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n° 466 del 14 giugno 2011 Stampa E-mail
mercoledì 15 giugno 2011

14 giugno 2011

nr. 466
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it

 

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Contenuto:
 
1 - 08-06-2011 Comunicato stampa 11/129
Libia: liberare Ajdabiya dalle munizioni inesplose
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - PRESO, FINALMENTE
Articolo apparso sull'Economist del 27/05 - 03/06/2011
traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi
 
3 - 11/06/2011Comunicato stampa
Sudan: due soldati liberati sotto gli auspici del CICR
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
 
4 - 10/06/2011  Comunicato stampa 11/130
Siria: richiesta di accesso immediato alle aree colpite dalla violenza
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
 
5 - Massimo Barra ha ricordato il giovane volontario della CRI
15° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI MASSIMO GHIO - BRONI
di Marco Rezzani – Il Popolo – 12 giugno 2011
 
6 - I° CONGRESSO NAZIONALE
“LA SANITA’ MILITARE NELLA STORIA D’ITALIA”
Torino, 17 settembre 2011
 
MOSTRA
“MEDICINA E CHIRURGIA DI GUERRA NEL RISORGIMENTO”
Torino, 16 settembre 2011
Programma e schede iscrizioni
 
7 - La moda militare femminile in Francia tra il 1850 ed il 1870
- 2° incontro - 16 giugno 2011
Chiamamilano - l.go Corsia dei servi 11
MM San Babila - Milano @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
 
1 - 08-06-2011 Comunicato stampa 11/129
Libia: liberare Ajdabiya dalle munizioni inesplose
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Bengasi/Ginevra (CICR) – Insieme all’ONG Mines Advisory Group, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha lanciato oggi un’operazione di distruzione di centinaia di ordigni inesplosi ad Ajdabiya, nell’est della Libia. Gli specialisti del CICR hanno iniziato le attività di decontaminazione in questa città all’inizio di maggio, procedendo con la rimozione delle munizioni non esplose nelle case, nelle scuole e in altre strutture per trasferirle in un luogo sicuro e segnalando gli ordigni che non potevano essere spostati.
 
«È la prima volta che procediamo alla distruzione di ordigni inesplosi in Libia ed è la prima volta che lo facciamo mentre delle operazioni militari sono ancora in corso», ha dichiarato Evo Palm, uno specialista dello sminamento del CICR che partecipa all’operazione. «I rischi che queste munizioni fanno correre alla popolazione civile sono considerevoli e siamo dovuti intervenire più rapidamente. Continueremo con le operazioni di decontaminazione delle zone più pericolose, cioè Ajdabiya e Misurata. Siamo felici di vedere che ad Ajdabiya le famiglia hanno potuto fare ritorno alle loro case in tutta sicurezza dopo che la città si era praticamente svuotata».
 
Oltre alle attività di decontaminazione, il CICR conduce congiuntamente con i volontari della Mezzaluna Rossa Libica una campagna che mira a sensibilizzare le persone sfollate – in particolare i bambini – verso i pericoli mortali rappresentati dalle munizioni inesplose.
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/libya-news-2011-06-08?opendocument
 
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2 - PRESO, FINALMENTE
Articolo apparso sull'Economist del 27/05 - 03/06/2011
traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi
 
Dopo 16 anni di latitanza, il comandante serbo-bosniaco Ratko Mladic e' stato arrestato.
 
Nel 1992, all'inizio dell'assedio di Sarajevo, durato tre anni, sulle colline sopra la capitale bosniaca Ratko Mladic, il comandante militare in capo delle forze serbo-bosniache, fu udito ordinare ai suoi uomini di "dare fuoco" ai cittadini della citta' sottostante. La guerra in Bosnia fu brutale e crudele, e Mladic fu il piu' brutale e crudele dei suoi ideatori. Il 26 maggio scorso le autorita' serbe hanno dichiarato di aver arrestato Mladic.
 
Mladic fu incriminato dal tribunale delle Nazioni Unite per i crimini di guerra in ex-Yugoslavia nel 1995. I capi d'accusa includevano il genocidio, per via del suo presunto ruolo nella pianificazione dell'uccisione di 8.000 maschi bosniaco-musulmani (Bosniaks, in inglese, NdT), adulti e bambini, dopo la caduta di Srebrenica nel luglio 1995. Nel 2001 il generale Radoslav Krstic, secondo in comando a Mladic, fu giudicato colpevole di genocidio per il suo ruolo a Srebrenica.
 
Poco dopo l'incriminazione Mladic scomparve dalla circolazione. Ma solo in un certo senso. Fu visto partecipare a partite di calcio, e si sapeva dove abitasse a Belgrado. Dopo la caduta del leader serbo Slobodan Milosevic nel 2000, Mladic non fu piu' visto; ma era ancora protetto da una parte dei servizi di sicurezza e dell'esercito. Il nuovo esecutivo, sotto la guida di Zoran Djindjic, prese una decisione: era troppo pericoloso occuparsi di Mladic e dei suoi protettori. Nel 2003, tuttavia, Djindjic venne assassinato. Fu chiaro che l'uccisione era collegata a circoli di crimine organizzato, che molto probabilmente avevano legami con quella parte dei servizi di sicurezza che stavano proteggendo Mladic.
 
Nel 2008 un nuovo governo, guidato dal partito del presidente serbo Boris Tadic, arresto' Radovan Karadzic,  presidente dei serbo-bosniaci durante la guerra. Sembrava non vi fosse alcun ostacolo all'arresto di Mladic, ma a quel tempo le autorita' sembravano averne perso le tracce.
 
Il fallimento della Serbia nel catturare Mladic ha fortemente rallentato il processo di entrata del paese nell'Unione Europea (UE). In particolare i Paesi Bassi, le cui truppe erano a Srebrenica nel '95, ha lottato per far si' che l'ingresso della Serbia nella UE dipendesse dalla cattura di Mladic. Ora che e' stato preso, un enorme ostacolo e' stato rimosso e la Serbia potrebbe procedere in questa direzione.  I sondaggi dicono che la maggioranza dei serbi si oppongono all'estradizione a L'Aia, dove Milosevic mori' nel 2006, in prigione, ma molti sono anche scontenti del fatto che Mladic, e Karadzic prima di lui, abbiano rallentato la riabilitazione della Serbia.
 
I crimini di guerra, e l'affrontare il passato, sono temi ancora controversi in tutta la ex-Yugoslavia. La recente condanna, da parte del tribunale per i crimini di guerra, di due generali croati (Gotovina e Markac, NdT) ha causato parecchio livore in Croazia. Milorad Dodik, presidente della Repubblica Srpska, la parte della Bosnia controllata dalla Serbia, ha scatenato una crisi dichiarando che i Serbi venivano perseguiti piu' duramente dei Bosniaci musulmani. Resta da vedere che impatto avra' l'arresto di Mladic in Bosnia e Serbia. Una persona felice di cio' e ' Milica Delevic, che presiede l'integrazione europea della Serbia. L'arresto promuovera' la fiducia, dice la Delevic, e significa che "vedremo compiersi il processo." E cosi' sia.
 
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3 - 11/06/2011Comunicato stampa
Sudan: due soldati liberati sotto gli auspici del CICR
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Khartoum / Ginevra (CICR) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR​​) ha facilitato oggi ( sabato 11/6 n.d.t.)  la consegna di due membri delle forze armate sudanese alle autorità governa mentali  a El Fasher, capitale dello stato del Darfur settentrionale. I soldati, che erano stati detenuti  fino ad allora dal Movimento per la liberazione e la giustizia, sono stati rilasciati e e consegnati alle cure del personale del CICR vicino alla città di Kutum (Nord Darfur).

"Il CICR ​​ha facilitato il trasferimento su richiesta di entrambe le parti e nella sua qualità di intermediario neutrale", ha detto Angela Cotroneo, la collaboratrice del CICR che diretto l'operazione. "La nostra Istituzione ha assicurato  il trasporto e le altre forme di assistenza ai prigionieri liberati. Non ha partecipato ai negoziati che hanno portato alla consegna di prigionieri. "

In precedenza, il personale del CICR aveva incontrato privatamente con ciascuno dei soldati rilasciati per assicurare che fossero trasferiti volontariamente. I soldati hanno anche avuto l'opportunità di contattare i familiari per telefono o tramite messaggi di Croce Rossa, per far loro sapere che erano stati liberati e erano sani e salvi.

Il CICR ​​resta impegnato a sostenere future operazioni di questo genere, se le parti lo richiedono. L'organizzazione aiuta le vittime dei conflitti armati e altre situazioni di violenza in Darfur dal 2004

Originale in lingua francese al link:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/sudan-news-2011-06-11!OpenDocument
 
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4 - 10/06/2011  Comunicato stampa 11/130
Siria: richiesta di accesso immediato alle aree colpite dalla violenza
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), deplora vivamente i morti e i feriti causati dalle violenze in corso attualmente in Siria e richiede l'accesso immediato a tutte le persone colpite, comprese quelle arrestate o detenute .

"Nonostante le ripetute richieste alle delle autorità siriane, non abbiamo ottenuto un reale accesso alle persone vulnerabili. Siamo fortemente impegnati ad aiutare le persone vittime di violenza. Siamo determinati a visitare i detenuti ", ha detto il presidente del CICR Jakob Kellenberger. "Un aiuto umanitario vitale deve essere dato senza ritardi alle persone vulnerabili. "


Da molti rapporti la relazione è di centinaia di persone uccise o ferite, migliaia di persone detenute o arrestate, e altre migliaia impossibilitate ad uscire di casa a causa della violenza. "Siamo pronti a distribuire i nostri collaboratori nelle aree colpite per fornire protezione e assistenza a chi ne ha bisogno", ha detto Kellenberger. "Ribadiamo la nostra richiesta di potere avere accesso a tutti i detenuti per valutare le loro condizioni di detenzione e il trattamento a loro riservato, e di essere in grado di comunicare le nostre constatazioni in maniera confidenziale alle autorità interessate. Sono pronto ad andare personalmente in Siria per parlare con le autorità " ha aggiunto.

In collaborazione con la Mezzaluna Rossa Araba Siriana, il CICR ha condotto brevi visite a Daraa Homs e Tartous il mese scorso. "Siamo risoluti a sostenere gli sforzi della Mezzaluna Rossa Araba Siriana per salvare vite umane", ha detto Kellenberger. "Tuttavia, nell'ambito delle visite limitate, è stato  difficile avere un quadro chiaro della situazione sul terreno e l’ampiezza dei bisogni umanitari. "

In diverse occasioni, il CICR ha esortato le autorità e tutti coloro che sono coinvolti nella violenza di rispettare in ogni momento la vita e la dignità umana. Le forze di sicurezza devono applicate le norme internazionali che disciplinano l'uso della forza, nei loro sforzi per ristabilire l'ordine. Le persone arrestate e detenute devono essere trattate in conformità alla legge.

Originale francese al link:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/syria-news-2011-06-10!OpenDocument
 
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5 - A Broni Massimo Barra ha ricordato il giovane volontario della CRI
15° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI MASSIMO GHIO

di Marco Rezzani – Il Popolo – 12 giugno 2011
 
In tanti si sono dati appuntamento sabato 11 giugno a Broni nei locali di Villa Nuova Italia per partecipare all’evento in memoria di Massimo Ghio, organizzato dall’associazione che porta il suo nome a quindici anni dalla sua scomparsa. Autorità, sacerdoti, rappresentanti di associazioni, ma soprattutto amici che, nonostante il passare del tempo, non hanno dimenticato la figura del giovane volontario della Croce Rossa.
Tra il pubblico anche una delegazione di volontari del comitato della CRI di Stradella a cui Massimo apparteneva e Livio Chiotti, commissario regionale dei volontari del soccorso del Piemonte.
Ospite d’onore Massimo Barra, attuale Presidente della Commissione permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, esponente di primissimo piano del grande Movimento internazionale, in poche parole un autentico testimone dei nostri tempi.
Il fatto stesso che Barra sia arrivato a Broni sabato scorso ha del prodigioso: l’auto di Croce Rossa su cui viaggiava insieme all’autista è incorsa in un pauroso incidente nei pressi di Sasso Marconi, andando completamente distrutta. La Provvidenza ha voluto che entrambi uscissero illesi e che un “buon samaritano” trovatosi sul posto si offrisse di accompagnare Barra a Piacenza da dove è poi giunto puntualissimo a Broni.
Il Presidente, con l’inconfondibile capacità di appassionare il pubblico, si è raccontato in un’intervista fotografica al “nostro” Matteo Colombo che con maestria lo ha condotto a parlare della sua vita, del primo incontro, avvenuto nel maggio del 1955, con il mondo della Croce Rossa, del suo impegno nel campo delle tossicomanie, dei suoi viaggi, dei suoi incontri con le personalità più eminenti della Terra, del suo amore per l’uomo reso concreto grazie al suo amore per l’ideale di Croce Rossa. Ha infine parlato di Massimo Ghio e i suoi occhi si sono fatti ancora una volta lucidi. Ha ricordato la genialità di quell’uomo che in poco più di trent’anni ha speso per gli altri ben più di quanto ci si possa aspettare da esistenze più lunghe.
A Villa Nuova Italia sono così riecheggiate due voci: quella di Barra, ma anche quella di Ghio. Di Massimo sabato si percepiva infatti la presenza, irresistibile, fortissima. Nella straordinaria vicenda umana di Massimo Barra e poi nelle parole, nei commenti, nei volti commossi di persone che non vedevi da tempo, nell’atmosfera di serenità e di speranza che ancora una volta la sua straordinaria esperienza di vita aveva contribuito a ricreare.
 
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6 - I° CONGRESSO NAZIONALE
“LA SANITA’ MILITARE NELLA STORIA D’ITALIA”
Torino, 17 settembre 2011
Centro Incontri della Regione Piemonte
corso Stati Uniti 23 - TORINO
 
MOSTRA
“MEDICINA E CHIRURGIA DI GUERRA NEL RISORGIMENTO”
Torino, 16 settembre 2011
Palazzo degli Istituti Anatomici
corso Massimo d’Azeglio 52 - TORINO
 
http://www.caffedunant.it/articoli/2011/465/programma_sanita_mil.pdf
http://www.caffedunant.it/articoli/2011/465/Scheda_iscrizione_congresso.doc
 
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7 - La moda militare femminile in Francia tra il 1850 ed il 1870
2° incontro
in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
 
ascolteremo un nuovo appassionante racconto, supportato da immagini storiche,
raccolte dalla Dr.ssa Diana Nardacchione
 
16 giugno - ore 18.30
Chiamamilano - l.go Corsia dei servi 11
MM San Babila - Milano
 
Locandina al link: http://www.caffedunant.it/articoli/2011/466/2_INCONTRO_Chiamamilano_DIANA_16_GIUGNO_2011.pdf
 
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