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n 488 del 24 febbraio 2012 Stampa E-mail
domenica 26 febbraio 2012

24 febbraio 2012

nr. 488
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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credit - Ibhahim Malla ICRC

 credit - Ibrahim Malla ICRC

 

 

Contenuto:

Nei TG della sera hanno dato la notizia che riporto (copiata da Claudio Grenzi, un Amico CRI e su Facebook ). Il collegamento è con le foto sul sito del CICR di cui i link sono al punto nr. 4 e l'articolo del punro nr. 3:
"La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa sono riuscite a entrare a Bab Amr, il quartiere di Homs da venti giorni sotto il fuoco del regime siriano. I soccorritori delle organizzazioni, ha detto il portavoce della Croce Rossa a Damasco, Saleh Dabbakeh,"cercheranno di evacuare il piu' presto possibile chiunque abbia bisogno di aiuto", compresi i quattro giornalisti occidentali rimasti feriti in un bombardamento."

1 - 23-02-2012 Comunicato stampa 12/37
Gaza: gli ospedali vengono approvvigionati di carburante
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia


2 - 21-02-2012 Comunicato stampa 12/36
Filippine: il CICR è preoccupato per la morte di civili
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 21-02-2012 Comunicato Stampa 12/35
Siria: appello urgente per il rispetto di sospensioni quotidiane dei combattimenti
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4 - Links a pagine del CICR e Croce Rossa Britannica  contenenti fotografie di  SARC/ Ibrahim Malla sulla situazione in Siria

5- 07-02-2012 Intervista
Bahrain: Il CICR avvia le visite ai detenuti
Traduzione non ufficiale di Elena Delise @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 23-02-2012 Comunicato stampa 12/37
Gaza: gli ospedali vengono approvvigionati di carburante
Ginevra / Gerusalemme (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha consegnato oggi 150.000 litri di diesel al Ministero della Sanità a Gaza. Ciò dovrebbe permettere ai 13 ospedali pubblici di assicurare i servizi sanitari essenziali durante i prossimi dieci giorni.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«La mancanza di carburante ostacola il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, in particolare degli ospedali», ha dichiarato Irfan Sulejmani, capo della sotto delegazione del CICR a Gaza. «Senza queste riserve d’urgenza, il trattamento di migliaia di pazienti rischia di essere interrotto, mettendo in pericolo delle vite».

In questi ultimi anni Gaza ha fronteggiato una scarsità ricorrente di elettricità. La situazione si è aggravata la settimana scorsa, quando è stata fermata l’unica centrale elettrica della zona. L’accresciuta pressione sulla rete elettrica e le croniche interruzioni di corrente obbligano gli ospedali a dipendere dai generatori ormai fino a 18 ore al giorno.

Il CICR chiede alle autorità di prendere delle misure per rimediare a questa situazione prima che abbia delle ripercussioni ancora più gravi.


Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:

http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/israel-palestine-news-2012-02-23.htm

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2 - 21-02-2012 Comunicato stampa 12/36
Filippine: il CICR è preoccupato per la morte di civili
Manila (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) è estremamente preoccupato perché l’attacco alla prigione municipale di Kidapawan, perpetrato il 19 febbraio, ha provocato la morte senza discriminazione di passanti e di un volontario della Croce Rossa che era intervenuto sul posto.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Arrivata sul posto quando la zona è stata dichiarata sicura, un’équipe d’intervento d’urgenza della Croce Rossa Filippina ha costatato che i proiettili sparati senza discriminazione in tutte le direzioni avevano causato diversi feriti e arrecato danni alla proprietà.

«Una bomba artigianale lasciata sul posto è esplosa mentre l’équipe della Croce Rossa si prendeva cura dei feriti nell’attacco contro la prigione. Un soccorritore volontario, Benny “Daddy” Balmediano è rimasto ucciso», spiega Jean-Daniel Tauxe, capo della delegazione del CICR nelle Filippine.

«Deploriamo che delle persone possano essere ferite o uccise nell’esercizio di una missione umanitaria e desideriamo ricordare che i civili e gli operatori umanitari devono essere protetti in ogni tempo», prosegue.

L’utilizzo indiscriminato delle armi contravviene alle nozioni fondamentali di umanità. Il CICR e la Croce Rossa Filippina chiedono a tutte le parti in causa di rispettare le persone che portano soccorso nelle situazioni d’urgenza, in particolare gli operatori della Croce Rossa.

«è tragico che un operatore umanitario, che era anche un padre e si trovava sul posto con il solo obiettivo di salvare delle vite e di alleviare delle sofferenze, sia a sua volta vittima della violenza», dichiara Richard Gordon, presidente della Croce Rossa Filippina.

Tratto dal sito della Comitato Internazionale della Croce Rossa
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/philippines-news-2012-02-21.htm

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3 - 21-02-2012 Comunicato Stampa 12/35
Siria: appello urgente per il rispetto di sospensioni quotidiane dei combattimenti
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR​​) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sollecita le autorità siriane e tutte le altre parti coinvolte nelle violenze in corso di osservare una sospensione  quotidiana dei combattimenti   per almeno due ore in tutte le zone colpite, per consentire la rapida consegna degli aiuti umanitari.

"La situazione attuale richiede una decisione immediata affinchè  una pausa umanitaria possa  essere stabilita  nei combattimenti", ha detto Jakob Kellenberger, presidente del CICR​ ​. "A Homs e in altre aree colpite, intere famiglie sono bloccate nalle loro case da giorni, impossibilitati ad uscire per  andare a comprare il pane, altro cibo, l’acqua, o avere la possibilità di accedere alle cure mediche. "

"Negli ultimi giorni siamo stati in contatto con le autorità siriane e con i membri dell'opposizione per chiedere la pausa nei combattimenti", ha aggiunto. Questa pausa dovrebbe durare almeno due ore ogni giorno in modo che il personale CICR ​​e volontari della Mezzaluna araba siriana Red abbiano il tempo necessario per portare aiuti umanitari ed evacuare i feriti e gli ammalati. "

Dal 11 febbraio, squadre della Mezzaluna Rossa araba siriana e del CICR sono riuscite  ad entrare nelle città di Homs, Bludan, AL-Zabadani e Madaya (Rural Damasco) per fornire assistenza umanitaria alle persone più vulnerabili.

Il rispetto di una temporanea pausa nei combattimenti consentirebbe al CICR ealla Mezzaluna Rossa araba siriana di intensificare ulteriormente la loro assistenza e meglio soddisfare le esigenze vitali della popolazione.

Informations complémentaires :
Saleh Dabbakeh, CICR Damas, tél. : +963 993 700 847 ou +963 11 331 0476
Bijan Farnoudi, CICR Genève, tél. : +41 22 730 21 80 ou +41 79 536 92 59
Carla Haddad Mardini, CICR Genève, tél. : +41 22 730 24 05 ou +41 79 217 32 26

Testo in lingua francese al link: http://www.icrc.org/fre/resources/documents/news-release/2012/syria-news-2012-02-21.htm

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4 - Links a pagine del CICR e Croce Rossa Britannica  contenenti fotografie di  SARC/ Ibrahim Malla sulla situazione in Siria

http://www.icrc.org/eng/resources/documents/photo-gallery/2012/syria-sarc-photo-gallery-2012-02-15.htm

http://www.redcross.org.uk/About-us/News/2012/February/British-Red-Cross-ups-aid-to-tackle-worsening-violence-in-Syria

Ibrahim Malla è fotografo in Siria ed è marito di Silvia Elzi, Volontaria CRI di Busto Arsizio (VA),  che ha collaborato con la Redazione di Caffè Dunant. A complemento dell’articolo sulla difficile situazione in Siria mi sembra giusto segnalare l’altrettanto difficile lavoro di documentazione di Ibrhaim.  MG. Baccolo

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5 - 07-02-2012 Intervista
Bahrain: Il CICR avvia le visite ai detenuti
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Il CICR ha dato inizio alle visite ai detenuti in Bahrain, in seguito ai numerosi arresti  causati dalla violenza scoppiata un anno fa nel Paese. Gerard Peytrignet a capo della delegazione regionale del CICR in Kuwait ci spiega la situazione.

Qual è lo scopo delle visite del CICR in Bahrain?

Lo scopo principale delle nostre visite ai detenuti – siano essi in Bahrain o in qualsiasi altro paese del mondo – è quello di monitorare le condizioni di detenzione e di trattamento e di apportare, laddove siano necessari, dei miglioramenti. È importante ricordare che le persone arrestate e i detenuti devono essere sempre trattati con umanità e tenuti in condizioni decenti. Noi controlliamo che essi abbiano accesso ai bisogni primari quali il cibo, condizioni sanitarie, salute, contatto con i familiari ecc.

Un altro scopo importante delle nostre visite è quello di monitorare il trattamento ricevuto dai detenuti dal momento dell'arresto all'intero periodo di detenzione – incluso il trattamento durante il periodo di interrogatorio e prima del processo.

Ai detenuti che non sono stati in grado di contattare le proprie famiglie viene data la possibilità di inviare loro dei messaggi. Tutto ciò è ovviamente fatto in completa trasparenza: le autorità di detenzione controllano i messaggi, i quali devono contenere esclusivamente notizie relative alla famiglia.

Come mai le visite sono iniziate solo ora, circa un anno dopo lo scoppio dei disordini?
Abbiamo partecipato al dialogo con le autorità in Bahrain per diversi mesi. Il dialogo nel dicembre del 2011 ha portato alla firma di un accordo di collaborazione con il ministro degli interni. In base ad esso, nella seconda metà di gennaio, abbiamo iniziato le visite ai detenuti. Il CICR aveva già visitato i luoghi di detenzione in Bahrain tra il 1996 e il 2001.

Quali sono i luoghi di detenzione ai quali ha accesso il CICR? E a quali detenuti avete accesso?

Attualmente stiamo visitando la prigione di Jaw a Manama, la maggiore struttura di detenzione nel paese. Le visite sono condotte da un team di cinque delegati, incluso un medico. In base agli accordi con le autorità del Bahrain, abbiamo accesso a tutti i detenuti trattenuti in relazione ai disordini scoppiati.

I detenuti hanno fiducia nel CICR? Parlano liberamente ai suoi delegati?
Visitare i detenuti, in ogni parte del mondo, è sempre una sfida. Il nostro scopo principale è che essi siano trattati umanamente e tenuti in condizioni adeguate. Ci sono delle condizioni standard per effettuare le visite ai detenuti. Affinché si possa avere un quadro adeguato della situazione, dobbiamo essere in grado di visitare i locali, di ripetere le visite ogniqualvolta sia necessario, di avere un dialogo con le autorità di detenzione e di parlare liberamente in privato con i detenuti che scegliamo.

I dialoghi privati sono fondamentali per valutare le condizioni di detenzione e di trattamento. Ma rappresentano anche un modo per portare umanità laddove le persone sono allontanate dalle loro famiglie e dai loro amici. La relazione personale che instauriamo con i prigionieri è fondamentale, perché ciò che si dà come essere umano è già in sè un motivo di sollievo. Le visite sono ripetute assiduamente affinché ci permettano di controllare i casi individuali, inoltre ciò ci aiuta a costruire un legame di fiducia con i detenuti.

Vorrei sottolineare che i colloqui privati con i detenuti son strettamente confidenziali. Non usiamo mai i nomi dei detenuti nei dialoghi con le autorità, a meno ché sia una richiesta esplicita del detenuto stesso – ma anche in questo caso, lo facciamo se riteniamo che ciò avvenga nel migliore interesse della persona in questione.

Perché il CICR non parla pubblicamente delle condizioni di detenzione in Bahrain o altrove?
Il fatto che il CICR non condivida pubblicamente le sue preoccupazioni non significa che  non ne abbia. Noi riferiamo direttamente e confidenzialmente le nostre raccomandazioni e conclusioni alle autorità. Poiché siamo convinti che i nostri scopi possano essere raggiunti solo sulla base di una solida e duratura relazione di fiducia, il nostro dialogo con le autorità riguardo questi temi resta bilaterale e confidenziale.

Dall'inizio della violenza in Bahrain il CICR si è attivato per ricordare alle autorità il loro obbligo di rispettare le leggi riguardo l'uso della forza e il trattamento dei detenuti,  rispettare le strutture mediche, il personale e i veicoli.

La nostra priorità ora è quella di controllare le condizioni di detenzione e il trattamento delle persone arrestate in relazione alla violenza, ma anche quella di controllare questioni strutturali e di altro tipo che riguardano tutti coloro rinchiusi nei luoghi di detenzione.

 

Tradotto dal testo originale
“Bahrain: ICRC begins visits to detainees”
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/interview/2012/bahrain-detention-interview-2012-02-07.htm
 
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