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n° 448 del 18 gennaio 2011 Stampa E-mail
martedì 18 gennaio 2011

18 gennaio 2011

nr. 448
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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 http://www.caffedunant.it

Contenuto:
1 - 12-01-2011
Kirghizistan: aiutare le persone ad affrontare l’inverno
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - 04/01/2011 Comunicato Stampa 01/11
Sudan: l’assistenza di emergenza per gli sfollati a causa degli scontri nel Nord Darfur.
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - 03-01-2011  
Sudan: un passo verso la dignità
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - Dal Sito www.cri.it
Ufficializzazione progetto "Raid Cross"

5 -  NOTIZIE BREVI
Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
 
Acqua potabile per il Kirghizistan
Somalia: situazione critica
Primo soccorso a tempo di rock
Doppia catastrofe in Indonesia
Giornata mondiale dell’AIDS: ridurre i danni
 
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

6 - La Corte di Giustizia interviene in tema di qualifica di rifugiato
Corte di Giustizia UE , sez. grande, sentenza 09.11.2010
Comunicato da M.Grazia Ianniello

** scarica il caffè in formato .pdf **

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1 - 12-01-2011
Kirghizistan: aiutare le persone ad affrontare l’inverno

Prima che la prima neve della stagione cada su Och e nei suoi dintorni, il CICR ha parzialmente terminato la costruzione di 363 case che sono state bruciate o danneggiate durante gli eventi di giugno 2010. Tremila persone hanno ora un tetto sopra la testa e due o tre camere, in funzione della dimensione dalla famiglia; esse potranno passare il periodo più freddo dell’anno in condizioni decenti

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Poiché i lavori di costruzione non sono cominciati prima di settembre, era molto difficile terminarli prima dell’inizio dell’inverno. «All’inizio, la gente non credeva che le loro case potessero essere ricostruite in così poco tempo», ha dichiarato Francesca Coloni, ingegnere civile del CICR a Och. «Ma da quando la costruzione è iniziata sul serio, tutti – giovani e anziani – hanno dato una mano. È stato impressionante».

Circa 2000 operai giornalieri, la maggior parte della quale proveniva da zone colpite, hanno partecipato a questo sforzo. Il salario che hanno ricevuto ha contribuito a coprire i bisogni elementari e quelli delle loro famiglie.

Il CICR ha donato grandi quantità di materiali da costruzione necessari alla ricostruzione parziale di 363 case a Furkat e a Cheremushki, nella regione di Och. Ha anche donato dei kit per la costruzione di tetti per 130 case a Pamirskaya e Tashlak e per 250 case a Bazar Korgon, nella provincia di Jalalabad. Inoltre, attraverso il programma del CICR «denaro contro lavoro», i calcinacci, le ceneri e le macerie delle case distrutte e bruciate sono stati rimossi nei distretti colpiti dagli eventi di giugno.

Questo progetto di costruzione di ripari è stato realizzato in coordinamento con la Direzione Nazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, con le autorità della città e della provincia di Och e con altre organizzazioni umanitarie. È stato condotto in parallelo con un programma di ricostruzione dell’HCR.

Il CICR ha anche distribuito diversi materiali, in particolare delle coperte, degli articoli per l’igiene, delle confezioni per i neonati e dei materassi, nonché del denaro per comprare calzature alle persone sprovviste.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/kyrgyzstan-feature-2011-01-12?opendocument

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2 - 04/01/2011 Comunicato Stampa 01/11
Sudan: l’assistenza di emergenza per gli sfollati a causa degli scontri nel Nord Darfur.

Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Ginevra/Khartoum (CICR) - Quasi 7.800 persone colpite dai recenti conflitti e tensioni intorno Shangyl Tobay, nel Darfur settentrionale, hanno ricevuto negli ultimi tre giorni l'assistenza di emergenza del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

"La maggior parte di queste persone sono fuggite dalle proprie case in cerca di sicurezza, portando con sé solo le cose essenziali", ha dichiarato Anne-Marie Altherr, responsabile della sub-delegazione del CICR di Alfashir. “Hanno dormito all'aperto, senza riparo alcuno, senza biancheria, con temperature sotto i 10 gradi Celsius durante la notte”. La maggior parte sono donne e bambini, di cui molti hanno meno di cinque anni."

Le persone sono state costrette a fuggire dalle città di Shangyl Tobay e New Shangyl Tobay a seguito degli scontri tra le Forze armate sudanesi e vari gruppi di opposizione armata nella zona. Hanno trovato rifugio in tre campi per sfollati e vicino alla base militare della Missione dell’ Unione Africana e delle Nazioni Unite in Darfur (UNAMID).

Tra il 2 e il 4 gennaio, il CICR ha fornito loro teli di plastica, coperte, materassini, lenzuola, vestiti, utensili da cucina e oggetti per l'igiene. Ha inoltre fornito pale e, con l'aiuto dei membri della comunità, ha iniziato a costruire16 latrine provvisorie per migliorare le condizioni igieniche.

Il CICR sta monitorando attentamente la situazione ed è pronta a rispondere a qualsiasi necessità di aiuti umanitari.

Il CICR assiste le vittime dei conflitti armati in Darfur dal 2004. In collaborazione con la Società di Mezzaluna Rossa Sudanese e le Autorità locali e le comunità, offre emergenza e assistenza a lungo termine per le persone sfollate a causa del conflitto, supporta le locali strutture sanitarie e promuove il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Aleksandra Matijevic Mosimann, CICR Khartoum, tel: +249183476 464 o +249 912 170 567
Adil Sharif, CICR Khartoum (arabo), tel: +249183476 464 o +249 912 161 493
Steven Anderson, CICR Ginevra, tel: + 41227302011 o + 41795369250

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2011/sudan-news-2011-01-04.htm

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3 - 03-01-2011  
Sudan: un passo verso la dignità

Il Darfur, una regione del Sudan in preda a un conflitto armato dal 2004, è un territorio vasto quasi come la Spagna. È dotato però di un solo centro di riabilitazione fisica, che si prende cura delle persone che hanno bisogno di ausili per camminare. Hanin Dabbagh, un’interprete del CICR a Nyala, condivide le sue impressioni dopo una recente visita nel centro sostenuto dal CICR.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Wazir, un piccolo uomo di una quarantina di anni, stava scrivendo, seduto tutto solo in un angolo. Non ho resistito alla tentazione di avvicinarmi per vedere cosa stava scrivendo. Aveva messo una piccola bottiglia di inchiostro in una scarpa vicino a lui e faceva degli esercizi di calligrafia su una tavoletta di legno che appoggiava sulle ginocchia.

Wazir ha sofferto di lebbra per molti anni. Sebbene le sue mani, logorate dalla malattia, siano ridotte a dei moncherini fin da quando era giovane, si è sempre rifiutato di abbandonare la calligrafia, il suo passatempo preferito.

Una nuova gamba che non rischia di essere toccata dalla malattia

Per colmo di sfortuna, Wazir ha perso la gamba destra in un incidente d’auto due anni fa. «È stato molto duro perdere l’uso delle mani e poi della gamba», mi ha confidato. E ha aggiunto, non senza una punta d’ironia: «Ma sono felice oggi, perché presto avrò una gamba artificiale che non rischia di essere attaccata dalla lebbra!».

Wazir è arrivato da El Geneina (Darfur Ovest) per seguire un programma di riabilitazione fisica al centro ortopedico di Nyala, che è sostenuto dal CICR. Quando l’ho incontrato attendeva di essere dotato di una protesi. Nel corso del programma, il CICR gli ha offerto i pasti e un letto nel dormitorio adiacente al centro. Sarebbe stato più difficile per Wazir inscriversi a questo programma se avesse dovuto preoccuparsi di trovarsi un tetto e del cibo.

Trattare tutte le malattie senza distinzione

Il centro presta assistenza alle persone che soffrono di una disabilità agli arti superiori o inferiori, sia a causa di una malformazione congenita, in seguito a un incidente o perché sono state vittime di un conflitto armato. Il CICR copre anche le spese di trasporto dei pazienti del centro che arrivano da tutto il Darfur: le donne e i bambini possono viaggiare a bordo di un aereo del CICR e gli uomini su strada.

Wazir è uno dei circa 300 pazienti che sono stati presi in carico dal centro ortopedico di Nyala da gennaio 2010. La loro storia personale parla di una grande tristezza, di sacrificio e di coraggio. Mohamad è nato senza gambe. È arrivato al centro all’età di 23 anni. Poco dopo, camminava per la prima volta della sua vita, grazie a delle protesi. Rashida è stata amputata di una gamba, al di sopra del ginocchio, in seguito a una ferita da proiettile che aveva presentato delle complicazioni. Poteva camminare con delle stampelle, ma non aveva mai le mani libere e non poteva portare i suoi figli. Da quando ha una protesi, non ha più bisogno di stampelle e può anche camminare con suo figlio fra le braccia.

Riuscire a camminare senza aiuto - «un momento indimenticabile!»

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Darfur conta circa 28.000 persone disabili, di cui 5.000 nella sola città di Nyala. Il centro sostenuto dal CICR è l’unico centro di protesi ortopediche e di riabilitazione fisica della regione. Il personale è consapevole che non può prestare assistenza a tutte le persone necessitano di protesi e di una riabilitazione fisica. Sono comunque molto felici di vedere i pazienti che escono dal centro camminando senza alcun aiuto.

«Vedere una luce di speranza negli occhi di un paziente che cammina di nuovo è una soddisfazione che vale tutti gli sforzi del mondo», spiega Imad Aldibee, un orto protesista del CICR a Nyala. «È difficile da spiegare. È un momento semplicemente indimenticabile»

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/sudan-feature-2010-12-28?opendocument

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4 - Dal Sito www.cri.it
Ufficializzazione progetto "Raid Cross"

L'ufficio Diffusione del Diritto Internazionale Umanitario, a partire dal 2011 ha inserito nelle nuove strategie per la diffusione del DIU tra i giovani indicativamente tra i 12 e i 18 anni il gioco del Raid Cross.
Il progetto sviluppato dalla Croce Rossa Francese e Belga è stato importato in Italia dal Gruppo Giovani della CRI di Bolzano che hanno sviluppato il progetto facendolo così arrivare a livelli nazionali.
Visto il grandissimo successo degli eventi realizzati fino ad ora, con le nuove indicazioni per l'organizzazione dell'attività di Raid Cross, si vuole concretizzare ancor più tale attività, nel rispetto della sua formulazione originale, soffermandosi sui seguenti aspetti:
 
FINALITA': sensibilizzazione del DIU tra i giovani esterni all'associazione
TARGET: giovani tra i 12 e i 18 anni
PERONALE DA IMPIEGARE: apposito staff
FORMAZIONE DEL PERSONALE: svolgimento di un training
MODALITA' ORGANIZZATIVE:specifico iter

Leggi la circolare dell'Ufficio Diffusione D.I.U. (402.14 KB)

http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6215

e questo è il sito web del Raid Cross  http://www.raidcross.it/

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5-  NOTIZIE BREVI dalla Rivista del Movimento Internazionale della Croce e Mezzaluna Rossa

Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
 
Acqua potabile per il Kirghizistan
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Circa 7000 abitanti del villaggio di Monok e circa 10000 persone che vivono a Kumarjan Dakta, un quartiere della città di Och, hanno ormai un accesso più agevole all’acqua potabile. «Prima della fine dell’anno, speriamo di permettere ad altre 22000 persone di accedere più facilmente all’acqua potabile», ha dichiarato Aleksandr Mailyan, ingegnere idraulico del CICR a Och. Da quando è scoppiata la violenza nel paese, a giugno, il CICR ha rinforzato le sue attività di visita ai detenuti, ha sostenuto la ricostruzione delle abitazioni e ha collaborato con le autorità per migliorare le condizioni di detenzione.

Dal sito della Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2010_3/in_brief.html
 
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Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
 
Somalia: situazione critica
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Centinaia di migliaia di persone che sono fuggite dagli scontri di Mogadiscio, la capitale somala, e di altre città del paese dal 2007, vivono in condizioni sempre più precarie. Il CICR ha distribuito dei viveri a più di 55000 persone in questa regione, in cooperazione con la Mezzaluna Rossa Somala. «Le persone che hanno perso praticamente tutti i loro beni sopravvivono sviluppando un piccolo commercio o coltivando dei minuscoli fazzoletti di terra e anche grazie all’aiuto delle comunità locali», spiega Pascal Mauchle, capo della delegazione del CICR per la Somalia.
 
Dal sito della Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2010_3/in_brief.html
 

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Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
 
Primo soccorso a tempo di rock
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Circa 180 volontari della Croce Rossa Greca, provenienti da tutto il territorio greco, si sono riuniti ad Atene per offrire dei servizi di primo soccorso agli spettatori (circa 80000) del concerto degli U2, il più grande evento musicale dell’anno nel paese. Sette squadre di volontari erano supportati da 10 medici e 12 veicoli attrezzati. Anche Madonna, gli AC/DC e il concorso dell’Eurovisione hanno beneficiato di questo «trattamento da rock star» da parte dei volontari della Società Nazionale.
 
Dal sito della Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2010_3/in_brief.html

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Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
Doppia catastrofe in Indonesia
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Alla fine del mese di ottobre, l’Indonesia è stata colpita da due catastrofi simultanee. Mentre un sisma provocava uno tsunami sulle isole Mentawi, al largo di Sumatra, il vulcano Merapi iniziava ad eruttare, emettendo nuvole di cenere incandescente e colate di lava.
 
L’onda di tre metri d’altezza ha causato almeno 449 morti, circa 100 dispersi e più di 400 feriti. Centinaia di case sono state distrutte e circa 15000 persone sfollate. Il vulcano, invece, ha causato almeno 35 morti e più di 70000 sfollati. La Croce Rossa Indonesiana ha reagito fornendo cure mediche, installando delle cucine da campo e inviando tende e articoli di soccorso. Tutur Rajitno, un volontario della Croce Rossa Indonesiana, ha incontrato una tragica fine sotto una colata di ceneri incandescenti; è morto mentre aiutava ad evacuare gli abitanti di un villaggio

Dal sito della Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2010_3/in_brief.html
 
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Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
 
Giornata mondiale dell’AIDS: ridurre i danni
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Rifiutare ai consumatori di droghe iniettabili l’accesso a dei servizi potrebbe causare una catastrofe di salute pubblica, secondo i rapporti della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, pubblicati il 1° dicembre 2010, Giornata Mondiale dell’AIDS. La FICR esorta i governi ad adottare delle direttive basate sul rispetto dei diritti umani e sulla riduzione dei danni.
 
Le leggi repressive, l’imprigionamento e le molestie spingono numerosi tossicomani nella clandestinità, fuori dalla portata dei servizi sanitari e di aiuto sociale, afferma la FICR. Tutto ciò ostacola gravemente la prevenzione dell’HIV, i trattamenti, le cure e il sostegno, esponendo l’insieme della popolazione a dei rischi maggiori. Si contano, sul pianeta, circa 3 milioni di consumatori di droghe iniettabili contagiati dall’HIV.

Dal sito della Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2010_3/in_brief.html

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Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa n. 3/2010
 
Pazienti in pericolo a Gaza
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
La mancanza quotidiana di elettricità nella Striscia di Gaza rende precarie le cure sanitarie, in particolare il servizio di dialisi dell’ospedale Al-Shifa a Gaza. «La corrente spesso salta nel mezzo del trattamento», spiega Khader Saqr, un paziente di 63 anni. «Tutti gli apparecchi si fermano fino a che il generatore non parte. Senza elettricità il nostro sangue non circola più». La Striscia di Gaza è privata di corrente in media sette ore al giorno.
 
«Anni di conflitto armato e di occupazione rendono estremamente difficile la manutenzione corrente del materiale di produzione dell’elettricità e della rete elettrica, senza parlare di rispondere ai bisogni crescenti», spiega Palina Asgeirdottir, responsabile del programma sanitario del CICR a Gaza.
La sola centrale elettrica della Striscia di Gaza è stata parzialmente distrutta dai colpi israeliani nel 2006. Il blocco e il divieto di introdurre dei materiali di costruzione del territorio rendono le riparazioni quasi impossibili; i disaccordi fra l’Autorità palestinese e Hamas relativamente al pagamento delle fatture del carburante della centrale aggravano ancor più la situazione.

Dal sito della Rivista del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2010_3/in_brief.html

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6 - La Corte di Giustizia interviene in tema di qualifica di rifugiato

Corte di Giustizia UE , sez. grande, sentenza 09.11.2010 (Simone Marani)

La Corte di Giustizia dell'Ue, con sentenza pronunciata il 9 novembre 2010 sulle cause riunite C-57/09 e C-101/09, fornisce importanti chiarimenti in ordine all'interpretazione delle norme contenute nella Direttiva 2004/83/CE riguardanti l´attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di “rifugiato” o di “persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale”.

Il testo al linlk

http://www.caffedunant.it/articoli/2011/448/CG_rifugiato.pdf

Comunicato da M.Grazia Ianniello

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