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n° 452 del 15 febbraio 2011 Stampa E-mail
martedì 15 febbraio 2011

14 febbraio 2011

nr. 452
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Ho Ricevuto da Silvia Elzi questa notizia e sono felice di poterla pubblicare proprio oggi, giorno di S.Valentino. Nulla di commerciale, non ci sono fiori, cenette romantiche e nemmeno gioielli regalati. Solo la possibilità per una persona di vivere il futuro con gioia vicino alla persona del cuore che però comporta anche la tristezza di  dover lasciare di là dal confine altre persone che sono comunque dentro il suo cuore.  E' una storia commovente.
M.Grazia Baccolo


Scrive Silvia: < Mio marito ha avito la possibilita', tramite il CICR, di entrare nella buffer zone, per fotografare il matrimonio e le abbiamo pubblicato le foto sul nostro sito, ti mando il mlink:

http://www.almusawara.com/gallery/1625/1626 (galleria fotografica relativa al matrimonio a Golan organizzato con l'intervento del comitato internazionale).

Questo matrimonio, tra cittadini siriani e cittadini dei territori occupati, sono molto rari, il precedente risale al 2007 (di cui si riporta l’articolo del CICR tradotto in italiano).
La storia di Samar e Nabih, la coppia che si e' sposata a gennaio di quest'anno, e' molto toccante: dopo tre anni di fidanzamento in cui non si sono potuti vedere (pur abitando a pochi  km di distanza ma con la frontiera in mezzo) hanno visto cancellare il loro matrimonio, programmato per il 27 dicembre 2010, senza saperne la ragione, poi finalmente il 5 gennaio la sposa ha avuto il permesso di entrare e il matrimonio e' stato celebrato.
Il matrimonio e' stato anche l'occasione per gli invitati di incontrare, per il tempo della cerimonia, parenti e amici che non vedevano da anni, per questo nelle foto si vedono abbracci molto calorosi, come quello di due sorelle, una delle due cieca, che hanno atteso questo momento per 40 anni.
Le lacrime, la commozione generale e il bacio alla bandiera sono motivati dal fatto che Samar, la sposa, ha finalmente potuto coronare il suo amore, ma andando ad abitare al di là della frontiera non sa nè se nè quando potrà  rivedere la sua famiglia di origine in Siria.>
 
Territori occupati di Golan : la gioia di un matrimonio offuscata dalla tristezza
Testo originale anno 2007 lingua inglese http://www.icrc.org/eng/resources/documents/feature/golan-stories-160307.htm
traduzione non ufficiale di Silvia Elzi
 

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Territori occupati di Golan : la gioia di un matrimonio offuscata dalla tristezza
Testo originale anno 2007 lingua inglese http://www.icrc.org/eng/resources/documents/feature/golan-stories-160307.htm
traduzione non ufficiale di Silvia Elzi

ICRC - 16.03.2007

I matrimoni sono sempre eventi emozionanti – in particolar modo quando la sposa non sa se rivedra' mai la sua famiglia. Nel territorio occupato di Golan, Il CICR – in qualita' di intermediario neutrale – per decine di anni ha aiutato coppie a sposarsi attraverso la frontiera

 

"Se ci sarà pace, rivedrò I miei genitori; altrimenti no" ha detto Arwad Abu Sheheen. La mattina del 12 marzo ha portato emozioni forti ma contrastanti per la venticinquenne del villaggio di Buqa’ta nel Golan occupato. è' difficile lasciare la stanza in cui sono cresciuta, il mio villaggio, la mia famiglia, I miei amici."

C'è la gioia di sposare Muhannad Harb, un uomo che ha incontrato tre anni fa. Ma allo stesso tempo sta lasciando la sua famiglia e I suoi amici nei territori occupati per andare a vivere a Qraya, una città in Siria, circa 100 km a sud est di Damasco. Non sa quando potrà rivederli

Poco prima di mezzogiorno le due famiglie si sono raccolte nella zona cuscinetto tra I due posti di controllo alla frontiera di Kuneitra – l'unico posto dove si possono incontrare faccia a faccia.

Dopo aver aspettato due ore, Arwad bacia i suoi genitori e la famiglia per l'ultima volta, saluta con la mano i suoi amici che sono dall'altra parte del checkpoint israeliano e cammina con il suo nuovo marito e la sua famiglia in direzione del lato della Siria.

 Il CICR, in qualita' di intermediario neutral nelle delegazioni di Damasco e Tel Aviv e anche un ufficio nel Golan occupato, ha aiutato a far diventare realta' il matrimonio. Non solo si e' occupato dei documenti richiesti dai due governi ma ha anche organizzato l'autorizzazione per ognuno degli invitati a entrare nella zona cuscinetto per la cerimonia. La procedura ha richiesto vari mesi.

 

Separati dal 1967

Per i membri delle due famiglie, l'incontro nella buffer zone non riguarda solo il matrimonio di Arwad e Muhannad; e' anche una rara opportunita' di incontrare altri membri della famiglia e parenti stretti che sono stati separati dal cessate il fuoco del ‘67. La cognata di Arwad, Suha Abu Shaheen, ha lasciato la sua famiglia in Siria due anni fa, per sposare il fratello di Arwad e vivere con lui nel Golan. Da allora, questa e' stata la sua prima opportunita' di rivedere la sua famiglia.

Inizialmente solo 20 membri per ogni famiglia avevano il permesso di entrare. C'erano lacrime e frustrazioni, e quelli a cui il permesso era stato rifiutato si agitavano e urlavano attraverso la recinzione metallica e il filo spinato per attirare l'attenzione della famiglia dall'altra parte. In fine le autorita' hanno consentito l'accesso a circa 60 persone da ogni lato, e i fortunati si sono precipitai al centro della zona cuscinetto per godersi ogni singolo minuto con la famiglia che non vedevano da anni.

 

Il CICR ha aiutato ad organizzare matrimoni come questo per gli scorsi 20 anni. Nel 2006 ce ne sono stati 3, tutti coinvolgevano donne provenienti dalla Siria che volevano sposare uomini di Golan. Il CICR facilita anche l'attraversamento degli studenti di Golan che studiano in Siria. La mattina del matrimonio di Arwad, 40 studenti sono ritornati dalle loro famiglie nel Golan alla fine del semestre.

 Visite familiari sospese

In passato, un programma del CICR permetteva ai membri delle famiglie di incontrarsi una volta l'anno in siria per due settimane. Questo programma e' stato improvvisamente sospeso nel 1992 ma il CICR lo vuole riproporre.

"Per noi e' una priorita" ha detto Mohammed Safadi, il delegato del CICR nel Golan "le comunià locali lo vedono come il problema principale. Se riprendiamo il programma delle visite I matrimoni saranno eventi puramente felici"

"La mia bambina sta andando via, perche' non mi e' permesso di rivederla?" chiede il padre di Arwad, Yehya Abu Shaheen "Se aprissero la frontiera la potrei vedere ogni settimana"

Suo fratello Tharwat aggiunge: "Se, Dio non  voglia, accadesse qualcosa a suo padre o sua madre, non la lascerebbero tornare indietro, e' crudele."

 
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