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n° 444 del 27 novembre 2010 Stampa E-mail
lunedì 29 novembre 2010

27 novembre 2010

nr. 444
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - Bosnia-Erzegovina: a proposito della I.C.M.P.             
Esperienza diretta di Riccardo Gozzi

2 - 23-11-2010 Comunicato stampa 10/214
Pakistan: gli agricoltori vittime delle inondazioni si affrettano a seminare prima dell’inverno
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 2 nuovi volumi per la collana di Monografie Storiche curata dalla Sezione Storica di della Croce Rossa di Pavia.
Trasmesso da Filippo Lombardi

4 - Servizio “Henry Dunant il fondatore della Croce Rossa”
trasmesso nel mese di marzo 2010 all’interno della trasmissione “Protestantesimo”  su RAI2 @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - Prendendo spunto dall’articolo pubblicato la settimana scorsa:
15-11-2010 Intervista  Bosnia Erzegovina : una corsa contro il tempo

In Bosnia Erzegovina la sorte di più di 10.000 persone scomparse durante il conflitto all’inizio degli anni ’90, cioè di sette su dieci persone scomparse nei Balcani Occidentali, è ancora sconosciuta. È l’Istituto per le persone scomparse (Missing Person Institute – MPI) di Sarajevo che deve far luce sul loro destino. I direttori dell’Istituto hanno incontrato il presidente del CICR, Jakob Kellenberger, a Ginevra il 12 novembre 2010. Barbara Hintermann, capo delle operazioni del CICR per l’America del Nord, l’Ovest Centrale e l’Europa del Sud Est parla delle questioni in gioco.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Pubblichiamo, in merito a questa straordinaria, e ancora non bene conosciuta,  attività una esperienza diretta di Riccardo, che rende più chiaro cosa succede dentro l’attività del riconoscimento delle persone scomparse.   Ringraziamo Riccardo Gozzi, Istruttore DIU, per avere voluto condividere con i lettori del Caffè questa sua emozionante esperienza.

Bosnia-Erzegovina: a proposito della I.C.M.P. …..              

Di Riccardo Gozzi

A Bolzano ha sede la Fondazione Alexander Langer (www.alexanderlanger.org), fondata nel 1999 per mantenere viva l’eredità del pensiero di Alexander Langer, noto promotore di politiche di pace degli anni 80 e 90. Tra le tante iniziative della fondazione, il progetto a lungo termine “Adopte Srebrenica”, avviato nel 2005 in collaborazione con il partner bosniaco Tuzlanska Amica. La fondazione è anche uno dei principali promotori del master “Mediatori dei conflitti / Operatori di pace”, attivo a Bolzano dal 2003 e co-gestito dalla Formazione Professionale in Lingua Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano e dall’Università di Bologna; obiettivo la formazione di operatori di pace, per arrivare all’istituzione di un “corpo civile di pace europeo” (da inviare in aree di conflitto sotto l’egida della bandiera dell’Unione), proposto nel 1992 dallo stesso Langer, quale europarlamentare. Una delle iniziative a supporto del progetto è la “Settimana Internazionale”, un viaggio di una settimana attraverso i luoghi del più recente conflitto e del più efferato genocidio europeo dal secondo dopoguerra; tra i partecipanti di quest’anno, oltre ai clown dell’associazione Sagapò, delegazioni e “liberi pensatori” di Bolzano, Trento, Venezia, Trieste, Pescara, due musicisti di Trieste ed il gruppo del master O.d.P.6 – 2010.

Tuzla: tutti sul pullmann per la visita all’I.C.M.P. … come di rito non mi sono preso il tempo di leggere la dispensina che ci è stata consegnata e perciò non ho idea di quale sia l’obiettivo della nostra visita … arriviamo davanti al cancello di un piccolo agglomerato di prefabbricati chiari e siamo accolti da quella che si rivelerà essere una dottoressa, statunitense, addetta al progetto già dal 2003 … la breve spiegazione introduttiva ci permette di capire che siamo al cospetto di una delle due strutture (l’altra è ospitata presso gli uffici sistemati in un’ala del palazzo del ghiaccio, sempre di Tuzla) della I.C.M.P. – International Commission Missing Persons (www.ic-mp.org), voluta dal presidente Clinton, già nel ’96, durante il G-7 di Lione, per collaborare con i governi per la localizzazione ed il riconoscimento delle persone scomparse durante i conflitti armati, a seguito di violazioni di diritti umani … per quel che riguarda il conflitto serbo-bosniaco (’90-’95) il lavoro prevede la riesumazione di resti umani (generalmente provenienti da fosse comuni di secondo livello, ove sono stati spesso collocati - con l’utilizzo di ruspe - per far sparire quelle di primo livello), la loro catalogazione e ricomposizione, con l’utilizzo della tecnica della comparazione del DNA e la successiva associazione ad un nome, per incrocio dei dati dei profili DNA dei resti con quelli dei congiunti, tutt’ora in vita, che hanno denunciato parenti  scomparsi … veniamo introdotti nella struttura principale ed in particolare in un’enorme cella a temperatura controllata, con enormi scaffali, interamente coperti da sacche numerate … c’è chi ha i brividi e non necessariamente per la bassa temperatura … continua la spiegazione relativa al rinvenimento, la riesumazione e la conservazione dei resti … passiamo in un altro locale,  dove ci sono due tavoli anatomici, delle scrivanie, strumentazioni varie … ci viene detto che qui i resti vengono estratti dalle sacche, ricomposti sui tavoli anatomici, puliti, misurati, fotografati, visionati da un medico, da un antropologo, da un criminologo (se possibile si cerca di individuare il motivo del decesso), dopodichè ad ogni osso viene asportato un frammento da inviare ai laboratori, per la tipizzazione del DNA e di tutte queste operazioni viene redatto un esauriente verbale … alcune domande per colmare le curiosità di qualcuno, ma la maggior parte rimane in silenzio e quando viene il tempo di uscire qualcuno preferisce allungare il passo … si risale sul pullmann, alla volta dei laboratori e degli uffici … quando arriviamo veniamo opportunamente divisi in due sottogruppi … arriviamo a ridosso di una vetrata e, mentre la nostra guida ci spiega che in quel laboratorio vengono conservati i campioni di osso sui quali si procede poi con la tipizzazione del DNA, dall’interno un tecnico convenientemente vestito ci mostra reperti e provette … proseguiamo ed arriviamo ad un secondo laboratorio ove altri operatori provvedono alla tipizzazione del DNA, su campioni di sangue (un cartellino con 5 gocce contigue) appartenenti ai parenti delle persone denunciate scomparse (provengono da quasi tutta Europa ed alcuni da molto più lontano, per l’esodo forzato avvenuto durante il conflitto) … arriviamo infine al centro nevralgico, gli uffici ove i computer fanno l’immane lavoro di associare/confrontare i dati relativi al DNA, per dare – nel migliore dei casi – un nome a degli anonimi resti o – alla peggio – per associare un osso in più ad una parte di scheletro (alcune famiglie si accontentano di poter seppellire anche pochi resti, altre preferiscono attendere che lo scheletro – o buona parte di esso – sia stato ricomposto) … non ho conoscenze specifiche, ma la curiosità mi porta a chiedere che percentuale di “matching” soddisfa i canoni di ricerca e la risposta lascia esterrefatto me e chi mi sta intorno: viene considerata accettabile una rispondenza del 99,9995% … credo non occorrano commenti in merito, ma un solo dato significativo: quasi 16.000 riconoscimenti effettuati per i conflitti della sola zona dell’ex-Jugoslavia … durante i saluti di commiato ci spiegano che il know how acquisito è stato messo a disposizione di altri conflitti, per il riconoscimento di persone scomparse durante la prima invasione del Kuvait (1991), quelle del Cile a seguito del regime di Pinochet, oltre alla vittime di calamità naturali, quali lo tsunami tra Tailandia e Maldive (2004), l’uragano Katrina negli Stati Uniti (2005), il tifone Frank nelle Filippine (2008).

Volontario CRI Riccardo Gozzi – novembre 2010

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2 - 23-11-2010 Comunicato stampa 10/214

Pakistan: gli agricoltori vittime delle inondazioni si affrettano a seminare prima dell’inverno

Ginevra/Islamabad (CICR) – Nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, decine di migliaia di persone sfollate a causa delle inondazioni corrono contro il tempo per rimettere a posto le loro abitazioni, sgombrare il terreno dalle macerie e seminare i loro campi prima dell’arrivo dell’inverno.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«La sfida per le persone che vivono di un’agricoltura di sussistenza che ritornano a casa è lavorare le proprie terre e piantare i cereali invernali prima che le temperature si abbassino troppo, perché questo impedirebbe alle sementi di germogliare in modo adeguato», dichiara Peter Shamberger, coordinatore del Comitato Internazionale della Croce Rossa incaricato della sicurezza economica del Pakistan.

I macchinari agricoli forniti dal CICR funzionano senza tregua al fine di preparare le terre arabili destinate a essere seminate e le distribuzioni di sementi e di concime sono a buon punto per permettere agli agricoltori di seminare i cereali invernali essenziali alla loro sopravvivenza. In Pakistan, queste colture costituiscono il cibo di numerose famiglie rurali durante una buona parte dell’anno. Quanto eccede della raccolta è venduto o scambiato in cambio di altri beni di prima necessità e utilizzato come sementi per la stagione successiva.

Il CICR sostiene inoltre le attività veterinarie del Ministero dell’Agricoltura e impiega del personale nel quadro del progetto «denaro contro lavoro» per sgombrare le macerie e rimettere in sesto i sistemi di irrigazione delle coltivazioni. Continua anche a sostenere finanziariamente le unità sanitarie della Mezzaluna Rossa del Pakistan e a ristrutturare delle istallazioni di distribuzione dell’acqua, oltre ad altre attività tradizionali di assistenza.

Nelle regioni colpite del sud del Pakistan, la situazione è ancora più critica. «Vaste zone sono ancora inondate e una parte dei terreni agricoli non potrà essere drenata in tempo per la semina di quest’anno», spiega Pascal Cuttat, capo della delegazione del CICR in Pakistan. «Noi continuiamo le distribuzioni di beni di soccorso urgenti in favore di migliaia di famiglie colpite del Sindh, del Balouchistan e di certe regioni del Punjab. Da qui fino alla fine dell’anno, circa 1,4 milioni di vittime delle inondazioni avranno ricevuto delle razioni alimentari»

Dall’inizio della catastrofe, il CICR ha fornito, in cooperazione con la Mezzaluna Rossa del Pakistan, delle razioni alimentari per un mese e degli articoli di igiene a 900.000 vittime delle inondazioni, nonché del materiale per i ripari e degli articoli domestici a 560.000 persone. Parallelamente, hanno ricevuto delle razioni alimentari 200.000 persone che vivono nelle zone tribali sotto l’amministrazione federale toccate dai combattimenti.

Per ciò che concerne l’incidenza di malattie di origine idrica, essa è stata meno elevata di quanto si temeva, principalmente grazie allo spiegamento di misure preventive e a una rapida di assistenza medica. Le priorità sanitarie consistono ormai soprattutto nel prevenire o trattare le malattie trasmesse dalle zanzare, come la malaria e la “dengue” , e a ridurre la malnutrizione delle persone private di un’alimentazione regolare a seguito delle inondazioni.

«Tuttavia non dobbiamo abbassare la guardia davanti alle crisi che colpiscono il Pakistan oggi», aggiunge Cuttat. «Sebbene la sorte delle vittime dei combattimenti e delle inondazioni non sia più di attualità sui media, resta ancora molto da fare per sollevare le loro sofferenze».

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/pakistan-news-2010-11-23?opendocument

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3 - 2 nuovi volumi per la collana di Monografie Storiche curata dalla Sezione Storica di della Croce Rossa di Pavia.

In vista della ricorrenza del centenario della guerra Italo-Turca, che ebbe luogo dal 1911 al 1912, quest’anno abbiamo redatto un’opera di approfondimento sulla partecipazione della Croce Rossa al conflitto.

Come ormai nostra consuetudine (consentitemelo) è la prima opera in Italia espressamente dedicata all’argomento, ed è frutto di mesi di ricerche che abbiamo condotto presso gli archivi dell’Associazione e del Ministero della Difesa

La struttura è su due volumi.

Il primo, che tratta dell’apporto fornito dalla CRI alle operazioni terrestri, in Libia e a Rodi, consta di 160 pagine e contiene un centinaio di illustrazioni, molte delle quali inedite.

Il secondo narra invece, con 104 pagine e decine di fotografie, le vicende della nave-ospedale Memfi, e contiene il primo elenco completo del personale, II.VV. e membri del Corpo Militare, che vi ha prestato servizio.

I volumi sono in vendita singolarmente:

vol. 1 (Tripolitania, Cirenaica e Rodi)  ha il prezzo di euro 18,00.

vol. 2 (La nave ospedale Memfi) ha il prezzo di euro 14,00.

I volumi si possono anche acquistare insieme al prezzo scontato di euro 30,00. La coppia di volumi sarà spedita in un elegante cofanetto (sino a esaurimento scorte).

Il costo per la spedizione è di 2,00 euro per piego libri ordinario e di 4,00 euro per piego libri raccomandato (consigliabile per la tracciatura).

Per ricevere i volumi è sufficiente contattare la Segreteria del Comitato di Pavia: tel. 0382 538770 – fax 0382 531308 – email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

C/C POSTALE n. 13838230 intestato a: Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Pavia, via Luigi Porta 6 – 27100 Pavia

oppure

IBAN:  IT78L0832411300000000165230

Se necessitate di ulteriori informazioni scrivete  a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Comunicato da Filippo Lombardi

Al link
http://www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=576&Itemid=1

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4 - Servizio “Henry Dunant il fondatore della Croce Rossa” trasmesso nel mese di marzo 2010 all’interno della trasmissione “Protestantesimo”  su RAI2  (già presente all’interno della puntata di riferimento sul sito di RAI2) è al link

http://www.youtube.com/watch?v=yKV6ja6qoIY

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