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n° 484 del 12 dicembre 2011 Stampa E-mail
giovedì 15 dicembre 2011

12 dicembre 2011

nr. 484
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:

1 - Comunicato stampa del Comune di Castiglione delle Stiviere  Assessorato al Turismo e Manifestazioni
Castiglione delle Stiviere, 12 Dicembre 2011-12-12
Nuovo slancio per il Museo Internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere.

2 - Con Alberto Cairo e Susanna Fioretti  abbiamo trascorso una serata indimenticabile.
Di M.Grazia Baccolo

3 - DOCUMENTI DI LAVORO UFFICIALI DELLA XXXI CONFERENZA INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA E MEZZA LUNA ROSSA
Traduzione non ufficiale di Barbara Demartin

4 - 28-11-2011 Intervista  Dal sito www.icrc.org
In che modo il Diritto Internazionale Umanitario deve adattarsi ai cambiamenti dei conflitti armati?
Traduzione non ufficiale di Elena Delise @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - Comunicato stampa del Comune di Castiglione delle Stiviere  Assessorato al Turismo e Manifestazioni
Castiglione delle Stiviere, 12 Dicembre 2011-12-12

Nuovo slancio per il Museo Internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere.

Novità per il Museo internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere: è stata firmata infatti una convenzione tra il Comune di Castiglione delle Stiviere, l’Associazione Pro Loco di Castiglione detentrice della denominazione di Ufficio di Informazione ed Accoglienza Turistica (IAT) e la Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Lombardia, per la gestione ed il rilancio del Museo Internazionale della Croce Rossa.

Per il Museo tante novità nel segno della volontà di continuare a valorizzare l’inestimabile patrimonio storico-culturale e a sostenere l’attività ed il funzionamento. Il Comune infatti, che già nel 1959 donò alla Croce Rossa “Palazzo Longhi” sito in via Garibaldi 50 a Castiglione delle Stiviere per dar vita ad un museo ad essa dedicato, continua con questa convenzione a sostenere la valorizzazione della memoria di Croce Rossa tramite un finanziamento finalizzato a garantire l’apertura del Museo già dal prossimo 13 dicembre per almeno 30 ore settimanali dal martedì alla domenica. Con l’ausilio di due dipendenti della Pro Loco, che presteranno servizio per almeno 45 ore settimanali, la convenzione si pone l’obiettivo di riqualificare  l’offerta museale castiglionese per aumentare l’attrattività turistica della città e continuare, tramite il museo, a diffondere i principi fondamentali che ispirarono l’istituzione della Croce Rossa. La gestione del Museo sarà coordinata dal servizio IAT di Pro Loco in accordo con il Direttore del Museo.  Quest’ultimo sarà nominato dalla Croce Rossa, che rimarrà l’unica titolare del servizio del Museo.

Tanta dunque l’attesa per l’attuazione della convenzione, dalla quale ci si aspetta un incremento quantitativo e qualitativo del servizio museale a Castiglione oltre che un rilancio dell’attrattività turistica della città.

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2 - Con Alberto Cairo e Susanna Fioretti  abbiamo trascorso una serata indimenticabile.
Di M.Grazia Baccolo

Nell’ambiente originale ed elegante dell’Hotel Dunant di Castiglione delle Stiviere si è svolta, il 22 novembre scorso,  la serata  dal titolo “ 1859-2011 l’eredità di Solferino a Kabul e altrove. Perché è importante il Museo della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere” con gli ospiti Alberto Cairo e Susanna Fioretti.  E’ stata una serata speciale sotto molti punti di vista.

Dopo avere letto i principi fondamentali della Croce Rossa a cui si ispirano tutte le azioni dei suoi operatori, il Commissario Maddalena Negri Beschi ha salutato i convenuti.

In sala c’è un gruppo di “lupetti” scouts di Pavone Mella (BS) che  più di un anno fa hanno effettuato una visita al Museo Internazionale della Croce Rossa, ed hanno deciso, dopo avere visto il filmato sul Centro Ortopedico di Kabul, di aiutare Alberto Cairo, utilizzando una parte della loro paghetta settimanale arrivando a raccogliere qualche centinaio di euro. La consegna di questa somma a Alberto  costituisce  uno dei momenti più emozionanti dell’incontro.

Alberto e Susanna raccontano la loro vita e il loro lavoro in maniera così serena che contagiano il pubblico che li segue in silenzio e con grande attenzione.  Parlano di persone, di fatti e situazioni in Afganistan, parlano di se stessi, del rapporto con la loro famiglia di origine e della gestione dei loro affetti in rapporto ai loro viaggi e missioni.  Molte le domande che il pubblico ha posto alla fine della loro esposizione.

Una serata che resterà dentro l’animo delle persone che erano presenti per molto tempo.

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3 - DOCUMENTI DI LAVORO UFFICIALI DELLA XXXI CONFERENZA INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA E MEZZA LUNA ROSSA
Traduzione non ufficiale di Barbara Demartin
POTENZIAMENTO DEL DIU

Progetto di risoluzione e rapporto sul rinforzo della protezione giuridica delle vittime dei conflitti armati (31IC/11/5.1.1)

Rapporto sul DIU e le sfide dei conflitti armati contemporanei (31IC/11/5.1.2)

Progetto di risoluzione sul piano d’azione di 4 anni per l’incremento del DIU (31IC/11/5.1.3DR)
 
POTENZIAMENTO DELL’ATTIVITA’ UMANITARIA LOCALE
Progetto di risoluzione e rapporto sulla migrazione: garantire l’accesso, la dignità, il rispetto per la diversità ed integrazione sociale (31IC/11/5.2.1)
Progetto di risoluzione e rapporto sulla promozione del ruolo ausiliario: le associazioni per rafforzare le Società Nazionali e lo sviluppo del volontariato (31IC/11/5.2.2)

SUPERAMENTO DELLE BARRIERE NELLA SANITA’
Progetto di risoluzione e rapporto sull’assistenza sanitaria in situazioni di pericolo: rispettare e proteggere l’assistenza sanitaria nei conflitti armati e in altre situazioni di violenza (31IC/11/5.3.1)
Progetto di risoluzione e rapporto sulle disuguaglianze sanitarie, in particolare, riducendo la pressione su donne e bambini (31IC/11/5.3.2)

POTENZIAMENTO DELLE NORME APPLICABILI AL CASO DI CATASTROFE
Rapporto sull’attuazione delle linee guida per la facilitazione e la regolamentazione nazionale delle operazioni internazionali di soccorso e dell’assistenza al recupero iniziale in caso di catastrofe (31IC/11/5.5.1)
Rapporto sulla legge e sulla riduzione di rischio di disastro a livello comunitario (31IC/11/5.5.2)
Rapporto sulla negoziazione delle barriere normative per la fornitura degli alloggi provvisori e l’emergenza (31IC/11/5.5.3)
Progetto di risoluzione sul potenziamento della struttura normativa e il superamento delle barriere che regolano l’attenuazione, l’intervento e il ripristino in caso di disastro (31IC/11/5.5DR)

Testo originale dal sito: http://www.rcrcconference.org/en/official-documents.html

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4 - Dal sito www.icrc.org
In che modo il Diritto Internazionale Umanitario deve adattarsi ai cambiamenti dei conflitti armati?
28-11-2011 Intervista
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Il Diritto Internazionale Umanitario fornisce il quadro giuridico necessario per la protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali e non internazionali. In vista della Trentunesima Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Sylvain Vité, esperto legale del CICR, spiega perché il rafforzamento della legge e il miglioramento delle norme rappresentano una priorità per il CICR.

Quali sono le sfide connesse alla protezione delle vittime nei conflitti armati moderni?

L’uso crescente di milizie private e di sicurezza nelle zone di conflitto, lo sviluppo di armi dotate di nuove tecnologie, l’occupazione a lungo termine, regole poco chiare per la detenzione - soprattutto durante i conflitti armati non internazionali -  e più in generale la mancanza del rispetto delle norme di Diritto internazionale umanitario, sono solo alcune delle sfide che si trova ad affrontare l’attuale sistema di leggi per la protezione delle vittime dei conflitti armati.

Vista la grandezza di tali sfide, il Diritto internazionale umanitario è ancora all’altezza del suo compito?

Mentre si prepara per la sua 31ma Conferenza Internazionale, il CICR ha risposto con un forte “sì” - ma con alcune avvertenze – lavorando a stretto contatto con gli Stati per costruire un forte consenso sugli sforzi per rafforzare i diversi aspetti del Diritto Internazionale Umanitario.

Uno studio condotto internamente dal CICR nel 2010 ha concluso che il Diritto Internazionale Umanitario offre ancora, nella sua interezza, un quadro appropriato di norme per regolare il comportamento delle parti di un conflitto armato, sia esso internazionale che non internazionale. In molti casi ciò che manca è l'obbedienza a tali leggi. Ma abbiamo trovato anche mancanze e debolezze in quattro aree specifiche: l'applicazione delle leggi (e il risarcimento delle vittime violate), la protezione dell'ambiente naturale, gli sfollati all'interno del proprio paese e i detenuti. Nelle nostre consultazioni con gli stati abbiamo scoperto che c'era l'interesse nel proseguire il dibattito sulla protezione dei detenuti e sui meccanismi per il controllo del rispetto delle norme di DIU. Al fine di promuovere questi obiettivi abbiamo pubblicato un rapporto intitolato “Rafforzamento della protezione giuridica per le vittime dei conflitti armati”.

Perché gli stati proprio in questo momento vogliono affrontare il problema della detenzione?

Agli stati abbiamo presentato problemi concreti in questo campo e loro sono d'accordo che è necessaria una guida legale che suggerisca ciò da fare in pratica. Un esempio riguarda il trasferimento di detenuti da uno Stato all'altro. Quando un paese deve effettuare tali trasferimenti vuole avere garanzie sul trattamento dei detenuti – concordate e rispettate dagli stati riceventi – che garantiscano che i detenuti siano al sicuro da abusi.

Un altro esempio riguarda cosa fare quando gli stati arrestano e internano delle persone per motivi di sicurezza. L'internamento è ampiamente utilizzato come mezzo per esercitare il controllo su alcuni individui senza avvalersi di accuse penali contro di essi. Nel Diritto Internazionale Umanitario applicabile ai conflitti non internazionali le garanzie sono carenti, poiché l'internamento non si basa sui motivi effettivi di questa azione tantomeno se il caso ha diritto ad essere rivisitato secondo le norme. Gli stati che detengono le persone in tali circostanze hanno un interesse ad avere regole chiare.

Un problema riguarda anche le condizioni nelle quali le persone sono detenute. Per i conflitti armati internazionali esistono delle regole dettagliate, ma attualmente la maggior parte dei conflitti sono non internazionali: stati che combattono contro gruppi armati non statali. Le regole applicabili ai conflitti armati non internazionali non sono sufficienti e devono essere rafforzate. Noi dobbiamo basare le nostre attività non solo su preoccupazioni umanitarie ma su chiare norme di legge. Questo è importante quando ci avviciniamo a gruppi armati statali che chiedono un trattamento più umano per i detenuti.

Si sente la necessità di redigere un nuovo trattato che si occupi delle questioni riguardanti la detenzione?

In questo momento non abbiamo un'idea precisa di come tale processo andrà a finire. Diverse sono le opinioni disponibili per un rafforzamento del DIU. In una fase successiva a quella del dibattito attuale gli stati dovranno prendere una decisione. Una possibilità sarebbe la negoziazione di un nuovo trattato che affronti il problema della detenzione. Ma ci sono anche altre possibilità da considerare, senza che sia necessario adottare un nuovo trattato. Una di queste potrebbe essere ad esempio l'utilizzo di strumenti di “soft-law” ovvero leggi che forniscono una guida senza essere giuridicamente vincolanti, oppure affermare più precisamente ciò che costituisce una buona pratica.

Ma l'utilizzo di “soft-law” sarà sufficiente?

È vero che gli strumenti di soft-law non hanno la stessa forza dei trattati, ma persino questi ultimi, pur essendo legalmente vincolanti, non sono sempre rispettati. Nel DIU esistono alcuni meccanismi di rispetto delle norme, ma solo nei conflitti armati internazionali, e tali meccanismi non sono molto efficienti, mentre per i conflitti non internazionali semplicemente non esistono.

Alcuni esperti sostengono che abbiamo bisogno di un nuovo organismo indipendente che indaghi sule violazioni del DIU mentre queste sono in atto. Qual è il punto di vista del CICR su questo tema?

Noi crediamo che tutte le opzioni devono essere discusse, e creare un nuovo organismo di vigilanza rientra tra queste. Ma il nostro punto di vista è che dobbiamo accordarci prima di tutto su certi principi: nella relazione che abbiamo presentato alla Conferenza Internazionale abbiamo ad esempio suggerito che il meccanismo, per essere efficace, dovrebbe essere imparziale e indipendente, il suo lavoro non dovrebbe essere soggetto al consenso delle parti coinvolte in un conflitto armato, e dovrebbe essere in grado di prendere decisioni vincolanti.

Alcuni stati si sono opposti all'idea di un nuovo organismo indipendente dotato di autorità nel prendere decisioni vincolanti?

Sì, ma ci sono anche alcuni stati che non sono soddisfatti su come le cose stanno funzionando ora, quindi potrebbero essere interessati ad avere organismi imparziali che valutino le situazioni e determinino, su base indipendente, se ci sono o meno violazioni nel DIU. Un meccanismo esiste già ed è la Commissione Internazionale per l'accertamento dei fatti, ma ha bisogno del consenso delle parti interessate nel conflitto affinché possa svolgere il proprio lavoro, e tale consenso nella pratica è difficile da ottenere, poiché c'è sempre il rischio che una parte non voglia essere monitorata. Gli stati hanno la possibilità di dichiarare, in qualsiasi momento, di riconoscere che la Commissione ha il potere legale per svolgere le sue funzioni, ma molti non lo hanno fatto. Se vogliamo un nuovo meccanismo o vogliamo migliorare i meccanismi esistenti deve essere discusso con gli stati.

As the nature of warfare changes, how should international humanitarian law adapt?

http://www.icrc.org/eng/resources/documents/interview/2011/ihl-development-interview-2011-11-28.htm

 

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