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n° 425 del 28 maggio 2010 Stampa E-mail
venerdì 28 maggio 2010
28 maggio 2010
nr. 425
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 25 maggio 2010 Aggiornamento operativo
Afghanistan: il CICR incrementa gli sforzi per aiutare i malati ed i feriti
Traduzione non ufficiale di Colum B. Donnelly

2 - 19 maggio 2010 Comunicato Stampa  10/83
Rapporto Annuale 2009 : i conflitti prolungati esigono un’azione umanitaria durevole e flessibile
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - Solferino 2010
20 – 27 giugno
Vieni a vedere dove è nato il nostro sogno

 

Solferino 2010

 

E’ stato pubblicato sul sito www.cri.it tutto il programma dell’evento, le schede di iscrizione al Campo Umanitario, le schede di iscrizione per far parte dello Staff e il Campo Scuola.

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1 - 25 maggio 2010 Aggiornamento operativo
Afghanistan: il CICR incrementa gli sforzi per aiutare i malati ed i feriti
Combattimenti, mine e posti di blocco impediscono a molte persone, all'interno delle aree colpite dal conflitto, di raggiungere gli ospedali. Il CICR reagisce addestrando i chirurghi afghani alle tecniche di chirurgia di guerra e istruendo le persone direttamente coinvolte nel conflitto alle tecniche base di primo soccorso.

Traduzione non ufficiale di Colum B. Donnelly

Situazione umanitaria

Il conflitto armato pesa gravemente sul servizio sanitario in tutto il paese. Anche il primo soccorso è spesso carente, mentre la chirurgia avanzata di guerra è assente. Quando i servizi sanitari fossero anche presenti, non è sempre facile potervi accedere. La recente offensiva di Marjah, Helmand, ne è un esempio.

"Anche quando i combattimenti sono terminati in una particolare area, abbiamo difficoltà a trasportare i pazienti ed affidarli alle cure di un medico. Mine, posti di blocco stradali ed una situazione di insicurezza generalizzata ci impedisce di muoverci in sicurezza", dichiara un volontario della Mezzaluna Rossa Afghana che si occupa di primo soccorso a livello comunitario.

Secondo un tassista, che regolarmente trasporta passeggeri malati e feriti dal distretto di Sangin di Helmand fino all'ospedale Mirwais a Kandahar, sostenuto dal CICR, "i posti di blocco stradali, i combattimenti e insicurezza mettono a rischio le vite di malati e feriti, perché spesso occorrono sei o sette ore, invece che solamente due, per riuscire a trasportare le persone all'ospedale.

Prendendosi cura di malati e feriti

La risposta del CICR include l'addestramento dei medici locali a trattare le ferite da arme da fuoco. Nel corso del mese di aprile, quarantadue chirurghi e altri medici provenienti da tutto il paese hanno partecipato ad un workshop di tre giorni, condotto dal Capo Chirurgo del CICR Marco Baldan, un esperto di fama internazionale nel campo ferite da arma da fuoco. Molti partecipanti hanno confermato la tendenza che registrata presso l'ospedale Mirwais di Kandahar, ovvero che si è verificato un incremento preoccupante del numero di pazienti feriti da ordigni esplosivi rudimentali e altre armi.

Il CICR ha inoltre tenuto corsi di primo soccorso e fornito kit di primo soccorso a uomini armati e civili residenti nelle aree di conflitto. Durante il mese di aprile, i corsi hanno visto la partecipazione di oltre 100 uomini delle forze di sicurezza afghane, circa 70 membri delle forze armate d'opposizione, tassisti impegnati nel trasporto di feriti da arma da fuoco, soccorritori ed il proprio staff. Inoltre, 28 operatori sanitari sono stati addestrati all'uso di attrezzature specialistiche del CICR per il trattamento dei pazienti con ferite da arma da fuoco.

L'ospedale di Shebergan, sostenuto dal CICR, nel nord dell'Afghanistan e l'ospedale regionale Mirwais di Kandahar hanno trattato circa 3.500 pazienti ricoverati e altri 20.000 in regime ambulatoriale. I chirurghi hanno portato a termine circa 1.000 operazioni. Entrambi gli ospedali sono gestiti dal Ministero della Salute Pubblica con la partecipazione del CICR, che si è concretizzata anche attraverso l'invio di 18 persone, tra medici, infermieri e personale amministrativo, per assistere e formare il personale dell'ospedale Miwais. L'organizzazione ha inoltre fornito supporto tecnico e finanziario per dieci cliniche, gestite dalla Mezzaluna Rossa Afghana. Inoltre, il CICR ha curato oltre 400 pazienti nei sette punti di primo soccorso dislocati nelle aree meridionali e centrali del paese.

Protesi ortopediche e riabilitazione

Il CICR è stato impegnato nella realizzazione di protesi e nella riabilitazione fisica per oltre venti anni in Afghanistan. In aggiunta, l'organizzazione ha sostenuto la re-integrazione sociale dei disabili, dalle vittime delle mine a disabili con difficoltà motorie. Il CICR gestisce i centri ortopedici di Kabul, Mazar-i-Sharif, Herat, Gulbahar, Faizabad e Jalalabad, oltre ad un servizio di assistenza a domicilio che offre supporto medico, economico e sociale ai pazienti con danni alla colonna vertebrale e alle loro famiglie.

Nel corso del mese di aprile, i sei centri del CICR hanno:
- registrato 670 nuovi pazienti, inclusi 87 amputati;
- hanno assistito circa 6.500 pazienti;
- hanno fornito quasi 1.120 protesi e ausili ortopedici;
- hanno tenuto oltre 17.000 sessioni di fisioterapia;
- hanno erogato prestiti (micro-credito) a 48 pazienti per aiutarli a creare un'attività lavorativa autonoma;
- hanno fornito formazione vocazionale ad oltre 241 pazienti, 35 dei quali hanno completato il percorso nel mese di aprile;
- hanno condotto 700 visite domiciliari ai pazienti con danni alla colonna vertebrale.

Visite ai luoghi di detenzione e ristabilimento dei legami familiari

Il CICR visita regolarmente i luoghi di detenzione gestiti dalla forza di sicurezza internazionale NATO, dalle forze armate USA e dalle autorità afghane. Lo scopo è quello di verificare le condizioni di detenzione ed il trattamento dei detenuti. Lo scorso anno ha anche iniziato a visitare le persone detenute dalle forze armate di opposizione.

Il CICR contribuisce a ristabilire i legami tra le famiglie separati a causa del conflitto, mantenendo i contatti e sostiene le famiglie alla ricerca dei propri parenti.

Durante il mese di aprile, il CICR:
- ha valutato i casi di 742 detenuti, visitandone 78 per la prima volta;
- ha pagato le spese di viaggio, per 18 ex-detenuti, verso i propri villaggi;
- ha raccolto 184 messaggi di Croce Rossa e ne ha distribuiti 211, soprattutto tra i detenuti e le proprie famiglie, con il supporto della Mezzaluna Rossa Afghana;
- ha permesso 184 video-chiamate tra le famiglie e i detenuti presso il carcere gestito dalle forze americane di Parwan, presso l'aeroporto di Bagram;
- ha permesso alle famiglie di 74 detenuti di visitare i propri parenti detenuti presso la struttura di Parwan.

Acqua e igiene (Water and sanitation)

Gli ingegneri idraulici del CICR lavorano a stretto contatto con le autorità locali su programmi urbani e rurali. L'organizzazione si occupa di promozione dell'igiene presso le scuole religiose ed i centri di detenzione, e anche presso le famiglie presso le loro abitazioni.

Nel corso del mese di aprile, il CICR:
- ha continuato a lavorare su quattro progetti che forniranno acqua a circa 90.000 persone tra Herat, Jalalabad e Kandahar;
- ha tenuto sessioni di promozione dell'igiene per circa 9.000 persone nelle città di Kabul, Bamyan, Kapisa, Herat, Farah, Jalalabad, Kandahar and Balkh (Mazar);
- ha lavorato per migliorare la fornitura di acqua e le condizioni igieniche per oltre 2.850 detenuti di 5 carceri provinciali;
- ha completato i lavori per fornire acqua sicura a oltre 42.500 persone nelle province di Bamyan, Herat, Farah, and Kandahar;
- continua i lavori per rinnovare l'ospedale di Kandahar.

Cibo e sementi

Il CICR distribuisce riso, fagioli, burro chiarificato, zucchero, sale e the a circa 835 persone che hanno abbandonato le proprie case a causa del conflitto o di disastri naturali in sette province meridionali, settentrionali e occidentali. Inoltre, l'organizzazione distribuisce due tonnellate di sementi di sesamo e 20 tonnellate di fertilizzante a 792 famiglie di agricoltori nell'area occidentale e 15.500 sementi di pistacchi a 2.765 famiglie di agricoltori del nord.

Promozione del diritto internazionale umanitario

Ricordare alle parti in conflitto l'obbligo di proteggere la popolazione civile è parte fondamentale delle attività di promozione del diritto internazionale umanitario del CICR in tutto il mondo. L'organizzazione inoltre promuove la conoscenza del diritto internazionale umanitario nella società civile, tra gli enti governativi e le forze armate.

Nel corso del mese di aprile, il CICR:
- ha tenuto sessioni di diritto internazionale umanitario per le Forze Armate e le Forze di Polizia Afghane, a cui hanno partecipato 160 persone;
- ha tenuto incontri con gli anziani delle comunità, membri di circoli religiosi, studenti universitari e membri della Mezzaluna Rossa Afghana, coinvolgendo 408 persone in tutto.

L'operazione in Afghanistan è la più grande, per il CICR, a livello mondiale. L'organizzazione dispone di 140 operatori stranieri e di 1.540 locali presso la principali delegazione, a Kabul, e presso le cinque sub-delegazioni e dieci uffici in tutto il paese.

Versione originale: http://www.cicr.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/afghanistan-update-250510

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2 - 19 maggio 2010  Comunicato Stampa  10/83
Rapporto Annuale 2009 : i conflitti prolungati esigono un’azione umanitaria durevole e flessibile
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) – L’azione umanitaria che viene effettuata  in risposta ai conflitti armati contemporanei tende a prolungarsi nel tempo, spesso senza conoscere un fine o un regolamento chiaro e netto. Essa deve trovare il miglior adattamento ai bisogni complessi della popolazione colpita: così indica il rapporto annuale 2009 del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), pubblicato questo mercoledì (19-5 n.d.t.).

Rivedendo le operazioni svolte l’anno scorso in 80 paesi, l’Istituzione ha notato che i periodi prolungati di violenza armata sono all’origine di un insieme di gravi problemi che richiedono un’azione umanitaria durevole, flessibile e diversificata.

<Le conseguenze portate dai conflitti di lunga durata vanno molto  al di là di quello che noi possiamo spesso leggere sulla stampa> ha dichiarato il Presidente del CICR, Jakob Kellenberger. < L’incertezza generata dal fatto di non potere ritornare nelle proprie case per  anni o il fatto di dover camminare per ore, giorno dopo giorno, per andare a cercare l’acqua, non diventano titoli a caratteri cubitali sulla stampa…..   Sono gli obici e gli spargimenti di sangue che colpiscono il pubblico. E ancora quando l’attenzione del pubblico si rivolge da altre parti i problemi restano, e il nostro lavoro umanitario continua>

Secondo il rapporto annuale, le vittime di numerosi conflitti armati moderni fanno fronte a un insieme complesso di pressioni e di problemi legati alla persistente

insicurezza – si tratta di bisogni a breve termine e spesso ricorrenti, come la sicurezza, l’alimentazione, l’acqua, la casa e l’assistenza medica, o problemi cronici, come la povertà, la malnutrizione, l’assenza di scolarizzazione, la penuria di impieghi di lavoro o l’insufficienza di cure sanitarie.

<Il rapporto presenta uno squarcio di sofferenza sopportata per decenni, dalla popolazione, specialmente in Afganistan, in Irak, in Israele e nei territori occupati, in Somalia, in Sudan in Colombia e nelle Filippine> ha aggiunto il presidente del CICR. < Se leggete i nostri rapporti annuali di dieci, venti o anche trenta anni fa, si può vedere che gli stessi conflitti erano già latenti o sul punto di scoppiare. Quello che mi preoccupa di più, è l’effetto distruttore cumulativo di questo insieme di conflitti,  particolarmente nocivo su intere generazioni.>

J.Kellengerger ha detto che essendo  “impegnati nella durata” e mantenendo una presenza sul terreno, il CICR ha potuto comprendere i bisogni acuti e persistenti della popolazione colpita dai conflitti e rispondere così più efficacemente. Ha aggiunto che ” il carattere interminabile” delle guerre e delle insurrezioni richiede da parte delle agenzie umanitarie la preparazione a fornire diversi tipi di assistenza sul lungo periodo.

Nel quadro delle attività svolte nel 2009, il CICR ha rinforzato la sua cooperazione sul terreno con le Società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa; queste ultime sono ben ancorate nelle loro comunità locali e possono così agire più vicino alle persone che hanno bisogno di aiuto, in particolare nelle regioni arretrate.

In occasione della presentazione del rapporto anuale a Ginevra, J.Kellenberger ha lanciato un appello ai governi per raddoppiare gli sforzi al fine di ridurre al massimo le conseguenze umanitarie dei conflitti armati e altre situazioni di violenza per la popolazione civile. Ha aggiunto che è necessario esercitare una maggiore pressione sulle parti in conflitto per fare in modo che esse rispettino il diritto internazionale umanitario.

Nel 2009, il CICR ha speso in totale 1,06 miliardi di franchi svizzeri, un leggero ribasso in rapporto al totale “record” di circa 1,1 miliardi di franchi svizzeri registrati nel 2008. L’Irak, il Sudan, il Pakistan e l’Afganstan sono fra le operazioni più importanti svolte l’anno scorso e rappresentano circa un terzo delle spese totali dell’Istituzione.

J.Kellenberger ha dichiarato che questo totale,  vicino al più alto raggiunto nel 2008, riflette sia la natura durevole dei conflitti armati contemporanei che l’aumentata vulnerabiltà dei civili.

Egli ha citato l’Afganistan e la Somalia come  le <maggiori sfide operative > per il CICR, aggiungendo che nel corso degli anni, il caos della guerra e l’incertezza ha progressivamente  compromesso le prospettive di stabilità e di aumento di questi due paesi nel settore economico, sociale, scientifico, pedagogico e politico.

< Gli abitanti hanno dovuto subire non soltanto i bombardamenti e gli attacchi, ma hanno dovuto anche far fronte a decenni di mobilitazioni, di insufficienza o inesistenza delle cure di sanità, a restrizioni di movimento, alle umiliazioni, a mancanza di lavoro,  alla disperazione, al fatto di essere separati dai propri familiari, ad una crescente dipendenza dall’aiuto esterno e alla lotta per le risorse che sono sempre più rare,> ha affermato J.Kellenberger. <Io mi domando a  cosa corrisponderebbe oggi l’Afganistan e la Somalia – quale sarebbe il loro stato di sviluppo economico e sociale, il loro tasso di scolarizzazione – se, durante tutti questi anni, questi paesi avessero conosciuto pace e progresso piuttosto che violenza assassina e devastazione>

http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/annual-report-news-190510!OpenDocument

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Solferino 2010
20 – 27 giugno
Vieni a vedere dove è nato il nostro sogno
Tratto dal sito www.cri.it

E’ stato pubblicato sul sito www.cri.it tutto il programma dell’evento, le schede di iscrizione al Campo Umanitario, e le schede di iscrizione per far parte dello Staff

"Solferino 2010" sta arrivando. Anche quest'anno, dopo il successo della precedente edizione, gli storici luoghi che 151 anni fa ispirarono a Henry Dunat l'idea di Croce Rossa, ospiteranno dal 20 al 27 giugno il Villaggio umanitario.
Una settimana di appuntamenti dedicata ai volontari e operatori della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa che ogni giorno dedicano la propria vita al prossimo. "Solferino 2010 si prepara ad essere un grande momento di formazione per preparare gli uomini e le donne del Movimento ad affrontare le sfide umanitarie del futuro.

Sul sito www.cri.it è aperta un'area dedicata all'evento. Per partecipare a Solferino 2010 è necessario iscriversi compilando il form sul sito www.cri.it. Questa è l'unica procedura ufficiale di iscrizione di Croce Rossa Italiana.

Campo Scuola

L'ultimo anno ci ha visti protagonisti nella risposta a numerose emergenze sia di carattere nazionale, con il sisma che ad Aprile 2009 ha colpito l'Abruzzo, sia di carattere internazionale, con il sisma ad Haiti ed in Cile.
La volontà è certamente di essere sempre maggiormente presenti nel panorama internazionale, lavorando all'interno del sistema della Federazione Internazionale di Croce Rossa e  Mezzaluna Rossa, così come nel panorama nazionale all'interno del nostro Sistema Nazionale di Protezione Civile.
L'incremento dell'impegno nella risposta ai disastri richiede, però, di potersi avvalere di risorse umane preparate e competenti ed in grado di muoversi agevolmente nel sempre più complesso mondo dell'emergenza.
E' proprio per raggiungere questo obiettivo che sarà organizzato dal 28 giugno al 1 luglio p.v. un Campo Scuola Nazionale, nel corso del quale sono previsti diversi percorsi formativi relativi alla preparazione e risposta ai disastri.

Il Campo Scuola si svolgerà a Solferino presso l'area attendata che nei giorni immediatamente precedenti accoglierà migliaia di volontari.
Saranno realizzati percorsi formativi di alto livello, con la partecipazione in qualità di docenti di esperti internazionali nel campo della risposta ai disastri, provenienti dalla Federazione Internazionale, nonché esperti nazionali provenienti dal Dipartimento della Protezione Civile ed altri enti deputati al soccorso. Ovviamente, non potrà mancare la partecipazione di operatori dell'emergenza cheda anni operano per la Croce Rossa Italiana.

Attenzione sarà data anche alla qualificazione dei nostri Dirigenti nei vari ruoli: Presidenti, Consiglieri e Ispettori a tutti i livelli con un percorso di formazione sperimentale incentrato sul concetto della responsabilità propria del ruolo ricoperto verso l'associazione che dovrà contribuire a far crescere l'inestimabile capitale sociale rappresentato da tutti i soci attivi della Croce Rossa Italiana.
Da ultimo l'importanza del supporto psicologico interno ed esterno.

Tutto questo non può e non deve essere un lavoro individuale di Componente ma un momento di crescita e coesione comune affinché si arrivi sempre più ad avere un gruppo di persone unite, preparate e consapevoli in grado di amministrare e gestire le nostre realtà territoriali.

Maggiori informazioni al link: http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3744
 
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"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

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In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

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