Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 421 del 3 maggio 2010 Stampa E-mail
lunedì 03 maggio 2010
3 maggio 2010
nr. 421
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


---------------------------------------------------------------------------------- 

Contenuto:

1 - 20-04-2010 Comunicato stampa 10/64
Armi nucleari: un'opportunità storica affinché non si utilizzino mai più
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

2 - 09-04-2010 Intervista
Fra guerra e criminalità: l’assistenza umanitaria nei contesti ad alto rischio
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - Ispettorato Regionale Pionieri Lombardia
Comitato Provinciale di Mantova
8 Maggio 2010 sulle orme di un’idea
SOLFERINO

4- allegato
" Da Dunant e Nightingale a... Il Principio di Umanità nella Medicina , oggi ".
18 maggio alle ore 16,00 presso l'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri
Napoli

5 - CICR  Comunicato Stampa nr. 10/67
23 aprile 2010
CICR: L’assemblea elegge due nuovi membri
Traduzione di M.Grazia Baccolo

 

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 20-04-2010 Comunicato stampa 10/64
Armi nucleari: un'opportunità storica affinché non si utilizzino mai più

Ginevra (CICR) – Il CICR ha così dichiarato: “gli stati hanno l'opportunità storica, di porre fine una volta per tutte all'era delle armi nucleari”. Rivolgendosi ai diplomatici a Ginevra, il presidente del CICR, Jakob Kellenberger si è appellato agli stati affinché assicurino che le armi nucleari non vengano mai più utilizzate.
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Il presidente Kellenberger ha affermato che gli sviluppi positivi recenti quali: l'adozione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dell'obiettivo “un mondo senza armi nucleari”, e il riconoscimento di responsabilità da parte dei presidenti Obama e Medvedev nella riduzione di armi nucleari, segnano un'opportunità senza precedenti nel ridurre ed eventualmente eliminare la minaccia rappresentata da queste armi.

Kellenberger sottolinea l'importanza della Conferenza delle parti incaricate per l'esame del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari, che si terrà il prossimo mese. Il CICR appoggia ogni sforzo per negoziare un accordo internazionale sull'eliminazione delle armi nucleari, dice Kellenberger: “la prevenzione dell'uso di armi nucleari richiede l'adempimento delle vigenti obbligazioni, al fine di raggiungere negoziazioni volte alla proibizione e alla completa eliminazione di tali armi attraverso un trattato internazionale di carattere legalmente vincolante” – prosegue - “ciò significa anche prevenire la proliferazione e controllare l'accesso ai materiali e alle tecnologie che possono essere utilizzate per produrle”.

Affermando inoltre che la posizione del CICR è basata sulla comprensione delle sofferenze causate dalla guerra, Kellenberger evidenzia la testimonianza del delegato del CICR Marcel Junon, il quale è stato il primo medico straniero a prestare assistenza alle vittime della bomba atomica a Hiroshima nel 1945. “Il centro della città era una sorta di macchia bianca, liscia come il palmo di una mano. Non era rimasto nulla”, ha scritto Junod dopo la sua visita l'8 settembre del 1945. Testimoni gli hanno riportato che dopo pochi secondi dall'esplosione “migliaia di esseri umani, nelle strade, nei giardini e nel centro della città, colpita da un'ondata di calore, morirono come mosche. Altri si ritorcevano come vermi,  atrocemente bruciati”.

Il presidente del CICR ha rimarcato come il numero di morti a Hiroshima e Nagasaki è raddoppiato o triplicato nei cinque anni seguenti all'esplosione, avvertendo che 65 anni dopo il mondo non è ancora preparato a prestare soccorso alle vittime potenziali di un attacco nucleare. “Il CICR ha concluso recentemente un'analisi delle sue capacità e di quelle di altre agenzie internazionali, al fine di prestare soccorso alle vittime di armi nucleari, radiologiche, chimiche e biologiche” - ha affermato - “nonostante la capacità di risposta di alcuni paesi, a livello internazionale tale capacità è scarsa, e manca l'esistenza di un piano realistico e coordinato. Quasi certamente le immagini viste a Hiroshima e Nagasaki saranno le stesse in caso di un futuro uso di armi nucleari”.

Dal punto di vista del Diritto Internazionale Umanitario, Kellenberger ha sostenuto come nel 1950 il CICR avesse già manifestato la sua preoccupazione, agli stati parte delle Convenzioni di Ginevra, riguardo la totale distruzione associata all'uso di armi nucleari, le quali potrebbero “vanificare ogni tentativo di protezione dei non combattenti mediante i testi giuridici”. Inoltre, ha affermato, che le armi nucleari sono uniche in termini di potere distruttivo, sofferenze atroci, e impossibilità di contenere il potere distruttivo nello spazio e nel tempo, e anche in termini di minaccia all'ambiente naturale, alle generazioni future e quindi alla sopravvivenza stessa dell'umanità. Kellenberger ha concluso dicendo che per “il CICR è difficile considerare una situazione nella quale l'uso delle armi nucleari sia compatibile con il Diritto Internazionale Umanitario”.

Tradotto dal testo originale
“Nuclear weapons: historic opportunity to ensure they will never be used again”
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/nuclear-weapons-news-200410!OpenDocument

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2 - 09-04-2010 Intervista
Fra guerra e criminalità: l’assistenza umanitaria nei contesti ad alto rischio

In certe zone di conflitto, la presenza del CICR è limitata a causa dell’insicurezza. È il caso di certe regioni della Somalia, dello Yemen e dell’Afganistan. Malgrado questo ostacolo, è sempre possibile venire in aiuto delle vittime dei conflitti armati. Il vicedirettore delle operazioni, Dominik Stillhart, spiega come.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Quali sono i casi in cui il CICR ritira il suo personale, o una parte di esso, da una certa regione?

Questa decisione è quasi sempre legata ai pericoli che devono affrontare i nostri colleghi sul campo. Poiché noi non lavoriamo abitualmente con una protezione armata, la nostra sicurezza nelle regioni in conflitto è assicurata solo se la nostra presenza è accettata da tutti, in particolare da coloro che sono armati. Sfortunatamente, non sempre è così, soprattutto là dove le autorità non riescono a controllare una criminalità endemica.

Ritirare il nostro personale, comunque, resta l’eccezione e non la regola. Il CICR si sforza sempre di restare il più possibile vicino alle popolazioni più toccate dalla guerra. Noi siamo fra le rare organizzazioni che assicurano una presenza permanente sul campo in alcuni dei luoghi più pericolosi al mondo, per esempio a Kandahar, in Afganistan, o a Bagdad. Per riassumere, dobbiamo trovare i mezzi per poter aiutare realmente la popolazione in queste situazioni, senza esporre inutilmente i nostri collaboratori a rischi eccessivi.

Una cosa è sicura: quando siamo obbligati a ritirare il nostro personale, cerchiamo di limitare il più possibile le conseguenze del ritiro sulla nostra capacità di assistere e proteggere le persone toccate dalla guerra.

Come fa il CICR ad operare nelle situazioni più pericolose?

Essenzialmente, dobbiamo adattare il nostro modo di agire. Nei contesti più pericolosi, i nostri collaboratori internazionali possono a volte affrontare dei rischi aggiuntivi rispetto ai colleghi locali, perché in quanto stranieri attirano di più l’attenzione, compresa quella dei criminali. Per rimediare a questa situazione, talvolta abbiamo dovuto limitare gli spostamenti sul terreno del personale espatriato nonché il tempo passato ad questi collaboratori nelle regioni più pericolose. In casi estremi, siamo stati anche obbligati a ritirare temporaneamente i nostri collaboratori internazionali; l’abbiamo fatto, ad esempio, dopo l’attentato contro il nostro ufficio di Bagdad, nel 2003, o nel nord dello Yemen l’anno scorso.

Nelle situazioni in cui la presenza del personale internazionale è limitato, come nel caso della maggior parte della Somalia e in certe regioni del sud dell’Afganistan, i nostri collaboratori nazionali assumono più responsabilità. È nostro compito trovare il giusto equilibrio, perché se è importante poterci appoggiare sulle loro conoscenze del contesto locale, dobbiamo anche fare di tutto per limitare i rischi che corrono nell’esercizio delle loro funzioni.

Che altro può fare il CICR?

In queste situazioni, la stretta partnership con le Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa è cruciale. In effetti, in queste regioni, i loro volontari e collaboratori sono spesso ben inseriti nella comunità. In luoghi come il nord dello Yemen, per esempio, è collaborando con il nostro personale nazionale e la Mezzaluna Rossa che, malgrado l’assenza dei collaboratori internazionali del CICR, abbiamo potuto aiutare migliaia di persone sfollate nel corso degli ultimi mesi. I delegati dell’istituzione sono ora di ritorno a Saada, nel nord dello Yemen, per mandare avanti e sostenere le attività dei nostri colleghi nazionali e della Mezzaluna Rossa dello Yemen.

Nel caso della Somalia, anche se l’onnipresente insicurezza costringe il CICR a mantenere la sua delegazione a Nairobi invece che a Mogadiscio, negli ultimi anni abbiamo aiutato in media un milione di persone all’anno, in gran parte grazie al lavoro dei colleghi somali e all’eccellente cooperazione sul campo con la Mezzaluna Rossa Somala.

Ciò che è importante, è che, anche in situazioni in cui la nostra presenza sul campo è limitata, manteniamo un contatto con tutte le parti in conflitto, per spiegare loro chi siamo, cosa facciamo e come lavoriamo, nella speranza di poter impiegare, al più presto possibile, tutti i collaboratori di cui abbiamo bisogno.

Non temete che questo modo di procedere aumenti il rischio che gli aiuti siano rubati o persi?

Gli aiuti umanitari sono spesso di importanza vitale per i milioni di persone che si trovano in zone di conflitto e noi facciamo il possibile per minimizzare il rischio di furti o di appropriazioni indebite. Tuttavia non è una cosa facile nelle situazioni che sono spesso caratterizzate da sfollamenti massicci delle popolazioni, da infrastrutture danneggiate o distrutte e dalla scomparsa dello stato di diritto. In tali circostanze, gli aiuti umanitari e le infrastrutture logistiche usate per la loro consegna e distribuzione possono diventare un bersaglio per le reti criminali – indipendentemente dal nostro modo di lavorare e dall’ampiezza della nostra presenza sul terreno.

Ciò significa che una parte degli aiuti non è usato come previsto?

Sarebbe ingenuo pretendere che non ci sia alcun rischio di sottrazione degli aiuti umanitari. Ciononostante, nel corso degli anni, abbiamo messo in piedi un sistema di controlli e verifiche che mirano a garantire che il nostro aiuto raggiunga il più possibile le persone che ne hanno bisogno. Gli stretti contatti che manteniamo con i beneficiari del nostro lavoro e i loro rappresentanti, per esempio gli anziani, i responsabili delle comunità, le donne e i collaboratori e volontari della Società Nazionale locale della Croce Rossa o della Mezzaluna Rossa, sono determinanti. Ci sforziamo di consultarli dopo la distribuzione degli aiuti, al fine di identificare gli eventuali problemi, ad esempio relativi a sottrazioni o furti, e di adattare di conseguenza il nostro modo di lavorare.

Quali sono le misure concrete adottate per evitare le sottrazioni degli aiuti?

Noi cerchiamo, prima di tutto, di anticipare e ridurre il rischio di tali sottrazioni. In Somalia, ad esempio, il CICR paga gli articoli di soccorso solo dopo la loro consegna al punto di distribuzione previsto. Spetta al fornitore assicurarsi che la quantità convenuta vi arrivi nel momento previsto.

Un altro metodo consiste nel privilegiare tipi di aiuti che portano beneficio a tutta una comunità ma che sono difficili da sottrarre. A volte, può essere preferibile concentrarsi sull’approvvigionamento di acqua potabile o su migliori servizi sanitari piuttosto che distribuire articoli di soccorso che possono essere rubati o rivenduti.

È indispensabile, infine, lavorare a tutti i livelli con del personale che condivide gli obiettivi umanitari della Croce Rossa. Il CICR applica una politica di tolleranza zero nei confronti dei collaboratori che rubano o sottraggono dei soccorsi.

Perché non domandate semplicemente alle organizzazioni locali di garantire le distribuzioni?

Noi cooperiamo strettamente con i rappresentanti locali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che giocano un ruolo importante nelle distribuzioni. Ma, a differenza di altre organizzazioni, il CICR non ha l’abitudine di subappaltare le sue attività ad organizzazioni esterne al Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Il nostro lavoro esige che la nostra presenza sul campo ogni volta che ciò sia possibile, vicino alle comunità colpite dalla guerra, in modo da poter valutare i loro bisogni e l’efficacia dell’assistenza che noi portiamo loro.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/hum-aid-in-high-risk-env-interview-090410

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

3 - Ispettorato Regionale Pionieri Lombardia
Comitato Provinciale di Mantova
Organizzano

8 Maggio 2010 sulle orme di un’idea
SOLFERINO

h.15,00 – 22,00 Piazze Marconi, Torelli, Castello, Ossario, Memoriale Croce Rossa
Stand informativi e interattivi per grandi e piccini

h. 19,30  ritrovo in piazza Castello
h. 20,00 Memoriale Croce Rossa “Dammi una mano”

Rapresentazione della classe V  della Scuola elementare H.Dunant di Solferino
 
h. 20,30 Memoriale Croce Rossa:
Letture tratte dal libro “Un ricordo di Solferino”
 
h. 21,00 Memoriale della Croce Rossa
Consegna della Youth Declaration al Sindaco di Solferino

Per informazioni: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

4 - " Da Dunant e Nightingale a... Il Principio di Umanità nella Medicina , oggi ".
18 maggio alle ore 16,00 presso l'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri
Napoli

" In occasione della celebrazione del centenario della morte di Henry Dunant e  Florence Nightingale,  si terrà martedì 18 maggio alle ore 16,00 presso l'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri  la conferenza sul tema : " Da Dunant e Nightingale a... Il Principio di Umanità nella Medicina , oggi ".
Il tema della conferenza vuole essere un'indagine sul significato del messaggio  che i due illustri personaggi  hanno consegnato alla storia di CR e soprattutto sui riflessi che si sono avuti in  Medicina.  Sarà fornita  una  originale  chiave di lettura  di alcuni brani del libro " Un Ricordo di Solferino", operando  un riscontro odierno, in tempo di pace , di alcune riflessioni che vennero spontanee a Dunant durante l'improvvisata azione di soccorso a Castiglione delle Stiviere. Seguirà l'attualità  nelle scienze  infermieristiche  del messaggio  che si trae dall'opera di Florence Nightingale. Non  mancherà un riferimento al contributo della Sanità militare  nelle azioni di soccorso  in scenari di conflittualità armata. Per  finire,   la constatazione dell'affievolimento del sentimento di Umanità   nella Medicina oggi in presenza di   trattamenti terapeutici , talvolta lesivi della dignità umana."

Francesco Catapano

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

5 - CICR  Comunicato Stampa nr. 10/67
23 aprile 2010
CICR: L’assemblea elegge due nuovi membri
Traduzione di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR)  In occasione dell’Assemblea del 22 aprile 2010, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha eletto i Signori  Bruno Staffelbach e François Bugnion come nuovi membri del Comitato. Il Comitato conta ora 16 membri.

Il Signor Bruno Staffelbach è professore di gestione d’impresa all’Università di Zurigo e Generale dell’armata svizzera.

Il Signor François Bugnion è stato Direttore del Dipartimento di Diritto internazionale e della Cooperazione all’interno del Movimento, del CICR.

I due nuovi membri del Comitato prenderanno le loro funzioni il primo Maggio 2010.
 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.