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n° 474 del 30 settembre 2011 Stampa E-mail
venerdì 30 settembre 2011

30 settembre 2011

nr. 474
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:

1 - 20 settembre 2011
Kenya, oltre 7.000 rifugiati somali riescono a mettersi in contatto con i propri familiari
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

2 - 20 settembre 2011
Yemen: CICR, preoccupazione per i livelli di violenza senza precedenti
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

3 - Il Museo…. a che punto siamo?
di M.Grazia Baccolo @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 20 settembre 2011
Kenya, oltre 7.000 rifugiati somali riescono a mettersi in contatto con i propri familiari
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

Nairobi/Ginevra – oltre 7.000 rifugiati somali a Dadaab, Kenya, sono riusciti a parlare con le loro famiglie attraverso telefoni cellulari grazie a un servizio allestito dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Molti delle migliaia di rifugiati che arrivano goni settimana nei campi di Dadaab hanno perso contatto con i loro familiari quando sono fuggiti a causa dei conflitti e della siccità.

“Questi uomini, donne e bambini sono esausti quando finalmente arrivano a Dadaab”, afferma Valérie Preisner, coordinatore per la protezione del CICR a Nairobi. “Per molti di loro, far sapere alle loro famiglie che sono arrivati sani e salvi è importante tanto quanto trovare cibo e acqua. Rimanere in contatto con i loro familiari da loro un po’ di conforto in una situazione estremamente difficile”.

Il servizio di telefoni cellulari è stato lanciato il 18 di agosto ed è gestito congiuntamente con la Società della Croce Rossa keniota. A qualunque rifugiato arrivato nelle settimane recenti, è data l’opportunità di fare una telefonata a un membro di famiglia o ad altri parenti stretti in qualsiasi parte del mondo. Le chiamate durano due minuti e mezzo e sono limitate alla famiglia e a notizie personali. Finora 7.200 persone, tra cui quasi 800 minorenni, hanno approfittato del servizio.

Una squadra composto da personale del CICR e volontari della Croce Rossa keniota è presente nel punto di registrazione di Dadaab, dove i rifugiati appena arrivati possono facilmente accedere. Altri due squadre si muovono in giro per Dadaab ogni giorno per offrire questo servizio telefonico a luoghi diversi.

Il CICR gestisce una serie di progetti in risposta all’attuale crisi alimentare e ai bisogni generati dai conflitti in corso in Somalia. È una delle poche agenzie umanitarie in grado di operare nelle zone centrali e meridionali del paese.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2011/kenya-news-2011-09-20.htm

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2 - 20 settembre 2011
Yemen: CICR, preoccupazione per i livelli di violenza senza precedenti
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

Ginevra/Sana’a - il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) è profondamente preoccupato per la perdita significativa di vite umane che si è verificata durante le ultime 72 ore a Sana’a e Taiz. Il CICR invita le autorità, i dimostranti e qualsiasi altro coinvolto a rispettare sempre la vita e la dignità umana.

Le violenze arrivano esattamente sei mesi dopo l’ultimo giro di vite sulla sicurezza, che è risultato nella morte e il ferimento di molte persone nel giro di poche ore. Gli eventi attualmente in corso sono ancora più preoccupanti, in quanto gli scontri si stanno estendendo geograficamente e le violenze hanno raggiunto livelli senza precedenti. Molte persone vengono uccise o ferite ogni giorno.

“La delegazione del CICR sta ricevendo segnalazioni molto preoccupanti di scontri armati attualmente in atto presso l’ospedale di Al-Gomhori che stanno mettendo a repentaglio la vita di molti innocenti”, afferma Valérie Petitpierre, vice capo della delegazione del CICR in Yemen. “Negli ultimi tre giorni, le squadre di risposta alle emergenze della Società della Mezzaluna Rossa yemenita sono state minacciate e aggredite. In alcuni casi, è stata confiscata la loro attrezzatura, e ci sono stati anche episodi in cui è stato loro negato l’accesso a persone bisognose di pronto soccorso”.

“Qualunque ferito deve essere in grado di ricevere assistenza sanitaria salvavita senza eccessivo ritardo”, sostiene Petitpierre. “Le strutture, i veicoli e lo staff medico devono essere rispettati e protetti”.

Sin dall’inizio delle sommosse, il CICR si è impegnato ad aiutare le strutture sanitarie nell’affrontare il gran numero di vittime. Negli ultimi tre giorni, il CICR ha donato materiali per la medicazione di ferite a un ospedale da campo e attrezzature di pronto soccorso alle squadre di risposta alle emergenze della Mezzaluna Rossa yemenita a Sana’a.

Il CICR invita tutti coloro coinvolti nelle violenze a fare il possibile per rispettare e facilitare gli sforzi della Mezzaluna Rossa e Croce Rossa nel portare soccorso a chi ne ha bisogno. Le forze di sicurezza devono applicare le leggi e le norme internazionali sull’uso della forza.

Il CICR continua a monitorare la situazione sul campo e rimane pronto a fornire ulteriore supporto ai servizi medici yemeniti nell’assistere le persone rimaste ferite nelle violenze.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2011/yemen-news-2011-09-20.htm  
 
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3 - Il Museo…. a che punto siamo?
di M.Grazia Baccolo

Le cose si stanno delineando e stanno prendendo una forma che pare essere quella buona.

Facciamo un breve riassunto di quanto è successo in questa calda estate riguardo alle movimentate vicende intorno al Museo internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere.

Quasi tre mesi fa sono state messe a confronto le due differenti  situazioni  dei Musei della Croce Rossa quello di Castiglione e quello di Ginevra.  Trattamenti molto differenti che dal primo  luglio li hanno entrambi visti chiusi, o meglio specificare, parzialmente chiuso Castiglione (per difficoltà gestionali)  e totalmente chiuso quello di Ginevra (per ristrutturazione).  Da quella data a quella del 25 agosto, giorno in cui il Commissario del Comitato regionale CRI  Lombardia Maurizio Gussoni  ha convocato e tenuto una conferenza stampa,  una serie di attività mediatica si sono svolte spontaneamente  a favore della riapertura del Museo a pieno regime, cioè : “aperto tutti i giorni tranne il lunedì”.
 
Il  social network Facebook  ha avuto una parte centrale nel far circolare l’informazione. Una pagina è stata  aperta da volontari italiani della CRI “, “Aiutiamo il Museo della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere” subito seguito da un gruppo iniziato da Jos Ulijn, un volontario della Croce Rossa Tedesca,  “Keep the Red Cross Museum In Castiglione Open!” (in poco tempo quest’ultimo ha raggiunto i 3.500 membri da ogni parte del mondo).  Segno questo che le vicende del Museo non sono solo un caso castiglionese, nemmeno lombardo e neanche italiano, ma è un  caso mondiale.  Una petizione è stata attivata su internet.  Persone di alto profilo, come Alberto Cairo, hanno firmato. Tutti i commenti sono concordi  nel dire che il “nostro” Museo è un patrimonio dell’Umanità, perché contiene le testimonianze delle idee che oltre 150 anni fa generarono la prima organizzazione mondiale laica al mondo per il servizio all’uomo in stato di bisogno.
 
La stampa poi ha ripreso le informazioni e ne ha fatto diversi articoli sulla Gazzetta di Mantova, la Voce di Mantova, La Cronaca di Mantova,  il Corriere della Sera.
Il Comune di Castiglione delle Stiviere, ha dichiarato l’Assessore Massimo Maghella, si impegnerà a finanziare le spese ordinarie di funzionamento e di manutenzione (compreso gli stipendi del personale), altre istituzioni  e Associazioni private(il Comune di Solferino e la Provincia di Mantova e gli Amici del Museo ) sono intenzionate a sostenere il Museo in modo tangibile.
 
Ora la parola è a chi gli accordi li deve ideare,  scrivere e firmare, delineando  una strategia gestionale. Da questo dipenderà la ripresa di questi ultimi mesi del 2011 e la programmazione per un 2012 strategicamente improntato ad un rilancio di questo gioiello di importanza mondiale. Qualcuno suggerisce:  <Il Museo di Castiglione dovrebbe essere una cosa sola con Ginevra> … è vero i due Musei  sono vicini nell’idea e complementari  nei contenuti  …. Ma molto lontani nella concezione e nella gestione.
 
Vicini e lontani: questa parole contenute nell’ultima frase mi riportano ai nostri luoghi, separati solo da qualche collina, dolce, da qualche strada, sinuosa, ma uniti sotto un unico cielo.  Vorrei che questi due paesi, accantonassero i campanilismi: <è nata qui … no è nata qui…> Vorrei che si rendessero conto che Solferino  sarebbe ‘solo’ il paese della battaglia, una battaglia importantissima per la Storia d’Italia certo, ma pur sempre un fatto d’armi, di violenza, e Castiglione sarebbe ‘solo’ il paese del Santo dei giovani, mondiale si ma riconosciuto una parte del mondo, quella di religione cristiana cattolica. Se quella geniale idea di solidarietà mondiale non avesse pervaso la mente di un uomo straniero  qui , Castiglione e Solferino, sarebbero due paesi divisi dalla loro Storia particolare, con connotati  uno di guerra e l’altro di religione.

E’ l’idea della Croce Rossa che dà loro una caratteristica unica, che li rende davvero ‘mondiali per tutto il mondo’. Citiamoli sempre insieme questi due bei nomi quando si parla delle origini della Croce Rossa: ” Castiglione delle Stiviere e Solferino”. Basta allora tirare di qua e di là questo meraviglioso pensiero, scintilla di una maggiore attenzione dell’umanità per l’umanità. Che sia luce anche nella loro unione.

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