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n° 434 del 12 agosto 2010 Stampa E-mail
lunedì 16 agosto 2010
12 agosto 2010
nr. 434
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

Contenuto:
1 - Dal Sito www.cri.it
Rocca (CRI): "Ogni giorno nel mondo preoccupanti violazioni della convenzione. Il Diritto Internazionale Umanitario vero faro per la pacifica convivenza mondiale".

2 - 10-08-2010  Comunicato stampa 10/148
Pakistan: le inodazioni aumentano il pericolo di ordigni inesplosi
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

3 - 9 Agosto 2010  Comunicato Stampa 10/140
Lancio di una nuova banca dati giuridica per rinforzare la protezione delle vittime di guerra
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4 - 9-08-2010  Comunicato Stampa 10/146
Pakistan: devastanti inondazioni invadono il paese intero
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

5 - XIII Giornata di Studio sul Diritto Internazionale Umanitario - scarica allegato
“Neque uter-nec uter: il principio di neutralità nell’idea di Dunant ”
Sabato 18 settembre 2010
Caravaggio - Santuario (Bergamo)
Comunicatoci da Franco Brambilla

6 - Links interessanti
* Cambogia - Prima sentenza del Tribunale per i crimini del regime dei Khmer rouge
· Nazioni Unite – 10° Sessione del Gruppo di lavoro sull’impiego dei mercenari, New York, 26-30 luglio 2010
* Nazioni Unite - Anno Internazionale della Gioventù 

Comunicatoci da M.Grazia Ianniello 

7 - Dal Sito www.icrc.org
3-06-2008 Intervista
Riservatezza: elemento chiave, ma non incondizionato, per il lavoro del CICR
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

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1 - Dal Sito www.cri.it
ROCCA (CRI): "OGNI GIORNO NEL MONDO PREOCCUPANTI VIOLAZIONI DELLA CONVENZIONE. IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO VERO FARO PER LA PACIFICA CONVIVENZA MONDIALE".

"Il 61° anniversario dell'approvazione della Convenzione di Ginevra – dice il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca – è un'occasione importante per riflettere sul ruolo indispensabile del Diritto Internazionale Umanitario che la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa hanno la responsabilità di diffondere e di promuovere nel mondo".

"Oggi – continua - le regole dettate dalle convenzioni in materia di miglioramento delle condizioni delle vittime dei conflitti, ed i valori che portarono all'approvazione nel 1949 della carta così come la conosciamo oggi, vanno rilanciati e ribaditi, in Italia e nel Mondo, coniugandoli con le esigenze di una società che cambia, con i nuovi mezzi di comunicazione e con un equilibrio geopolitico che necessita di un approccio neutrale e imparziale alle crisi internazionali. Solo valorizzando e promuovendo, come la Croce Rossa fa in Italia, la Convenzione di Ginevra ed il Diritto Internazionale Umanitario, possiamo essere vicini ai più deboli, sempre e ovunque, nel nostro Paese e nel mondo".

"Assistiamo ogni giorno – conclude Rocca - a preoccupanti violazioni della Convenzione che dovrebbe essere elemento portante del rispetto fra i popoli. Auspichiamo che l'intera comunità delle nazioni rilanci il ruolo da protagonista dei valori fondanti della Convenzione di Ginevra che ogni giorno vengono fatti propri da milioni di volontari in tutto il mondo, appartenenti al Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa".

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2 - 10-08-2010  Comunicato stampa 10/148
Pakistan: le inodazioni aumentano il pericolo di ordigni inesplosi
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

Ginevra (CICR) – Tre bambini sono stati feriti gravemente oggi a Dera Ismail Khan da una bomba artigianale, esplosa quando toccata da uno dei bambini.

L'ordigno pare essere stato rimosso dalla sua posizione dalle inondazioni, prima che i bambini ne venissero in contatto. Questo tragico incidente serve da monito del pericolo rappresentato dagli ordigni inesplosi, con   l'aggravante del loro riemergere per colpa delle acque.

Numerose aree del paese sono state di recente teatro di violenza armata. L'uso di esplosivi celati e bombe improvvisate, nonche' la presenza di mine e ordigni inesplosi in alcune aree, restano una minaccia concreta per chi non presta attenzione.

"Tutte le persone che vivono in zone di conflitto, o nelle aree recentemente alluvionate, dovrebbero essere informate dei rischi posti da tali ordigni," ha detto Luiza Khazhgerieva, specialista in educazione ai rischi delle mine del CICR. "Aree un tempo ritenute prive di ordigni possono facilmente divenire contaminate quando mine e bombe  inesplose vi vengono depositati dall'acqua in movimento."

Le persone che vivono in zone non sicure sono invitate a contattare le autorita' locali per segnalare qualsiasi ordigno sia stato scoperto dove vivono, e a non toccare oggetti pericolosi o sospetti. I bambini sono particolamente vulnerabili e si dovrebbe ricordare loro del pericolo. Qualsiasi ordigno inesploso puo' essere segnalato alle autorita' locali, alll'esercito, alla polizia, o a qualsiasi persona appartenente alla Societa' Di Mezzaluna Rossa Pakistana o al CICR.

Nel frattempo, i volontari della Mezzaluna Rossa Pakistana hanno spedito cibo e beni di sussistenza dal centro logistico CICR di Peshawar a piu' di 10,000 persone in Khyber Pakhtunkhwa and Baluchistan la settimana scorsa. Inoltre, medicinali e rifornimenti sanitari sono stati inviati all ospedale Paroa a Dera Ismail Khan e a Bannu.

Il CICR, in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Pakistana e la Federazione Internazionale delle Societa' di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, prosegue con le operazioni di soccorso nelle aree maggiormente colpite dal disastro

Per ulteriori informazioni:
Michael O'Brien, CICR Pakistan, tel: +92 300 850 8138
Christian Cardon, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 24 26, +41 79 251 93 02

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3 - 9-08-2010  Comunicato Stampa 10/146
Pakistan: devastanti inondazioni invadono il paese intero
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

Ginevra (CICR) – Le previsioni del tempo continuano a destare preoccupazione in un paese dove, stando alle autorità, almeno 1,600 persone sono già decedute e più di  10 milioni sono colpite dalle inondazioni.

Precipitazioni continue nel nordovest del Pakistan stanno ostacolando gli sforzi per ripristinare le infrastrutture essenziali, rallentando così l'arrivo dei soccorsi ed aumentando il numero dei senzatetto. Almeno 500,000 persone sono rimaste senza casa per colpa delle inondazioni nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, e stanno cercando rifugio in edifici pubblici e accampamenti costruiti ad hoc su terreni rialzati e lungo le vie di comunicazione nel tentativo di trovare tregua dalle piogge.

"Con l'aiuto della Società di Mezzaluna Rossa Pakistana stiamo fornendo viveri, tende ed altri beni di prima necessità alla gente colpita dalle inondazioni, ma il persistere delle precipitazioni ha comportato l'aumento della richiesta di luoghi sicuri" ha detto Michele Ungaro, un ingegnere civile del CICR di stanza a Peshawar. "Per sostenere tali richieste, gli ingegneri del CICR e della Mezzaluna Rossa Pakistana sono stati smistati in numerose aree per liberare gli edifici dalle acque e ripristinare la fornitura di acqua."

A Dera Ismail Khan, una delle città del Khyber Pakhtunkhwa maggiormente colpite dalle inondazioni, tutte le fonti idriche  sono contaminate, per cui il CICR sta utilizzando purificatori per rendere l'acqua sicura. Inoltre, il CICR ha iniziato a pompare acqua via da scuole, edifici pubblici e abitazioni, consentendo ai profughi di trovare un rifugio. Un totale di 6,500 persone di Dera Ismail Khan hanno ricevuto beni di emergenza dalle Mezzaluna Rossa Pakistana. Stando alle previsioni del tempo, ci si deve aspettare altri cinque giorni di piogge intense nell'intera zona.

In altre parti del paese la Mezzaluna Rossa Pakistana continua, con l'aiuto del CICR, a distribuire cibo, bottiglie d'acqua, tende, beni di prima necessità e sanitari a 14,000 persone in Baluchistan e 3,500 nella regione del Kashmir Pakistano. A Nowshera, una città del nordovest duramente colpita, 3,500 persone sono state nutrite il 5 e 6 Agosto. Ulteriori distribuzioni di cibo previste a Nowshera sono state posticipate per il susseguirsi di inondazioni che hanno bloccato la via di collegamento con Peshawar. Le autorità hanno ricevuto un quantitativo di cibo da consegnare in elicottero a un migliaio di persone rimaste isolate nella regione del Dir Settentrionale, sebbene le basse nubi e le continue precipitazioni abbiano interferito con le operazioni di volo.

In cooperazione con la  Mezzaluna Rossa Pakistana e la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il CICR prosegue con le operazioni di soccorso nelle aree maggiormente colpite dal disastro. Un migliaio di nuclei famigliari dovrebbero ricevere aiuto nei prossimi giorni.

Per ulteriori informazioni:
Michael O'Brien, CICR Pakistan, tel: +92 300 850 8138
Christian Cardon, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 24 26, +41 79 251 93 02

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4 - 9 Agosto 2010  Comunicato Stampa 10/140
Lancio di una nuova banca dati giuridica per rinforzare la protezione delle vittime di guerra
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) Per celebrare l’anniversario delle Convenzioni di Ginevra il 12 agosto, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) lancia una nuova banca dati nel quadro dell’importante studio condotto dall’Istituzione sul Diritto Internazionale Umanitario Consuetudinario.

Elaborata in collaborazione con la Croce Rossa britannica, la banca dati dovrebbe servire da riferimento giuridico nei conflitti armati internazionali e non internazionali ed essere utilizzata, in particolare, dai tribunali e dagli organismi internazionali. Il diritto consuetudinario, che è una delle principali sorgenti del diritto internazionale umanitario, rafforza la protezione giuridica delle vittime dei conflitti armati.

< La maggiorparte  dei conflitti armati sono non internazionali, e il diritto convenzionale attuale, in tale materia, non stabilisce delle regole sufficientemente precise. Il diritto consuetudinario assicura dunque una protezione essenziale agli uomini, alle donne e ai bambini in quei tipi di conflitto. Il rispetto del diritto consuetudinario riduce il costo umano nei conflitti> spiega Jean-Marie Henckaerts, capo progetto per il diritto consuetudinario al CICR. <La nuova banca dati costituisce un avanzamento importante per garantire che le regole del diritto internazionale umanitario consuetudinario e le pratiche che le sostengono, siano facilmente accessibili>

Il diritto internazionale umanitario consuetudinario è un insieme di regole non scritte derivanti da una pratica generale o comune, considerata come legge. Si tratta della norma di condotta fondamentale nelle situazioni di conflitto armato, accettata dalla comunità mondiale ed universalmente applicabile. In opposizione al diritto convenzionale, uno Stato  può essere legato da una regola consuetudinaria senza forzatamente averla accettata ufficialmente, fino a che la pratica globale degli Stati sulla quale si fonda la regola in questione sia comune, rappresentativa e praticamente uniforme.

< Lo sviluppo del diritto internazionale umanitario consuetudinario è un processo dinamico> , prosegue M. Henchaerts. La nuova banca dati permette di seguire l’evoluzione in materia d’applicazione e di interpretazione delle regole. Favorisce la riflessione e il dibattito e contribuisce a chiarire il diritto>.

La nuova banca dati sul diritto internazionale umanitario consuetudinario presenta un contenuto superiore al 50% dello studio originale: una versione stampata occuperebbe più di 8.000 pagine. E’ divisa in due parti di cui la prima comprende 161 regole considerate come di natura consuetudinaria nello studio originale. La seconda parte  contiene le pratiche stabilite dalle conclusioni della prima parte. La banca dati permette ai praticanti e universitari di accedere facilmente alle regole del diritto internazionale umanitario consuetudinario descritte nello studio del CICR, e dà loro la possibilità di esaminare le pratiche  soggiacenti all’aiuto di tre parametri di ricerca: soggetto, tipo di pratica e paese

La banca contiene oltre a nuovi dati internazionali, in particolare testi della giurisprudenza internazionale e delle Nazioni Unite risalenti alla fine del 2007. Lo sviluppo del Diritto internazionale umanitario consuetudinario è in costante evoluzione.  Come forma di contributo, le delegazioni del CICR trasmettono regolarmente delle informazioni attualizzate, specialmente sulle pratiche nazionali, saranno queste poi trattate da una squadra di giuristi stabiliti al Centro Lauterpacht di diritto internazionale dell’Università di Cambridge.

Dalla sua pubblicazione nel 2005, lo studio del CICR sul diritto internazionale umanitario consuetudinario è utilizzato come riferimento giuridico nel contesto dei conflitti armati internazionali  non internazionali come per quelli avvenuti in Israele e nei territori occupati, nel Libano, nell’Iraq, in Afganistan, in Colombia e nello Sri Lanka. Il CICR  ricorre a questo studio nel suo dialogo con le parti in conflitto, con il fine di determinare le regole alle quali i combattenti o le parti devono conformarsi. Lo studio è stato utilizzato  anche dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dai corsi e tribunali penali internazionali e misti, dai tribunali nazionali e dalle organizzazione non governamentali. Per esempio, sulla base delle pratiche raccolte dagli autori dello studio, il Tribunale speciale per la Sierra Leone ha concluso che il reclutamento di bambini soldato costituisce un crimine di guerra nei conflitti armati non internazionali, ciò ha rinforzato la protezione dei bambini contro il loro reclutamento e il loro sfruttamento in qualità di bambini soldato.

La nuova banca dati sul diritto internazionale umanitario consuetudinario sarà messa on-line il 12 agosto 2010.

Informations complémentaires :
Florian Westphal, CICR Genève

Originale francese al link http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/html/treaties-and-customary-law-news-090810!OpenDocument

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5 - XIII Giornata di Studio sul Diritto Internazionale Umanitario - scarica allegato
“Neque uter-nec uter: il principio di neutralità nell’idea di Dunant ”
Sabato 18 settembre 2010

Centro Congresso “Hotel Verri”
Via Beata Vergine, 4
Caravaggio - Santuario (Bergamo)

PROGRAMMA
08:30 – 09:15 Registrazione dei partecipanti

09:15 – 09:30 Saluto delle Autorità
Gianfranco DONATI Commissario Comitato Locale CRI di Caravaggio
Fernando SPADA Commissario Comitato Provinciale CRI di Bergamo

09:30 – 09:45 Introduzione
Dott. Marcello MORO Istruttore di Diritto Internazionale Umanitario CRI
 
09:45 – 10:15 “La Neutralità nelle operazioni internazionali di Peacekeeping”
Relatore: Prof.ssa Federica PERSANO
Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Bergamo

10:15 – 10:45 “La neutralità nella guerra marittima: alcuni casi storici ”
Relatore: Prof. Tullio SCOVAZZI
Facoltà di Giurisprudenza  Università di Milano - Bicocca.

10:45 – 11:00 Coffee Break

11:00 – 11:30 “Il declino della neutralità nell'attuale fase del costituzionalismo europeo:  Malta come metafora ”
Relatore: Prof. Salvo ANDO’
Magnifico Rettore Università degli Studi di Enna “Kore”

11:30 – 12:00 "La Neutralità nell’Azione delle ONG nelle zone di guerra”
Relatore: Dott. Loris DE FILIPPI
Direttore delle Operazioni  Médecins Sans Frontières (Italia)

12:00 – 14:00 Pranzo

14:00 – 16:00 Tavola rotonda:
“La neutralità quale elemento fondamentale dell’azione umanitaria nelle zone di guerra: Aspetti giuridici e normativi”
- Prof. Salvo ANDO’  Università di Enna “Kore”
- Dott. Loris DE FILIPPI  Médecins Sans Frontières (Italia)
- Prof. Andrea DI LASCIO  Croce Rossa Italiana
- Prof.ssa Federica PERSANO  Università degli Studi di Bergamo
- Dott. Paolo POBBIATI  Amnesty International (Italia)
- Moderatore:  Prof. Tullio SCOVAZZI  Università di Milano - Bicocca.

16:00 – 16:30 Chiusura lavori e consegna attestati

Segreteria organizzativa:

Croce Rossa Italiana
Caravaggio
Sede operativa: Piazzale Stazione F.S
24043 Caravaggio
(Bergamo)

Tel.: 0363-52422
Fax: 0363-352154
E.mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
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6 - Links interessanti
Comunicatoci da M.Grazia Ianniello

31/7/2010
Cambogia - Prima sentenza del Tribunale per i crimini del regime dei Khmer rouge
dal sito web http://unipd-centrodirittiumani.it/it/ al link:
http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Cambogia-Prima-sentenza-del-Tribunale-per-i-crimini-del-regime-dei-Khmer-rouge/1696
 
31/7/2010  
Nazioni Unite – 10° Sessione del Gruppo di lavoro sull’impiego dei mercenari, New York, 26-30 luglio 2010
dal sito web http://unipd-centrodirittiumani.it/it/ al link:

http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Nazioni-Unite-10-Sessione-del-Gruppo-di-lavoro-sullimpiego-dei-mercenari-New-York-26-30-luglio-2010/1697
 
22/7/2010 Nazioni Unite - Anno Internazionale della Gioventù  
dal sito web http://unipd-centrodirittiumani.it/it/ al link:
http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Nazioni-Unite-Anno-Internazionale-della-Gioventu/1687

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7 - Dal Sito www.icrc.org
3-06-2008 Intervista
Riservatezza: elemento chiave, ma non incondizionato, per il lavoro del CICR
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

La riservatezza è uno strumento fondamentale, poiché permette al CICR di raggiungere le persone colpite da insicurezza, violenza e conflitto armato. Ciò consente al CICR di creare rapporti di fiducia, di comunicare e di influenzare il cambiamento. Ma che cosa succede se il rapporto di confidenzialità si rompe?

Intervista al Direttore delle operazioni del CICR, Dominik Stillhart.

Il CICR è conosciuto – e talvolta criticato – per il suo approccio confidenziale nell'affrontare questioni delicate, come il suo lavoro nei luoghi di detenzione e gli sforzi per garantire che le vita e la dignità dei civili e dei non combattenti siano rispettate. I critici sostengono che l'Organizzazione è troppo riservata e che dovrebbe condividere pubblicamente le informazioni, specialmente quando si tratta delle condizioni di detenzione e del trattamento dei prigionieri. Al contrario, i fautori sostengono che il dialogo discreto è l'elemento chiave che permette al CICR di proteggere e di assistere coloro che sono colpiti dal conflitto.

Il CICR crede fermamente che la riservatezza sia un elemento essenziale, che gli consente di raggiungere e mantenere i rapporti con le persone colpite da insicurezza, violenza e conflitto armato. La confidenzialità è ciò che permette al CICR di costruire rapporti di fiducia, aprire canali di comunicazione e influenzare il cambiamento. Ma come spiega Dominik Stillhart, Direttore delle operazioni del CICR, la riservatezza deve essere rispettata affinché sia efficace.

Per quale motivo il CICR si rifiuta di condividere le informazioni in suo possesso con il pubblico?

Il nostro obiettivo principale è migliorare le condizioni delle persone colpite dal conflitto e dalle ostilità, indipendentemente da chi esse siano. Di alcune questioni ne parliamo apertamente, fornendo anche informazioni sulla situazione umanitaria dei paesi colpiti da conflitti in tutto il mondo, ma quando si tratta di affrontare eventuali violazioni di diritto internazionale umanitario, è molto importante avere un approccio confidenziale. Ad esempio, potremmo scrivere un comunicato stampa riguardo la situazione generale dei detenuti o l'impatto umanitario dell'insicurezza e dello sfollamento, ma non possiamo parlare pubblicamente delle accuse individuali di abuso o di specifiche violazioni del diritto internazionale umanitario. Quando i nostri delegati osservano casi di abuso, necessità o negligenza, essi possono manifestare la loro preoccupazione direttamente alle autorità o alle altre parti del conflitto sul terreno, ovvero ad una ampia varietà di persone: dalle guardie carcerarie, comandanti militari dei gruppi ribelli e gruppi armati dell'opposizione. Il nostro obiettivo è stabilire un dialogo confidenziale con coloro che hanno il potere di migliorare la situazione. Il CICR lavora in contesti e posti diversi, dove le critiche rivolte dall'esterno sono spesso sgradite. La riservatezza è l'elemento chiave che permette al CICR di aprire porte che altrimenti sarebbero chiuse, e permette di avere l'accesso a posti e persone che molte organizzazioni non riescono a raggiungere.

Non sarebbe molto più efficace esporre pubblicamente gli abusi?

Riservatezza non significa compiacenza. Solo per il fatto che non parliamo pubblicamente di certe questioni non significa che stiamo in silenzio. Il CICR è tenace quando si tratta di dare seguito a denunce di abusi, e se necessario è pronto a impegnarsi fino a raggiunge i vertici, incluso i capi di stato, al fine di porre termine all'abuso. Il CICR ricorda costantemente alle parti coinvolte nel conflitto i principi e gli obblighi di diritto internazionale umanitario. Dalla pressione per risparmiare i civili durante le operazioni militari al rilascio degli ostaggi, il CICR lavora duramente affinché il dialogo sia mantenuto aperto tra le parti di un conflitto. Ciò è tutt'altro che facile, e non sempre i miglioramenti avvengono così facilmente e rapidamente come noi e le vittime di abusi ci aspettiamo, ma questo è un approccio collaudato che ci consente di aiutare le vittime dei conflitti armati. Il CICR non condivide le informazioni con i mass media o con terze parti, nemmeno consente la pubblicazione di tali informazioni, poiché c'è sempre il rischio che i suoi delegati possano essere sfruttati per avere vantaggi politici o strumentalizzati da una parte o dall'altra. Discutendo lontano dai riflettori questioni serie, come l'abuso o il trattamento sanitario, rende i governi e gli attori non governativi più disponibili a riconoscere il problema e ad impegnarsi con azioni concrete. Il CICR opta per un approccio lontano dalle scene poiché ciò ha consentito in più situazioni di ottenere risultati. Tuttavia siamo consapevoli che questo non è l'unico metodo efficace per affrontare gli abusi di diritto internazionale umanitario.

Avete mai considerato la rinuncia alla regola della confidenzialità?

La riservatezza può avere dei limiti, e il CICR si riserva il diritto di pronunciarsi e pubblicare le notizie, o addirittura in casi eccezionali di sospendere le attività. Ad esempio, se un'autorità di detenzione rilascia una parte delle nostre relazioni confidenziali – senza il nostro consenso – ci riserviamo il diritto di pubblicare l'intero rapporto al fine di prevenire ogni inaccurata o incompleta interpretazione delle nostre osservazioni e raccomandazioni.  Analogamente se dopo ripetute richieste i prigionieri continuano a essere maltrattatati o ci viene impedito di lavorare secondo le nostre procedure operative, possiamo sospendere la visita ai prigionieri o le nostre attività e spiegarne pubblicamente le ragioni. Se è chiaro che il nostro rapporto confidenziale non funziona – ad esempio un governo o un gruppo ribelle si rifiuta di prendere seriamente le nostre preoccupazioni e abbiamo esaurito tutte le nostre vie d'incontro - possiamo fare e faremo ogni azione per esprimere pubblicamente le nostre preoccupazioni. La decisione di parlare pubblicamente non è mai presa alla leggera, ma è importante ricordare che la confidenzialità non è incondizionata.

Che cosa si intende per “procedure operative”?

Al fine di garantire che la nostra analisi sia la più completa e imparziale possibile, il CICR segue, indipendentemente dalle circostanze, una serie di regole quando visita i detenuti. I delegati del CICR devono essere in grado di parlare nella più assoluta riservatezza con ogni detenuto. Questo è importante, affinché la nostra confidenzialità non sia limitata dalle autorità. Se un detenuto ci autorizza a parlare delle sue preoccupazioni con le autorità noi lo faremo....ma ciò non avviene mai senza il consenso del detenuto stesso. In base alle regole i nostri delegati devono essere in grado di ispezionare tutte le celle e le altre strutture. Le visite devono poter aver luogo ogni qualvolta il CICR lo richieda e per tutto il periodo in cui le persone sono in detenzione. Inoltre ogni detenuto deve avere l'opportunità di scrivere e di ricevere messaggi dai propri cari mediante il sistema dei messaggi di Croce Rossa. Un altro elemento importante delle nostre procedure è che sia concesso ai delegati del CICR di condurre discussioni confidenziali con le autorità del campo, prima e dopo ogni visita, al fine di sensibilizzarli e di fare raccomandazioni laddove sono appropriate. Inoltre il CICR registra singolarmente l'identità di ogni detenuto, ciò rende più facile monitorare ciò che succede ai detenuti e previene le sparizioni. Ogni anno visitiamo più di mezzo milione di detenuti in circa 75 paesi. Questi criteri standard li applichiamo in tutti i paesi dove visitiamo i prigionieri. Se ci vengono poste delle restrizioni sul nostro metodo di lavoro non abbiamo altra scelta che sospendere il nostro lavoro fino a quando le nostre regole non saranno rispettate.

Cosa succede se i vostri rapporti sono resi pubblici?

Se i nostri rapporti confidenziali vengono resi di dominio pubblico chi soffre di più sono le persone che stiamo cercando di aiutare. Se ciò succede le autorità potrebbero impedirci di visitare certe persone e certi luoghi, rendendo impossibile per noi aiutarli. Ci vuole molto tempo per ricostruire la fiducia e ottenere l'accesso. Nel frattempo sono le persone che cercano l'assistenza e la protezione del CICR, inclusi i detenuti, a portare il peso della nostra assenza.

Per quanto riguarda i giudici e gli avvocati, possono leggere i vostri rapporti?

Se il CICR contrassegna un rapporto come confidenziale, ciò significa che esso è destinato solo alle autorità e alle parti del conflitto a cui è rivolta. Siamo contrari a qualsiasi  condivisione o pubblicazione senza il nostro consenso. Il CICR è consapevole che  testimoniare ciò che succede durante un periodo di guerra o di conflitto è un privilegio e una responsabilità, capisce che i tribunali vorrebbero poter utilizzare i nostri rapporti come prova o chiederci di testimoniare. Tuttavia ciò potrebbe mettere in pericolo le persone che hanno riposto la loro fiducia in noi, raccontandoci le loro esperienze, spesso molto dolorose. Se tali informazioni diventassero pubbliche, loro – e persino i loro familiari – potrebbero subire punizioni o castighi. Se trapelano informazioni sui nostri rapporti, ciò potrebbe minacciare la nostra abilità di continuare a lavorare in un determinato paese o contesto, compromettendo la sicurezza dei nostri colleghi. Questo è il motivo per cui il CICR ha sviluppato una pratica di confidenzialità di lunga data. Come risultato gli stati non possono chiedere al CICR di testimoniare o di servire come testimoni difronte ai loro tribunali nazionali. Questa immunità di testimoniare è stata confermata da diversi tribunali nazionali e internazionali, come il Tribunale penale internazionale della Ex-Yugoslavia (ICTY), il Tribunale penale internazionale per il Ruanda, e la Corte speciale per la Sierra Leone. Più di 80 paesi hanno riconosciuto specificamente tale immunità nei trattati o nella legislazione nazionale. Inoltre, le Regole di procedura e prova, della Corte penale internazionale (ICC) pongono come condizione che il “CICR detiene l'ultima parola in merito al rilascio di tali informazioni”. A nessun'altra organizzazione è stato concesso questo privilegio, e il CICR ritiene che la sua immunità di testimoniare sottolinei l'importanza della riservatezza quale caposaldo del suo lavoro.

È personalmente convinto che lavorando in questo modo si possa la differenza?

So che possiamo fare una differenza perché l'ho visto accadere più volte. Talvolta riusciamo a influenzare una situazione piuttosto che un'altra, ma può essere un processo lento. I nostri delegati sanno che anche se il progresso non avviene subito, qualche volta è semplicemente sufficiente “essere lì”. Lo puoi vedere dagli occhi dei prigionieri seduti nelle loro celle, dal volto di una madre che cerca di dar da mangiare al proprio figlio durante una guerra. Quando c'è poca speranza a cui aggrapparsi anche solo sapere che c'è qualcuno che si preoccupa può fare la differenza. Quello che so per certo è che la fiducia non si costruisce dall'oggi al domani, essa ha bisogno di tempo, dedizione e perseveranza a instaurare un dialogo costruttivo con persone alle quali spesso non piace ascoltare ciò che abbiamo da dire. Ma il più delle volte essi ci ascoltano e  questo mi da motivo di credere che la confidenzialità continuerà a resistere alla prova del tempo.

Tradotto dal testo originale
Confidentiality: key to the ICRC's work but not unconditional
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/confidentiality-interview-010608

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Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

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