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n 447 del 5 gennaio 2011 Stampa E-mail
marted 11 gennaio 2011

5 gennaio 2011

nr. 447
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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 Ines Marini Boletti
 
Nota  Triste

E’ una nota triste che apre questo 2011:  la morte di una grande persona. è diventata “solo spirito” ieri sera, alle nove.  E’ stata una grande donna la Signora Boletti, sempre al fianco del marito Enzo Boletti, due vite, grandi e generose, ognuno per le proprie intenzioni e convinzioni, ma sempre parallele.  Giovedì prossimo, il 13, avrebbe compiuto 90 anni.  Nel 1955 aveva rinunciato a svolgere la sua professione di medico, per cui aveva studiato tanto e tanto lavorato, per stare vicino al marito, scelta sicuramente dolorosa, una scelta di altri tempi, si dice ora.

Ma la Signora Boletti non è mai stata in secondo piano, era semplicemente su un piano diverso, questo si, ma la sua acutezza, intelligenza, sincerità, a volte graffiante, le permetteva di affermare la sua personalità sempre, in ogni situazione e di fronte ad ogni persona. E’ stata testimone della rinascita del povero paese di Castiglione, i cui abitati venivano chiamati “mangia pietre”  nell’immediato dopoguerra, rinascita il cui artefice fu il marito Enzo. E’ stata anche testimone ed straordinaria collaboratrice della nascita dell’istituzione del Museo, il primo “internazionale” del Movimento mondiale della Croce Rossa (la sento suggerire a questo punto: “ Le persone di oggi non sanno quanto è stato importante questo Museo – 86 Società Nazionali nel 1959 erano presenti qui -  e quanto potrebbe esserlo ancora  …. Eh no… non lo sanno! ”)  

Nulla mi allontana dalla convinzione  che gran parte delle idee innovatrici degli gli anni ’60 per il territorio dell’Alto Mantovano venissero anche dalla mente di quell’elegante signora che dalla sua posizione di “ angelo del focolare “  aveva una visione più concreta e un’ottica di logistica familiare privilegiata.  Dobbiamo solo ringraziare la  Signora Boletti, forza della Croce Rossa Italiana di Castiglione e del Museo, per avere, con il marito Enzo, vissuto e  lavorato con un alto senso di responsabilità per il bene della comunità con concretezza e con discrezione.

Spesso si dice “Vicino ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”  la intensa storia di Enzo e di Ines ne è la testimonianza.  A noi sta ora il portare avanti la loro eredità.

M.Grazia Baccolo


Il funerale della Signora Ines Marini Boletti sarà venerdì 7 gennaio alle ore 9,30 nel Duomo di Castiglione delle Stiviere

Contenuto:

1 - 5 gennaio 2011
“Ines Marini Boletti, una donna di Castiglione”
Di Maria Grazia Baccolo,  Paolo Vanni - Ufficio Storico C.R.I. Regione Toscana
Castiglione delle Stiviere, 23 ottobre 2005
44° Congresso della Società Italiana di Storia della Medicina

2 - 23-12-2010  Comunicato stampa 10/235
Il CICR si felicita dell’entrata in vigore della Convenzione contro le sparizioni forzate
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 28-12-2010 Comunicato stampa 10/234
Yemen: collegamenti video avvicinano i detenuti di Guantanamo con le loro famiglie
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - Lo stato giuridico delle Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
International Review of the Red Cross 31-12-2000 n. 840, pp. 1053-1077 The legal status of National Red Cross and Red Crescent Societies Autore: Christophe Lanord
Traduzione di Gabriella Russo Revisione e adattamento di Erwin Kob Dicembre 2010

http://www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=581&Itemid=11

5 - Venerdì 21 gennaio 2011 ore 15.30
Grosseto
Convegno di Storia CRI
 "L'Ospedale Militare della CRI -Ennia Tramontani Grosseto,1941-1945"
presso il 3° Reggimento Savoia  Cavalleria

Maggiori informazioni sul sito www.caffedunant.it  “Bacheca” sezione “Convegni, Corsi etc” 
Comunicato da Maria Enrica Monaco
 
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1 - “Ines Marini Boletti, una donna di Castiglione”

Questa è la storia di Ines Marini sorella dell’eroe dell’aria Marino Marini aerosilurante, una decina di medaglie al valor militare, e moglie di Enzo Boletti, alpino, ultimo dei prigionieri italiani a far ritorno dalla Russia anche dopo il generale Reginato, medaglia d’oro della resistenza polacca, fondatore del Museo Internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere, suo celebre sindaco, infine medaglia Henry Dunant massimo riconoscimento del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Cavaliere di Gran Croce della Repubblica con motu proprio del Presidente Ciampi nel 2002. Di Enzo Boletti abbiamo già riferito in una nostra precedente pubblicazione, ma studiando la sua vita e scrivendo delle sue sofferenze abbiamo scoperto dietro di lui una grande donna: sua moglie.

Enzo ed Ines si conoscono  al Ginnasio di Castiglione molto giovani nel 1934. Enzo viene mandato a studiare a Castiglione presso i padri gesuiti perché è un ribelle. Il padre, notaio in Brescia, decide di trasferirlo dal collegio dei Barnabiti di Torino a Castiglione che costa meno è più vicino alla famiglia.  Enzo quando entra in classe colpisce Ines per la sua decisione e per la sua brillantezza di studente. Ines sente (sono parole sue) che quel ragazzo è l’uomo della sua vita. Gli anni passano veloci. Superano la maturità di Gentile, si interroga in latino e si risponde in greco, si sostiene un esame su tutto il programma del liceo. Passano entrambi brillantemente. Enzo frequenta casa Marini ma ai suoi non presenterà mai Ines. Ines conosce i Boletti tramite le fidanzate dei fratelli. Ines si iscriverà a Medicina a Bologna perché vuole fare il medico, sua vocazione fin da piccola. Enzo va a Milano a fare Legge.  Arriva la guerra. Enzo a 18 anni parte per la SMA. Va a fare l’ufficiale poi lo spediranno in Croazia, da qui inizia la segregazione. Si rivedranno una sola volta nel ’42 durante una licenza di 24 ore in occasione dell’abbattimento del fratello di Ines. Tutti lo pensano caduto invece il Marini si salverà a Cefalù. Ma qui lasciamo Enzo ed occupiamoci di Ines.

Anch’essa pensa di rendersi utile alla patria  frequentando il corso per infermiere che Mussolini istituisce per giovani donne che vogliono dare una mano all’assistenza dei feriti che arrivano da tutti i fronti. Ines prosegue a studiare di giorno e di notte fa l’infermiera al Rizzoli di Bologna. Tanti ricordi persistono nella mente dell’anziana signora medico, uno fra tutti, un giovane soldato, Nicolò,  italiano di madre albanese. Un busto tetraplegico, nè braccia né gambe. Morirà tra le sue braccia di bronco polmonite chiamando la mamma. Ines si laurea con 110 e lode. I genitori vorrebbero averla vicina, sono tempi duri. Il preside del suo liceo le offre la cattedra di scienze; insegna per un anno, ma la sua vocazione è un'altra, vuole specializzarsi in isotopoterapia in Francia, infatti c’è solo li, all’Istituto Pasteur questa specializzazione diretta da Irene Curie, la figlia della grande Maria. Si specializza  in tre anni. Lavora e fa la sua tesi sul cancro alla tiroide. Torna in Italia. All’ospedale di Busto Arsizio diviene primario del primo reparto de isotopoterapia in Italia. Tre stanzette fuggite da tutti per la paura del contagio. E’ sola fino a che si presenta da lei un’anziana signorina di nobile famiglia che accetta di fare l’infermiera. Si chiama Lucia e non si preoccupa della morte perché ha bisogno di guadagnarsi il pane. Il padre ha distrutto il patrimonio familiare ed ella non teme il pericolo del contagio radioattivo. Arriva anche un medico senza lavoro che vuol lavorare insieme alle due donne e che non teme la morte. Il reparto ha un grande successo. Il Sindaco di Ancona Dr.Angelini, della famosa industria farmaceutica, la invita ad un colloquio, le vuol fare aprire un reparto ad Ancona. Ines parte con Lucia. Il collega medico rimane a dirigere Busto Arsizio. Intanto anche  Ancona è un successo, vengono malati da tutt’Italia, vengono curate persone importanti, tra cui un ministro al quale Ines giura di non rivelare il suo nome. Gli anni passano nel ‘45 Enzo è dato per disperso. I suoi genitori riscuotono la pensione relativa. Tutti pensano che sia morto. Lei no, insieme alla madre sentono che è vivo, gli parlano, avvertono talvolta fisicamente la sua presenza. Finalmente nel ’50 arriva una cartolina della Croce Rossa Austriaca in cui la calligrafia scrive: “Sono vivo sto bene”. Ines si mobilita. Prima con Ginevra, poi con l’Ambasciata italiana a Mosca perché la cartolina viene da Vorkuta, uno sperduto campo di concentramento nel Circolo Polare Artico, da quella cartolina in  poi sono anni di speranza ma anche di delusione. La famiglia Boletti non crede alla cartolina “ non è lui e poi ormai sarà morto!” Ines sostenuta dalla madre insiste. L’ambasciatore martella il Cremlino. Boletti viene trasferito, rischia la fucilazione, ha uno scontro con l’onorevole Togliatti al quale assesta un pugno che gli costerà altri anni di deportazione e di tortura. Alla fine Stalin muore, i tempi cambiano, finalmente alla fine del ’54 avviene il miracolo. Arriva un telegramma alla famiglia Boletti, Enzo torna, dopo dieci anni di tormenti, è 32 Kg. Due fratelli lo vanno a prendere in Austria e lo portano a Brescia. Ines non va. Quando lui arriva ad Ancona muore Lucia. Ines non la lascia, assiste al funerale. Anche Ines è colpita dalla radioattività. E’ da 4 anni amenorroica. Finalmente di incontrano. Non parlano. Parlano solo gli occhi. Poi finalmente fa la sua proposta. Se lo vuol sposare ancora, lui la vuole, ma ad una condizione: deve piantare tutto, ospedale e professione, rinunziare a fare il medico, la sua passione e andare a fare a Castiglione la Signora Boletti. Ines è perplessa. Allora Enzo le da 48 ore di tempo per decidere. Lei brontola, “non siamo in Russia”, ma poi decide: lascerà tutto e diventerà la signora Boletti. Qui comincia un’altra storia quella della coppia Marini Boletti che forse vi racconteremo un’altra volta, ma prima va ricordato che Ines avrà una figlia ed un figlio, e che dal ’59 diventerà Presidente del Comitato Femminile C.R.I. di Castiglione e poi sarà di aiuto fondamentale ad Enzo per la fondazione del Museo Internazionale della Croce Rossa che tanto lustro ha dato alla città di Castiglione delle Siviere.

Maria Grazia Baccolo,  Paolo Vanni - Ufficio Storico C.R.I. Regione Toscana

Castiglione delle Stiviere, 23 ottobre 2005
44° Congresso della Società Italiana di Storia della Medicina

Bibliografia

· M.G. Baccolo, R.Ottaviani, P.Vanni Ufficio Storico C.R.I. Regione Toscana

“Enzo Boletti, fondatore del Museo Internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Siviere”  I° Convegno di Storia della Medicina e della Croce Rossa in Maremma, atti, Grosseto 22-23-24 Ottobre 2004, in stampa

· Ines Boletti comunicazioni personali, Castigline delle Siviere,  18 ottobre 2005

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2 - 23-12-2010  Comunicato stampa 10/235

Il CICR si felicita dell’entrata in vigore della Convenzione contro le sparizioni forzate
Ginevra (CICR) – L’entrata in vigore della Convenzione Internazionale per la protezione di tutte le persone contro le sparizioni forzate costituisce una tappa importante negli sforzi per prevenire e sradicare il fenomeno delle sparizioni, ha fatto sapere oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«È un passo decisivo nella lotta contro questo fenomeno, che causa angoscia e sofferenze indescrivibili a centinaia di migliaia di persone nel mondo», ha dichiarato Olivier dubbi, vice capo della Divisione della Agenzia Centrale delle Ricerche e delle Attività di protezione del CICR. «Questa Convenzione contribuirà senza alcun dubbio a garantire una migliore protezione contro le sparizioni forzate».

«Gli Stati Parte a questo trattato devono introdurre le sue disposizioni nella legislazione nazionale. Sono tenuti ad applicarla e a prendere misure tali per cui la sparizione forzata costituisca un’infrazione ai sensi del loro diritto penale internazionale».

La sparizione forzata costituisce un crimine ai sensi del diritto internazionale dei diritti dell’uomo e, quando si verifica in tempo di guerra, ai sensi del diritto internazionale umanitario. La Convenzione prevede una serie di misure che mirano a prevenire le sparizioni forzate, in particolare la necessità che tutte le persone private della libertà siano registrate dalle autorità detentrici. Stabilisce anche il diritto di tutte le vittime a conoscere la verità sulle circostanze di una sparizione forzata e la sorte delle persone scomparse. La convenzione esige anche che siano stabilite delle sanzioni penali appropriate contro le persone che commettono un crimine di sparizione forzata. A partire da oggi, le disposizioni di questo trattato hanno forza obbligatoria per i primi 20 Stati* che l’hanno ratificata o che vi hanno aderito.

L’adesione dell’Iraq alla Convenzione, 30 giorni fa, ha permesso la sua entrata in vigore. In questo paese decine di migliaia di persone sperano ogni giorno di ricevere delle notizie dei loro cari scomparsi dagli anni ’80.

In ogni situazione di conflitto armato o di violenza interna, delle persone scompaiono. In Bosnia Erzegovina – per citare un altro esempio – la sorte di più di 10.000 persone scomparse durante il conflitto che ha sconvolto il paese all’inizio degli anni ’90 è ancora sconosciuta.

In tutto il mondo, il CICR si impegna a prevenire le sparizioni, a comprendere ciò che è successo alle persone scomparse e a sostenere le loro famiglie. Ha inoltre sostenuto attivamente il processo di elaborazione della Convenzione e si impegna a promuovere la sua ratifica e la sua attuazione a scala mondiale.

* Albania, Argentina, Bolivia, Burkina Faso, Cile, Cuba, Equador, Francia, Germania, Giappone, Honduras, Iraq, Kazakhistan, Mali, Messico, Nigeria, Paraguay, Senegal, Spagna e Uruguay. Sarà vincolante anche per il Brazile a partire dal 29 dicembre 2010.


Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/missing-news-2010-12-23?opendocument

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3 - 28-12-2010 Comunicato stampa 10/234

Yemen: collegamenti video avvicinano i detenuti di Guantanamo con le loro famiglie

Sanaa/Ginevra (CICR) – Per la prima volta, le famiglie in Yemen e i loro parenti imprigionati nel centro di detenzione americano di Guantanamo Bay (Cuba) hanno potuto comunicare in videoconferenza grazie a un nuovo servizio fornito dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

I primi collegamenti video sono stati realizzati una decina di giorni fa alla delegazione del CICR a Sanaa. Un’altra serie di videochiamate è appena stata completata a Aden, nel sud del paese.

«È la prima volta che delle famiglie nello Yemen e i loro parenti internati a Guantanamo Bay hanno la possibilità di utilizzare un sistema di videoconferenza», spiega Nourane Houas, della delegazione del CICR a Sanaa. «A oggi, quattro famiglie hanno contattato i loro cari attraverso questo strumento».

Questi collegamenti video, che possono durare fino a un’ora, permettono agli internati e alle loro famiglie non solo di parlarsi, ma anche di vedersi, in certi casi per la prima volta in dieci anni. «Niente – neanche un collegamento video – può sostituire una visita “faccia a faccia”, ma una videoconferenza è nettamente più soddisfacente di una telefonata o di un messaggio scritto», precisa Houas.

In totale, 90 cittadini yemeniti sono attualmente internati a Guantanamo Bay. Fino ad ora, molti di essi hanno potuto rimanere in contatto con le loro famiglie nello Yemen grazie a dei messaggi di Croce Rossa (messaggi brevi che contengono delle notizie famigliari trasmessi dal CICR) e a delle telefonate.

Il CICR è presente nello Yemen dal 1962. In cooperazione con la Mezzaluna Rossa dello Yemen, si impegna a rispondere ai bisogni più urgenti delle vittime della violenza armata nel paese, a fornire un’assistenza umanitaria imparziale e a visitare le persone private della libertà.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/yemen-news-2010-12-28?opendocument
 
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