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n° 450 del 6 febbraio 2011 Stampa E-mail
lunedì 07 febbraio 2011

6 febbraio 2011

nr. 450
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Caffe Dunant - 450 numero
 

Nota
“Essiamo” arrivati al nr. 450 tondo  (i numeri sarebbero anche di più se contassimo  quelli  speciali delle Conferenze e altri argomenti specifici, ma va bene così, tanto non cambia nulla)  in quasi 13 anni di attività. Dopo avere fatto un veloce concorso di idee fra i collaboratori/traduttori,  sono  state elaborate due  immagini, di Luigi Micco (che trovate al link (http://www.caffedunant.it/articoli/2011/450/ 450_luigi.jpg) e Maria Grazia Ianniello (che pubblicheremo successivamente). Lo scopo è solo quello di  “segnare il passo”, per dare impulso alla campagna “ leggi  il Caffè  e fai il pieno d’energia ”  o qualcosa del genere  ;-) autorizzando chiunque a diffondere.
 
Ora c’è un argomento molto serio. Simon G.Chiossi ci ha proposto la traduzione di un articolo comparso il 14 gennaio u.s. sull’Economist , è un pezzo tosto sulla pratica dello stupro in guerra. Abbiamo deciso di pubblicarlo perché è giusto che le cose si sappiano anche nei dettagli, anche nella loro crudezza. Lo stupro viene abitualmente praticato, anche come arma di guerra, da persone contro persone ma in particolar modo su donne e bambini  perché più deboli fisicamente. E’ dalla parte  di chi è più vulnerabile che dobbiamo stare.
 
Buona lettura a tutti.
Maria Grazia Baccolo e Valter Riva in rappresentanza di tutta la redazione del Caffè.
 
 
Contenuto:
 
 
1 - 02.01.2011 Intervista   Dal Sito CICR Ginevra
Egitto: il sostegno ai servizi sanitari e l'accesso ai detenuti sono le priorità del CICR
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello
 
2 - 31-01-2011 Comunicato stampa 11/21
Tunisia: il CICR riprende le visite ai detenuti
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
3 - 29-01-2011 Comunicato stampa 11/18
Egitto: il CICR chiede il rispetto della vita e della dignità umana
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
4 - 27-01-2011 Intervista
Colombia: il CICR fornisce la logistica per il rilascio di cinque persone
Traduzione non ufficiale di Elena Delise
 
5 - 01-02-2011 Comunicato stampa 11/20
Iran - Iraq: il CICR contribuisce al rimpatrio delle spoglie di 38 soldati iracheni.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
6 - Riceviamo da Isidoro Palumbo  - Riaperto il bando di iscrizione
Università degli studi di Bologna, Polo di Forlì,  Scienze Politiche
Diritto internazionale dei conflitti armati e operazioni di pace fuori area
L’inizio del corso è posticipato al 26 marzo 2011
 
7 - Tribune de Genève  27 gennaio 2011  pag. 27 – Cultura -
“Il Museo della Croce Rossa si rifà …. “una bellezza”   da giugno”
di Etienne Dumont
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
 
8 - Tratto dall'Economist del 15/01/2011
Le vittime ignorate della guerra
Lo stupro e' disgustosamente diffuso nei conflitti del mondo intero
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

***scarica il numero in formato .pdf***

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1 - 02.01.2011 Intervista   Dal Sito CICR Ginevra
Egitto: il sostegno ai servizi sanitari e l'accesso ai detenuti sono le priorità del CICR
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

In questa settimana di proteste che stanno scuotendo l'Egitto, il CICR sta lavorando insieme alla Società della Mezzaluna Rossa Egiziana per avere un quadro più chiaro della situazione umanitaria e dei conseguenti bisogni. Eric Marclay, responsabile ad interim della delegazione del CICR, spiega.
 
Cosa ci può riferire in merito all'attuale situazione in Egitto, e quali sono i principali problemi?
 
Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi al Cairo e in altre grandi città, soprattutto in termini di conseguenze umanitarie. Siamo in stretto contatto con il nostro partner, la Mezzaluna Rossa Egiziana. Stiamo anche condividendo le informazioni con altre organizzazioni umanitarie per assicurare che i bisogni sul campo siano soddisfatti e per poter coordinare ogni possibile azione.
Deploriamo la perdita di vite umane e i feriti che si sono già verificati e che continuano a verificarsi. Poiché si prevedono manifestazioni ancora più grandi, siamo preoccupati che ci possano essere ancora più vittime. Nonostante il coprifuoco imposto, non c'è stata tregua nelle proteste. Nei quartieri residenziali, le persone si stanno organizzando per proteggere le loro proprietà dai saccheggiatori.
Sia le autorità che i manifestanti hanno l'obbligo di rispettare la vita e la dignità umana in ogni tempo. E' importante ribadire questo principio basilare di umanità.

Il CICR sta programmando le visite alle persone arrestate durante i recenti scontri?

Rapporti informano che centinaia di persone sono state arrestate dall’inizio delle dimostrazioni e ciò costituisce un'altra fonte di preoccupazione. Finora, i numeri esatti restano non confermati. Abbiamo offerto i nostri servizi alle autorità egiziane per effettuare visite ai detenuti, anche per le persone arrestate in relazione con gli eventi attuali, per valutare le loro condizioni di detenzione e il loro trattamento. Stiamo già visitando i detenuti in altri paesi in tutto il mondo e nella regione, in particolare in Tunisia. Le nostre conclusioni e le osservazioni sono condivise esclusivamente con le autorità interessate.


Quali sono i bisogni più urgenti che richiedono un intervento immediato?
 
Sono stati segnalati casi di feriti che non sono stati in grado di arrivare subito in un ospedale. Sono stati improvvisati posti di primo soccorso nei quartieri.
In base ad un principio fondamentale di umanità i malati e i feriti - come il personale medico, i veicoli e le strutture - devono essere risparmiati agli effetti dei disordini. Deve essere fatto tutto il possibile per assicurare che un’adeguata assistenza medica sia fornita tempestivamente a tutti coloro che la richiedono.
Con la Mezzaluna Rossa Egiziana ci siamo accordati su come poter meglio rispondere alle esigenze, soprattutto in termini di primo soccorso e servizi di emergenza medica. Siamo pronti ad assistere la Mezzaluna Rossa Egiziana. Abbiamo anche informato il Ministero della sanità egiziano che siamo pronti a fornire assistenza medica e competenze.


Quali attività il CICR e la Società della Mezzaluna Rossa Egiziana stanno svolgendo nel paese?
 
La nostra priorità ora è quella di ottenere un quadro più chiaro di ciò che è necessario in termini di servizi medici e le visite ai detenuti. Stiamo, inoltre, intensificando i nostri sforzi per aiutare le persone in Egitto, in particolare i rifugiati e i migranti dal Corno d'Africa, a tenersi in contatto con i parenti all'estero.

Un team di specialisti è appena giunto nel paese per sostenere il nostro personale già sul campo. Questo porterà il numero del nostro staff nel paese a 46, tra cui sette stranieri. Essi si trovano ad affrontare sfide importanti, i disordini in corso rendono difficile muoversi al Cairo, dove ha sede la delegazione del CICR. Soprattutto, l'interruzione di alcuni mezzi di comunicazione contribuisce alle difficoltà.

La delegazione del CICR a Il Cairo è servita anche come centro regionale per promuovere l'attuazione nazionale del Diritto Internazionale Umanitario e la sua integrazione nella formazione militare e nei curricula accademici in Egitto e altrove nel mondo Arabo.

Infine, il CICR, in collaborazione con la Federazione Internazionale delle Società di  Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, fornisce sostegno alla Mezzaluna Rossa Egiziana e ha contribuito a stabilire un piano di emergenza in caso di emergenza alla frontiera con la Striscia di Gaza.


Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/interview/2011/egypt-interview-2011-02-01.htm
 
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2 - 31-01-2011 Comunicato stampa 11/21
Tunisia: il CICR riprende le visite ai detenuti
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
 
Tunisi/Ginevra (CICR) – Dopo quindici giorni di colloqui con le autorità, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha ripreso le visite nei luoghi di detenzione in Tunisia, al fine di valutare il trattamento e le condizioni di vita dei detenuti.
 
 
Il 31 gennaio, i delegati del CICR hanno così potuto intrattenersi in privato con dei detenuti in due prigioni che sono state recentemente il teatro di scontri, l’una a Tunisi e l’altra a Bizerte, nonché in un centro di fermo cautelare di Tunisi.
 
Gli eventi che hanno scosso la Tunisia da 17 dicembre 2010 hanno causato numerosi morti e feriti negli edifici penitenziari del paese. «Non è stato facile riprendere queste visite nel contesto attuale», spiega Jean-Michel Monod, capo della delegazione del CICR a Tunisi. «Ciò che conta ora è estendere l’accesso alle altre prigioni e poter visitare tutte le persone arrestate durante i recenti avvenimenti che si trovano ancora detenute».
 
Dal mese di aprile 2005, il CICR visita detenuti nelle prigioni che dipendono dal Ministero della Giustizia, nonché persone detenute nei luoghi di fermo cautelare sotto la responsabilità del Ministero dell’Interno e che sono stati oggetto di una segnalazione al CICR. In base all’accordo firmato con le autorità tunisine, e conformemente alle sue normali modalità di lavoro, il CICR deve poter effettuare delle visite in modo regolare e ripetuto, intrattenersi in privato con i detenuti di sua scelta e avere accesso a tutte le persone private della libertà in ogni luogo di detenzione del paese.
 
Nel 2010, il CICR ha effettuato 48 visite in 31 luoghi di detenzione in cui si trovano circa 27.000 detenuti, di cui più di 670 detenuti di sicurezza. Durante queste visite, i delegati del CICR si sono trattenuti individualmente con circa 600 detenuti.

http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/tunisia-news-2011-01-31?opendocument
 
 
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3 - 29-01-2011 Comunicato stampa 11/18
Egitto: il CICR chiede il rispetto della vita e della dignità umana
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Ginevra (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che segue da vicino gli eventi di cui Il Cairo e altre grandi città egiziane sono il teatro questi ultimi giorni, deplora la perdita di vite umane e le ferite causate dalla crescita della violenza. Il CICR teme che la continuazione delle violenze causi nuove vittime.
 
 
«Il CICR chiede alle autorità, ai manifestanti e a tutte le persone coinvolte di rispettare in ogni tempo la vita e la dignità umana», dichiara Beatrice Megevand-Roggo, capo delle operazioni del CICR per il Medio Oriente. «I feriti, il personale, i veicoli e gli edifici sanitari devono essere rispettati da tutti. Le forze di sicurezza devono applicare le norme internazionali che regolano l’utilizzo della forza nelle azioni volte a ristabilire l’ordine e la legge. Le persone arrestate e detenute devono essere trattate conformemente al diritto».
 
«Seguiamo la situazione sul campo e siamo pronti a fornire un sostegno ai servizi sanitari nazionali nei loro sforzi per aiutare le persone ferite negli scontri», ha aggiunto.
 
Il CICR è un’istituzione neutra e indipendente; conduce delle operazioni in tutto il mondo. Risponde ai bisogni delle persone colpite dai conflitti armati e da altre situazioni di violenza.
 
Il CICR è presente in Egitto dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, con qualche interruzione. Fra le altre attività, sostiene la Società della Mezzaluna Rossa Egiziana, che ha aiutato a stabilire un piano in vista di eventuali situazioni d’urgenza alla frontiera con la Striscia di Gaza. Il CICR, inoltre, aiuta delle persone in Egitto, in particolare i rifugiati del Corno d’Africa, a mantenere i contatti con i membri delle loro famiglie che vivono o che sono detenuti all’estero.
 
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/egypt-news-2011-01-29?opendocument
 
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4 - 27-01-2011 Intervista
Colombia: il CICR fornisce la logistica per il rilascio di cinque persone
Traduzione non ufficiale di Elena Delise
 
Agendo nella sua qualità di intermediario neutrale, il CICR in Colombia sta facilitando il rilascio di tre membri delle forze di sicurezza nazionale e di due civili. Il rilascio è stato annunciato nel dicembre del 2010 dalle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito Popolare (FARC-EP). Christophe Beney, capo della delegazione del CICR in Colombia spiega il ruolo del CICR.
 
Il CICR sta prendendo parte ad un'altra operazione di rilascio di persone private della loro libertà. Qual'è il ruolo che ricopre?
 
In questo caso, come in tutte le operazioni nelle quali il CICR ha preso parte in passato, esso agisce come intermediario neutrale. Il CICR contribuisce a creare le condizioni di sicurezza necessarie per le operazioni umanitarie e per coordinare gli aspetti logistici.
 
Chi ha deciso che il CICR avrebbe preso parte all'operazione?
 
Come in operazioni simili, che in passato hanno portato alla liberazione di centinaia di detenuti delle parti del conflitto armato, il Governo Colombiano, le FARC-EC e altri gruppi armati hanno approvato la partecipazione del CICR. Il ruolo di intermediario neutrale del CICR è chiaramente accettato da tutte le parti del conflitto.
 
Questa è la terza operazione nella quale il Brasile ha fornito il suo supporto logistico. Quanto è importante questo fatto?
 
Da quando nel 2009 abbiamo svolto la prima operazione umanitaria congiunta, il governo brasiliano si è dimostrato un alleato sicuro e affidabile, fatto che è stato riconosciuto sia dal governo colombiano che dalle FARC-EP. Il 7 gennaio, il CICR e le autorità brasiliane, hanno firmato un memorandum d'intesa per la fornitura di elicotteri ed equipaggi per le attuali operazioni. Tutti gli aspetti logistici sono stati pianificati e siamo pronti a intervenire rapidamente non appena il mediatore, Piedad Córdoba riceverà tutte le informazioni riguardanti la consegna degli ostaggi.
 
Una volta che tutti gli accordi sono stati firmati, quale sarà il passo successivo?
 
I protocolli di sicurezza che stiamo preparando con il Ministero della Difesa e il memorandum d'intesa concluso con il governo brasiliano, sono i requisiti indispensabili per completare gli aspetti logistici e stabilire le regole di base dell'operazione. Non appena sapremo esattamente dove la consegna avrà luogo, informeremo il Ministero della Difesa, in modo tale che sospenda le operazioni militari nell'area per 36 ore. L'operazione di rilascio sarà quindi avviata, con l'aiuto di due elicotteri messi a disposizione dal governo brasiliano. Gli elicotteri avranno l'emblema protettivo della Croce Rossa, per dimostrare la natura umanitaria dell'operazione.
 
Qual'è la differenza tra questa operazione e le precedenti ?

I preparativi per questa operazione sono stati particolarmente semplici. Il primo segnale positivo è stata la pronta risposta del governo all'annuncio fatto nel dicembre 2010 dalle FARC-EP.

Per la prima volta il CICR fornisce un supporto psicologico alle famiglie di coloro che saranno rilasciati. In che cosa consiste e perché è così importante?
 
Ci siamo accorti che durante tali operazioni umanitarie tutta l'attenzione è focalizzata sulle persone che saranno rilasciate, ma niente è stato fatto in anticipo per i familiari, i quali si trovano in uno stato di forte emozione. Al fine di prepararli all'impatto emotivo dell'incontro con i loro cari, noi gli forniamo il servizio di uno psicologo del CICR. Questo contatto continuo con un membro del CICR li aiuterà anche ad essere aggiornati e a ricevere informazioni adeguate sui dettagli e il progresso dell'operazione. Inoltre dopo il rilascio forniremo anche servizi psicologici agli ex prigionieri e alle loro famiglie.

Continuerà il CICR a prendere parte in tali operazioni?

Il CICR è pronto ad agire come intermediario neutrale ogni volta che è necessario. Il suo scopo principale è quello di fornire senza ostacoli la sua azione intermediaria e neutrale per le vittime dei conflitti armati. Attualmente è impegnato in più di 20 regioni affette da conflitti nel paese, e il suo staff mantiene una presenza costante nel territorio, rimanendo in contato con le forze di sicurezza nazionali e con i gruppi armati, con lo scopo di promuovere il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e invitando le parti ad adempiere al loro obbligo di rispetto nei confronti della popolazione civile.
 
Tratto dal testo originale:
Colombia: ICRC provides logistics for release of five people
27-01-2011 Interview
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/interview/2011/colombia-interview-2011-01-26.htm
 
 
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5 - 01-02-2011 Comunicato stampa 11/20
Iran - Iraq: il CICR contribuisce al rimpatrio delle spoglie di 38 soldati iracheni.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Ginevra/Teheran/Bagdad (CICR) – Le spoglie di 38 soldati iracheni uccisi durante la guerra che ha opposto l’Iran e l’Iraq dal 1980 al 1988 sono state rimpatriate oggi attraverso il posto di frontiera di Shalamjah, vicino a Basra, sotto gli auspici del Comitato Internazionale della Croce Rossa.
 
 
Il numero delle persone i cui resti sono stati rimpatriati fra l’Iran e l’Iraq con l’aiuto del CICR sale così a 290 dal 2008. Ma circa 60.000 membri delle forze armate dei due paesi, di cui diverse centinaia sono stati prigionieri di guerra, sono ancora dispersi.
 
Le spoglie sono state consegnate dal comitato delle forze armate iraniane incaricato della ricerca dei soldati dispersi al Ministero iracheno dei Diritti dell’Uomo, in presenza di rappresentanti del Ministero iraniano degli Affari Esteri. Dei delegati del CICR erano presenti da una parte e dall’altra della frontiera al momento del trasferimento.
 
«Non sapere cosa è successo alle persone disperse è insopportabile per le famiglie», ha dichiarato Rania Machlab, delegata del CICR a Teheran, che era presente al momento del trasferimento. «Il CICR è determinato a mettere in atto tutto il possibile per alleviare le loro sofferenze».
 
Durante una riunione ad alto livello che si è tenuta a Teheran sotto gli auspici del CICR all’inizio di gennaio, i rappresentanti dell’Iran e dell’Iraq si erano impegnati ad accelerare le attività congiunte di ricerca delle persone disperse in relazione alla guerra Iran - Iraq (1980-1988). Essi continuano, in seno alla Commissione tripartita, creata nel quadro del memorandum d’accordo firmato nel 2008 da Iran, Iraq e CICR, a lavorare con impegno per rendere conto delle persone scomparse in relazione alla guerra e riconoscono pienamente lo statuto del CICR quale intermediario neutro.
 
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/iran-irak-news-2011-02-01?opendocument
 
 
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6 - Riceviamo da Isidoro Palumbo  - Riaperto i termini del bando di iscrizione
Università degli studi di Bologna, Polo di Forlì,  Scienze Politiche
 
Diritto internazionale dei conflitti armati e operazioni di pace fuori area
 
Il corso è rivolto a coloro in possesso di diploma di scuola media superiore intenzionati a svolgere attività sul campo in strutture militari e civili di aiuto umanitario e di mantenimento della pace di carattere governativo, intergovernativo e non governativo.
IV° edizione
Si avvisano tutti i partecipanti al Corso in Diritto Internazionale dei conflitti armati e operazioni di pace fuori area che il numero minimo di iscritti è stato superato, pertanto il corso è attivato.
L’inizio del corso è posticipato al 26 marzo 2011 per sopraggiunti impegni del prof. Balboni.
Come previsto dalla delibera del Consiglio di Facoltà del 24/11/2010, è possibile riaprire il bando favorendo ulteriori iscrizioni dal 1 febbraio al 7 marzo 2011 – SENZA possibilita’ di rimborso in caso di rinuncia - seguendo le modalità indicate nel bando.
 
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La Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" attiva un corso in Diritto Internazionale dei conflitti armati e operazioni di pace fuori area..
 
Il corso è rivolto a coloro in possesso di diploma di scuola media superiore intenzionati a svolgere attività sul campo in strutture militari e civili di aiuto umanitario e di mantenimento della pace di carattere governativo, intergovernativo e non governativo. Per i corsisti non in possesso del diploma di laurea, il corso avrà valore di aggiornamento professionale.
 
 Il Corso si propone la formazione, in termini pratico-operativi, di personale (civile e militare) sulla gestione di situazioni di crisi internazionali quali, in linea di principio, le situazioni di peace-keeping, peace-enforcement, peace-building, l’intervento e/o l’assistenza umanitaria. Il problema del ricorso alla forza domina da sempre lo sviluppo dei rapporti internazionali. Il diritto internazionale, tuttavia, ha elaborato nel corso del tempo un sistema normativo complesso che ha lo scopo di regolare lo svolgimento dei conflitti al fine, in particolare, di attenuarne le conseguenze nei confronti degli stessi belligeranti e della popolazione civile e la cui violazione, sempre di più, accende la responsabilità penale dei singoli di fronte alla Comunità internazionale in quanto tale. Il quadro descritto pone in luce lo stretto intrecciarsi fra il diritto dei conflitti armati e le modalità di gestione dei conflitti. Tale complesso normativo (c.d. jus in bello) assieme alla giustizia penale internazionale costituisce l’oggetto principale del corso.
 
La presenza nella aree di conflitto di molti nostri ex laureati quali operatori al servizio di istituzioni internazionali, così come la presenza di contingenti delle nostre forze armate in aree di crisi, sono la testimonianza di quanto importante sia assicurare una formazione il più possibile completa su questioni quali la nozione giuridica del conflitto, il modo in cui deve essere gestito e condotto un conflitto al fine di favorire lo svolgimento dell’opera umanitaria, la disciplina giuridica internazionale dei crimini di guerra e contro l’umanità, il ruolo della giustizia penale internazionale.
 
Alla fine del corso verrà consegnato un attestato di partecipazione. Il superamento del test finale dà diritto all’acquisizione di 3 CFU, certificati nell’attestato.
 
Link
http://www.spfo.unibo.it/Scienze+Politiche+Forli/Didattica/Altre+attivita+formative/formazione/corsoformazione.htm
 
Ettore Calzolari comunica:
 
Bando con dettaglio degli argomenti trattati nelle lezioni  25 ore di lezione: http://www.spfo.unibo.it/NR/rdonlyres/0C407FB4-CD97-41B1-93BB-AE8EA54A8FB9/205370/Bando201011new.pdf
 
Scheda iscrizione al link: http://www.spfo.unibo.it/NR/rdonlyres/0C407FB4-CD97-41B1-93BB-AE8EA54A8FB9/201171/schedadiiscrizioneDICA.pdf
 
Per informazioni sul corso rivolgersi alla dott.ssa Cristina Contartese: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
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7 - Tribune de Genève  27 gennaio 2011  pag. 27 – Cultura -
“Il Museo della Croce Rossa si rifà …. “una bellezza”   da giugno”
di Etienne Dumont
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
 
L’Istituzione chiuderà per importanti lavori di rinnovamento. Riapertura prevista nell’autunno del 2012.
In occasione degli auguri di  Natale, gli amici del Museo della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa hanno ricevuto un biglietto (completamente colorato di rosso con al centro le scritte “fermé geschlossen closed”  ndt)  Conteneva anche la comunicazione riguardo alla chiusura dell’istituzione alla fine di giugno. Non in maniera definitiva, certamente!  Gli ci vuole del tempo per rifare quello che poi qui si chiamerà “una bellezza”.
< Dopo 22 anni di attività, bisogna ripensarne la formula, spiega Roger Mayou, che dirige il Museo dal 1999. Il mondo è cambiato. Le attività umanitarie sono evolute. La loro presentazione non può restare identica.>   (…)

Nuova sala d’esposizione
Prima di approcciare il futuro, un po’ di passato.
“Laurent Marti,  già delegato del CICR, pensò che sarebbe stato necessario un luogo per raccontare la storia del Movimento” il CICR ha donato il terreno, o piuttosto un diritto di superficie di secondo grado. Il suolo resta in effetti della Città  di Ginevra. “L’idea era quella di riferirsi alla Storia dell’Umanitario e non a quella del Comitato Internazionale della Croce Rossa”  Bisognava dare una forma al palazzo. L’architetto Pierre Zoelly, oggi defunto, ne è stato incaricato. Il Prof. Zoelly  insegnava all’università di Zurigo.  “All’ inizio, l’istituzione non possedeva alcun oggetto di proprietà, ricorda Roger Mayou. I doni, acquisti e depositi sono arrivati inseguito.”  C’è stato bisogno di  creare relazioni di partenariato. Il museo collabora oggi con le società nazionali “che forniscono gli elementi contemporanei per le collezioni di domani!”  Basti dire che i fondi di deposito sono in aumento.   L’impulso per il rinnovamento è iniziato cinque  anni fa. <Abbiamo studiato  un programma strategico, come si dice ora, per gli anni 2008 e 2009.>  Dopo aver ricevuto il via libera, la riflessione si è focalizzata sull’esposizione  permanente“ che ne costituisce la parte più importante”.
Ciò vuol dire che molte cose saranno cambiate. I servizi collaterali, come la sala conferenze, gli uffici e il ristorante, saranno spostati in un “centro dei visitatori”  che è da costruire. “Dentro quest’ultimo si troverà una nuova sala per le esposizioni temporanee di 500 metri quadrati”

Tre assi principali
Era necessario trovare un nuovo senso al museo permanente.  Il percorso era, fino ad ora,  cronologico.  Diventerà tematico. Con tre grandi assi: difendere la dignità umana, ricostruire la famiglia, rifiutare la fatalità. “In questo ultimo caso penso alla prevenzione delle catastrofi, precisamente legata all’acqua” .
 
La scenografia verrà affidata a tre personalità differenti, di tre continenti. Dopo avere effettuato un concorso su invito, è il brasiliano Gringo Cardia che si incaricherà della dignità. Francis Kéré. originario del Burkina Faso, tratterà il ricongiungimento familiare. Il giapponese Shigeru Ban, (…)  tratterà la fatalità. “ I lavori  verranno coordinati da Atelier Oï, che ha concepito un piano di distribuzione dei metri quadrati da assegnare a ciascuno.  Tutto ciò costerà caro. Tredici milioni di franchi svizzeri, considerando anche la quota parte che verrà impegnata per il “visitor’s center” che sarà uno spazio comune con il CICR. “ Ci siamo voluti dotare di strutture importanti …..  E’ denaro che bisogna trovare”.  Per il momento, il Museo ha 10 milioni in tasca, “ma noi troveremo il resto”.
Quando queste trasformazioni, che comprenderanno una ristrutturazione in legno dell’architettura attuale  (che le malelingue comparavano a un bunker), saranno fruibili dal pubblico? “difficile rispondere a questa domanda prima dell’inizio dei lavori. Vi diamo appuntamento nell’autunno 2012”.


 
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8 - Tratto dall'Economist del 15/01/2011
 
Le vittime ignorate della guerra
 
Lo stupro e' disgustosamente diffuso nei conflitti del mondo intero
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi
 
Goma (Congo), 13 gennaio 2011
Poco dopo la nascita del sesto figlio, Mathilde si recò con il neonato nei campi per il raccolto. Vide due uomini avvicinarsi, le parve che indossassero un'uniforme del FDLR, una milizia del Rwanda. Mentre si allontanava si imbattè in un altro uomo che la percosse con un bastone di ferro. Cadde a terra col neonato, e non si mosse. Pensando di averla probabilmente uccisa, l'uomo se ne andò. Sopraggiunsero gli altri due, la violentarono e la abbandonarono lì credendola morta.

L'originale del testo inglese al link http://www.economist.com/node/17900482?story_id=17900482

Leggi tutto al link
 
http://www.caffedunant.it/articoli/2011/449/stupro.pdf

http://www.caffedunant.it/articoli/2011/449/stupro.doc
 
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< Prec.   Pros. >

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