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n° 449 del 29 gennaio 2011 Stampa E-mail
venerdì 04 febbraio 2011

29 gennaio 2011

nr. 449
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:
 
1 - 28-01-2011   Comunicato stampa  11/07
Ciad. Il CICR da assistenza al ritorno di 369 detenuti alle loro case.
Traduzione non ufficiale del M.Grazia Baccolo
 
2 - 18-01-2011 Comunicato stampa
Ciad: il CICR organizza un seminario sulla salute, l’acqua e l’habitat nei luoghi di detenzione
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
3 - 25-01-2011 da www.icrc.org
Sudan: il CICR organizza il trasferimento di 31 soldati liberati
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
 
4 - 18-01-2011 Intervista
Tunisia: incertezza anche sul piano umanitario
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
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1 - 28-01-2011   Comunicato stampa  11/07
Ciad. Il CICR da assistenza al ritorno di 369 detenuti alle loro case.
Traduzione non ufficiale del M.Grazia Baccolo
 
N’Djamena/Ginevra  (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha dato assistitenza oggi a N’Djamena alla liberazione di 369 detenuti effettuata dalla gendarmeria nazionale ciadiana.
<Per motivi puramente umanitari, a seguito della domanda del governo ciadiano, abbiamo accettato di facilitare il ritorno dei detenuti alle loro case. In maggioranza, queste persone erano state arrestate a seguito di combattimenti fra le forze ciadiane e differenti gruppi armati, fatti accaduti  a N’Djamena nel febbraio 2008 e a Am Dam, nell’est del paese, in maggio 2009>, spiega Judith Greenwood, capo della delegazione CICR.

Nella sua qualità di intermediario neutro, il CICR non partecipa alle negoziazioni sulla liberazione dei detenuti. A seguito della domanda delle parti, può, però, contribuire a favorire la comunicazione fra queste e aiutarle ad organizzare il trasferimento delle persone liberate.

In questo caso, i collaboratori del CICR presenti in occasione della liberazione hanno messo a disposizione dei mezzi di trasporto, per i detenuti anziani affinchè potessero rientrare nel loro villaggio e sono stati donati degli abiti.
Dal 2008,  per assicurare che le loro condizioni di detenzione fossero conformi alle regole del diritto internazionale umanitario applicabile alle situazioni di conflitto armato non internazionale, il CICR visitava regolarmente questi detenuti ed era in contatto con le autorità detentrici.

Il CICR è presente in Ciad dal 1978. Le sue attività sono essenzialmente di protezione e di assistenza alle vittime dei conflitti armati e di altre situazioni di violenza. Viene mantenuta una presenza regolare nelle strutture penitenziarie. Nel 2010, il CICR ha effettuato 63 visite nel corso delle quali i delegati hanno potuto seguire individualmente 485 detenuti in 20 luoghi di detenzione.
 
Testo originale francese al link:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/chad-news-2011-01-28!OpenDocument
 
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2 - 18-01-2011 Comunicato stampa
Ciad: il CICR organizza un seminario sulla salute, l’acqua e l’habitat nei luoghi di detenzione
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
N’Djamena (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha organizzato il 18 gennaio 2011, a N’Djamena, un seminario intitolato «Salute, acqua e habitat nei luoghi di detenzione». Questo incontro aveva come obiettivo promuovere lo scambio di esperienze e di buone pratiche fra i partecipanti in ambiente carcerario.
 
Fra gli invitati figuravano degli alti rappresentanti dei Ministeri della Giustizia e della Sanità, i responsabili dei principali stabilimenti carcerari del paese, il direttore della sanità alla Direzione Generale della Gendarmeria Nazionale e il direttore del lavoro.
 
Il CICR era rappresentato da Judith Greenwood, capo della delegazione in Ciad, che ha sottolineato che il dialogo fra i partecipanti e il CICR era aperto e costruttivo. «Abbiamo potuto organizzare questo seminario grazie all’eccellente comunicazione che esiste tra le autorità ciadiane e il CICR».
 
Hanno preso parte al seminario anche degli specialisti del CICR nel settore dell’acqua, dell’habitat, della depurazione e della salute in ambiente carcerario.
 
Organizzazione neutra, imparziale e indipendente, il CICR è l’istituzione umanitaria di riferimento in materia di detenzione nella Repubblica del Ciad. Mantiene una presenza regolare negli edifici penitenziari, visita i detenuti e lavora a migliorare le loro condizioni di vita.
 
Il CICR è presente in Ciad dal 1978. Le attività che conduce nel paese, e attualmente gestisce attraverso la sua delegazione di N’Djamena e la sottodelegazione di Abéché, sono relative essenzialmente alla protezione e all’assistenza alle vittime di conflitti armati e di altre situazioni di violenza.
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/chad-news-2011-01-18?opendocument
 
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3 - Dal sito www.icrc.org
25-01-2011
Sudan: il CICR organizza il trasferimento di 31 soldati liberati
traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
 
Khartoum/Ginevra (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha facilitato oggi il trasferimento di 31 membri delle forze armate sudanesi alle autorità governamentali a El Fasher, capitale dello Stato del Darfur del Nord.  I soldati detenuti finora dal Movimento per la giustizia e la legalità (JEM) sono stati liberati e affidati alle cure del personale del CICR.
<Il CICR è stato utilizzato come intermediario neutro fra il governo Sudanese e il Movimento per la giustizia e la legalità (JEM) nella consegna odierna (25.01.11 ndt) dei detenuti> ha dichiarato Susana Lopez, collaboratrice del CICR che ha diretto l’operazione del trasferimento.  <Il CICR ha agito su una base strettamente umanitaria e su richiesta delle due parti. La nostra organizzazione ha assicurato il trasporto e ogni altra forma di assistenza ai detenuti liberati. Tuttavia, non ha preso parte alle negoziazioni che hanno condotto alla liberazione dei detenuti>.

Prima del trasferimento, collaborator del CICR si sono intrattenuti senza testimoni con ciascuno dei soldati liberati per assicurarsi che fossero trasferiti con il loro assenso. Membri del personale sanitario del CICR era pronto, all’occorrenza,  a prestarle prime cure.
Il CICR resta impegnato a sostenere future operazioni di questo genere, se le parti lo richiedano.
Il CICR ha dato il suo concorso a una operazione simile nel Darfur all’inizio dell’anno in occasione della consegna alle autorità governative di due military sudanesi liberati da una fazione dell’opposizione, L’Esercito di liberazione del Sudan – Abdul Wahid
Nel 2010, il CICR ha facilitato il trasferimento di 123 detenuti liberati nella regione del Darfur in Sudan,  erano “prede di guerra”  del conflitto armato del 2003.
 
Testo originale Francese al link: http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/sudan-news-2011-01-25!OpenDocument
 
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4 - 18-01-2011 Intervista
Tunisia: incertezza anche sul piano umanitario
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Sebbene sia stato nominato un governo di transizione, la situazione della sicurezza e umanitaria resta incerta in Tunisia. Boris Michel, capo delle operazioni del CICR nell’Africa del Nord e dell’Ovest, si dice preoccupato per le violenze e parla dei bisogni umanitari, in particolare delle persone detenute.
 
Che impressione ha della situazione in Tunisia?
 
Anche se abbiamo visto la situazione degenerare da un mese a questa parte, è necessario riconoscere che gli ultimi eventi ci hanno in parte sorpreso. Il rovesciamento dell’ex presidente ha lasciato lo spazio a una situazione di violenze importanti, che ci preoccupano. Nel contesto di scarsa chiarezza che regna attualmente, è importante vedere se le forse di sicurezza prenderanno la situazione in mano. Devono essere prese tutte le precauzioni possibili in merito al ristabilimento dell’ordine pubblico al fine di evitare l’uso eccessivo della forza. L’ampiezza dei bisogni umanitari resta ancora da stabilire.
 
Quali sono le priorità del CICR in questo contesto problematico?
 
Siamo preoccupati per gli arresti legati agli eventi che scuotono il paese dal 17 dicembre. La priorità è avere accesso alle numerose persone arrestate dalle forze di sicurezza, in particolare in questi ultimi giorni, al fine di verificare il loro trattamento e di trasmettere delle notizie alle loro famiglie, conformemente all’accordo firmato con le autorità tunisine del 2005.
 
L’altra priorità è avere accesso ai luoghi di detenzione dove hanno avuto luogo le sommosse di questo weekend. In particolare, siamo stati informati che decine di detenuti sono deceduti in una prigione a Monastir ed è urgente poter rispondere agli eventuali bisogni umanitari. In un altro edificio, numerosi detenuti sono fuggiti e la situazione è confusa; è importante valutarvi le condizioni di detenzione. In questa prospettiva, sono in corso dei contatti con il Ministero della Giustizia e l’amministrazione penitenziaria.
 
Stiamo anche per contattare i membri del nuovo governo per assicurarci che l’esercito e la polizia facciano un uso proporzionato della forza e rispettino le regole applicabili in questo genere di situazioni. In attesa della nomina degli interlocutori, questo processo prenderà ancora qualche giorno. Queste nuove autorità saranno fortemente sollecitate, ma è importante fare il meglio possibile al più presto.
 
Come coordinerete la vostra azione con la Mezzaluna Rossa Tunisina?
 
Poiché è ausiliaria dei poteri pubblici nel settore umanitario e poiché è presente un po’ dappertutto nel paese, la Mezzaluna Rossa Tunisina ha un ruolo importante da giocare. Il CICR desidera sostenere i suoi sforzi. Al momento, la Mezzaluna Rossa ha potuto raccogliere del sangue per approvvigionare i differenti ospedali del paese. Potrebbe anche intervenire per l’evacuazione dei feriti e l’assistenza alle strutture ospedaliere. Siamo in contatto quotidiano per coordinare la nostra azione.
 
Quali sono state le principale attività del CICR in Tunisia ?
 
Dal 2005, i nostri delegati visitano dei luoghi di detenzione al fine di migliorare le condizioni di detenzione, in particolare per contribuire a risolvere i problemi di sovrappopolamento delle carceri. La nostra delegazione a Tunisi ha anche un ruolo regionale: visitiamo dei detenuti in Mauritania e copriamo la Libia, il Marocco, nonché le conseguenze umanitarie del conflitto del Sahara Occidentale. Si tratta di una ampia copertura geografica ma con strumenti molto ridotti.
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/tunisia-interview-2011-01-18?opendocument
 
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