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n° 467 del 6 luglio 2011 Stampa E-mail
mercoledì 06 luglio 2011

6 luglio 2011

nr. 467
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:
 
1 - 26-06-2011 Intervista
Tortura: il CICR rinforza la sua azione in favore delle vittime
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
2 - 21/06/2011  Comunicato stampa 11/138
Siria: le autorita' acconsentono all'accesso privilegiato del CICR
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi
 
3 - 20-06-2011
Testimonianze di rifugiati ivoriani da poco rientrati dalla Liberia
di Moustapha Diallo, in Costa d’Avorio
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
4 - Selezione di foto dal sito CICR con didascalia in italiano
di Simon Chiossi
 
5 - Prorogata la scadenza al 30 luglio delle iscrizioni
per il Convegno di Pavia del 17 settembre 2011
di Pierluigi Sfondrini
 
6 - Il “Corteo di Luce” ha un’anima, un corpo e respira.
di M.Grazia Baccolo
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1 - 26-06-2011 Intervista
Tortura: il CICR rinforza la sua azione in favore delle vittime
In occasione della giornata mondiale a favore delle vittime della tortura, il CICR riafferma il suo impegno nella lotta contro la tortura e i trattamenti crudeli, inumani o degradanti e spiega la sua nuova politica d’azione contro questo flagello. Édouard Delaplace, consigliere presso l’Unità persone private della libertà del CICR a Ginevra, spiega le poste in gioco e gli obiettivi dell’approccio del CICR.
 
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Qual è la posizione del CICR nei confronti della tortura?
La posizione è molto chiara. La tortura è un affronto intollerabile contro l’umanità e la dignità. È e deve essere proibita in maniera assoluta. Non è soltanto un’esigenza giuridica, ma anche e soprattutto una convinzione etica e umana, che noi difendiamo e promuoviamo. Nessuna ragione, sia essa politica, economica, di sicurezza, culturale o religiosa, può giustificare il ricorso alla tortura e ad altre forme di trattamenti degradanti.
 
Dopo più di un secolo di visite ai detenuti, il CICR dispone di un’ampia base di conoscenze dei problemi legati alla tortura. Nel corso degli ultimi anni, il CICR ha visitato più di 500.000 detenuti in circa 80 paesi. Siamo quotidianamente testimoni dell’angoscia e della disumanizzazione di decine di migliaia di persone che sono state ferite nel corpo e nello spirito, a volte in modo irreversibile. È questo contatto privilegiato con le vittime della tortura che forgia la nostra convinzione e rafforza la nostra volontà di agire per lottare contro queste pratiche.
 
Si deve anche tenere presente che gli atti di tortura e i trattamenti crudeli, inumani o degradanti portano al loro interno i semi della distruzione dei legami sociali all'interno di una comunità o di una società. Essi costituiscono, infine, una violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti dell’uomo.
 
La pratica della tortura tende a sparire? Quali sono le sue constatazioni?
Sfortunatamente no. La tortura è ampiamente diffusa. Nessun paese, nessuna società è oggi al riparo da questo fenomeno, in un modo o in un altro. Può trattarsi di un caso isolato in un commissariato di polizia, in una prigione oppure una pratica sistematica, istituzionalizzata. Ma qualunque di queste ipotesi è fonte, per il CICR, di grande preoccupazione.
 
È molto difficile avere delle cifre che permettano di farsi un’idea precisa dell’ampiezza del fenomeno. Il CICR ha comunque pubblicato nel 2009 i risultati di uno studio che ha condotto in otto paesi fra quelli maggiormente toccati dai conflitti armati o dalla violenza armata – Afganistan, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Georgia, Haiti, Liberia e Filippine – per cercare di comprendere come le popolazioni civili sono state colpite. Fra le persone direttamente vittime della violenza, il 17% hanno dichiarato di essere state torturate. Non possiamo estrapolare questa cifra, ma dà un’idea della prevalenza della tortura in periodo di conflitto armato.
 
Quali sono gli orientamenti dell’azione del CICR nella lotta alla tortura? Cosa c’è di nuovo?
La lotta contro la tortura è una priorità per il CICR. Abbiamo appena rivisto il quadro della nostra azione per riaffermare il fermo impegno del CICR, per convalidare le pratiche sviluppate nel corso degli ultimi anni e per proporre nuove forme di lavoro.
 
Il nostro obiettivo è offrire protezione e assistenza alle vittime dei trattamenti crudeli e alle loro famiglie. Sono questi i beneficiari della nostra azione.
 
Di nuovo c’è il lavoro che fa il CICR in partenariato con altri attori, per la riabilitazione delle vittime di torture o di altre forme di cattivi trattamenti. A ciò si aggiungono il sostegno che il CICR fornisce alle autorità al fine di migliorare le pratiche professionali che riguardano il trattamento delle persone private della libertà e la partecipazione alla messa in atto o al rafforzamento di un ambiente normativo, istituzionale ed etico che contribuisca a prevenire la tortura sia a livello nazionale o locale che a livello internazionale o regionale.
 
Concretamente, cosa fa il CICR per aiutare le vittime della tortura?
L’azione del CICR si basa sulle visite che effettua alle persone private della libertà, per valutare le loro condizioni di detenzione e il loro trattamento.
 
Noi sappiamo che, al momento dell’arresto e nei giorni che seguono, i rischi di tortura o di altre forme di cattivo trattamento sono i più elevati e le nostre visite hanno come obiettivo proteggere le persone private della libertà.
 
Siamo chiari, la nostra sola presenza non è sufficiente ad arrestare o a prevenire dei cattivi trattamenti. Ma queste visite, e i detenuti ce lo dicono, offrono loro un momento di tregua spesso salutare.
 
Per gli uomini e le donne che hanno subito la tortura, la visita di un delegato del CICR nel corso della loro detenzione è spesso sinonimo di un riconoscimento della loro esistenza, delle loro sofferenze. Restituire alle persone la propria dignità, trattenendosi con esse, dando loro del tempo, dell’attenzione, è il primo atto concreto di un delegato del CICR quando incontra un detenuto. Le visite del CICR possono anche essere l’occasione, per la vittima di cattivi trattamenti, per avere un incontro con un medico, che può per esempio informarla sulle eventuali conseguenze dei cattivi trattamenti subiti.
 
Queste visite permettono al CICR di offrire altri servizi: i detenuti possono in particolare contattare i loro famigliari e scambiare con essi delle notizie attraverso i messaggi di Croce Rossa.
 
Infine, il CICR prevede di impegnarsi sempre più sistematicamente al di fuori dei luoghi di detenzione in attività in favore della riabilitazione delle vittime, in cooperazione con delle istituzioni specializzate.
 
L’aumento del terrorismo internazionale, la moltiplicazione e la radicalizzazione dei conflitti armati hanno favorito un ambiente più tollerante nei confronti della tortura?
Il dibattito sulla tortura riemerge regolarmente. Probabilmente non ha mai avuto tanta risonanza come nel corso dell’ultimo decennio, amplificato dall’accesso quasi illimitato e in tempo reale all’informazione.
 
In un contesto di radicalizzazione dei conflitti, di resistenza a tutto ciò che è percepito come un’ingerenza negli affari interni e di mondializzazione della lotta contro il terrorismo, abbiamo visto tornare alla ribalta l’argomento secondo il quale la tortura sarebbe utile e costituirebbe il prezzo da pagare in cambio della nostra sicurezza. Un ragionamento opportunista che nega completamente il valore dell’essere umano.
 
La questione della tortura pone a tutti, sia come individui che come società, delle problematiche di ordine etico. Quale importanza accordare alla protezione della dignità delle persone private della libertà? La difesa della sicurezza individuale e collettiva può essere ricercata a discapito della protezione della dignità della persona umana, sia essa un presunto terrorista, un oppositore politico, un trafficante, un delinquente di diritto comune o una persona qualunque?
 
Il diritto ha chiaramente risolto queste questioni. La proibizione della tortura e dei trattamenti crudeli, inumani o degradanti è assoluta. E il CICR intende continuare a riaffermare e difendere questo divieto assoluto.
 
Il tema è, tuttavia, molto delicato. Il contesto che lei evoca ci invita a rivedere le nostre risposte e a trovarne di nuove, che siano fondate sul diritto ma che vadano anche al di là del diritto. È questa vigilanza in rapporto alle attuali poste in gioco che ci permetterà di rafforzare, in modo particolare, il divieto della tortura e di proteggere meglio le persone private della libertà.
 
Il CICR come può contribuire allo sradicamento della tortura? Può darci qualche esempio?
Il fenomeno della tortura è estremamente complesso e la sua apparizione, la sua rinascita e il suo incremento derivano da molteplici fattori, sia normativi, che istituzionali ed etici.
 
Il CICR adotta un approccio globale il cui obiettivo principale è la protezione, l’assistenza e la riabilitazione delle vittime. Ma la sua azione contribuisce anche alle messa in atto e al rafforzamento di un ambiente normativo, istituzionale ed etico propizio alla prevenzione di queste pratiche.
 
Il CICR agisce sul contesto normativo, affinché l’interdizione della tortura e delle altre forme di cattivo trattamento sia inserita nei testi costituzionali e affinché queste regole siano tradotte a livelli differenti.
 
Così, per esempio, le regole relative all’impiego della forza da parte delle forze dell’ordine o, ancora, il codice di deontologia degli avvocati, dei magistrati o dei medici devono integrare delle disposizioni relative all’interdizione dei cattivi trattamenti e alla loro prevenzione.
 
Agisce anche sul contesto istituzionale: per prevenire la pratica della tortura, è necessario che siano attivati certi meccanismi di controllo e delle misure disciplinari. Può trattarsi di meccanismi di monitoraggio e osservazione - come una visita di un’ONG o il sostegno al sistema giudiziario – ma anche di meccanismi di repressione delle violazioni, come le commissioni di inchiesta di polizia, giudiziaria o militare. Il CICR lavora per rafforzare questi meccanismi.
 
La sfida maggiore potrà essere il rafforzamento del contesto etico. Se certi valori non sono profondamente ancorati nella società, sarà molto più difficile lottare contro i cattivi trattamenti. Per il CICR, gli argomenti di ordine etico devono dunque essere al primo posto ed è in quest’ottica che, per avere un impatto reale, il CICR deve influenzare i dibattiti sulla tortura.
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/fre/resources/documents/interview/2011/torture-interview-2011-06-24.htm
 
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2 - 21/06/2011  Comunicato stampa 11/138
Siria: le autorita' acconsentono all'accesso privilegiato del CICR
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi
Damasco/Ginevra (CICR) - Jakob Kellenberger, presidente del Comitato Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (CICR), ha concluso a Damasco una serie di incontri con il primo ministro Adel Safar ed il ministro degli esteri Walid Muallem.
 
Il presidente Kellenberger ha fatto pressioni affinche' il CICR potesse accedere senza restrizioni alle zone critiche e raggiungere le persone colpite dagli attuali disordini del paese.
"La discussione si e' concentrata esclusivamente su questioni umanitarie, e sono state concrete e molto operative," ha detto Kellenberger. "I rappresentanti siriani si sono dimostrati recettivi, avendo consentito al CICR e alla Mezzaluna Rossa Siriana ampio accesso alle aree coinvolte nei disordini. Io stesso monitorero' attentamente che questo accordo venga messo in pratica." Un accesso illimitato e' di fondamentale importanza per accertare la situazione umanitaria e fornire un aiuto adeguato ai bisogni.
Il presidente del CICR ha altresi' richiesto che ai delegati del CICR fosse permesso visitare i detenuti secondo le procedure standard dell'organizzazione. "Il governo siriano si e' dichiarato pronto a discutere i termini e le condizioni per le visite del CICR," ha detto Kellenberger. "Questo e' un primo passo in avanti."
Kellenberger ha anche tenuto colloqui con il presidente della Mezzaluna Rossa Siriana, Abd al-Rahman al-Attar, con lo scopo di rafforzare la cooperazione ed il coordinamento. "La Mezzaluna Rossa Siriana resta il nostro partner principale nella sfida per colmare i bisogni delle persone coinvolte nelle violenze," secondo il presidente CICR.
Al centro di pronto soccorso di Al-Zahirah a Damasco, che e' competente anche per la parte sud del paese, si e' tenuto un incontro tra il presidente CICR e i volontari della Mezzaluna Rossa Siriana. Gli interventi di primo soccorso e cure medico-sanitarie di questi ultimi vanno avanti dall'inizio dei disordini.
 
Ulterriori informazioni:
Saleh Dabbakeh, CICR Damasco: tel: +963 993 700 847
Hicham Hassan, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 25 41 opp. +41 79 536 92 57
Carla Haddad Mardini, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 24 05 opp. +41 79 217 32 26
 
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3 - 20-06-2011
Testimonianze di rifugiati ivoriani da poco rientrati dalla Liberia
di Moustapha Diallo, in Costa d’Avorio
 
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Abbiamo visitato diversi villaggi dell’ovest della Costa d’Avorio. Mentre migliaia di persone sono ancora sfollate nella regione di Moyen Cavally, in particolare a Toulepleu, Blolequin e Guiglo, in attesa della ricostruzione delle loro case, distrutte durante i disordini post-elettorali, o del miglioramento della sicurezza, altri hanno invece fatto ritorno alle loro case. Durante i nostri viaggi abbiamo incontrato comunità che lottano per riprendersi dalle conseguenze delle violenze post-elettorali e abbiamo parlato con donne che cercano di ristabilire la loro esistenza e quella delle loro famiglie, cercando di ottenere il massimo dalle loro limitate risorse. Dietro il loro stoicismo, si celano delle sofferenze reali.
 
Marie-Pierrette, un’abitante del villaggio di Souapleu 1, nell’ovest della Costa d’Avorio
«Ho 25 anni. Sono sposata e sono madre di quattro figli. Siamo fuggiti dalla Liberia durante il conflitto e siamo tornati tre settimane fa. Al nostro ritorno abbiamo trovato la casa saccheggiata e le riserve di cibo rubate. La stagione delle piogge è cominciata e non è ancora il momento del raccolto. Per nutrire la mia famiglia, ogni giorno vado nella boscaglia per raccogliere delle noci di cola. A volte riesco a raccogliere da due a tre chili di noci, che vendo sul mercato a 0,2 € al chilo. Con il denaro ottenuto, compro un chilo di riso per fare il porridge e offrire ai miei figli almeno un pasto al giorno. Quando la raccolta delle noci non è fruttuosa, ci accontentiamo di frutti selvatici. Abbiamo bisogno di cibo ma anche di acqua potabile. I nostri bambini si ammalano spesso e l’ambulatorio del villaggio è stato saccheggiato».
 
Batoua Zogbeu, un abitante del villaggio di Dohouba, nell’ovest della Costa d’Avorio
«Sono padre di dieci fratelli e sorelle. Ho 60 anni e le forze cominciano a lasciarmi. Durante la crisi, siamo fuggiti verso la Liberia senza portare nulla con noi. Siamo partiti di primo mattino e abbiamo camminato due giorni nella foresta. Abbiamo dormito all’aperto, alla mercé dei rettili ed esposti alle intemperie. Siamo sollevati di rientrare e di vedere che il conflitto è in gran parte finito. Mangiamo un solo pasto al giorno grazie a mia moglie che raccoglie legna da ardere nella foresta, che rivende al mercato, in attesa del prossimo raccolto, fra tre mesi. Cerchiamo di ricostruire le nostre vite. Sarà difficile riuscirci, essendo poveri e senza assistenza».
 
 
Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/fr/nouvelles/nouvelles/africa/cote-divoire/temoignage-de-refugies-ivoriens-recemment-rentres-du-liberia/
 
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4 - Selezione di foto del CICR con didascalia in italiano
di Simon G.Chiossi
 
Su proposta di Simon G.Chiossi  proponiamo queste pagine di fotografie con la didascalia tradotta in italiano.  Si possono scaricare dal sito del CICR in alta definizione, in modo che se qualcuno volesse le potrebbe stampare in grande dimensione, aggiungendo luogo e situazioni in lingua italiana.
 
http://www.caffedunant.it/articoli/2011/467/slideshow2010.pdf
 
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5 - Riceviamo dalla CRI di Pavia
 
Spettabili Comitati Regionali, Cultori di Storia della Croce Rossa e redazione di Caffè Dunant,
 
Nel ringraziarVi per la preziosa opera di diffusione della notizia dell'evento di cui al seguente link
http://www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=604&Itemid=11
 
 le specifiche, sono a comunicarVi che sono ancora disponibili posti.
 
 Per coloro i quali intendano partecipare la scadenza delle iscrizioni è prorogata al 30 luglio p.v.
 
Vi chiedo quindi di voler diffondere il messaggio ai potenziali interessati.
Cordialmente,
 
Pierluigi Sfondrini
Vice Commissario Comitato Provinciale di Pavia
 
 
Referente per l'evento (3387256329)
 
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6 - Il  “Corteo di Luce” ha un’anima, un corpo e respira.
di M.Grazia Baccolo
 
Il 2011 ha provato che la Fiaccolata da Solferino a Castiglione, o meglio “il Corteo di Luce” come lo chiamò Cornelio Sommaruga, già Presidente del CICR,  vive di vita propria.
 
Quest’anno l’emozione di chi ha partecipato alla Fiaccolata è stata diversa, non dico più forte, ma sicuramente diversa. Chi c’era nelle vie, nelle piazze, nei parchi  di Solferino e Castiglione erano persone davvero molto motivate, persone  che hanno voluto essere presenti, hanno voluto testimoniare la valenza dei sette Principi Fondamentali e della loro messa in opera. Queste persone hanno voluto sottolineare come, anche in una società sopraffatta dall’interesse personale, dall’egoismo portato all’eccesso, il gesto umanitario sia carico di significato e sia sempre  importante. L’ azione che si rinnova ogni giorno, da milioni di persone, in ogni parte del mondo in mille contesti diversi, venne ispirata in questi luoghi.
 
Quest’anno la notizia certa che la manifestazione avrebbe avuto luogo è arrivata solo ai primi di giugno, e con essa c’erano delle informazioni che non sono piaciute agli abituali frequentatori, quelli che da ogni parte dell’Europa e non solo, si danno appuntamento a Castiglione, a Solferino in un sabato alla fine di Giugno.
L’informazione che ha avuto maggiore impatto è riguardo al fatto che non ci sarebbe stato il Campo attendato per ricevere i volontari che vengono da lontano, che fu attivato per la prima volta nel 1996.  Oltre alla mancanza delle varie iniziative abituali negli anni scorsi.
Le ragioni del ridimensionamento di questa edizione  sono comprensibili e condivisibili: una è la carenza di fondi e la seconda è la difficoltà a reperire personale tecnico specializzato già impiegato nelle varie operazioni CRI in essere presso i centri di accoglienza dei profughi di Lampedusa, Mineo in Sicilia e nelle varie regioni in Italia e all’estero in particolare  in Tunisia.
 
La manifestazione prevedeva quindi solo il Corteo da Solferino a Castiglione la sera di sabato 25 giugno e due iniziative: una a Solferino, un incontro per analizzare gli interventi della Croce Rossa Italiana a favore dei migranti, che è stato presentato da Floris, noto conduttore televisivo,  e una a Castiglione, la presentazione presso il Museo dei due allestimenti multimediali costituito dalle nuove audio guide in italiano ed in inglese realizzato con il contributo della Regione Lombardia e degli Amici dei Museo e dal rinnovo dell’allestimento della sala ‘Gulbibi” a cura di MineAction, organizzazione onlus che si occupa di sensibilizzare sui danni e sulle sofferenze prodotti dalle mine antipersona.
Ma, pur con formula ridotta, la manifestazione non riduce la sua potenzialità:  si svolge sui luoghi dove Henry Dunant concepì le idee che diedero vita alla oprima e più grande associazione umanitaria laica del mondo, concepì i “sacri principi” base per le Convenzioni di Ginevra, concepì quelli che poi diventarono i Principi Fondamentali della Croce Rossa, amati e rispettati in ogni parte del mondo. Questa è la ragione per cui è davvero difficile mancare l’appuntamento  di fine giugno. In migliaia, forse 3.000 e più, hanno risposto all’appello, oltre all'Italia da Germania, Austria, Spagna, Francia, Portogallo, USA, Croazia, Ugheria, Inghilterra, ed altre Nazioni ancora .....
 
Così, ad esempio,  hanno fatto 9 volontari CRI del Comitato di Scordia nella Provincia di Catania che già da 5 anni avrebbero voluto partecipare alla manifestazione ma per una ragione o per l’altra avevano sempre dovuto rinunciare. Quest’anno sarebbe stato l’anno buono per loro, per tutti e nove era la prima volta ed erano molto determinati ad esserci. Dopo la notizia che non ci sarebbe stato il Campo attendato ma solo il terreno per sistemare le tende private, hanno messo in pratica il “piano B”: sostituito il ‘volo-aereo’ con il ‘viaggio-pulmino’,  hanno caricato  le loro tende e sono partiti il venerdì alle 18 (dopo il lavoro) ed hanno viaggiato la notte risalendo tutta la penisola. Arrivati al mattino hanno  piantato le tende nel Campo Lidia allestito alla Ghisiola dal Comitato Locale CRI. Hanno poi  vissuto e partecipato alle attività del sabato 25 il cui culmine è stato il Corteo della Fiaccolata da Piazza Castello di Solferino al Duomo di Castiglione. Non so quante fotografie ha scattato Amelio, e quanti passi in più per cercare l’angolazione per la luce giusta….. Sono ripartiti la domenica mattina arrivando al loro paese la notte fra domenica e lunedì alle ore 3, stanchissimi nel fisico ma felici nell’anima per avere vissuto le emozioni che la Fiaccolata da ogni volta, ed ogni volta diverse.
 
Grazie alle persone di Solferino e di Castiglione delle Stiviere che  hanno aspettato fuori dalla porte delle abitazioni, nei giardini, nelle piazze, agli incroci delle strade per salutare il passaggio di questo splendido “Corteo di Luce” e per accogliere con simpatia  i volontari della Croce Rossa che vengono qui a ricaricare le batterie, a fare il pieno di energia per poter continuare nelle loro attività di aiuto ai vulnerabili nei loro comitati lontani anche migliaia di chilometri da qui.
 
Credo che anche se capitasse l’anno che neanche quel minimo che si è fatto quest’anno si potesse fare le persone con la Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel cuore verrebbero qui comunque, a prescindere….. Un semplice avviso su un Social Network, un tam tam fra sms, e-mail e le stesse migliaia di persone si daranno appuntamento qui nella piazza Castello di Solferino per andare a piedi davanti al Duomo di Castiglione….. “ caschi il mondo “.
 
La Fiaccolata ha un anima e un corpo e un cuore che batte … questo ora è sicuro! … ed è una fortissima emozione.
 
M.Grazia Baccolo
 
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