrava contrastare con il dettato della Costituzione repubblicana, senza considerare che la popolazione italiana, ancora scossa dalle vicende della Seconda Guerra Mondiale, difficilmente avrebbe avallato la partecipazione ad una nuova guerra. Da ciò deriva la scelta del Governo italiano di inviare in Corea un Ospedale gestito dalla Croce Rossa, sostenendo, così, le ragioni dell’ONU con un impegno diretto, ma senza un coinvolgimento bellico.

La Croce Rossa Italiana, mobilitata per questa missione, decise di inviare l’Ospedale da Guerra n. 68 composto, oltre che da personale richiamato del Corpo Militare, da un nucleo di infermiere volontarie: le cosidette “crocerossine”. La presenza italiana in Corea durò 5 anni, dal 1951 al 1955, e, quasi come conseguenza, quasi come conseguenza, il 14/12/1955 venne finalmente accettata l’istanza italiana di far parte del consesso delle Nazioni Unite.
 
Matteo Cannonero

CISCRi

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