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n° 197 del 10 Aprile 2004 Stampa E-mail
venerdì 09 aprile 2004
10 aprile 2004
nr. 197
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 935 indirizzi e-mail


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1-CICR Comunicato stampa n° 04/26 dell’8 aprile 2004
<Iraq: il CICR fa appello ai belligeranti per rispettare i civili, i malati e i feriti>
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

2-CICR Comunicato stampa n° 04/25 del 6 aprile 2004
<Nepal: 37 detenuti liberati >
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

3-CICR News n° 50 del 2 aprile 2004 (in breve)
« Haiti : incoraggiare il lavoro comunitario a Gonaïves »
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

4-Tratto dal Sito della Federazione Internazionale - 23 Marzo 2004
“Croce Rossa russa in prima linea contro la tubercolosi”
Articolo di Alice Kociejowski, Mosca
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

5-La Corte penale internazionale Problemi e Prospettive, a cura di Gaetano Carlizzi, Gabriele Della Morte, Siliana Laurenti e Antonio Marchesi, Vivarium, Storicità del Diritto, Napoli, 2003, pagg. 604, Euro 54,70
Prefazione di Flavia Lattanzi, Conclusioni di Giovanni Conso
di Isidoro Palumbo

1-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 04/26 dell’8 aprile 2004
<Iraq: il CICR fa appello ai belligeranti per rispettare i civili, i malati e i feriti>
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

Ginevra (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è estremamente allarmato per l’escalation della violenza su tutto il territorio iracheno e teme che la situazione umanitaria, già precaria, non si deteriori ulteriormente nel Paese.

Il CICR è particolarmente preoccupato per il numero crescente di vittime e le difficoltà riscontrate per fornire loro i servizi essenziali, soprattutto le cure mediche. Il CICR fa appello ai belligeranti a rispettare la popolazione civile, ad astenersi a far uso eccessivo della forza, a rispettare le installazioni mediche e a garantirne l’accesso in ogni momento, conformemente al diritto internazionale umanitario.

Ieri e oggi, il CICR ha consegnato del materiale medico e chirurgico alla città assediata di Fallujah e a Najaf, Nassiriyah e Bagdad, che ne avevano un bisogno urgente. Il CICR è pronto a fornire altri soccorsi.


 

2-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 04/25 del 6 aprile 2004
<Nepal: 37 detenuti liberati >
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

Ginevra (CICR) – Il 6 aprile, 33 membri della polizia nepalese, due soldati dell’esercito reale nepalese, il capo del distretto di Myagdi e un funzionario dell’amministrazione civile sono stati liberati dal Partito comunista nepalese (maoista) e consegnati al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR).

L’operazione si è svolta nel distretto di Rolpa (nel Nepal centro occidentale) in presenza del CICR e del Partito comunista nepalese.

Agendo nella sua qualità di intermediario neutro ed indipendente riconosciuto dalle due parti in conflitto, il CICR ha condotto l’operazione conformemente alle sue procedure abituali.

Una équipe di sei delegati, di cui un medico, si è intrattenuta senza testimoni con ciascuno dei 37 detenuti. Una volta liberati, questi ultimi sono stati condotti in elicottero a Katmandou dai delegati del CICR, che li hanno consegnati a dei rappresentanti del Ministero dell’Interno.

Il CICR è attivo presso le parti in conflitto in Nepal dal 1998 in quanto istituzione umanitaria imparziale, neutra e indipendente, il cui scopo è di proteggere la vita e la dignità delle vittime della guerra e della violenza interna. In ottobre 2001, una operazione similare aveva avuto luogo sotto gli auspici del CICR, che aveva allora consegnato 25 poliziotti alla polizia nepalese a Nepalgunj.

 

 

3-CICR News n° 50 del 2 aprile 2004 (in breve)
« Haiti : incoraggiare il lavoro comunitario a Gonaïves »
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Gli abitanti di Jubilée, uno dei quartieri più sfavoriti di Gonaïves hanno accettato, su invito del CICR ; di partecipare alla pulizia del canale principale di evacuazione delle acque usate e pluviali della città.

In effetti, prima della stagione delle pioggie, la popolazione di Gonaïves è sempre a confronto con un grande problema: il canale a cielo aperto che attraversa la città per 7 chilometri è ostruito da uno spesso strato di detriti. <Questa situazione costituisce un pericolo maggiore per la sanità pubblica, spiega Erich Baumann, ingegnere del CICR, specializzato in idraulica e bonifica. Se il canale non viene pulito il più velocemente possibile, rischia di debordare molto rapidamente con le prime pioggie e di riversare acque contaminate nel quartiere di Jubilée. Epidemie, di colera per esempio, non potranno essere evitate. In oltre, le inondazioni rischiano di contaminare la falda poco profonda di acqua potabile


Equipaggiati di stivali e di pale forniti dal CICR, gli abitanti del quartiere hanno già pulito 3,5 chilometri di canale. 350 metri cubi circa di materiale è già stato evacuato fuori città con l’aiuto dello “spingi-spingi” – carretti manovrati da cinque persone. Numerosi abitanti utilizzano in seguito il materiale in decomposizione asportato come fertilizzante per le colture.

 

 

 

4-Tratto dal Sito della Federazione Internazionale al link http://www.ifrc.org/docs/news/04/04032305/
“Croce Rossa russa in prima linea contro la tubercolosi” 23 Marzo 2004
Articolo di Alice Kociejowski, Mosca
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Al centro di detenzione di Seredka, ancora una volta, un carcerato sta aspettando con ansia di essere rilasciato. Igor (questo non è il suo vero nome), 40 anni, ex operaio, non vede l’ora di tornare a casa, al villaggio dov’è cresciuto e dove, sette anni fa, lasciò sua sorella.

 

Tuttavia, a questa riunione felice si frappone un ostacolo. Al centro di detenzione, a Igor è stata diagnosticata la tubercolosi (TB), e quando verrà rilasciato, porterà questa infezione con sé nella sua comunità.

 

È questo il motivo per cui è stato seguito da uno psicologo della Croce Rossa russa, che lo ha consigliato e incoraggiato su come continuare, una volta fuori, il trattamento iniziato in prigione; trattamento che proteggerà la sua famiglia da questa malattia potenzialmente mortale.

 

In Russia, la tubercolosi uccide più di 30000 persone l’anno. Si riscontrano tassi particolarmente elevati nelle prigioni superaffollate, dove la mancanza di fondi per trattamenti adeguati fa sì che più di uno su dieci detenuti ne sia affetto.

 

“La TB non conosce frontiere”, afferma Per Jensnaes, direttore della delegazione moscovita della Federazione Internazionale. “Ma noi neppure. Il nostro programma è operativo a tutti i livelli della società.”

 

La Croce Rossa russa, con il sostegno della Federazione Internazionale e con i finanziamenti dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ha allargato il suo programma per la lotta contro questa malattia fondamentalmente curabile.

 

Se verranno garantiti fondi a sufficienza, i programmi attualmente attivi nelle regioni di Pskov, di Belgorod e di Khakassia, continueranno per almeno altri sei mesi. Inoltre, i programmi per la TB nelle regioni del Tomsk, della Buryatia e del Kemerovo, a ovest della Siberia, sono al momento finanziati dalla Croce Rossa britannica.

 

L’implementazione del programma per la TB della Croce Rossa russa dipende prevalentemente dagli assistenti sanitari visitatori del luogo, che attuano il “Trattamento di breve durata sotto diretta sorveglianza” (DOTS), raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e concepito per assicurare l’adesione al trattamento.

 

Zlatko Kovac, responsabile del programma della Federazione per la TB, spiega che i trattamenti controllati sono di vitale importanza. “Il nostro programma ha lo scopo di incoraggiare il paziente a seguire fino in fondo il trattamento prescrittogli. Il più alto tasso di abbandono del piano di trattamento si riscontra tra i senzatetto, gli alcolisti e gli ex detenuti. Di conseguenza, questi gruppi di persone costituiscono il nostro obiettivo.”

 

Al fine di incoraggiare i pazienti ad assumere i farmaci vengono offerti incentivi extra. Infatti, gli assistenti sanitari della Croce Rossa distribuiscono assistenza anche sottoforma di pacchetti di cibo, di articoli d’igiene oppure di copertura del costo di trasporto al centro di trattamento.

 

Le statistiche del programma della Croce Rossa russa evidenziano un tasso di abbandono inferiore al due per cento tra i pazienti che ricevono questi “incentivi sociali”, mentre tra i pazienti che non ricevono nessun incentivo, il tasso sale a circa il 15%.

 

Inoltre, i consulenti legali, sociali e psicologici della Croce Rossa offrono ai pazienti consulenze gratuite su come reinserirsi nella comunità. Qualora un paziente non si presenti per il trattamento, gli assistenti sanitari visitatori cercano di rintracciarlo.

“Se un paziente tralascia una dose, aspettiamo 24 ore, e poi iniziamo a cercarlo, due volte al giorno, nella zona dove vive e dove passa gran parte del suo tempo. La maggior parte di questi pazienti non ha il telefono, per cui bisogna uscire per le strade e cercarli” osserva Vladlena Azimi, ufficiale sanitario della Croce Rossa. “I nostri assistenti sanitari sanno che, in linea generale, la TB è curabile, a patto che il paziente sia sottoposto al trattamento in modo corretto”.

 

Secondo le statistiche dell’OMS, in Russia si registrano 134 casi di TB su 100000 persone, a fronte di 12 casi su 100000 nel Regno Unito o a 58 casi su 100000 nello Sri Lanka. Ci sono elementi da cui emerge come le organizzazioni su base comunitaria, quale la Croce Rossa russa, possano avere un ruolo fondamentale nel dare una svolta a questa ondata di infezioni. Attualmente, si stima che la TB colpisca direttamente un terzo della popolazione mondiale e che causi la morte di due milioni di persone l’anno.

 

Per esempio, nel distretto di Selenginsky, nella repubblica della Buryatia, a ovest della Siberia, dove il programma della Croce Rossa russa è attivo da più di quattro anni, alla fine del 2003, è stata registrata una diminuzione significativa della incidenza della TB: si è passati da 213,7 a 167,5 casi su 100000 persone.

 

Il programma della Croce Rossa russa attuato nella regione di Pskov è riuscito a diminuire i tassi di interruzione della cura del 30% e ad aumentare il tasso di guarigione dal 65% al 73%.

 

Quando Igor verrà rilasciato, sarà trasferito al dispensario statale per la tubercolosi, e successivamente verrà seguito dal servizio offerto dagli assistenti sanitari visitatori della Croce Rossa russa. Tali assistenti eseguono la strategia del trattamento DOTS, concepita per assicurare l’adesione al trattamento, a cui Igor è già stato sottoposto in prigione.

 

La Croce Rossa ha anche strettamente collaborato con il ministero della Giustizia russa per tenere sotto controllo i livelli della TB nelle prigioni. In molte di esse, i detenuti affetti da TB vengono ora divisi non solo in base alla natura del reato commesso, ma anche in base al tipo di TB da cui sono affetti: TB ‘normale’ o TB multifarmaco resistente (MDR).

 

Ci sono, ora, otto laboratori con nuove attrezzature distribuiti in altrettante prigioni e centri statali per la TB, finanziati dal programma della Croce Rossa, con il sostegno di autorità carcerarie o di enti locali, che offrono al personale un ambiente di lavoro più salutare e più sicuro, e ai pazienti uno standard diagnostico migliore.

 

Aumentare la consapevolezza della popolazione generale in materia di tubercolosi, spiegando come si diffonde, come si evita il contagio e a chi rivolgersi per la diagnosi e il trattamento, è un’altra parte essenziale del programma della Croce Rossa, poiché molte persone ancora non si rendono completamente conto della gravità e della dimensione di tale malattia.

 

 

“E’ una lotta continua”, afferma Zlatko Kovac. “La Russia presenta i più alti tassi di tubercolosi nel mondo e la popolazione che ne è affetta è distribuita su 11 zone con diverso fuso orario, spesso in posti difficili da raggiungere. Grazie alla rete della Croce Rossa russa siamo in grado di raggiungere alcune di queste persone, ma quello che facciamo, in realtà, non è che una goccia nell’oceano”.

 

 

 

 

5-La Corte penale internazionale Problemi e Prospettive, a cura di Gaetano Carlizzi, Gabriele Della Morte, Siliana Laurenti e Antonio Marchesi, Vivarium, Storicità del Diritto, Napoli, 2003, pagg. 604, Euro 54,70

Prefazione di Flavia Lattanzi, Conclusioni di Giovanni Conso

di Isidoro Palumbo

 

 

Il 17 luglio 1998 i Plenipotenziari della Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite sull’istituzione di una Corte penale internazionale, apertasi a Roma il 15 giugno 1998, hanno adottato lo Statuto della Corte. Tale Statuto è stato aperto (in accordo al suo art. 125) alla firma da parte di tutti gli Stati a Roma nella sede del Quartier Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) lo stesso 17 luglio 1998.

Tale trattato è entrato in vigore, ai sensi dell’art. 126 dello Statuto, il 1° luglio 2002 ovvero “il primo giorno del mese successivo al sessantesimo giorno dopo la data di deposito del sessantesimo strumento di ratifica presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite”.

Il Governo italiano, tra i primi invero, ha presentato già dall’ottobre dello stesso anno un disegno di legge, di iniziativa del Ministro degli affari esteri, di concerto con altri ministri, per la ratifica ed esecuzione in Italia dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale con delega al Governo per l’attuazione dello Statuto stesso (Atto Senato 3594 – XIII legislatura).

Tale disegno di legge è stato diviso in due parti: una parte è stata convertita in legge di ratifica del Trattato istitutivo (L. 232 del 12.07.1999). (1)

L’altra parte è diventata, su volontà del Senato, un disegno di legge (n. 3594 bis) per la delega al Governo dei decreti legislativi contenenti le disposizioni necessarie per adattare l’ordinamento giuridico nazionale ai principi e alle norme dello Statuto della Corte Penale Internazionale. Questa era la situazione alla fine della XIII legislatura. (2)

Nella attuale legislatura, la XIVa, il disegno di legge è stato trasformato nel d.d.l. contrassegnato come Atto Senato 1638, presentato il 24 luglio 2002 e assegnato per l’esame alla Commissione Giustizia in sede referente il 4 dicembre 2002. L’esame del d.d.l. 1638 non è ancora iniziato al momento della stesura delle presenti riflessioni.

Riteniamo che il disegno di legge di iniziativa parlamentare presentato al Senato costituisca una occasione importante per affrontare, con il dovuto approfondimento e riflessione, i temi delicati dell’adattamento del nostro ordinamento costituzionale ai dettati dello Statuto di Roma con l’introduzione dei crimini ricompresi nella competenza della Corte penale internazionale (anche se rimane ancora senza contenuto il crimine di aggressione (demandato dall’art. 5 all’adozione di una disposizione precipua in base alla procedura prevista dagli artt. 121 e 123, in conformità alla Carta delle Nazioni Unite).

Il progetto di legge risulta contraddistinto dalla necessaria completezza e organicità e speriamo che conservi questi caratteri anche dopo i passaggi in aula. All’Assemblea ora spetta il compito più arduo: trasformarlo in legge della Repubblica in tempi brevi.

Per quanto concerne la responsabilità penale del Capo dello Stato italiano per i crimini di competenza della Corte necessita, come noto, una legge costituzionale. Non pare peregrino – se viene confermata la volontà espressa in questi giorni da esponenti della maggioranza parlamentare – inserire anche questo tema nella proposta di legge costituzionale in materia di immunità dai processi penali delle alte cariche dello Stato dopo la recente dichiarazione di illegittimità costituzionale in relazione agli artt. 3 e 24 della Costituzione della Legge 140 del 20 giugno 2003.

Una revisione della legislazione costituzionale in materia di immunità penale potrebbe costituire un’ottima occasione per rivedere l’intera materia e introdurre nell’ordinamento costituzionale i necessari “aggiornamenti” sulla base dei più recenti sviluppi del diritto internazionale e dei principi che la comunità degli Stati ha affermato nella sede più alta: Le Nazioni Unite. (3)

 

Dopo queste iniziali riflessioni, è doveroso parlare dell’opera collettiva che si presenta - costituita da una raccolta di scritti vertenti su diversi aspetti, unitamente a varie problematiche, dello Statuto di Roma – sottolineando che gli autori, sostenuti e solletitati sia nella prefazione che nelle conclusioni da eminenti esponenti italiani del diritto internazionale, riescono – anche nell’approccio multilinguistico – a illustrare con dovizia e sicurezza i maggiori aspetti dello “strumento di diffusione delle idee di pace e di convivenza civile, … strumento di educazione dei popoli a queste idee, …strumento di condanna degli Stati che non fanno il loro dovere nel prevenire e reprimere crimini che ledono le basi stesse dell’esistenza dell’umanità, … strumento di isolamento di chi crede di poter governare grazie alla repressione dei diritti fondamentali”. (4)

Dalla lettura del volume in parola, affidato a giovani studiosi del diritto internazionale, non si può non concordare sul risultato positivo della scelta fatta da parte della Fondazione Internazionale Lelio Basso e dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: questo lavoro, questa opera dà un contributo sensibile e, appunto, “giovane” alla riflessione che la dottrina e la comunità degli esperti e dei cultori, siano essi civili o militari, sta svolgendo, in Italia e in ogni parte del mondo, sul processo avviato quel lontano 17 luglio 1998 e che ha affidato alla comunità internazionale e all’opinioni pubblica mondiale uno “strumento di diffusione delle idee di pace e di convivenza civile”, al di là di ogni distinzione di razza, religione, etnia, opinioni politiche e quant’altro: l’uomo e la donna in sé è il suo destinatario e di essi vuole essere “strumento”.

 

 

 

Note

 

(1) si veda il molto approfondito articolo di Bianchi, A., Costituzione di un Tribunale Internazionale peri crimini di guerra contro il diritto umanitario: riflessi e condizionamenti sulla normativa giuridica nazionale e sui regolamenti del Ministero della Difesa riguardanti le attività delle Forze Armate nella condotta della difesa nazionale e delle operazioni di supporto della pace,in Rassegna della Giustizia Militare, bimestrale di Diritto penale militare – Volume n 3 – maggio – agosto 1998, Roma;

 

(2) si riportano i d.d.l. di cui trattasi per un completo esame: - Disegno di legge n. 1638, Norme per l’adattamento dell’ordinamento interno allo Statuto della Corte penale internazionale, Senato della Repubblica, XIV legislatura, comunicato il 24.07.2002; - Disegno di legge n. 3594, Ratifica ed esecuzione dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, con Atto finale ed allegati, adottato dalla Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite a Roma il 17 luglio 1998. Delega al Governo per l'attuazione dello Statuto medesimo, Senato della Repubblica, XIII legislatura, comunicato il 23.10.1998; convertito in L. 232 del 12.07.1999; - Disegno di legge n. 3594-bis, Ratifica ed esecuzione dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, con Atto finale ed allegati, adottato dalla Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite a Roma il 17 luglio 1998. Delega al Governo per l'attuazione dello Statuto medesimo, Senato della Repubblica, XIII legislatura, comunicato il 23.10.1998; con l’occasione si ringrazia per il valido supporto “tecnologico” la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, che gestisce una aggiornatissima “Situazione provvedimenti governativi”, elaborato a cura del Capo Dipartimento Prof. Alfredo Siniscalchi (www.governo.it);

 

(3) si veda Palumbo, I. Appunti e lezioni di diritto internazionale dei conflitti armati e delle operazioni di pace, Roma, 2004, pag. 400 e ss.;

 

(4) si veda la sentita Prefazione al volume a firma di F. Lattanzi;

 
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