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n° 436 del 30 agosto 2010 Stampa E-mail
lunedì 30 agosto 2010
30 agosto 2010
nr. 436
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 27-08-2010 Comunicato stampa
"Il CICR invita gli Stati ad aderire alla Convenzione contro le sparizioni  forzate"
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

2 - 26-08-2010  Approfondimento
"Perù: l’instancabile ricerca di un familiare scomparso"
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Roma,  30 agosto 2010
"Croce Rossa, Ancora decine di migliaia i dispersi dopo la fine dei conflitti in Iraq e nei Balcani"
Dall’Ufficio Stampa Croce Rossa Italiana

4 - 2 agosto 2010
"Niger: alimentare una famiglia con i grani della terra"
di Faye Callagan, FICR, Johannesburg
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Ianniello

5 - 30 agosto 2010
"Dal 29 agosto 2010 il Palazzo che ospitò H.Dunant nel 1859 apre le sale al pubblico. "
M.Grazia Baccolo @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 27-08-2010 Comunicato stampa
"Il CICR invita gli Stati ad aderire alla Convenzione contro le sparizioni  forzate"
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Ginevra (CICR) – Più Stati dovrebbero urgentemente aderire alla Convenzione Internazionale per la Protezione di tutte le persone dalle Sparizioni Forzate, uno strumento chiave per prevenire e sradicare le scomparse, ha riferito oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Nella fase di preparazione della Giornata Internazionale degli Scomparsi il 30 agosto, il CICR ha espressamente deplorato la mancata entrata in vigore della Convenzione in quanto non è stata ancora ratificata da 20 Stati. Ad oggi, 83 Stati hanno firmato la Convenzione e 19 hanno aderito ad esso.

"Questa Convenzione trasmette un messaggio di speranza alle famiglie degli scomparsi", ha affermato Olivier Dubois, vice capo dell'Agenzia Centrale delle Ricerche e della divisione di Protezione del CICR. " Le sparizioni forzate delle persone attraverso prigionie segrete, il rapimento o l'uccisione extragiudiziale non può trovare alcuna giustificazione. Le famiglie degli scomparsi provano estremo dolore e ansia che può durare per anni, a volta una vita intera, e rende difficile per loro condurre una vita normale. E' iun imperativo per gli Stati firmare e aderire alla Convenzione".

La sparizione forzata è un crimine secondo la legge internazionale dei diritti umani e, quando si verifica in guerra, secondo il diritto internazionale umanitario. La Convenzione contiene una serie di misure per prevenire le sparizioni forzate, compreso il requisito che ogni persona privata della libertà debba essere registrata presso l'autorità detentrice. Essa stabilisce anche il diritto delle vittime a conoscere la verità sulle circostanze della sparizione forzata e il destino della persona scomparsa. Gli Stati che firmano e ratificano il trattato devono qualificare la sparizione forzata come reato nel diritto penale interno.

In ogni situazione di conflitto armato o di violenza interna, le persone scompaiono. La tragedia colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Il CICR lavora per impedire la sparizione delle persone, a chiarire ciò che è accaduto a coloro che scompaiono e per sostenere le famiglie delle persone scomparse.

Il CICR mira a garantire che le esigenze delle famiglie delle persone scomparse, tra cui quella legale, finanziaria, sociale e psicologica, siano soddisfatte. Accetta le domande di ricerca e cerca di localizzare le persone scomparse, uno sforzo che può comportare visite ai luoghi di detenzione, ospedali e obitori, o istanze alle Autorità per svolgere indagini. L’attività di ricerca può essere un processo lungo e complesso che richiede la partecipazione non solo del CICR, ma anche delle Società Nazionali della Croce Rossa o della Mezzaluna Rossa in diversi paesi.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
Nicole Engelbrecht, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 2271 o +41 79 217 3217

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/missing-news-270810?opendocument

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2 - 26-08-2010  Approfondimento
Perù: l’instancabile ricerca di un familiare scomparso
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

I venti anni di violenza che ha conosciuto il Perù fra il 1980 e il 2000 hanno visto la morte di migliaia di persone e, secondo le squadre nazionali di medici legali, la scomparsa di più di 15.000 altri, debitamente registrati.  Anche se molti anni sono passati da allora, migliaia di famiglie peruviane vivono sempre nella sofferenza e nell’angoscia di non conoscere che cosa è avvenuto alle persone a loro care, di cui essi sono senza notizia.

Vestita di nero, in lutto rigoroso, Lidia Flores ci riceve nella sua umile dimora situata nei sobborghi della città di Ayacucho. Sono anni che ella soffre, continuamente tormentata dal dolore di non avere potuto offrire una degna sepoltura a suo marito, scomparso nel 1984.

Da poco Lidia ha subito un’operazione. E’ debole e si muove con difficoltà. Quando arriviamo da lei, sta lavorando a maglia qualcosa su cui comparirà scritto il nome di suo marito, che servirà a comporre la “Sciarpa della speranza” . Si tratta di un progetto lanciato dalla società civile, e alla quale prendono parte molte madri, mogli, figlie e famigliari degli scomparsi in generale. In diverse città (Huamanga, Cayara, Hualla, Lima), le donne lavorano a maglia i bordi di una sciarpa gigante che, una volta assemblata, dovrà misurare un kilometro.

“La sciarpa della speranza” ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione a una problematica che tocca molte famiglie, in particolare nel dipartimento di Avacucho, dove si è registrato il maggior numero di vittime della violenza degli anni 89 e 90.

Per Lidia, lavorare a maglia è ricordare suo marito: dipana un gomitolo di lana per confezionare un quadrato della futura sciarpa e, mentre si impegna a dargli forma, mette ordine nei pensieri.

“Mio marito era commerciante. Quel giorno di luglio 1984, era uscito a fare un giro in città dopo essere rientrato da un viaggio e avere lasciato la sua carta di identità a casa. E’ allora che è stato prelevato da una pattuglia. Da allora, io lo cerco ovunque, ma nessuno mai è stato in grado di dirmi dov’è”

Lidia ha scandagliato i commissariati della regione. E’ andata fino a Lima con i suoi cinque bambini piccoli, pensando che lo avrebbe forse trovato detenuto in una prigione della capitale. Non conosceva bene la città ed ha vissuto questa esperienza come una vera aggressione, per arrivare ad avere infine la delusione di non riuscire a trovare suo marito.

In questa instancabile ricerca, Lidia fa fatto la conoscenza di altre persone che si trovavano nella sua stessa situazione. Qualcuno le ha detto che qui o là, in particolare ai piedi di qualche scogliera, si trovavano dei corpi umani, in quantità.

Questa macabra informazione l’ha molto turbata. Ha detto che una notte, ha sognato che suo marito le indicava il luogo esatto dove lo avrebbe ritrovato.  Il giorno seguente, è andata nella zona che era situata a qualche kilometro dalla città e ha scoperto uno spettacolo agghiacciante : i cani erano impegnati a divorare i corpi di diverse persone. Ha allora riconosciuto gli abiti di suo marito, fra l’altro un pantalone di cui lei stessa aveva cucito l’orlo. Ha recuperato tutto quello che restava del corpo,  precisamente il cranio, lo ha portato con sé per sotterrarlo.

Anche se nel profondo della sua anima ella sia persuasa che il cranio sia quello di suo marito, non esiste alcuna prova legale che attesti la sua identità. “Poi ho dissotterrato il cranio e l’ho portato al ministero pubblico. Mi è stato detto che a volte i vestiti delle vittime vengono scambiati e che avrebbe potuto non essere mio marito.  Questo mi ha rattristato enormemente. Ora sono loro che hanno in cranio per fare delle analisi del DNA, Sono passati cinque anni e non ho ancora il risultato:”

La questione delle persone scomparse è un vero labirinto senza uscita. Le famiglie hanno bisogni di ogni genere: sapere cosa è successo ai loro cari e dove si trovano; poter concludere  un processo di lutto che ora non ha fine; ottenere una riparazione economica simbolica e che giustizia sia loro resa. Per questa gente, tuttavia, la cosa più importante è di poter recuperare i resti dei loro congiunti scomparsi e poter dare loro una degna sepoltura.”

In Perù, la ricerca delle persone scomparse progredisce lentamente. Secondo l’istituto di medicina legale 1247 corpi sono stati ritrovati  fra il 2002 e il 2009, di cui 652 sono stati identificati.

La sfida è grande, ma le famiglie non perdono la speranza. Certe persone esprimono questa speranza lavorando a maglia; altre lo fanno in silenzio e fra di loro piangono. Certuni si ribellano e reclamano una accelerazione del processo; altri cercano di trovare la forza di andare avanti.

Gli occhi di Lidia si riempiono di lacrime quando le poniamo domande su quello che ella spera ancora e perché non prova, piuttosto, a girare la pagina e a dimenticare la sua tristezza. Ella ci risponde allora categorica: < E’ impossibile dimenticare. Da quando mio marito è scomparso, 26 anni sono trascorsi. Mi sono trovata sola con i miei bambini. Un vero calvario. Tutti i progetti che avevamo fatto sono svaniti. Durante questi anni, sono stata madre e padre insieme. Ho sempre voluto credere che sarebbe ritornato. Lo immaginavo invecchiato e che ero felice di accoglierlo, anche se non sarebbe stato in buona salute. Avrei sempre voluto che fosse vicino ai miei bambini: Se fosse ritornato, gli avrei parlato come una sposa parla a suo marito e noi avremmo cresciuto i bambini insieme…… Mi sento così sola.>

Il CICR e la questione delle persone scomparse in Perù

Nel quadro della sua azione umanitaria, il CICR fa tutto il possibile  affinchè le famiglie ottengano risposte alle domande che esse si pongono, e che esse conoscano  un giorno ciò che è accaduto ai loro congiunti scomparsi durante gli anni di violenze nel paese (1980-2000)

- Il CICR dà sostengo tecnico alle istituzioni medico-legali dello Stato e della società civile, principalmente formando personale e mettendo a disposizione una banca dati, dovrebbe permettere il recupero delle informazioni medico-legali disponibili.

- Offre appoggio ai servizi di sanità dello Stato contribuendo a rinforzare la loro capacità di presa in carico del problema, in particolare si assicura che i congiunti delle persone scomparse possano beneficiare di un sostegno psicologico.

- Sostiene le Associazioni delle famiglie degli scomparsi e anche le famiglie che ne fanno parte. Offe loro, in particolare, assistenza materiale e sorveglia affinchè queste persone non siano esclusi dal processo di ricerca, e che tutto venga svolto nella dignità e nel rispetto.

Testo francese originale al link:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/peru-feature-260810   

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3 - Dall’Ufficio Stampa Croce Rossa Italiana
Roma, 30 agosto 2010
Croce Rossa, Ancora decine di migliaia i dispersi dopo la fine dei conflitti in Iraq e nei Balcani

''Decine di migliaia di persone'' risultano ancora scomparse in Iraq dopo i tre conflitti che negli ultimi 30 anni hanno insanguinato il Paese: la guerra con l' Iran (1980-1988); la guerra del Golfo innescata dall' invasione del Kuwait (1990-1991) e il conflitto seguito all' invasione americana del 2003.

Lo afferma oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr). ''L' impatto delle guerre e' ancora sentito dalla popolazione anni, e perfino decenni, dopo la fine delle ostilita' e migliaia di persone sperano tuttora di ricevere notizie dei loro famigliari dispersi'', afferma in un comunicato il Cicr, alla vigilia della Giornata mondiale dei dispersi.

''Noi invitiamo i governi della regione - aggiunge l' organizzazione umanitaria - a proseguire gli sforzi per poter fornire informazioni su queste persone'' di cui non si hanno piu' notizie. Un milione di persone almeno sono morte nella guerra Iran-Iraq e decine di migliaia negli altri due conflitti. Anni dopo la fine dei conflitti in Croazia (1991-1995), in Bosnia (1992-1995) e nel Kosovo (1998-1999) risultano disperse ancora 14.650 persine, secondo le cifre del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr).

I casi di questi dispersi hanno ancora un impatto su circa 200 mila loro famigliari che ancora li stanno cercando, sperando almeno di dar loro sepoltura, ha affermato a Belgrado Paul-Henri Arni, capo della delegazione regionale del Cicr, alla vigilia della Giornata mondiale dei dispersi.

Per ricordare la gravita' del problema, la Croce Rossa ha inaugurato a Belgrado una mostra e pubblicato un libro dal titolo ' Cronache di vite scomparse', che raccontano la storia di 15 persone dei Balcani cui famigliari risultano dispersi nelle guerre degli anni '90. (ANSA-AFP).

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4 - 2 agosto 2010
Niger: alimentare una famiglia con i grani della terra
di Faye Callagan, FICR, Johannesburg

Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello
 
Saray Amadou ha dieci figli e non c'è modo di nutrirli. Suo marito è lontano, le piogge non sono venute e non c'è cibo da raccogliere.

Trascorre la sua giornata in un campo a raccogliere i pochi chicchi di miglio che riesce a trovare nel terreno, altri cereali sono diminuiti o soffiati in un altro campo.

Dopo sei ore di questa sfiancante ricerca di alimenti, passa al setaccio i rami e l'erba secca e lascia il campo con qualche manciata di grano, almeno è qualcosa e i suoi figli avranno un boccone di cibo prima di andare a dormire.

La distribuzione degli aiuti non ha ancora raggiunto il suo villaggio nella remota provincia di Zinder, nel sud del Niger, così un pasto al giorno è tutto quello che può sperare. Alcuni giorni lei non mangia per cui vi è abbastanza cibo per i suoi figli.

Ma c'è speranza. La Società della Croce Rossa del Niger sta distribuendo cibo in 385 località per aiutare le famiglie più vulnerabili colpite dalle recenti siccità. Con il sostegno della FICR, che ha di recente triplicato i suo aiuti, i comitati della Croce Rossa locale stanno, inoltre, fornendo sementi per garantire una raccolta migliore il prossimo anno e sono in corso programmi per la concessione di denaro in modo da permettere alle famiglie di acquistare i prodotti dal mercato.

L'approccio della Croce Rossa mira a soddisfare l'emergenza attuale del bisogni alimentari della gente, cercando di ridurre al minimo l'impatto di una crisi futura. I programmi di "cash-for-work" (denaro in cambio di lavoro) sono concentrati sul miglioramento delle attività agricole e su progetti di irrigazione su piccola scala, in modo che la comunità ne possa trarre un duplice beneficio: ricevono un piccolo reddito e ricostruiscono più saldamente contro gli effetti devastanti della natura

Per ora, Saray sopravvive. Spera che le piogge arrivino presto così i raccolti cresceranno ancora. Il suo sogno è che possa svegliarsi la mattina e sapere che i suoi figli non vanno a letto affamati, ancora una volta.

La siccità colpisce la metà della popolazione del Niger di 14 milioni, con bambini sotto i cinque anni che soffrono di più. Molti sono ora in fase di malnutrizione acuta e i loro piccoli corpi soffrono per sopravvivere con le limitate quantità di cibo a disposizione loro e delle loro madri.

Il 29 giugno, la FICR ha lanciato un nuovo appello per 3,6 milioni di franchi svizzeri (3,3 milioni di dollari USA, 2,7 milioni di euro) per fornire un sostegno indispensabile per 385.000 persone in Niger che soffrono per la scarsità di cibo, più di 50.000 dei quali sono bambini.

Tratto dal sito web della FICR al link:
http://www.ifrc.org/Docs/News/10/10080202/index.asp

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5 - 30 agosto 2010
Dal 29 agosto 2010 il Palazzo che ospitò H.Dunant nel 1859 apre le sale al pubblico.
M.Grazia Baccolo

Da ieri pomeriggio il Palazzo Bondoni Pastorio  a Castiglione delle Stiviere (MN) ha aperto al pubblico il suo bel portone su via Marconi, alla base della salita che porta al Duomo,  per permettere alla comunità di visitare una bellezza stupefacente: il piano nobile composto da 3 stanze, una delle quali ha ospitato Henry Dunant nel suo soggiorno castiglionese gli ultimi giorni di giugno 1859.

<Seicento anni di storia lombarda Casa-Museo in un palazzo nobiliare, percorsi tra destini incrociati, ritratti, pergamene, simboli, mostre, concerti, incontri, conferenze, convegni>…questo è scritto nel pieghevole  illustrativo del Palazzo.

Il Palazzo Bondoni Pastorio, che già lo scorso anno aveva aperto una stanza al piano terreno, oggi è una meraviglia di restauro con attinenza all’origine, rigore della ricerca storica, eleganza nella realizzazione alla cui base c'è grande competenza e consapevolezza. L'intento, riuscito,  è quello di recuperare l'atmosfera che la Storia ha lasciato in nelle stanze di questo e di altri palazzi e delle chiese,  ma anche, nelle  piazze e strade,  sui campi e terreni dei paesi di queste colline.

La preziosa collezione presenta pezzi originali e unici,  appartenenti alla famiglia, documenti rari  fra cui  le prime tre edizioni de “Un souvenir de Solferino”  scritto da Henry Dunant, “libretto” che cambiò il corso della Storia dell’Umanità nel settore dell’assistenza e soccorso organizzato in guerra ed in pace e del diritto internazionale umanitario.

La splendida Casa-Museo sarà aperta ogni sabato e domenica dalle 15 alle 19,30. In occasione del Festivaletteratura di Mantova da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2010 apertura straordinaria dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30.  Aperture prolungate in caso di eventi speciali,  pause di chiusura stagionale.

Sabato 11 settembre 2020 ore 17,30  in Sala Consiliare a Castiglione delle Stiviere presentazione del libro “Orientalista e viaggiatore. Henry Dunant a Castiglione delle Stiviere.  A seguire (18,30) consegna dell’onoreficienza “Tutti Fratelli” a Gianfranco De Maio, responsabile medico della sezione italiana di Medici Senza Frontiere, premio Nobel per la Pace nel 1999.

Ore 20 Cena di gala presso Palazzo Bondoni Pastorio.

Il Palazzo Bondoni Pastorio costituisce un aumento di valore della storica "rete Croce Rossa" a Castiglione, insieme al Museo Internazionale e alla Chiesa Maggiore, oggi Duomo. Una visita da non perdere, assolutamente.

Ma la "rete" è molto vasta e Castiglione delle Stiviere è unita a  Solferino e S.Martino.....  insieme  costituiscono un grandissimo valore per la Storia dell’umanità intera.

Per informazioni :
www.fondazione-bondonipastorio.eu
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Tel: 0376 679256

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