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n° 475 del 20 ottobre 2011 Stampa E-mail
giovedì 20 ottobre 2011

20 ottobre 2011

nr. 475
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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cicr

 

Contenuto:

1 - 16-10-2011
Concluso 8° Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina a Viterbo
di M.Grazia Baccolo

2 - ICRC News Release No. 11/21 -  19 Ottobre 2011
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa nomina il nuovo Presidente
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - Comunicato stampa CICR 11/202 del 3 ottobre 2011 (da Ginevra/Kabul)
Afghanistan: i civili stanno ancora pagando il prezzo del conflitto, 10 anni dopo
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

4 - Bollettino CICR 04/2011 del 3 ottobre 2011
Afghanistan: moltissima gente preoccupata per il proprio futuro a causa dello stato di costante incertezza
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

5 - 10/10/2011
Libano: il sostegno globale delle vittime al divieto di munizioni a grappolo
Traduzione non ufficiale d Maria Grazia Ianniello

6 - 11/10/2011 Comunicato stampa 11/211
Libia: situazione disperata all’Ospedale di Sirte
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

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1 - 16-10-2011
Concluso 8° Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina a Viterbo
di M.Grazia Baccolo

Siamo  di ritorno da Viterbo dove si è tenuto l’8° corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina. Sono stati 5 giorni  impegnativi  da ogni punto di vista: per il Prof.Vanni  che lo ha diretto con fermezza e umanità, per lo staff degli assistenti dell’Ufficio Storico Nazionale e del Comitato che lo ha organizzato, in questo caso Viterbo, per i partecipanti che sono stati in aula 8 ore al giorno (con l’aggiunta di  2  sere dopocena ).

Più di sessanta sono stati i partecipanti, di cui 52 hanno sostenuto l'esame finale. I risultati cono stati molto buoni  e soddisfacenti.  Vengono riassunti  da una frase che un partecipante ha detto dopo l’esame finale: < Da 24 anni faccio attività in Croce Rossa ma solo questo corso mi ha fatto capire che cosa è la Croce Rossa!>

Un grande ringraziamento alla Segreteria del Comitato CRI di Viterbo e a tutti coloro che prima durante e dopo il corso hanno lavorato per la sua buona realizzazione.

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2 - ICRC News Release No. 11/21 -  19 Ottobre 2011
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa nomina il nuovo Presidente
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

CICR (Ginevra) Nella riunione del 17 ottobre, l'Assemblea del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), organo di governo dell'organizzazione, ha nominato Peter Maurer come prossimo presidente del CICR.

Peter  Maurer sarà successore di  Jakob Kellenberger,  presidente del CICR dal 2000, che ha espresso il desiderio di ritirarsi alla fine del suo terzo mandato alla dirigenza dell'organizzazione. Il presidente subentrante assumerà la responsabilità il 1 ° luglio 2012 per un mandato di quattro anni.
 
Peter  Maurer è attualmente Segretario di Stato svizzero per gli affari esteri, incarico che ha ricoperto dal gennaio 2010. In questa posizione, dirige le attività del servizio diplomatico svizzero presso la sede centrale di Berna e nelle  sue circa 150 ambasciate e altre missioni diplomatiche in tutto il mondo.

Jakob Kellenberger lascerà dopo tre mandati. E’ stato presidente dal 1 ° gennaio 2000 e resterà in carica fino al 30 giugno 2012, un periodo in cui la natura dei conflitti armati hanno cambiato in modo significativo e in cui il CICR ha dovuto adattare le proprie attività di conseguenza.

Sotto la presidenza di Jakob  Kellenberger, il CICR ​​esteso le operazioni  e ampliato la loro portata per migliorare i servizi umanitari che fornisce alle le vittime dei conflitti armati e di altre violenze. Inoltre, è il suo staff è stato internazionalizzato e diversificato in maniera significativa, sia in sede e sul campo, per essere in grado di fornire una risposta umanitaria più celere, più professionale, e più appropriata nelle emergenze complesse.

Breve biografia di Peter Maurer:

Peter Maurer è nato a Thun, in Svizzera, nel 1956. Ha studiato Storia e  Diritto Internazionale a Berna, dove gli è stato conferito il dottorato di ricerca. Nel 1987 è entrato nel servizio diplomatico della Svizzera, dove ha ricoperto varie posizioni a Berna e Pretoria prima di essere trasferito a New York nel 1996 come  osservatore permanente presso la missione svizzera alle Nazioni Unite. Nel 2000 è stato nominato ambasciatore e capo della divisione responsabile della sicurezza  presso la sede del ministero degli esteri svizzero a Berna.

Nel 2004  Peter  Maurer è stato nominato ambasciatore e rappresentante permanente della Svizzera presso le Nazioni Unite a New York. In questa posizione, ha cercato di integrare la Svizzera, che aveva da poco aderito alle Nazioni Unite, nelle reti multilaterali. Nel giugno 2009, l'Assemblea Generale ha eletto il Peter Maurer presidente del Comitato Quinto, responsabile degli affari amministrativi e di bilancio delle Nazioni Unite. Inoltre, è stato eletto presidente della  Commissione per il Peacebuilding dell'ONU per la  Configurazione del  Burundi.  Nel gennaio 2010 Peter Maurer ha assunto l'incarico attuale di segretario di Stato svizzero per gli affari esteri.

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3 - Comunicato stampa CICR 11/202 del 3 ottobre 2011 (da Ginevra/Kabul)
AFGHANISTAN: I CIVILI STANNO ANCORA PAGANDO IL PREZZO DEL CONFLITTO, 10 ANNI DOPO
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

Dieci anni dopo l'inizio di un nuovo capitolo nella guerra trentennale in Afghanistan, la popolazione e' intrappolata nel bel mezzo di incessanti violenze armate.
Stando al Comitato Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (CICR), sono la sicurezza e la salute i problemi umanitari piu' importanti, in questo momento,
per la gente dell'Afghanistan.

"Nonostante il miglioramento della qualita' della vita di alcuni gruppi di persone nell'ultimo decennio, la situazione della sicurezza resta allarmante in molte aree del paese", dice Jacques de Maio, capo delle attivita' CICR in Asia meridionale.

"E' assolutamente cruciale che le vittime di questo incessante e multiforme conflitto armato ricevano protezione e assistenza", ha aggiunto. "Siamo particolarmente preoccupati per i civili che vivono nelle zone ove si spara, le famiglie sfollate rimaste senza alcunche', i malati ed i feriti che non possono ricevere cure mediche, e per gli operatori sanitari che vengono intimiditi mentre assistono una popolazione al limite della disperazione."

L'accesso ai trattamenti sanitari ha raggiunto il minimo storico nelle aree del conflitto; le cliniche locali sono chiuse per via di combattimenti, attacchi alle strutture o per le intimidazioni ricevute dal personale. "Le strade sono minate o chiuse da posti di blocco, per cui il trasporto dei feriti e malati verso gli ospedali e' enormemente ritardato, talvolta con conseguenze tragiche", ha detto de Maio. Inoltre, la diffusa indigenza fa si' che numerosi afghani delle aree rurali piu' remote non possano permettersi il costo del trasporto dei malati e feriti verso gli ospedali.

Molte comunita' delle aree rurali si sentono vulnerabili come mai prima. Le migrazioni causate dal conflitto sono aumentate del 40% rispetto all'anno scorso in alcune zone del nord. "Moltissima gente, fra cui quella delle regioni centrali di Wardak e Logar, dice di non sentirsi al sicuro perche' viene minacciata e forzata da ogni parte in conflitto a prendere posizione con o contro", ha aggiunto de Maio. "Ma tutto cio' che desiderano e' soltanto stare lontano dal pericolo."

Nell'anno passato il sud del paese ha visto un aumento della malnutrizione. Vi sono molte ragioni (bassa educazione, mancanza di sicurezza, poverta' e scarsa igiene, per citarne alcune), ma il protrarsi del conflitto e' un fattore che contribuisce. Le epidemie di stagione, come il morbillo, stanno aumentando significativamente dove il conflitto dilaga.

Mentre le forse internazionali se ne stanno andando, e la responsabilita' della sicurezza ritorna nelle mani delle autorita' afghane, il CICR monitorizza come la difesa afghana e le forze di sicurezza stanno agendo, ad esempio nei confronti dei detenuti. L'organizzazione comunica la propria preoccupazione per la popolazione civile a tutte le parti in conflitto, inclusa l'opposizione armata, e discute con loro sull'obbligo rispettare, e far rispettare, il diritto internazionale umanitario.

Il CICR e' in Afghanistan da 25 anni, una delle sue operazioni piu' rilevanti nel mondo. Il CICR continua a fornire aiuto alla popolazione afghana piu' vulnerabile. "Proseguiremo nel nostro lavoro umanitario, allo stesso tempo restando indipendenti da ogni iniziativa diplomatica e politica, e ci adopereremo affinche'  la gente riceva l'assistenza di cui ha un disperato bisogno", ha concluso de Maio.


Ulteriori informazioni:
Christian Cardon, CICR Ginevra, tel +41 22 730 24 26 / +41 79 251 93 02
Jessica Barry, CICR Kabul, tel: +93700 282 719

Sito web del CICR : www.icrc.org
Per vedere e scaricare il materiale video del CICR piu' recente in alta qualita' : www.icrcvideonewsroom.org
Seguite il CICR su Facebook : facebook.com/icrcfans e Twitter : twitter.com/icrc english

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4 - Bollettino CICR 04/2011 del 3 ottobre 2011
AFGHANISTAN: MOLTISSIMA GENTE PREOCCUPATA PER IL PROPRIO FUTURO A CAUSA DELLO STATO DI COSTANTE INCERTEZZA
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi  

L'aumento dei prezzi, la precarieta' del lavoro per chi vive alla giornata, il difficile accesso a cure mediche e i livelli critici di insicurezza stanno minando la vita quotidiana dellea gente, specialmente nelle aree rurali.

Nei mesi piu' recenti il CICR ha fornito assistenza di emergenza a migliaia di persone che fuggono dai propri villaggi nelle aree in guerra, in aumento rispetto all'anno scorso. L'accesso alle cure sanitarie  resta comunque difficoltoso in svariate aree rurali. Sono in aumento i casi di malattie normalmente prevenibili, come il morbillo, per colpa del conflitto, che interferisce con i programmi standard di vaccinazione.

Ecco di seguito alcune informazioni e dati sulle operazioni del CICR in luglio/agosto 2011.   

1) Visite ai luoghi di detenzione e ripristino dei legami famigliari

Il CICR ha il compito di monitorare le condizione di detenzione dei prigionieri, nonche' il trattamento da loro ricevuto, in tutto il mondo. In Afghanista i delegati CICR visitano i detenuti con regolarita' nei centri gestiti dai paesi partecipanti alla Forza di Assistenza per la Sicurezza Internazionale (ISAF) della NATO, dalle forse statunitensi e dalle autorita' afghane. Il CICR, inoltre, fa si' che i membri di famiglie separate dal conflitto possano restare in contatto, e promuove la ricerca degli scomparsi.

In luglio e agosto 2011 il personale CICR ha

- condotto  27 visite in 25 luoghi di detenzione;
- monitorato  509 detenuti singolarmente, e visitato 214 di questi per la prima volta;
- spesato i costi di viaggio di 2 ex-detenuti per tornare ai rispettivi villaggi;
- raccolto  2,076 Messaggi di Croce Rossa e distribuitine 1,996, perlopiu' fra i detenuti e le famiglie, con l'aiuto della Societa' Nazionale di Mezzaluna Rossa Afghana;
- consentito 871 video chiamate tra famiglie e parenti detenuti nel carcere di Parwan, gestito dagli Stati Uniti presso l'aeroporto di Bagram;
- organizzato il trasporto di 144 famiglie alla struttura di Parwan per visite ai detenuti.

2) Assistenza medico-sanitaria

Il CICR fornisce medicinali e assistenza medica all'ospedale Sheberghan nel nord e all'ospedale regionale Mirwais nel sud, entrambi gestiti dal Ministero della Salute Pubblica. Oltre  20 medici stranieri, infermieri e personale amministrativo lavorano a supporto dello staff del Mirwais. Inoltre il ICRC fornisce supporto tecnico e finanziario, nonche' medicinali, a 46 cliniche della Mezzaluna Rossa Afghana, oltre che a volontari di primo soccorso presenti nelle singloe comunita', che forniscono assistenza nelle aree in conflitto. Il CICR gestisce direttamente 4 avamposti di pronto soccorso, uno nell'ovest e tre nel sud del paese.

Nei mesi di luglio e agosto gli ospedali Mirwais e Sheberghan hanno ricoverato circa 6,400 persone, e condotto quasi 31,000 consulti medici. Vi sono state oltre 1,700 operazioni chirurgiche. Inoltre, nello stesso perido il CICR ha:

- consegnato materiale sanitario alle prime linee del conflitto per curare i feriti in battaglia;
- formato in primo soccorso 168 soldati, medici, poliziotti e volontari nelle comunita' locali;
- fatto consegne mensili di medicinali e altro materiale a ospedali nel sud e nell'est del paese.

3) Assistenza per protesi e servizi di riabilitazione motoria

Il CICR gestisce sette centri prostetico-ortopedici che riabilitano gli amputati e altri disabili. I centri sostengono il reintegro dei disabili, dalle vittime delle mine antipersona a chi ha lesioni midollari. Questi centri offrono un servizio a domicilio per il supporto medico, economico e sociale dei paraplegici. Il CICR eroga questa  prestazione in Afghanistan da oltre 20 anni.

In luglio/agosto i 7 centri CICR hanno:
- registrato quasi 1,250 nuovi pazienti, fra cui 182 amputati;
- assistito 10,960 pazienti;
- impiantato quasi 2,600 fra protesi e strumenti ortottici;
- tenuto piu' di 32,500 sessioni di fisioterapia;
- offerto prestiti  micro-credito a circa 120 pazienti per aiutarli nel far partire piccole imprese;
- istruito 226 pazienti in materie sanitarie, 37 di cui hanno completato la formazione in questo periodo;
- visitato a domicilio 1,171 pazienti con lezioni spinali.

4) Distribuzioni di cibo ed altri aiuti

Questa resta una delle attivita' principali del CICR in Afghanistan. Essa comprende distribuzioni alimentari di emergenza, progetti "cibo e lavoro" e varie forme di sostegno per l'agricoltura e l'allevamento. Il CICR aiuta le comunita' che fuggono a causa del conflitto o di disastri naturali, in stretta cooperazione con la Mezzaluna Rossa Afghana.

In luglio e agosto il personale CICR e la della Mezzaluna Rossa Afghana hanno:
- distribuito circa 360 tonnellate di derrate a oltre 2,000 persone coinvolte nei programmi"cibo e lavoro";
-  distribuito razioni di cibo per un mese e altro materiale di base per le abitazioni a oltre 20,000 profughi di guerra o per inondazioni;
-   formato i contadini sui principi base in veterinaria, e vaccinato e curato oltre 83,000 animali nel sud del paese, in collaborazione con il Ministero per l'Agricoltura;
-  aiutato centinaia di persone nel nord, fra cui molte donne, a vaccinare il pollame.

5) Miglioramento dei servizi idrici e sanitari

Gli ingengeri civili del CICR lavorano a stretto contatto con le commissioni idriche locali su progetti urbani e rurali. L'organizzazione promuove lo studio dell'igiene  nelle scuole religiose e nelle carceri, oltre che nelle case delle famiglie.

In luglio/agosto il CICR ha:
- installato condotte e costrutio pozzi al fine di far pervenire acqua potabile a circa 112,000 persone a Kabul, Kandahar e Kunduz;
-  installato pompe manuali, insegnato alla gente a mantenerle, ammodernato i sistemi di raccolta delle acque con lo scopodi far pervenire acqua potabile a circa 53,000 persone nelle province di Parwan, Kapisa, Bamyan, Jalalabad, Kandahar, Lashkar Gah e Kunduz;
-   offerto sessioni di promozione dell'igiene a 36,700 persone a Kabul, Herat, Farah, Laghman, Jalalabad, Kunduz e Balkh (Mazar);
-   proseguito a migliorare l'apporto idrico e le condizioni sanitarie a 2,800 detenuti in tre carceri provinciali;
-   continuato nel rinnovo dell'ospedale Mirwais di Kandahar.

6) Promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario

Ricordare alle parti in conflitto dell'obbligo di proteggere i civili e' un compito fondamentale che fa parte dello sforzo del CICR di promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario in tutto il mondo. Il CICR, inoltre, diffonde la conoscenza del diritto internazionale umanitario nella societa' civile, fra gli enti governativi e le forze armate.

In luglio e agosto il CICR ha tenuto:
- seminari di diritto internazionale umanitario a oltre 160 membri dell'esercito afghano, della polizia afghana, dell'opposizione armata e del Direttorio Nazionale per la Sicurezza;
-  incontri che hanno coinvolto 1,370 persone in totale, fra cui anziani delle comunita', membri di circoli religiosi e beneficiari di aiuti CICR.

L'Afghanistan e' la maggiore operazione del CICR per quanto riguarda le risorse impiegate. Per l'organizzazione lavorano circa 1,600 persone afghane e 140 straniere  dislocate nella delegazione di Kabul (la principale) e in 5 sotto-delegazioni e 10 uffici sparsi nel paese. Oltre a cio', gestisce sette centri prostetico-ortopedici.

Per ulteriori informazioni contattare:
Jessica Barry, CICR Kabul, tel: +93 700 282 719
Abdul Hassib Rahimi (in lingua Dari o Pashto), CICR Kabul, tel: +93 700 276 465
Christian Cardon, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 24 26 / +41 79 251 93 02

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5 - 10/10/2011
Libano: il sostegno globale delle vittime al divieto di munizioni a grappolo
Traduzione non ufficiale d Maria Grazia Ianniello

Le vittime delle bombe a grappolo sono venute a Beirut dai quattro angoli del globo per raccogliere sostegno internazionale per la Convenzione sulle Munizioni a Grappolo (CCM) sulla messa al bando dell'uso, della produzione, trasferimento e lo stoccaggio di queste armi. L'ultimo giorno del Secondo Meeting degli Stati Parte della Convenzione ospitata dal Libano a metà-Settembre, tutte le vittime delle munizioni a grappolo hanno trasmesso lo stesso messaggio: "Agisci ora. Unisciti al bando delle munizioni a grappolo."

Le vittime si sono rivolte ai rappresentanti di 130 Stati, di cui 67 non hanno firmato la Convenzione, o l’hanno firmata ma non ratificata.

"Esortiamo gli Stati ad agire immediatamente e ad alleviare le sofferenze dei sopravvissuti delle munizioni a grappolo. Noi vittime delle munizioni vogliamo avere le stesse opportunità di tutti, di vivere, lavorare e far parte della vita nella nostra comunità". L’interlocutore era Aynalem Zenebe, una vittima delle munizioni a grappolo proveniente dall’Etiopia. Stava leggendo una dichiarazione a nome dei sopravvissuti di queste armi, che ancora sono devastanti in almeno 21 paesi in Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa.

Le vittime-attivisti delle campagne contro le munizioni a grappolo dall’ Afghanistan, Cambogia, Laos, Libano, Serbia, Tagikistan, Vietnam e altri paesi hanno condiviso le loro dolorose esperienze di dolore, di coraggio e sopravvivenza.

"All'inizio, volevo morire ... la mia vita era completamente distrutta e non volevo più vivere", ha dichiarato Thi, 53 anni, un contadino vietnamita che ha perso il suo braccio destro e la gamba in un'esplosione di munizioni a grappolo mentre coltivava il suo campo di riso. Dopo aver lottato per anni per superare il suo trauma e l’handicap, Thi è ora l'orgoglioso padre di tre figli adulti e si dedica al suo lavoro di advocacy per le vittime delle bombe a grappolo.

Ha fondato un club nel suo villaggio natale, dove le vittime possono trovare sostegno morale, condividere le loro esperienze dolorose e cercare aiuto per migliorare la loro vita. "Tutti i paesi del mondo dovrebbero unirsi al trattato oggi. L'esistenza di quest’ arma è un oltraggio umanitario".

L’aver perso entrambe le gambe per l’esplosione di una mina non ha impedito al Cambogiano Tun dal girovagare per il mondo, come portavoce per le migliaia di vittime delle mine e delle munizioni a grappolo. "Non possiamo aspettare che il mondo intero si unisca al trattato sulla messa al bando. Dobbiamo andare avanti e insistere per un mondo libero da mine e da armi a grappolo. Il punto principale è quello di mantenere la speranza nel futuro".

Tun ha fatto molta strada da quel giorno nel 1981 in cui voleva suicidarsi dopo l'esplosione. E ci sono voluti anni per adattarsi alla sua nuova condizione e di prendere coscienza della sua vocazione. Ora è un abile falegname, specializzato nella realizzazione di sedie a rotelle per portatori di handicap. "Ho fatto la mia," disse, indicando la sedia a rotelle su cui era seduto. "E progetto le sedie a rotelle per tutte le persone della Cambogia in diverse dimensioni e forme per adattarsi ad adulti, bambini e anziani."

La Convenzione sulle Munizioni a Grappolo definisce gli impegni con scadenze precise in tema di eliminazione e di distruzione delle scorte, prevede un meccanismo per misurare i progressi nell'assistenza alle vittime e chiede che tutte le nazioni del mondo la sottoscrivano. Anche se i principali produttori di munizioni a grappolo come gli Stati Uniti, Cina ed Israele non hanno firmato la Convenzione, la risposta ferma all’uso di bombe a grappolo da parte di quei Paesi che hanno firmato e ratificato è in costante aumento la stigmatizzazione di questo uso indiscriminato delle armi.

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/feature/2011/lebanon-feature-2011-10-11.htm

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6 - 11/10/2011 Comunicato stampa 11/211
Libia: situazione disperata all’Ospedale di Sirte
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Tripoli/Ginevra (CICR) - Il 10 e l’11 Ottobre, il personale del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha evacuato un totale di 25 feriti di guerra e altri pazienti provenienti dall’ Ospedale Ibn Sina di Sirte. I pazienti erano stati lasciati alle cure di un ridotto personale sanitario, dopo i feroci combattimenti dei giorni scorsi.

"La situazione all'interno dell'ospedale è molto caotica e allarmante", ha dichiarato Patrick Schwaerzler, responsabile del CICR per le evacuazioni. "Quando siamo arrivati, abbiamo trovato i pazienti con gravi ustioni, ferite da schegge. Alcuni avevano subito recenti amputazioni. Alcuni erano semi-coscienti. Questi si trovavano in mezzo ad folla di altre persone che ci chiedevano aiuto."

L'ospedale è stato parzialmente distrutto e non è più operativo. E’ stato urgente portare fuori i feriti che necessitano di terapia intensiva o di cure specialistiche. "Oggi abbiamo anche portato via un neonato nel suo incubatore", ha detto Schwaerzler.

L'11 Ottobre il CICR ha evacuato 17 pazienti dall’ Ospedale di Sirte, la maggior parte di loro vittime di guerra, con quattro parenti e il bambino di un paziente. Questa mattina, i volontari della Mezzaluna Rossa Libica hanno portato via anche sette pazienti che non avevano bisogno di ulteriore ricovero in ospedale, insieme a sei membri della famiglia, sono tornati alle loro case ad est di Sirte.

Il 10 ottobre il CICR ha evacuato otto pazienti feriti dall'ospedale.

Il CICR ha trasferito il primo gruppo di pazienti evacuati in un ospedale di Tripoli. Il secondo gruppo è stato portato in un centro medico ad ovest di Sirte, per il successivo trasporto in elicottero agli ospedali di Tripoli.

Quattro del personale medico del CICR, insieme al rimanente personale in ospedale, hanno fatto in modo che le condizioni dei pazienti feriti fossero sufficientemente stabili per essere trasportati e disposti a lasciare l’ospedale. Tutte le parti interessate erano d’accordo per questa evacuazione urgente.

La Mezzaluna Rossa Libica sta trasferendo un ulteriore gruppo di 18 cittadini stranieri (egiziani, palestinesi e libanesi), che si erano riuniti in ospedale e volevano lasciare la città, a Harawa, a circa 50 chilometri ad est di Sirte. Da lì procederanno  ad un campo per sfollati a Bengasi. Gli stranieri evacuati, nonché il rimanente personale straniero in ospedale e altri cittadini stranieri, hanno avuto la possibilità di fare chiamate col telefono satellitare ai loro cari, che non avevano avuto notizie di loro dallo scoppio dei pesanti combattimenti a Sirte.

"Abbiamo visto centinaia di civili in fuga da Sirte ieri ed oggi, ma migliaia sono ancora prigionieri all'interno della città", ha detto Schwaerzler. "Non c'è elettricità, e il cibo non arriva ai civili in città per settimane. Tutte le parti impegnate nelle ostilità devono adottare tutte le precauzioni possibili per risparmiare i civili."

Più di 20.000 persone, tra cui molte donne, bambini e anziani, hanno finora lasciato le loro case a Sirte. Inoltre, decine di persone sono state arrestate negli ultimi giorni.

Tre camion del CICR e sei veicoli più leggeri sono stati utilizzati per le evacuazioni. Un esperto di disinnesco degli ordigni esplosivi ha contribuito a rendere sicura la strada. In totale, 15 collaboratori del CICR sono stati coinvolti in questi due giorni di azione, condotta con il supporto dei volontari della Mezzaluna Rossa Libica. Questa è stata la quarta volta dall'inizio del mese che il CICR è entrato a Sirte per svolgere la propria missione umanitaria.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Dibeh Fakhr, CICR Tripoli / Bengasi, tel: +88 16 22 411 614
o +218 9 923 304 560 o +218 913 066 198
Soumaya Beltifa, CICR Tripoli/Bengasi, tel: +218 928 467 594
Steven Anderson, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 20 11 or +41 79 536 92 50

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2011/libya-news-2011-10-11.htm

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