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n° 432 del 3 agosto 2010 Stampa E-mail
martedì 03 agosto 2010
3 agosto 2010
nr. 432
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - Dal sito www.cri.it
Ansa: Disarmo: in vigore convenzine contro bombe grappolo
Kellenberger (Presidente CICR), "continuano a fare vittime fra i bambini"

2 - 29-7-2010 Comunicato Stampa 10/39
Armi a grappolo : il loro divieto entra in vigore, ma non in Afganistan
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - 22-07-2010
Munizioni a grappolo: che cosa sono e qual è il problema?
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

4 - 23-07-2010
La Convenzione sulle munizioni a grappolo: un nuovo trattato per porre fine alle sofferenze causate dalle bombe a grappolo
Traduzione non ufficiale di Elena Delise
 
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1 - Dal Sito WWW.CRI.IT
ANSA - DISARMO: IN VIGORE CONVENZIONE CONTRO BOMBE GRAPPOLO
Kellenberger (presidente CIRC), "continuano a fare vittime fra i bambini"

(ANSA-AFP) - GINEVRA, 1 AGO - La Convenzione che mette al bando le bombe a grappolo e' in vigore da oggi. Ne proibisce la produzione, l' uso, lo stoccaggio e il trasferimento. La Convenzione, firmata nel dicembre 2008 a Oslo da 107 paesi, e' stata ratificata da trenta nazioni. Per il segretario generale dell' Onu Ban Ki-Moon l' entrata in vigore della Convenzione rappresenta '' un passo avanti importante'' per liberare il mondo di questa arma '' ignobile''. Secondo i sostenitori della messa al bando di questo tipo di armi, lo stock mondiale delle bombe a grappolo e' di un miliardo di esemplari. I paesi che ne possiedono il maggior numero, Usa, Cina, Russia e Israele si sono rifiutati di firmare la Convenzione. Dei ventinove paesi della Nato, ventidue hanno, invece, sottoscritto l' accordo. Fra questi la Gran Bretagna, la Francia e la Germania, che dispongono, ciascuna, di 50 milioni di esemplari. L' Italia ha firmato il testo, ma non figura nella lista dei paesi che hanno proceduto alla ratifica. Il presidente della Croce Rossa Internazionale Jakob Kellenberger ha accolto con favore l' entrata in vigore della Convenzione, sottolineando che servira' a '' stigmatizzare'' l' uso delle bombe a grappolo, che sono state usate nei conflitti in Vietnam, nel Balcani, e in Libano nel 2006, e continuano a fare vittime, soprattutto fra i bambini.

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2 - 29-07-2010  Comunicato Stampa 10/39
Armi a grappolo: il loro divieto entra in vigore, ma non in Afganistan
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra/Kabul (CICR) l’entrata in vigore della Convenzione sulle armi a grappolo il 1 agosto 2010 è un passo decisivo verso la fine delle terribili sofferenze che da decenni vengono causate da queste armi , ha indicato oggi (29-7-2010 ndt) il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

La Convenzione vieta l’impiego, la produzione, il deposito e il trasporto di questa categoria di armi.

Dal 1 agosto, le disposizioni del trattato saranno giuridicamente impegnative per i 30 Stati che lo hanno ratificato (Albanie, Allemagne, Autriche, Belgique, Burkina Faso, Burundi, Croatie, Danemark, Espagne, France, Irlande, Japon, République démocratique populaire Lao, Luxembourg, Macédoine (ex-République yougoslave), Malawi, Malte, Mexique, République de Moldova, Monténégro, Nouvelle-Zélande, Nicaragua, Niger, Norvège, Saint-Siège, Saint-Marin, Sierra Leone, Slovénie, Uruguay et Zambie.)

<Il CICR coglie questa occasione per ricordare al governo afgano, che non ha ancora aderito alla Convenzione, di farlo rapidamente> ha precisato Reto Stcker, capo della delegazione del CICR in Afganistan .

< Questo nuovo strumento di diritto internazionale umanitario vieta espressamente e denuncia l’impiego delle armi a grappolo> ha dichiarato Jakob Kellenberger, Presidente del CICR. <Costituisce un momento storico nella lotta contro l’impiego delle armi a grappolo e dovrebbe mettere un termine a decenni di sofferenze  di uomini, donne e bambini. Noi cogliamo questa occasione per lanciare un appello a tutti gli Stati parte della Convenzione affinchè essi la mettano in opera senza ritardo sperando che l’entrata in vigore avrà ugualmente un peso sul lavoro degli Stati che non hanno ancora aderito al trattato.>

La messa in opera della Convenzione necessiterà l mobilizzazione di risorse per bonificare le zone contaminate, distruggere gli stock delle armi, e fornire assistenza a coloro la cui vita è stata rovinata dalle armi a grappolo. Esigerà anche l’adozione di leggi e regolamenti nazionali per garantire la sua applicazione a livello nazionale.

L’entrata in vigore del trattato appena 21 mesi dopo la firma a Oslo dimostra chiaramente il  fermo impegno degli Stati parte così come la volontà di tutti a iniziare la risoluzione dei problemi umani causati da queste armi> ha aggiunto J.Kellenberger

Dal 8 al 12 novembre 2010, gli Stati parte si riuniranno a Vientiane nel Laos, al fine di stabilire un piano d’azione con lo scopo di mettere in opera la Convenzione e decidere le procedure in vista di un regolare seguito sul cammino del suo progresso. I rappresentanti degli Stati, come l’Afganistan, che non sono ancora parte della Convenzione, sono incoraggiati a parteciparvi in qualità di osservatori.

Il CICR ha giocato un ruolo importante nel processo che è giunto all’adozione della Convenzione. Con l’aiuto del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, si adopera a promuovere la sua messa in opera integrale e la sua adozione universale.

Dall’originale Francese al link
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/cluster-munitions-news-290710!OpenDocument

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3 - 22-07-2010
Munizioni a grappolo: che cosa sono e qual è il problema?
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Che cosa sono le munizioni a grappolo? Perché tali munizioni sono motivo di tanta preoccupazione dal punto di vista umanitario? Quanti paesi producono e fanno scorta di munizioni a grappolo? Quanti paesi le hanno utilizzate? Il meccanismo dell'autodistruzione e altri miglioramenti tecnici, potrebbero risolvere il problema delle munizioni a grappolo?

Da decenni le munizioni a grappolo costituiscono un problema persistente. L'ampia area di effetti di queste armi e l'elevato numero di sottomunizioni che non riescono a esplodere come previsto, hanno causato un gran numero di vittime civili. Sebbene solamente un limitato numero di paesi abbia effettivamente utilizzato le munizioni a grappolo, molti hanno queste armi nei loro arsenali. Anche se una parte delle scorte attuali di munizioni a grappolo sono utilizzate o trasferite ad altri stati o gruppi armati non statali, le conseguenze potrebbero superare di gran lunga quelle delle mine antipersona. I miglioramenti tecnologici delle munizioni a grappolo non hanno fornito una soluzione adeguata, e un numero sempre maggiore di stati stanno ratificando la Convenzione sulle munizioni a grappolo, per poter affrontare i problemi causati da queste armi.

Che cosa sono le munizioni a grappolo?

Le munizioni a grappolo sono armi, esse consistono in un contenitore che si apre in volo e sparge un gran numero di sottomunizioni esplosive o “piccole bombe” su una vasta area. A seconda del modello, il numero di sottomunizioni può variare da diverse dozzine a più di  600. Le munizioni a grappolo possono essere lanciate da aerei, artiglieria e missili.

La maggior parte delle sottomunizioni sono destinate a esplodere al momento dell'impatto.  La stragrande maggioranza è in caduta libera, nel senso che non sono individualmente guidate verso un bersaglio.

Le munizioni a grappolo furono utilizzate per la prima volta nella Prima Guerra Mondiale, e   una grande percentuale era stata progettata per il contesto della Guerra Fredda. Il loro scopo principale era quello di distruggere diversi obiettivi militari sparsi su una vasta area, come carri armati o formazioni di fanteria, o per uccidere e ferire i combattenti.

Perché le munizioni a grappolo sono motivo di tanta preoccupazione dal punto di vista umanitario?

La storia ci ha mostrato che un elevato numero di sottomunizioni non esplodono come previsto durante l'impatto. Stime attendibili sui tassi di fallimento di queste armi durante i recenti conflitti variano dal 10% al 40%. L'utilizzo su larga scala di queste armi ha avuto come risultato interi paesi e regioni infestati da decine di migliaia, e a volte milioni, di mine inesplose e altamente instabili.

Le sottomunizioni inespolose spesso esplodono quando sono maneggiate o disturbate, causando un grave pericolo per i civili. La presenza di queste armi minaccia i civili sfollati che tornano alle loro case, ostacolando i soccorsi e gli sforzi per la ricostruzione e rendendo le attività di sussistenza, come l'agricoltura, pericolose per anni o persino decadi dopo che il conflitto è terminato.

Poiché sono “armi area”, che possono liberare un gran numero di sottomunizioni su una superficie di più di decine di migliaia di metri quadrati durante un conflitto, l'impatto delle munizioni a grappolo sui civili è un problema serio, in particolare quando sono utilizzate in aree densamente popolate.

Poiché molte sottomunizioni non sono a guida di precisione, la loro accuratezza sarà influenzata dal vento e da altri fattori ambientali. Inoltre potrebbero colpire aree esterne agli obiettivi militari. Quando tali armi sono utilizzate vicino o in prossimità di aree popolate, minacciano significativamente i civili sia durante l'attacco, che nell'immediato dopoguerra quando le persone tornano alle loro normali attività.

Quanti paesi producono e fanno scorta di munizioni a grappolo?

34 paesi sono noti per aver prodotto più di 210 diversi tipi di munizioni a grappolo. Tra questi: proiettili, bombe, razzi, missili e dispensers (Hiznay).

Almeno 87 paesi hanno attualmente arsenali di munizioni a grappolo o li hanno avuti in passato. Le scorte attuali ammontano a milioni di munizioni a grappolo, contenenti bilioni di sottomunizioni individuali.

Quanti paesi hanno utilizzato le munizioni a grappolo?

Degli 87 paesi, che hanno o avevano arsenali di munizioni a grappolo, 16 le hanno effettivamente utilizzate durante un conflitto armato. In alcuni casi è stato documentato l'uso anche da parte di gruppo armati non statali. Se una parte delle munizioni a grappolo presente ad oggi negli arsenali fosse utilizzata o trasferita ad altri stati o gruppo armati non statali, le conseguenze potrebbero essere di gran lunga maggiori di quelli delle mine anti-persona nel 1990.

Il meccanismo dell'autodistruzione e altri miglioramenti tecnici, potrebbero risolvere il problema delle munizioni a grappolo?

Attualmente la maggior parte delle munizioni a grappolo presenti negli arsenali sono costituite da vecchi modelli (di 20 anni o più). Essendo tali sono sempre più inaffidabili e non dovrebbero essere utilizzati.

Alcuni dei modelli più recenti hanno delle funzioni di autodistruzione, per assicurare che le sottomunizioni si distruggano da sole nel caso non esplodano come previsto. Tuttavia questa tecnologia non fornisce un'adeguata soluzione al problema dell'affidabilità di tali armi. L'autodistruzione ha diminuito il numero di sottomunizioni inesplose durante i test di controllo, ma il tasso di avaria rimane elevato. Anche queste caratteristiche hanno dimostrato di lasciare un elevato numero di sottomunizioni inesplose sul campo.

Fortunatamente un numero elevato di stati sono, o sono in procinto, di aderire alla Convenzione sulle munizioni a grappolo. Questa convenzione fu negoziata e adottata da 107 stati durante la Conferenza diplomatica di Dublino, Irlanda, nel maggio 2008. La Convenzione stabilisce nuove regole, al fine di assicurare che le munizioni a grappolo non siano più utilizzate e che gli attuali problemi connessi all'uso di tali armi siano affrontati.

Tradotto dal testo originale
22-07-2010    
Cluster munitions: what are they and what is the problem?
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/cluster-munitions-factsheet-230710

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4 - 23-07-2010
La Convenzione sulle munizioni a grappolo: un nuovo trattato per porre fine alle sofferenze causate dalle bombe a grappolo
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Questa Convenzione è un complemento importane al Diritto internazionale umanitario. Essa stabilisce nuove regole al fine di assicurare che le munizioni a grappolo non siano più utilizzate e che vengano affrontati gli attuali problemi umanitari associati all'uso di tali armi. È importante sottolineare che la Convenzione contiene disposizioni specifiche che mirano a soddisfare i bisogni delle vittime e delle comunità interessate.

Come risposta alla morte, alle lesioni e alle sofferenze causate dalla munizioni a grappolo, 107 stati hanno negoziato e adottato, durante la Conferenza diplomatica tenuta nel maggio del 2008 a Dublino in Irlanda, la Convenzione sulle munizioni a grappolo. La Convenzione è un'aggiunta importante al Diritto Internazionale Umanitario (DIU). Essa stabilisce nuove regole al fine di assicurare che le munizioni a grappolo non siano più utilizzate e che vengano affrontati gli attuali problemi umanitari associati all'uso di tali armi. È importante sottolineare che la Convenzione contiene disposizioni specifiche che mirano a soddisfare i bisogni delle vittime e delle comunità interessate. La Convenzione entrerà in vigore il 1° agosto del 2010.

Che cosa fa la Convenzione?

La Convenzione vieta a livello globale l'uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle munizioni a grappolo. Inoltra vieta agli stati firmatari di assistere, incoraggiare o indurre chiunque a intraprendere qualsiasi attività vietata dalle disposizioni della Convenzione. Oltre a questi divieti essa obbliga gli stati possessori o colpiti da munizioni a grappolo a distruggere le scorte, eliminare i residui di tali munizioni e fornire assistenza alle vittime.

La distruzione delle riserve – Ogni stato deve – entro 8 anni dall'adesione alla Convenzione – distruggere tutte le riserve di munizioni a grappolo presenti sotto la propria giurisdizione e controllo. La scadenza può essere estesa ad altri 4 anni, e ulteriori estensioni di 4 anni possono essere ammesse in particolari circostanze. Gli stati possono mantenere un limitato numero di munizioni a grappolo e sottomunizioni esplosive allo scopo di esercitazioni di sminamento e per lo sviluppo di tecniche di distruzione.

Smaltimento dei residui di munizioni a grappolo – Ogni stato deve bonificare il proprio territorio da sottomunizioni non esplose e da munizioni a grappolo abbandonate, entro 10 anni dall'adesione alla Convenzione. Se uno stato non è in grado di fare ciò esso può richiedere un'ulteriore estensione ad un periodo di 5 anni. Gli stati devono condurre programmi sull'educazione al rischio al fine di sensibilizzare i civili che vivono in prossimità delle aree affette da munizioni a grappolo.

Fornire assistenza alle vittime – La Convenzione contiene disposizioni forti sull'assistenza alle vittime. Ogni stato parte, che ha nel suo territorio o sotto il suo controllo vittime delle munizioni a grappolo, deve fornire loro l'assistenza medica, riabilitazione fisica, supporto psicologico e sociale, e integrazione economica. Inoltre, lo stato deve valutare i bisogni nazionali in queste aree e sviluppare piani e mobilitare risorse al fine di soddisfare tali bisogni. Questa è la prima volta che una disposizione dettagliata sull'assistenza alle vittime è stata inclusa in un trattato di DIU.

È importante notare che nella definizione di “vittime delle munizioni a grappolo” rientrano non solo coloro che sono uccisi o feriti, ma anche le famiglie e le comunità che hanno sofferto le conseguenze socio-economiche dell'uso delle munizioni a grappolo. Questa ampia definizione riflette il consenso crescente tra coloro che sono interessati alla rimozione delle armi.

Come sono definite nella Convenzione le munizioni a grappolo?

Secondo i termini della Convenzione, una munizione a grappolo è una munizione convenzionale che disperde o rilascia sottomunizioni esplosive: piccole, esplosivi non guidati o piccole bombe (ciascuna del peso inferiore a 20 kg), che sono programmate per esplodere prima o dopo l'impatto.

Le armi con un numero inferiore a 10 sottomunizioni esplosive non sono considerate munizioni a grappolo, a condizione che ogni sottomunizione pesi più di 4 kg, sia in grado di individuare e perseguire un determinato obiettivo, e che sia dotata di dispositivi elettronici di autodistruzione e meccanismi di auto-disattivazione. Sono altresì escluse le armi programmate per lanciare razzi, fumo o fuochi pirotecnici, come pure le munizioni progettate per produrre effetti elettrici o elettronici. La Convenzione non proibisce né restringe l'uso di tali armi; tuttavia il loro uso è disciplinato dalle disposizioni generali del DIU.

Come saranno controllati l'attuazione e il rispetto della Convenzione?

La Convenzione include una varietà di meccanismi per promuovere la sua attuazione e assicurarsi che le sue disposizioni siano rispettate.

Al fine della trasparenza, gli Stati sono tenuti a comunicare annualmente al Segretario Generale delle Nazioni Unite una serie di questioni, inclusi il tipo e il numero di munizioni a grappolo distrutte, l'estensione e la localizzazione delle aree contaminate dalle munizioni a grappolo, lo stato dei programmi di sminamento, le misure adottate per fornire l'educazione al rischio e al pericolo per i civili, lo stadio dei programmi per fornire assistenza alle vittime e le misure nazionali prese per prevenire e sopprimere violazioni alla Convenzione. La segnalazione di tali questioni fornisce inoltre una panoramica sullo stato di attuazione della Convenzione.

Inoltre, le riunioni degli stati parte saranno tenute regolarmente al fine di esaminare l'efficacia della Convenzione. Queste riunioni rappresentano un'importante opportunità per valutare i progressi nell'attuazione, discutere le migliori pratiche e risolvere le questioni relative all'implementazione e al rispetto della Convenzione.

In caso di problemi circa il rispetto della Convenzione da parte di uno stato, i chiarimenti dovranno essere affrontati tramite il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Se necessario le questioni possono essere sottoposte anche agli incontri degli stati parte, i quali possono adottare procedure o meccanismi specifici al fine di chiarire la situazione ed elaborare una risoluzione.

In ogni controversia tra due o più stati parte, dovranno essere fatti degli sforzi per risolvere la questione tramite la negoziazione o altri mezzi pacifici a scelta, come prevede lo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia.  

Infine ogni stato parte ha l'obbligazione di prendere tutte le misure appropriate: legali, amministrative e varie, al fine di dare attuazione alla Convenzione.

Ciò include l'imposizione di sanzioni penali per prevenire e sopprimere le violazioni, da parte di persone, o sul territorio, sotto la giurisdizione e il controllo dello stato. Questo richiede spesso l'adozione di una legislazione nazionale, nonché di emendamenti alle norme che regolano le forze armate.

La Convenzione farà la differenza?

Quando sarà attuata, la Convenzione preverrà enormi sofferenze umane, assicurando che centinaia di milioni di sottomunizioni a grappolo saranno distrutte e mai più utilizzate. Inoltre la Convenzione andrà a diretto vantaggio delle comunità interessate, aumentando gli sforzi per bonificare le aree contaminate dalle munizioni a grappolo, salvando vite e restituendo i terreni all'agricoltura e ad altre attività produttive. Aiuterà inoltre le vittime mediante un impegno crescente svolto attraverso diversi tipi di aiuti: sanitario, riabilitazione, supporto psicologico, sociale e integrazioni economiche. Tutti gli stati parte hanno la responsabilità di garantire il successo della Convenzione. Quando sono in grado di farlo, anche gli stati parte che non possiedono arsenali né residui di munizioni a grappolo nel proprio territorio potranno aiutare i paesi colpiti a dare attuazione alla Convenzione.

Oltre ad influenzare il comportamento e le pratiche degli stati membri, la Convenzione sulle munizioni a grappolo avrà anche un impatto sugli stati che ancora non hanno firmato o ratificato il trattato. Con l'adozione e l'entrata in vigore della Convenzione, molti paesi, i media e l'opinione pubblica ora considereranno le munizioni a grappolo come un'arma stigmatizzata. Sarà quindi molto più difficile per ogni stato o gruppo armato utilizzare nel futuro tali armi

Con l'adozione e l'entrata in vigore della Convenzione sulle munizioni a grappolo, il DIU stabilisce un quadro generale per prevenire e porre fine alle sofferenze umane causate dalle “armi che non possono smettere di uccidere”. La Convenzione sulla messa al bando delle mine del 1997, il Protocollo sui residuati bellici esplosivi del 2003 e la Convenzione sulle munizioni a grappolo del 2008, insieme costituiscono una risposta di vasta portata alle conseguenze umanitarie degli ordigni inesplosi e abbandonati e forniscono una speranza alle comunità per il futuro, quella di vivere vivere senza la minaccia di queste armi.

Tradotto dal testo originale
23-07-2010
The Convention on Cluster Munitions: a new treaty to end the suffering caused by cluster munitions
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/cluster-munition-legal-factsheet-230710

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